Trump contro Clinton. E tu per chi voteresti?

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Gioco del voto a Vvox: considerato impresentabile, il businessman riscuote pochi consensi. Hillary favorita dalla teoria del “meno peggio”

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E’ arrivato il giorno X della politica americana (e, per l’importanza rivestita dagli Usa, mondiale): martedì 8 novembre gli statunitensi votano i “grandi elettori”. Ciascuno dei 50 Stati eleggerà un numero di “grandi elettori” pari al numero di senatori e di deputati che manda al Congresso degli Stati Uniti. Lunedì 18 novembre i 538 eletti eleggeranno a loro volta il nuovo Presidente degli United States of America. Volge al termine così una campagna elettorale considerata da pressocché tutti gli osservatori come la peggiore della Storia, con accuse e controaccuse non solo di inaudita gravità e prevedibile scandalismo, ma condite di tali colpi bassi e con tanta spudorata mancanza di stile da riuscire a suscitare un orrore bipartisan. Per dire: i due contendenti, la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, non si sono neppure stretti la mano, contravvenendo al galateo minimo tra avversari.

LA SFIDA
L’opinione pubblica globale si è spaccata. Anche in Italia si è acceso il dibattito fra sostenitori della moglie dell’ex presidente Bill (la maggioranza dei commentatori, sia pur molti obtorto collo) e fan delpalazzinaro ex conduttore di “The Apprentice”(relativamente pochi, esattamente come negli stessi Usa, dove The Donald è il bersaglio non solo della stampa liberal, ma anche di parte significativa della galassia repubblicana). Eppure i sondaggi danno il secondo non troppo lontano dalla prima, segno che Trump sa intercettare il voto anti-establishment, di quell’America “profonda” stanca del tradizionale bipolarismo destra-sinistra. La Clinton, dal canto suo, ha recuperato l’appoggio del grande rivale alle primarie del Partito Democratico, Bernie Sanders (il più a sinistra), e può contare sul timore da “salto nel buio” che un’eventuale vittoria dello sfidante incute ad alcuni strati della popolazione. Onorevoli comparse sullo sfondo i due candidati minori, Gary Johnson del Libertarian Party e Jill Stein del Green Party.

TRE OPZIONI
E voi, se foste cittadini degli Stati Uniti, chi votereste? A Vvox, fra giornalisti, editorialisti e opinionisti di quella tribuna aperta che è lo Speaker’s Corner, le preferenze di voto sono disparate. Giuliano Guzzo è convintamente anti-clintoniano: «Uno è un candidato abortista, guerrafondaio conclamato, finanziato dagli amici dell’Isis, che ha “ucciso il femminismo” (Maureen Dowd), e che considera l’esser donne solo per “calcolo, senza anima né ideologia” (Sarah Leonard). L’altro é Trump. Io voterei Trump. E, potessi, inviterei a farlo votare». Di parere esattamente opposto Riccardo Allione: «Voterei la Clinton. Trump è, semplicemente, un individuo pericoloso. Miliardario evasore, inaffidabile e imbarazzante, “pallonaro” e razzista, è un Berlusconi con idee da Salvini. Parafrasando l’Economist, è “unfit to lead Usa”». Per l’opzione “nessuno dei due” Matteo Rinaldi: «Inconcepibile votare per Trump; squallido votare per l’ex moglie di un presidente: possibile che un paese di milioni di abitanti non abbia di meglio? Torniamo alla successione reale, a questo punto».

OPINIONI OPPOSTE
Per Erasmo Venosi, invece, votare per il miliardario si può: «Trump é il male minore. La Clinton ha fatto chiudere per due volte l’indagine dell’Fbi sul “dono” da 1 milione di euro dell’ambasciatore del Qatar al marito. Come Segretario di Stato ha la corresponsabilità per cinque anni di guerra in Siria, con 250 mila morti e 4 milioni di profughi». Logica del meno peggio anche per Giuliano Zoso, ma declinata all’inverso: «Sarebbe come scegliere tra Grillo e Monti. Con la morte nel cuore, Monti». Luca Balzi va per esclusione: «In questi tempi difficili una luce è stato il discorso di Birmingham del nuovo primo ministro inglese Theresa May: “A change has got to come. And we are going to deliver it”. Ma la Signora Hillary Diane Rodham è lo status quo per definizione. Quindi…».

I CLINTONIANI
Nutrita la pattuglia dei clintoniani, benché tutt’altro che entusiasti: «Il voto è condizionato dal peggior candidato repubblicano di sempre. Ma Hillary è migliore dei molti, troppi errori commessi e della sua arroganza da primadonna» (Giorgio Roverato); «Voterei Hillary. Dopo il sogno vissuto con l’elezione di Obama, che aveva suscitato nei sognatori di tutto il mondo entusiasmo e incredulità, siamo tornati alla realpolitik. In campo ci sono, da una parte un troglodita miliardario che non ha rispetto per nessun altro che non sia se stesso, dall’altra una donna certamente forte e di carattere, ma da sempre parte dell’establishment. In nessun caso sarà un american dream» (Benny Calasanzio Borsellino); «Hillary. Perché meno peggio» (Samantha Pegoraro); «Con molta, molta fatica Hillary, la “meno” peggio» (Guendalina Maria Anzolin). Menopeggista anche il misterioso Red Cloud: «voterei Hillary pensando: “azz, stì ‘mericani, prima erano un faro di libertà ed innovazione, oggi sono come noi italiani: si ritrovano a votare il meno peggio!». Menopeggismo intriso di rassegnazione quello di Maurizio Dal Lago: «nessuno dei due, ma il male minore è la Clinton. Piuttosto che Trump, quindi, meglio il male minore. Che però resta un male».

NASI TURATI
Sotto-categoria pro-Clinton è costituita dai “montanelliani”. Resy Amaglio: «Riecheggio Montanelli: mi turo il naso e voto Hillary». Cesare Galla: «Nella più classica delle tradizioni italiche (ma non sono gli Stati Uniti diventati peggio dell’Italia, quanto a campagne elettorali?) e non nascondendo lo sgomento per l’inadeguatezza di leadership, su tutti i fronti, espressa da questo grande paese, voterei turandomi il naso. Hillary, ovviamente». Posizione intermedia per Giuliano Menato, che si astiene sottolineando però di preferire i Democratici: «Non avrei dubbi sul partito da votare. Voterei senz’altro Democratico. Ma il modo in cui è stata condotta la campagna elettorale – insopportabile per un grande Paese democratico qual è ritenuto gli Stati Uniti – per la storia e la personalità dei due contendenti, dei quali escluderei subito Trump, sentirei il dovere di astenermi dal voto evitando di esprimere una preferenza».

NON VOTO
Fra gli astenuti convinti, invece, ci sono Marco Milioni («non voterei nessuno dei due. Sono entrambi due candidati indecenti, due marionette pilotate. La Clinton è ancora più ipocrita. Potessi voterei Sanders o ancor più Ron Paul, il più anti establishment»), Veronica Rigoni(«Non voterei nessuno dei due. Gli elettori di Trump votano Trump per disabilitare l’ennesimo mandato alla famiglia Clinton. Gli elettori di Hillary, votano Hillary per disabilitare la mina vagante Trump. Sono elezioni basate sull’odio verso l’avversario. Sembrano essere lontani i tempi di Obama in cui votare era lasciarsi coinvolgere in una suggestione emotiva verso il futuro») e Sergio Noto, con una posizione originale («Grazie a Dio, c’è ancora la possibilità di non votare. I due candidati sono sotto la soglia della decenza minima. Annullerei la scheda votando per George Washington, che si sta rivoltando nella tomba)».

I RADICALI
Unici fan della Clinton senza se e senza ma sono Claudio Rizzato («Voterei sicuramente per Hillary, garantisce continuità con la presidenza Obama») e Gianni Poggi: «Hillary. What else?». Specularmente contrario il voto di Matteo Castagna: «Premesso che non ritengo che i Repubblicani e i Democratici siano così diversi nella visione geopolitica e che siano sempre élite economico-finanziarie liberal-capitaliste a muovere le fila, ritengo che Donald Trump possa essere il male minore su più fronti». Il più equanime nel disgusto è Giuliano Corà: «Come ha detto Giulietto Chiesa, io voterei Trump, “perché la Clinton è una pericolosa fanatica”. Oppure voterei Clinton, perché Trump è un pericoloso malato di mente. Si possono votare tutti e due, per favore?».

EUROPA E MRS STEIN
Quanto al direttore, Alessio Mannino: «Siccome grazie al cielo non sono un cittadino degli Usa, detto che il migliore su piazza era Sanders, e premesso che c’è da scegliere, per dire le cose come stanno, fra una stronza di Wall Street e un clown che ricorda il nostro Berlusconi (ma senza il suo conflitto d’interessi mediatico), pistola alla tempia voterei Trump per il suo tendenziale isolazionismo, che oggettivamente conviene a noi europei. Ha promesso, ammesso e non concesso che mantenga, di disimpegnare dalla Nato il suo Paese che ne é lo Stato-padrone, spingendo così l’Europa, si spera, a uscire dalla sua condizione di sudditanza. E poi per il suo filo-putinismo, perché oggi il pericolo di guerra viene dall’aggressiva e irresponsabile politica anti-russa dello pseudo-nero Obama e della Clinton». Solitario nella scelta fuori dall’aut aut Donald-Hillary è Marco Fascina, che voterebbe ambientalista: «per Jill Stein: magari riesco ad impedire che uno dei due raggiunga i delegati necessari per essere eletto».

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ISRAELE SI PREOCCUPA PER LA VITTORIA SCIITA AD ALEPPO. E VA A MOSCA

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di Maurizio Blondet

Lunedì, una delegazione di personalità israeliane  s’è recata a Mosca per incontri con le  autorità russe. Secondo il Jerusalem Post,  sono deputati della commissione affari esteri e della commissione forze armate, guidati da Avi Ditcher,  appunto presidente della Commissione esteri,e  falco del Likud. Prima di partire, il falco ha diramato alle agenzie ebraiche: “Protesterò per il voto di Mosca all’UNESCO, scandaloso e inaccettabile”.  Un’idea fissa, evidentemente. La delegazione dovrà “persuadere la Russia ad adottare posizioni più positive verso Israele”.

Secondo le fonti di Teheran,  Israele “ha paura di una vittoria dell’Asse di Resistenza ad Aleppo”  (Asse di Resistenza chiamano le forze militari congiunte sciite- che combattono in Siria: Hezbollah, alawiti  e cristiani per Assad,  corpi dell’Iran) e  vuole garanzie da Mosca soprattutto riguardo all’Iran: stato che per Israele “sostiene il terrorismo” (tradotto dalla neolingua:   non ha voltato le spalle ai palestinesi).  Israele in Siria si trova a fianco dei  sauditi, del Katar, degli Usa e della Turchia a sostenere i jihadisti, i terroristi e  mercenari che ora  stanno cedendo; e nella prospettiva di una vittoria dell’Asse, lo stato ebraico si trova in posizione imbarazzante, di cui sta cominciando a valutare i  pericoli. La  vasta politica di destabilizzazione promossa dagli Usa sul progetto israeliano (Piano Kivunim) sta dando risultati forse opposti a quelli sperati.  Hanno adesso le forze armate russe molto vicine,    che li tengono  sotto la portata degli S-400, e alleate alle forze armate iraniane combattenti per mantenere Assad a Damasco.

Dall’inizio  della guerra in Siria, l’aviazione sionista ha bombardato più volte le posizioni dell’esercito regolare siriano e  convogli di Hezbollah (allo stesso modo gli americani hanno sistematicamente distrutto le infrastrutture civili della Siria: ponti, centrali elettriche, fabbriche), e sempre impunemente, perché Damasco non osava tirarsi addosso un altro nemico bellico nella guerra aperta.  A metà settembre  però qualcosa è cambiato: la contraerea siriana ha abbattuto un F-16 israeliano (e un suo drone); la cosa è stata smentita da Israele,  ma ha lasciato le più vive inquietudini nella leadership sionista. Fino a che punto Mosca è davvero alleata dell’Iran?  Tanto più che, come dicono le fonti iraniane,  certe fonti “riferiscono   di contatti sempre meno frequenti tra le forze russe in Siria e Israele, il che inquieta Tel Aviv” .  I taciti accordi e lo scambio di informazioni militari volti ad evitare scontri diretti  con l’aviazione israeliana  non sono più tanto importanti per gli stati maggiori russi.  Cosa è cambiato?

Saldatura Cairo-Teheran?

Ad Ovest di Sion, l’avvicinamento  dell’Egitto di Al Sissi a Mosca e alla Siria è evidente: ad ottobre russi ed egiziani hanno tenuto un’esercitazione congiunta, novità assoluta. Nello stesso ottobre, altissimi ufficiali dell’intelligence sono volati a Damasco per incontrare una delegazione di pari grado, capeggiati  dal generale Ali Mamlook, consigliere di sicurezza nazionale del Presidente Assad. A novembre, soldati e ufficiali egiziani sono arrivati a Damasco per esercitazioni e scambio di intelligence sulla guerriglia urbana e contro-terrorismo.

Voci non confermato parlano di tonnellate di armamento e munizioni che la Russia invia – tramite l’Egitto – all’armata “nazionale” della Libia, il governo di Tobruk non  riconosciuto dagli occidentali.

In più, l’Egitto ha rifiutato al richiesta saudita di impegnarsi nella guerra genocida agli Houti in Yemen, ed ha votato, al Consiglio di Sicurezza Onu, la risoluzione russa  sulla Siria. Immediatamente l’Arabia Saudita ha tagliato al Cairo le forniture di gas e petrolio – ma queste sono state subito sostituite dalle forniture dell’Irak: con un accordo firmato da Al Sisi e dal primo ministro iracheno Haidar Al-Abbadi  con la mediazione di Mosca e di Teheran.  Per il Cairo l’accelerazione dei nuovi legami di sicurezza ha una motivazione in più:  la vittoria di Hillary Clinton peggiorerà le relazioni di Al Sissi con  Washington, visto che la presidenza  americana è così profondamente infiltrata   dai Fratelli Musulmani, i cui interessi sono apertamente coltivati da Huma Abedin (e occultamente da Obama in tutti gli anni della sua presidenza)

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La prima Messa nella   devastata chiesa della Immacolata Concezione, della cittadina cristiano di Karakosh presso Mossul, liberato dalle milizie cristiane.

Ma per Israele ce n’è abbastanza per vedere  il solidificarsi di un’alleanza fra i due paesi più popolosi, Egitto e Iran, uniti dalla Siria e dall’Irak sciita, sotto gli auspici di Mosca. Quindi   l’urgenza con cui la delegazione del Likud vuol tastare il polso russo. Che Mosca non stia più al gioco della finzione americano è evidente. Da ultimo, la sua diplomazia ha bollato la “riconquista di Mossul” voluta dalla propaganda Usa e a cui partecipa l’intera corte dei miracoli   europea con la corte dei miracoli curdo-turca,  di “operazione degenerata in un carnaio medievale di cui la prima vittima è la popolazione civile”, e  dove gli occidentali “non hanno messo a punto alcun piano di salvataggio come  corridoi umanitari e sistemi di evacuazione della popolazione” (naturalmente l’ONU non protesta). Continua a leggere

ProVita nei cinema con uno spot!

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Segnalazione di ProVita

ProVita ha ottenuto – grazie ad un sostenitore – la possibilità di proiettare in diversi cinema, tra qualche giorno, un breve spot contro l’utero in affitto!

In anteprima per te, voglio mostrarti il breve annuncio di 30 secondi sull’utero in affitto: clicca sul video qui sotto!

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Il breve spot ci permetterà di trasmettere un messaggio incisivo a tante persone che frequentano i cinema, molte delle quali forse non hanno mai riflettuto sulla natura e sulle conseguenze della nuova forma di tratta di esseri umani chiamata utero in affitto.

La nostra campagna contro la cosiddetta maternità surrogata continua dunque più forte che mai, ora anche al cinema!

Ricorda che puoi partecipare alla campagna contro l’utero in affitto firmando la nostra petizione (clicca qui se non hai ancora firmato). Se hai già firmato potresti inviare la petizione ad almeno un familiare o amico?

La petizione è particolarmente importante in quanto è necessario “svegliare” le autorità, le quali fanno ben poco per ostacolare le agenzie straniere che promuovono l’utero in affitto in Italia …

Grazie! Sempre avanti per la Vita e la famiglia! Continua a leggere

Mistocolvitto.it e Christus Rex-Traditio hanno presentato “Coop Connection” a Verona

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20161107_214507di Redazione

Mistocolvitto.it dell’amico Vittorio Bonfante è un blog che ha grandi potenzialità sul web, raggiungendo picchi a livello nazionale che fanno invidia ai siti più letti. Ecco che, dunque, il video della serata di ieri sera, presto disponibile, manterrà certamente il trend delle centinaia di migliaia di visualizzazioni.

Alla richiesta di collaborazione nell’organizzazione della presentazione del libro “COOP CONNECTION” (Ed. Chiarelettere) sul sistema delle Cooperative in Italia e dei loro agganci con un’economia malata e intrecci con il mondo imprenditoriale, bancario, assicurativo e politico che fanno ribrezzo, quanto alle modalità corruttive documentate, nell’impunità garantita dalle leggi fatte dai soliti noti, noi di “Christus Rex-Traditio” ci siamo messi subito a disposizione.

20161107_210738Nonostante prevedibili boicottaggi di varia natura, il risultato è stato ottimo e lo sarà ancor di più grazie alle potenzialità del web. Del resto, si andava a toccare un tasto assai dolente per una buona fetta d’Italia, un Ministero importante come quello di Pinotti, interessi che coinvolgono personaggi che operano anche in territorio scaligero. Il giornalista del nuovo quotidiano diretto da Maurizio Belpietro “La Verità”, Antonio Amorosi è sceso nei particolari, senza fare sconti a nessuno, assieme al Presidente di una Coop di Imola, che ben conosce il Sistema che va a sfruttare il lavoratore, senza dargli alcuna tutela perché è de iure un imprenditore, ma de facto un dipendente sottopagato. Attraverso una dichiarazione del Prof. Guidotto, il libro parla, ad esempio di “Libera”, la coop di “don” Ciotti e delle sue opacità, della situazione veneta, emiliana in particolare, del totale smarrimento della finalità sociale e mutualistica di questo Sistema, in favore di quella redditizia, addirittura delle quotazioni in borsa, che dovrebbero essere impensabili perché proibite, ma che riescono attraverso artifici e società parallele, subappalti e tangenti milionarie. Argomento a sè, ma non meno scottante, quello della cosiddetta “accoglienza-business“…

Il libro, appena uscito, è stato sequestrato dalla Magistratura, ma è talmente documentato che non è stata ravvisata alcuna ipotesi di reato ed è in libera vendita.

In sala ascoltavano attenti anche esponenti politici, quali il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Lista Zaia), alcuni esponenti dell’Associazione Battiti, il portavoce di “Verona ai Veronesi”, il responsabile provinciale di Forza Nuova, oltre a militanti e sostenitori di Mistocolvitto.it, di Christus Rex-Traditio e persone del quartiere.

Intervista a Antonio Amorosi | autore di Coop Connection

antonio amorosiAbbiamo intervistato Antonio Amorosi, autore di Coop Connection (Chiarelettere 2016) recensito da ZEST qui

di Antonia Santopietro

Lei è un giornalista di inchiesta e quindi questo libro è espressione di una visione ampia della politica e della società, quali sono le motivazioni per cui sceglie di mettere a nudo il sistema delle COOP visto che si tratta della prima inchiesta su questo sistema in Italia?
Più che in passato il potere si misura con la capacità di stare nell’ombra, di essere invisibile. E il giornalismo che vale la pena fare è quello che parla del potere. Che segue e mostra le sue strategie, le sue traiettorie più segrete e potenti. Ma attenzione! Non stiamo parlando della banale attività di disvelamento del potere, le sue maschere, i segreti dei politici, dei partiti o di esercizi simili. Quella ormai, nella società dello spettacolo, è l’attività distraente del potere stesso che porta alla luce l’ovvio. Illuminando la quotidianità in ogni suo angolo. E ci fa sentire sicuri, protetti. Come se conoscessimo il mondo in cui viviamo. Quando ne sappiamo ben poco. Ce ne rendiamo conto individualmente solo quando all’improvviso ci troviamo senza lavoro o fallisce la nostra banca, o collassa la Coop dove abbiamo depositato i risparmi o c’è un attentato. Continua a leggere

Bergoglio il “luterano” protestantizza la Chiesa

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Per chi non lo sapesse: i Titoli e i sottotitoli, nei quotidiani, vengono messi dalla redazione e non dall’autore dell’articolo. Così come, sul piano dei contenuti e della forma, la professionalità di un giornale è fatta anche di direttive che provengono, appunto, da chi ne ha la responsabilità. Nel caso specifico, va riconosciuto a “VenetoVox” di essere una testata che fa della generale libertà di espressione uno dei suoi punti di forza.

di Matteo Castagna (articolo pubblicato da ieri sera sul quotidiano on-line www.vvox.it)

Per chi crede, serve una scelta di campo. Contro quelle del papa

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E’ ancora oggi d’attualità mediatica la visita di Bergoglio in Svezia perché la portata dell’evento è storica: il compito iniziato prima del Concilio Vaticano II dai cosiddetti modernisti, come ad esempio Ernesto Bonaiuti, di protestantizzare la Chiesa è stato portato a compimento. Nel frattempo Norcia, simbolo dell’Europa cristiana, veniva devastata e crollava una delle Basiliche più importanti, intitolate a San Benedetto. La tradizione biblica e “La Summa Teologica” di S. Tommaso, in particolare, insegnano a guardare alle calamità naturali come a dei segni divini per i gravi peccati dell’uomo, affinché possa ravvedersi, senza fanatismi né beceri sciacallaggi sulle vittime ma semplicemente formulando ipotesi.

Quindi, osserviamo la singolare concomitanza tra i terremoti che hanno investito tutto quello che era lo stato Pontificio e la riabilitazione del “Porcus Saxoniae“, nell’ambito di un percorso che è stato lungo e non è finito, ma tutto in progressiva continuità teologica, da Roncalli alla dichiarazione comune di Bergoglio in Svezia. In tale dichiarazione congiunta del 31 Ottobre 2016 con la “vescovessa” protestante si dice: «facciamo appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta. Piuttosto che i conflitti del passato, il dono divino dell’unità tra di noi guiderà la collaborazione e approfondirà la nostra solidarietà. Stringendoci nella fede a Cristo, pregando insieme, ascoltandoci a vicenda, vivendo l’amore di Cristo nelle nostre relazioni, noi, cattolici e luterani, ci apriamo alla potenza di Dio Uno e Trino. Radicati in Cristo e rendendo a Lui testimonianza, rinnoviamo la nostra determinazione ad essere fedeli araldi dell’amore infinito di Dio per tutta l’umanità».

Nella Bolla “Decet Romanum Pontificem” S.S. Leone X scomunicò Lutero: «…Ora viene solennemente dichiarato eretico, e così anche gli altri, qualunque sia la loro autorità e rango, che non hanno curato nulla della propria salvezza, ma pubblicamente e davanti gli occhi di tutti gli uomini diventano seguaci della perniciosa ed eretica setta di Martino, e coloro che hanno dato a lui apertamente e pubblicamente il loro aiuto, consiglio e favore, incoraggiandolo in mezzo a loro nella sua disobbedienza e ostinazione, o ostacolando la pubblicazione della nostra suddetta missiva: questi uomini sono incorsi nelle pene stabilite in tale missiva, e devono essere trattati legittimamente come eretici ed evitati da tutti fedeli cristiani, come dice l’Apostolo (…)».

Solennemente Papa Leone X concluse: «…Nessuno può, infrangere questa, o alcuna nostra decisione, scritto, dichiarazione, precetto, ingiunzione, assegnazione, volontà, decreto o avventatamente contravvenirli. Se qualcuno osa tentare una cosa del genere, sappia che incorrerà nella collera di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo. Noi abbiamo detto».

E’ evidente a tutti che esiste una enorme contraddizione, dalla quale dipendono due modelli ecclesiali diametralmente opposti e che implicano una scelta altrettanto netta per chi vuole conservare integra la Fede Cattolica: o con chi riabilita Lutero e le sue dottrine, in nome dell’unità nella diversità o con chi continua a ritenere Lutero e le sue dottrine eretiche e crede solo all’unità nella verità.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/11/07/bergoglio-il-luterano-protestantizza-la-chiesa/ Continua a leggere

La “mediocrazia” ci ha travolti, così i mediocri hanno preso il potere

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Nella “pars destruens” condividiamo molte cose. Nella parte costruttiva, c’è poco. Ovvero manca l’essenziale: Dio e la Sua Regalità Sociale. E’ l’unica vera soluzione

di Angelo Mincuzzi 

La “mediocrazia” ci ha travolti, così i mediocri hanno preso il potere

Fonte: Ilsole24ore

Una «rivoluzione anestetizzante» si è compiuta silenziosamente sotto i nostri occhi ma noi non ce ne siamo quasi accorti: la “mediocrazia” ci ha travolti. I mediocri sono entrati nella stanza dei bottoni e ci spingono a essere come loro, un po’ come gli alieni del film di Don Siegel “L’invasione degli ultracorpi”. Ricordate?
“Mediocrazia” è il titolo dell’ultimo libro del filosofo canadese Alain Deneault, docente di scienze politiche all’università di Montreal. Il lavoro (“La Mediocratie”, Lux Editeur) non è stato ancora tradotto in italiano ma meriterebbe di esserlo se non altro per il dibattito che ha saputo suscitare in Canada e in Francia.
Deneault ha il pregio di dire le cose chiaramente: «Non c’è stata nessuna presa della Bastiglia – scrive all’inizio del libro -, niente di comparabile all’incendio del Reichstag e l’incrociatore Aurora non ha ancora sparato nessun colpo di cannone. Tuttavia, l’assalto è stato già lanciato ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere». Già, a ben vedere di esempi sotto i nostri occhi ne abbiamo ogni giorno. Ma perché i mediocri hanno preso il potere? Come ci sono riusciti? Insomma, come siamo arrivati a questo punto?
Quella che Deneault chiama la «rivoluzione anestetizzante» è l’atteggiamento che ci conduce a posizionarci sempre al centro, anzi all’«estremo centro» dice il filosofo canadese. Mai disturbare e soprattutto mai far nulla che possa mettere in discussione l’ordine economico e sociale. Tutto deve essere standardizzato. La “media” è diventata la norma, la “mediocrità” è stata eletta a modello.

Chi sono i mediocri Continua a leggere

Il vero mito americano

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di Massimo Fini

Il vero mito americano

Fonte: Massimo Fini

Tutto il mondo guarda con il fiato sospeso all’esito delle prossime elezioni americane, in particolare il mondo occidentale che vede negli Stati Uniti, per utilizzare un’espressione di Paolo Guzzanti, condivisa da una totalizzante maggioranza, ‘il faro della nostra civiltà’.

E allora andiamola a vedere, necessariamente a volo d’uccello, la storia di questo ‘faro della civiltà’. Comincia con un vile (Winchester contro frecce) e spietato genocidio, non disdegnando l’uso delle ‘armi chimiche’ allora a disposizione, whisky per fiaccare l’integrità di un popolo altamente spirituale come i Pellerossa. Delle decine di milioni di nativi nordamericani oggi ne sono rimasti circa quattro. Inutile dire che tutta la letteratura e filmografia americana, e non solo, fino a Soldato blu, che è del 1970, ha dipinto i conquistatori come il ‘Bene’ che combatteva contro dei barbari e degli ‘scalpatori’(qualcosa del genere arieggia anche oggi in altre aree del mondo). Per la verità, almeno in Italia, molto prima di Soldato blu, era stato l’autore di fumetti Gianluigi Bonelli a riequilibrare un po’ le cose creando nel 1948 la figura di Tex Willer, alias ‘Aquila della Notte’.

L’America è stata l’ultimo Stato democratico ad abolire, nel 1865, la schiavitù scomparsa in Europa dalla caduta dell’Impero romano. E in questa speciale classifica negativa gli americani sono sorpassati solo dalla Mauritania, che notoriamente non è considerata un ‘faro della civiltà’ e all’epoca non era certamente un regime democratico, che l’abolì solo dieci anni dopo.

Gli Stati Uniti hanno avuto l’apartheid fino al 1964/1965. E avevano appena finito di abolirla che, col consueto moralismo a posteriori, si scagliavano contro l’apartheid sudafricana che qualche ragione in più ce l’aveva poiché 5 milioni di bianchi vivevano circondati da 20 milioni di neri. Peraltro negli Stati Uniti l’abolizione dell’apartheid sembra più formale che sostanziale, basta osservare l’impressionante sequenza di omicidi a danno degli afroamericani ad opera della polizia yankee. Continua a leggere

AVETE NOTATO? IL VATICANO DA’ SEMPRE RAGIONE AL “MONDO”

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di Maurizio Blondet

Fiumi di inchiostro sono stati versati, dai siti cattolici,  sulla durissima reprimenda del Vaticano contro Radio Maria, dalle cui antenne sarebbe stato detto che il terremoto dell’Italia  centrale sarebbe stata  una punizione divina per il varo della legge sulle unioni civili.  Non  si parli di “Punizioni divine”!  Il numero 2 della segreteria di stato, monsignor Becciu, ha invitato Radio Maria a “correggere i toni del linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco” .  Quelle pronunciate alla radio  “sono affermazioni offensive per i credenti  e scandalose per chi non crede”. Subito il fondatore di Radio Maria, padre Livio, ha espulso dalla radio per  sempre il colpevole, teologo Cavalcoli.

Al fiume d’inchiostro aggiungo il mio rigagnolo, senza alcuna pretesa di originalità, giusto con una nota terra-terra. Come è stato già appurato, quella frase non è stata detta  affatto. Cavalcoli  ha fatto un discorso molto più complesso, come  ovvio. La frase “il terremoto è la punizione divina per la legge sulle unioni civili” è stata attribuita a padre Cavalcoli da L’Espresso  – una semplificazione e falsificazione – poi subito ripresa e amplificata da tutti i media “che contano”,  Corriere, Repubblica, TG,  giù giù fino all’immondo Cruciani; all’estero, se ne è occupata persino la BBC: “Vatican condemns radio station” etc. etc.

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Non in linea con papa Francesco

Queste emittenti rappresentano e incarnano  quel che in termini spirituali si chiama “il mondo”,  e gli interessi “mondani”.

Il ben noto “mondo” di cui Gesù ci ha avvertito:  «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

La cosa terra-terra che volevo far notare è questa: il numero due della Segreteria di Stato non ha  avuto il minimo dubbio sul fatto che un teologo  alquanto noto nella Chiesa, forse, non aveva detto una simile scemenza;  nemmeno   ha provato a chiamare  padre Cavalcoli per chiedergli: ma cosa hai detto davvero, figliolo? No: ha subito preso per verità assoluta quello che sulla faccenda ha detto “il mondo”.  E ovviamente, Becciu ha   preso le parti  del “mondo”: senza la minima esitazione, senza alcuna riflessione e senza il minimo controllo preventivo.   Se c’è una disputa, una polemica,  possiamo esser sicuri che il nuovo Vaticano darà sempre ragione, per immediata reazione, al “mondo”, e torto al fedele cristiano. Ormai è un riflesso condizionato:  è sempre il fedele che viene messo sotto accusa dal Vaticano, di cui si sospettano pregiudizi, rigidità, e persino di dire menzogne  e malvagità. “Il mondo” invece, non mente mai, non ha bisogno mai di rimproveri.   Becciu non ha dubitato un attimo che l’Espresso  è un giornale ideologico, e dice falsità ; immediatamente ha creduto che un teologo domenicano  molto rispettato  potesse aver detto una cretinata, ed aver  offeso “il mondo”.

Non ci poteva essere  più plastica dimostrazione della “mondanità”  della Chiesa di  Bergoglio e della sua Junta. Del resto, è  proprio questo il compimento del modernismo arruffone di questa junta al potere: avendo rigettato la dottrina cattolica, ogni contenuto della fede  come “fariseismo”, per forza aderisce alle dottrine del “mondo”, alle voci più potenti e intimidatorie del “mondo”. Essa  assume le idee di “bontà” e “misericordia” che sono proprie del mondo e gradite al mondo: amnistia ai carcerati, accoglienza agli immigrati, globalizzazione, riscaldamento climatico, raccolta differenziata.  Istintivamente, il Vaticano  sta sempre dalla parte del “Mondo” contro i fedeli.

Non è difficile trovare conferme  a questa adesione al mondo e ostilità ai cattolici.  Pochi giorni prima, un viceministro israeliano in visita al Vaticano, Ayub Kara, ha effettivamente detto – e diramato alle agenzie ebraiche – la frase:  il  sisma è  la punizione divina all’Italia per essersi astenuta alla votazione  all’Unesco.  Ora, a reagire  è stato il parlamentare ebraico Emanuele Fianco del PD: “Parole vergognose e inaccettabili”; ma  nulla ha detto il Vaticano.  Nessuna protesta  pubblica. Zero.  Che differenza con la ringhiosa ostilità con cui Becciu  ha messo sotto accusa Radio Maria e Cavalcoli, diramando la sua condanna alle (mondanissime) agenzie di stampa.   Questo perché  il viceministro sionista è “il mondo”; e per il mondo c’è, in Vaticano, infinita indulgenza, comprensione, simpatia.  Ci si identifica con i suoi “valori” e si è pronti a sorvolare sulle loro offensive scemenze. Continua a leggere

Fecondazione artificiale e bestialità cinesi – Procreazione, ecco i numeri che il Ministero non dice

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fecondazione-vitro_1921021Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.giornaleibleo.it/2014/01/pugnettista-di-professione-boom-di-assunzioni-cina/

Qui sopra (cfr. il link) si dà un quadruplice profilo d’immoralità:

1 – l’autoerotismo indotto;

2 – il fatto che sia praticato in pubblico, serialmente, come in un allevamento di bestie, cosa che costituisce di per sé solo uno scandalo;

3 – la pratica della fecondazione assistita o artificiale, immorale in sé;

4 – le soppressioni di embrioni che tale pratica di fecondazione artificiale comporta, in ragione di 12 embrioni uccisi per ciascun nato (cfr. allegato).

Un ulteriore e possibile profilo d’immoralità, nel caso di fecondazione eterologa, ovvero col seme di un terzo, è l’adulterio e la conseguente illegittimità di coloro che nascono da tali pratiche.

Mentre ogni bambino ha diritto a una famiglia regolare, con coniugi uniti in regolare matrimonio (sacramentale nel caso di battezzati) e, quindi, di nascere legittimi e non da unioni concubinarie, adulterine o peggio (incestuose o sodomitiche).

Naturalmente solo la Cina poteva eccellere in tutto questo. Negli Usa anche, ma credo che almeno lì ci risparmierebbero la scena del prelievo collettivo e seriale del seme. Almeno lo spero. Continua a leggere

E’ disponibile il numero 33 di “Sursum Corda”

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Dio sia lodato!
Sul nostro sito è disponibile il numero 33 (del 6 novembre 2016) di Sursum Corda®.

Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare nel MiniShop in cartaceo o PDF. Gli articoli sono comunque leggibili gratis sul sito.

In questo numero sant’Alfonso studia la predestinazione e la grazia.

Ultimi articoli:

– Comunicato numero 33. Entriamo nel vivo del «Lamentabili Sane Exitu»;

– Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° I, II, III e IV;

– Vita e detti dei Padri del Deserto: Padre Arsenio, parte 10;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 1;

– Preghiera a sant’Alfonso;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 2;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 3;

– Visita a Maria Santissima;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 4;

-Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 5;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 6;

– Preghiera per le vocazioni sacerdotali.

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