Un lettore chiede la scomunica per Bergoglio

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SANT UFFIZIO

di Redazione

Riceviamo e con piacere pubblichiamo la lettera di un cattolico seriamente perplesso per la grave crisi nella Chiesa e soprattutto per la grave crisi nell’Autorità. Egli ha compreso, in particolare dopo il viaggio in america latina di Bergoglio che è un eretico manifesto e chiede all’ex Sant’ Uffizio di scomunicarlo e di indire un nuovo Conclave. Fa estremamente piacere, al di là delle evidenti considerazioni che potremmo fare noi sedevacantisti simpliciter, leggere di questi “risvegli” di coscienza. Pare proprio che, di fatto, Bergoglio istighi al sedevacantismo…

Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede,

Palazzo del Sant’Uffizio, 00120 Città del Vaticano

Alla Cortese attenzione del Presidente S.Em. Card. Gerhard Ludwig Müller

Treviso 18-07-2015

 

Oggetto: SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE

 

Eminenza Reverendissima,

 

Nel Sito del Vaticano, alla pagina che riguarda la CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, trovo scritto l’origine e i compiti dell’Istituto.

Per il caso in oggetto trovo riportato quanto segue:

L’Ufficio Dottrinale si occupa delle materie che hanno attinenza con la promozione della dottrina della fede e della morale. A tale scopo:

– cura la preparazione di documenti dottrinali;

– interviene nei confronti delle posizioni difformi dall’insegnamento del Magistero;

– esamina gli scritti e le opinioni che appaiono contrarie alla retta fede;

– esamina sotto l’aspetto dottrinale i documenti degli altri Dicasteri;

– valuta le richieste di “nihil obstat” per le varie nomine ed onorificenze.

 

È ben nota la recente visita in America Latina di Jorge Mario Bergoglio, così come il regalo che il Presidente Boliviano gli fece: un oggetto rappresentante il simbolo comunista ossia, falce e martello, con il Cristo adagiato sul martello e come Calvario la falce.

I Cattolici Apostolici Romani sono edotti che chiunque, e in qualsiasi modo voti, collabori, simpatizzi, promuova, propaghi ecc. l’ideologia comunista, è SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE.

Tale Scomunica è stata decretata dal Santo Uffizio il 1º luglio 1949, quindi “rinforzata” il 4 aprile 1959, con il decreto confermato da Giovanni XXIII) DUBIUM.

Inoltre, è scomunicato automaticamente con scomunica “latae sententiae”: chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma (can. 1364 §1).

Considerato l’atteggiamento e le esternazioni espresse da Jorge Mario Bergoglio durante il ricevimento del crocifisso blasfemo, nonché le risposte alle domande poste dai giornalisti sull’aereo di ritorno a Roma, si può affermare che egli è SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE.

 

In tale situazione, ove Jorge Mario Bergoglio è scomunicato, decade ipso facto non solo come PAPA ma anche come membro del Corpo Mistico della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Da parte del Collegio Cardinalizio manca solamente la dichiarazione di SEDE VACANTE e la conseguente convocazione del Conclave.

 

In attesa della dichiarazione e convocazione di cui sopra.

 

Sia Lodato Gesù Cristo

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Spagna: Sindaco toglie Via crucis: «Offende islam»

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Natalia Nuñez, socialista, è appena stata eletta alla guida di Cenicientos, piccola città della provincia di Madrid. Tra i primi provvedimenti presi, in qualità di sindaco, c’è stato quello di smantellare la Via crucis che univa il paese al santuario Nuestra Señora del Roble, patrona della città.

 «MANCANZA DI RISPETTO». Che cosa ha giustificato tanta furia iconoclasta? La Via crucis – a cui Nuñez si è riferita nelle interviste chiamandola «queste pietre» – rappresentava per il sindaco una «mancanza di rispetto» nei confronti dei non credenti e di coloro che «professano la religione e la cultura musulmane». Ma distruggerla non è forse una mancanza di rispetto verso i cattolici? Per il sindaco, no.

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Grecia, a Volos vivono già senza euro: come funziona la moneta parallela Tem

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In Grecia c’è già chi prova a vivere senza euro, ma con una propria moneta. Da ben prima che il falco tedesco Wolfang Schaeuble ipotizzasse una Grexit temporanea, con ritorno alla Dracma, nella città di Volos si usava il Tem, una moneta parallela all’euro. 140 mila abitanti circa, a nord-est di Atene nella Tessaglia, Volos è la prima città della Grecia che prova a sfruttare il meccanismo di una moneta nata sul web, non ancora stampata, ma che aiuta a far girare l’economia interna.

La genesi – All’inizio sono stati in 50 ad iscriversi sul sito dell’ingegnere informatico Christos Papaioannou, a ognuno è stato rilasciato un credito di 300 Pcs. Oggi sono in 800 tra commercianti e cittadini che fanno scambi e vendono prodotti e servizi.

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Pedofilia: un “disturbo”, non un crimine

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Già da parecchio tempo abbiamo raccolto segnali preoccupanti circa il lento, inesorabile e surrettizio lavorio delle forze del male, teso allo sdoganamento della pedofilia.

Basti rileggere qui, o qui, o qui, oppure il numero dedicato della nostra rivista mensile, Notizie ProVita (se scrivete “pedofilia” nel nostro motore di ricerca troverete infiniti rimandi, purtroppo).

Dicevamo che il lavoro del partito dei pedofili è incessante e paziente. Tra gli intellettuali e cattedratici che hanno sposato la mala causa, Tommaso Scandroglio sulla Nuova Bussola Quotidiana ha recentemente segnalato Margo Kaplan, docente alla Rutgers School of Law di Camden.

La professoressa ha scritto un articolo sul New york Times intitolato “Pedofilia: un disturbo e non un crimine” (Pedophilia: A Disorder, Not a Crime).

E’ interessante notare, con Scandroglio, come la tecnica usata per legittimare i pedofili sia la stessa che è stata messa in pratica per la legittimazione dell’omosessualità.

“Un primo passo per rendere accettabile una condotta o una condizione è affermare che non è poi così rara. Scrive la Kaplan: «Secondo alcune stime, l’1 per cento della popolazione maschile continua, molto tempo dopo la pubertà, a sentirsi attratto da bambini in età prepuberale». … la pedofilia è quindi una realtà sociale, un fenomeno che esiste ed esiste accanto a noi”.

Intanto già da tempo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dice che la pedofilia è un disturbo se «provoca un disagio o difficoltà interpersonali». Quindi un pedofilo sereno non soffre di alcun disturbo; se il bambino è “consenziente”, il “disturbo” magicamente scompare.

Secondo passo: «la pedofilia è uno stato e non un atto. […] Circa la metà di tutti i pedofili non sono sessualmente attratti da loro vittime» dice la professoressa. Quindi la metà dei pedofili sono persone per bene, che i bambini neanche li toccano (ma se non ne sono attratti sessualmente che pedofili sono? Ci vuole far credere che tutti coloro che amano i bambini – educatori, intrattenitori, baby sitter – sono pedofili?).

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Bergoglio in Paraguay: serpenti mordono fedeli durante la “messa” (Video)

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Bergoglio in Paraguay: serpenti mordono fedeli durante la messa (Video)

Durante la messa che papa Francesco ha tenuto nella città di Asuncion, in Paraguay, ben quattordici fedeli hanno ricevuto un morso da serpenti, mentre stavano assistendo al rito. Le autorità locali avevano garantito la bonifica del terreno fangoso sopra il quale è stata allestita la struttura per la cerimonia sacra, ma evidentemente qualche serpente deve essere sfuggito alla ”retata”. I media locali hanno riportato la notizia che tutte le vittime sono state soccorse dai medici, e per fortuna non ci sono stati morti.

Lunedì 13 Luglio 2015

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«Noi massoni siamo trasparenti, come Papa Francesco»

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Grande Oriente, il nuovo Gran Maestro Bisi apre al Pontefice. Grembiuli in Parlamento: «Perché no?»
 
Massoni

Massoni del Grande Oriente d’Italia

Dopo quindici anni, si chiude la gran maestranza di Gustavo Raffi. Il Grande Oriente d’Italia volta pagina con l’elezione di Stefano Bisi. Senese, giornalista, è lui il nuovo Gran Maestro della prima comunione massonica italiana. Oltre 800 logge in giro per il Paese, più di 20mila fratelli muratori. Il parallelo con il più noto rottamatore nazionale sarebbe spontaneo, se il diretto interessato quasi non si offendesse. Altro che rivoluzioni: «Da noi esiste la tradizione» spiega il Gran Maestro pesando con attenzione le parole. Grembiulini in Parlamento? «Per noi non c’è alcuna incompatibilità con la politica – racconta Bisi – E se qualche partito non è d’accordo sono problemi suoi». Nessun segreto, semmai i lavori in Loggia sono «di natura strettamente riservata». Il successore di Raffi parla di tutto, o quasi. Dalla chiusura alle donne all’inaspettata apertura alla Chiesa cattolica: «Questo Papa è un uomo di profonda umanità». Illuminando il percorso tra squadre e compassi anche ai non addetti ai lavori. Anzi, profani.

Bisi, dopo la recente elezione come devo rivolgermi? Venerabile va bene?
Mi si può chiamare Gran Maestro, ma non ancora. Mi insedierò a inizio aprile, alla Gran Loggia a Rimini.

Lei è il nuovo Gran Maestro dopo circa 15 anni. Eletto con oltre il 40 per cento dei voti.
46,2 per cento, per essere precisi.

In ogni caso con un sostegno sufficiente per non dover ricorrere al ballottaggio. Siamo alla rottamazione massonica?
Assolutamente no. Da noi non esiste la rottamazione, ma la tradizione. Chi arriva tiene sempre conto di quello che ha fatto il predecessore. E quel che ha fatto Gustavo Raffi rimarrà per sempre nella storia della massoneria. Parlo di trasparenza. Guardi quanti libri sono stati scritti negli ultimi anni: i nostri archivi sono stati aperti a studiosi, massoni e non solo. L’ho ripetuto più volte anche a tutti i fratelli che ho incontrato in queste settimane in giro per l’Italia: rottamazione non fa rima con massoneria.

Domenica scorsa hanno votato 11.490 fratelli maestri della Comunione su 16.059 aventi diritto. Anche in Loggia avete un problema di astensionismo?
Non direi. Ha votato oltre il 70 per cento degli aventi diritto. Una bella partecipazione, specie se considera che si votava in un solo giorno.

Un massone

Citando, la massoneria è «un Ordine iniziatico i cui membri operano per l’elevazione morale e spirituale dell’uomo e dell’umana famiglia». Questa frase sembra un po’ anacronistica. Perché oggi si dovrebbe sentire il bisogno di diventare massone?
Forse c’è bisogno di recuperare alcuni valori spirituali. Mi rendo conto che per un profano è difficile da credere, ma quando andiamo ai lavori di Loggia, entriamo in una casa, indossiamo un grembiule e dei guanti, accendiamo tre luci, e parliamo uno per volta. Uno parla, gli altri ascoltano. In un mondo dove per esistere bisogna urlare, è una cosa rivoluzionaria. Dove altro succede? Secondo me le persone hanno bisogno di spiritualità, ancora oggi.

E la chiedono a voi?
Ci sono tanti giovani che bussano alle porte del Tempio. Molti di loro si avvicinano attraverso il nostro sito web. Si interessano, chiedono di conoscerci meglio. Le segnalazioni vengono girate sul territorio dove vive il bussante, che viene contattato da un fratello esperto. Il percorso è lungo, certo. Ma non ci sono anacronismi. Levighiamo la pietra grezza, che poi è il nostro spirito, e la offriamo al bene dell’umanità.

Ma chi c’è dietro il grembiule? È possibile tracciare un identikit del massone?
C’è un po’ di tutto, ed è questa la cosa più bella. Imprenditori, dipendenti, studenti… In Loggia siamo tutti uguali. Chi viene da una famiglia di tradizioni massoniche e chi no, come me.

In Italia il Grande Oriente può contare su oltre 800 logge, in pochi anni gli affiliati sono più che raddoppiati arrivando a 22mila. Sono numeri da associazione di appassionati. Non c’è troppa disinvoltura nell’aprirsi all’esterno?
Ma guardi che essere massone spesso non è positivo. Non sempre siamo benvenuti nel mondo. Ricordo ancora che nel 1993, dopo aver perso il lavoro, firmai un contratto di collaborazione di sei mesi alla sede Rai di Firenze. I colleghi fecero uno sciopero di due giorni accusandomi di essere raccomandato. In Italia è ancora difficile essere massoni. Certo, le cose sono molto migliorate. A inizio anni Ottanta, al termine dei lavori di Loggia, dovevamo stare attenti a uscire per strada. Oggi per fortuna non è più così. Ma se il mondo è cambiato, lo si deve all’apertura degli ultimi anni.

Dite che «i Lavori di Loggia sono di natura strettamente riservata, ma non segreta». È un gioco di parole?
La differenza è sostanziale. Ci sono incontri in Loggia dove possono partecipare solo massoni. Come tutte le altre associazioni.

Però i nomi dei vostri affiliati sono segreti…
Se è per questo non sono noti in nessuna altra associazione. I vertici invece sono pubblici. Non è cosa da poco: programmi e nomi dei candidati delle tre liste che si sono recentemente presentate sono aperti a tutti. C’è persino un sito dove ci sono i nostri numeri di telefono.

Stefano Bisi

Infiltrazioni malavitose. In un articolo apparso pochi giorni fa sull’Espresso si parla di rapporti tra alcune Logge calabresi ed esponenti della ’ndrangheta.
In Italia c’è ancora molto razzismo. Ogni volta che si parla di Calabria esce la ’ndrangheta, ogni volta che si parla di Sicilia viene fuori la mafia. Penso che sia offensivo nei confronti di una parte del nostro Paese. Peraltro non mi risulta che i personaggi citati in quell’articolo siano affiliati al Grande Oriente. Se alcune Logge sono state sospese, ci saranno stati validi motivi. Andando in giro per il Sud Italia, in queste settimane, ho incontrato tanti fratelli meridionali. E ho percepito solo molta passione, generosità e calore.

Si parla di passione, elevazione spirituale. Ma tra fratelli muratori non esiste anche una sorta di mutuo soccorso? È uno degli aspetti della massoneria che inquieta di più all’esterno…
Ci può essere, tanto quanto esiste tra persone che appartengono a una qualsiasi altra associazione. Sicuramente il mutuo soccorso non è l’essenza della libera muratoria. Le voglio fare un esempio. Fino a pochi anni fa c’era un nostro fratello, divenuto cieco con l’età. Quando ci riunivamo in Loggia, due volte al mese, dovevamo andarlo a prendere a casa. Ecco, la felicità di quell’uomo era il nostro mutuo soccorso. Ma anche l’esperienza più bella nella mia vita da massone.

Cito ancora. «I Massoni hanno stima, rispetto e considerazione per le donne. Tuttavia, essendo la Massoneria l’erede della Tradizione Muratoria operativa, non le ammette nell’Ordine». Difficile sostenere che questa misura non sia fortemente antistorica.
La ragione di questa norma va spiegata da un punto di vista esoterico. La donna rappresenta la parte lunare, complementare a quella solare, maschile. Eppure non tutti sanno che, collegati al Grande Oriente, ci sono i Capitoli delle Stelle d’Oriente. Gruppi di donne, legate ai massoni da rapporti familiari, che hanno strutture autonome. Anche loro operano ritualmente, e sono molto attive nel campo della solidarietà.

Secondo lei non dovrebbero esistere delle incompatibilità tra l’attività di massone e la politica?
Non c’è alcuna incompatibilità. Se un fratello che cresce e matura in Loggia si vuole impegnare in politica, nulla osta. Il massone lavora per il bene dell’umanità, la politica anche. Per noi non c’è alcuna contraddizione. Poi se alcuni partiti vietano l’appartenenza alla massoneria, sono problemi loro.

Per un politico massone, però, c’è il rischio che la “Solenne promessa” entri in conflitto con l’interesse dello Stato.
Nessun rischio. Infatti in quella formula promettiamo fedeltà alla Costituzione e alle leggi dello Stato.

Gustavo Raffi

Insomma, non le chiedo di fare nomi. Ma ci saranno diversi massoni anche in Parlamento.
Questo non lo so.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi le piace?
Ogni massone ha il diritto di apprezzare o meno il nostro presidente del Consiglio. Io lo rispetto, per l’istituzione che rappresenta.

Non si vuole proprio sbilanciare…
Su Renzi ogni massone ha il diritto di pensarla come vuole.

E Papa Francesco le piace?
Anche il Gran Maestro Gustavo Raffi ha salutato in maniera positiva le prime uscite del Pontefice. Un uomo di profonda umanità. Ritengo che vadano apprezzate le sue aperture.

Il Papa apre la Chiesa al mondo e propone trasparenza. Come voi massoni. Ma non c’era un conflitto?
Quello del Papa è un percorso che può essere considerato simile al nostro. Ma noi non abbiamo nulla contro la Chiesa, semmai è la Chiesa che ci vede come ostili. Il mondo cambia. Un grande studioso della massoneria diceva: «Prima o poi, quella porta che divide, andrà trovata una chiave per aprirla».

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FATIMA E L’ECLISSE DEL PENSIERO CATTOLICO SULLA CHIESA DELLA VERITÀ

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Risultati immagini per Eclisse del pensiero cattolicoL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Ricordare che la Chiesa, Società perfetta istituita da Nostro Signore per la salvezza, è la Chiesa della Verità ovvero di Gesù Cristo, sembrerebbe ridondante.

Eppure, più passano gli anni dopo il famigerato Vaticano 2 e più la nozione di Chiesa Cattolica è resa estranea, non alle verità cristiane in genere, ma alla Verità unica. E ciò, pure tra i fedeli di prima. Per esempio, pare che la Chiesa non abbia niente a che vedere con la crisi monetaria in Grecia o con i regimi sinistrorsi americani. Forse in Medio Oriente avrebbe ancora di che occuparsi a causa dei massacri di cristiani.

Sulla questione di Roma e del papa eretico, allora, si potrebbe discutere ma solo in vista degli assurdi quotidiani pontificati da Bergoglio. Resterebbe comunque la stessa Chiesa, che sarebbe per definizione quella lì del Vaticano, per quanto grave possano essere le discrepanze dimostrate nella fede dai doti di quel mondo sedeplenista o sedevacantista; peggio ancora se a rilevarle sono dei cosiddetti «sedevacantisti totali». Continua a leggere

L’ideologia Gender e la distruzione della famiglia

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TEORIA GENDER

Segnalazione di Federico Prati

Marcello Pamio

Dopo gli ultimi ddl presentati in Parlamento su omofobia, pseudo-diritti delle coppie gay, ecc. vorrei sottolineare la pericolosissima deriva culturale, sociale e quindi spirituale che sta interessando l’Occidente e che contempla, tra le altre cose, la distruzione della famiglia per arrivare in ultima istanza alla legittimazione della pedofilia.

Una deriva che ha l’obiettivo occulto di distruggere in tutti i suoi aspetti l’uomo e la concezione che noi abbiamo di esso, per creare il cosiddetto Uomo Nuovo, un individuo privo di identità.

Ideologia di genere (gender) I Poteri Forti stanno spingendo e promuovendo a suon di dollari l’idea di genere (gender).

Potremo dire addio all’identità dell’essere umano, nel suo naturale dimorfismo maschile e femminile, perché per l’ideologia gender le differenze sessuali tra maschio e femmina non avrebbero più alcuna importanza, se non dal punto di vista culturale. Pertanto non hanno senso di esistere!

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Il Sistema insindacabile di oppressione in Europa

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BANDIERA EUROPA GAY

di Maurizio Blondet

Una voce da Bruxelles, riportata da Dedefensa: “Fino a qualche anno fa, la consegna fra i funzionari dirigenziali era di essere più discreti possibile, specie nel caso delle auto di servizio ( …). Da qualche mese è un diluvio nell’

altro senso: enormi 4×4, SUV, eccetera – si direbbe che i nostri famosi fabbricanti tedeschi non cessino di fabbricarne di sempre più grossi, più massicci, più blindati, specialmente concepiti per i funzionari – Juncker è un campione in questo campo – che sembrano sempre più delle fortezze semoventi, blindati di inaudita potenza e lusso, intoccabili, coi vetri oscurati, che si muovono in lunghi convogli come dei cingolati russi che invadessero l’Ucraina…”.

Insomma han buttato la maschera e adottato   lo stile di ostentazione   che è parte dello stile di vita degli oligarchi criminali dell’Est europeo. Istruttivo il particolare dei vetri oscurati,   un tempo   tipico della Nomenklatura sovietica. Il privilegio di un potere che non deve rispondere di sè. A Bruxelles dunque ostentano e sfoggiano, sgavazzano e sbevazzano, sicuri che il sistema in cui   hanno trasformato la “speranza europea”, la celebrata “utopia di Altiero Spinelli” (capirai…)   oggi prigione dei popoli, durerà. L’euro non si spaccherà, l’oligarchia non sarà mai minacciata dalla democrazia nè dalla rivolta dal basso. I tecnocrati e i politici   sono sicuri che non dovranno mai abbassare l’arroganza.   Si sentono, si sanno garantiti da uno che sta al disopra di loro. L’Insindacabile, lo chiameremo. E che è il vero vincitore nella tragedia dei greci.

Il sistema posto in atto dall’ Insindacabile ha regalato molto ai suoi complici.

Cosa ci ha guadagnato Berlino. Per esempio ai politici irresponsabili, in Grecia come in Italia, che hanno potuto indebitare il paese (e i cittadini) ai tassi artificialmente bassi che regalava loro la unione monetaria, spandendolo in lussi, clientelismi, corruzioni e spreco per gli “amici”. La Germania ha avuto la sua epoca di grande   successo economico all’estero (l’export costituisce ormai quasi il 50% dei suo Pil) perché l’euro è stato creato – per definizione – per essere più deboledel marco tedesco; così Berlino ha portato via a manbassa quote di mercato all’Italia, per la quale al contrario l’euro è sopravvalutato. Certo, sono proprio i cumuli di valuta   di cui gli esportatori tedeschi hanno riempito le loro banche all’origine del disastro finanziario. Il perché spero sia chiaro: per le banche, i depositi dei  clienti sono un “passivo”, che le obbliga a perseguire in modo esponenziale l’incameramento di “attivi”.   Per la banca, “attivi” sono gli interessi che lucra dalla moneta che crea dal nulla, indebitando persone, aziende, stati;   più la banca ha in pancia depositi, più deve moltiplicare il credito, di nove, dieci, venti volte non so. Nel caso, le banche tedesche indebitarono fino al collo la Grecia. Comprarono senza limiti i loro titoli pubblici: perché davano rendimenti più alti, perché erano emissioni di un Tesoro europeo, e dunque valevano “come contanti” da offrire come garanzia (collaterale) per le speculazioni più osèes, i derivati più fantastici (da cui estrarre altre rendite).

Prestavano troppo, e lo sapevano benissimo, ad un debitore che non poteva pagare. La Grecia è stato un creditore sub-prime; come nel caso dei sub-prime americani, le cui banche hanno prestato a messicani e ragazze madri disoccupate   perché si comprassero a rate auto che non si potevano permettere; quei pessimi debiti le banche mica se li tenevano in pancia, li hanno mescolati e riaffetttati in “titoli di debito” che hanno sbolognato ad altri enti, specie ai Fondi pensione, promettendo: danno interessi alti, approfittatene. Appena le ragazze madri non hanno potuto pagare la seconda rata, le banche d’affari si erano già liberate dei loro impegni. Con la Grecia,   le banche tedesche e francesi hanno fatto esattamente la stessa cosa, ma più grave:   si sono liberate del rischio trasferendolo   sugli stati, ossia sui contribuenti europei. I danni privati, che le banche avrebbero dovuto subire   come meritata punizione del loro cattivo, irresponsabile “investimento”, sono diventati debiti pubblici. La tabella qui sotto illustra il successo della operazione.

Naturalmente questo trucco è stato esaltato e spiegato dai media come “salvataggio delle Grecia” (bail-out). Con l’accusa moraleggiante alla Grecia di “vivere al disopra delle sue possibilità”. Come oggi dice persino D’Alema (doveva dirlo nel 2012), quei soldi dei salvataggi non andavano in Grecia: la BCE li ha creati   dal nulla per acquistare a man bassa i titoli di debito greci in pancia alle banche tedesche e francesi. Hanno riempito di quattrini le banche. Applausi del media.

Alla Grecia, restavano da pagare solo gli interessi su questi “nuovi prestiti” che riceveva sulla carta ma venivano immediatamente dati alle banche. Interessi sempre più salati, perché il debito pubblico greco saliva e saliva, sicché il debitore diventava inaffidabile – se voleva nuovi salvataggi, doveva pagarli sempre più caro.

Per questo Varoufakis ha detto: “Mi taglio il braccio piuttosto che firmare la richiesta di un nuovo prestito”.

E’ così che il debito greco è diventato quello che è:

Il tutto aggravato dalla austerità che i tedeschi, con la Merkel ma tutti quanti, hanno imposto alla Grecia: austerità! Austerità! Tagliare!   Effetto: il Pil è sceso, sicché il debito in rapporto al Pil, meccanicamente, è salito.

Lo stesso è stato imposto ai paesi periferici, fra cui il nostro: fate le riforme, austerità, compiti a casa. L’effetto è la crescita del debito in rapporto al Pil. Noi eravamo già indebitati fino al collo; ma la Spagna aveva un rapporto debito Pil del 60%, prima dei salvataggi greci…

Perché i nostri politici, gli eurocrati col SUV, i banchieri centrali hanno preferito salvare le banche anziché i cittadini e gli stati? C’è qui pronta, grazie a Zero Hedge, una teoria del complotto.

 La mappa è un po’ vecchia e mancano alcune foto: Prodi, Padoan ad esempio. Anche loro ex (?) dipendenti Goldman Sachs. E’ ovvio che la loro logica sia quella di accollare le perdite della finanza ai cittadini. Hanno imparato lì.

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Per Israele non valgono mai le cose che valgono per tutti gli altri

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di Paolo Sensini

Fonte: Maurizio Blondet

Israele è un paese veramente unico al mondo, oltre a essere, va sans dire, “L’Unica-Democrazia-del-Medio-Oriente”. Da solo totalizza una quantità talmente alta di “primati” da non avere eguali a livello planetario. Esso, infatti, fonda la sua presenza e “legittimità” sul suolo della Palestina unicamente sul passo biblico della Genesi (15,18-21), che recita: “In quel giorno il Signore strinse un’alleanza con Abramo, in questi termini: ‘Alla tua discendenza io do questo paese, dal torrente d’Egitto fino al fiume grande, il fiume Eufrate: i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, gli Hittiti, i Perizziti, i Refaìm, gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei e i Gebusei’ “. In pratica dall’Egitto fino all’Iraq, includendo Giordania, Siria, Libano, Arabia Saudita, Kuwayt e Turchia.

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