Il card. Fossati e la propaganda ebraica

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img342L’antigiudaismo teologico è uno dei fondamenti della bimillenaria Tradizione Cattolica, che S. Pio X definiva “nemico numero uno”. Nulla ha a che vedere con l’antisemitismo che condanniamo, con la Chiesa, assieme a tutte le forme di razzismo biologico.

Segnalazione del Centro Studi Federici

Il quotidiano “La Stampa”, diretto da Maurizio Molinari, molto attento alle questioni ebraiche, ha pubblicato un attacco alla memoria del card. Maurilio Fossati (Arona, 24 maggio 1876 – Torino, 30 marzo 1965), Arcivescovo di Torino dal 1930 sino alla morte. 
L’accusa si riferisce a un giudizio attribuito al card. Fossati da Giulietta Weisz, dell’Associazione Italia-Israele, relativo ad alcuni ebrei reduci dalla Germania, definiti “in massima parte soggetti turbolenti, trattati troppo bene e che abusano vendendo al mercato nero quello che sovrabbonda, che lasciano molto a desiderare quanto a moralità”. 
Dimenticando per un attimo la difesa della libertà di espressione (“Je suis Charlie”!), il quotidiano ha fatto dell’eventuale opinione del prelato un perentorio atto di accusa.  Nella vicenda è intervenuto  l’Osservatore Romano per smentire la Wiesz quanto alle frasi incriminate e per negare il fatto che la signora abbia consultato l’archivio vaticano, contrariamente a quanto affermato nell’articolo.
 
L’Osservatore difende la memoria del cardinale Fossati dalle accuse di antisemitismo

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Prossimi appuntamenti del Centro Studi Federici

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extra-ecclesiam-nulla-salusSegnalazione del Centro Studi Federici

Milano, 12/11/2016, XV convegno albertariano: “Extra ecclesiam nulla salus”
Il XV convegno di studi albertariani si terrà a Milano il 12 novembre 2016 alle ore 15 presso Andreola Central Hotel, in via D. Scarlatti 24: Extra ecclesiam nulla salus. L’appartenenza alla Chiesa come necessità di salvezza.Relatore: don Francesco Ricossa.
Primo intervento: Io sono la vite voi i tralci (Giov 15, 5). Chi sono le membra della Chiesa? Il dogma cattolico dell’appartenenza alla Chiesa nell’enciclica Mystici corporis di Pio XII.
Secondo intervento: Dopo il concilio Vaticano II: contraddizione del dogma nell’ecumenismo modernista da Paolo VI a Bergoglio.
 
Bologna, 3/12/2016, conferenza sulla Massoneria
Sabato 3 dicembre dalle ore 17,30 conferenza sul tema: “La Massoneria”. Filosofia, spiritualità ed azione della setta massonica.
Relatore: don Franceso Ricossa, superiore dell’Istituto Mater Boni Consilii. Una conferenza imperdibile, nascita, sviluppo ed affermazione dell’associazione “discreta”. 
A seguito della conferenza sarà possibile cenare insieme al relatore, maggiori info sulla cena a breve. Per maggiori informazioni contattare: 333.7304611

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LUTERO TOMBALE: IL DIAVOLO VESTIVA PRADA? L’ANTICRISTO VESTE PAPA!

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bergoglio28L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Siamo al viaggio più emblematico del pontificato anticristico; questo in cui Bergoglio compare in Svezia per commemorare, insieme ai luterani, 500 anni della falsa Riforma di quel monaco agostiniano angosciato che fu Martin Lutero, vissuto e morto sublimando la crapula secolare e religiosa. Una visita internazionale voluta vistosa e solo per finta controcorrente, perché non rompe nemmeno con i tabù già «lavorati» dai predecessori conciliareschi e da prelati diversi, eminentissimi nelle eresie che accelerano in varie lingue con la solita ipocrisia conciliare.
Perciò attenzione, le critiche a quest’ennesima buffonata della bacata mente bergogliosa non è da contare come voce nuova nel nuovo Vaticano; la sbragata riabilitazione di Lutero era già avvenuta apertamente con Giovanni Paolo 2º di ignea memoria, che si era limitato ad andare al tempio luterano di Roma, dove l’ho visto arrivare anche un po’ prima dell’ora programmata!
La Sede era già scandalosamente vacante nel 1983, quando Karol Wojtyla, detto papa Giovanni Paolo 2º e pure «santo subito» (la fretta è d’obbligo) scrisse un speciale messaggio a un altro grande dell’olimpo di là giù, il cardinale Giovanni Willebrands, presidente dell’allora nuovo segretariato per l’unione luterana dei cristiani, per i 500 anni dalla nascita di Lutero: “In questa occasione numerosi cristiani, specialmente di confessione evangelico-luterana, ricordano quel teologo che, alla soglia del tempo moderno, ha in modo sostanziale contribuito al radicale cambiamento della realtà ecclesiale e sacrale occidentale. Il nostro mondo fa ancora oggi l’esperienza del suo grande impatto sulla storia”. Continua a leggere

La mafia in Sicilia tornò con lo sbarco alleato: Pif lo racconta tra risate e verità

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di Annalisa Terranova

La mafia in Sicilia tornò con lo sbarco alleato: Pif lo racconta tra risate e verità

Fonte: Il Secolo d’Italia

Dopo La mafia uccide solo d’estate, Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, torna sul grande schermo con un film ancora incentrato su Cosa Nostra, un film coraggioso nell’affrontare una pagina scomoda della storia italiana del Novecento e cioè il supporto da parte dei capimafia allo sbarco americano in Sicilia nel 1943. Prima, il tema era stato portato al cinema da Francesco Rosi con il film Lucky Luciano del 1973. Nel caso del film di Pif, però, siamo dinanzi a una commedia agrodolce che si incardina sulla storia d’amore di Arturo e Flora. Lei è promessa sposa al figlio di un capoclan a New York, lui cerca di mandare in frantumi il matrimonio combinato viaggiando al seguito delle truppe Usa che stanno preparando appunto l’offensiva in Sicilia. Scopo della sua missione: ottenere dal padre di Flora la mano della figlia. Accanto alla cornice quasi fiabesca del racconto si dipana la denuncia sugli accordi tra americani e mafiosi nell’isola grazie alla regia del potente boss Lucky Luciano, tornato in Sicilia nel 1946. Non un film “impegnato”, dunque, destinato ad un pubblico informato e interessato all’argomento, dunque ristretto. Ma un film popolare, per tutti, con al suo interno una verità forte, che rimette in discussione la condotta degli alleati oltre la retorica sulla Liberazione.

Il libro di Augello sullo sbarco alleato

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Sfregio all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e a tutto il mondo cristiano

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n-cenacolo-large570Segnalazione di Raimondo Gatto

Il fondatore di Miss Bum Bum ha pubblicizzato la finalissima del concorso facendo posare le modelle in modo che ricordassero l’Ultima Cena di Leonardo.
Ma sul web è scattata la polemica

di Anna Rossi 

L’Ultima cena, il celebre dipinto di Leonardo da Vinci, è stato sfregiato: al posto dei 12 discepoli e di Gesù sono state messe le finaliste di Miss Bum Bum.

Così Cacau Oliver, l’ideatore del concorso più famoso in Brasile, ha pensato di promuovere la finalissima della gara. Ma la sua invenzione – se così si può chiamare – non è piaciuta al pubblico che ha accusato Cacau Oliver di blasfemia. La scelta dell’uomo è stata fin troppo azzardata: cercare di nobilitare un concorso, che giudica il lato b migliore, con un dipinto che ritrae soggetti religiosi è stata considerata come una vera e propria offesa da quasi la maggior parte dei cristiani che sul web si sono scatenati.

Una delle finaliste di Miss Bum Bum che si trova nel dipinto reinventato – più precisamente quella che interpreta Gesù – ha espresso il suo disappunto al DailyMail: “Ho fatto la foto a causa del mio contratto. Ma non mi piace e non ero felice. Non si può giocare con la parola di Dio. Capisco perfettamente la gente che si è arrabbiata. Anche io sono arrabbiata, per me tutto questo è una bestemmia. Da quando ho fatto la foto non riesco a dormire. Ho chiesto perdono al Signore. Siamo andati troppo oltre, siamo state parte di un grande peccato”. Continua a leggere

Mosca mette sigilli all’ufficio di Amnesty International in Russia

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Segnalazione di Andrea Giovanazzi

Niente luce e serrature cambiate. L’accusa: “Stretta sulle libertà fondamentali”

di Lucio Di Marzo

Serrature cambiate, elettricità staccata e i sigilli sulla porta principale.

Queste sono le condizioni in cui i dipendenti di Amnesty International in Russia hanno trovato questa mattina il loro ufficio a Mosca, senza che fosse loro dato nessun avvertimento.

“Speriamo ci sia una semplice spiegazione amministrativa”, ha scritto in una nota il gruppo che si occupa di diritti umani, commentando quanto accaduto, ma già in passato Amnestyera stata accusata dalle autorità in Russia.

Da vent’anni, ha raccontato alla rete indipendente Dozhd un dipendente, Alexander Artemyev, Amnesty affitta i locali dove si trova il suo ufficio dal comune di Mosca. Sui sigilli un numero di telefono da contattare, che non darebbe però cenni di vita.

L’organizzazione sostiene che non esistono motivi per cui all’ufficio siano stati messi i sigilli, neppure un banale problema di soldi. “Siamo certi al 100% di avere adempiuto a tutti i nostri obblighi come inquilini”, ha detto Artemyev.

Se il Cremlino dichiara di non sapere nulla di quanto accaduto, tuttavia il direttore dell’ufficio moscovita di Amnesty commenta: “È un altro segno di come le autorità russe stiano rapidamente dando una stretta alle libertà fondamentali e al lavoro dei gruppi della società civile nel Paese”.

Leggi restrittive costringono oggi i gruppi che ricevono fondi dall’estero o si occupano di politica a registrarsi come “agenti stranieri” e a più riprese è stato denunciato come questo gli impedisca di lavorare come dovrebbero.

Secondo Human Rights Watch i criteri stabiliti dalla legge sono tanto vaghi che in sostanza finiscono per includere “ogni aspetto del lavoro sui diritti umani”. Nell’elenco degli “agenti stranieri” sono inclusi al momento oltre cento gruppi.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/02/mosca-mette-sigilli-allufficio-di-amnesty-international-in-russia/1326172/ Continua a leggere

PadovaExpoLibri dall’ 11 al 14 novembre a Padova

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Segnalazione Edizioni di Ar

Dall’11 al 14 novembre, a Padova, si terrà la manifestazione PadovaExpoLibri, fiera del libro e dell’editoria, cui parteciperanno le Edizioni di Ar.
I lettori che hanno piacere di incontrare le Edizioni di Ar possono contattarci all’indirizzo redazione@edizionidiar.com, per avere il biglietto omaggio che comprende anche l’ingresso alla mostra mercato d’arte moderna e contemporanea.

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orario:
venerdì, sabato, domenica ore 10.00-20.00
lunedì ore 10.00-13.00
Quartiere fieristico di Padova
via Niccolò Tommaseo 59
Pad. 1

Per informazioni scrivere in privato a questa pagina oppure inviare una mail a: redazione@edizionidiar.com

— Saremo grati a tutti gli amici che vorranno condividere —

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“LE GUERRE DI RELIGIONE. L’eresia contro la pace di Cristo e il regno di Cristo”

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Segnalazione del Centro Studi Federici

A cura di don Francesco Ricossa

“LE GUERRE DI RELIGIONE. L’eresia contro la pace di Cristo e il regno di Cristo”, Modena, 15/10/2016
 
“ ‘Dare la vita per la difesa della fede’: dalle guerre di religione alla pace di Westfalia”:
 
“Umanisti, razionalisti, illuministi contro Cristo e la Sua Chiesa. Il dibattito sulla tolleranza nel quadro delle guerre di religione”:
 
“I modernisti al seguito degli Illuministi: la vera e la falsa pace”:
 

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Pio IX e la vittoria di Mentana

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reduci_mentanaSegnalazione del Centro Studi Federici

Ricordiamo la vittoria dell’esercito pontificio nella campagna dell’Agro Romano, culminata con la battaglia di Mentana del 3 novembre 1867, con un documento del Papa Re Pio IX.
 
Breve “Ex quo infensissimi”
 
Il Papa Pio IX. A futura memoria.
Da quando i funesti nemici del nome cattolico, per cancellarlo del tutto (se fosse possibile) hanno osato far vacillare il principato civile della Santa Sede, cui sottrassero floride province lasciandone a Noi solo alcune perché esercitassimo il potere civile entro angusti confini e non senza difficoltà dell’erario, uomini perfidi non hanno mai rinunciato al proposito di occupare le altre Nostre province e d’invadere perfino questa alma Urbe nella quale, per divina volontà, si è stabilita la Sede Apostolica, fondamento della religione, maestra della fede, rocca e baluardo della verità cattolica. 
Da qui le macchinazioni e le frodi, da qui l’aperta violenza usata recentemente, quando cioè si accozzarono improvvisate masnade d’infima plebe, prontissime ad ogni misfatto, che si inoltrarono nelle nostre province per alzare la bandiera della ribellione: col terrore, con le rapine e con ogni sacrilega scelleratezza portarono la desolazione nei villaggi, nei paesi, nelle città senza però riuscire ad allontanare le popolazioni dalla debita fede, dall’ossequio verso di Noi e la Sede Apostolica. 
Orbene, in un così difficile frangente rifulse l’eccezionale valore dei Nostri soldati. Infatti, seguendo i loro comandanti, per nulla atterriti dall’asperità del cammino e neppure affranti dalla lunghezza delle marce né svigoriti dalle fatiche, corsero alacri a rintuzzare l’impeto dei nemici. Dopo aver acceso la zuffa contro di essi, ed averla rinnovata in più luoghi, combatterono con tanto animo e coraggio che sconfissero e dispersero quelle schiere efferate e restituirono quiete e sicurezza ai borghigiani e ai cittadini.
Non molto tempo dopo, una banda in armi osò avvicinarsi alle mura di Roma per tentare un assalto allo scopo di sfogare il trattenuto furore con gli incendi, col saccheggio delle case, con la distruzione dei templi e col sangue degli onesti cittadini, non appena dai complici della loro ribalderia (che si erano furtivamente introdotti in città e avevano preparato nuovi strumenti di morte) fosse dato il segnale della congiura. 
Ma i Nostri soldati non mancarono al loro dovere; scoperte le insidie, infatti, resero vana la perfidia dei congiurati e avendo sgominata e uccisa una parte di essi e un’altra parte gettata in carcere, salvarono questa sede della religione, questa dimora delle arti belle dall’imminente sterminio.
Alla milizia Nostra poi si presentò un’altra occasione di mettere in luce il proprio valore. Un’accozzaglia di armati, raccolti ovunque nella vicina provincia Sabina, aveva occupato Monterotondo; ivi commise molte azioni indegne e, accesa di sfrenata cupidigia, meditava una nuova aggressione contro Roma; senonché contro il nemico furono inviate truppe Nostre e truppe ausiliarie Francesi, per assalirlo. 
Esse, ingaggiata battaglia presso Mentana, diedero prova di tanta forza, ardore e costanza nel combattere che domarono e sbaragliarono quella colluvie di predoni benché superiore di numero. Ne ferirono e uccisero molti; ne condussero nelle prigioni tanti altri, e misero in fuga i rimanenti con il loro audacissimo condottiero, riportando quindi una splendida vittoria. Le schiere vincitrici poi, rientrate in Roma, ebbero una trionfale accoglienza: la cittadinanza andò loro incontro, e con grida e con applausi festeggiò la bella impresa di quei valorosissimi uomini. 
Ma affinché il ricordo di questa vittoria che non senza l’aiuto di Dio è stata ottenuta, e ovunque è stata celebrata e lodata, possa perpetuarsi in tutte le età, abbiamo fatto coniare un fregio d’argento in forma di croce ottagonale, nelle cui estremità sia scritto Pius PP. IX. An. MDCCCLXVII. Al centro vi sia una medaglietta la quale nel dritto rechi gli emblemi della dignità pontificia con la scritta Fidei et Virtuti, e nel rovescio abbia la croce con la scritta Hinc Victoria. 
A tutti e singoli i soldati presenti del Nostro esercito concediamo di portare questo fregio d’argento nel lato sinistro del petto, sospeso ad un nastro di seta bianca distinto con cinque righe celesti; e per maggiore compenso dell’impresa concediamo agli stessi che sia loro sottratto un anno dal tempo stabilito per ottenere paghe più alte e per ottenere altri benefici secondo le regole militari.
Inoltre facciamo dono dello stesso fregio d’argento, da portare alla sinistra del petto, a tutti e singoli i soldati dell’esercito Francese che presso Mentana combatterono al fianco delle Nostre truppe contro le torme ostili. 
Infine, affinché quei valorosi che offersero il sangue e la vita per difendere i Nostri diritti e per scacciare da Roma il furore degli empi, ricevano da Noi una solenne proclamazione di valore e di lode, con questa lettera pubblichiamo e dichiariamo che essi hanno acquisito grandi meriti presso di Noi, presso l’Apostolica Sede e il mondo Cattolico: proclamazione di cui nulla è più onorifico, più glorioso, più idoneo a rendere immortale il loro nome.
 
Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 14 novembre 1867, anno ventiduesimo del Nostro Pontificato.
 

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SI’, IL TERREMOTO E’ PUNIZIONE DIVINA

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Il viceministro Karadi Maurizio Blondet

Ora possiamo dirlo, finalmente. Abbiamo il permesso.   Fino ad ieri, chiunque avesse osato pronunciare una simile idea, sarebbe stato linciato dai media, dai vescovi e cardinali, da “Francesco”;  questa ipotesi, che dietro un terremoto o altra sciagura collettiva, potesse esserci un significato, un messaggio di Dio per certi nostri comportamenti  collettivi, era confinato nel regno delle superstizioni più oscurantiste e ignoranti; era qualcosa, semplicemente, che l’uomo moderno, e il cristiano illuminato (dal Concilio) non può nemmeno permettersi di pensare.

Adesso si può. Dobbiamo ringraziare l’alta personalità che ha, diciamo così, sdoganato lo spinoso  nesso di causa e d’effetto, togliendolo dalla discarica delle superstizioni di cui vergognarsi per elevarlo alla luce del politicamente corretto: il signor Ayub  Kara.

Costui è l’esimio vice-ministro israeliano per la Cooperazione Regionale.  Incidentalmente è un druso, e ovviamente un fiero collaborazionista.  Come forse saprete (o forse no), egli, in visita in Italia, ha voluto comunicare alle agenzie quanto segue:”Sono sicuro che il terremoto è avvenuto a causa del   voto italiano all’UNESCO”.

Era ora che qualcuno lo dicesse: il 18 ottobre, l’Unesco ha adottato ufficialmente una risoluzione su Gerusalemme est voluta dai Paesi arabi a protezione del patrimonio culturale palestinese, in cui i luoghi santi della Città Vecchia sono indicati solo con il nome arabo, cosa che ha indignato gli israeliani. In 26 si sono astenuti, fra cui  l’Italia compresa. Astensione, si badi, non già voto a favore della posizione palestinese; ma tanto basta per scatenare la vendetta cosmico-geologica di  YHVH. Subito Matteo Renzi e Gentiloni si sono scusati, “alla prossima occasione cambieremo atteggiamento”, s’è profuso il nostro ministro: niente, è arrivata la seconda scossa. Giù le chiese di Norcia e crepate tutte le strade del centro Italia. Continua a leggere

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