Il Peccato originale spiegato dal Concilio di Trento

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SESSIONE V (I7 giugno 1546)
Decreto sul peccato originale.
Perché la nostra fede cattolica, senza la quale è impossibile piacere a Dio (18), rimossi gli errori, resti integra e pura e perché il popolo cristiano non sia turbato da ogni vento di dottrina (19) dal momento che l’antico, famoso serpente (20), sempre nemico del genere umano, tra i moltissimi mali da cui è sconvolta la chiesa di Dio in questi nostri tempi, ha suscitato nuovi e vecchi dissidi, anche nei riguardi del peccato originale e dei suoi rimedi, il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito santo, sotto la presidenza degli stessi tre legati della sede apostolica, volendo richiamare gli erranti e confermare gli incerti, seguendo le testimonianze delle sacre scritture, dei santi padri, dei concili più venerandi ed il giudizio e il consenso della chiesa stessa, stabilisce, confessa e dichiara quanto segue sul peccato originale.
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LA «CHIAVE» DELLA GRANDE ALIENAZIONE EUROPEA

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Risultati immagini per LA «CHIAVE» DELLA GRANDE ALIENAZIONE EUROPEAL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

A proposito di «segni dei tempi» per il nostro tempo, mentre un certo mondo, afflitto dai propri inquinamenti scruta i segni di un presunto riscaldamento globale, ignora un segno molto più grave poiché riguarda la propria sopravvivenza dell’uomo spirituale, come fu creato da Dio.

Ecco che tale ignoranza riguarda una vera alienazione mentale e morale, e di ciò si dovrebbe parlare. Essa diventa ogni giorno realmente tangibile. E come esempio eclatante abbiamo questa neo-europa che dopo aver alienato le sue radici cristiane si consegna ai voleri della Turchia. Tale nazione islamica  che nel passato provò più volte a invaderla militarmente, ora lo può fare legalmente poiché, dopo averla fino a ieri ricattato con un flusso migratorio esplosivo, ora sarà finanziata dalla stessa neoeuropa per rendere tale flusso migratorio sistematico. Naturalmente ciò si deve a una classe dirigente europea che classificare di burlesca è eufemismo. Sono piuttosto la controprova dell’ «involuzione» umana già indicata per altri settori, come quello religioso: dai papi Pio IX a Pio XII, agli antipapi da Roncalli a Bergoglio!

Qui passo la parola a Maurizio Blondet – che se ne intende – descrivendola con nomi e cognomi in «Gli “europeisti” stanno disgregando l’Europa» del 7 marzo 2016. scrive: Continua a leggere

Mostre e concerti per i 500 anni del ghetto ebraico

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Risultati immagini per Ghetto ebraico di veneziaSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

VENEZIA – «Gli ebrei non hanno alcuna nostalgia del ghetto. Il ghetto rappresenta segregazione. Per questo motivo non festeggiamo nulla, ma commemoriamo un fatto che rimane una tragedia». Lo ha detto il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, presentando mercoledì a Roma le manifestazioni programmate a Venezia per i 500 anni del ghetto della città lagunare. Era il 29 marzo 1516 quando il Senato veneziano decretava che tutti «li giudei» dovessero abitare insieme in un’area recintata e sorvegliata della città: il quartiere “Getto”, dove venivano gettati i resti delle lavorazioni di una fonderia di rame. Ma dalla creazione del ghetto, ha proseguito Gattegna, «venne fuori un esempio di altissima tradizione culturale, intellettuale e religiosa». E l’anniversario sarà anche occasione, hanno ricordato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, «per combattere l’antisemitismo e il negazionismo di oggi».

Tanti gli eventi (fra mostre, musica e conferenze) in programma dal 29 marzo, data di un concerto dell’Orchestra della Fenice diretta dall’israeliano Omer Meir Wellber. Come una mostra storico-documentaria dal 19 giugno al 13 novembre a Palazzo Ducale e la rappresentazione al Campo del Ghetto di “Il mercante di Venezià di William Shakespeare (26-31 luglio). Prevista anche una raccolta fondi internazionale per il restauro del Museo Ebraico e delle sinagoghe cinquecentesche. «Bisogna ricordare ancora una volta, per non dimenticare mai un orrore senza pari – dice il governatore Luca Zaia – bisogna respingere l’antisemitismo e soffocare con la forza della storia e della testimonianza le teorie negazioniste che hanno ripreso a fare capolino. Come Regione – ha concluso Zaia – siamo impegnati per una valorizzazione storica e culturale dell’identità ebraica; una comunità da sempre ben integrata e legata alla storia della Repubblica Serenissima, in un’epoca nella quale in Spagna, in Germania e in Inghilterra, si praticava la persecuzione».

Lo spot per i 500 anni del ghetto

Fonte: http://m.ilgazzettino.it/nordest/venezia/ghetto_ebraico_venezia_500_anni_eventi-1601766.html Continua a leggere

Il gay assassino Marco Prato scriveva su facebook contro i “fascisti” e gli “omofobi”

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Sadismo, ferocia. Gli aggettivi si affastellano man mano che emergono i particolari agghiaccianti sull’uccisione del giovane universitario preso a martellate e accoltellato a Roma, Luca Varani.

Sconcertano e indignano le parole che è stato capace di scrivere sulla sua bacheca Fb il 24 gennaio del 2015 , Marco Prato, uno dei due assassini di Luca Varani,proprio quello che ha inferto la coltellata finale al giovane Varani, dopo le sevizie.  “Oggi va talmente tanto di moda fare serate gay che tutti si contendono o vantano di avere una piccola compagine all’interno della propria serata…

Rimango BASITO quando vedo che storiche serate destroidi romane, composte essenzialmente da nostalgici fascisti omofobici strizzano l’occhio a realtà gay pur di avere un posto nella contemporaneità… Ciò che mi rattrista ancor di più è vedere che gli stessi gay vessati e alle volte anche fisicamente molestati dai frequentatori di queste storiche serate accettino di collaborare per avere un “posto al sole”… Mah.. applausi”.

Un delirio insostenibile anche solo a leggersi, accostato al grado di follia omicida che emerge dagli interrogatori iniziati  nel carcere di Regina Coeli a Roma. Il degrado morale del 29enne gay, pr di feste nel giro omosessuale che conta nella capitale, e le sue parole affidate al social hanno dell’incredibile. L’avvocato Michele Andreano, difensore di Foffo, entrando nel carcere romano si è limitato a dire che «come primo atto chiederò l’esame tossicologico per il mio assistito, per valutare il livello di sostanze stupefacenti presenti nel suo corpo e che chiederà una perizia psichiatrica. Basta attenuanti. Si tratta di un’azione violenta e sadica in cui nulla è stato lasciato al caso. Alcol e sostanze eccitanti provocano una spural e perversa una disconnessione dalla realtà che sta seriamente rischiando di far cadere nella rete perversa di questi “figli di papà” tutti i giovani dai 16 anni in su che escono la sera e sciaguratamente entrano in giri percolosi e mortali. A Roma le zone franche sono tante e lo stile di vita nottirno è decisamente fuori controllo.

Fonte Continua a leggere

Via da questa UE. Se The Queen la pensa come Belgrado…

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elisabettadi Maurizio Blondet

“La Serbia non ha intenzione di aderire alla NATO “, ha proclamato il presidente serbo Tomislav Nikolic, “ma intende cooperare con l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (SCO) qualificata da alcuni analisti come la NATO russa”. Data la confusione oggi esistente fra NATO e UE, è facile capire che Belgrado ha archiviato anche la sua candidatura a entrare nell’Unione, che risale al 2011. La chiusura delle sue frontiere all’invasione dei profughi chiamati dalla Merkel, mette la Serbia di fatto nel campi anti-europeista, con il Gruppo di Visegrad e persino con l’Austria. L’allargamento a marce forzate della UE ad Est, in obbedienza agli interessi strategici Usa, ha trovato il suo punto d’arresto: essere “in Europa” non attira più.

E Belgrado sa che una simile presa di distanza gli costerà, che Bruxelles fulminerà sanzioni economiche – è tutto quel che sa fare – contro l’insubordinata. Non importa, i serbi tireranno la cinghia. E’ la fedeltà alla loro vocazione storica e al loro destino manifesto ad essere in questione.

Dall’altra parte del continente e, per così dire, della civiltà, la regina Elisabetta, – certo amicissima della NATO – avrebbe espresso scetticismo verso la UE. Lo ha rivelato il Sun: sarebbe avvenuto nel 2011, in un battibecco con l’allora vicepremier Nick Clegg. “l’Ue sta andando nella direzione sbagliata”, disse la sovrana. La Casa ovviamente ha smentito, e si capisce. Ma è la dinastia che profondamente ha sempre interpretato la nazione, unita all’istinto di sopravvivenza della quasi unica monarchia   ancora esistente, e la più antica, che ha parlato: “La UE sta andando nella direzione sbagliata”. E come dar torto a The Queen? Continua a leggere

Quando la banca fa gli interessi del Popolo

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dell’ Avv. Luigi Bellazzi

Fonte: Italiasociale

É sempre attuale la battuta: “le banche sono come gli avvocati, è più facile dirne male che farne a meno”. Dal 1934 al 1939 (’34 il T.U.B., poi fino al ’39 i decreti attuativi, circolari etc.), venne allora semplicemente stabilito che le Banche potessero solo fare le…banche (raccolta e impieghi). Banche e bancari erano incaricati di pubblico servizio, le banche dovevano principalmente non creare profitti per sè ma utilità all’Economia, ovvero vantaggi per le imprese, soprattutto per le piccole imprese (artigiani, coltivatori etc.).

Di nascosto, alla chetichella, ai primi di gennaio 1994 con gli italiani in vacanza o assonnati per i bagordi dell’ultimo dell’anno, viene rivoluzionato il sistema bancario con il nuovo T.U.B. e nasce così la banca “universale” una impresa commerciale che deve macinare profitti, potendo svolgere qualsiasi attività dallo spacciare droga finanziaria (derivati), al diffondere assicurazioni finte (c.dd. polizze falsamente insequestrabili e impignorabili), fino al vendere beni di consumo quali biciclette e motorini.

Da lì l’inizio della china verso il disastro. Nell’immediato guadagni prodigiosi (per i primi investitori) legati a compensi prodigiosi (per amministratori e dirigenti), con una differenza che i guadagni sono poi diventati perdite sanguinose, mentre i megastipendi (Profumo guadagnava in un giorno quanto un impiegato guadagnava in 700 giorni) non seguivano il crollo delle azioni, restavano immutati (Profumo avrebbe poi percepito un fine rapporto di 40 milioni di Euri!) nonostante le banche finissero sull’orlo del fallimento.

Cose note, cose vecchie. Adesso si cerca di porvi rimedio con l’arma dei licenziamenti. Migliaia e migliaia di professionalità messe in mezzo ad una strada. Eh allora, che fare? Continua a leggere

La sovranità perduta

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Risultati immagini per PatriaSegnalazione Arianna Editrice

di Alex Barone  

Fonte: L’intellettuale dissidente

Nell’era della tecnofinanza, la sovranità dei popoli è sempre più minacciata dalle volontà globaliste del grande capitale, che non vuole barriere, ma merce da dominare.

Niccolò Machiavelli, uno tra i primi pensatori della storia ad aver teorizzato la nascita di una nazione italiana, in un’epoca storica caratterizzata da un continuo susseguirsi di eserciti e dominazioni straniere sul suolo italico, sosteneva che un popolo per essere realmente sovrano (cioè libero di autodeterminarsi) dovesse, anzitutto,  disporre di un proprio esercito e di una propria moneta. La capacità di gestire liberamente,  senza influenze da parte di organizzazioni militari esterne, le proprie forze armate e la propria politica di difesa ed amministrare liberamente la propria economia e produrre la propria moneta di scambio, sono, indubbiamente, requisiti essenziali, per quel coronamento di quel principio chiamato “autodeterminazione dei popoli”. Questa fase storica, Nell’ambito dei rapporti tra stati, è caratterizzato da una vera e propria crisi della sovranità. L’ideologia della tecnofinanza , la mercificazione del mondo, la globalizzazione massiccia e a ritmo uniformante, il primato dell’economico sul politico, mettono, di fatto, sempre più in discussione l’autorità ed il potere dei governi nazionali.

Le cessioni di sovranità continua, l’asservimento palese alle politiche d’austerità imposte dai poteri sovranazionali a regime eurocratico, rappresentano questa progressiva perdita di valore nazionale dei governi.  Nell’era nella quale i rapporti di sovranità sono sempre più latenti e sempre meno solidi, si è disposti, anche, a svendere , a cedere, porzioni di mare a nazioni straniere. Anche il suolo nazionale, l’antico patrio suolo, oggi, diviene, sembra, oggetto di utile scambio, come se si trattasse di una mera merce in libera vendita (nel circuito economico che aspira al liberissimo e selvaggio mercato). Il governo Renzi, infatti,  tramite un accordo stipulato in seguito ad un contrasto diplomatico (avvenuto un anno fa, nei mari di Sardegna) tra il governo francese e quello italiano  ha ceduto, una porzione di mare (posto al confine tra la linea di divisione tra il mare sardo e le acque francesi) alla Francia. Ma questo è uno dei tanti casi di svendita continua delle ricchezze nazionali a potenze straniere, e le stesse continue pressioni esercitate dalla finanza europea sull’economia italiana fanno intendere un’evidente tentativo di distruzione del potere sovrano dei popoli. Sigonella – quell’evento storico nel quale il lungimirante e mai abbastanza riabilitato Bettino Craxi, nel quale l’Italia, per una delle poche volte nella storia, impose sé stessa sull’arroganza USA – ricorda che le manovre per delegittimare il potere legittimo degli stati ad un autoregolarsi sono sempre in agguato.

Le recenti notizie in merito al fatto che il governo Berlusconi, pare,  sia stato per lungo tempo posto sotto stretta sorveglianza dello spionaggio sempre firmato Stati Uniti D’America,  e le possibili forzature poste ai danni della stabilità politica del governo stesso, lasciano palesare una sempre più ridotta capacità sovrana dei governi. I poteri nazionali sono sempre più vacillanti, posti in balia delle continue ambizioni egemoniche della fredda tecnocrazia , serva del capitalismo mondiale,  che , come un tempo avveniva attraverso eserciti e razziando villaggi e saccheggiando città, oggi avviene tramite “complotti” orditi abilmente ed organizzati magistralmente, al fine di fare dello stato un mero fantoccio simbolico, della democrazia popolare una mera formalità e di lasciare libero spazio d’azione al mondo del capitale. Non è più tramite invasioni armate che si destabilizzano poteri costituiti per affermarne altri, che i rapporti di forza si sviluppano, ma tramite manovre complesse e spesso segrete, accordi politici, pressioni finanziarie e la propaganda ideologica del politicamente corretto.

Per svendere le ricchezze nazionali e trasmigrarle dal popolo alla burocrazia internazionale, si fanno cadere forzatamente i governi scomodi (che, seppur con immensi limiti, resistono a queste imposizioni), si liberano le nazioni dalla capacità di autoregolarsi dal punto di vista finanziario (imponendo una unica moneta in grado di controllare tutti i mercati e soggiogare i cittadini), si ideologizzano le masse a dovere e la sovranità è annullata a dovere.  Inoltre, altra manovra abilmente applicata al fine di distruggere ogni possibile attrito di schiavizzare ulteriormente i popoli, è quella dell’austerità che, in nome dei sacri dogmi assoluti del “ce lo chiede l’Europa”, dietro false esigenze d’apparenza, impone agli stati politiche di pressione finanziaria ai limiti dell’omicidio nei confronti dei propri cittadini, depredando le poche ricchezze rimaste al patrimonio collettivo. Ormai, nell’epoca degli austeri banchieri  (che hanno modificato i paradigmi del potere, imponendo la sfera dell’economico su quella del politico), dei tecnocrati teutonicamente rigidi e lapidari (che hanno sostituito i grandi leaders politici carismatici), dei governanti non eletti (che hanno fatto della democrazia un fatto sempre meno concreto). La nascita continua di movimenti sovranisti e partiti euroscettici sono la manifestazione di un disagio collettivo e di massa  ormai giunto ai limiti della sopportazione. Occorre reagire, ripartendo dalla sovranità, costruendo una nuova Europa, quella dei popoli e della nazioni sovrane. Riprendiamoci la nostra legittimità politica, riprendiamoci la patria!

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Massoneria, carte di una loggia nella spazzatura. Il maestro venerabile è un funzionario regionale

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CRONACA Il documento dal lessico pomposo – tra maglietto, squadra, compasso e spada fiammeggiante – descrive la nascita di un nuovo gruppo massonico a Palermo. Durante la cerimonia vengono designati 15 fratelli, tra cui diversi medici. A capo c’è Lucio Lutri del dipartimento all’Energia

«Fratelli, vi esorto a mantenere il riserbo sui lavori compiuti». Tra le precauzioni da prendere in termini di discrezione, il maestro venerabile Lucio Lutri non avrà messo in conto l’ipotesi che i documenti della fondazione della loggia massonica palermitana Pensiero e Azione potessero finire, ancora intatti, nel cassonetto dell’indifferenziata. Le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa – il 5 marzo nel capoluogo siciliano – della loggia numero 1498 del Grande Oriente d’Italia sono stati infatti trovati davanti agli uffici del dipartimento regionale all’Energia di viale Campania. A pochi metri da dove il maestro venerabile lavora.  Continua a leggere

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