JOVEN SIRIA DENUNCIA EL MOTIVO REAL DE LOS “REFUGIADOS SIRIOS” Y LA MANIPULACIÓN OCCIDENTAL

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Segnalazione di Diego Pappalardo

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El pasado domingo, el Movimiento Nacional de Serbia realizó en Belgrado una manifestación y, entre los oradores, estuvo una joven patriota siria quien expresó la verdad de lo que sucede en su país y el fenómeno de los “refugiados sirios”, ampliamente cubierto y fomentado por las plataformas mediales y cultuales masónicas y judías de todo Occidente,es decir, por la plutocracia internacional realmente existente.

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Transcribimos algunas frases:

Permítanme hacer esta pregunta: Si Occidente no quiere que los refugiados perezcan en el mar, ¿por qué no levanta sus sanciones contra el pueblo sirio que ha generado 143 mil millones de dólares en pérdidas?

¿Por qué no ayudan a los sirios a quedarse en casa para que colaboren con el ejército nacional sirio en su lucha contra el terrorismo y hagan de Siria de nuevo un país seguro?

¿Por qué el resto de los sirios que no han emigrado permanecen en su país y resisten?

La gente de Siria sigue siendo la única que puede reconstruir el país. Se busca acabar con Siria y el pueblo sirio.

Por un lado, se busca la fuga de cerebros, llevándose a sus médicos y mejores estudiantes. Y, por otro lado, las empresas multinacionales quieren mano de obra barata.

Hasta el momento, hemos perdido cien mil soldados que lucharon contra los extremistas. No ví que Occidente llorara por ellos que dieron sus vidas para defender la nación y dejando a sus familias que también necesitan ayuda.

Occidente ayuda a las personas que huyen de su país. Muchas de ellas son yihadistas y se les paga miles de euros por ello.

Déjenme decirles que el dinero que gastan para venir es suficiente para comprar una casa en un lugar seguro en Siria para una familia de cinco integrantes y tener un pequeño trabajo y vivir bien.

Estos no son refugiados. Estos son migrantes económicos.

Lo que sucede en Siria es similar a lo que se dio en Serbia: su objetivo es nuestra identidad, nuestra unidad y nuestra soberanía.

Queridos amigos, lo que pedimos es que se pongan de pie con nosotros. Muestren su apoyo a nuestra lucha justa y a nuestras fuerzas armadas porque si perdemos esta guerra, la yihad no se detendrá después de vencer en Siria. Resistamos juntos hasta la victoria

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La fine di un equivoco

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misericordina

di Redazione

Pur non avendo mai aderito alla Tesi di Cassiciacum, riteniamo che questo comunicato dell’ IMBC in merito alla situazione della Fraternità San Pio X sia estremamente chiaro e condivisibile. “Christus Rex” si annovera tra i “sedevacantisti” che dal 2007 (prima della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum) parlano di accordo “de facto” in corso tra fraterneschi e modernisti e tra coloro che auspicano la fine dell’equivoco… (grassetti redazionali)

Segnalazione del Centro Studi Federici

La fine di un equivoco: riflessioni sulla “Fraternità San Pio X” o “Fraternità degli Apostoli di Gesù e di Maria” (comunicato dell’Istituto Mater Boni Consilii)

Il 1 settembre 2015, in una lettera indirizzata al ‘Presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione’ Mons. Rino Fisichella, l’attuale occupante della Sede Apostolica, Jorge M. Bergoglio,  ha dichiarato che, durante ‘l’Anno Santo della Misericordia’, a partire quindi dall’8 dicembre, 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II, i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per sua disposizione, avranno i poteri per confessare tutti i fedeli che ricorreranno al loro ministero, in modo tale che le assoluzioni sacramentali da loro impartite saranno valide e lecite.

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Terra Santa: scuole cristiani discriminate

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TERRA SANTA

Segnalazione del Centro Studi Federici

Scuole cristiane: manifestazione a Nazareth

NAZARETH – Le Scuole cristiane sono in sciopero per protestare contro i tagli di bilancio imposti dal Ministero israeliano della Pubblica Istruzione. Martedì 1° settembre, una manifestazione ha riunito centinaia di persone a Nazareth.

«Le scuole cristiane chiedono uguaglianza», «Le scuole cristiane non sono in vendita», «Le scuole cristiane sono presenti nonostante le persecuzioni»: questo è quello che si leggeva a Nazareth sugli striscioni sorretti da un centinaia di manifestanti.

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A Bruxelles va in scena la rabbia degli agricoltori

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Oltre 5mile agricoltori europei hanno presidiato le strade di Bruxelles per chiedere un aiuto concreto contro la crisi dei prezzi e le controsanzioni russe

Un esercito di 6mila agricoltori e produttori di latte e 2mila trattori. Gli agricoltori di tutta Europa, tra lanci di uova, clacson e sirene, sono tornati a presidiare le strade di Bruxelles per chiedere aiuto all’Unione europea. In giornata era prevista una riunione dei ministri dell’Agricoltura dei 28 stati membri con lo scopo di trovare contromisure contro il calo dei prezzi dei prodotti alimentari.

Il calo dei prezzi è stato generalizzato e ha colpito la produzione di latte, delle carni bovine e suine. A pesare non è solo una situazione economica stagnate, ma iniziano a sentirsi anche le controsanzioni che la Russia di Putin ha adottato nei confronti dei prodotti europei dopo il braccio di ferro dovuto alla crisi ucraina. Gli agricoltori hanno presidiato il quartiere europeo cercando di forzare il blocco delle forze dell’ordine. Negli scontri sono rimasti feriti in modo lieve tre agenti ma non sono stati effettuati arresti tra i manifestanti, dispersi con gli idranti e il lancio di lacrimogeni.

 

Tra i dimostranti ricca anche la delegazione italiana, ricevuta dal ministro dell’agricoltura Maurizio Martina che prima dell’incontro ha dichiarato: “E’ importante che tutti possano attivare misure straordinarie con risorse straordinarie“. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere dall’Ue fondi straordinari da aggiungere ai 120 milioni che l’esecutivo aveva promesso alla zootecnia mesi fa. “Gli aiuti dovrebbero aiutarci a commerciare meglio il prodotto Dop come il Grana Padano, in competizione con formaggi di altra qualità, che non sono fatti con il latte italiano“, a parlare è un giovane agricoltore e produttore caseario di Brescia che insieme ad altri accompagna la Coldiretti: “Qui a Bruxelles ho incontrato tanti agricoltori stranieri, che non sanno ancora cos’è un vero prodotto Dop“. Grida la sua rabbia anche Cinzia, produttrice di frutta, vino e olio della provincia di Livorno: “Produciamo sottocosto e le aziende chiudono“. Secondo dati della stessa Coldiretti della crisi, nel 2008, in Italia sono state chiuse oltre 170mila stalle.

Per quanto riguarda gli organi Ue a parlare è stato Jyrki Katainen, vice presidente della Commissione europea, che ha presentato il pacchetto proposto dalla Commissione: “Consentirà di usare 500 milioni di euro di fondi a beneficio immediato degli agricoltori“, nello specifico gli aiuti dovrebbero essere destinati a sostegno del settore lattiero-caseario.

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“Sono islamici, via dalla canonica”: i fedeli fermano il prete pro-rifugiati

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di JENNER MELETTI

Nel Vicentino l’assemblea dei parrocchiani boccia l’ospitalità. Il sacerdote: “Sommerso da urla da stadio, ma io non mi arrendo”

VALLE DI CASTELGOMBERTO (VICENZA). Gli pesa ancora sul cuore, quell'”assemblea avvelenata “. “Non me l’aspettavo proprio. Volevamo ospitare sei, al massimo dieci profughi in una canonica abbandonata da anni. Ne abbiamo discusso in assemblea, nella chiesa di Santa Cecilia. Quasi tutti hanno detto no. “‘Mio nonno ha costruito quella canonica per i preti, non per i musulmani”‘, ha gridato uno di loro”. Don Lucio Mozzo, 63 anni, parroco di Valle e di Trissino, è ancora scosso. Una chiesa così piena – 250 persone – la vede solo a Natale. Anche mercoledì sera era colma ma quando una ragazza ha mostrato la sua maglietta con la scritta “Chi ha paura muore tutti i giorni…” e ha detto che lei i migranti li avrebbe accolti, “subito si sono alzati – racconta il parroco – i buu e le urla, come allo stadio”. “Per fortuna, domenica dopo pranzo, mi è arrivato il primo messaggino. “Don Lucio, il Papa la pensa come te”. Spero che con l’aiuto di Francesco le cose cambino. Ma ho i miei dubbi”. Boschi e annunci di sagre, nel paese di Valle, 1.200 abitanti. La canonica è grande, perché ospitava non solo parroco e perpetua ma aveva anche stanze per i missionari. “L’edificio ci è stato chiesto – racconta don Lucio Mozzo – dall’associazione Giovanni XXIII, quella fondata da don Oreste Benzi, per ospitare migranti in attesa di esame, soprattutto donne e bambini. Non abbiamo voluto decidere solo noi, come Consiglio pastorale. Ci sembrava giusto ascoltare il parere dei fedeli che dovranno convivere con quelle persone. Ma il confronto è stato quasi impossibile. Io ho detto che il cristiano, di fronte a chi ha bisogno, non può guardare da un’altra parte. Non può dire soltanto “prima i nostri”, come annunciano i nostri sindaci. “Prima i nostri” può andare bene ma non può significare “nulla per gli altri”. Onestamente, quelli della Giovanni XXIII hanno spiegato che donne e bimbi sarebbero stati la maggioranza, ma non potevano escludere la presenza di uomini. E allora tanti si sono messi a protestare. “Fate finta di consultarci e invece avete già deciso. Continua a leggere

Incontri contro la teoria gender nel veronese. Avvocato Gianfranco Amato, dei Giuristi per la vita. Modulo e consigli pratici ai genitori per difendersi. E altro.

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bambini

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/655-12-settembre-2015-concamarise-vr-gender-cosa-significa

12 settembre, a Concamarise (Vr)

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/659-15-settembre-2015-sommacampagna-vr-famiglia-scuola-societa-le-nuove-sfide-antropologiche-ed-educative

15 settembre, a Sommacampagna (Vr)

21 Colognola ai Colli, sala civica del Comune

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/22-appuntamenti/662-23-settembre-2015-cerea-vr-famiglia-scuola-societa-nuove-sfide-educative

23 settembre, a Cerea

La Croce Quotidiano – 3 settembre 2015

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/663-contro-l-ideologia-gender-a-scuola-7-pratici-consigli-ai-genitori – 5 settembre 2015

CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER A SCUOLA, 7 PRATICI CONSIGLI AI GENITORI

di Gianfranco Amato

Settembre è un mese generalmente triste. Non solo perché è legato alla fine del sogno estivo, ma anche perché coincide con l’inizio delle attività scolastiche. Quest’anno, però, il ritorno sui banchi rappresenta un cruccio anche per i genitori degli studenti. La preoccupazione stavolta ha un nome inglese: gender. Molti si chiedono se e come verrà realizzata anche nelle scuole italiane [la] pericolosa forma di «sperimentazione educativa» sulla teoria gender […]

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il problema oggettivamente esiste: c’è un reale e concreto pericolo che si allarghi il numero di istituti scolastici che intendono introdurre corsi ispirati alla teoria gender. Di fronte a questo rischio, occorre che i genitori reagiscano in maniera razionale, lucida e serena. Non servono inutili allarmismi, ma occorre vigilanza nel prevenire e coraggio nel denunciare. Per questo riteniamo utile fornire ai genitori degli studenti sette consigli semplici e pratici, per poter affrontare in maniera concreta e operativa la questione.

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Netanyahu: “non permetterò che Israele sia sommerso dai profughi”, muro al confine con la Giordania – Rai News

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C’è chi può e chi non può…

L’opposizione aveva chiesto al governo di accogliere i siriani in fuga. Netanyahu: “Non ci lasceremo sommergere da rifugiati siriani e africani” CondividiTweet79 Ungheria, via libera al muro anti-immigrati Boldrini: i muri non risolvono i problemi Gli altri muri dopo Berlino 06 settembre 2015Mentre l’Europa si sta interrogando su come fronteggiare l’emergenza immigrazione, in Medio Oriente il premier israeliano Benjamin Netanyahu avverte: non consentirò che Israele sia “sommerso” da rifugiati siriani e africani. E annuncia la costruzione di una recinzione al confine con la Giordania per eviatare l’arrivo di “un’ondata di immigrati clandestini e attività terroristiche”. “Israele non è indifferente alla tragedia umana dei profughi siriani e africani”, ha spiegato Netanyahu, “ma Israele è uno Stato piccolo, molto piccolo, che non ha una profondità demografica e geografica ed ecco perchè dobbiamo controllare le frontiere”. L’annuncio del premier arriva durante la riunione settimanale del gabinetto di governo, proprio dopo l’appello del capo dell’opposizione, Isaac Herzog che ha chiesto al governo di accogliere i siriani in fuga dalla guerra civile. La costruzione della recinzione sarebbe già iniziata: 30 chilometri dalla città costiera di Eilat, nel Mar Rosso, fino alla storica Timna. Quando era stata approvata a giugno, Netanyahu aveva spiegato che la recinzione al confine con la Giordania era il prosieguo dei 240 km di barriera costruita al confine con l’Egitto, un chiusura che ha quasi azzerato il numero di migranti africani che entrano illegalmente in Israele (in precedenza, attraverso il Sinai egiziano, ne erano entrati piu’ di 50mila, in prevalenza eritrei e sudanesi). Israele ha anche una recinzione sulle alture del Golan, lungo la frontiera siriana; e quella che corre in Cisgiordania, che ha cominciato a costruire durante la seconda Intifada, tra il 2000 e il 2005.

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Non esiste il dovere di farsi invadere

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5 settembre – di Marcus*-Quasi tutti i più importanti organi di informazione affrontano il tema della pressoché inarrestabile ondata immigratoria, che sta interessando l’intera Europa, come se l’unica preoccupazione di noi italiani ed europei fosse quella di accogliere senza se e senza ma i cosiddetti “migranti”; come se non ci fosse nessun altro tipo di problema da porsi, del tipo: possiamo davvero accoglierli tutti? Che impatto avrà sulla nostra vita e su quella dei nostri figli questo imponente e costante arrivo di uomini e donne provenienti dall’Africa e dall’Asia? Un’imponente e continua immigrazione che, occorre dirlo, ha assunto i caratteri di un’invasione. Il vocabolario della lingua italiana, infatti, definisce l’invasione come la penetrazione di un territorio da parte di un popolo o di diverse genti, in cerca di una nuova sede ove stabilirsi. E questo è ciò che sta avvenendo. Ora, fatta salva la doverosa attenzione da esercitare nei confronti di chi fugge da situazioni e luoghi che rendono oggettivamente impossibile la vita delle persone, soprattutto quella dei soggetti più deboli e indifesi (bambini, donne, anziani, ammalati) – l’accoglienza dei quali va comunque valutata in rapporto al bene della nazione accogliente, la quale può sacrificare qualcosa del suo benessere ma non compromettere la propria sicurezza e integrità – bisogna ricordare, a fronte della maggioranza di coloro che vogliono venire in Europa – i quali lo fanno allo scopo di “farsi una nuova vita” – che non esiste il diritto assoluto dell’individuo di fare ciò che desidera (quello, per esempio, di andare a vivere dove gli pare), mentre esiste il dovere delle comunità, ed il diritto che ne consegue, di salvaguardare la propria sicurezza e la propria integrità. Pertanto, ai sostenitori dell’accoglienza ad oltranza, è necessario far presente che non esiste il dovere di farsi invadere. Da alcuni mesi i principali media – i quali suonano tutti, in maniera persino stucchevole, lo stesso spartito – parlano di “ondate di profughi che fuggono dalla guerre e dalla disperazione”, come se il problema del continuo flusso di immigrati in Europa non fosse un fenomeno che dura da decenni (tutto ha avuto inizio, lo ricordiamo, dalla caduta del muro di Berlino, avvenuta nel novembre del 1989), ma un’emergenza contingente e legata alle crisi che, in particolare dal 2011, stanno interessando il Nord Africa, parte dell’Africa sub-sahariana, il Vicino ed il Medio Oriente. Certamente vi è del vero in questa maniera di presentare il problema – ossia le succitate aree stanno vivendo veramente il dramma di gravissimi conflitti, che hanno creato un autentico caos e tantissime sofferenze alle popolazioni coinvolte – ma vi è anche e soprattutto molta malafede. Le aree da cui provengono coloro (i siriani in primis) che veramente fuggono “dalla guerra e dall’orrore”, sono state gettate nel caos dall’Occidente atlantista. I governi di USA, Regno Unito e Francia, per esempio, hanno avuto un ruolo decisivo nelle crisi che coinvolgono in maniera devastante l’Iraq, la Libia e la Siria, solo per citare le realtà che, in questo momento, più di altre mostrano gli impressionanti effetti del disordine provocato. Ma quanto sta avvenendo non è ciò che la classe dirigente ed i media, suoi portavoce, presentano come un’emergenza contingente e limitata a chi fugge dalle guerre in corso, una cosa destinata a terminare appena risolte le crisi in atto (perché questo dovrebbe essere lo scenario di una vera emergenza profughi; qualcosa di limitato ad un periodo di crisi, una volta risolto il quale i profughi, o almeno la stragrande maggioranza di essi, se ne tornano in patria). No, ciò che sta avvenendo è ben altro: siamo di fronte ad un’accelerazione del processo di mutazione etnica dell’Italia e dell’Europa, da anni avviato. Infatti, va assolutamente ricordato che la nostra Nazione e l’Europa occidentale sono – come già ricordato – oggetto di un continuo flusso di genti straniere dall’inizio degli anni 1990. Un arrivo costante di elementi allogeni, destinato a realizzare una trasformazione etnica delle nostre terre. Un cambiamento dei connotati fisici e spirituali, che hanno sin qui caratterizzato le nazioni ed i popoli europei. A fronte di questo ormai evidentissimo destino, che non preoccupa affatto la classe politica dirigente italiana ed europea – la cui unica preoccupazione è, invece, quella di rispettare l’agenda imposta da chi persegue l’obiettivo di una nuova Europa, caratterizzata dal meticciato religioso, culturale e razziale – bisogna richiamare l’attenzione dei connazionali alle conseguenze di ciò che sta avvenendo, ricordando loro che in gioco vi è il destino dell’Italia, insieme a quello dell’intera Europa (soprattutto di quella occidentale). In gioco vi sono la sicurezza e l’integrità della nostra Patria; il destino delle donne e degli uomini di questa Italia e di questa Europa che la inetta e traditrice classe dirigente sta conducendo al caos ed all’autodistruzione.

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Allattamento al seno per uomini: l’ultima follia gender

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primate che allatta umano

Se la natura non si piega al capriccio di chi vuol fare come se la natura non esistesse, in nome dell’ideologia gender, interviene la scienza oppure qualche scaltro inventore a proporre sul mercato un attrezzo decisamente.

Si parla tanto, del resto, sia di ideologia gender (che non esiste) e di natura e di ecologia.

L’ideologia gender è “per natura innaturale”: non ha alcuna considerazione della biologia e della scienza, ma eleva a diritto e a pretesa il desiderio, il piacere e il capriccio.

Quindi ideologia gender e ecologia non vanno tanto d’accordo. Si pretende di dare concretezza a qualcosa di inesistente, irreale come “due mamme” o due papà”. E laddove la natura non cede il passo, si rimedia con la scienza scientista e prometeica che inventa la fecondazione artificiale e l’utero in affitto.

Un’altra bella invenzione (un po’ più facile ed economica, in realtà) è in vendita sul celebre sito per acquisti on line di nome Amazon: Mr. Milker, che letteralmente vuol dire qualcosa tipo “Signor Lattaio”.

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