Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero
… interessante, oltre che per i suoi significati reconditi, anche per i molti risvolti concernenti la nostra stessa vita…
San Roberto Bellarmino
I Discorsi

Edizioni Cantagalli – Siena – 1949 – Volume II
Discorso n. XVII, pp. 121-140
[Sulla parabola degli operai presi dal padrone a giornata
per andare a lavorare nella vigna, Mt. 20, 1-16]
[…] Che fece dunque quel gran Padre di famiglia? «Uscì di buon mattino a prendere ad affitto operai per la sua vigna». Che è ciò, uditori? Dio uscì? Donde uscì? Dove mai andò? Non ha detto egli stesso: «Empio [riempio] il cielo e la terra» (Ier. 23. 24.), e «il cielo è il mio seggio, e la terra sgabello ai miei piedi» (Isa. 66. 1.) e ancora «io sono il Signore, e sono immutabile»? (Malac. 3. 6), Non dice di lui stesso l’Apostolo San Giacomo: «In cui non è mutamento, né alternativa di adombramento?» (Iac. 1. 17.). Dov’è andato dunque chi non si muove mai, ed è sempre in ogni dove? Fate attenzione, uditori, alla metafora usuale nella Sacra Scrittura. Dicesi nei sacri libri, che Dio esce, quando si manifesta con operare qualche cosa fuori di sé. Quando Dio Padre genera il Figlio con l’intelligenza della mente, e cosi pure quando lo Spirito Paraclito, che non è né genitore né generato, ma soavità del genitore e del generato, e procede dal Padre e dal Figlio, come da un solo principio e per un’unica ispirazione: Dio opera sì certo, ma opera da tutta l’eternità dentro di sé, senza alcun testimonio, senza che altri vi partecipi. Perciò non si dice, che alloca esca, ma che rimane e sta nascosto in sé stesso. Ma, quando fa il mondo, l’amministra, lo governa, lo muta, perché opera fuori dì sé e si manifesta; allora non senza ragione si può dire, che esca. Uscì, quando fabbricò il cielo e la terra: usci, quando diede a Noè il comando di fabbricare l’arca; usci, quando trasse Abramo da Ur dei Caldei; uscì, quando liberò il suo popolo dalla schiavitù di Faraone; uscì, finalmente, quando fatto uomo, apparve sulla terra.
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