Siria, Vladimir Putin schiera un incrociatore vicino la costa della Siria

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ZAR

L’incontro tra il Presidente turco Erdogan e il ministro degli esteri russo in programma oggi non ci sarà. Da un punto di vista diplomatico è la prima reazione concreta del governo di Vladimir Putin all’abbattimento del bombardiere russo da parte della contraerea turca. Da settimane Ankara accusa l’aviazione di Mosca di sfiorare, probabilmente anche sconfinare, in territorio turco, finché ieri dopo “dieci avvertimenti in cinque minuti” il jet è stato abbattuto e con lui anche l’elicottero arrivato poco dopo per soccorrere i piloti.

La reazione – Putin ha fatto capire chiaro e tondo che la pazienza è ormai agli sgoccioli: “Una pugnalata alle spalle – ha detto da Sochi, in compagnia del re di Giordania – inferta da complici dei terroristi”. Nonostante i decenni tesi della Guerra fredda, dal 1950 a oggi i Paesi della Nato e la Russia erano riusciti a evitare qualunque tipo di scontro militare, almeno così diretto e frontale. Alla sorpresa, quindi, Putin ha fatto seguire la furia delle minacce, facendo tuonare i suoi militari che d’ora in avanti: “tutti i bersagli che rappresentano un pericolo potenziale saranno distrutti”.

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Lo scenario che terrorizza anche Renzi. La Boldrini si candida: ecco dove

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BOLDRINI

Nel caos che regna all’interno del Partito democratico sulle candidature alle prossime elezioni comunali del 2016, spunta un nome tanto inaspettato quanto temuto da diversi Dem. Il terremoto sta per abbattersi sui militanti già provati, fisicamente e moralmente, dopo l’incubo di Ignazio Marino alla guida del Campidoglio a Roma. L’ex giovane turco Matteo Orfini non ha trovato ancora un degno erede del chirurgo, anche se il tempo a disposizione si sta riducendo al lummicino. La vera trattativa per il nome giusto la starebbe portando avanti direttamente il segretario Matteo Renzi che avrebbe prima sondato l’imprenditore Alfio Marchini, ormai corteggiato da ogni fronte. Ma c’è un’altra idea che aleggia con cupa mestizia tra i corridoi di via del Nazareno, come riporta il Giornale: la prospettiva di lanciare al Comune di Roma Laura Boldrini, che dopo la presidenza della Camera non ha ancora messo in chiaro cosa vorrebbe fare dopo la memorabile esperienza a Montecitorio.

 

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Gender e kabala

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La minaccia del Gender si pone come sulfurea tentazione esoterica, che non solo va a forzare la scienza, l’antropologia e la morale naturale, ma la stessa fede cattolica circa la natura divina e circa la natura umana. Ormai molto oltre il marxismo e il femminismo, oggi l’egualitarismo sfiora il mito dell’androgino per distruggere la disuguaglianza tra uomo e donna alla radice, cancellando sia l’uomo che la donna. Per i cabalisti Dio è bisessuato e androgino, riunisce in sé il principio maschile e quello femminile e procede alle sue emanazioni contraendosi in se stesso. Adamo nella Cabala era autosufficiente e solo successivamente Eva fu tratta da lui, creata da una sua costola. Eva quindi era in lui, il ‘principio femminile’ era in lui: nella sua originaria perfezione Adamo sarebbe stato ermafrodito, androgino.Un ‘Dio androgino’ creatore di una ‘umanità androgina’.

Sappiamo dalla teologia cattolica, invece, che Dio è puro spirito, asessuato, né maschio né femmina. Ma, non a caso, Dio si è rivelato a noi come PADRE e non come MADRE, e la seconda persona, quella del FIGLIO (e non ‘della FIGLIA’), si è incarnata in un uomo di sesso maschile, GESU’ CRISTO, che è il ‘Nuovo Adamo’ (e non la ‘Nuova Eva’). Tutto ciò doveva in qualche modo essere messo in discussione, soprattutto contro San Paolo (1 Cor. 11, 9): “…l’uomo è immagine e gloria di Dio, la donna è invece gloria dell’uomo” – è per questo che l’uomo prega a capo scoperto e la donna col capo velato – perché “non viene l’uomo dalla donna, ma la donna dall’uomo; né fu fatto l’uomo per la donna, ma la donna per l’uomo”.

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Bergoglio: la cultura cristiani è selettiva ed allontana poi la stoccata sul gender

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BERGOGLIO

Scritto e segnalato da Carlo di Pietro

di CdP Ricciotti.

Il Giornale titola: Il Papa boccia i più bravi a scuola – Francesco e la meritocrazia: “La scuola non deve selezionare i migliori, ma accogliere tutti”.

Il riferimento è al DISCORSO […] AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO MONDIALE PROMOSSO DALLA CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA (DEGLI ISTITUTI DI STUDI), Aula Paolo VI, Sabato, 21 novembre 2015.

Dice Bergoglio: “E’ vero che non solo i vincoli educativi si sono rotti, ma l’educazione è diventata anche troppo selettiva ed elitaria. Sembra che abbiano diritto all’educazione soltanto i popoli o le persone che hanno un certo livello o una certa capacità; ma certamente non hanno diritto all’educazione tutti i bambini, tutti i giovani. Questa è una realtà mondiale che ci fa vergognare. E’ una realtà che ci porta verso una selettività umana, e che invece di avvicinare i popoli, li allontana; allontana anche i ricchi dai poveri; allontana una cultura dall’altra… “.

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L’immigrazione di massa è pianificata a tavolino. Ecco (altre) prove

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Segnalazione di Federico Prati

L’immigrazione di massa in atto verso l’Europa è un progetto pianificato a tavolino dalle élites mondialiste al fine di sconvolgere economicamente, socialmente, culturalmente ed etnicamente il Vecchio Continente, per quel che ne è rimasto. Tra le altre cose, avevamo anche citato un rapporto interno dei servizi d’intelligence militari austriaci, secondo cui le notissime ONG americane a tinte “umanitarie” giocherebbero un ruolo fondamentale in materia .

I due documenti che seguono confermano il tutto – e ora diteci che siamo complottisti!- e ci forniscono ulteriori elementi di prova, nonché dati di cronaca ovviamente oscurati dai media di regime. Aprite bene gli occhi: abbiamo estratti di un documento del 2000 del “National Intelligence Council” (NIC), organismo che elabora le politiche di sicurezza nazionale statunitensi, in cui si profilano gli attuali scenari migratori dai paesi musulmani a causa di guerre, rivalità etniche, discriminazioni, ecc. in un’Europa in preda a bassa crescita economica e bassa natalità, che in conseguenza dei flussi migratori deve affrontare problemi economico-sociali, mutamenti della composizione etnica, difficoltà di integrazione. Ricorda qualcosa?

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Portogallo: adozioni gay votate a tempo record dalle Sinistre

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PORTOGALLO

Segnalazione Corrispondenza Romana

Son trascorsi soltanto 5 anni da quando le “nozze” gay sono state legalizzate in Portogallo. Ed ora ecco giungere il via libera del Parlamento anche a quattro dispositivi di legge, che di fatto autorizzano anche le adozioni per le coppie dello stesso sesso, nonché la fecondazione assistita per quelle lesbiche. Tra gli applausi, gli entusiasmi e le coreografie delle associazioni gay, sistematesi tanto nell’aula istituzionale, sulle tribune, quanto all’esterno, davanti all’edificio. Sono stati votati dalle Sinistre compatte, divenute maggioranza alla Camera dopo le elezioni dello scorso 4 ottobre: del resto, lo avevano promesso durante la campagna elettorale, era un punto del loro programma. Ed hanno mantenuto gli impegni.

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Ecco come, silenzioso, agisce il veleno cristianofobico

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CRISTIANOFOBIA

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

L’odio cristianofobico, in Occidente, normalmente non fa rumore. Non si nutre di colpi di scena, di episodi eclatanti, di pugni sbattuti sul tavolo. Ma si insinua tra la gente, velenoso come un serpente e silente come un tumore, nelle pieghe di un discorso, tra le righe di un giornale, nella penombra della vita.

Così è nelle notizie di cui nessuno parla, che possiamo sorprendere il laicismo giacobino aggirarsi come leone ruggente. Lo dimostrano, ad esempio, due episodi apparentemente minori, avvenuti in Spagna.

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Terza Guerra Mondiale : Capo dei servizi segreti turchi dichiara “la NATO deve aiutare l’ISIS a combatter l’invasione russa”… Cosa?

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TURCO

Altro nuovo amico, un simpatico tipetto, stavolta.
Hakan Fidan è nientepopodimeno che il capo dei servizi segreti turchi.
Ha indetto una conferenza stampa chiedendo l’intervento della Nato a favore dell’ISIS, contro “l’aggressione russa”.

Davvero

Ecco le sue testuali parole, tradotte come meglio si può:

“L’ISIS è una realtà e dobbiamo accettare che non possiamo sradicare una organizzazione così bene organizzata e popolare come lo Stato Islamico.
Comunque io prego i miei colleghi occidentali di rivedere le loro convinzioni sulle politiche islamiche , ritirarsi dalle loro mentalità ciniche e contrastare i piani di Vladimir Putin di sconfiggere i Rivoluzionari Islamisti Sririani”.

Conclude auspicando l’apertura di una ambasciata dello stato islamico a Istambul.
Beh, perlomeno adesso ufficialmente sappiamo da che parte sta Edorgan.

Quindi decidiamoci, la Nato è a favore o no dell’ISIS?
La Turchia fa parte della Nato , o no?
Gli attentatori di Parigi sono i buoni?

Houston, abbiamo un problema.

P.S. mi sa che è meglio evitare viaggi in Turchia, a qualsiasi costo, per qualche tempo.

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L’Italia in guerra? Ma non ha niente da mettersi.

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de gaulle

Viene da applicare a noi questo detto di De Gaulle:

“Non c’è che una fatalità, quella di popoli che non hanno abbastanza forza per tenersi in piedi e si coricano per morire. Il destino di una nazione si guadagna ogni giorno contro le cause interne ed esterne di distruzione”

Andiamo in guerra e non abbiamo nessun “destino” da mettere

Quando a Radio 24 ho sentito un tal Nicoletti cercar di convincere i suoi ascoltatori che le donne turche sono sessualmente più eccitanti di quelle russe, mi sono detto: è fatta. Ci mandano in guerra, e contro Putin. E per Daesh.

Non crediate che scherzi, non più di tanto. Studiate la storia, e vedrete che appena l’intero branco dei giornalisti sente avvicinarsi le guerre, come le jene (quali sono) il sangue, ulula le cose più dementi pur di gettarci nel tritacarne. Non hanno nemmeno bisogno di ordini; lo fanno da soli, con la bava alla bocca, senza vergogna – larve di non-morti obbedienti al Padrone, l’Omicida fin da principio.

Che la guerra ci sia stata ordinata, lo dicono altri segnali, che spero non vi saranno sfuggiti. Quella certa Valeria, una privata cittadina morta ammazzata durante il concerto al Bataclan, viene seppellita con funerale di Stato, alla presenza sinistra del capo del medesimo Stato, il lugubre Mattarella, la ministra della Guerra; bandiere ammainate, le bande che intonano inno di Mameli e la Marsigliese, “le tre religioni monoteiste” coi rispettivi rabbini, imam e quell’altro a benedire la bara. E’ l’anticipazione grottesca della liturgia del Milite Ignoto, quella che i marpioni ufficiali contano di ripetere fra qualche milione di morti più tardi. E il “padre di Valeria”?, che cosa ne dite? Questo padre agghiacciante che cavalca la cerimonia pubblica con parole e volontà stentorea; il suo dolore non è privato, ma lo offre alla – devo dirlo – Patria. Ha voluto un funerale laico, i giornalisti insistono a ripeterlo in solluchero, lacrimano su questa “famiglia splendida” (Aldo Cazzullo del Corriere della Sera). Certo una famiglia importante. Attorno alla quale spira un tipo di rispetto, piuttosto un’aura, che non si può definire che in un modo: massonica. E anche questo è un segnale mortuario. In Italia, nelle svolte storiche cruciali – quando gli italiani devono versare sangue – la Vedova deve mostrare che è Lei che agisce e che vuole.

Il Cazzullo, molto sensibile a questi echi (è in carriera da direttore) vi allude con discreta adulazione, evocando il laicissimo funerale del “patriota Daniele Manin” nel 1868. Non riesce a toglierselo dalla testa, il Cazzullo, il Manin. Lo cita una volta all’inizio del suo alto reportage, poi anche alla fine – ché chi deve capire non creda che la prima volta l’abbia citato a caso : “Daniele Manin era un personaggio straordinario…Rifondo la Repubblica (Serenissima ndr.) ma come emblema scelse il tricolore con un piccolo Leone di San Marco; segno che le due bandiere potevano stare assieme. Oggi si aggiunge quella europea”.

Eh già, come può mancare nella sinistra svolta della Storia? “Ce lo chiede l’Europa”. Sempre sul Corriere Lorenzo Bini Smaghi, il banchiere, membro in passato della banca centrale europea – ricorda “Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’Unione”, che diceva sempre: “L’Europa si farà attraverso le crisi o non si farà. Nelle nostre democrazie ci vuole spesso una crisi per far capire ai cittadini che il sistema di governo nazionale non è più in grado di affrontare i problemi, e deve cedere sovranità – o piuttosto condividerla – a livello europeo”. Non è solo il mantra ripetuto sempre dai privilegiati globalisti, da Monti e Padoa Schioppa; è anche questo un segnale. Il segnale che, abbia o no conosciuto in anticipo e magari favorito l’attentato a Parigi, quella che lorsignori chiamano “Europa” è ben contenta di cavalcarla fino alle ultime conseguenze pur di far avanzare il Progetto. Già Jean Monnet stava tramando negli anni ’50 un “esercito europeo”: De Gaulle lo sventò, dicendo che solo un capo di stato nazionale, poteva ordinare ai suoi cittadini di versare il sangue; non dei burocrati senza-patria o dei banchieri che volevano fondere armate come fanno “fusioni-acquisizioni aziendali”.

Fino a pochi giorni fa, l’la UE si stava sgretolando, la Commissione ha dimostrato la più ridicola incapacità a gestire i migranti (chiamati dalla Merkel), gli acquisti di titoli della Bce non hanno bloccato la deflazione, nessuno sa più cosa fare per frenare il gelo depressivo, una spaccatura anti-Putin contro pro-Putin si profilava tra Nord-Est e Sud-Est, la Finlandia in rovina economica causata dall’euro stava pensando di uscirne dalla moneta comune, gli inglesi, sondati, vogliono uscirne a maggioranza; l’euro ha sprofondato nella miseria e disoccupazione tutta l’Europa del Sud.

Berlino (o Frankfurt) non sapeva più quale scusa trovare per consentire a Hollande di sforare il ‘patto di stabilità’ e permettergli il ridicolmente alto deficit dei conti, senza concedere però altrettanto ad altri paesi non meno meritevoli di manica larga.

Adesso gli eurocrati cavalcano, con le più rosee speranze, l’allarme: quasi una settimana di “allarme livello 4” a Bruxelles, con blocco dei servizi pubblici con la scusa risibile di una caccia ad inafferrabili “terroristi islamici” che lasciano “cinture esplosive”nelle pattumiere, serve a testare la dimensione del nuovo

autoritarismo burocratico che le pecore sono disposte ad accettare. Perché hanno letto la storia ed appreso che le guerre “rafforzano il potere esecutivo”. Loro contano di impadronirsi della sua imitazione. Allo stesso modo ha alzato la cresta Hollande La Pera davanti al parlamento, dandosi l’aria di statista dei grandi momenti storici: “Il patto di sicurezza è più importante del patto di stabilità”. Questo è un atto di sovranità nazionale, dice Jacques Sapir , e spera che “nei fatti”, La Pera sia costretto a riconquistare la sovranità nazionale di fronte all’Europa; di fatto si è coordinato con le forze armate russe…

Temo che si illuda; quella che vediamo è al massimo una contraffazione della sovranità e del potere esecutivo.

La Francia ha approfittato degli attentati di Parigi per presentare all’Onu un proprio progetto di risoluzione, in concorrenza con quello di Mosca che avrebbe obbligato a dichiarare guerra al terrorismo islamico senza condizioni; Mosca ha accettato per non creare divisioni all’interno del Consiglio di Sicurezza. “Se ne pentirà – dice un alto ufficiale francese – come ha dovuto pentirsi di lasciar passare la risoluzione 11973m del 17marzo 2011, immediatamente brandita dalla Francia e dall’alleanza islamo-atlantica per attaccare la Libia”. Questa seconda risoluzione, la 2249 “sospende la sovranità di Siria e Irak, perché non menziona i loro governi né la necessità di associarli a quello che altri faranno sul loro territorio nazionale. I paesi che ne avranno i mezzi sono incoraggiati a sferrare campagne militari ‘nelle zone controllate dall’ISIL in Irak e Siria’ ignorando totalmente i due paesi, i loro governi e le loro frontiere. A metter le cose in chiaro, l’ambasciatrice degli Usa all’Onu Michele Sison, nel suo discorso dove ha spiegato perché votava questa risoluzione , ha menzionati ripetutamente l’urgenza di procedere a un cambiamento di regime in Siria”

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