Verona, stasera Aldo Cazzullo presenta “Metti via quel cellulare!”

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Questo evento, in programma stasera, sembra dare continuità all’argomento trattato dal nostro Christus Rex-Traditio martedì, quanto a mezzi di manipolazione di massa e suggestioni collettive. Al Teatro Stimmate, alle ore 21.00, presenterà il suo ultimo libro un giornalista di caratura nazionale, che ha scritto questo testo per la figlia, ovvero Aldo Cazzullo. METTI VIA QUEL CELLULARE!

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La grande tribolazione

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Risultati immagini per chiesa e massoneria siracusaRELIGIONE/CHIESA CONCILIARE (i titolo ecclesiastici vanno riferiti alla “Chiesa conciliare” non a quella Cattolica, N.d.R.)

di Danilo Quinto

Alla presenza del Vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, domenica 12 novembre si tiene a Siracusa un convegno dal titolo “Chiesa e massoneria, così vicini e così lontani?”, che ha come punto di partenza le dichiarazioni del cardinale Gianfranco Ravasi: “Queste varie dichiarazioni di incompatibilità tra le due appartenenze alla Chiesa e alla Massoneria non impediscono, però, il dialogo come è esplicitamente affermato nel documento dei vescovi tedeschi che già elencavano ambiti specifici di confronto come la dimensione comunitaria, la beneficenza, la lotta al materialismo, la dignità umana, la conoscenza reciproca […] bisogna andare oltre ostilità, oltraggi, pregiudizi reciproci, perché rispetto ai secoli passati sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze che pure continuano a permanere in modo netto”.

Leggendo queste parole, mi sono venute alla mente quelle che Michael D. O’Brien, il grande scrittore cattolico canadese, fa dire al protagonista del suo straordinario libro L’inviato. Padre Elia si trova invitato ad una festa, dove incontra, tra gli altri, un cardinale, che lo intrattiene sulla figura del Presidente, sulla bontà del suo messaggio sulla Felicità Universale, che metterà finalmente in pace il cuore degli uomini. Dopo un lungo dialogo, in cui ascolta le farneticanti dichiarazioni di quel principe della Chiesa, Padre Elia gli rivolge queste parole, alzando il palmo delle mani sopra l’uomo: “Lei è un pastore del gregge del Signore. Il Giorno del Giudizio renderà conto per ogni sua parola e ogni suo atto. La esorto solennemente a lasciare subito l’accampamento del malvagio, a ritornale al suo gregge e a dare forza a ciò che è rimasto!”.  Continua a leggere

Tour con Gianna Jessen a fine novembre

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Segnalazione di Toni Brandi

Dopo la petizione che abbiamo lanciato “Affinché le donne siano davvero informate sull’aborto” (ti invito a firmarla cliccando qui), ti annuncio il nuovo tour di Gianna Jessen in Italia, per portare in diverse città la sua testimonianza per la vita e contro l’aborto.

Avrai probabilmente già sentito parlare di Gianna: testimone di eccezione perché ha vissuto sulla propria pelle un aborto salino quando la madre era a trenta settimane di gravidanza. Tuttavia è riuscita a sopravvivere e racconta il punto di vista dei bambini la cui voce non possiamo più ascoltare.

Gianna porta i segni dell’aborto sul suo corpo e la sua vita travagliata è un inno di speranza. Gianna Jessen ha portato la sua testimonianza anche al Congresso degli Stati Uniti e in giro per il mondo.

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Con ProVita, Gianna ha fatto diversi tour in Italia, e questo mese di novembre, grazie anche a molte associazioni locali, realizziamo di nuovo un tour di conferenze nelle seguenti città:

– martedì 21 novembre a Lecco: ore 20.30 al Teatro Francescano, piazzale dei Cappuccini 3;

– mercoledì 22 novembre a Ravenna: ore 20.45 alla Parrocchia Santa Maria del Torrione, via Majoli 8;

– giovedì 23 novembre a Gemona del Friuli (UD): ore 20.30 presso il Centro Parrocchiale Glemonensis, via Pio Paschini 1; Continua a leggere

Perché Washington teme che Steve Bannon parli

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Segnalazione di F.F.

Bannon getta lo scompiglio a Washington.

Il 23 ottobre scorso, a Washington, l’Hudson Institute ha organizzato un dibattito dal titolo: «Contrastare l’estremismo violento: il Qatar, l’Iran e i Fratelli Mussulmani».

L’Hudson Institute è un organismo di previsione, creato dal futurologo Heman Kahn. Vi fanno parte molti adepti del filosofo Leo Strauss.

Il pubblico era composto da alte personalità, membri del Congresso e dell’amministrazione, ambasciatori e giornalisti.

L’ex direttore della CIA e segretario della Difesa, Leon Panetta, e il suo successore, David Petraeus, dovevano prendere di mira l’Iran e sostenere invece il Qatar e i Fratelli Mussulmani.

Per fare bella figura, l’Hudson Institute aveva invitato anche Steve Bannon, ex consigliere speciale del presidente Trump. Il direttore dello Hudson Institute, l’ambasciatore Hussain Haqqani, presentando gli invitati ha dichiarato che Panetta e Petraeus sono persone «illuminate», mentre Bannon incarna le «Forze delle tenebre» (sic).Intervenendo per ultimo, Steve Bannon ha definito il New York Times «partito d’opposizione» e ha respinto l’aggettivo «isolazionista» utilizzato dal quotidiano per definire la politica estera di Trump, ricordando invece le azioni del presidente contro Daesh.

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© REUTERS/ KHALIL ASHAWI/FILE PHOTO

L’Emirato islamico in Iraq (futuro Daesh) è stato creato durante il mandato di George W. Bush allo scopo di sviare la collera degli iracheni contro le truppe d’occupazione e trasformarla in guerra civile; un congegno avviato sotto il controllo del generale Petraeus, l’allora comandante delle truppe in Iraq, che poi Leon Panetta ha rilevato e sostenuto. John McCain ha incontrato i leader di Daesh con cui, in nome di una strategia “vietnamita” contro la Siria, ha mantenuto a lungo legami molto stretti. (video)A proposito del conflitto tra Arabia Saudita e Qatar, Bannon si è rallegrato del mutato atteggiamento dell’Arabia Saudita nei confronti degli jihadisti e ha condannato il Qatar, benché l’amministrazione Trump non abbia preso ufficialmente posizione. Il pubblico lo ascoltava in silenzio e attentamente.

Bannon si è quindi lanciato in una critica alla politica di George W. Bush e di John McCain. Il presidente dell’adunanza l’ha interrotto e ha messo fine al “dibattito” dichiarando: «Bene, l’élite della politica estera di Washington che mi ha chiesto di darle la parola oggi mi ha anche chiesto di chiudere il dibattito se lei avesse trattato soggetti diversi da quelli programmati. Per questo motivo la discussione finisce qui. Grazie per essere venuto».

Fonte: www.controinformazione.info

L’opinione dell’autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Christus Rex – Traditio: “La fabbrica della manipolazione di massa genera mostri”

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di Redazione

VEDI https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1929433053940705&id=1651188918431788&_rdr (Ci scusiamo per alcuni refusi nel video o errori di forma, propri del linguaggio parlato nella forma a braccio).

Un successo oltre le aspettative, di interesse e di pubblico per la conferenza di Matteo Castagna, Responsabile Nazionale del nostro Circolo Christus Rex – Traditio”, che ieri sera ha parlato, per la prima volta in diretta Facebook sulla pagina del gruppo, della cosiddetta “Fabbrica della manipolazione: come il Nuovo Ordine Mondiale ci rende sudditi”.

Sala piena e circa 200 collegati in diretta sul social più utilizzato in Italia (divenuti oltre 1.000 entro la Mezzanotte) hanno potuto ascoltare una conferenza su un argomento di cui si parla, forse troppo poco, ma che va a toccare tutti gli ambiti della vita. Esistono delle élite di potere che, dietro le quinte condizionano i nostri comportamenti, indirizzano le nostre abitudini, controllano il nostro pensiero. Un autentico “totalitarismo dolce”, profetizzato da due romanzieri inglesi agli inizi del XX secolo: Geroge Orwell in 1984 e Huxley ne “Il Mondo Nuovo” la cui tesi di fondo è quella secondo cui “chi controlla le menti, detiene il potere”.

Liberamente ispirato al libro di Enrica Perrucchietti e Gianluca Marletta dal titolo: “La Fabbrica della Manipolazione” ed. Arianna Editrice, Matteo Castagna inizia con un video, ironico e sagace per spiegare il sistema di controllo, che con l’avvento dei mezzi informatici, toglie sostanzialmente la privacy a tutti noi:

E’ un inizio frizzante, che incuriosisce e un po’ inquieta il pubblico, ma il messaggio è molto realistico ed arriva subito al cuore della questione. Ma se è vero che la TV, determinati media, alcuni spettacoli, mode, forme d’arte, cinema, pubblicità, i programmi della scuola dell’obbligo, opinion makers, libri, social, alcuni personaggi, politici e non, certo clero, le cosiddette “rivoluzioni culturali”, soprattutto quella sessuale e femminista, sembrano creati per distorcere e, quindi manipolare la realtà al fine di creare l’“uomo nuovo”, ovvero l’ameba consumatrice nata per produrre, pagare e crepare. Continua a leggere

“Dio mio, quanti fascisti!”: l’Europa si è spaventata per l’enorme marcia dell’estrema destra cattolica

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“I fascisti marciano per Varsavia”. “L’Europa bianca”: il ministro polacco ritiene che la marcia di estrema destra sia splendida”. “La più grande marcia nazionalista in Europa”. Con questi titoli la stampa europea ha commentato ieri la celebrazione del Giorno dell’indipendenza nella capitale polacca.

In occasione del novantanovesimo anniversario del ritorno alla sovranità, a Varsavia si sono tenuti ieri eventi, incontri e ben dodici cortei, ma tutto è stato eclissato dalla marcia di estrema destra, enorme per gli standard locali: secondo le stime della polizia, c’erano 60mila partecipanti, secondo le stime degli organizzatori, 100 mila.

Con bengala e passamontagna, i manifestanti urlavano slogan quali: “sarà bianca l’Europa delle nazioni fraterne!” e “al diavolo i profughi!” e “non arcobaleno, ma la Polonia nazionale” e “preghiamo per un olocausto islamico”.

I media dei principali paesi dell’Europa occidentale sono in stato di shock. Non capiscono come mai in un paese pioniere della libertà dell’Europa dell’est, quale la Polonia, che nel 1980 è diventata il centro di frattura interna del socialismo, sia possibile che si verifichi una cosa del genere. Che improvvisamente sia successo proprio ai polacchi: i quotidiani della stampa occidentale sono perplessi. Se osserviamo lo sviluppo della politica interna, nazionale ed estera dell’ultimo quarto di secolo in Polonia, vediamo che tutto ciò ne è il risultato diretto.

Gli ultimi 27 anni in Polonia sono stati vissuti dolcemente, alla deriva di una messianica euforia: “abbiamo distrutto il comunismo mondiale! Ci sono grati tutti! Noi siamo il popolo liberatore!”

Poi la Polonia ha assunto l’attuale ruolo di paese attaccabrighe, che richiede risarcimenti da Germania e Russia, appaltando miliardi di dollari in missili americani in caso di attacco russo. Infine, ha distrutto i monumenti sovietici. Questo etnico narcisismo lo chiamano patriottismo. E la xenofobia è stata orientata verso i russi e la Russia. In Polonia nel prossimo futuro potrebbe crescere “l’attaccabrighe europeo” vero e proprio, molto più reale di quello della piccola Ungheria, la Polonia potrebbe diventare il centro di gravità di tutta l’ultra destra europea.

Tra l’altro, i media europei sono spaventati che la desta si trovi sotto la protezione del governo e che alla marcia abbiano partecipato persone da tutto il resto d’Europa, dall’Italia alla Gran Bretagna. Vogliono la Polonia, bianca, cristiana e mono-etnica, in maniera assoluta.

Però l’invecchiamento della popolazione continua, viene bilanciato solo dalla vicina Ucraina, ma di ucraini per un bel pò ne avranno abbastanza. Eppure la Polonia si oppone all’accoglienza dei rifugiati. Se diventa l’epicentro nascente della tendenza nazionalista europea, di tutto il sistema dell’ultra-destra e ultra-sinistra in Europa, di Le Pen in Francia e Alternativa per la Germania, il crollo avverrà presto.

Non si può non ricordare che in Polonia, e in tutta l’Europa dell’Est in generale, questi movimenti non sono certo cresciuti da soli. 

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201711135273241-marcia-fascisti-europa-polonia-ultradestra-nazionalista-governo-protezione-stampa/

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Festival per la Vita – Città di Trento: l’etica al centro

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IMG-20171112-WA0009Segnalazione di Toni Brandi

ProVita Onlus, il Coordinamento Famiglie Trentine, il Movimento per la Vita di Trento e l’Associazione Culturale La Torre, sono lieti di invitarti alla quarta edizione del Festival della Vita – Città di Trento.

Con l’edizione 2017 si torna a parlare in primo luogo di famiglia, la cellula primaria della società. È evidente a tutti che l’attuale e dominante cultura laica, in nome di un falso progresso, stia ostinatamente perseguendo l’obiettivo di annientare il concetto stesso di famiglia, fondato naturalmente sul valore sociale dell’amore fecondo tra un uomo e una donna, valore che nella nostra tradizione cattolica ha rappresentato il fondamento sul quale si reggono tutte le dinamiche sociali.

Proprio per analizzare questa epocale trasformazione, a dare il via venerdì 21 novembre al Festival della Vita – Città di Trento, sarà un ospite d’eccezione, una voce laica autorevole, ma fuori dal coro del politicamente corretto: Stefano Zecchi.
Già professore di estetica presso l’università di Milano, lo scrittore e giornalista veneziano ha, infatti, negli ultimi tempi concentrato i propri interessi proprio sulle cause della decadenza della famiglia e, conseguentemente, sul declino di quello che – come recita il titolo del suo ultimo libro edito per i tipi della Mondadori – era il “Paradiso Occidente”. Continua a leggere

Aemilia, banche e ‘ndrangheta. Il pentito: “Occhi chiusi su operazioni sospette”.

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Al processo Aemilia tiene banco Antonio Valerio, fresco collaboratore di giustizia che ha deciso di vuotare il sacco nel giugno scorso. E’ un personaggio unico nella ’ndrangheta 5.0, come chiama la cosca emiliana per spiegare la distanza dalla mafia vecchio stampo, tutta “bacinella, lupara e cuppulicchia”. Uno “’ndranghetista a statuto speciale”, si definisce, che può …

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/11/aemilia-banche-e-ndrangheta-il-pentito-occhi-chiusi-su-operazioni-sospette-e-per-il-direttore-ragazze-disponibili/3963983/ Continua a leggere

Gli italiani trucidati dal regime comunista

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Segnalazione di C.T.

di Marcello Veneziani

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Il comunismo inteso come regime non è mai andato al potere in Italia. In compenso ha mietuto più vittime italiane del “famigerato” regime fascista che pure ha dominato nel nostro Paese per oltre un ventennio. Centinaia di italiani emigrati in Crimea nell’Ottocento soprattutto dalla Puglia, e poi dal Veneto, a partire dagli Anni Venti del [&hellip

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