La “Strategia 2015″ del Pentagono per dominare il mondo

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PENTAGONO BUM BUM

Segnalazione di Federico Prati

di Mike Whitney

Il Pentagono ha pubblicato giovedì scorso la Strategia Militare Nazionale 2015, un piano di 24 pagine per dominare il mondo attraverso la forza militare.

Se il linguaggio usato è più sottile e meno incendiario rispetto ad analoghi documenti del passato, la determinazione a perseguire unilateralmente gli interessi statunitensi tramite la violenza estrema resta però la pietra angolare della nuova strategia.

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“1984” arriva in Europa: fine della libertà’ di parola in Spagna

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Segnalazione di Federico Prati

La Spagna ha dimostrato di seguire appieno le direttive autoritarie di Bruxelles per mettere fine alla democrazia. I potenti si sono semplicemente convinti che il popolo non capisce cosa sia buono per esso, e che devono quindi imporgli la loro volontà con la forza bruta. Ma non è questo il ragionamento che giustificava l’imposizione del comunismo? Questa è la fine di ogni libertà, ed è arrivata alla nostra soglia. Ecco le nuove leggi spagnole (Ley Mordaza):

  1. Se fotografate il personale della sicurezza e poi condividete le immagini sui social media, pagherete una multa fino a 30.000 euro, in particolare se la foto espone la violenza usata contro un membro del pubblico. La multa potrebbe aumentare a seconda del numero dei vostri “followers” sui social media.
  2. Twittare o ri-twittare informazioni o “il luogo di una protesta organizzata” può ora venire interpretato come un atto di terrorismo, poichè incita gli altri a “commettere un crimine” (ora che “dimostrare” è diventato per molti aspetti un crimine). Ricorda un po’ “1984”? Leggetevi Orwell e il tempo da lui trascorso in Spagna.
  3. La rivelazione di informazioni in stile Snowden è ora definita un atto di terrorismo. Se scrivete per un giornale locale, state attenti a cosa stampate, a chi vi rivolgete, e se il governo vi sta ascoltando.
  4. Visitare o consultare i siti terroristici, anche a scopo investigativo, può essere interpretato come un atto di terrorismo. Assicuratevi di usare browser “Tor”, rifiutare i cookies e non permettere i pop-up. Ovviamente non postate la navigazione sulla vostra cronologia di Facebbok!
  5. Prestate attenzione alle vostre battute contro i reali. Qualsiasi commento satirico contro la famiglia reale è ora un crimine “contro la Corona”. Per esempio, “Cosa hanno avuto da dire, Leticia e il vescovo, dopo che…” (scusate, censurato).
  6. Non infastidite i membri eletti del governo o le autorità locali, neanche se dicono una cosa per farsi eleggere e poi vanno a fare l’esatto contrario.

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Operazione Quercia: il Duce liberato

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DUCE

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Sconvolgente la teoria esposta dall’autore nel libro “L’ultimo segreto di Mussolini”, edizioni Il Cerchio

Un patto segreto tra Badoglio e i tedeschi: è la tesi che Vincenzo Di Michele argomenta nel suo volume

Ma quante giravolte ha compiuto, Pietro Badoglio? È la prima considerazione che viene in mente al termine della lettura del volume “L’ultimo segreto di Mussolini – Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi”, di Vincenzo Di Michele, appena uscito, edito da Il Cerchio.

C’è davvero da riflettere. Perché l’episodio della famosissima “Operazione Quercia” viene in queste pagine completamente rivisitato. Di Michele non si limita a teorizzare, ma porta prove e testimoni.

Pietro Badoglio, che certamente è uno dei personaggi più inquietanti della storia del Fascismo e non solo, già fino all’8 settembre 1943 ne aveva fatte, di capriole. Questa che racconta Di Michele è l’ennesima, ed è decisamente impensabile. Finché non si legge il libro “L’ultimo segreto di Mussolini”. Che poi, che sia un segreto non ci piove. Non certo di Mussolini, però, che probabilmente non ne sapeva proprio niente.

Andiamo con ordine. Vincenzo Di Michele ha al suo attivo una serie di pubblicazioni: “La famiglia di fatto”, “Io prigioniero in Russia” (in cui riferisce le peripezie di suo padre, che fu appunto prigioniero in Russia: il volume vendette oltre 50mila copie e vinse numerosi premi), “Guidare oggi”, “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso” (in cui già mette in discussione la vicenda di Campo Imperatore per come è stata raccontata sui “giornaloni” e in molti scritti), “Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi”, “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota”. Il suo lavoro più recente è questo, “L’ultimo segreto di Mussolini”, che prende le mosse da un’altra vicenda familiare. Perché il cugino di suo padre si chiamava Alfonso Nisi, ed era il contadino che fu invitato dal tenente dei carabinieri Alberto Faiola, addetto alla sorveglianza del Duce, a Campo Imperatore proprio nei giorni in cui Mussolini era tenuto prigioniero lassù. Che in quei giorni vi fosse, in quel’albergo, tra gli altri, un ospite che giocava a carte con Mussolini era cosa nota, il destino ha voluto che suo nipote, decenni dopo, diventasse uno scrittore e ne potesse narrare le vicende. Insomma a Di Michele le avventure di quei giorni vengono spiegate da uno zio. Inizialmente lo scrittore non sembra dare molto peso alla cosa, ma poi sono molti gli elementi che lo inducono ad approfondire, ed ecco che quelli che sembravano solo indizi producono, cercando e scavando, delle prove.

Il libro di Vincenzo Di Michele possiede uno stile piacevole alla lettura, il linguaggio è chiaro e diretto, le vicende vengono riportate nella loro essenza e il contesto è spiegato con una certa efficienza. Il racconto si snoda tra testimonianze già note ed altre tenute in poca considerazione che, invece, sembrano rilevantissime in termini storici.

Nel corso di questi settantadue anni che ci separano da quei giorni, non è la prima volta che viene messa in discussione “l’eroica impresa tedesca dell’Operazione Quercia”, la novità sta nel fatto che Di Michele tira fuori dalle nebbie dell’oblio testimonianze importantissime e le guarda, raggruppandole e dando loro un senso logico, sotto una luce più vivida, certamente rivelatrice.

Il ridimensionamento della figura di Otto Skorzeny, un episodio storico da analizzare anche alla luce di questo lavoro

Approfondimenti su una pagina importante della nostra storia

Le ricerche e le testimonianze che l’autore propone pongono interessanti quesiti e suscitano riflessioni

Il Duce in effetti era un prigioniero, ma non un prigioniero qualsiasi: era l’uomo che aveva governato l’Italia per vent’anni e ancora di certo un personaggio di indubbia rilevanza nello scacchiere internazionale. Di Michele racconta di fonti che hanno riferito che Mussolini al Gran Sasso godeva di grande libertà, che egli fosse addirittura in condizioni di scrivere a chi voleva e quando voleva. Questo però necessita di alcune precisazioni: “Mia nonna Rachele – ci dice Edda Negri Mussolini – mi raccontò di alcune lettere che le furono recapitate da Andreotti dopo il 1945 e relative al periodo della prigionia del nonno Benito. Non vi era scritta la località, erano sottoposte a censura, da esse si evinceva che il nonno non sapeva cosa accadeva. Quindi si, di lettere lui certamente ne scriveva (e infatti alla nonna Rachele ne vennero consegnate cinque, ovviamente molto tempo dopo) ma in esse non erano dettagliati né il luogo né la data. Venivano intercettate, censurate”. Citando poi il volume di Anita Pensotti “Rachele e Benito, Biografia di Rachele Mussolini”, Di Michele riferisce che gli abiti da montagna vennero chiesti a Donna Rachele: “Si, è vero – ci conferma Edda – infatti lei glieli inviò, sapeva solo che servivano abiti pesanti, da montagna. Nessuna notizia sul luogo in cui sarebbe stato condotto il marito”.

Ma oltre queste vicende ve ne sono altre che mettono pesantemente in dubbio la versione finora accreditata dell’impresa di Skorzeny (la cui figura viene notevolmente ridimensionata da Di Michele). Complicità degli italiani, dunque: una liberazione che assomiglia sempre più ad un rilascio. E dietro le quinte, a tirare i fili, sempre lui, Pietro Badoglio, in una delle sue tante performance da trapezista. Abilissimo a manovrare le vicende a suo favore, il Maresciallo d’Italia però in quel frangente se la vide davvero brutta: la paura dei tedeschi era così grande che la sua viltà venne allo scoperto in maniera plateale con l’ultimo atto della sua carriera: la fuga al Sud.

Il libro va letto nella sua interezza, al fine di comprenderne gli straordinari risvolti storici. Risvolti che non devono essere sottovalutati, ma che vanno invece valutati attentamente insieme alle inevitabili considerazioni che essi si portano dietro. Intanto e prima di tutto questi elementi tratteggiano in maniera esatta la figura di Mussolini e stravolgono la versione trita e ritrita a cui siamo abituati da troppo tempo e che ancora oggi siamo costretti a sorbirci in ogni anniversario del 25 aprile. Nel tempo, il baratro in cui era caduta l’Italia con la guerra civile è stato ricondotto alla esclusiva responsabilità di Mussolini. Da questo volume e da queste verità storiche (ma anche da molti altri elementi inequivocabili di cui abbiamo parlato e di cui parleremo ancora) balza evidentemente agli occhi che quelle responsabilità vanno addossate ad altri: primo su tutti Pietro Badoglio, vero responsabile della tragedia italiana. Cosa avrebbe dovuto o potuto fare Mussolini? La sola via era quella di gestire la cosa cercando di contenere i danni, immensi, che avrebbero, viceversa, schiantato la penisola. Certo, che bel capolavoro, quello di Badoglio e del re Vittorio Emanuele. Far destituire Mussolini per poi rivendersi più volte ai tedeschi e infine vendersi (con baracca e burattini) agli Alleati, e nel frattempo trattare per consegnare il Duce a Hitler, una mossa da veri strateghi, non c’è che dire. Giocare su tre tavoli, tentando di truccare le carte con i nemici di ieri e di oggi. Quale governante avrebbe mai potuto concepire un piano così ingarbugliato e controproducente? Talmente controproducente che gli effetti terribili sono stati quelli che sappiamo. La liberazione di Mussolini sul Gran Sasso, dunque – dice Di Michele – faceva comodo a tutti: ai tedeschi, che così tornarono a vantare un certo prestigio. A Badoglio & co., che così riuscirono ad evitare che la mannaia tedesca finisse sul proprio collo. Di certo non fece comodo a Mussolini, che avrebbe voluto ritirarsi alle Caminate e al quale neppure questo fu concesso. Di fronte ad un bivio, il Duce scelse la via più difficile, la sola in grado di limitare i danni. Molte altre riflessioni si potrebbero fare, ragionando sul lavoro di Di Michele, che certamente apre uno scenario interessante e dai molteplici risvolti. In termini tecnici, il volume vanta un certo corredo fotografico e documentaristico ed una bibliografia essenziale ma specifica e completa.

emoriconi@ilgiornaleditalia.org

Emma Moriconi

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La buona scuola di Renzi introduce il Gender

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BIMBI

L’ideologia del gender entrerà per legge nella scuola nell’area curricolare, non soggetta a consenso informato e non controllabile dal genitore

di Giano Colli

Spett.le redazione di BastaBugie, seguo con interesse il vostro giornale ed ho letto con attenzione l’articolo di Riccardo Cascioli “Smascherato il diabolico compromesso” [vedihttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3826]. Sono un insegnante della scuola statale e vorrei segnalare che il principale strumento nel quale il gender entrerà per legge (Buona Scuola) nella scuola è proprio l’area curricolare, non soggetta a consenso informato e non controllabile dal genitore. I progetti extracurricolari sono infatti costosi e facoltativi e si tende a svolgerli durante le ore curricolari (obbligatorie) con la scusa della flessibilità didattica delle varie discipline o addirittura curvando appositamente il profilo didattico di alcune discipline verso il gender, basta l’intervento dell’insegnante e la scelta di testi e altri materiali. Nella mia scuola è stato fatto un progetto di educazione sessuale (con profilattici ecc,) durante ore curricolari al posto di alcune materie, senza informare più di tanto. Solo alcuni genitori si sono accorti. Anche le paritarie, con la Buona Scuola, dovranno piegarsi a far entrare il gender in quanto la formulazione dell’art.16 è inequivocabile e fa riferimento al decreto Fornero contro le discriminazioni (leggere bene e vedere cosa si nasconde dietro quei numeri di leggi). Entrerà nel taglio didattico curricolare, per legge. Non vi spiegate perché le associazioni pro-gender non abbiano protestato alle dichiarazioni ed alla circolare del Ministro Giannini? L’unico modo che hanno i genitori di tutelarsi è la partecipazione attiva (ma contro la legge si può poco), i ricorsi di incostituzionalità contro la Buona Scuola (toglie la libertà di educazione e di insegnamento) e la oculatissima scelta della scuola peri propri figli, senza scartare, anzi, la possibilità dell’istruzione parentale, contro cui la “Buona Scuola” nulla può. Stanno infatti fiorendo molte scuole parentali [come, ad esempio, Alleanza Parentalehttp://www.alleanzaparentale.it]. Un saluto. grazie. Andrea Caro Andrea, in effetti non mi risulta che i progetti gender attualmente siano proposti come attività extracurricolari facoltative. Una cosa sono le attività extracurricolari (formalmente non fanno parte del programma – curricolo, ma vengono fatte in orario obbligatorio, come arricchimento dell’offerta formativa), una cosa le attività fatte in orario extracurricolare (effettivamente facoltative). In una scuola elementare di mia conoscenza, il progetto era inserito nell’orario obbligatorio, in nessun modo poteva essere a scelta la partecipazione, insomma è proprio vero che questa circolare è davvero pessima. Altro che salvezza dal gender! A onor del vero, Riccardo Cascioli ha precisato la sua posizione in merito con l’articolo  “Buona scuola e Cirinnà” dell’11-07-2015 in cui ha precisato: “ho solo preso atto di quanto ormai compiuto, consapevole anche del fatto che quell’articolo 16 della riforma della scuola è – purtroppo – solo uno dei canali attraverso cui il gender penetra nella scuola. Bisogna ricordare al proposito che la principale fonte di problemi in tal senso è quella ‘Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere’, che dobbiamo al governo Monti e in particolare al ministro Fornero. Già nel maggio 2013, del resto, avvertivamo su quello che sarebbe successo nella scuola, ma anche allora la maggior parte dei politici cattolici aveva altre preoccupazioni.”

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I rimorsi del FMI e la memoria corta di Schäuble: quando era la Grecia a tagliare il debito tedesco

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BANDIERE

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Il 5 giugno del 1947, in un memorabile discorso pronunciato all’Università di Harvard, Boston – Massachusetts – stando in piedi sulla scalinata della Memorial Church, il segretario di stato americano di allora George Marshall annunciò al mondo il varo di un piano di aiuti diretto soprattutto all’Europa ridotta in macerie dalla Seconda Guerra mondiale. In quella occasione, Marshall spiegò che negli Usa si erano convinti che per uscire dalla fase critica ed avviare un minimo di ripresa occorresse dare ai Paesi europei dei finanziamenti per almeno 3-4 anni al fine di sostenere la ricostruzione delle economie distrutte dalla guerra. Si faccia attenzione all’approccio: gli Usa dettero finanziamenti, soldi fruscianti per investimenti produttivi, e non imposero in cambio agli europei tagli della spesa ed il contenimento del disavanzo di bilancio entro il 3 %. Bisognava creare un po’ di ricchezza nazionale nei vari Paesi, dare un po’ di reddito pro-capite per far incrementare i consumi e mettere in moto un circolo virtuoso di crescita. Tra i beneficiari dei 17 miliardi di dollari del tempo, che a spanne corrispondono a 4mila miliardi di euro di adesso, ci fu la Germania, dopo che venne formalmente costituita come repubblica federale nel 1949, che ricevette un miliardo e mezzo di dollari, più dell’Italia che ebbe 1,2 miliardi. Oltre agli aiuti economici, il piano prevedeva scambi scientifici, trasferimento di know-how Usa e visite a fabbriche e stablimenti di produzione statunitensi per consentire la specializzazione del personale e dei futuri manager dei processi industriali europei.

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Consigli per le coppie in crisi…o per evitarla!

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Risultati immagini per coppia felice

di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Dio si è impegnato con voi il giorno del vostro matrimonio; non siete più 2 ma 3. Ce la faremo.

Sapere perdonare e domandare perdono: alla sera almeno 1 volta al giorno, mano nella mano, il Padre Nostro. Per dire “rimetti a noi come noi rimettiamo: se ti ho offeso oggi o mi hai offeso, ti offro il perdono, accetto il tuo perdono ti chiedo perdono.

Litigate per prendervi la colpa. L’umiltà: Se il nostro matrimonio ha un problema, è certamente colpa …MIA! Vedrai che tutto cambierà./ Se siete in crisi, prendetevi per la mano, correte alla chiesa dove vi siete sposati e dite a Ge- sù:” Scusaci Signore ma siamo ancora noi. Aiuto!”

Vedere il positivo: nel rito bizantino gli sposi si incoronano l’un l’altro con 1 corona di rose: per ricorda re che a volte la/lo vedrai con le rose, tutta dolce, bella….e a volte la vedrai colle spine. Amalo/la lo stesso. Anche Gesù non era bello da vedere con la corona di spine./Lei è la mia croce! -Forse sei tu la Sua./ Almeno 1 volta al di, digli qualcosa di amabile: Quale virtù divina ho visto in lui/lei oggi per dirle questa sera:”Oggi ho visto in te questo; grazie! –E se non vedo niente? -Allora Tu hai un problema!

Cambiare un punto chi gli piacerà. Ti hanno detto -moglie, amici- 1000 volte che tu hai questo difetto o questa porta che si blocca e che non hai mai riparato o che metti sempre troppo sale nella pasta. “Ma non è vero!” E ti fa innervosire. Allora è vero. Cambia su quel piccolo punto: fallò per Gesù -l’altro lo vedrà o no, ma Dio Si.

I miei / i nostri figli: “Padre, i Miei figli…” -Signora, le avete fatti da sola, come Maria SS? -Beh, no, anche con lui (Il marito)! -Allora dite: I Nostri./ “Guarda cosa hanno combinato i Tuoi figli! –Caro o ca ra, sono anche i tuoi!” Tutto è Nostro fra sposi: Il tempo, il denaro, il calcio, anche i genitori o suoceri.

Quando si arrabbia, Taci! E quando si calma, dille solo: “Cuore mio ti amo”. Aspetta 15 minuti, non parlare se sei arrabbiato/a; diresti cose che non vuoi dire. Quando lei è arrabbiata, prendi i bimbi e porta li fuori anche per 1 ora, per sollevarla: le donne apprezzano. Dopo lavoro, prima di affrontare la casa, aspetta 5 minuti in macchina o entra in 1 chiesa o nel parco vicino. Quando lui entra in casa, non saltar- gli addosso subito con i problemi della giornata. Un bacio, ”Bambini, venite a salutare papà ”, e lascialo 10 minuti in pace.

Mai litigare davanti ai figli .Papà (o Mamma) ha detto NO? Allora fate come ha detto! Fronte comune davanti ai bambini. Poi in privato con dolcezza:”Amore mio, ti voglio bene e vorrei conoscerti di più. non voglio giudicarti ma vorrei sapere perché hai detto di Si o di No. Io forse avrei detto l’opposto” Ed ascoltate con Amore. I bimbi sono furbi per mettere papà contro mamma o i nonni contro i genitori.

Non risalite ad Adam ed Eva quando litigate. State al problema e starci fra voi; non lasciarci entrare le cognate. “Sei come il tuo padre, la tua madre, il tuo nonno.”Lasciate i genitori a casa. La sposa ha 1 me- moria d’elefante, non dimentica niente, anche dopo 30 anni: “Mi hai fatto aspettare 1 ora da fidanzati”. Altro: i problemi si risolvono attorno alla tavola col rosario nella mano…mica al letto soltanto, dove dopo il momento di piacere, risorgono subito.

Un mese dopo il Matrimonio, sono piombata a casa dei miei alle 2 di mattina in vestaglia. Avevo litigato con mio sposo. Busso disperata. Mamma si alzò e di dietro la porta, senza aprire, mi disse:” Figlia mia, adesso sei sposata -prima di essere figlia nostra. Ritorna a casa e affronta il tuo sposo. Pregheremo per voi.” Questa notte mamma mi ha salvato il matrimonio.

Serata di coppia: almeno ogni 15 giorni la vostra serata di coppia, fra voi, senza figli, anche se l’ultima ha 4 mesi. Lasciateli ai nonni e scappate. Vi piace la cucina giapponese o il cinema? Andate al ristorante giapponese o al cinema,anche se vi costerà 60 €. Dio ve lo renderà. E’ provvidenza. Il vostro amore vale molto di più. Farà bene a voi e ai bambini.

Come parlarvi. Dio ha fatto il matrimonio fra 1 uomo e 1 donna: il giorno e la notte! Lei pensa, parla diversamente. Quando lui è preoccupato, ha bisogno di silenzio, di chiudersi per un po’ nella sua grotta: lascialo. Dirgli soltanto “Cuore mio, avrei piacere di parlarti, ma dimmi quando te la senti”. Spesso bas- terà 10 minuti./ Quando lei è preoccupata, ha bisogno di parlare, di sfogarsi con la lingua, per ordinare i pensieri in testa. E’ più complessa nel pensare. Ma avvisalo.”Non voglio aggredirti ne rimproverarti ne avere consigli, ma essere ascoltata.” Cosi, lui sarà 1 dolce principe azzurro. Ascoltala…chiudendo la Tv o la gazzetta dello sport. Guardala negli occhi, assenta colla testa, prendile la mano. Quando sei uscito dalla tua grotta ,vai a cercarla con tenerezza. Avete le grazie del Sacramento.

Dille che la ami…1000 volte al di. “Ma lei lo sa!” -Fallò lo stesso. E’ donna, non è uomo; ha bisogno di sentirselo dire con 1 carezza, 1 complimento anche davanti ad altri, 1 priorità alla porta, 1 biglietto, 1 fiore…anche dopo anni di matrimonio .Non è 1 peccato anche se davanti i figli. “Ragazzi, avete una mamma fantastica, me la risposerai”. Volerà in casa per una settimana/ Anche tu, sposa, dillo: quante mogli distruggono i loro sposi perché non li fanno sentire il loro amore.

Dagli priorità sui figli: sei sposa prima di essere madre. Se ritorna dal lavoro allo stesso momento che i figli, vai prima da lui, affidando i bambini all’angelo custode. Capiranno e vi stimeranno.

Intimità coniugale. E’ parte del sacramento. L’occhio vuole la sua parte: fatti bella per il tuo sposo. Perdi i chili di troppo. Dall’inizio abituate i bimbi a dormire in cameretta loro. Ma dormono!- Sei sicura? L’amore non si fa, ma si riceve. Non si fa in 3 minuti e poi buona notte .”Quando lui ha finito, diventa 1 pezzo di ghiaccio fra le mie braccia!”. La moglie ha un climax molto più lento, ha bisogno di 20 minuti di coccole, d’attenzioni, di parole, tutta la giornata, per giungere al desiderio del dono totale. Costa molto di più a lei; deve togliere la maschera, le difese psicologiche, credersi bella, offrirsi indifesa nel suo più intimo. Non arriverà mai al piacere dell’orgasmo se non si sente amata ,rispettata, accettata completamente con tutto il suo mistero di fecondità. Fingerà come fanno tantissime donne. Non è un peccato per gli sposi dire: ”Questo tipo di carezza, a questo posto, mi piace”. Tu, sposo, sappi controllarti, per aspettare la tua sposa. Dille:”Grazie per aver scelto me come il tuo sposo/a X anni fa, con Dio, di esserti dato/a a me con fiducia per farti felice. Posso unirmi a te?” E al momento finale: “Ti amo, ti amo”. Una sola carne. Poi stai in lei ancora, parlagli, coccolala, anche se ti costa. Il liquido seminale contiene un ormone che Dio ha creato solo per lei, che la colma e calma dopo il rapporto coniugale. Rimanete chinati insieme con Dio sul suo intimo dove forse si sta operando in quel momento il più grande mistero: Abbiate fiducia in Lui. “Quando 1 moglie dice al suo sposo: sono incinta, il Mondo dovrebbe fermarsi”. In un matrimonio felice il sesso conta 15%. In un matrimonio infelice il 90%.

Educate i bimbi all’intimità e rispetto. La camera di papà e mamma è 1 mistero sacro, non ci si entra senza essere invitato. Quando compì 8 anni la figlia più grande ebbe sua camera separata. Papà bussava sempre alla porta e non entrava prima che la bambina dicesse :”Papà, entrate”. “Bimbe, chiudete la porta del bagno. Siete signorine”. E spiegate il perché di questo mistero delicato.

Chi ama bene castiga bene. Mazza e panella fanno figli belli. Non ha mai fatto male a nessuno. Non castigare perché sei arrabbiato con la moglie, ma fallò perché è giusto. I figli capiscono benissimo la differenza. “Siete 1 dono di Dio ma ve le suoniamo perché avete fatto 1 cosa cattiva: si chiama 1 male mo- rale”. Poi portali con te a confessarsi dal prete…dando l’esempio. Vedendoti confessare, ti faranno domande e tu spiegherai. “Non è facile essere genitori. Anche noi pecchiamo e necessitiamo confessarci ”.

Formare all’umiltà e all’ubbidienza. Grazie, prego, di niente, scusatemi, posso?, per piacere. Tali pa-role, tali atti. L’erba Voglio non cresce a casa nostra. Anche voi genitori fatelo fra voi davanti a loro. Tagliate netto i capricci, dalla culla; dopo 3 anni è troppo tardi.

Mai dire a 1 bimbo che è cattivo. Lui lo farà o lo diventerà. Non paragonare i figli fra di loro o con al- tri :”Lui est buono, non è come te!”. Lui è lui, punto! Deve correggersi, ma non è l’altro. Puntate sul buono che fa ogni tanto; mostrate che l’avete notato e che siete contenti, sarà portato a ri-farlo.

Educate alla povertà: “Mamma, siamo 4 figli e ci sono solo 2 mele! -Tagliale in 2, farà 4 meta!” Vuoi i tuoi figli felici? Educali nella povertà. Non dare loro tutto ciò che puoi. Non vogliono la caramella o la play ma coccole e attenzione, magari un NO chiaro: fate crescere i figli di Dio, non quelli di satana.

Non dire mai bugie ai bambini, anche se piccoli, neanche su Babbo Natale. Perderanno fiducia in voi. “Mamma, perché nell’autobus hai detto che avevo meno di 6 anni e alla vicina adesso hai detto che ne ho quasi 8?”. Non promettere cose che sapete non poter mantenere (Ricompensa o castighi).

Date esempio. Devono sorprendervi in ginocchio mano nella mano almeno 1 volta al giorno; dalla cul- la! “Ma cosa fanno? Stanno parlando con Dio, riconoscono l’autorità superiore, parlano di noi a Dio –Il loro matrimonio è appoggiato sul solido. Ci insegnano a rispettare l’autorità superiore…dunque anche noi dobbiamo riconoscerla e rispettarla in loro. Obbediscono a Dio e noi ubbidiamo a loro”./ Ma se i vostri figli non vi hanno mai visti in ginocchio… E pretendete l’ubbidienza da loro? Papà (Mamma) non va mai a messa e non si confessa mai; da grande farò come lui. Si chiama scandalo.

I due Libri degli sposi: Filotea, di San Francesco Di Sales / Una sola carne, di Michel Laroche

Dvd da vedere insieme:”Balocchi e profumi” Buona giornata amore. Ricordati dell’appuntamento con il dentista, di portare fuori la spazzatura e di darmi un bacio quando esci.

Ti ho sognato tutta la notte. Grazie per esserci stata quando mi sono svegliato questa mattina.

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Dopo i gay, anche i trans potranno entrare nell’esercito USA

militare

Segnalazione di Corrispondenza Romana

 

di Alfredo De Matteo

Nel 2011 i vertici militari statunitensi tolsero lo storico e sacrosanto divieto che impediva agli omosessuali di prestare il servizio militare. Lo scorso giugno, durante una cerimonia al Pentagono per il mese del Gay Pride, il ministro della Difesa Carter dichiarò di voler arrivare ad un punto in cui nessuno deve prestare servizio in silenzio e dove tutti i soldati, marinai, avieri e Marine sono trattati con la dignità e il rispetto che meritano.

Lo stesso presidente Obama invitò alla Casa Bianca un aviere transgender, in occasione di un ricevimento per Lgbt Pride, il quale era a sua volta accompagnato da una fidanzata transgender caporale dell’esercito. Ovvio dunque che prima o poi anche l’ultimo paletto (forse è più prudente dire l’ennesimo…) cadesse sotto i colpi del politicamente corretto e della perversa logica della non discriminazione. Sembra infatti che sia solo questione di poche settimane e il provvedimento che spalanca le porte dell’esercito anche alle persone transgender verrà ufficializzato.

All’inizio riguarderà solamente i trans che già prestano servizio nelle Forze Armate poi inevitabilmente riguarderà anche chi invece intende arruolarsi. In questa prima fase lo scopo principale sembrerebbe quello di impedire che tali personaggi già in uniforme siano costretti ad abbandonare la carriera militare (Il Giornale, 14 luglio 2015).

Procede a tappe forzate il tentativo di giungere alla completa normalizzazione delle perversioni sessuali messo in atto dalle lobby anticristiane, che hanno abilmente sfruttato la dabbenaggine dei politici cattolici e degli uomini di Chiesa per innescare il processo di distruzione dell’ordine naturale facendo leva sul falso principio della non discriminazione, secondo cui sarebbe ingiusto (e contrario allo spirito cristiano) impedire ad alcune categorie di persone l’accesso a determinate mansioni od incarichi pubblici.

«Il medico pietoso fa la piaga purulenta», è un noto proverbio popolare con cui si sottolinea la necessità che il medico intervenga con fermezza e decisione nel curare il paziente, anche se la cura dovesse procurare al paziente stesso eventuali sofferenze. In gioco infatti c’è la vita dell’ammalato che altrimenti perirebbe o vedrebbe peggiorata la sua condizione. Lo stesso vale per la società umana nel suo complesso che ormai è giunta ad un punto tale di imputridimento morale che la sua stessa sopravvivenza risulta essere in serio pericolo.

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La “svolta” LGBT di Radio Vaticana

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Radio Vatikandi Mauro Faverzani

A lanciare l’allarme, sono stati lo scorso 8 luglio il giornalista inglese Edward Pentin del National Catholic Register ed il sito statunitenseCatholic Culture. Entrambi hanno notato, perplessi, l’eccessiva “disinvoltura” dimostrata dal sito in lingua tedesca di Radio Vaticana, nel pubblicare la foto di un bacio tra due donne a commento di un articolo su di un presunto “cambio di linea” da parte della Chiesa sul “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, in “sintonia” con i nuovi orientamenti dell’opinione pubblica.

L’immagine è stata poi tolta, quindi rimessa on line ed, infine, di nuovo eliminata, dopo la pioggia di commenti negativi espressi da internauti sempre più sconcertati.

Il testo, invece, non è stato modificato, neppure il titolo, quanto mai “forzato”: «La morale sessuale della Chiesa è in movimento», dando peraltro voce, all’interno, a Martin Lintner, presidente della Società Europea per la Teologia Cattolica, dettosi convinto che la sessualità venga sempre più «percepita come una dimensione personale ed olistica», anziché tradizionale. Un articolo, insomma, che, con chiaro riferimento al prossimo Sinodo e ad un ipotetico “ripensamento” della Chiesa in materia, spinge di nuovo sull’acceleratore.

Questo, secondo l’agenzia Riposte catholique, non dovrebbe stupire, in quanto le varie edizioni internazionali di Radio Vaticana rifletterebbero le linee delle rispettive conferenze episcopali e si sa «come quella tedesca sia stata l’avanguardia di una vera e propria campagna per il cambiamento della dottrina della Chiesa in fatto di morale sessuale».

Non è un caso che, ancora una volta, a smascherare le manovre tedesche sia stato il giornalista inglese Edward Pentin, lo stesso che sbugiardò pubblicamente il Card. Kasper: Sua Eminenza, nell’ottobre scorso, negò d’aver mai rilasciato un’intervista molto “critica” verso i Vescovi africani, “rei” solo di aver difeso Scrittura, Magistero e Tradizione in fatto di morale sessuale della Chiesa. Ma Pentin pubblicò l’audio di quella conversazione con la voce del Cardinale.

Inutile dire come ampio spazio alla “novità” di Radio Vaticana sia stato assicurato anche dai siti Lgbt, delusi soltanto dal finale: speravano che quella foto rimanesse…

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Quello che non si dice sulla Russia di Putin

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Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

imageQual è la verità sull’Ucraina? Per cercare di capire quello che l’informazione globalizzata non ci ha detto, ne abbiamo discusso con Gianluca Savoini, il presidente dell’Associazione culturale Lombardia Russia, che recentemente ha preso più di una posizione, rilasciando una lunga ed esaustiva intervista a Filippo Bovo.
Secondo le posizioni europea ed americana sarebbe stata la Russia di Putin ad invadere l’Ucraina.

“A Kiev lo scorso anno si è effettuato un colpo di stato – non esita ad affermare Savoini -. Il legittimo presidente Yanukovich, che come tutti può legittimamente essere criticato, è stato costretto alla fuga da una piazza addestrata e manovrata da poteri internazionali e infiltrata da mercenari armati che hanno trasformato le proteste pacifiche dei mesi precedenti in una insurrezione violenta. Peraltro condivisa solo da una minoranza di cittadini. Ci avevano gia provato nel 2004, i mondialisti, a destabilizzare l’Ucraina, con la cosiddetta ‘rivoluzione arancione’. L’obiettivo, ieri come oggi, non è Kiev, ma naturalmente Mosca”.
Obama ha forzato la mano: prima le sanzioni, poi addirittura le forze della Nato schierate nell’Europa dell’Est a guardare la Russia.

“La fine dell’Unione sovietica ha portato alcuni influenti analisti politici atlantisti a preconizzare una sorta di nuovo ordine mondiale e a parlare di ‘fine della storia’: il liberalismo e il capitalismo avevano definitivamente vinto, nel 1945 contro il nazismo, nel 1991 contro il sovietismo – spiega Savoini -. Una simile dottrina si è dimostrata ben presto (e per fortuna, aggiungo io) utopistica e fallace. La storia non solo non è finita, ma si è rimessa in moto. E questo non è piaciuto agli esegeti del il mondialismo che, con la ipocrita definizione di ‘missioni di pace’, hanno portato guerra ovunque e destabilizzato mezzo mondo. Con un obiettivo prioritario: sottomettere una volta per tutte la Russia, non più sovietica, ma ancora più pericolosa proprio perchè rinata anche a livello di cultura, radici, identità, valori. Tutti fortemente contrapposti e alternativi alla visione del mondo mercantilistica, consumistica e individualistica occidentale.

È quindi naturale che in ogni modo si inventino pretesti per colpire la Russia come con le sanzioni, e accerchiarla militarmente. La Nato ha aumentato truppe e armamenti in Polonia, Romania, Bulgaria e Paesi baltici. Ma così facendo si gioca con il fuoco. I dati parlano chiaro: l’Unione europea perderà 100 miliardi di euro e due milioni di posti di lavoro a causa di queste ignobili sanzioni. La Russia invece sta semplicemente sostituendo il mercato europeo con quello asiatico. Quindi i Brics si rafforzeranno e ho già personalmente potuto rendermene conto partecipando ad alcuni convegni economici a Milano e a Torino: erano presenti imprenditori cinesi, brasiliani, indiani e natiralmente russi. Di europei, oltre al sottoscritto e a pochi altri, neanche l’ombra. Un segnale molto chiaro”.

Come dobbiamo intendere L’Unione Eurasiatica più volte citata da Vladimir Putin?
“Putin ha definito il crollo dell’Unione sovietica come la ‘catastrofe geopolitica del XX secolo’ per i russi. Ma ha anche aggiunto che chi pensasse di restaurare l’Urss, sarebbe ‘senza cervello – ancora Savoini -. Putin ha riportato il suo Paese al livello di superpotenza dopo decenni di decadenza. Il termine eurasiatico caratterizza una visione geopolitica tradizionale, che ha le sue radici in importanti pensatori russi e si innesta sul solco dostoevskiano della Terza Roma. Cadute le prime due Rome imperiali storiche, il bagaglio cultural-politico dell’impero romano storico e di quello medievale si reincarnerebbe inevitabilmente in Mosca, la Terza Roma appunto. Si tratta di un progetto che non può non essere visto con preoccupazione soprattutto alla Casa Bianca.

Putin ha rappresentato per la Russia post-sovietica una svolta fondamentale. Senza di lui, oppure con un Putin sulla linea operativa del suo predecessore, la Russia oggi sarebbe un paese impoverito, preda di pescecani internazionali, sotto ricatto permanente di quegli organismi dell’alta finanza mondialista che hanno devastato interi paesi begli ultimi 50 anni. Basti pensare alle ricette del Fondo monetario internazionale e l’esempio della Grecia è quello più tragicamente di stretta attualità. Agli americani e alle lobbies globaliste andava benissimo uno come Eltisn, non certo Putin. Il cui operato è a mio avviso ampiamente positivo. Sta gestendo in questo periodo la crisi più grave della storia della Russia post- comunista e è solo grazie al suo sangue freddo se la situazione non è precipitata in Ucraina, con uno scenario di guerra aperta. È anche stato Putin ad impedire la guerra contro la Siria, aprendo anche un importante corridoio diretto con il Vaticano”.

Quali infine, i reali rapporti tra il nostro Paese e la Russia?
“Pratica di Mare, il cui merito va dato incontestabilmente all’allora premier Silvio Berlusconi, è stato un tentativo importante di farla finita con la politica della Nato sempre in cerca di un nemico che ne giustifichi l’esistenza. A causa della Nato la già scarsa voglia dei padri costituenti dell’Europa unita di dotarsi di una struttura continentale non solo economica, ma anche politica e militare, ha avuto il colpo di grazia – conclude il presidente dell’associazione Lombardia-Russia -. Nulla al di fuori della Nato può muoversi in Europa. Anche se in molti casi la Nato non fa gli interessi dell’Europa, ma degli Stati Uniti. Purtroppo gli enormi interessi per mantenere lo status quo hanno avuto la meglio sul bell’episodio di Pratica di Mare, spazzato via solo due anni dopo proprio con le cosiddette ‘rivoluzioni arancioni’ antirusse finanziate dall’Occidente. Ma l’incontro tra europei e russi non solo è ancora possibile, ma è logico e necessario. Loro hanno materie prime energetiche fondamentali per noi, noi abbiamo tecnologie e know-how avanzatissimi di cui abbisognano i russi. Gli imprenditori italiani lo sanno bene e infatti sono fermamente contrari alle sanzioni. Isieme ai loro colleghi tedeschi, francesi e austriaci, peraltro”.

Mario Bocchio | luglio 14, 2015 alle 6:17 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-9Lu

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Alessandria, esempio del malgoverno in stile Renzi

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Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

imageAlessandria è una città ridotta al lumicino. Il sindaco Rita Rossa è come il suo punto di riferimento Matteo Renzi, che oltretutto l’ha imbarcata nella direzione nazionale del Partito democratico. Vive di grandi proclami ed infime pagliacciate. Si accontenta di andare sui giornali con l’etichetta della straccivendola, ma la città meriterebbe di più. Però si adatta e si schiaccia su una politica che non trova di meglio che occupare i giornali con notizie picaresche per pubblici da divertire e, giorno dopo giorno, perde la sua identità.

Nessuno dell’Amministrazione fa. Tutti, sindaco in testa, prediligono l’affabulazione inutile e pericolosa di chi sceglie di parlare a mitraglia per coprire l’inattività quotidiana.

Le poche opere, perché per questo si vota un sindaco, sono accreditabili all’Amministrazione precedente – quella del sindaco di centrodestra Piercarlo Fabbio – che le ha pensate, finanziate e per fortuna dei successori, non terminate.
Così un ponte da 18 milioni, un programma integrato su fondi europei da 12 milioni, un parcheggio sotterraneo nella piazza centrale in finanza di progetto da 19 milioni, più ancora qualche altra cortese regalia, come il rifacimento della piazza intorno alla Chiesa di Santa Maria di Castello ove è stata fondata la città nel 1168, costituiscono l’unico patrimonio di opere che l’attuale Giunta, dopo oltre tre anni dal voto del 2012, ha messo, si fa per dire, in cantiere.

Anche il rientro dai conti dissestati, almeno a sentire i professionisti della parlata a squarciagola, costituisce una bella favola, che non viene dimenticata in alcun passaggio di comunicazione ad una città che non si sa se ignara o anche inconsapevole. Il debito di circa 50 milioni è stato finanziato con un prestito di 60 milioni arrivati da Roma. Praticamente si è preso il debito dal cassetto di destra e lo si è messo in quello di sinistra, aumentato e spostato nel tempo. La città dovrà ritornare in vent’anni i soldi allo Stato. Prima si avevano tanti piccoli creditori, ora uno solo e assai potente. Prima rispondevamo noi, oggi i nostri figli e i nostri nipoti. Comunque 207 milioni di euro di debito a medio lungo rendono impossibili per i prossimi anni investimenti e riduzione dei tributi.
Peraltro il costo del debito è esageratamente più incidente: prima si spendevano 7,8 milioni di ratei ogni anno su un fatturato di 100 milioni, oggi se ne devono spendere 12 su un fatturato di 85. Risultato? Prima il debito viaggiava intorno all’8%, oggi raggiunge il 14,1%. Praticamente è come se fosse raddoppiato. Poco conta se la parte corrente non disavanza. È così rigida da impedire qualsiasi politica di crescita. E Alessandria ha un destino mediocre e si sta abituando ad un Comune che non c’è. Altro che risanamento!
Cosa fare dunque?

“Tre cose – risponde l’ex primo cittadino Piercarlo Fabbio, tradizione democristiana e tessera di Forza Italia -: rimettere insieme una coscienza di coalizione, il modello Liguria insegna. Era stata l’alleanza tradizionale che mi ha fatto vincere nel 2007 con quasi il 63 per cento dei consensi. Poi rielaborare un nuovo programma per il Comune, che si fondi sul concetto dell’ente locale come ‘motore immobile’ dello sviluppo (la regia del territorio). Infine non dimenticarsi di ripetere che siamo stati vittime, con la città, di una grande mistificazione: il dissesto non è servito a niente, è stato un’invenzione politica e il debito è cresciuto”.

Solo una grande bugia può ancora occultare queste verità.

Mario Bocchio | luglio 16, 2015 alle 6:24 am | Categorie: Uncategorized | URL:http://wp.me/p3RTK9-9LR

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