Il sommergibile dimenticato al cui interno giacciono ancora 52 soldati italiani

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SOMMERGIBILE

Segnalazione Quelsi

by Vincenzo Pellegrino

Se ne sta parlando con insistenza da circa una settimana. E di fatto, l’iniziativa in questione, oltre ad essere di grande rilevanza culturale, è decisamente di impatto, vista l’ignoranza in merito della maggior parte dei salernitani e degli italiani in generale. Provate a chiedere ai vostri amici che cosa era il Velella, la maggior parte di loro vi risponderà allargando le braccia. E non è una questione di mera età anagrafica: il problema è trasversale, il termine Velella non dice nulla perché in Italia non c’è il culto di commemorare chi ha combattuto e servito la patria. Chi è morto per la stessa.

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Turchia e terrorismo internazionale

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turkey-isis

Segnalazione del Centro Studi Federici

“«Repubblica di Turchia Ministero degli Interni Prefettura di Hatay Protocollo numero: 21714546.47201 (81340) 224-5826/42438 15/03/2013 Oggetto: Nel territorio della nostra provincia per motivi di nostra sicurezza e contro i terroristi del PKK e il suo braccio PYD, appoggiamo i mujahideen di al-Nusra in Siria a queste condizioni di appoggio logistico e alloggio a queste persone nel nostro territorio e negli enti pubblici per i servizi sociali. Circolare n° 2013/12 Sotto il controllo dei Servizi Segreti Nazionali e contro il PKK e il suo braccio politico PYD appoggiare specialmente i ceceni e i tunisini collegato ad al-Nusra e ai mujahideen nella nostra provincia per favorire il loro passaggio in Siria, da parte dei nostri servizi segreti, in ogni modo e in ogni forma riservata».”

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[Newsletter Libreria Ar] Sabato 12, a Verona, presentazione di Militia a cura di Maurizio Rossi

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12 marzo-01

A cura delle Edizioni di Ar

Sovente è nel fare, con la massima nobiltà, mille piccole cose spossanti che si è grandi.  Riesce infinitamente più difficile tendere mille volte la propria anima, ogni giorno, a servizi di poco conto, che darle un brillante impulso per un avvenimento di notevole spicco. Il merito è esiguo, in tal caso. Soltanto la vastità dell’occasione passeggera dà all’anima la forza di agire, il desiderio di sorprendere, permettendoci inoltre di sentire la più alta opinione di noi stessi.

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Easter Lily Memorial for Traditional Holy Week

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EDELWEISS

Segnalazione di don Anthony Cekada

Donate Easter Lily Memorials to Honor Loved Ones

at our Traditional Holy Week and Easter Rites

Every year, lilies add immeasurably to the beauty of the sacred liturgy at St. Gertrude the Great Church during the our solemn celebrations of the Church’s liturgical year.

Lilies surround the Altar of Repose where Our Lord resides and is adored from after Pontifical High Mass on Holy Thursday to the end of the Mass of the Presanctified on Good Friday.

Lilies again adorn the high altar from the beginning of Pontifical High Mass on Holy Saturday throughout the whole of the Easter season that follows.

You can help us beautify our Altar of Repose and our high altar throughout Paschaltide by making an Easter Lily Memorial Donation in honor of a loved one.

The name of the loved one and your own name will be printed on a special page in the St. Gertrude the Great Church bulletin.

For more info, click here

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Libia. Perché siamo così stupidi, noi furbissimi?

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Segnalazione Arianna Editrice

di Maurizio Blondet 

L’Italia “aveva in parte già pagato il riscatto” per i due lavoratori poi trovati massacrati.   A qualcuno che poi se l’è squagliata con i soldi ed è sparito. A quanto capisco, abbiamo offerto 12 milioni di euro. La parte (quanti milioni?) l’abbiamo data all’autista che guidava il giorno in cui i due sono stati rapiti, e lui anche. Mohamed Yhaya, un giovinotto che all’Eni consideravano “sospetto”.  Probabilmente è stato lui a organizzare il rapimento, ha fatto finta di essere stato anche lui pestato dai rapitori.   Dopo un po’ ha detto ai nostri intelligenti di aver dei contatti, forse, con i rapitori … sapete, l’ISIS. Ho messo in giro la voce, “gli italiani pagano”.. Mi ha contattato uno, non vi posso dire di più. Non ci credono, vogliono vedere i soldi. Se me ne date un po’, ci penso io a sbloccare la situazione. Dovete fidarvi.

libya

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Donne? Uteri ambulanti

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UNISEX

Segnalazione Arianna Editrice

di Enrica Perucchietti Fonte: intelligonews  “Il Pd fa rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta e lo si fa con la forza, senza dibattere. Oltretutto si usa l’escamotage delle adozioni per etero e single”. Enrica Perucchietti, scrittrice, non ne fa una questione di genere ma di metodo e di sostanza e nell’intervista a Intelligonews passa in rassegna le contraddizioni che ravvisa nel nuovo ddl sulle adozioni che rischia di creare nuove spaccature. Le adozioni gay stralciate al Senato ora tornano alla Camera. La Serracchiani e Romano accelerano, ma Renzi frena di nuovo. Dove sta la verità? «E’ evidente che il Pd dopo aver pensato di far passare la stepchild adoption, ora acceleri sulle adozioni gay alla Camera: in pratica sta facendo rientrare dalla finestra ciò che ha fatto uscire dalla porta. E lo sta facendo usando di nuovo un escamotage come il fatto di facilitare le adozioni per eterosessuali e single. Secondo me, il problema è che invece di dibattere una tematica molto delicata, la si sta facendo passare a forza infischiandosene di come la pensa il Paese. Anche perché a livello mediatico i mezzi di informazioni sono al 90 per cento uniformati su una campagna martellante pro; non pro-diritti, perché non stiamo più parlando di diritti, bensì per far passare tutta una serie di rivendicazioni tra cui anche il discorso dell’utero in affitto. Si capisce bene, infatti, che si vuole arrivare lì: pensiamo a tutto il dibattito su Vendola. Dall’altra parte, invece, c’è l’uomo della strada che non la pensa così e non è allineato ai buonismi coi quali i media ci stanno martellando. Tra l’altro, si rischia l’effetto boomerang, ovvero che si torni indietro con problemi di omofobia perché si sta spingendo troppo l’acceleratore senza un minimo di dibattito». Al netto delle scelte personali, che idea si è fatta della vicenda Vendola?  «Beh, è l’esemplificazione del modello della sinistra in base al quale chi se lo può permettere va all’estero a “fabbricarsi” un bambino, perché qui ormai si passa dalla generazione alla fabbricazione di un essere umano, e poi per cosa? Per un desiderio. Non c’entra il fatto di essere gay o etero, il punto è quello che si va a fare all’estero pagando in denaro una gestazione per altri, una madre surrogata e quindi il bambino. Questa è la mercificazione ultima del corpo femminile e la mercificazione dei bambini. La coppia di operai omosessuali, o l’operaio single o la coppia di operai etero, di certo non potranno permettersi altrettanto. Aggiungo che secondo me, la pratica della gestazione per altri può ravvisarsi anche come pratica di eugenetica perché uno può andarsi a scegliere la madre con caratteristiche che ritiene più inclini al suo desiderio».  Ma cosa c’è dietro a tutto questo? C’è qualcosa che travalica i confini nazionali? «Dietro a tutto ci sono interessi economici pazzeschi, perché c’è tutto il grande tema delle lobby della tecnologia che spingono in una certa direzione, con un giro di affari consistente. La cosa allucinante è che in questo meccanismo c’è sempre chi guadagna e chi viene sfruttato, pensiamo solo all’India dove una madre surrogata costa molto meno del suo corrispettivo in Usa e spesso non ha neanche l’assistenza sanitaria necessaria. Fortunatamente, anche le femministe con la Carta di Parigi, hanno scoperto quella che io chiamo, una nuova forma di schiavismo moderno, ovvero l’utero in affitto. Si parla tanto di diritti, di genere ma a me sembra che vengano promossi per gli uomini, cioè i maschi, e le donne alla fine, che siano lesbiche o etero, siano viste ancora oggi come uteri ambulanti che possono fabbricare e non più generare, un figlio».  Il direttore di Intelligonews Fabio Torriero nel suo editoriale evidenzia con preoccupazione il tentativo di diffondere un pensiero radicale di massa da parte di un governo non eletto da nessuno e a fronte di un Paese che la pensa agli antipodi. Condivide? «Certo, e infatti si sta facendo passare con la forza qualcosa che non è supportato e condiviso dall’uomo di strada, dal pensiero comune, bensì indotto dal un lato dal bombardamento mediatico e dall’altro a colpi di mano nei palazzi istituzionali. Non sto dicendo che le adozioni gay sono sbagliate, sto chiedendo: ma la maggioranza del Paese le vuole? Siamo in democrazia; altrimenti abbiamo il terzo governo non eletto da nessuno che fa e disfa ma sulla base di cosa? Il punto è che bisognerebbe dibattere e il dibattito non c’è. E se qualcuno prova a farlo, viene subito insultato, minacciato, additato dallo stigma della omofobia. Vanno benissimo le unioni civili ma se si entra nel campo dei diritti i primi a dover essere tutelati sono quelli dei bambini non delle coppie etero o gay. E invece a loro non ci pensa nessuno».  Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

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E la Resistenza antifascista ci costa 10 milioni di euro

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Nel triennio 2014-2016 fondi a pioggia per le celebrazioni del 70° della Guerra di liberazione. E i partigiani potranno accedere ad altri 3 milioni

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Ora toccherà al ministero della Difesa distribuirli nel dettaglio. L’elenco fino al 2012 era piuttosto lungo: si va dall’Associazione Italiana Ciechi di Guerra fino ai Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna, passando per i Veterani Reduci Garibaldini, ex Internati e, soprattutto, Partigiani. Che si dividono in Associazione Nazionale Partigiani (A.N.P.I.) e Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane

Nel 2012 la cifra totale stanziata fu di 674mila euro. Ai primi andarono 65mila euro, ai secondi quasi 11mila. Non cifre da capogiro. Anche quest’anno, inizialmente, gli euro dovevano essere 674mila. Ma la Legge di Stabilità ha ben pensato di alzare l’asticella a 1 milione.

E non sono le sole «prebende» previste. In occasione del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione è stato istituito presso la presidenza del Consiglio un fondo ad hoc. Nel 2013 è stato coperto con un milione. Nel 2014 e nel 2015 si sale a 1,5 per un totale di altri 3 milioni.

Ci sono poi i 2,5 milioni annui che serviranno a «tutelare e promuovere il patrimonio morale, culturale e storico dei luoghi della memoria della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Guerra di liberazione». Il periodo interessato è il triennio 2014-2016 e il calcolo è facile: 7,5 milioni.

Insomma non si può certo dire che il governo non tenga all’anniversario. Anche se forse un po’ più di moderazione, visto il periodo di crisi, non avrebbe guastato. Non fosse altro perché quella memoria, a distanza di 70 anni, continua ad essere tutt’altro che condivisa. Come insegna il caso di Simone Cristicchi.

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Conferenza sui cristiani in Terra Santa e Siria

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siria

 

Segnalazione del Centro Studi Federici

 

Sabato 9 aprile 2015 alle ore 16,00 a Milano il Centro Studi Davide Albertario invita alla conferenza:

“Perseguiteranno anche voi”. La situazione dei cristiani in Terra Santa e in Siria.

Relatore: don Ugo Carandino.

La conferenza si terrà presso la sede del Centro Studi a Milano in via (privata) della Torre 38 [ingresso a fianco del portone condominiale], zona viale Monza (Turro).

 Per informazioni: http://www.davidealbertario.it/event/conferenze-2016/

 http://www.davidealbertario.it/prossime-attivita/

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Meditazione per la IV domenica di Quaresima

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Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci

di Fra Leone da Bagnoregio

Si è giunti alla a metà del percorso quaresimale e quindi, il cristiano si sente affaticato dalla penitenza, per questo motivo, questa domenica si tinge di rosa ed i fiori ricompaiono sugli altari e l’organo accompagna i canti, anticamente il papa in questa solennità benediceva la rosa d’oro, che veniva poi regalata a qualche principe cristiano, di qui secondo i liturgisti scaturisce il colore rosa.

Sant’Ambrogio ci insegna: «Tutto abbiamo in Cristo, Nostro Signore è tutto per noi; se desideri curare una ferita, Egli è il medico; se sei bruciato dal caldo, Egli è la sorgente; se sei appesantito dalle iniquità, Egli è la giustizia; se hai bisogno di aiuto Egli è la forza; se temi la morte, Egli è la vita; se desideri il cielo Egli è la via; se fuggi le tenebre, Egli è la luce; se cerchi cibo, Egli è alimento». Queste parole del Padre della Chiesa danno l’idea chiara della ricchezza contenuta nella vita cristiana. Tutto l’ufficio liturgico è pervaso di allegrezza affinché non ci rattristiamo per la prossima passione di Nostro signore Gesù Cristo, perché dalla sua morte è sorta la vita, la vita della redenzione.

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Gli “europeisti” stanno disgregando l’Europa

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Angela Merkel non lascerà il potere fino alle elezioni del 2017. Si trema all’idea dei danni che può fare in tanto tempo. Ricordate? Solo pochi mesi fa la sua Germania era fortemente unita, era quella dei record dell’export, che scoppia di salute (anche troppo: l’8% di attivo di bilancio sul Pil è fatto a spese dei soci UE in deficit),   Berlino che comanda a bacchetta alla UE e alla BCE, che salva le sue banche affossando la Grecia e imponendo a tutti la sua visione callidamente nazionale: nessuna solidarietà, i soldi ce li teniamo tutti, e voi fate i compiti a casa – piaceva moltissimo ai tedeschi. Adesso, ecco il risultato : “1) la Germania è spaccata, 2) l’Europa nel caos e 3) la UE indebolita come non mai”, sunteggia il DWN.

L’afflusso incontrollato di immigranti, ha documentato il capo dei servizi Hans-Georg Maassen, ha fatto crescere il fronte del rifiuto (“l’estremismo di destra”, ha detto lui) che può diventare una forza politica incontrollabile appena si producesse un attentato islamista, sempre più probabile (“siamo ormai ben oltre 8.300 salafiti in Germania, il 70 per cento dei migranti non ha un passaporto”, e il 30 per cento si rendono irreperibili). Si cominciano ad incendiare i centri di ricovero, le giovani tedesche hanno paura a salire sui treni. In realtà, la spaccatura coinvolge la stessa area di governo di Merkel, con la democrazia cristiana bavarese contro, la stesso suo partito diviso e per metà in rivolta.

Anche nell’area di più diretta egemonia tedesca, il prestigio di Berlino è sottozero: Vienna ha chiuso i confini del Brennero e sospeso Schengen,   sorda alle minacce e implorazioni tedesche (e di Bruxelles), dopo aver scoperto “il doppio gioco della Germania”: di nascosto, gli rimandava indietro migliaia di rifugiati economici a cui non aveva concesso asilo (fra cui quasi quattromila marocchini, algerini ed egiziani autori di furti e palpeggiamenti nei treni: “Non è più possibile mandare i figli a scuola sui treni locali”, dicono a Linz): “Non siamo la sala d’aspetto”, ha detto il cancelliere austriaco: se non ci si può fidare fra “noi” che ci parliamo in buon tedesco, figurarsi gli altri. Non è nemmeno il caso di menzionare l’insubordinazione dei paesi dell’Est, Ungheria, Polonia, Slovacchia. Mentre Merkel rimproverava e minacciava Orban perché alzava reticolati, ad alzare il muro sono state Svezia e Danimarca, sopraffatte dall’onddesche (e di Bruxelles), dopo aver scoperto “il doppio gioco della Germania”: di nascosto, gli rimandava indietro   migliaia di rifugiati economici a cui non aveva concesso asilo (fra cui quasi quattromila marocchini, algerini ed egiziani autori di furti e palpeggiamenti nei treni: “Non è più possibile mandare i figli a scuola sui treni locali”, dicono a Linz): “Non siamo la sala d’aspetto”, ha detto il cancelliere austriaco: se non ci si può fidare fra “noi” che ci parliamo in buon tedesco, figurarsi gli altri.

europa culture

La Francia   le ha detto che al massimo, dei suoi migranti, ne prende 30 mila e non più; pateticamente il suo ministro degli Interni De Maizière si è fatto sostenere dal collega italiota, il ridicolo Alfano, nel minacciare “sanzioni” a Ungheria, Polonia, Slovacchia se non prendono le loro quote. Ormai le sanzioni sono la risposta   tutto: alla Russia, alla Siria – Assad è gravato da un embargo internazionale, tuttora vigente nonostante il cessate-il-fuoco, mentre i suoi nemici sono riforniti da Turchia, Usa, Saudia…e (eh sì) Germania che vende ai sauditi una bella quota di armamenti. La politica “europea” da Bruxelles (Berlino) si riduce a questo:   applicare e minacciare sanzioni. Peggio: come fa’ notare DWN, con l’annuncio di accogliere i siriani, la Merkel ha “privato il governo siriano di soldati per la lotta contro gli islamisti e i mercenari”: sono accorsi decine di migliaia di giovanotti in età militare renitenti alla leva, che hanno lasciato là ai jihadisti donne e bambini.

europe-blocs

Per esser giusti, non è colpa della Cancelliera soltanto: se “L’Europa è nel caos e la UE indebolita come non mai”, bisogna riconoscere che il più l’ha fatto Bruxelles, l’eurocrazia. In pochi mesi, i paesi europei hanno annunciato uno dopo l’altro il ritorno al controllo dei confini: è così sgretolato il mitico “spazio Schengen”, costruzione dogmatica ed ideologica che l’oligarchia sovrannazionale  soleva vantare come suo grande passo verso il federalismo, verso “Più Europa” (in neolingua verso l’abolizione totale delle sovranità nazionali).

Naturalmente, Bruxelles ha risposto come al solito: strepiti, e minacce di sanzioni. E contro chi? Contro i paesi che difendevano lo spazio Schengen,   trovandosi per accidente geografico suoi confini, o perché respingevano e alzavano reticolati, (Ungheria) o perché accolgono troppo e male (Italia e Grecia). Senza mai farsi una domanda sulla cosa in sé, come l’hanno voluta: ossia un spazio senza frontiere interne che fa’ pesare le frontiere esterne e la sua salvaguardia su singoli stati, per lo più piccoli e senza mezzi, e lasciati privi di solidarietà, anzi minacciati di espulsione e di embarghi.

Mai i tecnocrati e i governanti europeisti hanno riconosciuto questo fatto elementare: che in uno spazio senza frontiere interne, per i migranti l’entrata in un paese diventa un passaporto per tutti i paesi.

Profughi a domicilio coatto?

Lo dimostra la loro ingiunzione, dopo l’arrivo dell’ondata: “Ciascuno si prende a la sua quota, è un ordine”. Ma scusate, mettiamo che l’Ungheria ceda e si prenda 300 mila cosiddetti “siriani”: siccome questi vogliono andare in Germania, cosa fa? Li si obbliga a restare lì dove non vogliono? Deve controllare che non prendano un treno per Francoforte? Bloccarli con la polizia? E dove sono i loro “diritti umani”?

Appare così che la mitica “libera circolazione” UE sbocca, grazie agli eurocrati, nel suo contrario: il domicilio coatto. Chi arriva in un posto deve restarci: al confino.

La sua politica del confino, la UE è riuscita ad imporla alla Grecia, la sua vittima preferita: che ha dovuto accettare di “prendere il controllo delle sue frontiere” (incontrollabili) in cambio di 300 milioni: cifra derisoria, laddove la stessa Merkel ne ha offerto 3 miliardi l’anno a Erdogan, il quale adesso – avendo il coltello dalla parte del manico – ne vuole cinque, e in più, l’entrata degli 80 milioni di turchi in Europa senza visto.   Bruxelles dunque, dopo aver tenuto la Turchia sulla porta con assurde promesse d’integrazione (al diavolo le radici cristiane) e facendo la difficile: dovete fare i compiti a casa, diventare sempre più “stato di diritto” e adottare il pluralismo democratico ossia della civiltà come “noi (eurocrati) la intendiamo”, adesso deve accettare una Turchia che incarcera i giornalisti, stermina le sue minoranze (i curdi), arma e fa affari coi jihadisti decapitatori in Siria. Senza alzare che   una flebile, inutile protesta: basta che si riprenda i profughi, tutto è permesso.

Bruxelles però ha avuto successo solo con Tsipras (facile), non con Orban e con il nuovo governo polacco.   Anche qui, non volendo riconoscere l’equazione impossibile di imporre una politica migratoria unica a paesi così profondamente diversi. L’Ungheria ha 9 milioni di abitanti; quanti islamici si deve accollare? Un paese piccolo e fiero, con il suo carattere nazionale e la sua storia di libertà contro i totalitarismi,  la sua storia cristiana e fedele nell’impero absburgico,   la   sua rivoluzione anticomunista nel 1956 – niente conta: Bruxelles vuole omologare tutto e tutti, trasformare le numerose e articolate culture, in una fantomatica identità omogeneizzata, OGM, lo “europeo”standard definito dalle normative, dalle direttive, dall’adesione ai valori come le nozze gay e la teologia del gender.   La Polonia ha già accolto qualche mezzo milione di ucraini che scappano dal regime di Kiev (un altro grande successo europoide): niente, si accolli anche i suoi islamisti.   Il risultato, è il governo “di destra” che Bruxelles mette sotto accusa permanente, minacciandolo non solo di sanzioni ma di cambio di regime. La storia della Polonia, la recente libertà ritrovata che fa’ di questi paesi dei gelosi fortemente consapevoli della loro identità nazionale, viene spregiata e ignorata. O meglio: il nazionalismo, che è vietato agli “europei-standard” (poniamo) in Francia, è eccitato nei baltici e negli ucraini, per farne dei galletti anti-russi. Nei polacchi va’ bene, il nazionalismo, se si esercita contro Mosca; contro Bruxelles, è peccato mortale. E va punito con sanzioni.

Merkel, la sua eredità è il caos

E il bello è che la UE non è stata sgretolata dagli anti-europeisti. Non dal Front National, da Farage, da Salvini o da Grillo, né dalla Alternative fur Deutschland o da Pegida o da Podemos: no, hanno fatto tutto loro, gli “europeisti” ideologici al potere.  Da soli hanno indebolito la UE come non era mai avvenuto prima. E come e perché l’hanno fatto, si vede benissimo: hanno voluto più Europa. Più paesi dentro, in funzione anti-moscovita, per obbedienza agli americani, senza alcuna tradizione di solidarietà e conoscenza coi paesi del Sud Europa; storie e culture nazionali diversissime, che si conta di omologare con le sanzioni e le direttive burocratiche. Hanno voluto essere insieme la UE e la Nato, una NATO che è diventata da difensiva un’alleanza aggressiva debordante, e dove adesso (come in Libia) ognuno fa’ per sé e cerca di fregare gli altri soci, i commando francesi e britannici non si coordinano con gli italiani, e il principale alleato della NATO è in combutta col Califfato e coi Sauditi. E Bruxelles ci ha intricato in questo orrendo pasticcio, senza districare un capo della matassa: chi siamo contro chi? Ah sì, siamo contro Putin, che ha “aggredito l’Ucraina”: sanzioni, embargo, armi americane sul territorio.

La UE non si accontenta di essere UE, né di coincidere con la nuova NATO: vuol essere UE più spazio commerciale transatlantico, zona unica euro-american- messicano-canadese, in dirittura per il governo mondiale che sta per arrivare.

L’Europa degli europeisti è come la rana di Fedro:

“Una rana vide un bue in un prato. Presa dall’invidia per quell’imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande. Quelli risposero: – Il bue. Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori”.

Alla prima crisi, la costruzione è crepata, e sta saltando. Tanto che la Svizzera addestra le truppe in vista del disordine europeo da tener lontano da suoi confini, e ha dichiarato, nel modo più ufficiale,   di aver   seppellito ogni precedente candidatura a far parte del mostruoso pasticcio chiamato “”Europa Unita”.

E a chi l’Europa deve la sua frattura, catastrofe e caos? Facciamo i nomi: ai Barroso, ai Solana e Van Rompuy, ai Mario Monti, ai Padoa Schioppa. Gli europeisti ideologici più totali, che non avevano altra mira che la federazione, da tenere unita fino all’ultimo europeo.

Il progetto di Jean Monnet essendo detestabile in sé, sono stati detestabili anche gli “europeisti” della generazione che l’ha costruita. Ma i Delors, i Giscard d’Estaing, gli Strauss, il Kohl, financo Mitterrand (rispetto ad Hollande), persino il nostro Prodi   torreggiano come statisti e giganti intellettuali in confronto a Solana, Barroso, e Angela Merkel.  Intanto, quelli, andavano avanti a piccoli passi,   secondo l’accorto consiglio di Monnet, di agire nell’ombra; non si facevano illusioni sulla illegittimità di quel che tramavano. Poi avevano qualche piano di sviluppo comunitario. Prodi – lui stesso lo ricorda troppo spesso – quando è stato presidente ha lanciato il progetto Galileo, i satelliti di posizionamento satellitare alternativi al GPS degli Usa come al Glonass sovietico. Era la prospettiva di un posizionamento europeo nelle alte tecnologie, lo sviluppo di industrie avanzate in competizione con l’Asia; aveva trovato anche i finanziamenti cinesi (ecco perché Prodi è così ben visto in Cina): il Galileo è fallito per gli inglesi (che naturalmente vogliono la continua dipendenza dagli Usa), perché Parigi e Berlino trovavano il progetto costoso,e per la UE in quanto tale obiettava alla dipendenza dai capitali cinesi per motivi “strategici” (sic),preferendo la subalternità strategica da Wall Street e da Londra. L’effetto ve lo vedete attorno: case, uffici, scuole sono pieni di oggetti   elettronici che comprate dalla Cina, Taiwan e Corea del Sud. Voi, producete merci come “il cibo” e “il lusso Made in Italy”, la Germania auto.

Insomma, si ha un bel criticare la generazione di potere nata negli anni ’30. Oggi, si deve ammettere che la generazione di europeisti nati negli anni ’50 è peggio:  presa l’eredità europeista, l’ha ridotta ad un caos a forza di ignoranza, di presunzione, di mancanza di idee e di cultura. Si è ridotti a rimpiangere Prodi e Chirac, come in Usa la generazione dei sessantenni della Israeli Lobby fa’ rimpiangere Kissinger.

Era l’agosto del 2015 e la Merkel, passata di successo in successo, chiamava i migranti e ai tedeschi diceva: “Wir schaffen das”, ce la facciamo,fidatevi, so cosa faccio. Adesso ha andato Dold Tusk ad implorare pubblicamente i profughi: “Non venite in Europa!”. La UE ha dichiarato chiusa la rotta dei Balcani, in pratica lasciandoli alla Grecia.

Consolazione ancora più magra, a giudicare da Donald Tusk, Weidman e Valls, la generazione nata negli anni ’60 è ancora più idiota, rozza, malvagia e senza idee e servile verso i poteri forti, ancor più ligia ad un’ideologia invecchiata e ad una superpotenza agonizzante. Manterrà un’Europa che non esiste più, e degrada mentre si sgretola, a forza di sanzioni, impotenza e minacce.

 

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