LO STRAPOTERE DEGLI EBREI AVVICINA O SPOSTA LA LORO CONVERSIONE FINALE?

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imageL’EDITORIALE DEL VENERDI

L’OPINIONE CONTROCORRENTE

di Arai Daniele

Infatti, sembra che più si acquisti potere in questo mondo meno si sia propensi a cambiare e meno che mai convertirsi a Quello cui si era opposti con scuse pseudo religiose. Perché questa estrema opposizione giudaica al Cristianesimo è il fatto chiave di tutta la storia degli ultimi due mila anni: c’è da riconoscere nell’entità ebraica, indipendentemente da razza e cultura, il «popolo teologico» che passò a incarnare, nella ribellione a Gesù Cristo, quella primordiale.

Eppure, il Signore stesso ha previsto un secondo tempo che è nel Vangelo di S. Luca (21, 24) in rapporto alle nazioni cristiane in apostasia. Questo passo riguarda i giorni che viviamo, che sono quelli previsti dal Signore come la «fine del tempo delle nazioni», sul ritorno del dominio ebreo a Gerusalemme. Parimenti, le promesse dell’Antico Testamento sono state rilette da alcuni rabbini nel presente col senso di questo ritorno epocale: Trump = Ciro.

Ma allora, il Signore permette che questo potere a Sé contrario risorga in forze e alla luce del sole nel mondo attuale? Sulla conversione finale dei giudei, lo spiega San Paolo; è evento teologico; quindi, se il ritorno a Gerusalemme va in questo senso, il Signore lo ha permesso come tappa necessaria. Nei nostri tempi si tratta di un fatto e in esso i cristiani devono capire più che altro la decadenza raggiunta dalla stessa Roma. Sembrava qualcosa inattendibile, tranne per quello che di ciò parlano i messaggi profetici di La Salette e Fatima. In tal senso ho scritto l’articolo «È LA CONVERSIONE DEGLI EBREI IMPLICITA NELLA PROFEZIA DI FATIMA?» (agerecontra, 8 maggio 2015). Continua a leggere

Faccetta nera

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img_7876Segnalazione del Centro Studi Federici

In alcuni Paesi, come i Paesi Bassi e il Belgio, è San Nicola che porta tradizionalmente i doni ai bambini, aiutato da Pietro il Moro (Zwarte Piet), un servo moresco impersonato da un uomo bianco che si dipinge il volto di nero, indossa una parrucca con capelli ricci e si tinge le labbra di rosso.
 
Il politicamente corretto ha mosso guerra al folclore locale, accusando di becero razzismo gli organizzatori delle rappresentazioni pubbliche, tanto attese dai bambini, con l’arrivo di San Nicola accompagnato da Pietro il Moro.  
 
Poiché la madre del politicamente corretto è sempre incinta, negli ultimi anni le proteste sono sfociate anche in scontri di piazza: http://www.lapresse.it/olanda-zware-pietpolemiche-razzismo-su-aiutante-san-nicola-scontri-90-arresti.html
 

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SOROS E “FRANCESCO” UNITI NELLA LOTTA…

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url francesco_sorosdi Maurizio Blondet

Ormai da settimane ignoti hackers hanno messo in linea 2500 e-mail riservate fra Georges Soros, i dipendenti delle sue fondazioni  –  capeggiate dalla casa-madre,  la Open Society Foundation  e i  riceventi dei suoi  doni. I media ne tacciono, perché sono ovviamente imbarazzanti. Si vede per esempio che lui ha dato direttive ad Hillary Clinton quando era segretaria di stato,  su una crisi in Albania (sic) e su come risolverla: direttive che Hillary ha seguito alla lettera. Si vede anche che alla campagna di Hillary ha versato 30 milioni di dollari, il che ne fa’ il maggior donatore singolo.

Ma non basta. Se una cosa risalta in queste mail,  è la megalomania di questo    gran burattinaio. Non c’è  area del mondo dove non finanzi attività (sovversive, o ‘filantropiche’); non una politica pubblica che non si proponga di ‘riformare’ in ogni parte del pianeta, sganciando soldi ai locali ‘riformatori’, che hanno sempre un carattere sinistroide e libertario. Megalomane e insieme,  micro-gestore  di tutta la realtà.  Come abbiamo visto, Soros finanzia Arcigay in Italia, e Planned Parenthood (in Usa (l’ente  pro-aborto che l’hanno scorso s’è scoperto faceva commercio di organi di feti);  ha pagato rivoluzioni colorate e l’opposizione ad Orban in Ungheria; istiga la giunta di Kiev a fare la guerra alla Russia; gestisce (attraverso apposite ONG) l’inondazione di immigrati in Europa, e  nello stesso tempo  eccita organizzazioni di minoranze etniche latinos in Usa, allo scopo di far cambiare  la demografia dei collegi elettorali  in modo da favorire Hillary contro Trump.  Per lo stesso scopo, paga organizzazioni razziali come Black Lives Matter  (650 mila dollari) perché interrompano i comizi di Donald. Ha  finanziato ripetuti  tentativi di manifestazioni LGBT a Mosca, pagando le trasferte di celebri   travestiti e sodomiti; in Europa, ha ‘gestito’ certe elezioni, facendo eleggere candidati favorevoli all’immigrazione senza limiti, e finanzia gruppuscoli che in Usa si battono non solo  per il “diritto delle donne” e LGBT di entrare nelle unità combattenti, ma il dovere di allogarle in caserme unisex; o gruppi che stanno conducendo la meritevole battaglia per toilettes pubbliche per trans.  Tutto in nome di un evidente scopo finale: la dissoluzione di ogni ordine, gerarchia e stabilità nelle società umane. Continua a leggere

Soros riunisce i grandi sponsor “progressisti” e milionari del globalismo per boicottare Trump

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Soros contro Trumpdi Arturo Garcia

Il miliardario George Soros ha speso milionate di dollari per sostenere la Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali e poter cosi’ continuare a dettare le politiche mondiali.  Non ha avuto fortuna e adesso cerca di recuperare la sua quota di potere con altri mezzi .

Ha ritardato di alcuni giorni ma, alla fine, l’onnipotente George Soros, e’ riapparso sulla scena. Risulta spiegabile questa pausa di silenzio del miliardario visto che ha speso una parte della sua fortuna per finanziare la campagna elettorale della Clinton che e’ pero’ terminata in modo inaspettato con  l’elezione di Donald Trump. Tuttavia il globalismo mondiale sembra avere un nuovo  piano e la riunione di vari personaggi dell’establishment, che si svolge a Washington in questi giorni, sembra avere per obiettivo quello di cercare mecenati e cercare di affondare l’attivita’ del nuovo presidente eletto.

Sembra chiaro che la vittoria di Trump ha segnato una battuta di arresto sui piani di Soros che contava su una elezione della Clinton per seguitare a sostenere le politiche sull’immigrazione di massa , la promozione dell’ideologia di genere, l’abolizione degli Stati nazionali,  la riforma sanitaria, ecc.. La Clinton era colei che avrebbe portato avanti questi programmi, quale candidata  dei globalisti e dell’establisment di potere.

In particolare il progetto principale di Soros, quello dell’abolizione delle sovranità degli Stati Nazione, progetto sostenuto in diverse conferenze pubbliche e che fu abbracciato dalla Clinton nel 2013. Durante una conferenza con banchieri brasiliani la candidata democratica aveva seguito il suo discorso abituale ed aveva affermato che il suo sogno era “un mercato comune emisferico con libero commercio e frontiere aperte”. Continua a leggere

La Fraternità S. Pio X e i modernisti: da “coppia di fatto” a “matrimonio”, senza andare d’accordo

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A lato in foto Mons. Fellay e don Cusick all’inaugurazione del nuovo seminario FSSPX in Virginia, USA

di Matteo Castagna

Don Kevin M. Cusick, corrispondente di Rorate Caeli per l’apertura del seminario della Fraternità San Pio X in Virginia, è cappellano della Marina Militare e il pastore della chiesa di San Francesco di Sales a Benedict, nel Marylamd, Arcidiocesi (occupata dai modernisti) di Washington.

Sul sito americano Rorate Caeli (clicca per leggere l’articolo completo) viene pubblicata una chiacchierata che il sacerdote fraternesco intrattiene col Superiore Generale della Fraternià S. Pio X, Mons. Bernard Fellay, in cui quest’ultimo parla dei negoziati (che sono, almeno, bilaterali per definizione!) con il Vaticano attuale. Il vulnus della notizia era già stata riportata con cappello introduttivo di commento su questo sito, ieri. Ma qui si ha la conferma da una autorevole fonte diretta della Fraternità (il suo Capo!) e l’aggiunta di un particolare, molto importante, che era evidentemente implicito già nell’articolo precedente, ma in questo viene detto chiaramente.

Don Cusick incalza Mons. Fellay  sui “chiarimenti” mancanti per giungere alla Prelatura personale e riceve la conferma che si tratta di alcune non meglio precisate questioni in merito alla libertà religiosa e all’ecumenismo, perché la questione liturgica è già stata affrontata. “Il vescovo – a detta del Reverendo fraternesco – ha descritto gli attuali accordi come “quasi pronti” e in fase di ritocco finale; il suo comportamento e la sua espressione esprimevano fiducia e serenità”. Ha parlato  in particolare della dichiarazione di “Mons.” Müller secondo il quale la Fraternità deve accettare il Vaticano II, comprese le parti in discussione. ed è qui che si sta cercando la quadra o meglio la formulazione accettabile da entrambe le parti.

Müller ha detto che “c’è un sacco di pressione da parte di quelli che noi chiamiamo i modernisti” per rendere le cose impossibili circa l’integrazione della Fraternità.
Egli ha detto che qui è in ballo “una certa mentalità” e “lei sa che è molto difficile cambiare mentalità”; si tratta della mentalità di “una certa generazione” e queste cose “richiedono tempo”. Ha detto che dobbiamo arrivare a un punto in cui è possibile che, riguardo ai detti punti in questione del Vaticano II, si possa “non essere d’accordo e tuttavia continuare ancora ad essere cattolici”. Mons. Fellay sembra preparato ad aspettare se necessario, impegnando il suo tempo a lavorare perché la Fraternità continui a crescere e prosperare.
Qui non ci sono modernisti, conclude il sacerdote su Rorate Caeli. Ci sono solo coloro che aspettano, senza fretta, l’artificio dialettico adeguato alla mentalità di certi modernisti o che essi vengano pensionati dall’età o direttamente dal Padre Eterno, per essere riconosciuti cattolici dai modernisti, anche se non si è d’accordo con loro. Continua a leggere

Silvia Valerio: “Etica ed estetica per un mondo migliore”

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20161113_132537L’INTERVISTA 

A lato, Silvia Valerio

di Matteo Castagna

“Avete sdoganato Freda nell’ambiente cattolico tradizionalista!”. Così mi ha accolto un esponente del nostro variegato mondo, tra lo spaventato e lo scandalizzato. Eh sì, perché un anno fa, iniziando l’avventura di “Traditio” a Verona, noi di “Christus Rex” abbiamo pensato di allargare gli orizzonti politici e letterari, confrontandoci con le Edizioni di Ar, organizzando delle presentazioni librarie, certamente non conformi, con Silvia, Anna Valerio e altri loro collaboratori, al fine di sciogliere alcuni pregiudizi e cercare attraverso la comune cultura umanistica dei punti di contatto, utili all’ identificazione di un comune nemico: la modernità, declinata in senso progressista. Abbiamo dato il “la” ad altri amici ed associazioni fuori Verona, che hanno preso spunto per fare altrettanto. Non è la prima volta che facciamo da apripista  in nuove avventure e che contribuiamo a sfatare dei tabù. Non può che farci piacere.

Incontrando Silvia Valerio ad ExpoLibri, in Fiera a Padova, abbiamo scambiato delle riflessioni, che dimostrano proprio che la cultura e la base anti-progressista possono creare dei terreni di lotta comune su tematiche di scottante attualità. E’ su queste sinergie che abbiamo focalizzato una chiacchierata con Silvia, giovane cognata dell’Editore. Se qualcuno si aspetta di trovarsi di fronte una sorta di clone ideologico-politico femminile dell’ “Autocrate” sbaglia di grosso, perché invece, incontra una ragazza sì molto determinata, ma con una propria personalità, che sa ben delineare. Puoi essere d’accordo o meno con ciò che pensa, ma sa ascoltare ed è profondamente attratta dalla religiosità. No, non è cattolica, sebbene trovi alcuni punti di contatto con il cattolicesimo, nell’accezione tradizionale, in merito alla critica del mondo moderno ed al primato dello Spirito sulla materia. Si definisce persona “molto spirituale”, adora Platone e non le piacciono effimere mode e la banalità. Non è una ragazza comune, perché non tutte iniziano a scrivere racconti, fiabe e pamphlet, fin dall’adolescenza. Ha un’intelligenza vivace, che vive attraverso uno splendido rapporto con la sorella maggiore Anna, assieme alla quale ha da poco terminato la stesura del suo primo romanzo: “Non ci sono innocenti”. Continua a leggere

Il tappeto mobile

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di Lorenzo Parolin

Il tappeto mobile

Fonte: Lorenzo Parolin

Èno – Che diresti se qualcuno percorresse una via mobile nel verso sbagliato?

Pino – Direi che è un imbecille. Io alla fiera di Francoforte ci ho provato per scherzo ed ho avuto una sensazione di impotenza. Riuscivo lo stesso ad avanzare, ma lo spreco di energia era frustrante; al contrario, dal verso giusto si procedeva speditamente e si provava un senso come di onnipotenza.

Èno – Capisco; anch’io sono della tua stessa idea, tuttavia, dopo aver osservato tante persone ed aver fatto tante prove, devo concludere che il verso giusto nel quale percorrere la vita è quello rovescio.

Pino – Come sarebbe a dire?

Èno – Vedi, la vita assomiglia un po’ anch’essa ad un tappeto mobile, perciò capisco quelli che si lasciano trasportare pigramente, e ancor di più capisco quelli che sfruttano il suo movimento naturale sommandovi quello personale per fare più strada; ma l’idea che mi sono fatta è che quel tappeto muova verso la sede del Male, e che quello che a molti appare un affare sia solo una follia. Anch’io non volevo credere che il fluire naturale delle cose fosse ingannevole, anzi, per lungo tempo non ho nemmeno voluto prendere in considerazione l’eventualità di camminare in senso contrario; oggi, invece, ne sostengo l’utilità.

Pino – Vorresti forse dire che la maggior parte del mondo sta andando nel verso sbagliato? Continua a leggere

Donald Trump nomina due pro-life alla Casa Bianca

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Segnalazione Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Mentre non si placano le accese polemiche, a tutti i livelli, nei confronti dell’inattesa e, per molti, disorientante elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, tutti gli occhi della stampa mondiale sono ora puntati sulle decisive nomine presidenziali in corso che andranno a definire quello che sarà il nuovo staff della Casa Bianca a partire dal prossimo 20 gennaio 2017.

Le prime scelte, in proposito, del neo eletto Trump, come prevedibile, hanno suscitato reazioni opposte e contrastanti. Se da un lato la stampa progressista ha infatti subito accusato il tycoon di aver optato per consiglieri «estremisti, razzisti e antisemiti», dall’altra parte, i leader conservatori hanno applaudito, accogliendo con soddisfazione le prime investiture del loro presidente. Quest’ultime, come reso noto da tutti i principali media internazionali, sono andate a Reince Priebus e Steve Bannon.

Priebus, eletto a capo di gabinetto, chief of staff, è un politico navigato, appartenente da anni all’establishment del Partito Repubblicano; Bannon, nominato consigliere speciale e chief strategist della Casa Bianca, è stato presidente esecutivo di Breitbart News, uno dei più importanti e attivi siti web della “destra” americana, punto di riferimento soprattutto per la cosiddetta “alt-right”, abbreviazione che sta per “alternative right”, movimento che ha costituito un’importante base elettorale per Trump. Continua a leggere

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