DISTRATTI da Grexit, Il Parlamento Europeo approva il CENSURATISSIMO TTIP (42% PIL GLOBALE)

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Di grande attualità
Senza Edward Snowden non ne sapremmo nulla…
L’accordo che si svolge in segreto e a porte chiuse da più di un anno, dovrà rimanere segreto per i cinque anni successivi alla sua stipula…

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la mercificazione del mondo fa un grosso passo avanti. Col Voto di “Grosse Koalition” di “Popolari” (ora forse un po meno e Socialisti (che assomigliano sempre pià al nostrano Pd … Partito Diviso). Barricate (inutili) delle opposizioni.

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PREOCCUPATI DELL’ONDA “DEMOCRATICA” Greca e di quella montante Podemos , dietro alla spinta anche della Merkel il TTIP approda in parlamento e viene approvato con forzature importanti:

Martin Shultz fa saltare l’emendamento 40 che avrebbe permesso di far esprimere l’aula sull’arbitrato internazionale delle multinazionali contro gli Stati recalcitranti.

Si tratta di una forzatura procedurale inaudita. In due tappe. Prima invoca le prerogative del presidente per eliminare il pericoloso emendamento dalle procedure. poi ne fa votare un altro preparato da lui (pensate come lavorano bene le lobbies Usa-Ue su questo personaggio) dove cambia nome al pericolossissimo arbitrato (che si chiamerà Super Corte) e lo fa votare.

Che deficit di democrazia in questo Europarlamento che poteva almeno far finta di tener conto di 2 milioni di firme della società civile.

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Putin caccia Soros dalla Russia per ‘attività sovversiva’

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Le associazioni sovversive dello speculatore George Soros, stanno per essere cacciate dalla Russia.

Mosca sta indatti considerando il divieto di svolgere attività nel proprio territorio alle organizzazioni non governative straniere (ONG) che camuffate da enti ‘per la promozione della democrazia’ – un tipo di ‘democrazia’ dove i ricchi dominano grazie al controllo dei media – svolgono attività sovversiva.

La TASS, agenzia statale russa, ha riferito poche ore fa che il Consiglio della Federazione sta considerando una “lista” delle ONG accusate di svolgere “aggressione soft” nel Paese.

Dodici organizzazioni sono nella lista nera patriottica, tra cui la famigerata Open Society Foundations, di Soros. Molto attiva anche in Italia nel promuovere l’immigrazione e l’entropia etnica in generale anche attraverso sovvenzioni ad associazioni e siti internet pro-clandestini e pro-zingari.

Altre organizzazioni direttamente riconducibili agli Stati Uniti sono il National Endowment for Democracy, la Fondazione MacArthur e la Freedom House. In totale, l’elenco comprende sette organizzazioni americane, tre ucraine e due polacche.

TASS ha citato un progetto di legge che impedirà l’azione di ONG atte a portare “un attacco contro gli interessi nazionali”, comprese quelle finanziate da Stati esteri, che hanno l’obiettivo di “minare l’unità patriottica” della Russia.

 

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Alfano:”A Verona c’è la ‘Ndrangheta” ma per Tosi è sempre il solito fango…

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DIA

VERONA Stavolta non ci sono alibi. Perché stavolta non viene usato il condizionale. Ma solo l’indicativo. E perché a spazzarli via una volta per tutte, è il ministro dell’Interno. Quell’Angelino Alfano che aveva tentato un matrimonio politico con Flavio Tosi sull’altare delle elezioni regionali. Matrimonio mai consumato, visto il risultato delle urne. Con uno strascico che metterà a dura prova la liasion. Già, perché a sferzare a Tosi una scudisciata su uno dei temi a lui cari, vale a dire quello della «macchina del fango» che macinerebbe ogni volta che si parla d’infiltrazioni criminali a Verona e nel suo territorio, è proprio lui, il ministroalleato. Alfano ha risposto a un’interrogazione presentata dagli onorevoli del Pd Vincenzo D’Arienzo e Alessandro Naccarato su quelle «supposte» infiltrazioni. E le parole che ha usato non solo non le mettono in dubbio, ma le considerano cosa certa.

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Chi sono io per giudicare chi si fa di “bamba”?

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EVVIVA LA BAMBA

I coltivatori della nota pianta la regaleranno a Francesco al suo arrivo nel paese latino-americano

alver metalli (vatican insider)

Lo ha rivelato il presidente delle sei federazioni di produttori di coca della Bolivia Leonardo Loza ai giornalisti locali: una delegazione di cocaleros farà dono a papa Francesco di «una torta, una infusione per il mate e altri derivati» elaborati con la pianta di coca, la cui coltivazione in Bolivia è consentita per scopi medicinali e per uso nelle cerimonie tradizionali indigene. Studi affidabili hanno comprovato che la coca è stata utilizzata per millenni nella medicina tradizionale andina. E’ molto efficace come anestetico contro il mal di testa, i reumatismi, ferite e piaghe. La cocaina contenuta nelle foglie di coca restringe i vasi sanguigni, e contribuisce a rallentare le emorragie. Le popolazioni che vivevano sulla Ande utilizzavano la coca anche per combattere la malaria e l’asma, per migliorare la digestione e come afrodisiaco.

La donazione della sostanza al Papa nella forma di alimento e di tisana avverrà durante il previsto incontro con i movimenti Popolari dell’America Latina nella città di Santa Cruz, che riprenderà e prolungherà la prima edizione, che ebbe luogo in Vaticano alla fine di ottobre del 2014 per iniziativa del Pontificio consiglio della giustizia e della pace e della Pontificia accademia delle scienze sociali.

I cocaleros boliviani sono certi che il Papa riceverà l’insolito dono con l’allegria di sempre, e che passerà gli omaggi nelle mani di qualcuno dei suoi accompagnanti per poi destinarli ad altri beneficiari, com’è solito fare con i regali ricevuti. Ma tra i cocaleros c’è anche chi non esclude affatto – e anzi spera – che Francesco possa assaggiare su due piedi la torta di coca o provare l’infuso di mate. Cosa che non fece un anno fa, il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, omaggiato anch’egli della torta di coca durante il G7 con la Cina.

I produttori boliviani si propongono in questo modo di richiamare l’attenzione sui progressi che sono stati raggiunti nell’industrializzazione della pianta di coca, che il governo, peraltro, si propone di esportare previa rimozione della foglia di coca dalla lista degli stupefacenti in cui si trova in base ad alla convenzione antidroga delle Nazioni Unite.

La Bolivia, con il Perù e la Colombia è uno dei tre maggiori produttori mondiali di foglia di coca, che è l’ingrediente principale per sintetizzare il suo più noto derivato illegale, la cocaina. In Bolivia la coltivazione della foglia di coca è consentita su una superficie stabilita con precisione dalle leggi nazionali e l’uso medicinale e rituale della foglia è addirittura sancita nel testo costituzionale del paese andino. Le foglie della pianta di coca (Erythroxylum coca) contengono una quantità media di cocaina pari allo 0,8% del peso di una foglia fresca. Ma non solo cocaina: cinnamato di methylecgonine, truxilline e altri alcaloidi che sembrano essere d’aiuto durante la permanenza ad alta quota.

Terre d’America

 

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Norvegia: cambio di sesso per bambini dai 7 anni

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NORVEGIA

In Norvegia anche i bambini di 7 anni potranno “cambiare sesso”, quanto meno dal punto di vista anagrafico. E tutto ciò senza nemmeno il parere di medici o psicologi. La proposta di legge annunciata giovedì 25 giugno dal governo di Oslo è stata presentata come un progresso di civiltà senza precedenti: la misura, che dovrà essere esaminata da un comitato di esperti prima di essere sottoposta al Parlamento, sarebbe «storica – secondo le parole utilizzate dal ministro della Salute Bent Høie all’Oslo Pride Festival – in quanto non sarà più il servizio sanitario ma l’individuo a decidere se lei o lui ha cambiato sesso».

MASCHIO O FEMMINA? Poiché «le norme attuali sono inaccettabili e sono rimaste invariate per quasi sessant’anni», ha spiegato sempre Høie, la volontà del governo è di cambiare marcia «estendendo i diritti dei transgender anche ai bambini». L’intenzione è offrire anche ai minori di età compresa fra i 7 e i 16 anni la possibilità di dichiarare il proprio sesso a prescindere dalla biologia. La decisione, reversibile in qualunque momento, per lo Stato dovrà valere a tutti gli effetti, dal passaporto al codice fiscale. Nessuna valutazione medica sarà richiesta. Unica condizione: l’accordo dei genitori, ma solo fino a 16 anni. Superata questa soglia, la scelta spetterà solo all’individuo. Per il cambio di sesso con intervento chirurgico, invece, resterà in vigore l’obbligo di aver raggiunto la maggiore età.

L’UNICA COSA CHE CONTA. «Ora che stiamo realizzando questa normativa, possiamo essere orgogliosi», ha festeggiato Høie. Esultano anche le associazioni Lgbt: «È molto importante far sì che le persone transessuali molto giovani vedano rispettata la loro identità di genere», ha commentato Richard Köhler, della lobby Transgender Europe. Mentre Patricia Kaatee di Amnesty Norvegia, che aveva sollecitato il governo a intervenire su questa materia, spiega che è «un diritto umano basilare delle persone esprimere la propria identità anche nei documenti ufficiali». Kaatee apprezza particolarmente la volontà di “bypassare” i medici da parte di Oslo perché «l’unico requisito che dovrebbe essere richiesto a una persona per cambiare genere è la sua esperienza dell’identità di genere, non una diagnosi».

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Il sistema insindacabile di oppressione in Europa

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BANDIERA EUROPA

Una voce da Bruxelles, riportata da Dedefensa: “Fino a qualche anno fa, la consegna fra i funzionari dirigenziali era di essere più discreti possibile, specie nel caso delle auto di servizio ( …). Da qualche mese è un diluvio nell’altro senso: enormi 4×4, SUV, eccetera – si direbbe che i nostri famosi fabbricanti tedeschi non cessino di fabbricarne di sempre più grossi, più massicci, più blindati, specialmente concepiti per i funzionari – Juncker è un campione in questo campo – che sembrano sempre più delle fortezze semoventi, blindati di inaudita potenza e lusso, intoccabili, coi vetri oscurati, che si muovono in lunghi convogli come dei cingolati russi che invadessero l’Ucraina…”.

Insomma han buttato la maschera e adottato lo stile di ostentazione che è parte dello stile di vita degli oligarchi criminali dell’Est europeo. Istruttivo il particolare dei vetri oscurati, un tempo tipico della Nomenklatura sovietica. Il privilegio di un potere che non deve rispondere di sè.

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Quarantuno anni fa moriva Carlo Falvella, ucciso perché di destra

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Era il 7 luglio 1972, esattamente 41 anni fa, quando il giovane Carlo Falvella, appena diciannovenne, veniva accoltellato a morte dall’anarchico Giovanni Marini sul lungomare di Salerno.
Un omicidio che ha aperto la spiacevole stagione degli “anni di piombo”, della dialettica tra gli opposti estremismi basata su agguati e spedizioni punitive. Gli anni in cui “Uccidere un fascista non è reato”, secondo un abusato slogan della sinistra extraparlamentare di quel decennio.
Luca Telese, prendendo spunto dalla canzone “Claretta e Ben” dei 270 bis, ha coniato la formula “Cuori neri” per indicare i giovani missini uccisi dall’odio comunista negli anni ’70, intitolando così il suo bel libro a loro dedicato. Carlo Falvella è stato il secondo “cuore nero” dopo Ugo Venturini, morto in ospedale il 18 aprile 1970 perché colpito in testa da una bottiglia di vetro lanciata dai contestatori della sinistra extraparlamentare che volevano impedire il comizio di Giorgio Almirante a Genova.

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Alba Dorata: ecco perché non ci siamo seduti con Tsipras

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Il leader del partito: “Nessuna esclusione, siamo stati noi a non voler parlare con il premier”

A Bruxelles la diplomazia europea oggi è di nuovo al lavoro per cercare di trovare una soluzione alla crisi del debito greco. Con l’Eurogruppo e l’Eurosummit di oggi infatti, ripartono i negoziati per trovare un’alternativa condivisa al piano Juncker e scongiurare la Grexit di Atene. Così, per presentare le nuove proposte del governo greco ai vertici dell’Unione Europea, Tsipras è volato a Bruxelles, forte del voto dei greci, del nuovo ministro delle Finanze Euclide Tsakalotos, e del mandato di tutti i partiti che siedono nel Parlamento ellenico. O meglio, di tutti tranne uno.

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[EDIZIONI RADIO SPADA] Finalmente in arrivo “Nella profezia di Fatima il mistero dell’altra Roma”, di Arai Daniele con postfazione di Matteo Castagna

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LIBRO ARAI

TITOLO: Nella profezia di Fatima il mistero dell’altra Roma

SOTTOTITOLO: “Vae, vae, civitas…” (Ap XVIII)

AUTORE: Arai Daniele

POSTFAZIONE: Matteo Castagna (Christus Rex)

BREVE INTRODUZIONE: “L’anima cattolica rivolta a Fatima per capire l’ora che viviamo può solo farlo seguendo quel naturale senso di stupore che, come inse-gnava Aristotele, è la vera guida alla saggezza. Capirà allora che Fatima è un altro gran segno della soavità divina, dato per lenire le profonde contraddizioni umane che viviamo. È segno soprannaturale nella sa-piente sequenza di altri che, in ogni tempo e luogo, furono offerti a noi per guidarci attraverso i labirinti della vita.
La Sacra Scrittura è storia di questi segni dati a tutti, agli Ebrei come ai Niniviti, ai re come agli schiavi, in una sequenza secolare, di colle in colle e da profeta a profeta, che guidavano all’avvento del Segno supremo: il Verbo Incarnato. E il segno di Betlemme fu visto da re saggi di paesi lontani come dai pecorai dei dintorni.”

INFORMAZIONI SULL’AUTORE: La singolarità dell’autore di questo lavoro, Arai Daniele, è di non essere né uno scrittore di mestiere, né uno studioso accademico, ma un comandante d’aviazione civile. Nato a San Paolo il 13 maggio 1934, ha studiato nel Collegio San Luigi dei Gesuiti. Tra gli studi all’Università di Fisica e l’aviazione ha seguito questa carriera per ragioni contingenti, che lo ha condotto da giovane dal Brasile ai cieli di tutto il mondo. Ma il pilota, nello scontro con la dura realtà della vita e della morte, come padre di famiglia, si sentì richiamato alla Chiesa della sua giovinezza. Lì, tuttavia, ha trovato un porto desolato da devastazioni descritte dai profeti. Nella difficoltà di trovare un ritorno sicuro, prese la direzione luminosa di Fatima. Questo è il percorso che segue da allora, scrutando il suo profetico messaggio di pace e di salvezza, tralasciato per oscuri disegni. Lo segue, moltiplicando scritti, conferenze in vari paesi e lingue. Ha collaborato col la rivista «Permanência» di Gustavo Corção a Rio, col «sì sì no no» di Don Putti e «Chiesa Viva» de Don Villa, e «Roma» di Buenos Aires. Ma considera la sua missione principale quella di aver collaborato strettamente con i Vescovi Antônio de Castro Mayer e Marcel Lefebvre.
Oltre ai molti scritti di natura religiosa e storica, il Daniele ha pubblicato in portoghese il libro «Entre Fátima e o Abismo», (Ed. Excelsior, 1988, SP), presentato da Sua Ecc. Mons. Castro Mayer, con un’importante dichiarazione sulla naura di Fatima. Inoltre, ha pubblicato in italiano «L’Eclisse del pensiero Cattolico», Ed. Europa, Roma, 1996 e in francese «L’Esprit désolant de Vaticano II», presentato da Malachi Martin, Ed. Delacroix, Dinard, 1997. Altri lavori, tradotti anche in inglese, attendono pubblicazione. L’Autore vive ad Aljustrel, Fatima.

INDICE:

Introduzione. Segreto di Fatima o Mistero vaticano?
I parte. L’ora provvidenziale della «Profezia di Fatima»
1 – Benedetto XV: il Papa a cui Maria rispose
2 – L’accordo del «Segreto di Fatima» con il Papa e con la Fede
3 – Pio XI: il Papa che Maria predisse
4 – Fatima e il «Re di Francia» nella Rivoluzione
5 – Pio XII: il «Papa di Fatima»
II parte. La Profezia ignorata, il Pastore colpito e la città demolita
6 – Il «Terzo Segreto» si accorda col Vangelo?
7 – Appello di Fatima o del «mondo migliore»?
8 – Il «Nuovo Giona» e la Sfinge dell’altra Roma
9 – Il «Terzo Segreto», Suor Lucia e l’alienazione di Fatima
10 – Il «Segreto» aiuta nella difesa della Fede?
Postfazione di Matteo Castagna
Bibliografia e abbreviazioni

PAGINE 260 formato A5

© 2015 Edizioni Radio Spada

ISBN 9788898766178

PREZZO: €19,90 + spese di spedizione

Prenotabile tramite email a edizioniradiospada@gmail.com

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