L’EDITORIALE DEL VENERDI
di Arai Daniele
Si avvicina la data in cui un mondo religioso, stravolto dalle aperture conciliari ad ogni empia contraddizione, si prepara a festeggiare i frutti del Vaticano 2, tra cui, una nuova «misericordiosa» riconciliazione religiosa generale, sempre più invertita, che coinvolge i popoli. La Misericordia divina mira alla salvezza delle anime nella Verità di Dio Uno e Trino. L’altra, androteista, a salvare la democrazia e la concordia religiosa tra verità contrarie, come quella tra Islamici, Ebrei e Cristiani, attraverso il piano del Vaticano 2. Ecco la perfida dichiarazione «Nostra aetate» (Nae) che, per giungere a tale concordia, colpisce il cuore stesso della nostra Fede, lasciando i cristiani ovunque nello sbaraglio.
Le parole della Nae confermano, sia l’ormai antiapostolato conciliare, che depreca il proselitismo cattolico, cioè l’opera di conversione secondo il Vangelo, sia l’apertura senza limiti all’avanzata musulmana e di ogni credenza nel mondo cristiano. Il tumulto epocale che viviamo sembra così una rivincita segreta al mandato insegnato da Gesù per compiere l’opera di Dio e portare l’amore nel mondo: “Credere in Colui che Egli ha mandato” (Gv 6, 27-29). “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt, 28, 20). Dove ormai questo può essere praticato?
Tutto succede nel mutamento – nemmeno tanto implicito – della missione della Chiesa, per cui è esplicita la prevaricazione dell’autorità finalizzata alla propaganda fide. Ora, le deviazioni spirituali dei popoli hanno sempre conseguenze sociali di portata storica. Tra queste deviazioni, il declino della Fede Trinitaria, che ha minato in passato le difese dei paesi della Cristianità. A questo proposito, Ignacio Olague, storico spagnolo, pubblicò uno studio col titolo significativo: “Les Arabes n’ont jamais envahi l’Espagne” (Paris, 1969, Flammarion). Il Professore Julio Garrido, della Reale Accademia di Scienze di Spagna, spiega (Que Pasa? Madrid): “gli storici, trascurando l’influenza delle idee anti-trinitarie nella genesi e nello sviluppo della dominazione araba in Spagna, non potranno mai capire la ragione per cui il Paese è stato conquistato in soli tre anni e mezzo, con le armi e i mezzi d’allora. Infatti, vasti strati del popolo cristiano erano sedotti da idee unitariste, cioè da un vago sincretismo di sapore ariano o sabelliano con simpatia per l’Islam.” Così oggi, gli ecumenisti conciliari aprono le porte ai musulmani – quelli «buoni» – ma tifosi dei duri, che arrivano inevitabilmente in seguito per impiantare la sharia. L’Europa «democratica», aliena al senso cristiano della storia, è oggi esposta a questa devastazione. Continua a leggere