Verona, trasferita a passar carte poliziotta che indagò su vice di Tosi. Pm in rivolta

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Da responsabile della polizia giudiziaria, Margherita Taufer ha curato le principali inchieste sulla corruzione, come quella che ha portato alla condanna di Vito Giacino (Fi). Dopo vari procedimenti disciplinari, smontati dal Tar, il Questore l’ha spedita alla Polaria. La denuncia: “Campagna contro di me”. I magistrati contro il procuratore Schinaia: “Senza di lei monche le investigazioni su pubblica amministrazione”

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La Cirinnà cancella i genitori: “Sono uno stereotipo e un pregiudizio”

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La senatrice dem Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili, non si da pace per l’assenza della stepchild adoption. Per lei padre e madre non servono

Monica Cirinnà ne spara un’altra delle sue. La senatrice dem, uscita sconfitta dal dibattito parlamentare sulla legge sulle unioni civili, non ha ancora digerito la rinuncia alla stepchild adoption e che la ferita bruci ancora lo si evince da un video pubblicato qualche giorno fa su YouTube.

La Cirinnà, partecipando a un incontro a Busto Arstizio, in provincia di Milano, è stata riuscita a far ridere il pubblico dopo la domanda ‘scomoda’ di un ragazzo. “Scusate se dico qualcosa di antipatico per le persone che sono qua, ma non pensate che un bambino abbia diritto ad avere un padre e una madre?”, chiede il ‘disturbatore’. A quel punto la Cirinnà ha parlato del suo particolare caso familiare: “Mia mamma è cresciuta da sua mamma e da sua nonna perché mio nonno e morto”, e poi ha iniziato ad arrampicarsi sugli specchi dicendo:“Questo è un Paese in cui alle donne è riconosciuto il diritto di partorire e lasciare il figlio in ospedale e di partorire e non dichiarare chi è il padre o di avere, dopo un divorzio e una separazione, l’affido esclusivo dei propri figli”. Un discorso che, poi, sfocia nella ‘neolingua’ degna del miglior Orwell. “In tanti siamo cresciuti non da uno stereotipo o da un pregiudizioscostiene la Cirinnà. Il ragazzo, stupito per l’affermazione, rilancia:“Ma quindi un padre e una madre sono uno stereotipo?” e la senatrice conferma con sicurezza: “Sì, in molti casi sì” e in sala si sente una fragorosa risata del pubblico.

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Il sostegno di Ratzinger alla linea indicata da Bergoglio: ermeneutica della continuità

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In un libro le parole di Ratzinger sulla centralità dell’idea di misericordia. Mai il Papa emerito aveva parlato del successore entrando nel merito della sua predicazione

di Luigi Accattoli

Ratzinger e Bergoglio (Afp9Ratzinger e Bergoglio

A rriva in libreria un testo di Benedetto che parla di Francesco. Arriva senza clamori ma è una prima assoluta: mai il Papa emerito aveva parlato del successore entrando nel merito della sua predicazione, stavolta invece lo fa. E lo fa in appoggio alla linea di Francesco, lodandone l’impegno sul tema della «misericordia». Le parole sul successore sono poche, quattro righe, ma sono in un contesto impegnativo, che tratta della centralità del tema della misericordia nell’attuale stagione della storia cristiana e costituiscono un inquadramento in positivo di quanto il Papa argentino viene proponendo su questo fronte e che non sempre incontra il gradimento degli addetti ai lavori. «Papa Francesco — afferma Benedetto nel testo che appare ora — si trova del tutto in accordo con questa linea (che pone la misericordia al centro del messaggio cristiano). La sua pratica pastorale si esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio».

Gli atti in un volume

Queste parole si trovano in un volume della San Paolo che pubblica gli atti di un convegno teologico che si è tenuto lo scorso ottobre a Roma, nella casa dei gesuiti di via degli Astalli. In quel convegno fu letto dall’arcivescovo Georg Gänswein il testo di un’intervista a Ratzinger sul tema della «giustificazione per fede», che è l’affermazione centrale della Riforma luterana: il 31 ottobre Papa Bergoglio andrà a Lund, in Svezia, a celebrare con i luterani i 500 anni della Riforma. Il volume con il testo di Benedetto è curato dal gesuita Daniele Libanori ed è intitolato «Per mezzo della fede. Dottrina della giustificazione ed esperienza di Dio nella predicazione della Chiesa» (San Paolo editore, pp. 199, euro 20).

L’anonimo intervistatore

L’anonimo intervistatore sollecita Ratzinger a svolgere un raffronto tra il sentimento religioso dell’umanità contemporanea a Lutero, segnato dall’idea del peccato e dal bisogno della «giustificazione», e il nostro attuale. Ratzinger sviluppando affermazioni già proposte da cardinale riconosce che oggi non avvertiamo più quel bisogno di scampare alla «collera divina» mossa dal nostro peccato, ma avvertiamo comunque il «bisogno della grazia e del perdono». «Per me — dice il Papa emerito — è un segno dei tempi il fatto che l’idea della misericordia di Dio diventi sempre più centrale e dominante». A illustrazione di tale progressiva centralità Ratzinger cita la santa polacca Faustina Kowalska (1905-1938), le cui «visioni» (era una mistica e ha lasciato un diario) riflettono «il desiderio della bontà divina che è proprio dell’uomo d’oggi»; e cita il Papa polacco, che canonizzò la connazionale e pubblicò un enciclica sul tema: «Dio ricco di misericordia» (1980).

Ratzinger nomina Francesco

È a questo punto che Ratzinger nomina Francesco, affermando che si trova «in accordo con questa linea». Non dice nulla di sé, il buon Benedetto maestro di discrezione, ma sarebbe facile aggiungere che al tema della misericordia va ricondotta la sua prima enciclica intitolata «Dio è amore» (2006) e che è sua, presa da un discorso del 30 marzo 2008, l’affermazione che «il nome di Dio è Misericordia», posta da Francesco a titolo del libro intervista con Andrea Tornielli (Piemme 2016).

«La misericordia di Dio»

Conclusione di Ratzinger nell’intervista: «Gli uomini d’oggi sanno di aver bisogno della misericordia di Dio e della sua delicatezza. Nella durezza del mondo tecnicizzato nel quale i sentimenti non contano più niente, aumenta l’attesa di un amore salvifico che venga donato gratuitamente. Mi pare che nel tema della misericordia divina si esprima in un modo nuovo quello che significa la giustificazione per fede». Non sono affermazioni scontate. Non mancano cattolici che accusano Francesco di operare uno sbilanciamento buonista della predicazione della Chiesa dimenticando la «giustizia divina», la necessità della penitenza, il rischio della «perdizione eterna». In un momento nel quale quelle critiche vanno accentuandosi, l’appoggio che gli viene da Benedetto può risultare prezioso. Erano già una decina i testi di Benedetto pubblicati dopo la rinuncia al Papato, ma questo è il più importante. Ci dice che la mente teologica del Papa emerito continua a tessere la sua tela. Un tempo l’imbastiva in aiuto al missionario del mondo che fu Papa Wojtyla e ora non disdegna di farlo, dal suo ritiro, ad accompagnamento della predicazione del Papa che propone una «riforma della Chiesa in uscita missionaria».

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Ecco quanto è normale la vita degli invertiti

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Risultati immagini per no genderdi Maurizio Blondet

La mattina dopo l’omicidio, Prato ha tentato il suicidio rivelando in alcune lettere il desiderio sempre nutrito di operarsi e “diventare” donna. Lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, docente presso l’Università di Chieti,ha spiegato che «in questi casi ci troviamo di fronte ad un disturbo grave dell’identità di genere unito a una omosessualità egodistonica, elementi che incidono sull’equilibrio psicopatologico e possono portare l’individuo a un tentativo di ‘automedicazione’ con sostanze psicoattive come la cocaina». Sempre su Dagospia, si legge: «A Prato piacevano assai le “notti sbagliate”. Quelle in cui all’alcol e al sesso si univano abbondanti dosi di coca e di GHB. Quest’ultima è la droga “frocia” che in questo periodo va per la maggiore tra l’upper-class gaya meneghina e capitolina». Non va meglio a Milano, al noto locale gay Muccassassina: «al primo piano esiste una vasta e accogliente dark room, dove si consumano rapporti sessuali fugaci e anonimi, squallidi e sudati, ma che sono parte integrante, almeno per alcuni, di un rito settimanale che ha la sua liturgia», rivela Il Fatto Quotidiano.
Quello che è arrivato alle cronache nazionali è uno spaccato reale di vita gay, dello stile di vita di molti omosessuali militanti. Lo ha ammesso il già citato Marco Pasqua, omosessuale dichiarato e vice capo della cronaca de Il Messaggero: «Sono preoccupato, così come lo è la comunità LGBT romana. Marco era “uno di noi”. Nel senso che faceva la vita che molti gay facevano, al netto di certi eccessi: penso a quello della droga». E’ stato Pasqua a legare il caso alle folli serate arcobaleno: «Racconto un mondo che  tutti i gay conoscono. Un mondo in cui navigano anche gli etero (repressi), quelli a caccia di transessuali, ma che potrebbero anche passare una notte con dei ragazzi gay. E’ una realtà borderline. Lacomunità ha paura che si raccontino cose che tutti conoscono. Che si scoperchi il vaso di Pandora. Tutti sanno, ma è meglio non parlarne». Continua a leggere

Afghanistan: la nuova Guerra dell’Oppio

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Segnalazione Arianna Editrice

PROSSIMAMENTE A TRADITIO IN VIA GALVANI 31 VERONA (PER ORDINAZIONI
info.traditio@gmail.com)

AFGHANISTAN

Tutti i retroscena
di una guerra crudele e devastante

chi l’ha voluta, per quale motivo
con quali conseguenze globali

 

Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, l’Italia è il secondo mercato dell’eroina in Europa dopo la Gran Bretagna, con un consumo annuale di 18 tonnellate e almeno 300mila eroinomani, per un giro d’affari di almeno 2,4 miliardi di euro l’anno. Un quinto dell’eroina che arriva in Europa (quasi 90 tonnellate per un valore di 20 miliardi di euro) è consumata nel nostro Paese.

L’eroina era stata data per scomparsa, passata di moda perché considerata troppo pericolosa, una droga da emarginati che devasta mente e corpo e ti uccide con l’Aids. Invece negli ultimi anni questo stupefacente è tornato in voga tra consumatori di nuova generazione e tipologia che non hanno memoria dell’epidemia da eroina degli anni Ottanta.



Che cosa sta succedendo? Afghanistan 2001-2016 è l’indagine che fa luce su una guerra che sta devastando un paese, e le vite di milioni di persone nel mondo.
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Vietato indagare sugli attentati di Parigi

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Segnalazione Arianna Editrice

 PARIGI

di Maurizio Blondet 

Fonte: Maurizio Blondet

Hicham Hamza è un giornalista francese indipendente che ha scoperto indizi impressionanti sugli attentati islamici a Charlie Hebdo e al Bataclàn. E’ stato arrestato e incriminato, ufficialmente per “violazione del segreto istruttorio e diffusioni di immagini gravemente lesive della dignità umana”. Effettivamente aveva postato, il 15 dicembre, una foto   ripresa all’interno del Bataclàn pochi minuti dopo la strage, perché mostrava l’orribile scena di decine di corpi smembrati.

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Still Not too Late for Easter Lily Memorial!

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CHIERICHETTO

Segnalazione di don Anthony Cekada

It’s Still Not Too Late for an Easter Lily Memorial

to Honor A Loved One!

Lilies adorn the Holy Thursday Altar of Repose, and then the high altar from the beginning of Pontifical High Mass on Holy Saturday throughout the whole of the Easter season that follows.

You can help us beautify our Altar of Repose and our high altar throughout Paschaltide by making an Easter Lily Memorial Donation in honor of a loved one.

The name of the loved one and your own name will be printed on a special page in the St. Gertrude the Great Church bulletin.

For more info, click here

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Meditazione per la Domenica di Passione

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Passione di Cristo

di Fra Leone da Bagnoregio

La Messa di questa domenica è dominata dal ricordo del Calvario ed è tra le più ricche e più belle dell’Antifonario Romano. Oggi ha inizio la quindicina alla preparazione alla solennità pasquale. Un solo concetto domina questo periodo liturgico: il Giusto che sente come si va tramando contro di lui la più orribile persecuzione. L’innocente, percepisce l’odio degli avversari che cercano di isolarlo da ogni possibilità di difesa. Nostro Signore Gesù Cristo si rivolge costantemente al Padre e lo prende a testimone della sua innocenza e della sua divinità, lo prega affinché non lo abbandoni nel giorno della prova. Sente l’odio del Sinedrio che va accumulandosi contro di Lui.

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