Verona, la caduta di Tosi in mano ai tre “casaleros”

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tosidi Matteo Castagna, per il quotidiano on-line www.vvox.it 

La giunta rischia di cadere già a fine gennaio sul bilancio. Per crisi interna del tosismo

La giunta di Flavio Tosi a Verona rischia di cadere entro fine gennaio, a pochi mesi dalle elezioni comunali. Per deflagrazione interna del tosismo. I consiglieri comunali che fanno riferimento a Stefano Casali, capogruppo in Regione della lista Tosi, da tempo manifestano un certo malessere nella compagine del sindaco scaligero: fin dai tempi della liason tra questi e l’ex premier di centrosinistra Renzi, malvista da “Verona Domani” (l’associazione dei casaliani) che ha, invece, una vocazione neo-democristiana collocata nel centrodestra. Il mal di pancia si è trasformato in aperto dissidio in occasione del referendum costituzionale: i supporter di Casali si sono apertamente schierati per il No, mentre Tosi per il Sì. Alle recenti, sia pur pasticciate e rimandate elezioni provinciali, si sono presentati nel listone di centrodestra contrapposto a quella dei tosiani. Continua a leggere

La loggia di Sodoma e Gomorra

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sodoma_gomorraSegnalazione del Centro Studi Federici

Nel periodo in cui la Chiesa festeggia la Sacra Famiglia, modello della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio, ripubblichiamo un articolo della rivista “Sodalitium”, a firma di don Francesco Ricossa, sull’inaudita gravità della cosiddetta legge sulle unioni civili, conseguenza dell’azione delle sette contro la civiltà cristiana.
 
L’apostasia delle nazioni: le ‘unioni civili’
 
L’11 maggio 2016 la Camera ha approvato (con 372 sì, 51 no e 99 astenuti) il ddl Cirinnà sulle convivenze e le ‘unioni civili’; l’approvazione della Camera dei deputati era data per scontata dopo che il Senato aveva dato il via libera lo scorso 25 febbraio. La nuova normativa delibera sulle cosiddette “unioni civili” tra persone dello stesso sesso, nonché sulle convivenze di fatto, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Nel primo caso, l’unione “civile” è di fatto equiparata al matrimonio (acquisizione del cognome, diritti successori, assistenza morale e materiale, possibile comunione dei beni, alimenti in caso di scioglimento dell’unione, pensione di reversibilità e, per via giurisprudenziale, anche l’adozione dei figli del convivente); anche le coppie di fatto acquisiscono molti dei diritti spettanti alle coppie regolarmente sposate (tranne il cognome e il diritto successorio).
 
Abituati come siamo ormai a ogni genere di aberrazione, rischiamo di non cogliere appieno la particolare gravità di quanto è accaduto in parlamento, e che il capo del governo, il “cattolico” Matteo Renzi, ha chiamato “un giorno di festa per tutti”.
 
Già introdotta in quasi tutti i paesi d’Europa, la nuova disciplina che distrugge il diritto naturale e divino a riguardo del matrimonio e della famiglia, si è imposta infatti anche in Italia, in quell’Italia che la Divina Provvidenza ha posto come sede della Cattedra di Pietro, e come capitale di tutta la Cristianità. Tale “legge” quindi è una tappa importante e gravissima della pubblica apostasia della nazione, nel quadro del processo di scristianizzazione iniziato alla fine del XVIII secolo, proseguito con il cosiddetto Risorgimento e la fine degli Stati della Chiesa, e ripreso dopo l’ultima guerra con la promulgazione di una Costituzione atea (il capo del Governo si è vantato di aver giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo), con la revisione del diritto di famiglia e l’introduzione del divorzio, con la legalizzazione dell’aborto volontario, la revisione del Concordato che sancì la fine del Cattolicesimo come Religione di Stato, fino alla recente “legge” sul “divorzio breve”. Non ci illudiamo: Emma Bonino ha ricordato le nuove tappe della rivoluzione, tra cui quella in favore dell’eutanasia; non mancheranno anche le ‘leggi’ discriminatorie e persecutorie verso chiunque voglia restar fedele al diritto naturale e divino, alla fede e alla ragione. In confronto alle tappe di cui sopra, quella dell’11 maggio riveste tuttavia una particolare gravità: divorzio, aborto, un domani l’eutanasia… Si tratta beninteso di aberrazioni che violano la legge naturale e pervertono il retto uso della ragione. Tuttavia, si tratta piuttosto di un ritorno all’antico paganesimo (e per il divorzio a prima della venuta di Cristo Nostro Signore, in quanto era conosciuto anche dalla Legge mosaica col libello di ripudio). Uno pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, invece, è cosa talmente contro natura (giacché per natura il matrimonio ha come fine principale la procreazione dei figli e la conservazione del genere umano) e quindi contro la retta ragione, da essere cosa inaudita a seculo: nessuna civiltà, nessuna comunità umana, nessuna legislazione e nessuna religione, mai, neppure nelle società pagane dove la dissolutezza ed il vizio contro natura era ammesso e coltivato (cf. Romani, 1, 27) mai, dicevamo, fu neppure immaginato il matrimonio tra persone dello stesso sesso (tranne, esclusivamente per sé, in un momento di vertigine, da Nerone).
 
Di fronte ad un simile avvenimento, inaudito per la sua gravità, possiamo fare le seguenti considerazioni.
 
Non si può parlare, a proposito della ‘Cirinnà’, di legge. Una legge è ordinatio rationis, un ordinamento della ragione, mentre quello che il parlamento ha votato è evidentemente e palesemente un delirio della ragione. Ogni legge degna di questo nome dev’essere una determinazione della legge naturale e divina, la quale poggia sulla Legge Eterna, la Sapienza stessa di Dio, supremo Legislatore e ordinatore. La ‘Cirinnà’ non è una legge, ma una perversione della legge.
 
Ci si può seriamente chiedere se un governo e una autorità statale che giunge ad imporre simili aberrazioni possa essere considerata legittima, giacché non procura il bene comune della società, ma della società stessa è principale nemica.
Jorge Mario Bergoglio ha dichiarato in un’intervista al quotidiano ‘cattolico’ La Croix, rilasciata il 9 maggio 2016 e pubblicata il 16 maggio: “Uno Stato deve essere laico. Gli Stati confessionali finiscono male, sono contro la storia”. Al contrario, è lo stato laico (ovverosia ateo) che “finisce male”, come lo dimostra la “legge” Cirinnà. Lo Stato laico ha rifiutato la Fede ed il Regno sociale di Cristo, e la conseguenza è la perdita totale della ragione e l’instaurazione del “regno sociale di Satana”, mentitore e omicida fin dal principio.
 
La “legge” Cirinnà ha potuto essere approvata dal parlamento grazie alla complicità di uomini politici che si dicono cattolici e che provengono tutti dall’esperienza politica del cattolicesimo liberale e del cattolicesimo democratico, di uomini politici cioè che hanno fatto propria la dottrina del modernismo sociale, del laicismo liberale e massonico, e infine del Vaticano II sulla libertà religiosa e la laicità dello Stato. Come nel 1948, a proposito dell’indissolubilità del matrimonio, nel 1971 e 1974 a proposito del divorzio, nel 1978 a proposito dell’aborto, così nel 2016 sono dei politici “cattolici” di formazione democristiana che hanno permesso (col vile tradimento, con il non presentarsi in aula, e oggi persino col volere e votare la “legge”) l’apostasia e l’aberrazione. Sono loro, in tutte queste occasioni, che nella veste di ministri, Capi del Governo e Capi dello Stato, che hanno votato e promulgato queste “leggi” anticristiane, inclusi i deputati provenienti dal movimento “Comunione e Liberazione”. Eletti con i voti dei cattolici ingenui, hanno costantemente tradito la Chiesa cattolica e il Signore.
 
Infine, e soprattutto, la ‘Cirinnà’ ha potuto essere approvata grazie alla complicità non solo del laicato ma del clero cattolico, o meglio, di quegli eretici modernisti che hanno occupato ed usurpato, dal 1965 almeno, e sempre di più da allora, le sedi episcopali e finanche la Sede Apostolica. Senza il clima favorevole creato dai costanti interventi di Jorge Mario Bergoglio, ad esempio, una simile legge, in Italia, non sarebbe stata votata. Chi ha detto di non poter giudicare? Chi ha ripetutamente elogiato e manifestato come suoi amici carissimi tre tra i principali responsabili della guerra a Dio e alla Chiesa (Eugenio Scalfari, Emma Bonino e Marco Pannella)? Chi ha amichevolmente e pubblicamente ricevuto delle coppie omosessuali, a dimostrare la propria simpatia? Chi ha detto di non volersi immischiare in politica, quando ferveva appunto il dibattito sulla “unioni civili”? Chi ha lasciato intravedere un possibile cambiamento della morale cristiana? Jorge Mario Bergoglio, il quale in maniera abituale e oggettiva ha manifestato, anche in questa occasione, di non volere oggettivamente il bene della Chiesa, di abbandonare il gregge, di non reggere la Chiesa con Cristo e per il bene e la salvezza delle anime. I cattolici si sentono, e sono abbandonati. Chi è responsabile, quindi? Non solo lui, ma anche tutti coloro che hanno aperto la via alla demolizione del dogma, della morale, della disciplina e della liturgia, dal Vaticano II in poi, e tutti coloro che si dichiarano e rimangono in comunione con, e nell’obbedienza a, questi nemici della Chiesa e della Croce di Cristo.
 
E’ l’ora che i cattolici si levino contro il nemico, senza compromessi, senza vergogna, senza paura, innalzando il vessillo del Regno sociale di Cristo, tornando a essere sale della terra e luce del mondo. O Cristo regna, o l’Italia tornerà cattolica, oppure andremo incontro alla più totale e dolorosa rovina, e non resterà della nostra civiltà pietra su pietra. Allora, Cristo regnerà egualmente, non con la Sua misericordia, ma con la sua giustizia, non coi benefici della Sua presenza, ma con le conseguenze del Suo abbandono. Dio ci scampi, e abbia misericordia di noi, e delle nuove generazioni.
 

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Bologna, spettacolo gender alle medie. E’ bufera

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Un momento di ‘Fa’ afafine. Mi chiamo Alex  e sono un dinosauro’In scena la storia su un bimbo che è sia femmina che maschio. La rivolta dei genitori

di Matteo Radogna

Castello d’Argile (Bologna), 9 gennaio 2017 – Sembra una storia come tante, c’è un bambino di nome Alex nella sua cameretta simile a quelle di tanti altri adolescenti. Peccato che Alex, in alcuni giorni, calzi le scarpette da calcio perché sente di essere Alexander, altri invece decida di infilarsi l’abito da principessa per tirare fuori l’Alexandra che ha in sé. ‘Fa’ afafine’ è il titolo di questa ‘fiaba’ che il 31 gennaio al teatro di Castello d’Argile, andrà in scena per i ragazzini delle medie. Mancano una ventina di giorni e lo spettacolo sta già sollevando un vespaio di polemiche fra i genitori. Continua a leggere

Muller gela Burke: “Nessuna correzione a Bergoglio”

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STANZE VATICANE (OCCUPATE)

Anche se Burke accenna ad una timida replica, rimarcando i suoi dubia, viene gelato dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Caro Burke, o stai col Concilio e stai con la Chiesa. Tertium non datur! (N.d.r.)


“Una correzione fraterna al Papa mi sembra molto lontana, in questo momento non è possibile perché non c’è alcun pericolo per la fede”.

Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24il Card. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, in merito ai “dubia” sollevati da 4 cardinali (Burke, Meisner, Brandmüller e Caffarra) su alcuni paragrafi dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati e sulla possibilità di fare una “correzione” a Papa Francesco.

“Ognuno”, ha detto il porporato tedesco, “soprattutto i cardinali della Chiesa Romana, hanno il diritto di scrivere una lettera al Papa. Mi sono stupito perché questa però è diventata pubblica, costringendo quasi il Papa a dire sì o no. Questo non mi piace. Anche una possibile correzione fraterna del Papa”, ha continuato, “mi sembra molto lontana, non è possibile in questo momento perché non si tratta di un pericolo per la fede come San Tommaso ha detto”.

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Razzismo: “Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all’Università” perché colonialisti

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L’ultima sciocchezza liberal a Londra: “No ai filosofi bianchi, sono colonialisti”. La replica del vicerettore: “Il politicamente corretto è completamente fuori controllo”

di Giovanni Vasso

Gli studenti della facoltà di studi orientali e africani dell’Università di Londra non vogliono studiare più Platone e Kant.

E nemmeno Cartesio, men che mai Bertrand Russel, figurarsi Hegel e (forse) persino Marx. Hanno una grave colpa, questi filosofi: sono bianchi, quindi sarebbero – secondo l’estensione acritica dell’estremismo politicamente corretto – tutti esponenti del colonialismo (non solo culturale) che andrebbe subito espulso dalle istituzioni accademiche. E studiati solo se necessario e in stretta correlazione alle tematiche coloniali.

Uno degli obiettivi dichiarati dell’unione degli studenti (la Soas Student Union) che ha lanciato l’ultima crociata del politicamente corretto ha come obiettivo quello di “assicurare che nei corsi venga presentato il pensiero dei filosofi del Sud del mondo o della diaspora. Il Soa è focalizzato su Asia e Africa e quindi le tesi e le teorie da studiare dovrebbero essere presentate dal pensiero dei filosofi asiatici o africani”. E ancora: “Se è proprio necessario dover studiare filosofi bianchi, ebbene si insegni agli studenti a guardare ai loro lavori in maniera critica e magari rapportare i loro studi alla loro posizione sul colonialismo”.

Un’enormità senza pari, che ignora secoli e secoli di storia e scambi, una di quelle castronerie di quelle che se pronunciate a un qualsiasi esame ti farebbero prendere a calci anche dal più scafato e stanco degli assistenti.

Per fortuna, almeno nelle istituzioni accademiche, sembra che proprio nessuno abbia la benché minima intenzione di cedere all’ultima sciocchezza politicamente corretta. Come riporta il Daily Mail, c’è stata una raffica di solenni bocciature alla bislacca idea degli studenti del Soas.

Il vicerettore dell’Università, sir Anthony Seldon, ha praticamente scolpito e imposto la pietra tombale su ogni ragionamento del genere di quelli propugnati dalla Soas: “C’è un pericolo vero, il politicamente corretto è fuori controllo. Noi dobbiamo studiare per capire il mondo e non per riscrivere la storia così come ci piacerebbe che fosse andata”.

Anche il filosofo Roger Scruton, che appena a giugno è stato insignito del prestigioso Knight Bachelor, ha rampognato malamente gli studenti: “Questa proposta trasuda ignoranza e lascia intravedere la volontà di restarci immersi dentro. Non puoi rottamare il pensiero se non lo conosci e di sicuro questi non sanno nemmeno cosa vogliano dire quando parlano di filosofia dei bianchi. Sarei proprio curioso di capire cosa vedano di colonialista nella Critica della Ragion Pura di Immanuel Kant”.

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Il Venezuela comunista sprofonda nel caos

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Risultati immagini per Venezuela comunistaSegnalazione di Raimondo Gatto

Come può il Venezuela avere il salario minimo più basso di tutta l’America latina, introdurre una tessera per
razionare gli acquisti di beni alimentari a causa della scarsità dei prodotti e, al contempo, registrare l’inflazione più alta al mondo?

Difficile dare una risposta visto che il Paese ha riserve per 300 miliardi di barili – certificate nel 2012 da British Petroleum, tanto per capirci più dell’Arabia Saudita – e con una popolazione di 30 milioni di abitanti e un prezzo al barile medio di 50 dollari, significa che oggi ogni venezuelano possiede alla nascita una ricchezza pari a diecimila barili di petrolio che, tradotto in cifre, fa mezzo milione di dollari a cranio Continua a leggere

Vi racconto come si viveva ad Aleppo Est sotto i jihadisti

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olycom_20170107193719_21773086Aleppo, 8 gennaio. Lui accetta di farsi filmare, a scanso di equivoci. Però Mahmud Fahrad non è il suo vero nome e la foto non è la sua. Ha paura di vendette, in questa Aleppo coperta di macerie e dove pochi credono che tutti i jihadisti se ne siano davvero andati a Idlib sui pullman forniti da Assad. Perché questo muratore che ha perso il suo lavoro anni fa e si è dovuto arrangiare com moglie e quattro figli, vuol raccontare come si viveva ad Aleppo Est quando c’era la repubblica dei ribelli e dei jihadisti. Continua a leggere

Così la sinistra ha pianificato l’invasione degli immigrati

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La legge Turco-Napolitano sui centri di permanenza è del 1998. Ed era pronto anche il voto agli stranieri

di Domenico Ferrara

La madre dell’invasione che stiamo subendo ha un nome: sinistra. Le porte spalancate indiscriminatamente, il caos dei centri di identificazione e lo scandalo dell’accoglienza non sono accaduti per caso.

La sinistra ha la memoria corta e non impara dai propri errori. Per questo non deve stupire che il governo Gentiloni voglia affrontare il presente con le ricette fallimentari del passato. Ricette che i democratici stessi hanno inventato in nome di quell’osannato multiculturalismo che oggi persiste insieme alla nuova parola del rigore.

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Michele di Portogallo: la guerra di un re contro la massoneria

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File:Michael of Portugal.jpgIL GRAFFIO

di Raimondo Gatto

Vi sono personaggi che, pur avendo reso grandi servigi alla causa della Verità, della Religione, e dell’Ordine Cristiano  non hanno trovato posto nella storiografia materialista post-rivoluzionaria e contemporanea, specie ora che gli eroi sono Gandhi, Martin Luter King, Nelson Mandela. La figura del Re Michele I di Portogallo deve trovare il giusto posto tra gli eroi della Cristianità a fianco di Andreas Hofer, Chollet, Simone di Montfort, Ferdinando d’Asburgo e Don Carlos di Borbone. Michele di Portogallo, assieme a Re Sebastiano d’Avis, sono il simbolo di chi seppe  seppero anteporre gli agi di una vita tranquilla e oziosa, la difesa della verità, della tradizione, e del proprio onore.

D. Miguel nacque il 26 ottobre del 1802 a Queluz nel palazzo reale dell’ omonima cittadina portoghese, e fu, il settimo figlio di  Giovanni VI, Re di Portogallo ed Algarve,  poi Imperatore del Brasile, la madre Gioacchina Carlotta  fu la figlia primogenita di Carlo IV di Spagna. Egli regnò in Portogallo tra il 1828 e 1834, período nel quale esplose  la Guerra Civile portoghese (1831-1834) provocata dai liberali e dalla massoneria cosiddetta “azzurra”, dipendente da
Londra . La sua autorità fu osteggiata da quei monarchi che si erano venduti alla democrazia liberale iscrivendosi alle “logge”; essi, pur di conservare il Trono, accettarono le istituzioni rivoluzionarie nel periodo successivo al Congresso di Vienna. A fianco di D. Miguel fu soprattutto  il popolo portoghese incarnato dal partito legittimista detto “miguelista”; Continua a leggere

E’ disponibile il numero 42 di Sursum Corda (8 gennaio 2017)

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Dio sia lodato! Contro le menzogne della dissoluta e falsa scienza contemporanea, parliamo di libertà. Chi è libero? Chi è schiavo? Cosa significa libertà? Cosa significa schiavitù?

Sul sito è disponibile il numero 42 (del giorno 8 gennaio 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati o si può acquistare nel MiniShop in cartaceo – PDF.

Ultimi articoli:

– Comunicato numero 42. Che cosa significa «Libertà»;

– Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° XXXI, XXXII, XXXIII, XXXIV e XXXV;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Arsenio, parte 17;

– Papa Leone XIII. Che cos’è la libertà. Introduzione dalla Lettera Enciclica «Libertas» del 20 giugno 1888;

– Papa Leone XIII, «Libertas». Quando la legge dello Stato garantisce la libertà?;
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