Quanto conta la massoneria in Francia? Tanto, troppo. La conferma è giunta dall’elezione di Daniel Keller (nella foto) quale nuovo gran maestro del GOdF, il Grand’Oriente di Francia, una delle più potenti organizzazioni “del settore”. La sua “incoronazione” è avvenuta con 29 voti favorevoli e 5 schede bianche alla vigilia della convention di Reims, svoltasi dal 27 al 29 agosto scorsi.
Ebbene, il nuovo leader dei grembiulini d’Oltralpe non ha fatto alcun mistero circa lo stretto, anzi «intrinseco» legame, che lega il suo sodalizio alla forma Stato: «La massoneria ha notevolmente contribuito alla nascita ed all’edificazione della repubblica», ha detto tra l’altro. Non solo, ha poi aggiunto: «La repubblica è fondamentalmente massonica con l’affermazione laica della libertà di coscienza ed il rifiuto delle pressioni dogmatiche».
Il che spiega molte delle contraddizioni e delle prevaricazioni, che, come ferite aperte e sanguinanti, stanno segnando gravemente dal punto di vista sociale, morale e spirituale il popolo francese.
Come in cinque anni un paese distrutto divenne la prima economia europea ed una delle prime al mondo
di Ellen Brown
Benché Adolf Hitler sia citato con infamianei libri di storia, egli fu popolare presso il popolo tedesco. Stephen Zarlenga, in The Lost Science of Money, afferma che ciò era dovuto al fatto che egli salvò la Germania dalle teorie economiche inglesi. Le teorie secondo le quali il denaro deve essere scambiato sulla base delle riserve aurifere in possesso di un cartello di banche private piuttosto che stampato direttamente dal governo. Secondo il ricercatore canadese Henry Makow, questo fu probabilmente il motivo principale per cui Hitler doveva essere fermato; egli era riuscito a scavalcare i banchieri internazionali e creare una propria moneta. Makow cita un interrogatorio del 1938 di C.G.Rakowsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakowsky,“[Hitler] si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo a lavoro per il bene dello Stato. Se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri Stati, potete ben immaginare le implicazionicontrorivoluzionarie” (Henry Makow, “Hitler Did Not Want War”,www.savethemales.com).
FATALE CORSA CONCILIARE IN CONTROMANO AL SENSO CRISTIANO DELLA STORIA
di Arai Daniele
Davvero strano come il viscido discorso di apertura del Vaticano 2 solo dopo qualche tempo è cominciato a essere soppesato per la sua losca impronta anticristica. Eppure questa era evidente in ogni riga stilata con viperina ambiguità, la “geniale semplicità” vista da Jean Guitton, correligionario di Giovanni 23, “tramaturgo” del pensiero conciliare, nominato da Paolo 6º primo orchestratore laico al Vaticano 2.
Prima di tutto sentiamo la necessità di esprimere un elogio alla dottoressa Marta Fana, il cui lavoro ha permesso di smascherare questo clamoroso errore, che neppure il Sole 24 Ore aveva notato. Se ci fossero più Marta Fana, sarebbe molto più difficile confondere il pubblico. Ogni tanto è bello parlare bene di qualcuno ! Cosa ha notato la dottoressa Fana: che i numeri forniti dal Ministero del Lavoro relativamente ai contratti atempo indeterminato come sommatoria da gennaio a luglio 2015 non concordavano con la sommatoria dei singoli mesi:
E’ incredibile! Il presidente del Comitato per l’VIII Incontro mondiale delle Famiglie di Philadelphia, Robert Ciaruffoli (nella foto con papa Francesco), negli ultimi 16 anni ha versato ingenti cifre di denaro per dare ampio e convinto sostegno ad esponenti politici dichiaratisi pro-aborto e favorevoli alle “nozze” gay. L’accusa – chiara, precisa e circostanziata – è giunta da un rapporto appena diffuso dal Lepanto Institute statunitense, rapporto al momento non smentito ed anzi rilanciato prontamente dall’autorevole agenzia LifeSiteNews.
Da notarsi come l’evento, del cui staff Ciaruffoli è il vertice, sia espressamente ecclesiale. Ospitato dall’Arcidiocesi di Philadelphia, avrà due momenti clou: dal 22 al 25 settembre un importante congresso sulla Famiglia e dal 26 al 27 settembre la presenza niente meno che di papa Francesco.
E’ evidente come le accuse mosse al presidente della manifestazione ne mostrino una condotta in aperto contrasto con la Dottrina della Chiesa. Nello specifico, Ciaruffoli nel 2008 avrebbe versato mille dollari ad Allyson Schwartz, fondatrice e direttrice esecutiva fino al 1988 del Centro per donne Elizabeth di Philadelphia, sorta di filiale locale di Planned Parenthood: «Sono molto orgogliosa di essermi impegnata per questa realtà sanitaria, perché ha fornito una gamma completa di servizi per la salute delle donne – ha dichiarato alla stampa Schwartz, candidatasi nel 2000 contro il senatore della Pennsylvania, Rick Santorum – Io sono pro-choice», ha precisato, convinta che lo fosse anche «la maggior parte» degli elettori e addirittura «dei cittadini americani». Troppo fiduciosa, è stata provvidenzialmente sbaragliata dal suo concorrente, rinnovato nell’incarico.
Ma le posizioni politiche di Schwartz si sono dimostrate in netto contrasto con la Dottrina cattolica anche in altre circostanze: nel 2005 si trattò di decidere se consentire o meno alle minorenni decise ad abortire di potersi trasferire negli Stati, ove ciò fosse permesso. Lei votò a favore. Così come votò a favore di un’estensione, in pratica di una liberalizzazione della ricerca sulle cellule embrionali. Nel 2006 votò contro un emendamento, che codificasse nella Costituzione americana come matrimonio solo quello tra un uomo ed una donna; votò invece a favore della distribuzione indiscriminata di abortivi (la cosiddetta «contraccezione d’emergenza») alle donne vittime di stupro, negli ospedali. Poi, nel 2011, ha votato a favore del fatto che le spese per gli aborti fossero a carico dello Stato; nel 2013, ha espresso il proprio netto veto ad alcune misure pro-life, che si riproponevano di limitare l’accesso alle interruzioni di gravidanza.
Ma Ciaruffoli ha finanziato anche altri candidati pro-choice e gay friendly. Ad esempio, ha staccato assegni da mille dollari pro capite per Chaka Fattah e Robert Brady nel 2006, altri mille per Robert Andrews nel 2008. Secondo il rapporto del Lepanto Institute, avrebbe versato anche 2 mila dollari al Vicepresidente Usa, Joe Biden. Il quale nel 2000 votò a favore della facoltà di aborto nelle basi militari; nel 2004 votò contro l’introduzione di sanzioni penali per chi, commettendo un crimine, provocasse lesioni ad un feto; nel 2006 votò contro l’obbligo di notificare ai genitori il tentativo dei figli minorenni di abortire fuori dai confini dello Stato e contro l’introduzione nella Costituzione di un esplicito divieto per le “nozze” gay. Ciaruffoli ha inoltre donato 2.300 dollari anche al Governatore del New Mexico, Bill Richardson, politico anch’egli di nota militanza pro-aborto e gay friendly.
Certo, pare abbia paradossalmente e contraddittoriamente sostenuto anche qualche politico pro-life e pro-family, ma questo non rende Ciaruffoli adeguato a ricoprire l’incarico di presidente del Comitato per l’VIII Incontro mondiale delle Famiglie: «Indipendentemente da ciò, infatti – ha dichiarato il presidente del Lepanto Institute, Michael Hichborn, all’agenzia LifeSiteNews – è difficile immaginare una qualsiasi giustificazione» per i soldi versati ad esponenti, rivelatisi espressione della peggior politica anticristiana. Per questo Hichborn ha chiesto formalmente le sue dimissioni dall’incarico.
Sconcertante, però, il fatto che, incredibilmente ed inspiegabilmente, Kenneth Gavin, direttore dell’Ufficio Comunicazioni dell’Arcidiocesi di Philadelphia, abbia puntato l’indice non contro Ciaruffoli, bensì proprio contro il Lepanto Institute, “reo” a suo dire di non voler presentare le notizie in modo “propositivo”: «Né l’Incontro mondiale delle Famiglie, né la sua leadership sostengono Planned Parenthood – si legge nella nota diffusa – Il solo intento del Lepanto Institute è quello di creare divisione, confusione e conflitti all’interno del tessuto ecclesiale. Azioni di questa natura sono in contrasto con la tradizione della Chiesa. Il loro rapporto pertanto non deve essere tenuto in alcuna considerazione».
Una sentenza imbarazzante, specie in un’Arcidiocesi, quella di Philadelphia, guidata da un “bergogliano” doc, mons. Charles Joseph Chaput: fu lui a definire il regnante Pontefice, in occasione della sua elezione, come «la medicina di cui abbiamo bisogno come Chiesa», «la prova che Dio esiste e lavora attraverso la sua Chiesa ed i suoi leader».
L’Incontro mondiale delle Famiglie fu voluto nel 1992 da Giovanni Paolo II, che diede all’evento cadenza triennale proprio per rafforzare la sacralità dell’istituzione familiare. Fatti come quelli citati nel dossier diffuso dovrebbero indurre quanto meno ad un atteggiamento prudenziale ed a far percepire l’urgenza di una verifica. Con certe sponde curiali, però, pronte a vomitare il classico “fuoco amico” contro chi si preoccupi di tutelare la retta Dottrina, i progressisti dentro e fuori i Sacri Palazzi possono dormire sonni tranquilli. Per ora. Ma fino a quando durerà il tradimento dei chierici? Fino a quando il Signore lo consentirà?
ROMA – ”Mi ha incoraggiato ad andare avanti e mi ha impartito la benedizione”: Francesca Pardi, fondatrice con la compagna Maria Silvia Fiengo, della casa editrice per bambini Lo Stampatello, autrice di libri come “Piccolo Uovo”, “Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?” e “Qual è il segreto di papà?” nell’occhio del ciclone gender dopo la messa all’indice dei libri da parte del sindaco di Venezia, racconta all’Ansa la sorpresa di aver ricevuto una lettera dal Papa.
La polizia ha arrestato stamani, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, Salvatore Casamonica, 27 anni, ritenuto responsabile di tentata estorsione.
Il giovane, appartenente alla nota famiglia, aveva cercato, lo scorso maggio, di estorcere 500 euro a settimana al gestore di un pub nel quartiere zona Tuscolano, garantendogli una sorta di «protezione» e minacciandolo che, in caso di diniego, lui o il locale avrebbero potuto subire incidenti.
Il titolare del pub, però, non si è lasciato intimidire né in occasione della prima richiesta né qualche minuto dopo, quando Salvatore Casamonica è tornato nel locale in compagnia di un complice ribadendo le stesse richieste. Un amico del titolare della birreria è intervenuto per difenderlo, ma e è stato malmenato e ha riportato lesioni guaribili in dieci giorni salvo complicazioni. Le indagini, condotte dalla polizia e coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno determinato, da parte del Giudice per le Indagini Preliminari, l’emissione della misura restrittiva della libertà personale eseguita oggi dagli agenti del commissariato Tuscolano e della Squadra Mobile.
MANTOVA. Slogan minacciosi, offese reciproche, tensione che si taglia con il coltello. Finché non arrivano anche le botte: qualche pugno dei manifestanti di estrema destra colpisce gli agenti della polizia e questi, per tenere i neofascisti a distanza, alzano i manganelli e li fanno indietreggiare. Una scena rarissima per Mantova, quella che è andata in onda ieri sera a Virgiliana. Da una parte circa 150 manifestanti scesi in piazza Sant’Isidoro per dire no all’accoglienza dei profughi ospitati all’ex hotel Maragò, dall’altra una quarantina di esponenti di associazioni di sinistra (La Boje, Mantova Antifascista). In mezzo gli agenti della polizia in tenuta antisommossa. Fuori dal palcoscenico della serata di violenza (verbale e non solo) sono rimasti loro, i profughi: un convitato di pietra attorno al quale si è sviluppata una serata che la città non è certo abituata a vivere.
Una tassa per i buonisti. La definisce così il consigliere provinciale di Bolzano che, pensando forse alla Boldrini e a molti altri esponenti della sinistra dall’accoglienza facile. Non è uno scherzo, ma una proposta chiara e – forse – anche con una sua logica. La sinistra alto-atesina dice che molte persone sono disposte ad accogliere i profughi? Lo dimostrino, dice il Andreas Poder.
Così Poder, consigliere della Burgerunion, ha presentato un emendamento all’assestamento di bilancio del 2015 in cui chiede di introdurre la “tassa per buonisti”. Dal punto di vista pratico non sarebbe nemmeno difficile istituirla. L’idea è quella di inserire tra i possibili destinatari del 5×1000 degli abitanti dell’Alto Adige anche i profughi. Diamo la possibilità a tutti i buonisti di pagare una tassa – dice Poder – così possono dimostrare la loro volontà di accogliere nuovi profughi aggiungendo una quota volontaria all’addizionale Irpef”.