Quel vizio innato e idiota di complottare su tutto

Condividi su:

I COMPLOTTI ESISTONO, MA VEDERLI O CERCARLI OVUNQUE E’ RIDICOLO E PATOLOGICO COSI’ COME E’ MALA FEDE O SCIOCCA INGENUITA’ SOSTENERE CHE NON ESISTANO MAI (N.d.R.)

Segnalazione di Redazione BastaBugie

I rettiliani, il Priorato di Sion, la setta degli Illuminati che governa il mondo, Elvis è vivo, gli alieni nell’Area 51, le scie chimiche, ecc.
di Rino Cammilleri

«I rettiliani, la base dei nazisti al Polo, il Priorato di Sion, il complotto per diffondere l’Aids, l’occultamento del raggio della morte di Marconi, l’occultamento del cronovisore costruito da padre Pellegrino Ernetti nei sotterranei dell’Università cattolica, la cospirazione degli archeologi per non farvi sapere quanto siano antiche le piramidi, le attività segrete della setta degli Illuminati che dal Settecento cerca di governare il mondo, l’omicidio Pasolini…».
Ma anche: Elvis è vivo e Paul McCartney è morto, gli alieni nell’Area 51, le scie chimiche, il falso allunaggio, Kennedy… Perché non possiamo fare a meno di immaginare complotti? E’ un vizio giacobino (Robespierre non faceva altro che “smascherarne”) e comunista (le «forze oscure della reazione») o è congenito? Matteo Sacchi, nel suo gustoso pamphlet Il complottismo è servito (Edizioni del Giornale, pp. 20, €. 2,50) opta per la seconda soluzione, ricordando gli «untori» manzoniani (del 1630) ma anche i «ladri di bambini» della Parigi del 1750.

CHISSÀ CHE COSA C’È DIETRO
E si potrebbe andare ancora indietro, ai tempi in cui le epidemie inesplicabili dalla medicina venivano attribuite agli avvelenatori di pozzi, o ai Romani che descrivevano i cristiani come cannibali e incestuosi. Si dirà che erano tempi di ignoranza, come quelli attuali in cui i talebani impediscono le vaccinazioni, e anche il cinema impazza coi complotti della Cia, delle multinazionali, dei servizi deviati. Il Sessantotto ce lo ha riportato alla grande, il complottismo, così che il «chissà che cosa c’è dietro» è ormai diventato un modo diffuso di pensare.
E ministri devono perdere tempo a rispondere in Parlamento a interrogazioni sulle scie chimiche, gli ufo, la P4. Giovanni Paolo I? Avvelenato, lo sanno tutti. Manuela Orlandi? Eh…! Perfino il naufragio della Concordia, avvenuto a 99 anni e 9 mesi da quello del Titanic. Tre 9. Che, capovolti, fanno 666. Ora, tutto questo non vuol dire che complotti non ce ne siano.
Prendete, per esempio, la campagna mondiale Lgbt e quella di Soros. Ma è un «complotto» alla luce del sole, dichiarato. Chiunque abbia una idea in testa e i soldi per diffonderla «complotta». Lo farei anch’io. Solo che il complottismo universale è altra cosa, e pecca di ingenuità. Infatti, presuppone che il nostro prossimo sia molto più intelligente di quel che è. Si pensi all’onnipotente Cia: con i suoi flop, le sue dabbenaggini, gli errori dilettanteschi si potrebbe riempire un (grosso) volume. E gli altri servizi segreti del mondo non sono da meno: 007 vince sempre al cinema, mica davvero. Lo stesso vale per Rambo e i suoi epigoni.

ALTRO CHE COMPLOTTISTI
Più un complotto è vasto e meno regge. Infatti, come fa un segreto a rimanere tale quando è condiviso da migliaia di persone? Per esempio, il «complotto» arabo-israeliano (sic!) delle Twin Towers richiedeva tante e tali complicità da rendere impossibile che in tutti questi anni non sia trapelato niente. Sì, perché il più delle volte il «complotto» non è che una castroneria iniziale, che poi si cerca di coprire o rimediare facendo sparire chi se ne è accorto; ma, così facendo, si allarga a tal punto il numero degli implicati da creare, semmai, una specie di Frankenstein che non si sa più come fermare.
Altro che complottisti: apprendisti stregoni. Chi tenne in caldo Khomeini a Parigi e poi lo mandò a detronizzare lo Scià credeva di fare le scarpe ai sovietici. Risultato: i sovietici non ci sono più, sì, ma adesso c’è il jihad mondiale. E di questi esempi se ne potrebbe fare a bizzeffe. Si paventa, oggi, un mondo in cui tutti saremo spiati e controllati (complotto), ma se le macchine fossero perfette non ci sarebbero i meccanici, gli elettrauto, i computerai e tutti quei lavoratori che ci tolgono dai quotidiani impicci – ripeto, quotidiani – che gli utensili ci infliggono (realtà). E più sono complessi e peggio è. Ma per favore. L’unico che complotta davvero è Satana. Gli altri sono solo i suoi utili idioti.

Nota di BastaBugie:

ESISTONO GLI ALIENI? LE UNICHE PROVE SONO I FILM DI FANTASCIENZA: WORLD INVASION (2011), INDEPENDENCE DAY (1996), 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO (1968)
Ecco come la cultura relativista, antirazionalista ed antiscientifica si è servita del mito degli extraterrestri trasformandolo in fenomeno di massa anticristiano
di Claudio Siniscalchi
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1749
Continua a leggere

Al convegno dei “vescovi” le storie di giovani gay e dei genitori con figli omosessuali

Condividi su:

images“UNA CUM” GAY FRIENDLY ?

Continua l’apertura dopo le indicazioni di papa Francesco. Al convegno sulla famiglia di Assisi ascoltate e mandate in diretta streaming le testimonianze di padri e figli omosessuali. 

di Paolo Rodari

CITTÀ DEL VATICANO. Ascoltare le persone omosessuali e ciò che vivono le famiglie quando al loro interno un figlio fa coming out. Per la prima volta, all’interno di un convegno della Cei dedicato alla famiglia e alla pastorale della famiglia, si è aperta una breve ma significativa finestra su questo campo che don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia, ha definito “delicato”. In una tre giorni svoltasi ad Assisi e intitolata “Vi occuperete di pastorale familiare” e dedicata ai sacerdoti e alle coppie di sposi responsabili degli uffici diocesani di pastorale familiare, sono state ascoltate, introdotte dal gesuita padre Pino Piva, coordinatore nazionale per i gesuiti degli esercizi ignaziani in Italia e dell’equipe di “spiritualità delle frontiere”, le testimonianze di Edoardo, un giovane gay cattolico, e di Corrado e Michela, due genitori cattolici con un figlio gay, accompagnati da una riflessione a due voci di suor Anna Maria Vitagliani e di don Christian Medos sempre dell’equipe di “spiritualità delle frontiere” sul tema dell’accoglienza e dell’ascolto.

Genitori e figli a confronto. La novità più che di sostanza è di stile: se la dottrina della Chiesa in merito alle coppie omosessuali non cambia, muta radicalmente l’approccio al tema. O, per meglio dire, alle persone omosessuali. Tutto – ha detto padre Piva – parte dall’accoglienza e vuole arrivare all’integrazione”. Continua a leggere

Monsignor Fellay: “Quasi pronto l’accordo tra Vaticano e Fraternità San Pio X”

Condividi su:

Dopo l’accordo de facto attivato sostanzialmente con Ratzinger, la FSSPX va per piccoli passi verso quello de iure, sebbene non sia realmente indispensabile averne fretta. La comunicatio in sacris coi modernisti e il riconoscimento delle loro autorità come legittime autorità della Chiesa Cattolica, frutto dell’ambiguità dell’eredità dottrinale del fondatore, sono da anni sufficienti a rifiutare la Fraternità San Pio X come istituto religioso integralmente cattolico. Ringraziamo quei sacerdoti e quei vescovi che già negli anni ’70, ’80 e ’90 ebbero la lungimiranza di comprendere cosa sarebbe avvenuto e con grande coraggio e determinazione seguirono l’unica strada percorribile del sedevacantismo, donando alla Chiesa la continuità apostolica.

Fonte: http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-bernard-fellay-quasi-pronto-laccordo-vaticano-fraternita-san-pio-x/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

di Matteo Orlando

fellay

 

Monsignor Bernard Fellay, svizzero, uno dei quattro sacerdoti ordinati vescovi da Lefebvre nel 1988 (a cui il 21 gennaio 2009 è stata revocata la scomunica) in occasione dell’apertura di un nuovo seminario della Fraternità San Pio X in Virginia (USA)  che ha la possibilità di ospitare ben 120 seminaristi, ha detto che l’accordo sullo status finale della Fraternità fondata da monsignor Lefebvre all’interno della Chiesa Cattolica è “quasi pronto”, rimarrebbero solo alcune modifiche da specificare relativamente all’ecumenismo, alla libertà religiosa e alla riforma liturgica.

La Fraternità San Pio X dovrebbe diventare una prelatura (sull’esempio dell’Opus Dei, attualmente l’unica prelatura esistente al mondo)  e per questo monsignor Fellay chiede preghiere e mette in guardia da quelli che chiama “modernista” che cercano di imporre alla Fraternità San Pio X condizioni inassumibili. La fraternità sacerdotale San Pio X, fondata il 1° novembre del 1970 a Friburgo, raccoglie ancora oggi i numerosi continuatori delle idee del vescovo francese Marcel Lefebvre. È composta da sacerdoti ma anche da frati e da suore ed è diretta da un superiore generale, aiutato da due assistenti e da un economo generale.

Continua a leggere

Jihadisti Uiguri in Siria

Condividi su:

ceizgrlxeaa_3gnSegnalazione del Centro Studi Federici

Nota di http://oraprosiria.blogspot.it: Proponiamo ai nostri lettori la traduzione di un articolo un po’ differente da quelli che solitamente pubblichiamo, inerenti le comunità cristiane… Ci ha colpito, perchè scritto da una persona che conosce bene gli accadimenti e, soprattutto, perchè ci offre uno sguardo dal di dentro su alcuni temi cruciali. Agli inizi del 2011, Steven Sahiounie (padre siriano, madre statunitense della California) era uno spensierato ragazzo che abitava a Latakia con la sua famiglia. A marzo dello stesso anno, la Siria fu spinta nel baratro infernale di una sporca guerra per procura. Adesso Steve fa il giornalista e racconta la guerra contro il suo Paese, come in questo interessante articolo sui jihadisti Uiguri, di cui quasi niente si scrive, che stanno in pratica colonizzando alcune località della Siria, ma hanno mire ancora più ambiziose e immaginano una jihad ben più vasta… 
 
Milizie di Al-Qaida composte da jihadisti Uiguri Cinesi, reclutate da Erdogan e inviate in Siria, di Steven Sahiounie, 5/12/2016
 
Il presidente turco Erdogan ha utilizzato il suo esercito mercenario per lottare contro le forze armate siriane nell’intento di sovvertire l’ordinamento politico vigente. Questo progetto bellico contro la Siria è stato concepito, sostenuto ed elaborato dagli USA come risulta dal promemoria del 2007, che descrive come “noi distruggeremo sette Paesi in cinque anni, a cominciare dall’raq, poi la Siria, il Libano, la Libia, la Somalia, il Sudan e infine l’Iran”.

Continua a leggere

PIECZENIK: “Mai più 11 Settembre, mai più false flag”. E invece Obama..

Condividi su:

di Maurizio Blondet

Steve Pieczenik  ha postato un altro dei suoi video. Si rallegra della vittoria di Trump, che attribuisce alla mobilitazione dei “16 servizi di intelligence”, ed elenca “ciò che il popolo americano non vuole più”:   “Non più false flag,  non più 11 Settembre,  non più Sandy Hook, Sparatorie  di Orlando, o altri imbrogli, propaganda e stronzate! Quel che vogliamo oggi è  la verità”.  Abbiamo già spiegato che Pieczenik è un esponente dello “Stato profondo”,  l’uomo che al tempo del rapimento Moro fu mandato in Italia dal Dipartimento di Stato per assicurarsi che Moro non tornasse a casa;  a modo suo un servitore dello Stato –   e di quegli apparati nazionali  che i neocon hanno sbattuto fuori  l’11 Settembre, prendendo a forza il comando della politica estera Usa nella “lotta al  terrorismo islamico”, per il bene di Israele.  Se evoca oggi “Mai più 11 Settembre”,  sta avvertendo: sappiamo che siete stati voi,  possiamo riaprire l’inchiesta.

L’accenno a Sandy Hook è parimenti significativo: è il massacro in una scuola  elementare nel Connecticut, avvenuto il 14 dicembre 2012, dove un  malato mentale ha ucciso 27  bambini e insegnanti. Un evento su cui i blogger alternativi hanno fin dall’inizio gettato il dubbio:  la versione ufficiale non concorda coi fatti. Stessa cosa per la sparatoria di Orlando, la strage nella discoteca gay “Pulse”, nel giugno di quest’anno,  attribuita a un musulmano – che poi risultato essere frequentatore della stessa discoteca.  I cospirazionisti americani  hanno subito denunciato un”false flag”  nel quadro della strategia della tensione. Tesi ferocemente screditate dai media. Oggi, Pieczenik,  allusivamente, conferma: sappiamo che siete stati voi.

Ma chi sono i “voi”? Li  vediamo affrettarsi ad infiltrare anche l’amministrazione Trump. Esempio:   sono usciti articoli adulatori sul generale Michael Flynn,  che tutti danno come  suggeritore di Trump  per il Medio Oriente e   la pacificazione con Mosca.  Quando era capo della DIA (Intelligence militare) fino al 2014, Flynn  ha raccontato come ha sabotato – insieme al capo degli stati maggiori di allora, ammiraglio Dempsey-   il piano di Obama di armare  i jihadisti in Siria per abbattere  Assad,collaborando sotto sotto coi russi.

http://www.politico.com/story/2016/07/donald-trump-general-michael-flynn-vp-225253

Adesso risulta che Michael Flynn ha scritto un libro – Field of Fight – che ha come sottotitolo “come possiamo vincere la guerra contro l’Islam radicale e i suoi alleati”, dove egli racconta sì degli “insabbiamenti e falsificazioni” di Obama a favore dell’IS e di Al Qaeda, ma segnala il “ruolo centrale dell’Iran nella crescita dell’Islam radicale” (non dell’Arabia Saudita!).  Ora, il libro è stato scritto dal generale   insieme a Michael Ledeen.

Continua a leggere

Notarelle – Il dottor Soros

Condividi su:

prodi_soros-670x274-2Segnalazione del Centro Studi Federici

Mai dimenticarsi che George Soros, il parassita della finanza globale e architetto delle rivoluzioni colorate all over the world, è colui che venne insignito a Bologna nel 1995 della laurea honoris causa in economia da Romano Prodi. I motivi di questa onoreficenza? 
Tre anni prima, nel settembre 1992, tramite una speculazione finanziaria aveva guadagnato 1,1 miliardi di dollari facendo svalutare la sterlina e costringendola a uscire dallo SME (sistema monetario europeo). Lo stesso giorno il “filantropo” internazionale attaccava anche la lira. A seguito dell’intervento speculativo di Soros, l’incompentenza e la complicità di personaggi quali Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi, allora rispettivamente governatore della Banca d’Italia e Direttore generale del Tesoro, vennero regalati a Soros 15.000 miliardi di lire (più di 7,7 miliardi di €), una perdita secca provocata da un utilizzo più complice che maldestro di riserve per 48 miliardi di dollari che non ha impedito una svalutazione della lira del 30% e una sua uscita dallo SME. 
Per questo il preside della Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, Stefano Zamagni, già strettissimo collaboratore di Prodi e responsabile dell’Ulivo per le politiche sociali e le risorse umane, lo accolse nell’Aula Magna di Santa Lucia con queste parole: “Lei è un esempio per tutti noi su come si devono gestire gli affari, l’economia e favorire il progresso della società e degli Stati”. Da allora in avanti Soros e i suoi compari di Stato non hanno fatto altro che dare sempre miglior prova di sé, con i risultati tangibili che abbiamo tutti sotto gli occhi.
 
(Dalla pagina Facebook di Paolo Sensini, 15/11/2016, https://www.facebook.com/paolo.sensini.39?fref=ts)
 

Continua a leggere

La Polonia intronizza Gesù Cristo, Re della Nazione

Condividi su:

cristo-redi Matteo Castagna

Negli scritti di Rozalia Celakówna possiamo leggere: “la Polonia non perirà a patto che accolga Cristo quale Re in pieno significato di questa parola, se si sottometta alla legge Divina, alla legge del Suo Amore”. (…) “Verrà il terribile castigo al mondo (…). Solo quegli Stati non periranno (…) che Lo riconosceranno il loro Re e Signore (…). C’è però la salvezza per la Polonia: se Mi riconoscerà quale suo Re e Signore totalmente attraverso l’Intronizzazione. I Paesi e popoli che non la accoglieranno e non si sottometteranno all’ autorità del dolce amor di Gesù scompariranno per sempre dalla superficie della terra e non sorgeranno mai più”.

Oggigiorno, l’Intronizzazione, nell’Europa occidentale viene realizzata dalle singole persone, dalle famiglie, dalle comunità di preghiera legate alla Tradizione Cattolica, ma soltanto l’Intronizzazione di Gesù Cristo a livello nazionale significherebbe un preludio, di fatto, nella direzione dello Stato confessionale. E la Polonia si appresta a farlo, nonostante i mugugni e la contrarietà di buona parte delle autorità religiose ufficiali.

Negli anni ’30, Rozalia Celakowna ebbe visioni importanti sul futuro drammatico dell’umanità. Propagò il culto del Sacro Cuore e l’idea della necessità di compiere l’intronizzazione di Cristo Re in ogni Paese del mondo da parte delle autorità ecclesiastiche e dei governanti con un atto ufficiale e pubblico per impedire il degrado morale, la secolarizzazione e la distruzione definitiva del nostro Pianeta. Nel 1938, il Primate della Polonia, Card. August Hlond nominò una commissione speciale che dichiarò la conformità delle apparizioni di Rozalia con la Dottrina Cattolica.

Nell’anno del 1050esimo anniversario della cristianizzazione della Polonia, il popolo si propone di riconoscere il Suo regno e di assoggettarsi alle Sue leggi, affidando e consacrando a Lui, Gesù, il loro Paese –  dice il testo dell’ Atto solenne di accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano, che, nell’indifferenza generale dei grandi media, verrà proclamato sabato 19 novembre 2016 a Cracovia e il giorno dopo in tutte le chiese della Polonia. L’Atto di accoglimento di Gesù, Christus Rex, continuando la tradizione di consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore di Gesù da parte di Leone XIII e quella della consacrazione a Cristo Re di Pio XI è la risposta che viene soprattutto dalle autorità politiche vicine al premier e non solo, alle richieste dettate dalla pietà popolare dei numerosissimi movimenti religiosi per l’intronizzazione di Gesù, Re della Polonia. In quest’epoca buia, dominata dal laicismo, dopo la consacrazione del Perù ai Cuori Immacolati di Gesù e Maria effettuata il 21 Ottobre dal suo nuovo Presidente, sempre d’origine polacca, Pedro Pablo Kuczynski, si tratta di un atto molto significativo nella direzione della Regalità Sociale di Cristo, sepolta col Concilio Vaticano II, che dona speranza ai cattolici di tutto il mondo. (Ci giungeranno le foto dell’evento da alcuni amici polacchi) Continua a leggere

La modernità? Come la droga di Huxley

Condividi su:

di Massimo Fini – Alessio Mannino

La modernità? Come la droga di Huxley

Fonte: www.vvox.it 

In un’intervista tutta pepe e polemica su questo quotidiano online, l’editore Cesare De Michelis ha paragonato il Veneto allo «scarafaggio di Kafka» della celebre “Metamorfosi”, che un brutto giorno scopre di essersi trasformato (in peggio) senza sapere il perché. E si è scagliato sprezzantemente contro tutti quei soggetti, politici imprenditori e intellettuali, che, vuoi per insipienza o convinzioni, dal suo punto di vista terrebbero Venezia e la regione in una sorta di limbo fuori dalla «modernizzazione». Ora, si dà il caso che di recente, proprio la casa editrice fondata da De Michelis, Marsilio, abbia dato alle stampe un libro con il titolo seguente: «La modernità di un antimoderno».

L’autore é Massimo Fini, giornalista di lungo corso oggi firma del Fatto Quotidiano, che dell’antimodernismo ha fatto una personalissima, pressocché solitaria bandiera. Il volume è infatti la raccolta di sei opere messe in fila in vent’anni, dal 1985 al 2006, in cui Fini ha preso di mira praticamente tutti i totem e tabù del “pensiero unico” occidentale: il razionalismo tardo-illuminista (“La ragione aveva Torto?”), la disumanizzazione e ipocrisia delle guerre contemporanee (“Elogio della guerra”), il modello di sviluppo economico (“Il denaro, sterco del demonio”), la geopolitica e il sistema di vita dell’Occidente (“Il vizio oscuro dell’Occidente”), la democrazia rappresentativa (“Sudditi. Manifesto contro la democrazia”) e il conformismo sul “migliore dei mondi possibili”, quale crediamo essere il nostro (“Il Ribelle dalla A alla Z”).

Venezia è un luogo pre-moderno per eccellenza. Secondo De Michelis è ostaggio di chi vorrebbe tenerla fuori dalla modernità, che in sostanza significa business e masse di turismo globale. Fuor di metafora “lagunare”: perchè invece secondo te la modernità è da combattere?
In questo caso perché, con la globalizzazione, distrugge le diversità, che sono il sale della vita. Il mio amico Cesare non condivide il mio modo di pensare radicale perché è un moderato in tutto. Ma ha pubblicato quasi tutti i miei libri. E’ come erano certi editori di una volta, culturalmente aperto. In Occidente, da Heidegger in poi manca un pensiero che pensi la modernità. Che non vuol dire negarla in toto, ma fare un bilancio su vantaggi e svantaggi. Io sostengo che questo ottimismo da Candide abbia portato il progresso a diventare un regresso. A farci stare peggio. Pensa ai ragazzi “ritirati”, che vivono chiusi in camera davanti al computer, di cui in un bellissimo articolo scriveva l’altro giorno Dario Di Vico sul CorriereContinua a leggere

Rivoluzione monetaria e economica, politica di pace: Donald Trump è un nuovo Kennedy?

Condividi su:

del Prof. Claudio Moffa

Rivoluzione monetaria e economica, politica di pace: Donald Trump è un nuovo Kennedy?

Fonte: Agenzia Stampa Italia

Rivoluzione monetaria, economica e sociale all’interno, e politica di pace sul piano internazionale: sono le due promesse di Donald Trump a due giorni dalla sua vittoria elettorale.

Una svolta profonda nella storia degli Stati Uniti, soprattutto quella più recente, il quarto di secolo che dagli inizi degli anni Novanta ha fatto di Whashington – con alcune eccezioni, vedi le pur precarie opzioni di Obama nelle guerre di Libia e di Siria – una superpotenza iperinterventista sul piano militare, e allo stesso tempo un paese succube come il resto del mondo, della finanziarizzazione globale negatrice di sviluppo e di crescita della ricchezza reale. Quel mondo di Wall Street il cui sostegno alla Clinton, Trump ha non a caso denunciato durante la campagna elettorale.

E’ una svolta probabilmente non invisa al Presidente uscente – vedi il lungo cordiale colloquio di Obama con Trump – e che potrebbe riservare ancora molte sorprese. Una pagina che rimette in discussione molte certezze circolate in tutti i media, attuali e dell’ultimo anno.

Tra le domande, interne ed esterne allo scenario americano: la vittoria di Trump non rappresenta forse anche il ritorno alla politica di una fetta almeno dell’elettorato americano? Chi ha vinto e chi ha perso dopo la sconfitta della Clinton, in Europa e in Medio Oriente? Che fine farà l’alleanza angloamericana protagonista di tutte le guerre postbipolari dal 1991 ad oggi, e rilanciata dalla Brexit? Trump rimetterà veramente in discussione l’accordo nucleare iraniano? Ed è poi così amico di Israele, come ha sostenuto ieri Netanyahu? E ancora: c’è una relazione tra l’accelerazione della guerra all’Isil negli ultimi due mesi – da Mosul a Raqqa a Aleppo – e la campagna elettorale risoltasi solo all’ultimo momento a svantaggio della Clinton? Continua a leggere

La Pontificia Accademia per la Vita introduce il “gender” nel proprio statuto

Condividi su:

pro-sodomite-pope-bergoglioLa Pontificia Accademia per la Vita (PAV) adotta il linguaggio “gender” nel proprio statuto scrivendo come sia suo compito studiare “il rispetto reciproco fra generi e generazioni”. Tale sorprendente ed incomprensibile rivoluzione linguistica, difficilmente imputabile ad una svista, è stata resa nota lo scorso 4 novembre, in occasione della pubblicazione del nuovo regolamento del più importante organismo pro-life vaticano, istituito nel 1994 da Giovanni Paolo II.

“GENDER MAINSTREAM”

L’adozione delle categorie “genderiste” all’interno dello statuto vaticano è un fatto clamoroso ed emblematico di quanto il “gender mainistream” sia riuscito a penetrare ovunque, finanche all’interno delle stesse strutture ecclesiastiche.

La revisione dello statuto in “salsa gender”, messa in atto dal suo neopresidente, monsignor Vincenzo Paglia, fresco di nomina di Papa Francesco, ha per oggetto il paragrafo § 3 completamente revisionato, dell’articolo 1, all’interno del “Titolo I – Natura e finalità”, dove si legge:

“L’Accademia ha un compito di natura prevalentemente scientifica, per la promozione e difesa della vita umana (cfr Vitae mysterium, 4). In particolare studia i vari aspetti che riguardano la cura della dignità della persona umana nelle diverse età dell’esistenza, il rispetto reciproco fra generi e generazioni, la difesa della dignità di ogni singolo essere umano, la promozione di una qualità della vita umana che integri il valore materiale e spirituale, nella prospettiva di un’autentica “ecologia umana”, che aiuti a ritrovare l’equilibrio originario della Creazione tra la persona umana e l’intero universo (cfr Chirografo, 15 agosto 2016)”.

Continua a leggere

1 629 630 631 632 633 634 635 1.214