Chi era il parroco conciliare di San Fermo, a Verona, spretatosi e con compagno omosex (secondo “La Cronaca” di Verona)

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BRUSCO1 BRUSCO2

 

 

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

… dal flamenco durante la messa nuova, agli aeroplanini in una chiesa del ‘300, con i carismatici e i tradizionalisti soltanto a contestare questo sacrilegio …

http://centroantiblasfemia.myblog.it/2012/10/04/flamenco-nella-chiesa-di-san-fermo-a-verona/

http://blog.messainlatino.it/2012/10/verona-misa-flamenca-s-fermo-maggiore.html

http://www.museosanfermo-verona.it/content/saluto-a-don-tiziano-brusco-direttore-del-museo-diocesano-darte-san-fermo-maggiore/ (lascia per motivi di salute)

https://www.facebook.com/tizianob61/about (ora figura libero professionista)

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Questi fantasmi dell’Unar

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Segnalazione Quelsi

by Giuseppe Mele

L’Ufficio governativo, che ha censurato un presidente di partito d’opposizione come la Meloni, l’Unar (Ufficio Nazionale Antisdiscriminazioni Razziali), è un’istituzione fantasma dentro un dipartimento spettrale, le Pari Opportunità. Invece di Unar, bisognerebbe dire Acli, l’associazione cattolica che gestisce dal 2012, il call center dell’Ufficio, assorbendone quasi tutto il budget di 2 milioni. Invece di PO, bisognerebbe dire conferenza Stato Regioni che distribuisce alle associazioni del terzo settore 19 milioni contro il femminicidio, e 6 milioni, sotto dicitura antischiavismo, a quelle che danno ricovero alle exprostitute. A parte le associazioni, il budget del dipartimento, di 32 milioni, se ne va in numeri verde, call center e siti web, dedicati all’emergenza infanzia, allo antistalking, all’antitratta, e quindi alle imprese che li gestiscono. Non c’è da meravigliarsi. Quando nacque, nel 2000, l’ufficio antirazzismo europeo pensava di sviluppare attraverso i suoi omologhi nazionali soprattutto campagne mediatiche di sensibilizzazione contro l’antisemitismo. L’ufficio in quanto tale poteva anche ridursi solo ad una casella postale elettronica. Invece nel recepimento della direttiva comunitaria n. 43, la legge 39\2002 ed il Dl 215\2003 pensarono più in grande dando grande dignità al nuovo Unar.

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E’ una manipolazione di troppo?

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di Maurizio Blondet

 

E’ proprio un’operazione. Come aveva annunciato il direttore della Stampa, Mario Calabresi, pubblico la foto del bambino perché “questa foto farà la storia. È l’ultima occasione per vedere se i governanti europei saranno all’altezza della Storia”. Sono le stesse parole di Bernard Henry Levy: “Questa immagine farà muovere quelli che ci governano”.

Insomma, è un ordine.

Di colpo, tutti d’accordo. Il governo belga caccia i suoi senzatetto dai ricoveri per metterci i rifugiati. Il premier finlandese Sipila offre ai profughi dalla Siria la sua casa di campagna. Mattarella non offre niente (e sì che ne ha di metri quadri) ma ci dà tutte le lezioni del caso: quell’immagine è “straziante e confligge con i valori d’Europa” (devono averglielo scritto). La Mogherini: “Finito il tempo dello scaricabarile”.

giornali

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Mayonnaise balcanica, il grande ricatto di Bruxelles

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Mayonnaise balcanica

Segnalazione Quelsi

by Stefania Elena Carnemolla

Il 20 aprile scorso, a Belgrado, abbiamo fotografato in un parco della città, uno dei tanti rifugi a cielo aperto, iracheni e afghani. La capitale serba, ormai al collasso, è il simbolo del fallimento della comunità internazionale. Dopo la guerra dei Balcani, all’orizzonte una crisi le cui spie si sono già accese. E dov’era la notizia? Che le frontiere sono state sfondate? Al di qua dell’Adriatico le frontiere erano già state sfondate, questo mentre la Casa Bianca, con i suoi alleati, destabilizzava la Siria, seminando macerie anche altrove. Il più sincero è stato Daniel Pavlov Mitov, ministro degli Esteri bulgaro, che da Sofia, intervistato dalla tv di Stato, accusa: “In Siria lo Stato islamico è il maggiore generatore di flussi di rifugiati”. E fanno di riflesso sorridere le parole del generale americano Martin Dempsey, capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Usa, ora preoccupato per i flussi umani dalla Siria e dal Nord Africa verso l’Europa. “È un’emergenza enorme, una crisi reale”, così, l’alto ufficiale, intervistato dalla Abc.

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VENEZIA, 5/09/2015: BLITZ DI “CHRISTUS REX” ANTI GAY-PRIDE

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FOTO VENEZIA

di Redazione

Purtroppo anche oggi la capitale della Serenissima è stata oltraggiata da una Kermesse sodomita. Le esternazioni contraddittorie del sindaco Brugnaro hanno, di fatto, spinto all’ ennesima profanazione immorale della città da parte dei sodomiti. Il supposto Patriarca Moraglia, non si sa se perché in ferie o perché allineato al corso “gay-friendly” bergoglione non ha proferito parola, come se questa carnevalata contro natura fosse una cosa normale e legittima. Di qui, il blitz del Circolo Cattolico Christus Rex per ricordare le Verità di sempre, riconosciute dalla maggioranza dei veneziani, come accaduto tra gli applausi, a striscione srotolato e allegato. Causa incoerenza chiediamo le immediate dimissioni di Brugnaro e diciamo a Moraglia che occupa abusivamente la carica che fu di San Pio X, che ora si starà rivoltando nelle tomba, che il suo silenzio assordante puzza di complicità

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«NOSTRA AETATE»: MEZZO SECOLO DI «MISERICORDIA ANDROTEISTA»

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Risultati immagini per misericordinaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Si avvicina la data in cui un mondo religioso, stravolto dalle aperture conciliari ad ogni empia contraddizione, si prepara a festeggiare i frutti del Vaticano 2, tra cui, una nuova «misericordiosa» riconciliazione religiosa generale, sempre più invertita, che coinvolge i popoli. La Misericordia divina mira alla salvezza delle anime nella Verità di Dio Uno e Trino. L’altra, androteista, a salvare la democrazia e la concordia religiosa tra verità contrarie, come quella tra Islamici, Ebrei e Cristiani, attraverso il piano del Vaticano 2. Ecco la perfida dichiarazione «Nostra aetate» (Nae) che, per giungere a tale concordia, colpisce il cuore stesso della nostra Fede, lasciando i cristiani ovunque nello sbaraglio.

Le parole della Nae confermano, sia l’ormai antiapostolato conciliare, che depreca il proselitismo cattolico, cioè l’opera di conversione secondo il Vangelo, sia l’apertura senza limiti all’avanzata musulmana e di ogni credenza nel mondo cristiano. Il tumulto epocale che viviamo sembra così una rivincita segreta al mandato insegnato da Gesù per compiere l’opera di Dio e portare l’amore nel mondo: “Credere in Colui che Egli ha mandato” (Gv 6, 27-29). “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt, 28, 20). Dove ormai questo può essere praticato?

Tutto succede nel mutamento – nemmeno tanto implicito – della missione della Chiesa, per cui è esplicita la prevaricazione dell’autorità finalizzata alla propaganda fide. Ora, le deviazioni spirituali dei popoli hanno sempre conseguenze sociali di portata storica. Tra queste deviazioni, il declino della Fede Trinitaria, che ha minato in passato le difese dei paesi della Cristianità. A questo proposito, Ignacio Olague, storico spagnolo, pubblicò uno studio col titolo significativo: “Les Arabes n’ont jamais envahi l’Espagne” (Paris, 1969, Flammarion). Il Professore Julio Garrido, della Reale Accademia di Scienze di Spagna, spiega (Que Pasa? Madrid): “gli storici, trascurando l’influenza delle idee anti-trinitarie nella genesi e nello sviluppo della dominazione araba in Spagna, non potranno mai capire la ragione per cui il Paese è stato conquistato in soli tre anni e mezzo, con le armi e i mezzi d’allora. Infatti, vasti strati del popolo cristiano erano sedotti da idee unitariste, cioè da un vago sincretismo di sapore ariano o sabelliano con simpatia per l’Islam.” Così oggi, gli ecumenisti conciliari aprono le porte ai musulmani – quelli «buoni» – ma tifosi dei duri, che arrivano inevitabilmente in seguito per impiantare la sharia. L’Europa «democratica», aliena al senso cristiano della storia, è oggi esposta a questa devastazione. Continua a leggere

Clandestini

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BEO BERGOGLIO

Segnalazione del Centro Studi Federici

Dal “barcone” del concilio Vaticano II molti “clandestini” modernisti sono penetrati nella Chiesa, distruggendo – umanamente parlando – la dottrina, la liturgia e la disciplina cattolica. Ora questi “clandestini” sostengono l’attuale immigrazione, cioè la tratta di immigrati orchestrata dai poteri mondialisti per destabilizzare la vecchia Europa. 

Poiché le parole dei vari Bergoglio e Galantino a favore dell’immigrazione suscitano la giusta indignazione di molte persone, è importante ricordare – per evitare di allontanarsi dalla fede cattolica – che questi “clandestini, imbevuti di errori modernisti, sono nella Chiesa, poiché la occupano, ma non solo la Chiesa, poiché non sono rivestiti formalmente dell’autorità (cfr: http://www.sodalitium.biz/index.php?pid=1 )

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Orban le suona all’Europa: “Ue incapace di gestire gli immigrati”

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ORBAN
Orban le suona all'Europa: Ue incapace di gestire gli immigrati

3SettembreSet201516 ore fa

Orban: “Il flusso di migranti minaccia le radici cristiane dell’Europa”. Poi sfida la Merkel: “Il problema dei migranti è della Germania”. E lei: “Il problema è di tutta l’Europa”

“Il flusso di migranti in Europa minaccia le radici cristiane del continente e i governi dovrebbero controllare le loro frontiere prima di decidere quanti richiedenti asilo possano accogliere”. In un editoriale scritto per il quotidiano tedesco Frankfurt Allgemeine Zeitung, Viktor Orbàn prende di petto l’emergenza migratoria. E accusa la gran parte dei governi europei di non essere in sintonia con i propri cittadini. “La gente vuole che noi gestiamo la situazione e proteggiamo i nostri confini – spiega il premier ungherese – solo quando avremo protetto le frontiere ci si può chiedere quanti rifugiati possiamo accogliere o se ci debbano essere quote”.

“Non costruiamo il muro per divertimento ma perchè è necessario”. Orbàn non indietreggia di un millimetro. Anzi, incontrando il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, accusa i leader Ue e difende le misure approvate per difendere l’Ungheria dall’invasione di immigrati. A partire dai 175 chilometri di muro costruito al confine fra Ungheria e Serbia per “costringere chi vuole entrare a registrarsi” e non per “non fare entrare” gli immigrati. “Con la nostra barriera non difendiamo solo l’Ungheria, ma anche l’Europa – spiega – rispondiamo alla paura della gente”. “Se non riusciamo a difendere i nostri confini Schengen è a rischio”, aggiunge sostenendo che”ogni politico europeo che prometta una vita migliore e incoraggi a lasciare tutto e rischiare la vita per venire in Europa, è irresponsabile”.

“I leader europei hanno dimostrato chiaramente di non essere in grado, di non avere la capacità di gestire la situazione – continua – è noto che tocca ai singoli Paesi controllare le frontiere esterne. E questo sta facendo l’Ungheria”. Per il premier ungherese, ad ogni modo, l’emergenza migranti è “un problema tedesco” dal momento che delle migliaia entrati in Ungheria nessuno vuole rimanervi, ma tutti vogliono andare in Germania. Col voto di questa mattina al parlamento di Budapest Orban conta, a partire dal 15 settembre, di riprendere il controllo delle frontiere. L’Ungheria registrerà tutti gli immigrati che entrano nel Paese prima che lo lascino alla volta di Austria o Germania. “La Germania fa ciò che è moralmente e giuridicamente dovuto. Né di più né di meno”, replica duramente Angela Merkel sottolineando che l’emergenza profughi è “un problema che riguarda tutta l’Europa” e non solo la Germania.

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In Tua Justitia Libera me Domine: DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII DOPO IL RITO DI CANONIZZAZIONE DI SAN PIO X, Sabato, 29 maggio 1954

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L’unico film esistente su San Pio X Papa.

Quest’ora di fulgente trionfo, che Iddio, suscitatore degli umili, ha disposto e quasi affrettato, per sigillare la mirabile ascesa del suo servo fedele Pio X alla suprema gloria degli altari, ricolma l’animo Nostro di gaudio, al quale voi, Venerabili Fratelli e diletti figli, con la vostra presenza così largamente partecipate. Eleviamo pertanto fervide grazie alla divina bontà per averCi concesso di vivere questo straordinario evento, tanto più che forse per la prima volta nella storia della Chiesa la formale santificazione di un Papa è proclamata da chi ebbe già il privilegio di essere al servigio di lui nella Curia Romana.

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“No al mercato senegalese” E la marcia fa il giro del mondo

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Parata in stile militare dell’estrema destra a Pescara. Forza nuova: “Niente razzismo, vogliamo legalità”

 

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Una marcia spedita, silenziosa, senza bandiere né striscioni. Una marcia inquietante. Camminata spedita, in stile militare, che a più di qualcuno ha evocato brutti ricordi. Obiettivo di chi si è messo in movimento come fosse una parata? Protestare contro un mercatino illegale di immigrati attivo da anni di fronte alla stazione centrale di Pescara, in Abruzzo. L’ha organizzata e messa in atto platealmente Forza Nuova domenica scorsa. La notizia ha provocato il solito polverone di polemiche ed è stata ripresa perfino dai media britannici. E subito sono scattate le accuse di razzismo e xnefobia, perché il mercato è gestito da cittadini africani. «Nessun razzismo – replicano i neri di Forza Nuova – la nostra protesta riguardava la vendita di merce contraffatta. Un mercato totalmente abusivo tollerato, però, dalle istituzioni».

La marcia ha portato molti a ipotizzare un modo di fare simile ai colleghi greci di Alba Dorata (con i quali Forza Nuova è in contatto da tempo) che in alcuni mercati di Atene hanno usato le maniere forti rivoltando banchetti e malmenando i commercianti stranieri.

La versione di Forza Nuova abruzzese, ovviamente, è un’altra: «Da ventuno anni esiste questo mercatino abusivo in pianta stabile. Non paga l’occupazione del suolo pubblico e usufruisce illecitamente della corrente – spiega Marco Forconi, coordinatore regionale del movimento fondato da Roberto Fiore – e il 95 per cento dei banchisti sono senegalesi. Il sindaco, finalmente, aveva deciso di farlo sgomberare e ha firmato la relativa ordinanza. Il provvedimento era esecutivo il 9 agosto scorso ma, a poche ore di distanza, quando già era arrivata la forza pubblica da Roma, l’amministrazione ha fatto dietrofront».

Il Comune, a quanto pare, starebbe cercando un’area alternativa dove trasferire il mercato. E, di conseguenza, avrebbe deciso di differire lo sgombero di due–tre mesi. Però la frittata è fatta, la marcia è girata nella rete. «Insistiamo, nesusn atto razzista. Il problema è solo che da tempo, a parole, vorrebbero spostarli su un’area delle Ferrovie gestita anche da Regione e amministrazione comunale – continua Forconi – e dicono che da trecento operatori si passerà a 120 e dovranno avere regolare licenza di ambulanti. Ma il problema è che questa gente vende merce contraffatta con i marchi sportivi più famosi, come Nike e Adidas, resta lì». Per questo Forza Nuova ha protestato più volte contro la situazione inaccettabile, ha organizzato presidi e, domenica, una marcia. «Abbiamo chiesto l’autorizzazione per un sit-in su piazza della Repubblica è ci è stata negata, mentre ci hanno concesso di manifestare a due-tre chilometri di distanza, a Ponte del Mare – racconta il coordinatore Forconi – Noi, dopo un’oretta e mezza, abbiamo cominciato a muoverci. Lo abbiamo fatto senza bandiere, senza striscioni, in modo composto e militaresco. E in silenzio. Probabilmente ci denunceranno lo stesso per questo. Non è un problema di razze o nazionalità. Se fossero stati napoletani, tedeschi o australiani per noi il discorso sarebbe stato uguale».

Come dicevamo, l’iniziativa non ha mancato di scatenare le polemiche. «Teste rasate, T-Shirt nere, qualcuno con gli anfibi (con quel caldo) inquadrati come soldati, una trentina di ragazzi hanno bloccato il traffico e marciato verso la stazione, senza tuttavia entrare nel mercato senegalese», ha commentato il sito «FascinAzione». Ma Forza Nuova non demorde. «Continueremo con altri presidi e proteste pacifiche e ordinate – promette Forconi – La storia non finisce così…».

Marzio Laghi

 

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