“Christus Rex” Verona: “Rimpatrio immediato, sì alle colonie, no all’immigrato!”

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img-20170110-wa0067-1FAMIGLIA CRISTIANA: http://m.famigliacristiana.it/articolo/verona-un-appello-contro-il-razzismo-crescente.htm

LA REPLICA DEI CATTOLICI VERONESI LETTA DALLA REDAZIONE DEL SETTIMANALE IN DATA ODIERNA ALLE 9.24:

“PAX CHRISTI, IN REGNO CHRISTI”!

I veri cattolici veronesi non sono buonisti e non accettano l’ “accoglienza-business” sulla pelle delle persone, spacciata come carità da personaggi senza scrupoli.

Con il gesto dimostrativo dell’allegato striscione, appoggiato a Ponte Pietra, a due passi dall’ostello ove un gruppo di immigrati ha inscenato una vergognosa protesta, finora impunita, il Circolo Cattolico Christus Rex intende rispondere a “Famiglia Cristiana” (o “Famiglia Africana”?) e a tutti i soloni del politicamente corretto, chiedendo il rimpatrio immediato di tutti i clandestini e proponendo la soluzione propria della miglior tradizione cattolica, che vede nella struttura coloniale la risposta al mondialismo, la possibilità di affrancare dalla povertà gli stranieri in difficoltà, a casa loro, e la grande opportunità di evangelizzazione di questi popoli, per il loro Bene spirituale.

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Dai migranti al terrorismo, Trump cerca un alleato in Italia per rilanciare l’alleanza con gli Usa

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Due collaboratori del neo presidente spiegano i suoi piani dopo il risultato del referendum

di FRANCESCO SEMPRINI

«Donald Trump ha accolto con interesse l’esito del referendum in cui vede un’opportunità di rinnovamento positivo della leadership del Paese. E in questa ottica è alla ricerca di un interlocutore preferenziale in seno alla compagine politica per rilanciare la partnership tra Stati Uniti e Italia, in particolare nell’ambito della comune lotta al terrorismo». E’ questo il messaggio che emerge dall’entourage del presidente eletto secondo quanto riferito da Guido George Lombardi e dal generale Paul Vallely, due amici e collaboratori di Trump, i quali spiegano a La Stampa la visione del prossimo inquilino della Casa Bianca nelle relazioni con l’Europa e con la stessa Italia.

Una nuova Italia in una rinnovata Europa  

«E’ chiaro che Trump sia contento del risultato referendario alla luce dei discorsi e delle dichiarazioni fatte in passato non solo sull’Italia ma anche in merito alla Brexit», spiega Lombardi. «Tutti i suoi consiglieri, a partire da Steve Bannon che è molto vicino alla politica europea, consideravano il “no” come un primo passo verso un processo di ricollocazione dell’Italia, una sorta di distacco, non nel senso di uscita dall’Unione europea, ma di presa di distanza dagli schemi conformisti di un certa politica e di una certa Europa. Un passaggio verso la strada del popolarismo che privilegia l’economia reale, il lavoro, la real politik e l’allontanamento dall’ideologia conformista che sta decretando il fallimento del progetto europeo così com’è».

Trump cerca un interlocutore  

Secondo il clan Trump – insiste Lombardi – questo è un «no» che rende l’Italia più forte, anche se a questo punto occorre attendere nuove elezioni per capire che piega prenderà il Paese e «per individuare il giusto interlocutore con cui l’amministrazione americana dovrà interloquire per rilanciare i rapporti con lo storico alleato». E anche di questo si è parlato a margine dei lavori di un recente forum del Endowment for Middle East Truth (EMET), osservatorio con sede a Washington fortemente pro-Usa e pro-Israele. Ed è proprio nel corso del forum che raggiungiamo telefonicamente Lombardi. «Qui a DC, in questa conferenza, ci sono diverse persone molto vicine al team presidenziali, tra cui ex militari, – prosegue l’amico italiano del presidente eletto – ed è un’opportunità per affrontare temi importanti come i rapporti con Israele, la lotta al terrorismo e il futuro delle relazioni con l’Europa».

I generali puntano sull’Italia

Tra loro c’è Paul Vallely, generale pluristellato, veterano di guerra, commentatore politico e militare, e amico del generale Michael Flynn fedelissimo di Trump e prossimo numero uno della Defense Intelligence Agency. Generale, come vede la situazione in Italia? «Alcune settimane fa ho incontrato Farrage e abbiamo discusso della situazione in atto, quello che sta avvenendo in Europa è un processo storico, il baricentro si sta spostando dalla parte della gente, in Italia, in Francia e in Germania». Secondo Vallely il popolo sta prendendo coscienza della propria sovranità, di essere la spina dorsale di nazioni indipendenti che non devono per forza essere parte di un movimento globalista e globalizzante. «E questa è un ottima cosa, per l’Italia ad esempio si è compiuto un passo nella direzione che favorisce la gente. Siamo contenti». Secondo il veterano allo stato attuale le nazioni europe non hanno l’obbligo di essere parte di una entità sovranazionale come la Ue che ha dimostrato – specie in alcuni specifici casi come l’Italia – «di esigere più di quanto offra». «Non mi sembra che Bruxelles abbia fatto molto per i popoli europei fuorché creare una burocrazia pesante comandata dai soliti noti. Sta emergendo una nuova visione dell’Europa e con questo passo ci saranno interessanti scenari di cooperazione con l’America di Trump». Quindi non ci sono dubbi sulle relazioni tra Italia ed Usa? «Italia e Usa – prosegue il generale – saranno parte di un’alleanza forte ma soprattutto rinnovata fatta da governi che difendono le rispettive sovranità e si impegnano sul piano della cooperazione». Ciò indipendentemente da chi sarà il prossimo ambasciatore a Roma («c’è una lista di una decina di persona in ballo», rivela Lombardi).

Rifugiati e lotta al terrorismo  

E proprio sul piano della cooperazione italo-americana, secondo Vallely, con l’Italia sarà cruciale affrontare il problema dei rifugiati, lavorando al contempo sulla situazione nel Mediterraneo, in Siria, Iraq e Libia. «Occorre raggiungere una stabilizzazione della regione e di Paesi come la Siria, per consentire a chi è stato costretto a lasciarla di ritornavi a vivere anziché rifarsi una vita fuori. Il problema dei rifugiati è molto serie perché è legato in diversi suoi aspetti al rischio di terrorismo ed è il veicolo utilizzato dall’Isis per entrare in Europa». E questo secondo la cerchia di Trump è un problema che deve essere affrontato e risolto con la collaborazione della Russia: «Loro hanno lo stesso problema col rischio di spinte terroristiche dal Caucaso, pertanto bisogna trovare soluzioni condivise», afferma il generale che sottoliena le sue origini itali-irlandesi.

La nuova resistenza  

E proprio sulla questione del terrorismo torna Lombardi con una teoria che «sta prendendo piede» in seno all’entourage di Trump. «Oggi c’è in una situazione simile a quella del 1939, l’Europa è invasa da truppe islamiste così come accadde allora con i nazisti. Non parlo delle persone in fuga dalla fame o dalla guerra che entrano in Europa per trovare lavoro, ma di personaggi aderenti all’Isis o che si ispirano ad esso sul Web, e che poco hanno a che fare con i valori reali della religione musulmana. Anzi usano la religione per attuare i loro piani espansionistici totalitari o terroristici». Gente che come attitudine è simile ai nazisti, «per questo parliamo di una sorta di “nazislamizzazione” che vuole divorare l’Europa con la Sharia». Secondo Lombardi i vari governi Renzi, Merkel e Hollande sono i Vichy di oggi, «i governicchi che si sono arresi all’arroganza e alla minaccia del terrorismo». La Brexit, l’America di Trump, l’Italia del «no» sono invece forze positive come allora lo furono Churchill, Roosvelt e lo sbarco in Sicilia. «In questo contesto occorre individuare alleati tra i movimenti conservatori e popolaristici, per rafforzare la resistenza al terrorismo. Molte persone vicine al presidente sono d’accordo – conclude Lombardi – persone vicine al presidente, da lui indicate o nominate in posti chiavi della prossima amministrazione Usa».

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Devi morire per diventare un santino antimafia. La storia di Franco Caminiti

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Devi morire per diventare un santino antimafia. La storia di Franco Caminiti

di Antonio Amorosi a pag 15 su La Verità del 3 gennaio 2017

Quando lo Stato fa di tutto per farti fare la fine di Lea Garofalo. Lo Stato gli ha tolto la scorta e fa finta di niente

Dopo la nostra denuncia dietrofront del ministero e…

di Antonio Amorosi a pag. 9 de La Verità del 7 gennaio 2017

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Sedevacantismo: come parlarne a Zia Helen

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149080_510928152298347_65338746_nSegnalazione di Pietro Ferrari
Nota dell’Autore: All’inizio del 1995 ho avuto un cordiale scambio epistolare sul tema del sedevacantismo con un sacerdote cattolico che tiene una cappella tradizionalista indipendente. In una sua lettera mi diceva che trovava convincenti le argomentazioni sedevacantiste ma che lo lasciava perplesso il lato “pastorale” di questa posizione. Temeva infatti che una posizione del genere avrebbe turbato i fedeli, presenti o potenziali, e li avrebbe condotti presumibilmente tra le braccia di gruppi ampiamente compromessi come quelli indultisti. Come reagirebbe il semplice fedele? mi domandava. Cosa ne penserebbe, poniamo caso, mia zia Helen? Ecco la mia risposta.

Caro Padre,

grazie per la sua gentile lettera del 28 marzo 1995. Ho avuto molto da fare (Settimana Santa, viaggi…) e così non ho potuto risponderle velocemente. Pensavo di offrirle qualche riflessione a proposito della questione della Vacanza della Sede e sul Rito Tridentino, ma poi ho preferito trattare degli aspetti pastorale in generale riguardo questo periodo di vacanza della Sede Apostolica. Io certamente capisco la Sua perplessità. La Sua domanda “Cosa ne penserebbe Zia Helen?” è una buona domanda, nel senso che noi certamente non vogliamo spaventare la gente. Come comunicare questa Verità senza creare un cattiva impressione in un laico?
Ecco le mie riflessioni: Continua a leggere

Il caso. Basta scherzi, tirate fuori la vera Miss Helsinki con gli occhi dell’aurora boreale

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semfvs0di Silvia Valerio

Dai, adesso potete dirlo. L’epifania tutte le feste si porta via e si apre il carnevale. E a carnevale ogni scherzo vale. Anche quelli bastardi. Adesso potete dirlo che la nuova elezione di miss Helsinki, diciannovenne di origini nigeriane, è uno scherzetto per vedere se siamo ancora reattivi dopo il periodo di sbronze e panettoni, se i sensi non si sono annebbiati, se i botti di capodanno non ci hanno compromesso la funzionalità visiva e se abbiamo ancora quel tanto di vivacità mentale che basta ad accorgersi se ci siamo svegliati femmine o maschi, cani o gatti, uomini o caporali. Una specie di test di reattività. Come i computer, quando ti propongono quei calcoletti interessanti prima di farti entrare nella tua posta e si scusano: “Devo verificare che tu non sia un robot”. Buontemponi.

Be’, non siamo dei robot. Ci vediamo ancora discretamente. E poi, anche alla luce di una candela o della fiamma del gas in cucina uno avrebbe formulato all’istante un giudizio chiaro e distinto sulla signorina che avete scelto per il vostro scherzetto. Anche Goethe, quando faceva gli esperimenti nei campi alla luce della luna piena, avrebbe fatto un salto tra i ciuffi di erbe selvatiche e le civette

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2017 – IL SINISTRO PIANO PENDENTE DA SEMPRE: AZZERARE IL CRISTIANESIMO!

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2017-year-of-anniversaries-1024x658L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Il Cattolico dovrebbe essere cosciente del tempo in cui vive, poiché la Storia necessariamente ha un senso cristiano, e così va letta. Altrimenti scivola nella storica «apostasia».

Siamo a 500 anni della falsa Riforma Protestante di Lutero (ottobre 1517), fatale scivolone epocale; e a 300 anni della fondazione della prima loggia della Massoneria in Inghilterra (giugno 1717), scivolone di un mondo immerso in auto-riferite «verità» gnostiche, ieri illuministe, oggi database net, ecc.;

100 anni della Rivoluzione Comunista in Russia (ottobre 1917): apostasia assassina.

Alla vigilia di questa, era già in terra, dal 13 maggio 1917, il Segno divino di Fatima, affinché la Chiesa superassi tutti questi mali attraverso un’azione richiesta al Papa: Autorità di Dio in terra; nello stesso giorno e forse ora in cui la Madre di Dio apparve ai tre pastorelli di Fatima per rispondere all’appello per la pace di Papa Benedetto XV, costui consacrava vescovo Eugenio Pacelli. Si trattava del futuro Papa Pio XII, il «Papa di Fatima». Continua a leggere

La regia del Regno Unito dietro la risoluzione ONU contro gli insediamenti sionisti in Cisgiordania e Gerusalemme Est

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di Gilad Atzmon

La regia del Regno Unito dietro la risoluzione ONU contro gli insediamenti sionisti in Cisgiordania e Gerusalemme Est

Fonte: civiumlibertas

 Non sempre riusciamo ad essere tempestivi nella traduzione in italiano di eventi che Gilad Atzmon segue quasi sempre in tempo reale, dando di essi una lettura che è vano cercare nella stampa e nel web italiano. La “notizia” che ora pubblichiamo è del 27 dicembre dello scorso anno. Malgrado il tentativo-bavaglio di far adottare dagli Stati una definizione di antisemitismo confezionata in uno dei soliti raduni dove la Lobby sposta suoi sayanim, alla cui esistenza Atzmon crede, insediati nelle istituzioni degli Stati, nel cui nome pretendono di parlare, uomini come Atzmon conservano ancora in Gran Bretagna tutta la loro libertà di pensiero. In Italia non è possibile e non godiamo di questa libertà dopo che la Lobby ha imposto le sue leggi bavaglio, che andrebbero tutte smantellate se un giorno andasse al governo un Movimento serio. Pensavo che potesse essere il M5s… Ma questa è un’altra storia, ossia un’altra serie di post di Civium Libertas o dei MU sponsorizzati. Qui intanto ringraziamo Antonio Palumbo per questa sua nuova traduzione che non ha bisogno di particolare introduzione, se si tengono uniti i vari articoli nella loro Homepage che lega gli uni agli altri i fatti che si succedono in Palestina e fuori di essa e che in Atzmon trovano sempre il più acuto osservatore.

CL
Gilad Atzmon
LA REGIA DEL REGNO UNITO DIETRO LA RISOLUZIONE ONU CONTRO GLI INSEDIAMENTI SIONISTI IN CISGIORDANIA E GERUSALEMME EST

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Perchè l’Occidente parla così poco dei morti turchi?

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di Robert Fisk

Perchè l'Occidente parla così poco dei morti turchi?

Fonte: Come Don Chisciotte

Se un dittatore democraticamente eletto diventa un filtro per cui passa la guerra civile di un paese vicino, cos’altro deve aspettarsi se non massacri a casa sua?

Questo è il motivo per cui in Occidente non perdiamo troppo tempo con i morti turchi

CCTV mostra uno sconosciuto che spara a due persone, appena entrato nel nightclub di Istanbul

La Turchia  è sola.  Come prima cosa,  in tutto questo c’è un motivo razzista. Se a Capodanno avessero macellato 39 persone, tra uomini e donne, a Parigi o Bruxelles o a Berlino, i titoli dei giornali avrebbero occupato tutte le pagine per tre o quattro giorni. Due o tre giorni se le vittime fossero state in Europa occidentale. Ma, naturalmente, dato che sono state in  Turchia, che è un paese musulmano – dove le persone non sono sempre bianche come i “Cristiani” – i titoli sono svaniti molto più rapidamente. Non sono i nostri, abbiamo detto noi occidentali. Continua a leggere

Get an Epiphany Home Blessing Packet

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Segnalazione di don Anthony Cekada

Epiphany Home Blessing Packet

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Now available from St. Gertrude the Great Church

For info click here

The Feast of the Epiphany especially draws our attention to the universality of the Catholic Church. In the spirit of the Wise Men, we’d like to offer you a traditional Epiphany sacramental, prepared and blessed at St. Gertrude the Great on January 6. This “home blessing packet” will enable you to bring into your home the traditional Epiphany blessing which marks these days.

The packet contains a bit of incense, some charcoal and a piece of blessed chalk, as well as the traditional prayers from the Roman Ritual, which you may perform in your home for an Epiphany blessing. Continua a leggere

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