L’eresia antiliturgica dai Giansenisti a Giovanni XXIII

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downloadSegnalazione del Centro Studi Federici
IMPORTANZA DELLA QUESTIONE LITURGICA 
“La Liturgia, considerata in generale, è l’insieme dei simboli, dei canti e degli atti per mezzo dei quali la Chiesa esprime e manifesta la sua religione verso Dio” (Dom Guéranger. Institutions Liturgiques). Questa definizione della Sacra Liturgia ci fa apprezzare l’importanza capitale del culto pubblico che la Chiesa rende a Dio. Nell’Antico Testamento Dio stesso si fa, per così dire, liturgista, precisando nei minimi particolari il culto che Gli dovevano rendere i fedeli (cfr. il Libro Levitico; e anche Pio XII, Mediator Dei, 12). Tanta importanza per un culto che non era che l’ombra (Ebrei, 10,1) di quello sublime del Nuovo Testamento che Gesù, Sommo Sacerdote, vuole continuato fino alla fine del mondo per mezzo della Sua Chiesa…!. Nella Divina Liturgia della Chiesa Cattolica tutto è grande, tutto è sublime, fin nei minimi particolari; è questa la verità che fece pronunciare a Santa Teresa d’Avila queste celebri parole: “Darei la mia vita per la più piccola delle cerimonie della Santa Chiesa”. Non si stupisca quindi il lettore dell’importanza che daremo in quest’articolo alle rubriche liturgiche e l’attenzione che presteremo alle “riforme” (che potrebbero essere giudicate minori) che hanno preceduto quelledel Concilio Vaticano II. Consci dell’importanza della Liturgia sono sempre stati, d’altro canto, i nemici della Chiesa: dobbiamo ricordare che da sempre la corruzione della Liturgia fu un veicolo, da parte degli eretici, per attentare alla Fede stessa? Lo fu con le antiche eresie cristologiche, e poi, via via, col luteranesimo e l’anglicanesimo nel XVI secolo, con le riforme illuministe e gianseniste nel XVIII secolo… per concludere con lo stesso Concilio Vaticano II che non a caso iniziò i suoi lavori di “Riforma” proprio con lo schema sulla Liturgia, sfociato nel “Novus Ordo Missae”.

Trump bombarda la Siria. Sgomento nel mondo. Solo Israele esulta

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Image 1x1.transDamasco, 7 apr. – 4.40 ora siriana, le 3.40 in Italia: gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria. Il Presidente Trump, parlando in diretta tv poco dopo l’attacco, ha confermato di aver ordinato l’attacco e fatto un appello alle nazioni civili di unirsi all’America per fermare il massacro in Siria.

59 missili Tomahawk sono stati lanciati dal Mediterraneo orientale hanno colpito la base aerea di Shayrat, che si trova vicino alla città di Homs. Sono stati distrutti aerei da combattimento e installazioni dell’aviazione governativa siriana. I missili sono stati lanciati da due cacciatorpediniere della

Marina, l’USS Ross e USS Porter, e hanno colpito laddove si crede che gli aerei che hanno condotto l’attacco chimico di Khan Sheikhoun siano partiti.

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La Russia sotto attacco dal terrorismo e dagli opinionisti dell’apparato mediatico

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La Russia sotto attacco dal terrorismo e dagli opinionisti dell’apparato mediatico

L’attentato a San Pietroburgo dimostra inconfutabilmente che la Russia di Putin attualmente si trova sotto attacco sia dall’esterno che sul fronte interno, con l’evidente finalità di mettere sotto assedio la dirigenza di Vlady Putin nel tentativo di destabilizzare il paese dall’interno per favorire l’eventuale “rinascita” dell’opposizione.

Sul fronte esterno, i contingenti della NATO, con le forze USA in primo piano, si sono posizionate sui confini della Russia con forze corazzate, artiglieria e lanciamissili che si trovano a 24 ore di marcia da Mosca (un distanza di 700 Km. circa), fatto mai accaduto nella Storia dalla fine del secondo conflitto mondiale. In contemporanea nel Mar Nero si sono posizionati incrociatori lanciamissili USA con capacità di lanciare diverse centinaia di missili Pershing e Cruise contro gli obiettivi militari sul territorio russo. Una minaccia reale e concreta contro cui la Russia sta potenziando le sue difese missilistiche in prospettiva di dover subire un possibile attacco preventivo.

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I beneficiari di una guerra con la Russia

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I beneficiari di una guerra con la Russia

Il 30 Gennaio NBC News ha riferito che “In una innevata pianura Polacca dominata dalle armate Russe per decadi, le truppe e i carri armati Americani hanno inviato un messaggio a Mosca e dimostrato la potenza di fuoco dell’alleanza NATO. Nel mezzo delle preoccupazioni rispetto al fatto che l’impegno del  Presidente Donald Trump rispetto alla NATO sta tentennando, , i carri armati hanno sparato salve per dichiarare come l’alleanza di 28 stati rappresenti un vitale deterrente in un pericoloso mondo nuovo”.

Un aspetto intrigante di questo poco obbiettivo resoconto sono le frasi “dominata dalle forze Russe per decadi” e “deterrente vitale”, usate dalla NBC allo scopo di implicare che la Russia vorrebbe, per ragioni non specificate, invadere la Polonia. Come sempre con i media Occidentali non ci sono giustificazioni o prove per dare concretrezza all’affermazione che la Russia sia intenta a ricercare il dominio mondiale e il fatto che le truppe USA siano così distanti da casa loro, operanti lungo i confini Russi, è invece considerato un comportamento normale da parte della “nazione indispensabile” del Mondo.

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Accertare i fatti o processare le opinioni?

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Accertare i fatti o processare le opinioni?“L’Oxford Dictionaries ha eletto vocabolo dell’anno “post-verità”, definito come l’aggettivo «relativo a o denotante circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti del formare l’opinione pubblica rispetto agli appelli alle emozioni e alle credenze personali». Secondo la narrativa dominante, tale inclinazione alla “post-verità” sarebbe sfruttata politicamente dalla Destra “populista”, la quale, grazie alla diffusione di false notizie (“fake news” secondo la popolare dizione inglese), sarebbe riuscita a cogliere grandi successi elettorali come la vittoria referendaria della Brexit e l’elezione alla presidenza di Donald Trump. Non a caso la formula “politica della post-verità” origina nel 2010, a opera del blogger David Roberts, come atto d’accusa contro i Repubblicani, freschi vincitori (anche allora) di consultazioni popolari. Secondo Roberts gli elettori ragionano non sulla base dei fatti, bensì del fazionalismo: perciò un elettore di Destra sarà sempre ostile a proposte provenienti dalla Sinistra. La proposta di Roberts è dunque quella che la Sinistra sia chiusa a ogni mediazione con le istanze della Destra, spingendo invece per proprie risoluzioni radicali.

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La vera storia delle cinture di castità distrugge la favola inventata contro il medioevo cristiano

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I crociati imponevano alle mogli la cintura di castità? Niente affatto. Le cinture di castità sono un’invenzione dell’800. Ma la loro storia rimane molto interessante. E conturbante.
Una “elegante” cintura di castità. Conservata al Sex Machines Museum di Praga. È un falso storico.

L’uso delle cosiddette cinture di castità, fasce metalliche flessibili in grado di coprire i genitali e poi chiuse con lucchetti, risalirebbe ai tempi delle
Crociate, quando i cavalieri in partenza per il Santo Sepolcro volevano assicurarsi la fedeltà delle proprie mogli durante la loro assenza.

Questo è quanto avete sempre creduto. Ma è falso. Ci sono almeno alcuni motivi logici e diversi studi recenti che tendano ad escludere che tali strumenti siano stati realmente utilizzati. Sopratutto nel Medioevo.
La storia delle cinture di castità per immagini
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La criminale guerra contro la Siria

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Siria: Deir ez Zor, un nome che dovrebbe far vergognare tutto l’Occidente

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“I media europei ci hanno tradito, non dicono la verità” (padre Elias Janji, prete armeno cattolico siriano)
Deir ez Zor o Deir Ezzor, una città nel governatorato omonimo della Siria orientale, era la settima più grande città del Paese; situata a circa 450 km da Damasco, situata sulle rive del fiume Eufrate, aveva circa 215.000 residenti. La maggioranza dei suoi abitanti è formata da arabi musulmani, oltre a una forte e radicata comunità armena siriana; a Deir ez Zor convivevano insieme sunniti, assiri siriaci, arabi e curdi e cristiani.
La città era famosa soprattutto per un bellissimo antico ponte sull’Eufrate ora distrutto, e per la “Chiesa Memoriale del Genocidio Armeno”, una chiesa che ricordava il massacro di decine di migliaia di armeni, avvenuto proprio sulle rive del fiume, i quali erano sopravvissuti al genocidio turco, che ogni anno il 24 aprile ospitava migliaia di pellegrini armeni per commemorare il genocidio.

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SIRIA: STESSE MENZOGNE DEL 2013. CI RIPROVANO CON L’INTERVENTO?

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SIRIAdi Maurizio Blondet

Cosa vogliono fare adesso? L’intervento diretto occidentale in Siria?  Con la scusa dei gas nervini, già ci provarono nel 2013:  accusarono Assad, aveva “superato la linea rossa” gridò Obama, Francia Gran Bretagna e Usa scaldavano i motori, ERdogan era pronto, i sauditi anche, la NATO pure. Poi la geniale proposta di Putin e Assad: consegnare sotto controllo Onu   le riserve di gas nervini (che del resto servono solo come deterrente,   ossia a dissuadere un attacco  della potenza atomica vicina, Israele). 

Il momento opportuno  passò.

Dopo,   le inchieste hanno dimostrato che non fu Assad ad usare il sarin,  ma erano stati i terroristi anti-Assad, probabilmente il gas era stato fornito dai servizi turchi di Erdogan.  Lo  appurò  Carla del Ponte, la giurista svizzera allora nella Commissione Onu per la violazione dei diritti umani:

http://it.euronews.com/2013/05/06/siria-carla-del-ponte-i-ribelli-hanno-usato-armi-chimiche

Lo raccontò lo Huffington Post:

http://www.huffingtonpost.it/2014/04/09/siria-attacco-chimico_n_5116324.html

Lo ammise anche il Massachusetts Institute of Technology, ed anche il segretario di Stato John Kerry, leggere qui sotto::

https://s3.amazonaws.com/s3.documentcloud.org/documents/1006045/possible-implications-of-bad-intelligence.pdf

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Popolari venete, il risiko Bce e lo spettro bail-in

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«Più che di una decisione tecnica ha il sapore di una scelta politica il via libera della Bce alla ricapitalizzazione preventiva di Popolare Vicenza e Veneto Banca fissando in 6,4 miliardi il fabbisogno complessivo di capitale per le due banche (3,3 miliardi Vicenza e 3,1 miliardi Montebelluna). Tecnicamente, infatti, le due ex popolari venete sono decotte: oltre a non rispettare i requisiti minimi di capitale, ad aver accumulato negli anni miliardi di euro di perdite ed essere costrette a emettere a getto continuo bond con la garanzia statale per far fronte alle esigenze di liquidità, i due istituti si trovano ad aver perso la fiducia dei clienti e gran parte del business a favore della concorrenza».

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