Accoglienza business: 97 su 100 sono finti rifugiati

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A Padova, su 3600 richieste d’accoglienza presentate, la Commissione prefettizia ne ha ritenute idonee solo 100

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Vaccini, i medici che li sconsigliano rischiano la radiazione dall’Ordine

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“Christus Rex” organizzava conferenze contro i vaccini già nel 2011

I medici che sconsigliano i vaccini infrangono il codice deontologico, e vanno incontro a procedimenti disciplinari che possono arrivare alla radiazione. Lo ha affermato la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) presentando un documento sul tema. «Noi siamo pronti a fare la nostra parte – ha spiegato il segretario Luigi Conte -, sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per medici che sconsigliano i vaccini. Si può arrivare anche alla radiazione».

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FRECCE DELLA LIBERTÀ ASSASSINA NEL «SEGRETO DI FATIMA»

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

Roncalli e compagni

di Arai Daniele

Il sì sì no no pubblicò nel suo Anno X n. 12 il breve articolo di Monsignor Antonio de Castro Mayer dal titolo: PERSECUZIONE RELIGIOSA, Eccolo:

  • «II Concilio Vaticano II nella Dichiarazione sulla Libertà Religiosa, stabilisce come diritto naturale dell’uomo la facoltà, in materia religiosa, di seguire la propria coscienza, ossia la religione che ha scelto, e questo prescindendo dai dovere di certificarsi che essa sia la vera religione, della vera Chiesa. Va anche oltre: estende questo diritto agli atei, di modo che sarebbe diritto ( naturale) dell’uomo anche essere ateo (n. 2).
  • Nella Costituzione Gaudium et Spes, sulia Chiesa nel mondo di oggi, lo stesso Concilio fissa la dottrina che, a motivo dell’lncarnazione, il Figlio di Dio si sarebbe unito in certo modo ad ogni uomo, alla natura umana di ognuno, elevandola ad una dignità senza pari ( n. 22).
  • Nessuno in buona coscienza potrà dire che la Dichiarazione sulla Libertà Religiosa e la Costituzione Gaudium et Spes non siano parti essenziali dei Concilio, e potrà pensare che questi documenti trattino argomenti marginali, toccati dal grande Sinodo in modo puramente casuale. Perciò, chi accetta il Concilio Vaticano II senza riserve, accoglie gli insegnamenti sopra menzionati.
  • Ora, il diritto naturale alla libertà religiosa, insegnato dai Concilio e qui ricordato, è inammissibile per un cattolico, perché annulla il comando imposto ad ogni uomo di accettare che fuori della Chiesa cattolica non c’e salvezza (Concilio Lat IV). Dal canto suo la suddetta dottrina della Gaudium et Spes elimina la distinzione tra ordine naturale e ordine soprannaturale, che è distinzione di Fede. La elimina poiché dichiara che l’uomo soltanto per il fatto di essere uomo, già partecipa della sublime dignità di figlio di Dio; prima, perciò, di ricevere il Battesimo, che, come insegna la Fede, è il canale dato agli uomini per accedere a quella sublime dignità. Anche tale dottrina è perciò inammissibile per un cattolico.
  • II Vaticano II contiene altri punti censurabili. Non li citiamo ora poiché quelli qui messi in evidenza bastano per confermare la nostra conclusione, ossia: pretendere d’imporre l’accettazione integrale del Vaticano II comporta una violenza contro la Fede; voler poi infliggere punizioni a causa di riserve sostanziali sullo stesso Concilio Vaticano II si configura come una persecuzione religiosa.»

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L’Europa di Spinelli: una distopia oligarchica e mondialista

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Segnalazione di Federico Prati

 

di Ermanno Durantini

 

Ormai è diventato un vero e proprio mantra sulla bocca di tutti, una di quelle frasi fatte da bar di paese da esclamare, tra un caffè e un bianchino, per darsi un tono da “quello che ce la sa” su argomenti più seri della prima giornata di campionato, della Juventus che può vincere tutto e della clamorosa stecca dell’Inter: “L’Europa così com’è non va bene, bisogna recuperare lo spirito di Altiero Spinelli e di Ventotene!”

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Arena, é svolta? Macché: un brodino

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ARENA

di Cesare Galla (www.vvox.it )

E’ corsa a intestarsi il molto presunto successo della stagione estiva. Ma i numeri parlano diversamente. E Bolle “salvagente” non basta più

Se si considera solo l’opera, questo non è il primo ma il terzo anno che il numero deglispettatori in Arena va sotto la fatidica soglia psicologica di 400 mila. Fino all’estate scorsa ci aveva pensato l’evento di danza “Bolle & Friends”, vera e propria ciambella di salvataggio (ma anche unico spettacolo del cartellone a essere etichettato come coproduzione con un’agenzia esterna), a dare l’illusione del contrario. Ma i conti sono presto fatti: non calcolando i circa 13.000 appassionati che invariabilmente, da un luglio all’altro, affollano la serata di cui è protagonista il celebre ballerino, il 2014 si ferma a 391.000 spettatori, il 2015 a 395.000. Questa volta, neanche Roberto Bolle ha potuto fare il miracolo: il festival appena concluso ha superato di poco la linea dei 370.000. Il che vuol dire che sono state circa 357.000 le persone che hanno deciso di trascorrere una serata con la lirica in Arena. Un quindicennio fa, senza Bolle, erano almeno 150.000 di più.

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Il plebiscito del Veneto fu una truffa ma la sinistra non vuole dirlo

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Segnalazione di Raimondo Gatto

Un saggio diffuso dalla Regione Veneto dice la verità sul plebiscito di annessione del 1866. Ed è subito polemica È polemica: ed è bene che sia così. La diffusione di un volume di Ettore Beggiato (1866: la grande truffa. Il  plebiscito di annessione del Veneto all’Italia, Editrice Veneta) sul modo in cui il Veneto 150 anni fa è stato «italianizzato» dopo la terza guerra d’indipendenza, a seguito di un referendum truffaldino, disturba gli  intellettuali progressisti.  Sul quotidiano veronese L’Arena ieri si riportavano alcune prese di posizione negative nei riguardi del libro. Secondo Carlo Saletti saremmo di fronte a «un uso distorto della storia», piegata a ragioni politiche. Una tesi condivisa da Federico Melotto, direttore dell’Istituto veronese della storia della Resistenza, per il quale con questo  volume «si vuole dare un messaggio politico partendo dal plebiscito per lanciare una critica all’Italia di oggi». Il tono è di contestazione, ma con ogni probabilità l’autore sarebbe in parte d’accordo.

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“Accogliere migranti non piace a tutti”, neanche nella “Chiesa conciliare”

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Don Adriano Cifelli

Segnalazione di Raimondo Gatto

La confessione del parroco sulla Chiesa: “I fedeli non vogliono i migranti, mettono al primo posto gli italiani” Don Adriano Cifelli si confida sulle pagine de Il Giorno. Secondo il don, ora parroco di Bojano (Campobasso), sui

migranti la Chiesa è divisa. “I fedeli vogliono al primo posto gli italiani”  Per Bergoglio la parola sui migranti è sempre la stessa: “Accogliere”. E lo ha dimostrato con il nuovissimo “ministero per l’immigrazione” del Vaticano. Una scelta cha fa storcere il naso a fedeli e vescovi. “Accogliere migranti non piace a tutti” Sono stati solo 5000 i migranti accolti nelle canoniche. Pochini. L’ultima mossa di Francesco, guidare, a tempo determinato, la sezione per la Pastorale dei migranti del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale può essere tranquillamente letta come la volontà di scacciare dubbi, problemi e incertezze con il potere, più che con il dialogo con fedeli e vescovi.

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