Il Narcisismo, la Superbia e l’Invidia

di Lorenzo Parolin
Fonte: Lorenzo Parolin
Come dice il Dottore Angelico: “Il superbo è innamorato della propria eccellenza”. E anziché rendere culto a Dio, lo rende al proprio “io” potenziando se stesso e disprezzando cinicamente gli altri. (chiunque di noi si è imbattuto in persone così, sia tra i laici che tra i chierici. Grave danno fanno i primi nella società temporale, grave danno alle anime producono i secondi! N.d.R.)
Incapace di autocritica, il superbo addossa tutte le colpe agli altri, rei di non comprendere il suo talento. Egli si sente innocente e perseguitato ingiustamente. (la sindrome del complotto e la sindrome del sospetto, la sindrome dell’accerchiamento e le modalità settarie sono tipiche del Narciso, quando si sente attaccato. Non ammette le sue colpe, seppur evidenti, fa la vittima o getta le colpe su terzi, con consapevole dolo, N.d.R.)
L’amore per se stesso e la poca considerazione per gli altri lo porta ad isolarsi e a condurre una vita grama e triste. Il suo sguardo è tenebroso, il suo atteggiamento è scontroso, e cova nell’intimo rancore e frustrazione. (alle volte tali rancori e frustrazioni sono abilmente mascherati all’esterno da un atteggiamento spocchioso, superbo, altezzoso, bugiardo e doppio per ottenere i propri fini, N.d.R).
Se poi tra i soggetti che gli gravitano attorno ce n’è qualcuno con qualità che egli (il superbo) non ha, ma che desidererebbe avere, sviluppa invidia: il peccato dei peccati, il vizio responsabile delle deformità presenti nel nostro mondo. In-vidia significa guardare con occhio malevolo: non tollerare la presenza dell’altro.
L’invidioso non sopporta che il suo ideale inconfessato si incarni in un altro, anche se, nel non reggere la vista dell’invidiato, egli “… riconosce implicitamente, senza mai ammetterlo, l’eccellenza di chi invidia, e si tormenta dell’impossibilità di raggiungere lo stesso prestigio”. (Massimo Recalcati) Continua a leggere










