Isis, Siria: i cristiani della città di Al-Qaryatayn costretti a firmare un contratto di sottomissione

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 TRIBUNALE ISIS

Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

Ormai non si contano più gli orrori e le ingiustizie dello Stato Islamico. Tra questi, gli orrori e le ingiustizie che subisce la popolazione di religione cristiana (persino i bambini vengono decapitati, come raccontava lo scorso anno alla Cnn un leader cristiano della città irachena di Mosul ma residente negli Stati Uniti). L’ultima triste “novità” viene dalla Siria e precisamente dalla città di Al-Qaryatayn, dove il 21 agosto è stato distrutto il monastero cattolico di Mar Elian e il giorno successivo sono stati sequestrati circa 230 civili, molti dei quali cristiani. Il settimanale cattolico “Tempi” rende noto che la settimana scorsa, l’Isis ha diffuso delle immagini che mostravano alcuni suoi membri costringere gli abitanti cristiani che non erano stati portati via, a firmare un contratto di sottomissione, come avvenne con il “patto del califfo Omar” nel 637. In particolare l’Isis ha stabilito che i cristiani devono convertirsi all’islam, pagare una tassa (jizya) per essere protetti e mantenere la propria religione, andarsene oppure essere uccisi. Esattamente come nel califfato storico dovevano fare i dhimmi, coloro che appartenevano alla “Gente del Libro”, categoria in cui rientrano i cristiani.

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L’europarlamento incalza l’Italia sulle unioni gay

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Segnalazione Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

Dalla UE arriva l’ennesimo tentativo di pressing sul governo italiano affinché esso giunga a prevedere una qualche forma di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.

L’Europarlamento ha infatti chiesto ai nove stati aderenti, tra cui l’Italia, di considerare la possibilità di offrire alle coppie gay strumenti giuridici come la coabitazione, le unioni di fatto registrate ed il matrimonio.

La richiesta dell’Europarlamento è inserita nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato a Strasburgo. Con tale risoluzione l’Europarlamento chiede anche alla Commissione Ue di presentare una proposta di normativa ambiziosa che garantisca il riconoscimento mutuo delle unioni e dei matrimoni registrati in altri paesi, in modo da «ridurre gli ostacoli amministrativi e giuridici discriminatori che devono affrontare i cittadini per esercitare il loro diritto alla libera circolazione».

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Migranti, la Danimarca si blinda: bloccati tutti i treni dalla Germania

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BANDIERA DANESE

Il governo danese si smarca dalla politica dell’accoglienza Ue. Prima pubblica un annuncio sui giornali libanesi in cui si invitano i migranti a non raggiungere la Danimarca e poi blocca i treni da Berlino

Mer, 09/09/2015 – 17:05

L’emergenza migranti prosegue. Dalle coste della Libia – via mare – fino a quelle italiane. Dalla Siria, passando per Turchia e Grecia, fino all’Ungheria. Ed è stata proprio l’Ungheria di Viktor Orban a reagire con maggior vigore contro la continua avanzata di migranti, erigendo un muro e avviando la costruzione di una seconda barriera ai confini con la Serbia.

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Un caso esemplare – Reportage Treviso

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di Carola Parisi


Vince la protesta, il caso politico si accende


L’accoglienza dei profughi sta creando un tilt istituzionale in tutto il Paese. Una situazione contorta e senza soluzione che si sta rendendo sempre più evidente nella regione Veneto. I fatti di Quinto di Treviso, infatti, sono riusciti a creare una “coesione” politica paradossale: da destra e da sinistra, la reazione alla decisione dell’ormai ex prefetto, è stata identica. Fino a sfociare nella violenza. Da entrambe le parti.

Così, mentre qualcuno (non ancora identificato dalle autorità) dava alle fiamme televisori e decoder destinati ai migranti, un gruppo di ragazzi dei centro sociali, tra botte, insulti ed arresti, si scontrava con la polizia davanti al palazzo della Prefettura. Un nemico comune: lo Stato. Quello Stato che i prefetti del Veneto (e di tutta Italia), rappresentano a fatica cercando di portare avanti decisioni sempre più impopolari. E la consapevolezza che governare significa risolvere i problemi, non crearli, è venuta meno sotto il peso dell’emergenza.

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Il sacrilegio. Terribile peccato causa di dannazione per molti.

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Istruzione Cattolica mercoledì, 11:04

Un peccato che può condurre alla dannazione eterna è il sacrilegio. Disgraziato colui che si mette su questa strada! Commette sacrilegio chi volontariamente nasconde in Confessione qualche peccato mortale, oppure si confessa senza la volontà di lasciare il peccato o di fuggirne le occasioni prossime. Quasi sempre chi si confessa in modo sacrilego compie anche il sacrilegio eucaristico, perché poi riceve la Comunione in peccato mortale.

Racconta San Giovanni Bosco…
“Mi trovai con la mia guida (l’Angelo custode) in fondo a un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso con una porta altissima che era chiusa. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva; un fumo grasso, quasi verde e guizzi di fiamme sanguigne si innalzavano sui muraglioni dell’edificio.
Domandai: ‘Dove ci troviamo?’. ‘Leggi l’iscrizione che c’è sulla porta’. mi rispose la guida. Guardai e vidi scritto: ‘Ubi non est redemptio! , cioè: `Dove non c’è redenzione!’, Intanto vidi precipitare dentro quel baratro… prima un giovane, poi un altro e poi altri ancora; tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato.
Mi disse la guida: ‘Ecco la causa prevalente di queste dannazioni: i compagni cattivi, i libri cattivi e le perverse abitudini’.
Quei poveri ragazzi erano giovani che io conoscevo. Domandai alla mia guida: “Ma dunque è inutile lavorare tra i giovani se poi tanti fanno questa fine! Come impedire tutta questa rovina?” – “Quelli che hai visto sono ancora in vita; questo però è lo stato attuale delle loro anime, se morissero in questo momento verrebbero senz’altro qui!” disse l’Angelo.
Dopo entrammo nell’edificio; si correva con la velocità di un baleno. Sboccammo in un vasto e tetro cortile. Lessi questa iscrizione: ‘Ibunt impii in ignem aetemum! ; cioè: `Gli empi andranno nel fuoco eterno!’.
Vieni con me – soggiunse la guida. Mi prese per una mano e mi condusse davanti a uno sportello che aperse. Mi si presentò allo sguardo una specie di caverna, immensa e piena di un fuoco terrificante, che sorpassava di molto il fuoco della terra. Questa spelonca non ve la posso descrivere, con parole umane, in tutta la sua spaventosa realtà.
All’improvviso cominciai a vedere dei giovani che cadevano nella caverna ardente. La guida mi disse: ‘L’impurità è la causa della rovina eterna di tanti giovani!’.
– Ma se hanno peccato si sono poi anche confessati.
– Si sono confessati, ma le colpe contro la virtù della purezza le hanno confessate male o del tutto taciute. Ad esempio, uno aveva commesso quattro o cinque di questi peccati, ma ne ha detto solo due o tre. Ve ne sono alcuni che ne hanno commesso uno nella fanciullezza e per vergogna non l’hanno mai confessato o l’hanno confessato male. Altri non hanno avuto il dolore e il proposito di cambiare. Qualcuno invece di fare l’esame di coscienza cercava le parole adatte per ingannare il confessore. E chi muore in questo stato, decide di collocarsi tra i colpevoli non pentiti e tale resterà per tutta l’eternità. Ed ora vuoi vedere perché la misericordia di Dio ti ha portato qui? – La guida sollevò un velo e vidi un gruppo di giovani di questo oratorio che conoscevo bene: tutti condannati per questa colpa. Fra questi ce n’erano alcuni che in apparenza avevano una buona condotta.
La guida mi disse ancora: ‘Predica sempre e ovunque contro l’impurità! :. Poi parlammo per circa mezz’ora sulle condizioni necessarie per fare una buona confessione e si concluse: ‘Bisogna cambiar vita… Bisogna cambiar vita’.
– Ora che hai visto i tormenti dei dannati, bisogna che anche tu provi un poco l’inferno!
Usciti da quell’orribile edificio, la guida afferrò la mia mano e toccò l’ultimo muro esterno. Io emisi un grido di dolore. Cessata la visione, notai che la mia mano era realmente gonfia e per una settimana portai la fasciatura.”
Padre Giovan Battista Ubanni, gesuita, racconta che una donna per anni, confessandosi, aveva taciuto un peccato di impurità. Arrivati in quel luogo due sacerdoti domenicani, lei che da tempo aspettava un confessore forestiero, pregò uno di questi di ascoltare la sua confessione.
Usciti di chiesa, il compagno narrò al confessore di aver osservato che, mentre quella donna si confessava, uscivano dalla sua bocca molti serpenti, però un serpente più grosso era uscito solo col capo, ma poi era rientrato di nuovo. Allora anche tutti i serpenti che erano usciti rientrarono.
Ovviamente il confessore non parlò di ciò che aveva udito in Confessione, ma sospettando quel che poteva essere successo fece di tutto per ritrovare quella donna. Quando arrivò presso la sua abitazione, venne a sapere che era morta appena rientrata in casa. Saputa la cosa, quel buon sacerdote si rattristò e pregò per la defunta. Questa gli apparve in mezzo alle fiamme e gli disse: “lo sono quella donna che si è confessata questa mattina; ma ho fatto un sacrilegio. Avevo un peccato che non mi sentivo di confessare al sacerdote del mio paese; Dio mi mandò te, ma anche con te mi lasciai vincere dalla vergogna e subito la Divina Giustizia mi ha colpito con la morte mentre entravo in casa. Giustamente sono condannata all’inferno!”. Dopo queste parole si aprì la terra e fu vista precipitare e sparire.
Scrive il Padre Francesco Rivignez (l’episodio è riportato anche da Sant’Alfonso) che in Inghilterra, quando c’era la religione cattolica, il re Anguberto aveva una figlia di rara bellezza che era stata chiesta in sposa da diversi principi.
Interrogata dal padre se accettasse di sposarsi, rispose che non poteva perché aveva fatto il voto di perpetua verginità.
II padre ottenne dal Papa la dispensa, ma lei rimase ferma nel suo proposito di non servirsene e di vivere ritirata in casa. II padre l’accontentò.
Cominciò a fare una vita santa: preghiere, digiuni e varie altre penitenze; riceveva i Sacramenti e andava spesso a servire gli infermi in un ospedale. In tale stato di vita si ammalò e morì.
Una donna che era stata sua educatrice, trovandosi una notte in preghiera, sentì nella stanza un gran fracasso e subito dopo vide un’anima con l’aspetto di donna in mezzo a un gran fuoco e incatenata tra molti demoni…
– lo sono l’infelice figlia del re Anguberto.
– Ma come, tu dannata con una vita così santa?
– Giustamente sono dannata… per colpa mia. Da bambina io caddi in un peccato contro la purezza. Andai a confessarmi, ma la vergogna mi chiuse la bocca: invece di accusare umilmente il mio peccato, lo coprii in modo che il confessore non capisse nulla. Il sacrilegio si è ripetuto molte volte. Sul letto di morte io dissi al confessore, vagamente, che ero stata una grande peccatrice, ma il confessore, ignorando il vero stato della mia anima, mi impose di scacciare questo pensiero come una tentazione. Poco dopo spirai e fui condannata per tutta l’eternità alle fiamme dell’inferno.
Detto questo disparve, ma con così tanto strepito che sembrava trascinasse il mondo e lasciando in quella camera un odore ributtante che durò parecchi giorni.
L’inferno è la testimonianza del rispetto che Dio ha per la nostra libertà. L’inferno grida il pericolo continuo in cui si trova la nostra vita; e grida in modo tale da escludere ogni leggerezza, grida in modo costante da escludere ogni frettolosità, ogni superficialità, perché siamo sempre in pericolo. Quando mi annunciarono l’episcopato, la prima parola che dissi fu questa: “Ma io ho paura di andare all’inferno.”
(Card. Giuseppe Siri)

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​Ecco il malaffare del Pd: ​”Al Forteto regole crudeli ed esperienza criminale”

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 forteto

“Amministratori pubblici e esponenti politici hanno garantito sovvenzioni e sostegno istituzionale”

Mer, 09/09/2015 – 18:38

Le vittime degli abusi sessuali “sono entrate nella comunità Il Forteto su disposizioni della pubblica autorità (tribunale per i minorenni, servizio sociale, servizio di salute mentale). Oggi come allora la tesi dell’accusa deve fare i conti, innanzitutto, con il dato obiettivo di un sistema pubblico che ha mantenuto costantemente aperta una linea di credito illimitata verso l’esperienza educativa e pedagogica de Il Forteto”. Sono state depositate oggi le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Firenze ha condannato il fondatore della comunità per bambini in difficoltà di Vicchio del Mugello, Rodolfo Fiesoli, a 17 anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su minori e maltrattamenti.

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La filantropia come morbo moderno

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FILANTROPIA

Segnalazione di Federico Prati

di Michele Spina – 07/09/2015

Se si ama l’Umanità in generale, se si ama un concetto astratto, difficilmente si potrà simpatizzare col dolore delle persone concrete. E se per contro si amano delle persone concrete, con un amore che ci spinge ad affidare ad esse anima e corpo, difficilmente si avrà spirito per adorare un’idea – un’ idealizzazione – come l’Umanità: un numero incalcolabile di persone che soffrono, che ci induce a considerarle nella loro quantità numerica piuttosto che nella loro qualità di uomini.

È preoccupante osservare come l’uomo moderno, nel rapportarsi con la povertà e con la sfortuna del suo simile, si trasformi sempre più in un filantropo. La filantropia è quel sentimento laico di matrice liberale che costituisce un surrogato della carità cristiana. Con essa si indica l’amore, o quanto meno una comunanza di spirito e di affetti, nei confronti dell’intera Umanità – che è cosa diversa dagli uomini. Pertanto, dacché tende a un oggetto astratto (l’Umanità con maiuscola), la filantropia non è un sentimento naturale, ma un semplice ideale, un atteggiamento attraverso il quale si dimostra, in forme più o meno smaccate, il proprio attaccamento ai destini universali.

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Radical chic. Anzi, solo chic.

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SANTORO

Vauro, il prezzemolino della satira (post)comunista vanta la fama di essere nemico dei ‘padroni’. Ma è davvero così? A ben vedere, anzi, vanta diversi stipendi e collaborazioni (remunerate, s’intende!) anche col suo peggior nemico: Silvio Berlusconi.

(ilgiornale.it) – È un lutto lungo da elaborare, quello di Vauro Senesi.

Rimasto orfano di Michele Santoro e delle fortunate apparizioni televisive sulla Rai e poi su La7, il vignettista più corrosivo e blasfemo d’Italia cerca a fatica nuove strade per non scomparire.

Certo, gli manca quel gettone dorato ottenuto tramite «Michele chi»: mille euro lordi a puntata quand’era in Rai, che a fine anno facevano sui 35mila. Un gruzzolo mica male, roba che tanti operai non vedono nemmeno con il binocolo ma che al compagno Vauro possono servire, ad esempio, per mantenere la modesta dimora romana: un attico di 200 metri quadrati su due piani (quinto e sesto) in via del Viminale, tra il ministero dell’Interno e il Teatro dell’Opera.

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EMERGENZA PROFUGHI: IL RICATTO DEGLI USA

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PROFUGHI MESSICANI

Segnalazione di Federico Prati

di Riccardo Percivaldi

Nel nostro articolo precedente abbiamo analizzato le motivazioni storiche e geopolitiche che rendono il possesso dell’Heartland una questione d’importanza strategica per gli Stati Uniti. Abbiamo visto che a questo scopo, il mantenimento del controllo dell’Europa, ottenuto con la Seconda guerra mondiale, svolge un ruolo decisivo. Per cingere d’assedio la Russia e per impedire che l’Europa, “testa di ponte democratica in Eurasia”, si liberi dalle catene di Bruxelles, le ONG, finanziate dal dipartimento di Stato americano e da Soros, si sono attivate per fomentare la crisi in Ucraina e l’emergenza profughi. In entrambi i casi lo scopo è duplice. Primo, quello di destabilizzare l’Europa per ricattarla ed indurla a spalleggiare qualsiasi iniziativa di Washington. Secondo, quello di indebolire un rivale geopolitico sprofondandolo nel caos e nelle rivolte interne.

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“La Civilità Cattolica” scrive ciò che Bergoglio vorrebbe fare in tema di famiglia, ma forse non farà perché frenato dal sinodo.

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SPOSI

Segnalazione di Federico Prati

di Sandro Magister

Scrive ciò che Bergoglio vorrebbe fare in tema di famiglia, ma forse non farà perché frenato dal sinodo. Le obiezioni di uno studioso americano a un articolo sul Concilio di Trento, che secondo la rivista avrebbe ammesso le seconde nozze

ROMA, 8 settembre 2015 – “La Civiltà Cattolica” non è una rivista qualsiasi.

Scritta esclusivamente da gesuiti, le sue bozze passano da sempre al vaglio delle autorità vaticane, prima della pubblicazione. Con Pio XII era personalmente il papa a esercitare questo controllo e a ispirare alcuni articoli. Giovanni XXIII lasciò fare alla segreteria di Stato, e così i successori.

Ma con Francesco il legame tra il papa e la rivista è di nuovo diretto.

L’attuale direttore de “La Civiltà Cattolica”, padre Antonio Spadaro, intrattiene con Jorge Mario Bergoglio un rapporto strettissimo e confidenziale, fino a essere diventato il principe dei suoi intervistatori ed interpreti.

Tutto ciò che questa rivista scrive sul sinodo sulla famiglia, quindi, tende a essere ricondotto a lui, a Francesco.

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