Il Ttip è morto. Lo rimpiangeranno in pochi

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di Augusto Grandi 

Il Ttip è morto. Lo rimpiangeranno in pochi

Fonte: Barbadillo

Il Ttip è morto”, ha certificato Sigmar Gabriel, vice cancelliere tedesco. Con il rischio, però, che possa venir riesumato dopo le elezioni americane e quelle tedesche. Se davvero morirà, a rimpiangerlo saranno in pochi: le multinazionali e il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda. Oltre al codazzo di piccoli imprenditori che, come d’abitudine, non hanno capito nulla ma si erano allineati ai diktat dei Marchionne di turno. In realtà il Ttip, ossia il trattato per il libero commercio tra Unione Europea e Stati Uniti (più satelliti vari), avrebbe provocato disastri proprio alle piccole e medie imprese industriali. E avrebbe distrutto l’agricoltura europea.

I sostenitori del trattato, sul versante europeo, magnificavano le prospettive di incremento dei commerci tra le due sponde dell’Atlantico. Fingendo di ignorare che gli ostacoli attuali all’export italiano verso gli USA non derivano da regole e dazi, ma dalle dimensioni delle nostre aziende. Esportare significa sostenere dei costi ed il 70% delle imprese italiane non vende all’estero. Neppure nei Paesi confinanti. In compenso il Ttip, modellato secondo le volontà americane, avrebbe comportato l’obbligo europeo di accogliere i cibi americani a base di Ogm ed ormoni, verdure ai pesticidi. Con la possibilità per le multinazionali statunitensi di denunciare i Paesi europei che avessero voluto opporsi al cibo spazzatura, ai prodotti industriali fatti realizzare dalle multinazionali USA nei Paesi dove è permesso lo sfruttamento della manodopera infantile.

Ed il tribunale che avrebbe affrontato queste controversie sarebbe ovviamente stato americano. Il Ttip, in pratica, avrebbe favorito ulteriori delocalizzazioni produttive in nome del libero scambio. Anche perché gli USA hanno firmato un trattato simile con i Paesi dell’area del Pacifico. Dunque avrebbero potuto imporre in Europa le produzioni asiatiche a basso costo, spazzando via la concorrenza europea. In cambio di cosa? Della possibilità, per i grandi gruppi industriali europei, di avere i medesimi standard produttivi per i mercati sulle due sponde dell’Atlantico. In pratica un risparmio per i soci dei grandi gruppi, pagato con peggiori condizioni per tutti i cittadini europei. Senza dimenticare che, anche senza Ttip, le esportazioni europee verso gli USA sono aumentate, a partire da quelle italiane. E senza rinunciare alla sicurezza alimentare.

 

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Il denaro dietro il movimento transgender (George Soros apre il portafoglio per trasformare l’America)

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SOROSLGBT

Segnalazione Arianna Editrice

di Kelly Riddell

Fonte: Comedonchisciotte

Tre anni fa, una sentenza della Corte Suprema ha aperto la strada ai matrimoni gay. In seguito, i media mainstream si sono posti una domanda: cosa sarebbe accaduto al movimento delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei transgender?

Dopotutto, avevano vinto una grande battaglia. Per di più, molte corporation avevano adottato politiche contrarie alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale, e due degli show televisivi d’America più visti in quel periodo, “Modern Family” e “Glee” vantavano personaggi dichiaratamente gay.

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Flop della Cirinnà: in due mesi solo 12 unioni omosex

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NO PACE

Segnalazione di Redazione BastaBugie

 

Altre notizie dal gaio mondo gay: dopo l’eroina trans arriva il supereroe gay; la NBA pretende bagni trans; Londra capitale del sesso libero e (quindi) del ritorno della sifilide

da Secolo d’Italia

È entrata in Senato a ottobre 2015, ne è uscita come legge il 12 maggio 2016 sotto le campane a festa del Pd e della madrina del testo, la senatrice del Pd Monica Cirinnà, che aveva definito la giornata una «svolta storica» per il diritti del Paese. E con il premier Matteo Renzi su Facebook a ricordare i tantissimi omosessuali che non stavano «più nella pelle» e che finalmente si sarebbero potuti unire in matrimonio. Ma più che un esercito, per ora quella dei promessi sposi sembra una pattuglia. Una lista da poco più di 500 persone nelle grandi città. Dove solo dodici coppie sono corse in comune appena varata la legge a giurarsi amore (ma non fedeltà) eterno, si legge su “Il Giornale”. FLOP ANNUNCIATO DELLA LEGGE CIRINNÀ I conti li ha fatti Panorama, fotografando la situazione a due mesi dall’entrata in vigore della Cirinnà, il 29 maggio, in otto città italiane, le stesse che sono state spesso in prima linea a sventolare la bandiera arcobaleno quando la legge era ancora all’esame del Parlamento. Dove i sindaci, area Pd e centrosinistra, prima di scendere in piazza per difendere le unioni civili, hanno ingaggiato un braccio di ferro con i prefetti pur di registrare le nozze gay anche in mancanza della legge, e poi si sono stracciati le vesti quando la stepchild adoption, la possibilità per le coppie omosessuali di adottare il figlio biologico del partner, è stata stralciata. A TORINO È STATA CELEBRATA UNA SOLA UNIONE CIVILE A Roma, il sindaco M5s Virginia Raggi dovrebbe unire civilmente la prima coppia gay il 22 settembre, dopo essere stata incalzata dalle reti per i diritti civili affinché il Campidoglio pubblicasse sul sito l’iter da seguire. Ora in lista d’attesa ci sono 111 cerimonie prenotate, di cui 109 da parte di coppie gay. A Bologna, a luglio sono state celebrate le nozze tra Deborah ed Elena, e nei prossimi mesi attendono di unirsi civilmente 111 coppie gay. La città dove si registra il boom di richieste è Milano, con 220 coppie prenotate, ma ci sono già state sei cerimonie. A Pisa, ancora niente nozze omosex; a Firenze si sono sposate appena due coppie. A Napoli primi e finora unici a unirsi in comune sono stati Danilo e Antonello, e a prenotarsi sono state appena 4 coppie. Va detto che la legge è entrata in vigore due mesi fa, ma solo il 29 luglio è arrivato il decreto attuativo ponte che ha dato effettivamente via libera alla nuova procedura dettando le linee guida ministeriali da seguire per le celebrazioni. Nel mezzo c’è stato lo scontro tra i sindaci obiettori e la stessa dem Cirinnà, che si è scagliata contro chiunque «si rifiuti di applicare una legge dello Stato», in primis contro il primo cittadino di Trieste Roberto Dipiazza restio a concedere la sala dei matrimoni per le unioni civili. Nota di BastaBugie: ecco altre notizie della settimana dal gaio mondo gay (sempre meno gaio). DOPO L’EROINA TRANSGENDER ARRIVA IL SUPEREROE GAY Negli Stati Uniti, dopo Chalice, il primo supereroe transgender, arriva anche il supereroe gay. L’emittente televisiva statunitense, The CW Television Network (CW), ha annunciato infatti la prossima programmazione di una nuova miniserie che avrà come protagonista un supereroe dichiaratamente gay. La serie, intitolata The Ray, prende spunto dal progetto Multiversity di Grant Morrisson, che presenta personaggi provenienti da tutte le 52 terre alternative del DC Universe. […]  L’annuncio da parte di CW del supereroe gay rientra nell’oramai monotono piano globale di “normalizzazione” dell’omosessualità. Tutti i media, in special modo quelli rivolti ai giovani e ai giovanissimi, sono “precettati” a creare un clima favorevole a tale processo. (Osservatorio Gender, 26 agosto 2016) NBA PRO-GAY In North Carolina è in vigore una norma che consente di utilizzare i bagni pubblici secondo il sesso della nascita e non secondo l’identità di genere. E dunque un transessuale nato maschio ma che poi si è operato dovrà giustamente recarsi solo nelle toilette dei maschi. La NBA (National Basketball Association) ha fatto sapere che per protesta contro questo Stato probabilmente sposterà l’Nba All Star Game, previsto a Charlotte (North Carolina). «Abbiamo dialogato con numerosi gruppi sia cittadini che nazionali, ma non appoggiamo la versione attuale della legge», hanno spiegato i responsabili dell’NBA, «Noi rimaniamo legati ai nostri principi di inclusione, rispetto reciproco e pari tutele per tutti». (Gender Watch News, 24 agosto 2016) OMOSESSUALITÀ: LONDRA CAPITALE DELLA SIFILIDE IN EUROPA Negli stessi giorni in cui due eminenti studiosi statunitensi hanno pubblicato uno degli studi scientifici più rigorosi compiuti finora, riguardanti i concreti e gravissimi rischi per la salute derivanti dall’assunzione di uno stile di vita omosessuale, il Servizio Sanitario Britannico lancia l’allarme sifilide per la capitale Londra a causa della sempre maggiore diffusione di disordinate abitudini sessuali. Secondo un recente report redatto dal Public Health England, nel 2015 c’è stato infatti un vero e proprio boom di infezioni, con la malattia diagnosticata a 2.811 londinesi, vale a dire il 56% di tutti i casi dell’Inghilterra, pari a 5.042. Come scrive Italia Oggi, riportando la notizia: “La percentuale di infezioni riscontrata a Londra è più di tre volte superiore a quella delle altre zone della Gran Bretagna e rispetto al 2010 l’incremento dei casi di sifilide è aumentato del 163%, con un balzo del 22% tra il 2014 e lo scorso anno”. La sifilide è un’infezione a trasmissione sessuale e la sua diffusione ha avuto inizio, a partire dagli anni Novanta, soprattutto nella popolazione omosessuale, nonostante alcune infezioni siano state riscontrate anche negli eterosessuali, dove tuttavia i casi rimangono marginali e stabili. “Il 90% dei casi diagnosticati nel 2015 – continua Italia Oggi – riguarda gli omosessuali, nonostante rappresentino solamente il 2% della popolazione adulta della capitale britannica, con un aumento del 232% nell’ultimo lustro. L’età media delle persone infettate è di 36 anni, il 74% sono bianchi e il 44% sono nati nel Regno Unito”. Lo studio del Public Health England mette in evidenza come la sifilide sia, in realtà, solo la punta dell’iceberg di quella che è una vera e propria catastrofe sanitaria per la popolazione omosessuale londinese: “il report dell’agenzia mette in luce come a Londra tra gli omosessuali siano in aumento anche altre malattie a trasmissione sessuale, come la shigellosi e il Linfogranuloma venereo, il che indica la diffusione di comportamenti sessuali a rischio, come avere rapporti con più partner, senza il preservativo e sotto l’effetto di droghe”. La capitale del Regno Unito registra il triste primato di essere la città europea con il più alto tasso di infezione di sifilide sebbene il trend sia in crescita in tutta Europa: “lo scorso anno a Londra si è registrato un tasso di infezione di 32,9 casi su 100.000 abitanti. Per far capire la gravità della situazione, in Europa, dove la sifilide è in aumento soprattutto tra gli uomini adulti, il tasso (nel 2014) è stato di 5,1 casi ogni 100.000 abitanti, 24.541 in tutto, secondo i dati contenuti nell’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). L’Italia, invece, è in controtendenza: dal 2010 ha registrato un calo importante dei casi, soprattutto dopo il picco (1.236) del 2013, arrivando a 388 nel 2014 e segnando così il tasso europeo più basso in assoluto, con 0,6 casi ogni 100.000 abitanti”. I drammatici dati appena diffusi dal Servizio Sanitario Inglese non stupiscono in quanto fanno seguito al grido di allarme, lanciato già alcuni mesi fa, con il quale i maggiori esperti britannici in materia sessuale, avevano indicato la lotta al cosiddetto “chemsex”, neologismo che unisce le parole chemical e sex, come una “priorità di salute pubblica”. L’avvertimento, pubblicato sulla nota e autorevole rivista scientifica, “British Medical Journal” (BMJ), sottolineava l’urgenza di una serrato e duro contrasto al “sesso chimico”, inteso come mix micidiale di droghe e sesso, diffuso in particolare nella comunità omosessuale. Il report del Public Health England conferma la correttezza dei risultati scientifici dell’importante studio statunitense appena pubblicato, riportando con numeri e statistiche incontrovertibili i drammatici e reali rischi per la salute insiti nel tanto sbandierato e decantato “gender fluid lifestyle”. (Rodolfo de Mattei, Osservatorio Gender, 23 agosto 2016)

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LGBT – Immagine blasfema della Madonna sul sito di Gay.it scatena l’indignazione in rete

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madonna

Non occorre fare grandi ricerche, per sapere cosa voglia dire «blasfemo». Il dizionario Garzanti specifica indicare tutto quanto «offenda con parole o atti ciò che per altri è divino o sacro». E propone come sinonimi «empio, sacrilego». Ora, raffigurare la Madre di Dio con le fattezze di un organo genitale femminile corrisponde con piena evidenza a tale definizione. E questo è quanto vergognosamente proposto da Gay.it prima sul proprio profilo Facebook, poi sul sito, scatenando una raffica di reazioni ovviamente di indignazione e condanna nei confronti di quest’ennesima, volgare provocazione cristianofobica.

Così capita che gli stessi sempre pronti a strillare contro qualsiasi rilievo, vero o presunto, venga mosso alla loro condizione, si scoprano improvvisamente tanto ingenui da non cogliere cosa d’offensivo possa esservi nel raffigurare in simili fattezze la Madonna di Guadalupe, al punto da inventarsi su questo addirittura un “sondaggio”. Peraltro riferito non ad un’icona qualsiasi, bensì all’unica ritenuta persino dalla scienza non realizzata da mani umane: né un disegno, né una pittura, quindi particolarmente venerata e cara al popolo cattolico indio ed ai fedeli di tutto il mondo.

Fa chiaramente parte del gioco inventarsi, con grottesche acrobazie, caricaturali spiegazioni dalle velleitarie pretese artistiche all’oscena illustrazione: così ecco individuare nel «sesso femminile», rievocato dalla «mandorla» un «simbolo di nascita e fertilità», ignorando come esso non sia assolutamente da ricercarsi lì, bensì nei fiocchi della tunica all’altezza del ventre, richiamo tipico della cultura indigena; ignorando come la «mandorla» non sia quanto da loro “immaginato”, bensì il sole, la luce da cui si irradiano cento raggi, che illuminano tutto il Creato.

L’empia foto proposta è stata peraltro copiata dal gruppo Facebook delle ultrafemministe «antipatriarcali», un nome che è tutto un programma. Gay.it conclude, sostenendo che, in ogni caso, mettere «in moto il pensiero» sia «sempre un bene». Non è detto: dipende da quel che vi sia (o manchi) nella testa… (M.F.)

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Con i “preti” dj e rockettari la fede viene svilita a karaoke

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preti rock

La Redazione lascia il titolo di “don” senza virgolettarlo perché nell’articolo originale non lo è, ma ovviamente i religiosi in questione non sono validi sacerdoti della Chiesa Cattolica poiché ordinati da “s-vescovi” con rito riformato, che stravolge il significato del sacerdozio stesso. Esemplificando, sono dei “don” della Contro-Chiesa conciliare o della religione conciliare.

Segnalazione Corrispondenza Romana

A qualcuno sembrerà innovativo, a qualcun altro alternativo, per altri ancora sarà moderno, trasgressivo, fuori dagli schemi. In realtà, don Roberto Fiscer non è nulla di tutto questo, anzi si inserisce in un filone, che – da frate Rock a suor Cristina di The Voice – non si può più nemmeno definire originale, tutt’altro. Ma lui ci riprova, mettendo “a frutto” il suo passato da dj sulle navi da crociera, passato che dimostra di non aver poi nemmeno tanto abbandonato, prima fondando una discoteca “cristiana” sulla spiaggia di Arenzano e la prima web radio parrocchiale della Diocesi di Genova, poi storpiando i testi delle hit del momento in senso – garantisce – catechistico, nonostante la voce non

eccezionale.

Così Sofia di Alvaro Soler è stata trasformata dal pirotecnico don Roberto (nella foto, il primo da destra) in Eucarestia (da lui definita la sua realizzazione «più teologica e catechistica», sic!), mentre Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi è divenuto Ci andiamo a confessare(tormentone che, «sul serio – assicura sulla stampa – ti fa venire voglia di confessarti»). E poi ancora Ymca (ammiccante canzonetta con retrogusto filo-gay) l’ha modificata in Prega,Ragazzo fortunato di Jovanotti è divenuta Ragazzo perdonato. Il comun denominatore tra tutti questi brani (gli originali) è il loro essere, per così dire, “disimpegnati”, “leggeri”, pop, con testi talvolta vacui, vuoti, privi di contenuti e spesso anche di senso. Ma è proprio su questi che il sacerdote (vicario a Genova, quando non canta) ha costruito addirittura un musical ed un concerto dal titolo Guarda come vive un cristiano, portato in “tournée” nelle parrocchie, per diffondere l’altro suo progetto, Radio Fra e Note, emittente parrocchiale lanciata anche sul digitale terrestre, su internet ed app. E’ chiaro come per fare tutto questo occorrano mezzi, risorse, persone, tempo, tutti ingredienti che il reverendo è riuscito a mettere insieme tra un accordo e l’altro.

Delle sue performance, evidentemente ritenute l’imperdibile nuova frontiera dell’apostolato, sono stati addirittura girati dei video, puntualmente postati su Facebook, per non farsi mancare niente, superando le 10 mila visualizzazioni, come commenta entusiasticamenteTgcom 24 dando la notizia, benché la cifra, in sé, sia tutt’altro che eccezionale. Ma la Messa non è il karaoke e l’ignoranza abissale dei battezzati non si contrasta con la chitarra, bensì col catechismo. E’ questo che tanti preti, purtroppo, sembrano non voler proprio capire: che la fede non è uno show, che il pulpito non è il palco e che, per esser credibili, non è necessario essere gli U2. Perché le canzonette, quelle sì, i ragazzetti le sanno a memoria, ma dei dieci Comandamenti non ne sanno metter in fila più di due o tre. E questo per una sola ragione: perché, quando han cercato sacerdoti che annunciassero loro la parola di Dio, si sono ritrovati davanti, al loro posto, dj, rockettari, impresari, giocolieri e saltimbanchi. E a quel punto, molti di questi giovani han ritenuto che, allora, tanto valesse tornare ad indossare le cuffiette del loro iPod e saluti a tutti.

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Quella sinistra rabbia che si sente ad Amatrice

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“No, non è il momento di parlare  loro di Dio…”  così più  o meno  (cito a memoria)  ho sentito per radio preti, frati e  un vescovo   che “davano conforto” a terremotati, a  quelli che ad Amatrice  hanno perso i familiari, o anche solo la casa, la roba e l’auto.  Il tono, fra timoroso e depresso, faceva capire perché:  i sopravvissuti gli si erano rivoltati contro.  I bravi religiosi avevano steso una mano e  quelli glie l’avevano morsicata,  rabbiosi; pieni di rabbia contro Dio, ovvio.

Ahimé, la cosa è  comprensibile. Da cinquant’anni la Chiesa proclama un Dio ottimista  e tutto bontà; un Dio  che non castiga mai, al punto che anche l’inferno è vuoto, e guai se provate a dire che malattie, guerre, sciagure possono essere “punizioni e avvertimenti”; un Dio progressista e benefico;  la Messa non è più “sacrificio della croce”  ma “cena  pasquale”, non  evoca la morte giudiziaria  nel supplizio, ma la resurrezione.  Dal Concilio, la Chiesa ha assicurato   che non è l’uomo nato per servire Dio, ma il contrario:  Dio è al servizio dell’uomo : “La sola creatura che Dio ha amato per sé stessa”, canta la Gaudium et Spes:  “tutti i beni della terra debbono ordinarsi in funzione dell’uomo, centro e vertice di tutti questi”, che “è stato costituito  signore della intera creazione visibile per governarla e usarla glorificando Dio”.

 

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E PRIORITA’ DI BERGOGLIO, CHE SI NOMINA “MINISTRO DELL’INTEGRAZIONE”…

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Lettera Apostolica in forma di ‘Motu Proprio’ con la quale si istituisce il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (17 agosto 2016)

 

LETTERA APOSTOLICA
IN FORMA DI «MOTU PROPRIO»

DEL SOMMO PONTEFICE
FRANCESCO

con la quale si istituisce il

Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

 

In tutto il suo essere e il suo agire, la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo. Tale sviluppo si attua mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato. Il Successore dell’apostolo Pietro, nella Sua opera in favore dell’affermazione di tali valori, adatta continuamente gli organismi che collaborano con Lui, affinché possano meglio venire incontro alle esigenze degli uomini e delle donne che essi sono chiamati a servire.

Pertanto, allo scopo di attuare la sollecitudine della Santa Sede nei suddetti ambiti, come pure in quelli che riguardano la salute e le opere di carità, istituisco il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Tale Dicastero sarà particolarmente competente nelle questioni che riguardano le migrazioni, i bisognosi, gli ammalati e gli esclusi, gli emarginati e le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime di qualunque forma di schiavitù e di tortura.

Nel nuovo Dicastero, retto dallo Statuto che in data odierna approvo ad experimentum, confluiranno, dal 1° gennaio 2017, le competenze degli attuali seguenti Pontifici Consigli: il Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace, il Pontificio Consiglio “Cor Unum”, il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ed il Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari. In quella data questi quattro Dicasteri cesseranno dalle loro funzioni e verranno soppressi, rimanendo abrogati gli articoli 142-153 della Costituzione apostolica Pastor Bonus.

Quanto deliberato con questa Lettera apostolica in forma di “motu proprio”, ordino che abbia fermo e stabile vigore, nonostante qualsiasi cosa contraria anche se degna di speciale menzione, e che sia promulgato tramite pubblicazione su L’Osservatore Romano, quindi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis, entrando in vigore il 1° gennaio 2017.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 17 agosto 2016, Giubileo della Misericordia, quarto del mio Pontificato.

Francesco

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La degenerazione della Religione in religiosità. Il nuovo protestantesimo che avanza.

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di J. du Lys

All’epoca di Cicerone, i sacerdoti, nei giorni comandati, ripetevano come filastrocche formule antiche, scritte in un linguaggio arcaico e misterioso. Le ripetevano per consuetudine, per inerzia, senza comprendere più il significato.

Di lì a poco, la Religio Romana sarebbe semplicemente crollata, sotto i colpi – dapprima – di culti orientali dilaganti fra le masse urbane e, quindi, sotto la nuova luce del Cristianesimo. L’immenso deposito di fede dell’età regia e repubblicana, semplicemente, era svanito, dimenticato e perduto per sempre, per la degradazione e l’impoverimento spirituale di coloro cui era demandato il compito di tramandarlo ed accrescerlo.

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Bergoglio “una cum” Caifa

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BERGO BERGO BERGOLIO

 

 

Segnalazione di Federico Prati

 

https://it.zenit.org/articles/istituto-elijah-di-gerusalemme-riflette-su-leadership-religiosa-papa-francesco-modello-da-seguire/ http://anousimitalia.shavei.org/2016/08/08/fondamentalmente-freund-incontrare-papa-francesco/ http://agensir.it/quotidiano/2016/8/3/ebraismo-il-18-settembre-la-giornata-della-cultura-ebraica-capofila-milano/ http://www.maurizioblondet.it/congresso-mondiale-ebraico-francesco-nostro-piu-stretto-alleato-2-mila-anni/

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Renzi ci pensa: Tosi e Variati sindaci per la terza volta?

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il bel tosi

di Alessio Mannino

Pur di radunare forze a favore del Sì alla riforma, il premier potrebbe concedere il terzo mandato consecutivo ai primi cittadini. Sempre che non sia solo tattica

Da Roma una voce sussurra che Matteo Renzi potrebbe concedere il terzo mandato per i sindaci dei Comuni sopra i 3 mila abitanti (quelli di soglia inferiore prevedono già questa possibilità dal 2014, con una norma contenuta nella legge di riforma Del Rio delle Province). In Veneto la novità rivoluzionerebbe gli scenari politici a Verona e Vicenza, dove i sindaci Flavio Tosi (Fare!) e Achille Variati (Partito Democratico) potrebbero a quel punto ricandidarsi per la terza volta consecutiva, rispettivamente nel 2017 e nel 2018. Ma mentre il secondo é sempre stato schiscio su un’ipotesi temporalmente lontana, per Tosi é una questione di urgente importanza: col voto comunale nella primavera dell’anno prossimo, si trova già ora proiettato in campagna elettorale, e sapere se potrà essere ancora lui a correre per succedere a se stesso é vitale per il suo futuro politico. D’altronde, lo ha anche ammesso: «Abbiamo chiesto al presidente del consiglio quella che è una speranza personale», ha detto il 29 febbraio di quest’anno riguardo l’auspicio di candidarsi ancora, testimoniando fra l’altro il suo buon rapporto con Renzi.

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