RUBRICA “REX”
di Cristiano T Gomes
La Seconda Guerra Mondiale fu la definitiva sconfitta della Contro-Rivoluzione?
(A lato: Qasbah di Algeri: scritta di propaganda Contro-Rivoluzionaria OAS VIGILA- SALAN)
Se ci si pone nell’ottica angloamericana e bolscevica e si vede nel concetto astratto e inesistente di “nazifascismo” il nemico, il quadro assume colori oscuri e tutto è confuso. Il Governo di Vichy ed il Regime fascista, e poi la stessa RSI, vanno in una direzione, il nazionalsocialismo sembra andare in un’altra, ma ciò non toglie che facciano un tratto di strada assieme, dato che condividono il medesimo nemico, il capitalismo alleato del bolscevismo; lo stesso si può dire, a parti inverse, di gollismo, bolscevismo, imperialismo angloamericano, che non sono politicamente la stessa cosa ma condividono il nemico politico, di civiltà, ossia la Dottrina del fascismo di Mussolini e quello geoeconomico e geopolitico: la Germania nazionalsocialista.

(A lato il Colonello Roland Vaudrey (1912-1965), sposato con una vietnamita. Cattolico-integrale e Contro-Rivoluzionario di tendenza fascista e corporativista.)
Certamente, la rovinosa caduta di Mussolini e del Maresciallo Pètain sono una sconfitta del fronte Contro-Rivoluzionario. Ma si può parlare di sconfitta strategica? No.
Si deve considerare che, anche e soprattutto grazie al suo sacrificio finale, Mussolini lascia al momento della sua morte un Paese ed un popolo ancora orientati, in maggioranza, verso un indirizzo morale e spirituale, fondato sul Cattolicesimo tradizionale e pedagogicamente ben influenzato dal necessario Principio di Autorità.
Da un punto di vista soprannaturale, nonostante la sconfitta terrena, Mussolini ha fermato la Sovversione sociale e morale.
Vari elementi storici sembrano attestarlo.
Lo indica, al di là di ogni possibile altra interpretazione, il risultato del Referendum del 2 giugno ’46. Votare nel 1946 per la Monarchia significa non rinnegare il Ventennio, dato che nello Stato fascista la Monarchia faceva da garante ed era stata, sino al 25 luglio 1943, totalmente compromessa con tutte le scelte decisive del Regime. E’ ormai appurato che vi fu l’intervento americano: solo la falsificazione delle schede elettorali e del voto popolare permise di condurre alla Repubblica. Lo indica lo stesso imprevisto successo elettorale del MSI nelle elezioni politiche “maggioritarie” del 7 giugno 1953. Continua a leggere