E ora i gesuiti Usa chiedono le nozze per i sacerdoti

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SIMBOLO GESUITA

Segnalazione di Federico Prati

di Matteo Matzuzzi

É tempo che i sacerdoti cattolici abbiano la possibilità di sposarsi. A dirlo è stato il padre gesuita Michael J. Garanzini, cancelliere della prestigiosa Loyola University di Chicago e – fino al 30 giugno scorso – presidente della stessa, in una conversazione con il settimanale Crain’s Chicago Business.

«Sarebbe salutare, e poi vedo che papa Francesco sta aprendo i sentieri per la discussione», ha aggiunto Garanzini, convinto che la questione sarà posta da più di qualcuno in occasione dell’ormai imminente Sinodo ordinario sulla famiglia, a Roma.

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I rifugiati dovrebbero chiedere asilo nelle Sinagoghe

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Segnalazione di Federico Prati

DI GILAD ATZMON

gilad.co.uk

Ieri la Germania ha attaccato la Gran Bretagna per la crisi dei migranti. La Germania prevede di accogliere 800.000 richiedenti asilo entro la fine dell’anno. Anche la Gran Bretagna si sta preparando per affrontare il crescente problema dei rifugiati – ha chiuso le proprie frontiere. Devo ammettere che il richiamo da parte della Germania è sensato. Dopotutto sono stati Tony Blair e il suo governo Labourista ad incominciare la guerra criminale che ha portato a questa crisi umanitaria globale. Blair non era solo. Era semplicemente un Sabbos Goy [Le persone non ebree che il sabato sono incaricate di portare a termine i compiti che la religione ebraica non permette di fare, NdT].

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Il piano sionista per il Grande Israele

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Segnalazione di Federico Prati

di Michel Chossudovsky

Il seguente documento costituisce la pietra angolare della formazione della Grande Israele, di pertinenza di potenti fazioni sioniste all’interno dell’attuale governo Netanyahu, il Likud, e all’interno dei militari israeliani e delle istituzioni di intelligence.

Secondo il padre fondatore del sionismo Theodor Herzl, L’area dello Stato ebraico si estende dal fiume d’Egitto al fiume Eufrate.

Secondo Rabbi Fischmann, la terra promessa si estende dal fiume Nilo fino all’Eufrate, e comprende parti di Siria e Libano.

Se visti nel contesto attuale, la guerra in Iraq, la guerra del 2006 in Libano, l’intervento del 2011 in Libia, la guerra in corso in Siria, per non parlare del processo di cambiamento dei regimi in Egitto, devono essere intesi in relazione al Piano Sionista per il Medio Oriente. Quest’ultimo consiste nell’indebolimento e nella fratturazione degli stati arabi confinanti, come parte di un progetto espansionista israeliano.

Il Grande Israele consiste in un’area che si estende dalla Valle del Nilo a quella dell’Eufrate. Il progetto sionista appoggia il movimento ebraico dei coloni. Più in generale si tratta di una politica che tende ad escludere i palestinesi dalla Palestina portando alla eventuale annessione sia della Cisgiordania che di Gaza, allo Stato di Israele.

Il Grande Israele dovrebbe creare un certo numero di stati membri per procura.

Esso include parti del Libano, la Giordania, la Siria, il Sinai, così come parti dell’Iraq e dell’Arabia Saudita. (Vedi mappa).

Secondo Mahdi Darius Nazemroaya in un articolo su Global Research del 2011, il Piano Yinon è una continuazione del progetto coloniale della Gran Bretagna in Medio Oriente. Il Piano Yinon è un piano strategico di Israele per garantirsi la superiorità regionale. Stabilisce che Israele deve riconfigurare il suo ambiente geo-politico attraverso la balcanizzazione degli stati arabi circostanti in stati più piccoli e più deboli.

Gli strateghi israeliani consideravano l’Iraq come la più grande sfida strategica da parte di uno stato arabo. È per questo che l’Iraq è stato delineato come il fulcro per la balcanizzazione del Medio Oriente e del mondo arabo. Sulla base dei concetti del Piano Yinon, gli strateghi israeliani hanno chiesto la divisione dell’Iraq in uno stato curdo e due stati arabi, uno per i musulmani sciiti e l’altro per i musulmani sunniti. Il primo passo verso la creazione di queste nuove entità era la guerra tra Iraq e Iran, che il Piano Yinon affronte e discute.

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La Cina, lo short, la borsa o la vita

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BORSA CINESE

Segnalazione Quelsi

by Redazione

di Paolo Cardenà  

Non vi è dubbio che il tema che ha maggiormente caratterizzato il caldo agosto appena concluso siano state le preoccupazioni per lo stato di salute dell’economia cinese che, nelle ultime settimane, hanno determinato la significativa correzione dei mercati azionari cinesi che, almeno apparentemente, hanno contagiato le piazze finanziarie di tutto il mondo quando, lunedì 24 agosto, gli indici hanno azionari hanno subito pesanti perdite, recuperate nelle sedute successive. Tuttavia, permangono fattori di rischio che si riflettono sui mercati che continuano ad essere volatili e vulnerabili.

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Verona: Santo Rosario in suffragio dei defunti di Potenza

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di Redazione

Ieri sera alle 21.00 presso la cappella dedicata alla Madonna di Lourdes in Viale della Repubblica 30 a Verona il Comitato celebrativo delle Pasque veronesi con militi in divisa della Guardia Nobile veronese ed il gonfalone della città, assieme ad una delegazione del Circolo “Christus Rex” ed al gruppo di persone che ogni sera è solito ritrovarsi in loco per pregare, hanno recitato un Santo Rosario in suffragio dei due defunti di Potenza, tragicamente mancati durante una cerimonia commemorativa del Brigantaggio, a causa dell’esplosione di un fucile.  Le fotografie dei due sono state apposte sotto la statua della Santa Vergine Maria e le Guardie Nobili hanno reso il dovuto tributo.

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Al termine, la delegazione di “Christus Rex” ha voluto ricordare con la preghiera l’anima del militante di Forza Nuova Simone Riva, recentemente morto a soli 24 anni in un incidente in montagna. La preghiera a San Pio X, di cui ieri era la ricorrenza, è stata recitata per affidare al grande Pontefice le anime dei defunti. Che il Signore, Re degli Eserciti, possa avere misericordia di loro e donargli la vita eterna.

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La Camera ha approvato la nuova normativa. Ora chi, trovandosi in casa propria o nel luogo di lavoro, si senta aggredito o minacciato, o creda minacciati e aggrediti i beni che gli appartengono, può reagire come crede, utilizzando le armi “legittimamen…

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Legittima difesa, è legge La Camera ha approvato la nuova normativa. Ora chi, trovandosi in casa propria o nel luogo di lavoro, si senta aggredito o minacciato, o creda minacciati e aggrediti i beni che gli appartengono, può reagire come crede, utilizzando le armi “legittimamente detenute” ed anche uccidendo. La sua reazione sarà sempre ritenuta proporzionata. La critica dell’Unione: “Un principio da Far West” ».

Con 244 sì e 175 no l’aula della Camera ha definitivamente approvato la legge sulla legittima difesa.

La legge parla chiaro, da oggi si potrà utilizzare qualunque mezzo LEGITTIMAMENTE DETENUTO per proteggere i propri beni nella propria casa.

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L’associazione Preti Sposati delusa: «Papa Bergoglio preferisce i lefebvriani a noi»

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BERGOGLIO TRA I GIOVENI

di Franca Giansoldati

CITTA’ DEL VATICANO – Le decisioni del Papa sul Giubileo hanno lasciato l’amaro in bocca all’associazione dei sacerdoti sposati, fondata nel 2003 da Giuseppe Serrone, un ex sacerdote.

“Siamo delusi”. Il rammarico riguarda l’annuncio del Papa per il Giubileo ad aprire le porte ai lefebvriani e non avere speso nemmeno una parola per lasciare uno spiraglio a loro, i preti sposati. Un passaggio, dicono, che segna, ancora una volta, l’esclusione di coloro che, in Italia e nel mondo, hanno lasciato l’abito sacerdotale per formarsi una famiglia. Da tempo sono decine di migliaia coloro che bussano alle porte di San Pietro chiedendo di essere riammessi al ministero, di essere utilizzati in parrocchia, anche se hanno moglie e prole a carico. Ma da questo orecchio Papa Bergoglio sembra non sentirci proprio. Immediata la reazione negativa dell’associazione che si sente esclusa e messa da parte. “Bergoglio si china alla volontà dei tradizionalisti e affossa il Concilio Vaticano II. Ancora chiusure e immobilismo dai pronunciamenti papali sui preti sposati e sul rinnovamento della Chiesa e della teologia in chiave biblica”. Ai lefebvriani è stata riconosciuta la validità dell’assoluzione mentre ai sacerdoti sposati niente, anche se hanno un regolare percorso di dimissioni, dispensa dagli impegni del celibato e matrimonio religioso. In pratica i preti sposati sono ancora dentro la Chiesa e sono una grande risorsa.

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Oggi, 3 settembre Festa di San Pio X, il Papa che condannò il modernismo

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SAN PIO X

Il Circolo Cattolico “Christus Rex” invita tutti ad osservare una GIORNATA DI PREGHIERA, PENITENZA E DIGIUNO (Recita del S. Rosario, Adorazione Eucaristica, preghiera a San Pio X) per chiedere a Dio la grazia del ritorno del Papa sul trono che fu di San Pietro e del grandissimo Pontefice San Pio X.

A cura del Circolo Christus Rex – Foggia

3 settembre, festa di San Pio X, il papa che condannò il modernismo. Invochiamolo affinché i sacerdoti siano lo strumento della misericordia di Dio e non della “misericordina” di Bergoglio. – Preghiera di San Pio X per i sacerdoti – O Gesù Pastore Eterno delle anime, ascolta la nostra preghiera per i Sacerdoti, esaudisci in essa l’infinito tuo desiderio. Non sono i Sacerdoti il palpito tuo più tenero e delicato, l’alto amore in cui si assommano tutti i tuoi amori per le anime? Confessiamo di esserci resi indegni di avere santi Sacerdoti, ma la tua misericordia è infinitamente più grande della stoltezza e della malizia nostra. O Gesù, fa che ascendano al tuo sacerdozio solo quelli che da Te sono chiamati, illumina i Pastori nella scelta, i direttori di spirito nel consiglio, gli educatori nella cura delle vocazioni.Donaci Sacerdoti che siano angeli per purezza, perfetti nell’umiltà, ardenti di santo amore ed eroi di sacrificio, apostoli della tua gloria, salvatori e santificatori delle anime. Abbi pietà di tanti ignoranti cui debbono essere luce, di tanti figli del lavoro che invocano chi, preservandoli dagli inganni, li redima nel tuo nome, di tanti fanciulli e di tanti giovani che invocano chi li salvi e a Te li conduca, di tanti che soffrono ed hanno bisogno di un cuore che nel tuo li consoli. Tante anime giungerebbero a perfezione per il ministero di santi sacerdoti. O Gesù abbi ancora una volta compassione delle turbe che hanno fame e sete. Fa’ che il tuo sacerdozio conduca a Te tutta l’umanità, sicché ancora una volta venga per esso rinnovata la terra, esaltata la tua Chiesa, stabilito nella pace il regno del tuo cuore. Vergine Immacolata, Madre dell’Eterno Sacerdote, che hai avuto per primo figlio di adozione Giovanni, il sacerdote da Gesù prediletto, che sei stata nel Cenacolo maestra e Regina degli Apostoli, degnati mettere sulle tue labbra santissime, la nostra umile preghiera, intercedi presso il Cuore del tuo Figlio Divino e ottieni alla Chiesa una perenne, rinnovata Pentecoste. Così sia.Le ragioni della profonda crisi della Fede e della Chiesa, che con costernazione molti cattolici osservano e vivono oggi, sono quelle individuate con logica e realismo da san Pio X, il grande Pontefice riformatore e restauratore che guidò la Chiesa nel primo Novecento fino allo scoppio della prima Guerra mondiale. Il centenario del suo dies natalis, 20 agosto 1914 – 20 agosto 2014, viene così a cadere in un tempo in cui l’obiettivo del suo Magistero, Instaurare omnia in Christo, diventa di sorprendente attualità: come allora Papa Sarto, di fronte agli assalti secolarizzanti del liberalismo e del modernismo, vide come unico rimedio la necessità di ricapitolare ogni cosa in Cristo, così oggi le parole di San Paolo diventano insegnamento di urgente attuazione per difendere la Chiesa da quei mali fotografati, esaminati e analizzati nell’enciclica Pascendi Dominici Gregis che San Pio X scrisse nel 1907 e che resta, nel Magistero petrino, uno dei documenti più importanti e più celebri di tutti i tempi. San Pio X avviò un piano santamente ambizioso e di riforma generale poiché non solo le forze nemiche, liberali e massoniche, minacciavano la Chiesa, e i semi avvelenati del liberalismo e del modernismo (termine presente per la prima volta nella Pascendi) avevano ormai attecchito con successo in alcuni ambienti “cattolici”, sia nel clero, sia fra i laici; ma si era andato formando, in particolare sotto il Pontificato di Leone XIII, un clima di stanchezza e di apatia nei Seminari, nelle parrocchie e persino nelle celebrazioni delle Santa Messe, dove erano entrati addirittura canti profani, bande musicali, arie di opere liriche… fra le azioni di Papa Sarto ci fu anche la Riforma della musica sacra: avvalendosi della consulenza di un eccellente esperto e compositore come Lorenzo Perosi (1872-1956), diede al canto gregoriano la preminenza assoluta nella Liturgia. Il Modernismo, definito nella Pascendi, «sintesi di tutte le eresie», tentava di coniugare Vangelo e positivismo, Chiesa e mondo, filosofia moderna e teologia cattolica; esso aveva visto i suoi albori in Francia, dove si era consumata la Rivoluzione che aveva abolito il diritto divino, incoronando la «dea ragione». Il motto «liberté, egalité, fraternité», che aveva prodotto il testo giuridico della Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen (26 agosto 1789), divenne, lungo i decenni, il lite motive di molti pensatori cristiani che decisero di inchinarsi al mondo, senza più condannare gli errori e senza più preservare l’integrità della dottrina della Fede. Fu proprio contro questa mentalità che San Pio X decise di combattere al fine di tutelare gli interessi di Dio e della Sposa di Cristo. Profonda Fede, amore immenso per la Chiesa, grande umiltà e grande sensibilità. Uomo dalle poche parole e dai molti fatti, era sempre teso a compiere la volontà di Dio, anche quando, chiamato ad alte mansioni, sentiva tutto il peso gravoso delle responsabilità; ma una volta accolto l’impegno, la sua preoccupazione era quella di rispettare e far rispettare leggi e principi divini, senza distrazioni verso il rispetto umano e il consenso delle opinioni del mondo. Non cercò mai i riflettori, ma soltanto la difesa dei diritti del Creatore e la salvezza delle anime. Dal campanile di Riese, dove nacque il 2 giugno 1935, passò a quelli di Salzano e di Treviso per poi arrivare a quello di San Marco a Venezia e approdare a quello di San Pietro a Roma, tuttavia rimase sempre identico a se stesso: libero da ogni passione terrena, continuò a voler vivere in povertà, come lasciò scritto nel suo Testamento: «Nato povero, vissuto povero e sicuro di morir poverissimo». Povertà per sé, ma non per Dio: non lesinava mai corredi e paramenti nella Sacra Liturgia. San Pio X si caratterizza per la sua formazione tomista, per il suo sano e disincantato realismo, per la sua tangibile pastoralità (vicina ai reali e non demagogici problemi), per il suo attaccamento alla Fede e non all’ideologia, per il suo tenere le distanze dalla politica; ma proprio per questo suo atteggiamento di pastore-missionario fu sempre stimato e rispettato in vita. Questo Pontefice, seppure con discrezione ed umiltà, come era di sua natura, è diventato interprete determinato e determinate della Chiesa militante e continua, senza rumore, ma nel proficuo e fertile silenzio di Dio, a fare scuola. Diede vita ad un’immensa opera di restaurazione con l’obiettivo di Instaurare omnia in Christo, come ebbe a scrivere nella sua enciclica programmatica E Supremi Apostolatus del 4 ottobre 1903: «Le ragioni di Dio sono le ragioni Nostre; è stabilito che ad esse saranno votate tutte le Nostre forze e la vita stessa. Perciò se qualcuno chiederà quale motto sia l’espressione della Nostra volontà, risponderemo che esso sarà sempre uno solo: “Rinnovare tutte le cose in Cristo». Agì su due fronti: da un lato riformò e dall’altro condannò. Riformare per restaurare. Dirà lo spagnolo Cardinale Rafael Merry del Val, non solo Segretario di Stato di San Pio X, ma suo braccio destro, suo confidente, suo amico d’anima: «La riforma della curia romana, la fondazione dell’istituto Biblico, l’erezione dei seminari centrali e la legislazione per una migliore formazione del clero, la nuova disciplina per la prima – per la frequente – comunione, la restaurazione della musica sacra, il suo poderoso atteggiamento contro i fatali errori del cosiddetto modernismo e la sua energica difesa della libertà della Chiesa in Francia, in Germania, in Portogallo, in Russia e altrove – per non parlare di molti atri atti di governo – basterebbero indubbiamente per additare Pio X come un grande pontefice e un eccezionale condottiero di uomini. Posso attestare che tutto questo enorme lavoro fu dovuto principalmente, e spesso elusivamente, al suo progetto e alla sua iniziativa personale. La storia non si limiterà a proclamarlo semplicemente un papa la cui “bontà” nessuno sarebbe capace di mettere in questione». Quel suo passato da cappellano a Tombolo (1858-1867); da parroco a Salzano (1867-1875); da canonico, da Direttore di Seminario, da cancelliere, da Vicario capitolare a Treviso (1875-1884); da Vescovo di Mantova (1884-1893); da Cardinale e Patriarca di Venezia (1893-1903), fu basilare per il gigantesco piano riformatore che mise in moto durante il suo Pontificato, che durò 11 anni, dal 1903 al 1914. Quando Giuseppe Sarto divenne sacerdote (18 settembre 1858), si dedicò subito e con particolare attenzione all’istruzione catechistica, considerando l’ignoranza religiosa il primo grave problema che un ministro di Dio deve affrontare. «Frequentare la Messa», diceva, «e ignorare le verità della fede sono cose che si elidono a vicenda, perché non è possibile accettare verità che non si conoscono». Diede così vita al Catechismo Maggiore (1905) e al Catechismo della dottrina cristiana (1912), maggiormente divulgato. Diede anche avvio alla formulazione di un Codice di Diritto canonico, il Codex iuris canonici, mai esistito nella Chiesa. Era un’esigenza viva e sentita da Vescovi e canonisti. E finalmente volle dare rimedio al caos delle norme, alla poca chiarezza di molte di esse, alla contraddittorietà delle une e delle altre che andavano spesso a elidersi a vicenda e alla difficoltà del reperimento di fonti certe, tanto che molte erano persino sconosciute a chi avrebbe dovuto servirsene. Il Codex, dove sono presenti spirito di Fede, intransigenza sui principi e profonda pietà, è risultato essere un grande strumento di utilità pastorale, sovvenendo così alle nuove ed inedite necessità organizzative e funzionali che si sono presentate alla Chiesa del XX secolo e, allo stesso tempo, si inserisce a pieno titolo nel programma di restaurazione cattolica che caratterizza il Pontificato di San Pio X. L’Eucaristia fu un asse portante della dottrina pastorale di Giuseppe Sarto. Già Patriarca egli raccomandava vivamente la Santa Messa quotidiana. Il decreto Sacra Tridentina Synodus (1905) verte sulla comunione frequente, mentre il decreto Quam singulari (1910) sull’anticipazione «all’età dell’uso della ragione» (7 anni) della prima comunione. Atti molto innovativi, che mettevano al centro della vita di ogni fedele, come della stessa Chiesa, Gesù Eucaristico. La ragione per cui volle anticipare la prima comunione era per rispondere all’esigenza di preservare il più possibile l’innocenza nei bambini, quell’innocenza che oggi la civiltà laica e senza Cristo fa di tutto per violare ed infrangere. Né si può tralasciare la sua ampia azione di denuncia contro le leggi anticristiane della Francia. Ricordiamo, in particolare, la Lettera all’episcopato francese Notre charge apostolique (1910), contro la concezione secolarizzata della democrazia. Uomo di profonda e riflessiva intelligenza, non aveva difficoltà alcuna a parlare con tutti, ad ascoltare tutti, ad avere un atteggiamento di carità concreta (i suoi agiografi ne hanno registrato l’immensa portata, oltre che descrivere grazie e miracoli ottenuti per sua intercessione e ancora in vita) e intellettuale con ogni individuo: traboccante di umiltà, non fu mai né altero, né superbo, neppure quando venne avviato il piano repressivo nei confronti dei modernisti; il suo cuore rimase sempre generosamente evangelico, seppure fieramente dalla parte di Cristo. Spirito né settario, né fanatico, egli fu realmente cattolico e la sua intransigenza in materia di Fede non si trasformò mai in zelo amaro. Rimase sempre padre misericordioso e curato d’anime. Sapienza e fecondità sono presenti nelle sue sedici encicliche, documenti sentiti, partecipati, vissuti e supportati da una Fede adamantina che esige di essere applicata. In esse si coglie la gioia della Buona Novella dell’uomo di Dio che dai tetti annuncia la rivelazione del Salvatore a tutte le genti e trasmette un unico insegnamento, quello di Gesù Cristo, a dispetto di chi vorrebbe silenziarlo, oppure profanarlo, oppure cambiarne il significato a proprio piacimento.

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