Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima…

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di Claudio Messora

Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima...

Fonte: Byoblu

Dopo la colossale figura di palta, anziché una letterina di scuse per avere esposto tutto il Movimento 5 Stelle al pubblico ludibrio, a un fallimento politico colossale e avere rovinato irrimediabilmente i rapporti nel Gruppo Politico dove M5S Europa risiede, l’Efdd, arriva questo testo sul blog di Beppe Grillo:
L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement)“.
Per una volta lasciatelo gridare a me: Gombloddoh! (e per scriverne io, ce ne vuole. eh?). I poteri forti non vi hanno permesso di vendervi ai poteri forti! Ma ve l’ha scritto Crozza?

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Cyberspionaggio. E’ nata una figura ibrida di controllore-controllato

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di Enrica Perucchietti

Cyberspionaggio. E' nata una figura ibrida di controllore-controllato

Fonte: intelligonews

Intervistata da Intelligonews Enrica Perucchietti, giornalista, scrittrice e opinionista, commenta senza giri di parole il caso cyberspionaggio. Nel mirino degli hacker sembra ci fossero, da anni, imprenditori e personaggi politici di spicco tra cui Renzi, Monti e Draghi.
Che idea si è fatta della vicenda?
 
“E’ la punta dell’iceberg di un fenomeno, molti ricercatori ne parlano da anni ma sono stati bollati come delle cassandre. Siamo tutti violati quotidianamente, non esiste più la privacy, il cyberspionaggio è diventato ormai endemico ed è l’arma per tenere sotto controllo un po’ tutti”. 
 
Materiale quindi da utilizzare per ricatti.

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Dall’omofobia alla “robophobia”? le ultime frontiere della Rivoluzione

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Dal matrimonio gay e lesbico al “matrimonio robot”, passando per l’“auto-matrimonio”. Questi sono i folli ma logici passaggi dell’attuale processo di dissoluzione dell’istituto familiare naturale in nome dell’illimitato principio di auto-determinazione individuale. Se a guidare le nostre azioni e le nostre scelte sono, infatti, i meri istinti e sentimenti d’amore, senza alcun ponderato filtro di ragione e buon senso, si approda a risultati inverosimili e surreali, per i quali, ognuno pretende di avere il diritto di sposare chi “sente di amare”, anche fosse, sé stesso o uno spersonalizzato ed inquietante robot. Continua a leggere

Bambini sempre più sostituiti dai cani

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Segnalazione di BastaBugie

Capita sempre più spesso di vedere adulti che trattano i cani da figli e i figli da cani
di Giorgio Celsi

Gli animali sono creature che meritano rispetto e protezione. Sanno essere utili e di compagnia, sanno farsi amare. Sono, poi, meno impegnativi, esigenti e problematici dei bambini. Quindi la società sconsideratamente edonistica in cui viviamo ce li propone come validi sostituti.
Un palazzo nel centro di Brescia riportava un cartellone pubblicitario con la scritta: «Mi fido. Lui gioca, tu fai la spesa», per pubblicizzare un dog parking. Sono rimasto sconcertato: ora, in certi supermercati, prima di andare a fare la spesa si può usufruire non più di un’area giochi per i bambini, bensì per i cani: è garantito che «verranno fatti giocare e coccolati da veri dog sitter!».
Quindi ci saranno delle persone impiegate per tenere compagnia ai cani. Mi sorge, allora, un dubbio: l’animale da compagnia è il cane o l’uomo? Continua a leggere

McCAIN: “SONO STATO IO” (PER UNA VOLTA NON PUTIN)

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di Maurizio Blondet

McCain  ha ammesso: “Sono stato io a passare il falso documento russo compromettente per Trump”

Era un dossier  di 35 pagine in cui si dice, fra l’altro, che durante un viaggio in Russia nel 2013,   “The Donald” s’era fatto far una “pioggia d’oro”  da prostitute; naturalmente il tutto ripreso dai servizi di Mosca; e questo è il materiale con cui Putin sta ricattando Trump.

Adesso salta fuori il senatore McCain: “Ho ricevuto queste delicate informazioni l’anno scorso, e  le ho  passate al direttore dell’FBI  in quanto incapace di valutarne l’accuratezza”.  In realtà – ha spiegato Carl  Bernstein, il “grande giornalista” del Watergate che liquidò Nixon – mcCain ha ricevuto questo dossier da “un ex agente britannico  del MI6  a Mosca, assoldato da una ditta di opposizione politica a Washington, che faceva   le ricerche per [smerdare]  Donald Trump sia per i candidati democratici, sia per quelli repubblicani ostili a Trump”. Continua a leggere

Palermo, la rivincita di Caifa: chiesa diventa sinagoga

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Arco+della+Meschita-2Segnalazione del Centro Studi Federici

Lorefice dona agli ebrei una sinagoga a Palermo
 
L’Oratorio di Santa Maria del Sabato – sorto in quello che fu il quartiere ebraico – verrà affidato in comodato d’uso all’Unione delle Comunità ebraiche per ridare agli ebrei una casa nel capoluogo siciliano. Il gesto nell’anniversario dell’espulsione del 1493
 
A più di cinquecento anni dall’espulsione decretata dagli spagnoli, gli ebrei torneranno ad avere una sinagoga a Palermo. Un luogo di culto che aprirà i battenti nell’Oratorio di Santa Maria del Sabato, una piccola chiesa da tempo inutilizzata per le celebrazioni liturgiche e che sorge proprio nella zona dove un tempo si trovavano gli antichi quartieri ebraici della Guzzetta e della Meschita. A volere il gesto- storico per la Sicilia – è stato l’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha deciso di accogliere una richiesta di un luogo di studio e di culto per la comunità ebraica di Palermo avanzata da Evelyne Aouate, presidente dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici.

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La pulizia religiosa nella Piana di Ninive

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tenda_chiesa_erbilSegnalazione del Centro Studi Federici

Cacciati dai loro villaggi dall’avanzata dell’Isis, sono pochi i cristiani della Piana di Ninive che hanno le forze materiali e morali per ritornare nelle loro case ora che l’esercito iracheno ha liberato quel territorio. 
 
Iraq, la speranza dei cristiani non abita più qui
 
Se i cristiani perseguitati dall’Isis in Iraq conservavano ancora una speranza, ora sembra perduta per sempre. Come le briciole usate da Pollicino per segnare la strada del ritorno a casa, è stata divorata da un mostro chiamato distruzione. I cristiani di Ankawa – sobborgo di Erbil nel Kurdistan iracheno – e del campo profughi di Kirkuk sono sempre più depressi da quando le loro città di provenienza, principalmente Qaraqosh e Bartalla, sono state liberate.
Sembra un paradosso, ma se durante le battaglie tra il Daesh e la coalizione di forze irachene, curde e internazionali, nei profughi cristiani era ancora vivo il desiderio di tornare nelle città dalle quali erano dovuti fuggire, i seguaci di Cristo hanno dovuto capire, dopo la liberazione, che il ritorno al passato è estremamente complicato. A frenare i loro entusiasmi non è stata solo la paura di dover subire nuove persecuzioni da parte dell’Isis che li stermina o tenta di convertirli. Alcuni di loro, appena i guerriglieri del Daesh sono stati cacciati da città come Qaraqosh, sono risusciti tra mille pericoli a rientrare nei luoghi d’origine. Non vedevano l’ora di ritrovare i ricordi, la memoria, assieme alle cose più care. Ma ai loro occhi si è presentato il nulla. Le loro case non ci sono più. I beni sono stati sottratti dai combattenti del Daesh. Tutto è ormai vuoto e squallore. “È così che abbiamo preso la nostra decisione. Meglio restare nei campi profughi. Ripartire daccapo sarebbe impossibile. Non abbiamo soldi per ricostruire tutto ciò che è perduto. Non abbiamo trovato niente di quello che ci era familiare. È tutto finito”, dice uno di loro in rappresentanza degli altri che, in cerchio intorno a lui, fanno “sì” con la testa.
 
Container e teli di plastica sono la nuova casa che li accoglie. Le strade sono di fango. Solo un po’ di fantasia e l’aiuto di tante associazioni umanitarie rendono la vita più sopportabile. Il bisogno di crearsi uno spazio personalizzato ha scatenato una sorta di “abusivismo edilizio” che ha portato diverse famiglie ad allargare i propri container costruendo, con materiali di fortuna, qualcosa che li rendesse più vicini ad una vera abitazione. Ingressi con tavoli e vasi di fiori, gabbie per uccellini che col loro cinguettio rallegrano le tristi giornate, tutto è destinato a contrastare la sensazione di essere in prigione.
Una prigione accogliente, grazie alle organizzazioni umanitarie come la Focsiv che hanno reso sempre più gradevole l’ambiente, con l’aiuto ad esempio di condizionatori atti a contrastare i freddi inverni e le torride estati, ma pur sempre un luogo al di fuori del quale non c’è futuro. “Fuori di qui, vivono solo i curdi. Il lavoro per i cristiani non c’è. Molti si sono adattati costruendosi i loro negozi all’interno del campo. Fanno i parrucchieri, vendono bibite. Per chi ha voglia di iniziare un’attività abbiamo organizzato diversi corsi di formazione, come quelli per estetista e per sarta, seguito dalle ragazze con interesse”, spiega Teresio Dutto della Focsiv.
 
Darsi da fare e prendersi cura di sé è un modo per non lasciarsi andare, infatti le ragazze sono ben truccate e ben vestite, con i capelli sempre in ordine. Teresio, chiamato da tutti affettuosamente “Terry”, è preoccupato per i giorni a venire. “I curdi sono sempre più sospettosi nei confronti dei profughi che arrivano da ogni parte dell’Iraq – spiega – perché temono infiltrazioni dei guerriglieri del Daesh. Questi ultimi, ormai, utilizzano tutti i metodi per ramificare la loro presenza in Kurdistan, quindi le vie di accesso per i profughi sono state chiuse e sarà sempre più difficile arrivare nei nostri campi”. La Focsiv cerca di fare del proprio meglio per contenere i danni, soprattutto psicologici, che la situazione può creare, intervenendo soprattutto sui bambini. Uno dei problemi maggiori è infatti l’aggressività dei più piccoli. “Sono agitati, violenti, hanno subito troppi dolori e troppe umiliazioni e non sanno come scaricare le frustrazioni. Nel nostro asilo e nella scuola cerchiamo di tenerli a bada con i giochi, col canto. Abbiamo anche lezioni di sport come il taekwondoo, che serve a convogliare le energie verso l’autodifesa. Per i più adulti ci sono corsi di inglese e di computer”. Anche nel campo di Kirkuk la Focsiv ha organizzato corsi di formazione e sportivi, ma la presenza di un ambiente particolarmente ostile, dove l’ideologia del Daesh si fa sentire con forza, rende tutto più complicato e le strutture sono peggiori rispetto a quelle di Ankawa. In molti, comunque, sono ormai convinti di ciò che faranno. Vivranno per sempre in questi spazi circoscritti, pur di non affrontare i problemi che ci sono fuori. 
 

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Vittorio Sgarbi: “Bergoglio mi piace perché è ateo”

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download (3)L’OPINIONE

“Le chiese moderne nella maggior parte dei casi sono brutte, perché è diminuito il senso del sacro”. Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana il noto critico di arte Vittorio  Sgarbi.

Sgarbi, recentemente Daverio ci ha detto che in tanti casi le chiese moderne sono brutte, condivide?

” Sì, ma io queste cose le ho dette prima di Daverio. Bisogna analizzare le cause di questa bruttezza”.

Prego…

” Vedo un calo della idea generale di bellezza, questo succede in molti campi. Eppure, la bellezza, che è ricollegata  allo studio e alla conoscenza, è fondamentale. Il senso estetico  va a farsi benedire. In quanto alle chiese, il problema è più particolare”. Continua a leggere

La mafia s’è fatta impresa, e pure banca

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In Lombardia, un imputato su 4 per associazione di tipo mafioso è un imprenditore. E a Trapani finisce in amministrazione giudiziaria un istituto di credito
Antonino Piero Mancuso, presidente della Bcc di Paceco, nel trapanese, commissariata per sei mesi a fine novembre dal tribunale di Trapani, su proposta della Dda di Palermo
Antonino Piero Mancuso, presidente della Bcc di Paceco, nel trapanese, commissariata per sei mesi a fine novembre dal tribunale di Trapani, su proposta della Dda di PalermoLe mafie agiscono come imprese e come banche. Attraverso specifiche attività di corruzione e di riciclaggio di denaro sporco, le cosche investono e prestano denaro, sia in Italia che all’estero, mirando ad appropriarsi e a controllare settori importanti del sistema economico. Tra i vari indicatori di questo trend, possiamo considerare i dati dell’ultimo Rapporto dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia,

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https://altreconomia.it/la-mafia-fatta-impresa-pure-banca/

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MONTEPASCHI: DRAGHI SAPEVA. E AUTORIZZO’

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di Maurizio Blondet

(mb. La crisi del Montepaschi ha le sue origini nella acquisizione di Antonveneta nel 2008 ad un prezzo demenziale.  L’avvocato italiano Paolo Emilio Falaschi, nell’interesse dei soci, ha prodotto la lettera con cui il governatore di Bankitalia – tale Mario Draghi – autorizzava e giustificava l’acquisto. Ben due procure,  pur avendo visto la lettera, hanno escluso “ogni responsabilità” di Bankitalia e di Draghi: prova di come le oligarchie inadempienti e le plutocrazie pubbliche in Italia si coprano l’un l’altra.

Però in Germania hanno letto l’articolo-rivelazione di Franco Bechis (uno dei migliori giornalisti economici) che qui sotto pubblichiamo, e ne hanno tratto una nuova arma nella loro guerra contro Mario Draghi alla BCE. Servirà a delegittimarlo  e a indebolirlo. Tipica storia italiana: tanto furbi da essere collettivamente scemi).

Di Franco Bechis

Mps, I Misteri Di Draghi E Il Giallo Sulla Commissione Jp Morgan 15 DIC , 2016

La lettera porta la data del 17 marzo 2008, e ha la firma dell’allora governatore della Banca di Italia, Mario Draghi. Oggetto: “banca Monte dei Paschi di Siena- Acquisizione della partecipazione di controllo nella Banca Popolare Antoniana Veneta”. E’ l’origine di tutti i guai dell’istituto senese che ancora una volta è appeso per salvare se stesso e le migliaia e migliaia di depositanti e risparmiatori all’aiuto che il nuovo governo guidato daPaolo Gentiloni potrebbe dare per decreto legge nei prossimi giorni.

draghi-montepaschi

Ma anche il passaggio successivo di Draghi desta qualche sorpresa rispetto alla tradizionale prudenza della Banca di Italia. Perché spiega come Mps avrebbe trovato quei 9 miliardi necessari all’operazione: “un aumento di capitale per 6 miliardi (di cui 1 miliardo con esclusione del diritto di opzione), l’emissione di strumenti ibridi e subordinati per complessivi 2 miliardi e il ricorso a un finanziamento ponte per 1,95 miliardi da rimborsare anche mediante cessione di assets non strategici”. Non solo Draghi descrive quel tipo di reperimento dei fondi, ma ne sposa la ratio, subordinando espressamente l’acquisto di Antonveneta “alla preventiva realizzazione delle misure di rafforzamento patrimoniale programmate, con specifico riguardo agli interventi di aumento di capitale e di emissione di strumenti ibridi e subordinati, in osservanza delle vigenti disposizioni normative in materia di patrimonio di vigilanza”.Attenzione, siamo nel 2008. Quindi proprio nel momento dell’esplosione della crisi finanziaria in tutto il mondo legata proprio all’emissione di quegli “strumenti ibridi e subordinati” che vengono raccomandati da chi aveva istituzionalmente la tutela della “sana e prudente gestione” delle banche italiane. Continua a leggere

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