“Verona ai veronesi”: ribalta nazionale per il movimento civico di protesta contro l’accoglienza-business più grande e organizzato d’Italia

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APRI E GUARDA IL VIDEO: http://www.serviziopubblico.it/2017/01/verona-migranti-insulti/

“Verona ai veronesi”: il corteo contro i migranti e gli insulti alla troupe di Santoro 

della giornalista del programma di Michele Santoro:

IMG-20170203-WA0019di | 26 Gen 2017

“Verona ai veronesi”, un corteo di 1500 persone contro la politica dell’accoglienza invade le strade del capoluogo scaligero. Volano insulti alla troupe di Michele Santoro: “Rossi di merda!; sono questi signori qua che fanno passare il concetto di invasione. Anche gli americani l’hanno capito e hanno dato il voto etnico a Trump”. Poi l’intervista ad Alessandro Rancani, portavoce del movimento: “Si cerca di sostituire i popoli e le nazioni con un’amalgama informe. È sbagliato distribuire a pioggia migranti nei piccoli centri, non si chiama accoglienza ma sfruttamento perché dietro ci sono le cooperative e i 35 euro al giorno che vanno a chi specula sull’accoglienza”.

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BLITZ IERI NOTTE DI VERONA AI VERONESI: STRISCIONE DI PROTESTA AI CANCELLI DEL FABBRICATO DELLA PREFETTURA DESTINATO AD OSPITARE 15 IMMIGRATI, IN VIA PONTIDA, QUARTIERE SAN ZENO (VR)

Il Comitato insorge coi cittadini del quartiere, già da anni alle prese con il problema legato allo spaccio sui vicini Bastioni Continua a leggere

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Segnalazione di don Anthony Cekada

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GENOVA: TORNA L’ANTIFASCISMO A SCOPPIO RITARDATO

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Risultati immagini per antifascismo ridicoloSegnalazione di Raimondo Gatto

Convegno ultradestre a Genova,  Doria: «Pronti alla mobilitazione»

Giovanni Toti  presidente della Regione Liguria Toti: Genova è democratica, sì al convegno delle ultradestre in città Genova – «Non sono d’accordo con la posizione del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, in Europa ci sono idee razziste, fasciste e xenofobe, che vanno combattute con grande vigore». Lo ha detto il sindaco Marco Doria parlando del raduno internazionale dei leader dei movimenti di ultradestra europei in programma l’11 febbraio a Genova, che secondo il governatore Toti non va impedito perché la città «è democratica».

«Genova ha una tradizione per cui certe idee fasciste e razziste non sono accettabili – ha detto Doria -. Sono già in contatto con l’Anpi e con tutte le
organizzazioni democratiche per concordare le risposte adeguate, democratiche ma ferme, alla presenza di fascisti collegati all’estrema destra nazista
europea a Genova». Continua a leggere

DA LEGGERE: “Josef Tiso con il popolo e per il popolo”

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tisoSegnalazione di Federico Prati

Josef Tiso con il popolo e per il popolo

Prezzo: €16,00 (incluso 4 % I.V.A.) per ordini scrivere anche a christusrex@libero.it 

Roberto Mancini

In questo lavoro dedicato a Josef Tiso, leader della Slovacchia dal 1939 al 1945, si narrano le vicende di un personaggio rimasto ingiustamente del tutto sconosciuto per un oblio voluto dai vincitori della Seconda Guerra mondiale. Sostanzialmente un moderato, animato però da un sincero e intransigente patriottismo, un appassionato amore nei confronti della propria terra e di quelle tradizioni e costumi che volle difendere a tutti i costi.
Fino a pagare le sue scelte con la vita.

Brossura 15 x 21 cm., pagg. 163

Stampato nel 2016 da Ritter

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L’Imperialismo ma$$onico ha voluto scatenare una guerra di religione in Siria

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CapitalismSegnalazione di Federico Prati

Davanti all’evidenza

La famiglia di Al-Assad al completo, il Presidente con sua moglie ed i suoi figli, aveva celebrato la festa cristiana del Natale nel Monastero di Nostra Signora di Saydnaya, una località (abitata dalla comunità cristiana) molto vicina a Damasco, dove la famiglia si è soffermata per varie ore in compagnia dei monaci.

Poi il Presidente ha pronunciato alcune parole che sono  state calorosamente applaudite dai vicini che si affollavano nella cappella del Monastero.

Nell’anno precedente Al-Assad aveva fatto lo stesso presso Maalula, un’altra località cristiana che era stata appena liberata dall’Esercito regolare, una espressione che per i cristiani di Siria era un sinonimo di risurrezione.

In uno Stato laico il Presidente della Repubblica può rimanere al margine di qualsiasi espressione religiosa o deve partecipare a quelle. Lo stesso non si può fare in paesi come la Spagna, una monarchia “delle banane”, partecipare soltanto ad alcune di quelle. Qui non vedreme mai il capo di Stato in una moschea durante il Ramadan, neppure il Presidente del Governo. Continua a leggere

Perché il fascismo non può risorgere oggi?

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di Alain de Benoist

Perché il fascismo non può risorgere oggi?

Fonte: oltre la linea

“Innumerevoli sono state le definizioni di Fascismo proposte nella storia. La più semplice, però, rimane la migliore: il Fascismo è una prassi politica rivoluzionaria, caratterizzata dalla fusione di tre elementi sostanziali: un nazionalismo di tipo giacobino, un socialismo non democratico ed il richiamo autoritario alla mobilitazione delle masse.

Nella misura in cui lo si legge come ideologia, il Fascismo sorge come tentativo di orientare il Socialismo in una direzione ostile all’internazionalismo quanto al materialismo. In tal senso, pur indirizzandosi verso un elettorato “di destra”, il Fascismo ha avuto per lo più promotori “di sinistra”. Né il razzismo né tantomeno l’antisemitismo sono consustanziali al concetto fascista (Zeev Sternhell).

Nelle sue incarnazioni concrete è stato modellato dagli eventi storici degli inizi del XX secolo (Grande Guerra, Rivoluzione Sovietica), dallo stato generale dell’epoca (la modernizzazione della società globale) e dalla natura del suo elettorato (essenzialmente le classi medie, con qualche componente proletaria). L’esperienza delle Trincee assieme al disincanto per la tecnologia (come ha rilevato molto bene Jünger) ha segnato una fondamentale rottura con il passato. Durante la Grande Guerra, la società appariva divisa in due macro-gruppi: i combattenti e gli altri. Continua a leggere

Sazietà

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di Lorenzo Parolin

Sazietà

Fonte: Lorenzo Parolin

Dio fa differenze?

Sì, ad alcuni egli dà di più e ad altri di meno.

È dunque ingiusto?

No; a ciascuno dà quanto gli serve per raggiungere lo scopo per cui è stato creato.

Chi è quercia lo equipaggia per essere la miglior quercia del bosco, chi è erba lo equipaggia per essere il miglior filo d’erba del prato. Qualunque cosa siamo, lo siamo in maniera eccelsa. La perfezione si raggiunge coltivando, sviluppando e perfezionando le positività di cui la natura ci ha dotati.

Se ognuno adegua la volontà sua a quella di Dio ed agisce con carità (amore), sazia la sua volontà: non brama niente di più e si sente pienamente realizzato.

Già Dante aveva descritto mirabilmente la carità in (Paradiso 3,70-90): Continua a leggere

Israele: primo grave errore geopolitico di Trump

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di Antonello Boassa

Israele: primo grave errore geopolitico di Trump

Fonte: L’interferenza

Nonostante la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu decretata per la prima volta senza il veto degli States contro i piani di Israele di nuove colonizzazioni in Cisgiordania e nonostante l’impegno gravoso di Papa Francesco per aprire l’ambasciata della Palestina in Vaticano e di dichiarare che non si tratta di costruire uno stato perché “lo stato della Palestina esiste già”, Donald Trump, infischiandosene di tanta autorità e della volontà generale internazionale di porre fine alla criminale opera di spoliazione della Palestina, fa intendere che è d’accordo sul trasferimento dell’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, il che significherebbe di fatto l’espropriazione di Gerusalemme est dalla Palestina stessa.

A ciò si aggiunga il proposito di costruire nuove colonie tra Gerusalemme e il Mar Morto 1) che comporterebbero la divisione della Cisgiordania in due parti e con essa la fine di ogni speranza di uno stato palestinese.
Non solo propositi. L’avvio dei lavori per la costruzione di tre imponenti insediamenti, ovviamente illegali, in Gerusalemme est è stato già deciso dal Comune mentre il Governo ha dato il via alla costruzione sempre in Cisgiordania di 2.500 abitazioni 2)
Annessioni ufficiose? Poco importa. Con il silenzio pavido e complice delle grandi e medie Potenze, con l’appoggio dell’ attuale Presidenza degli States che ha osato compiere ciò che nessun Presidente Usa aveva mai osato realizzare, quelle annessioni potranno con il tempo essere “ammesse” dalla “Comunità internazionale” e diventare di fatto terra di Israele.

Trump si è presentato all’opinione pubblica come un buon affarista che ha come sua volontà precipua il benessere dell’America: protezionismo moderato; ritorno in patria delle imprese per assicurare occupazione, fine delle ostilità con Mosca, stabilizzazione del Medio Oriente…Credo che abbia iniziato piuttosto male. La sua decisione di nominare David Friedman ambasciatore in Israele a Gerusalemme non è bagnare le polveri ma accenderle. Non penserà lui e il repellente Netanyahu che i Palestinesi se ne stiano buoni e tranquilli davanti alle ruspe? E’ presumibile pensare che si crei un movimento di massa difficile da sostenere. Non solo. Che le fiamme della rivolta si propaghino in molte aree del pianeta. E la Russia, con la quale Donald vuole mettersi in affari, tollererà che si accenda nel già infuocato Medio Oriente un altro focolare di violenza? E la Cina che pretende l’esistenza di due stati perché si avvii – secondo i suoi desiderata – un processo di pace nella Regione affinché la Via della Seta possa svilupparsi anche nel fianco meridionale del Continente, non userebbe tutte le potenti armi di cui dispone, diplomatiche, economiche, per contrastare il progetto sionista? E, soprattutto, l’aggravarsi dei conflitti tra le grandi potenze per una tale insensata decisione non potrebbe portare altro alimento alla “rivoluzione colorata ” sorosiana contro Donald Trump negli States?
E taccio – per dovere di brevità- le bordate che verrebbero dall’Iran, dalla Siria, dagli Hezbollah…

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Trump come B.? Mavalà: non ha nessun processo e nessuna Tivù

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di Massimo Fini

Trump come B.? Mavalà: non ha nessun processo e nessuna Tivù

Fonte: Massimo Fini

Paolo Guzzanti è talmente fazioso che riesce ad aver torto anche quando ha ragione. In un articolo sul Giornale del 20 gennaio afferma che Donald Trump è stato (come lo è tuttora) linciato dalla sinistra radical chic, sia americana che italiana, e che questo ‘vizietto’ della demonizzazione dell’avversario è tipico di questa stessa sinistra. Tutto vero.

Poiché noi non siamo stati dei demonizzatori di Trump ma al contrario abbiamo scritto prima che fosse eletto che c’erano molte buone ragioni per preferirlo ad Hillary Clinton (Addio Impero, finalmente) abbiamo, a questo proposito, la coscienza tranquilla. Il fatto è che l’articolo di Guzzanti, scritto in forma di lettera, rivela subito che la difesa di Trump non è che un pretesto per stabilire un parallelo con Silvio Berlusconi e che quindi la difesa del nuovo presidente degli Stati Uniti altro non è che una difesa postuma dell’ex Cavaliere. Continua a leggere

Occhio alle “bufale”: sì, ma a quelle del sistema!

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Segnalazione Arianna Editrice

di Enrico Galoppini

Occhio alle “bufale”: sì, ma a quelle del sistema!

Fonte: Il Discrimine

Il giornalismo ufficiale di stampa e tivù da quest’anno ha fatto una sensazionale scoperta: su internet circolano troppe “bufale”!

Capita così sempre più spesso d’imbattersi in articoli e trasmissioni con l’esperto di turno che, con un fare tra l’allarmistico, lo sdegnato e l’ironico, mette in guardia il suo pubblico dalle falsità fatte circolare nella rete da autentici “furfanti”, sia per cavarne un guadagno monetario immediato sia per trarne visibilità a buon mercato e diffondere così teorie deliranti nocive per la collettività.

Un esempio di questo tipo d’accalorate prese di posizione dell’informazione di regime m’è capitato di ascoltarlo alcuni giorni fa su uno dei canali della Rai. Il giornalista, in passato già dedicatosi a rafforzare, con una rubrica “specialistica”, l’assoluta affidabilità della medicina allopatica cosiddetta “tradizionale”, adesso s’è dedicato anima e corpo a combattere le famigerate “bufale sul web”. Continua a leggere

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