Usa sganciano in Afghanistan la più potente bomba non nucleare. Per la prima volta.

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Gli Stati Uniti hanno sganciatUsa sganciano in Afghanistan la più potente bomba non nucleare. Trump: "Un altro grande successo"o, per la prima volta, la più potente bomba non nucleare. Obiettivo: un sistema di tunnel dell’Isis in Afghanistan. I media internazionali riportano testimonianze di afgani che, in un Paese in guerra da decenni, parlano di una cosa “mai vista”, una fiammata accecante seguita da qualcosa di molto simile a un terremoto. Mentre a Washington il presidente Donald Trump esprime tutta la sua soddisfazione con i giornalisti: “Un’altra missione di successo, sono molto orgoglioso dei nostri militari”. Anche per la superbomba, aggiunge il presidente,  i militari hanno la sua “totale autorizzazione”. Alla domanda se la bomba, oltre a colpire l’Isis, rappresenti anche un avvertimento alla Corea del Nord se Pyongyang prosegue la sua corsa ad armarsi col nucleare, Trump risponde che “non fa differenza. La Corea del Nord è un problema di cui ci occuperemo”.

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INGHILTERRA: TRAMONTO D’EUROPA

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Siamo Orgogliosi di presentare il nostro nuovo libro, opera straordinaria sui 60 giorni che cambiarono il Mondo, più della Rivoluzione e più della guerra stessa…, poiché ne furono la causa.

L’autore, Enrico Labanca, con grande onestà intellettuale, scevro da faziosità e demagogia , dando ampio risvolto anche a documentazione storica dei nemici del III Reich Nazionalsocialista, dimostra come il coinvolgimento bellico della Germania di Hitler sia stato provocato dalle democrazie plutocratiche, quella Inglese su tutte, che avevano ben compreso come l’Europa del nuovo ordine hitleriano sarebbe stata sganciata dal potere della grande finanza ed accostata ad un sistema politico dove sarebbero stati il lavoro, la giustizia sociale e la volontà della comunità popolare a reggere lo Stato.

Oltreoceano la grande spinta del potere oligarchico dettato dai Rothschild e dai Rockefeller, e indirizzata dall’ebreo Roosevelt, avrebbe dato una ulteriore spinta alla discesa in guerra della Germania.

Germania in guardia anche dalle pretese e dai preparativi bellici della Russia sovietica, entrata oramai a tutto tondo sotto i tentacoli dell’ebraismo, pronta a sferrare l’attacco da Est a quell’Europa che sotto l’Asse Berlino-Roma stava pian piano elargendo nuova vitalità al suo popolo.

In queste pagine è contenuta tutta la verità su quanto accaduto, abbiamo diviso il libro in sei capitoli, ognuno legato ad una decade di quei due mesi, genesi del tramonto d’Europa.

260 pagine, prezzo: 12 euro

Per ordini / prezzi per i distributori scrivere a: edizionidiavanguardia@gmail.com

Segnalazione di Federico Prati
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Chomsky: “Stati Uniti la più grande minaccia per la pace nel mondo, non l’Iran”

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Il mondo è concorde. Non è l’Iran la più grande minaccia per la pace nel mondo, ma gli Stati Uniti. Da tempo lo sostiene Noam Chomsky, il dissidente politico di fama mondiale, linguista, autore di un centinaio di libri, professore emerito presso il Massachusetts Institute of Technology, dove ha insegnato per più di mezzo secolo. Nel corso dei primi 75 giorni dell’Amministrazione Trump, la Casa Bianca ha imboccato più passaggi per aumentare la possibilità di una guerra degli Stati Uniti con l’Iran. Trump ha incluso il Paese del Golfo in entrambi i divieti di viaggio per i Paesi musulmani. Come candidato alla presidenza, Trump ha minacciato di smantellare l’accordo nucleare con l’Iran.

pace nel mondoA settembre del 2015, in un discorso alla New School di New York, Noam Chomsky, spiegando il motivo per cui egli riteneva gli Stati Uniti la più grande minaccia alla pace nel mondo, parlava degli Usa come di “uno Stato canaglia, indifferente al diritto e alle convenzioni internazionali, con il diritto a ricorrere alla violenza a volontà”.  In questi giorni in uno show televisivo, Democracy Now, condotto dal giornalista Juan González, Chomsky ha ripreso il tema dei rapporti statunitensi con l’Iran, sulla questione: “Perché gli Stati Uniti insistono su come impostare le potenziali cause di guerra con l’Iran?”.

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“USA & imbroglia”: 120 anni di menzogne belliche a stelle e strisce

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"USA & imbroglia": 120 anni di menzogne belliche a stelle e strisce

«Diciamo grazie a Trump perché ci facilita nel compito di rendere evidente il vero volto degli Usa. Tutto ciò che noi da trent’anni diciamo a proposito della corruzione politica, economica, morale e sociale all’interno del potere americano, quest’ uomo l’ha messo a nudo nella campagna elettorale e subito dopo»
(Sayyed Alì al Khamene’i – Guida Suprema della Rivoluzione Islamica dell’Iran,  dal sermone del 7 Febbraio 2017)
Il bombardamento ordinato venerdì scorso dal presidente americano Donald Trump contro una base militare siriana ha definitivamente smascherato il vero volto della nuova amministrazione USA la quale – come le precedenti – persegue in politica estera esclusivamente i propri interessi nazionali infischiandosene sostanzialmente sia di qualsivoglia organizzazione sovranazionale sia del diritto internazionale.
L’America di Trump nel solco di quanto già progettato e avviato, magari con altri mezzi e difformi tattiche ma con l’identica visione imperialistica tipica di una nazione che si è eretta a gendarme planetario e a garante della globalizzazione economica mediante l’esportazione universale della democrazia foss’anche manu militari, dalle precedenti amministrazioni compresa quella democratica di Obama al quale, piaccia o dispiaccia, vanno comunque riconosciuti alcuni successi in politica estera (dalla riapertura delle relazioni diplomatiche con Cuba dopo sessantasei anni di embargo all’accordo siglato con la Repubblica Islamica dell’Iran riguardo al suo programma nucleare fino al sostanziale ritiro militare americano dall’Irak che, se non ha dato completa sovranità alla martoriata nazione araba, quantomeno ha permesso all’esercito iracheno affiancato dalle milizie sciite di muoversi autonomamente e riprendere il controllo di ampie fasce del paese, lanciando infine l’offensiva che si spera decisiva per la riconquista di Mossul occupata e proclamata ‘capitale’ del sedicente “Stato Islamico” del califfo nero al-Baghdadi).

I missili americani colpiscono le forze siriane che combattono Al Qaeda

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I missili americani colpiscono le forze siriane che combattono Al Qaeda

Oltre 60 missili cruise lanciati dalle forze armate americane hanno colpito una base militare siriana vicino Homs, che attualmente costituisce la prima linea tra le forze arabo-siriane e varie organizzazioni – definite dallo stesso Dipartimento di Stato Americano – terroristiche , tra cui Al Nusra e l’autoproclamato Stato Islamico.

Secondo quanto riportato, l’attacco è stato effettuato come ritorsione per un presunto “attacco con armi chimiche” vicino alla città di Idlib nel nord della Siria, attualmente la capitale di ciò che rimane delle forze di Al Qaeda in territorio siriano.

Attacchi precipitosi basati su dichiarazioni dubbie sulla presenza di armi di distruzione di massa

Gli attacchi effettuati si basano su dichiarazioni dubbie, non sostenute da prove materiali consistenti, riportate da militanti e organizzazioni finanziate dall’estero che si fingono enti umanitari. Dichiarazioni simili sono state fatte – e verificate come false – a partire dall’attacco chimico del 2013 a Ghouta.

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La sinistra ha perso il popolo

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La sinistra ha perso il popolo

Fino a prova contraria la sinistra in Italia è al potere. Non tutta e non da sola. Ma è al potere non solo perché guida i governi ma anche perché veicola e pervade i giudizi, i codici, le inclinazioni della nostra società.

Eppure la percezione che dà e soprattutto che ha di sé stessa, è di una crisi grave e forse irreparabile, si sente sparita o perlomeno svuotata, priva di contenuti. E tutto questo mentre proliferano svariate sinistre in forma di partiti, partitini e correnti. Alla sinistra di Renzi ci sono già tre o quattro formazioni politiche, più un paio di correnti interne.

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VERGOGNA BLASFEMA: Ultima cena in versione gay, esplode la polemica a Saleno

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Bagarre a Salerno per la locandina di un evento gay in città, il Popolo della Famiglia e Forza Italia insorgono, la difesa Arcigay: “Solo strumentalizzazioni”.

Ultima cena in versione gay, divampa la polemica a Salerno per la locandina pubblicitaria di un evento notturno.

Forza Italia e Popolo della Famiglia condannano e chiedono l’annullamento della manifestazione, gli organizzatori e Arcigay si difendono: “Provocazione, ma chi ci critica lo fa solo per visibilità”.

La locandina è apparsa nei giorni scorsi nel capoluogo campano per pubblicizzare una serata in un noto locale cittadino. Cogliendo l’assonanza con la ricorrenza religiosa del Giovedì Santo, gli organizzatori hanno intitolato l’evento “Ultima Cena” e riprodotto, in chiave gay, il capolavoro di Leonardo da Vinci. Nella scena si vedono uomini intenti a scambiarsi effusioni più o meno spinte attorno al Cristo ritratto con l’aureola e i tatuaggi.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2017/04/12/ultima-cena-in-versione-gay-esplode-la-polemica-a-salerno/1385145/

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La Conferenza del giorno 29 p.v. con la Dottoressa Silvana De Mari si terrà in un altra sede

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di Giorgio Celsi

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Questo è un avviso molto importante da far girare: la Conferenza di Sabato 29 p.v.con la Dottoressa Silvana De Mari che si sarebbe dovuta svolgere presso il Pime di Milano si terrà sempre nello stesso orario (dalle 15 alle 18) ma in un altra location, infatti è stata spostata all’Euro Hotel di Concorezzo (M/B) Via Monza 27 (ang. Brodolini), vedi anche articolo su Pro-Vita del quale ho messo di seguito il Link, vi aspetto numerosi, grazie e serena giornata!

https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/avviso-la-conferenza-del-29-p-v-con-la-de-mari-e-stata-spostata/

 

 

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Iran: Ahmadinejad si candida a presidenza

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 © ANSA

L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha presentato la propria candidatura alle prossime elezioni presidenziali del 19 maggio. Lo riferisce l’agenzia ufficiale iraniana Irna. La decisione di Ahmadinejad è stata ufficializzata nel primo giorno di registrazione dei candidati al ministero degli Interni, che ha visto già l’iscrizione di 126 persone, tra le quali sei donne. Il candidato più anziano ha 79 anni e il più giovane 18 anni.

Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2017/04/12/iranahmadinejad-si-candida-a-presidenza_b284cebc-102a-4606-ac31-e05743a271f3.html Continua a leggere

L’Alt-Right volta le spalle a Trump

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Segnalazione di Federico Prati

di Adriano Scianca

Che l’attacco americano alla Siria avvenga a poche ore dal ridimensionamento del ruolo di Steve Bannon nell’amministrazione Trump è cosa che in molti hanno notato. Per ora l’animatore di Breitbart mantiene un basso profilo, ma alcuni articoli riferiscono che non sarebbe affatto d’accordo con l’azione militare contro Assad. Bannon era ritenuto il “ponte” tra Donald Trump e il variegato mondo dell’Alt-Right, la destra anticonformista americana. Che, in queste ore, sta esprimendo tutta la sua delusione per l’involuzione neocon del presidente.

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