E’ disponibile il numero 29 (9 ottobre 2016) di Sursum Corda

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CordaDio sia lodato!
Sul nostro sito è disponibile il numero 29 (del 9 ottobre 2016) di Sursum Corda®.

Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare nel MiniShop in cartaceo o PDF. Gli articoli sono comunque leggibili gratis sul sito.

In questo numero:

– Comunicato numero 29. La Chiesa contro il buonismo: la vera concordia è cattolica

– La Chiesa contro i funestissimi errori dei liberali-cattolici

– San Giovanni Crisostomo contro la sodomia

– Pace e concordia sono solo nella comune certezza della vera fede

– Teologia Dogmatica: Naturalismo e Razionalismo

– San Pier Damiani contro la sodomia

– Teologia politica: La lezione di san Pio X

– La beata Ildegarda contro la sodomia

– Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, annesso a Quanta cura, Papa Pio IX, 8 dicembre 1864. Numeri LXXVIII, LXXIX e LXXX

– Vita e detti dei Padri del deserto. Padre Arsenio, parte 7

– Della perseveranza richiesta nel pregare, parte 3 e ultima. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

– San Tommaso d’Aquino contro la sodomia

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La plenitudo potestatis del Papa: Gregorio VII, Innocenzo III, Bonifacio VIII

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francesco-solimena-the-meeting-of-pope-leo-and-attila-322x212E’ necessario riconoscere e rifuggire quando vi sia un sacerdote che arroghi de facto (o addirittura che lo dichiari) a se stesso la “plenitudo potestatis”. Nei tempi di crisi attuale, questo abuso di potere si può trovare anche in taluni ambienti cosiddetti tradizionalisti. Vade retro ad ogni sètta o mentalità settaria! Il fatto che non vi sia il Papa, non significa che i sacerdoti “non una cum” abbiano giurisdizione ordinaria direttamente da Dio, come si è sentito farneticare da qualche parte! Semmai, essi fanno appello ad una “giurisdizione straordinaria”, o supplita, che non dà loro alcuna autorità di parroco. Ricordiamoci anche, che il sacerdote non è un “guru”, non è un mago, non è il capro espiatorio di ogni cosa. Ad ognuno il suo ben chiaro e ben distinto dovere di stato: ai sacerdoti il loro, ai laici il proprio. 

Scritto e segnalato da Donatello Villano

http://ordinefuturo.net/2016/10/07/la-plenitudo-potestatis-del-papa-gregorio-vii-innocenzo-iii-e-bonifacio-viii/

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Borsellino a Verona: «mafie ovunque, anche in politica»

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borsellino-3-1030x881Esistono una nauseabonda retorica dell’antimafia e un’ antimafia fasulla, create ad hoc dal Sistema per mangiarci sopra o che è addirittura il Sistema, che ben conosciamo, e che combattiamo con le armi che abbiamo: la testimonianza, la denuncia, la sensibilizzazione privata e pubblica in nome del principio di legalità, per amore del prossimo per amor di Dio, per amore del nostro Paese, quindi del Bene Comune. Lottiamo contro ogni mentalità mafiosa, che, a volte è peggiore dell’affiliazione esplicita ai clan. Esiste un’antimafia vera, osteggiata in ogni maniera dal Sistema.

di Matteo Castagna

PRIMO PIANO su VVOX  (VenetoVox quotidiano on-line) di Domenica 9 Ottobre 2016

Il fratello del giudice ammazzato («strage di Stato, non “mafiosa”») invita a tenere gli occhi aperti sulle infiltrazioni nelle istituzioni

Il magistrato Paolo Borsellino, nel corso di un incontro pubblico a Castelfranco Veneto nel 1990 disse che «la corruzione è l’anticamera della mafia». Sono passati 26 anni e questa affermazione è sempre attuale. Le cronache quotidiane ce lo dimostrano, soprattutto oggi che il fenomeno della collusione tra la criminalità organizzata, settori deviati delle istituzioni, tra cui alcune amministrazioni locali, e parte del mondo imprenditoriale sta drammaticamente radicandosi anche qui al Nord, in nome dell’interesse economico comune. Tutto ruota attorno al denaro ed all’avidità spregiudicata. Ne è fortemente convinto il fratello del giudice trucidato dalla mafia il 29 luglio del 1992, l’ingegner Salvatore Borsellino, che abbiamo incontrato a Verona, nel corso di una conferenza organizzata venerdì 7 ottobre dall’avvocato Michele Croce, candidato sindaco di Verona Pulita. Continua a leggere

LA CHIESA ANTI LEPANTO DEGLI ANTICRISTI CORREI DEI GUAI UNIVERSALI

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madonna_del_rosarioL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

La battaglia navale di Lepanto, del 7 ottobre 1571, si svolse all’insegna del Santo Rosario e Il trionfo fu attribuito all’intercessione della Vergine Maria, per cui san Pio V, nel 1572, istituì la festa di Santa Maria della Vittoria, trasformata da Gregorio XIII in «Madonna del Rosario». La vittoria nel corso della politica europea ha assicurato un altro secolo di Cristianità contro la secolare pressione musulmana.
Questa è continuata e riprese forze nel settembre 1683 mirando la presa di Vienna in un scenario politico-militare terribile per la Cristianità sconvolta dalla Guerra dei Trent’Anni (1618-1648), «guerra di religione» continuata come disputa di dominio tra la Francia dei Borbone e gli Asburgo dall’autorità imperiale. La vergogna per l’Europa cattolica, è stata allora l’alleanza del cardinale Richelieu coi protestanti, avendo foraggiati d’oro lo svedese Gustavo Adolfo per sconfiggere i poteri della parte germanica, devastata e divisa politicamente fra cattolici e protestanti.
Tali divisioni favorirono l’egemonia della Francia di Luigi XIV (1638-1715), aspirante della corona imperiale. Il tal senso non esitò a cercare l’alleanza degli ottomani. indifferente agli ideali della Cristianità. Nel mio «Nella profezia di Fatima… il mistero dell’altra Roma», tratto brevemente del caso per il fatto di quel Re aver ricevuto la grazia di una «Richiesta-Offerta» del Sacro Cuore. Purtroppo non l’ha considerata.
Ecco che la storia di questi ultimi secoli è la misera storia di una Europa che rifiutò le benedizioni del Cielo per ambire a quella autonomia nel progresso che produsse la presente decadenza e oscena sudditanza europea ad ogni diavoletto e anticristo. Ma ciò servirà qui, ancora per spiegare che se c’è la presenza del Papa nulla è perduto. Infatti, sul finire del secolo l’Europa cristiana era ripiegata da divisioni religiose e lotte dinastiche, rendendola oltremodo vulnerabile a un’invasione turca. Continua a leggere

“Mafiosi a Verona la festa è finita!” – Parla Salvatore Borsellino

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Stasera in Sala Lucchi a Verona, una delegazione di “Christus Rex” parteciperà all’incontro organizzato da Verona Pulita con l’amico Mario Spezia, già ospiti a “Traditio” nei mesi scorsi, in cui il fratello del magistrato Paolo Borsellino, assassinato dalla Mafia, terrà una conferenza/dibattito. Il problema delle infiltrazioni mafiose è sentito anche al Nord ed in particolare in Veneto. A verona, negli ultimi anni, sappiamo quanto si sia palesato, con ben 10 interdittive ad aziende considerate come contigue alle associazioni criminali.

Salvatore Borsellino (fratello del giudice Paolo) stasera a Verona ore 21.00

 Sala Lucchi, Piazzale Olimpia (VR)

Verona – 6 ottobre 2016 – Dalla terribile Strage di Via d’Amelio, in cui il 19 luglio 1992 perse l’amatissimo fratello Paolo, alle infiltrazioni mafiose nella Provincia di Verona. Salvatore Borsellino, fratello del giudice antimafia siciliano, sarà a Verona domani venerdì 7 ottobre alle 21 in Sala Lucchi, piazzale Olimpia, per un incontro gratuito e aperto a tutti.

Borsellino, di professione ingegnere, incontrerà il fondatore di Verona Pulita Michele Croce, che sulla mafia e sulle infiltrazioni mafiose ha condotto una battaglia dura e senza sconti. Con loro Mario Spezia, dei “Cittadini contro le mafie e la corruzione”.

Salvatore Borsellino è il fondatore di 19luglio1992, un movimento antimafia nazionale che si è battuto per la verità e la giustizia sulle stragi mafiose e si è sempre schierato a fianco dei magistrati antimafia impegnati in processi delicatissimi, come quello sulla “Trattativa Stato-Mafia”.

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“Verona ai Veronesi”: corteo a Legnago contro l’ “ACCOGLIENZA-BUSINESS!”

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Il Comitato civico “Difesa Bassa Veronese” con “Verona ai Veronesi”, dopo il successo di Pescantina (VR) della scorsa settimana, porterà in corteo la protesta della gente nei confronti dell’ “accoglienza-business” e a difesa del Bene Comune. Come a Pescantina, aderisce una delegazione di “Christus Rex”.

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Zingari antichi e moderni. Lo scandalo della verità (di Raimondo Gatto, ed. R.S.)

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copertina-gattodi Redazione

 

Tra pochi giorni – ma è già prenotabile ora con una semplice email a edizioniradiospada@gmail.com – uscirà per i tipi delle Edizioni Radio Spada uno splendido saggi cattolici, di altissimo profilo. Si tratta di  “Zingari antichi e moderni. Lo scandalo della verità”, del nostro carissimo amico e collaboratore Raimondo Gatto, con prefazione di Piergiorgio Seveso. Dopo Arai Daniele, con postfazione di Matteo Castagna, è il nostro secondo collaboratore che scrive un libro edito da Radio Spada.

Il cuore è uno zingaro e va…” così recitava un’innocua canzone che Nada e Nicola di Bari presentavano al festival di Sanremo del 1971: la piccola e banale esemplificazione canora (e gli esempi potrebbero essere molti altri) mostra come, anche nel linguaggio comune, la presenza zingara nella nostra società sia stata una misteriosa e inquietante costante della storia passata e recente, ora integrata, ora tollerata, ora sopportata, ancor più spesso aborrita. Questa presenza errabonda e inquietante, talvolta sgradevole e pericolosa, talvolta sinistramente fascinosa, se un tempo era confinata ai bordi della società come cosa eccentrica e inevitabile, oggi, nel grande calderone del melting potpostmoderno, pare diventata l’ennesimo fattore di caotica dissoluzione e dispersione della nostra devastata società.

Questo libro, con grande equanimità e realismo cattolico e senza alcuna tentazione razzistica novecentesca, fornisce un quadro descrittivo, ricco e documentato, del piccolomysterium iniquitatis zingaro: ne esce un ritratto impressionante ed esaustivo, sorprendente e illuminante di un popolo, chiamato ad un destino di eterna incompiutezza e inesorabile decadenza, cui solo l’opera redentrice e civilizzatrice della Croce di Cristo, realmente abbracciata, potrebbe donare requie, dignità e giustizia. (Piergiorgio Seveso)

Prezzo di copertina 15,90 € – prenotateli a edizioniradiospada@gmail.com (compatibilmente con la disponibilità dell’autore, il testo sarà presentato prossimamente nella sede di “Christus Rex – Traditio” in Via Galvani 43 a Verona: christusrex@libero.it)

 

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LA STRANA MORTE DEL GENERALE POLLIO, CHE NON VOLEVA LA GUERRA ALL’AUSTRIA-UNGHERIA

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kgrhquokpie1qzfmoobnsw5wgq-_35di Raimondo Gatto

Alberto Pollio Dopo aver frequentato prima il Liceo classico Pietro Giannone di Caserta e poi per otto anni la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, passò il 23 luglio 1866 alla Scuola militare di fanteria e cavalleria di Modena ed infine l’11 dicembre 1866 passa alla Accademia militare, alla Scuola di Applicazione di Artiglieria di Torino, qui raggiunti i 18 anni di età poté diventare sottotenente, in precedenza aveva solo il grado di sergente. Nell’aprile 1870 entrò in artiglieria come ufficiale. Pollio durante tutta la carriera militare fu sempre considerato per intelligenza e
capacità un ufficiale al di sopra della media. Ci restano di lui anche alcuni libri che trattano argomenti relativi alle guerre napoleoniche e di fine Ottocento, che sono stati tradotti in varie lingue.

Nel 1908 raggiunse la più alta carica militare istituita nel 1882, 4º Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e, tra l’altro, il 3º che proveniva dall’allora Collegio Militare della Nunziatella di Napoli (oggi Scuola Militare) dopo Enrico Cosenz e Domenico Primerano che furono rispettivamente il 1º ed il 2º. Circostanza non da poco visto che la Nunziatella aveva formato i predetti ufficiali durante il Regno Borbonico. Continua a leggere

La S. Vergine del Rosario e la battaglia di Lepanto

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Fonte: http://www.sodalitium.biz/anniversario-della-battaglia-lepanto/

lepantoStoria della festa

“La festa del Rosario fu istituita da san Pio V, in ricordo della vittoria riportata a Lepanto sui Turchi. È, cosa nota come nel secolo XVI dopo avere occupato Costantinopoli, Belgrado e Rodi, i Maomettani minacciassero l’intera cristianità. Il Papa san Pio V, alleato con il re di Spagna Filippo II e la Repubblica di Venezia, dichiarò la guerra e Don Giovanni d’Austria, comandante della flotta, ebbe l’ordine di dar battaglia il più presto possibile. Saputo che la flotta turca era nel golfo di Lepanto, l’attaccò il 7 ottobre dei 1571 presso le isole Echinadi. Nel mondo intero le confraternite del Rosario pregavano intanto con fiducia. I soldati di Don Giovanni d’Austria implorarono il soccorso del cielo in ginocchio e poi, sebbene inferiori per numero, cominciarono la lotta. Dopo 4 ore di battaglia spaventosa, di 300 vascelli nemici solo 40 poterono fuggire e gli altri erano colati a picco mentre 40.000 turchi erano morti. L’Europa era salva. Nell’istante stesso in cui seguivano gli avvenimenti, san Pio V aveva la visione della vittoria, si inginocchiava per ringraziare il cielo e ordinava per il 7 ottobre di ogni anno una festa in onore della Vergine delle Vittorie, titolo cambiato poi da Gregorio XIII in quello di Madonna del Rosario” (Dom Prosper Guéranger).

“Il 7 ottobre è un giorno memorabile negli annali dell’Europa occidentale. In questo giorno, nell’anno 1571, le potenze che rappresentavano la civiltà cristiana si unirono per scongiurare la grande minaccia che veniva dall’Est, nella battaglia di Lepanto. E’ un giorno di ringraziamento, ricordato nel calendario della Chiesa, non soltanto perché i santuari d’Europa e i loro altari furono salvati dalla totale distruzione, ma bensì perchè una larga parte di quella vittoria fu universalmente attribuita alle preghiere che aveva disposto di fare il Papa di allora, san Pio V. Quel giorno ci ricorda il aiuto efficacissimo che Noi, successore di quell’altro Pio, possiamo offrire ai difensori dei diritti di Dio e dell’uomo” (Pio XII, 7 ottobre 1947). Continua a leggere

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