Le foto della minacciosa manifestazione nazionalista di sabato a Varsavia

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Segnalazione di F.F.

Decine di migliaia di persone hanno manifestato con motti nazionalisti, frasi xenofobe e slogan religiosi per il giorno dell’Indipendenza

Ieri 11 novembre la Polonia ha festeggiato l’indipendenza conquistata nel 1918, dopo oltre un secolo di dominazione straniera da parte di Russia, Austria e Prussia. È uno degli anniversari più importanti della nazione, commemorato con parate e marce, ma dalla fine degli anni Duemila è diventato un’occasione per manifestazioni nazionaliste che attirano persone anche dal resto dell’Europa. A quella di ieri a Varsavia hanno partecipato decine di migliaia di persone di gruppi di estrema destra, dagli italiani di Forza Nuova agli ungheresi di Jobbik.

Lo slogan più usato ieri era “We Want God” (Vogliamo Dio), da una vecchia canzone nazionalista polacca che anche Donald Trump aveva citato nel suo discorso durante la sua visita in Polonia. C’erano cartelloni che inneggiavano alla supremazia dei bianchi, che paragonavano l’Islam al terrorismo, contro i diritti LGBT e con slogan antisemiti del partito dell’ONR, il gruppo che ha fondato la manifestazione anni fa, che dice di voler “preservare l’omogeneità etnica della Polonia e la fede cattolica sotto l’ordine politico militare”. C’è stata anche una piccola contromanifestazione, ma il numero di partecipanti non è stato paragonabile. Continua a leggere

AUSTRIA E POLONIA INQUIETANO I PADRONI DEL DISCORSO

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di Maurizio Blondet

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2017/11/austria-9-novembre.jpg

“Segnali di antisemitismo   al Parlamento austriaco!”, titola allarmatissimo il Deutsche Wirtschaft Nachrichten. E’ accaduto che durante il rituale discorso della Memoria (nel caso austriaco, della Notte dei Cristalli del 9-10 …

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https://www.maurizioblondet.it/austra-polonia-inquietano-padroni-del-discorso/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjc18y&refsrc=email&iid=5a5f500a52b349a98b18d33fcc3c0481&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

Polonia: patrioti e cattolici organizzano la più grande marcia identitaria e anti-islam mai vista in Europa

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I patrioti polacchi (quelli che Ansa definisce fascisti e populisti) e i veri cattolici organizzano la più grande manifestazione patriottica e anti-islam m

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Disponibile il numero 86 di Sursum Corda del 12 novembre 2017

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Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 86 (del giorno 12 novembre 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 86. Il Vangelo secondo San Matteo;

– Preghiera alla Madre del perpetuo soccorso;

– Sentenza infallibile di invalidità e nullità delle ordinazioni anglicane;

– Preghiera a San Martino di Tours;

– Condanne della Chiesa all’eresia chiamata «ecumenismo»;

– Preghiera a Sant’Andrea Avellino;

– Benedictus (Cantico di Zaccaria);

– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 82, 83 e 84;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Dula;

– Quando il Papa è infallibile? Quarta parte;

– Teologia Politica n° 78. Il cosiddetto principio di autodeterminazione dei popoli;

– Racconti miracolosi n° 32. Un usuraio e suo figlio precipitati nell’Inferno;

– Racconti miracolosi n° 33. Una pittura dell’Inferno che converte il cortigiano Dositeo;

– Chi è Maria? Catechismo mariano.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


Associazione ONLUS
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
Redazione: editoria@sursumcorda.cloud 
Donazioni: paypal@sursumcorda.cloud

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La donna conturbante

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download (1)RUBRICA “QUINTA COLONNA”

di Longino

Si aggira per le strade d’Italia, d’Europa  e del mondo intero – le strade che si percorrono per frequentare isalotti buoni, come il Global Board dell’Open Society Foundations di George Soros – una donna con i turbanti. Uno per ogni occasione. C’è quello per le serate di gala, quello per le interviste televisive, quello per i tavoli per la raccolta firme, quello per i comizi e così via.

La principessa, così la chiamava l’uomo del suo passato, ormai sepolto, che la lanciò nel futuro portandola per mano, ha iniziato ad indossare il copricapo caratteristico dei musulmani e di molti indù – una fascia di mussolina o di seta attorta più volte attorno a una calotta – quattro anni fa, per celare la calvizie causata dalla chemioterapia. Il tumore ai polmoni, d’un tratto, è scomparso – ha raccontato – ma il turbante è rimasto. E’ diventato un marchio di fabbrica, per la gioia di tanti.

Risparmiare i soldi per il parrucchiere? Con le indennità che incassa per i suoi innumerevoli mandati parlamentari, iniziati nel lontano 1976, questo sarebbe l’ultimo dei problemi.  Un vezzo, allora? Un segno distintivo? Un modo per farsi notare? Di pubblicità non ha bisogno, in verità. Tutti la conoscono e la rispettano. Riversano tanto ammmore per questa eterna ragazza della porta accanto che nei sondaggi, tra i personaggi politici che ricevono il consenso degli italiani, se va male si piazza al secondo posto, dopo il Presidente del Consiglio di turno e molto prima del Presidente della Repubblica, carica alla quale approderà. Prima o poi. Continua a leggere

14/11: “La fabbrica della manipolazione: come il N.O.M. ci rende sudditi” di Matteo Castagna

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Riprendono le conferenze dopo la pausa estiva, con un argomento poco trattato ma di sicura attualità, riguardante i metodi di manipolazione del pensiero di massa, ma non solo…

Da Settembre 2015 a Giugno 2016 l’Associazione Culturale “Traditio” operava in Via Galvani 31 a Verona. Nel corso dell’estate 2016 “Christus Rex” e “Traditio” si sono federate e mentre la prima è rimasta l’Associazione della militanza cattolica, apostolica romana integrale, la seconda ha perseguito una connotazione identitaria e prettamente culturale. Così, su indicazione di un amico e militante di Traditio, il 31 agosto 2016 “Christus Rex – Traditio” ha iscritto i suoi militanti e sostenitori al Gruppo Sportivi Veterani Veronesi, condividendone le finalità statutarie, e ha potuto fruire, come tutti i Soci, degli spazi della palazzina locata al G.S.V.V. in Via Albere 43 (zona stadio). Dopo le votazioni del Gennaio 2017, due militanti di “Christus Rex – Traditio” fanno parte del Direttivo del “Gruppo Sportivi Veterani Veronesi”, uno dei quali in qualità di referente per le attività culturali. Chi fosse impossibilitato a partecipare, potrà seguire la diretta sulla pagina Facebook del gruppo Christus Rex – Traditio

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Vvox intervista a tutto campo una cattolica veronese con le idee chiare…

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Interessante intervista ad una signora che dice cose veramente cattoliche, in questo periodo di tenebre. Ce ne fossero tante di donne che la pensano così…(N.d.r.)

di Alessio Mannino, direttore di www.vvox.it 

Erano fra i fedeli tradizionalisti (quindi tra noi di “Christus Rex”, n.d.r.) che hanno contestato il cantante rock Marilyn Manson, in scena lo scorso 26 luglio al Castello Scaligero di Villafranca di Verona, evocando Satana e il Male, in questo caso via decibel. Sono forse fra i cattolici più cattolici che ci siano, fin da quando si alzano al mattino. Per i detrattori (molti) sono fondamentalisti, per i simpatizzanti (pochi) sono fra coloro che vivono la fede nel modo più puro e integrale. Stiamo parlando di un gruppo mariano di preghiera e studio ispirato a San Luigi Maria Grigon de Montfort, sacerdote francese del Seicento autore del “Trattato della vera devozione a Maria”. In sostanza, sono non tanto dei pre-conciliari, ma addirittura dei pre-moderni, o degli anti-moderni. Sono coordinati da Michela Perbellini, una casalinga veronese che oltre a definirsi rispettosa della Tradizione, dice di essere anche «maschilista». Ci risponde con la promessa di mantenere l’anonimato fotografico: «non voglio che sia la mia persona ad apparire, quanto ciò che dico». Continua a leggere

Firma per le Donne! Perché siano davvero informate sull’Aborto…

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Segnalazione di Toni Brandi

Circolo Cattolico Christus Rex,

download (2)Aggiungi la tua firma affinché le donne siano davvero informate sulle conseguenze dell’aborto volontario!

Ecco il testo della petizione che oggi ti propongo…

Dal 1978, anno della legalizzazione dell’aborto in Italia, più di 6 milioni di vite di bambini nel grembo materno sono state soppresse. Questo è il dramma principale dell’aborto: una condanna a morte prima di nascere.

Tuttavia l’aborto danneggia più persone: non solo il bambino ma anche la madre, il padre, i fratelli, i nonni. I danni fisici e psicologici che l’aborto provoca alla madre sono purtroppo gravi e reali, ma nessuno la mette in guardia sul pericolo che corre.

A livello psicologico l’aborto può causare la sindrome post abortiva, la quale si manifesta sotto forma di ansia, tristezza, depressione, autolesionismo, pensieri ossessivi o suicidari, anche dopo decenni.

Le conseguenze fisiche a breve termine possono comprendere emorragie, infezioni, perforazioni dell’utero ed altre complicanze legate alla procedura abortiva. L’ultima Relazione del Ministero della Salute sull’applicazione della legge 194/1978 fa una stima parziale di 640 complicanze fisiche di questo tipo nel solo anno 2015.

A lungo termine, le conseguenze per la madre possono comprendere sterilità, successivi aborti spontanei, parti prematuri, gestosi, placenta previa, perdite ematiche, necessità di isterectomia post-partum, gravidanze extrauterine, endometriosi e cancro al seno.

Rispetto a quest’ultimo problema, la migliore ricerca scientifica individua proprio nell’aborto uno dei principali fattori di rischio di cancro al seno, che aumenta di oltre il 150%.

Infine, l’aborto può portare addirittura alla morte anche della madre: il Center for Disease Control and Prevention, ente governativo statunitense, ammette che dal ’73 a oggi sono quasi 500 le donne morte per aborto legale solo negli Stati Uniti, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità confessa che ogni anno circa 150 donne in Europa, e nel resto del mondo addirittura decine di migliaia, muoiono a causa dell’aborto.

L’aborto in pillole (RU486), poi, moltiplica per dieci volte il rischio di morte per aborto e nel 2014 due giovani donne sono morte anche in Italia.

È fondamentale che le madri conoscano i pericoli che corrono loro stesse: per amore della verità, nell’interesse della loro salute e perché potrebbe essere un fattore che le induce a non abortire e salvare così anche la vita del loro bambino.

Firma qui per aderire a questa campagna diretta a informare le donne – specie quelle più vulnerabili e disperate – sulle conseguenze dell’aborto volontario.

Firmando la petizione, sosterrai le iniziative di ProVita volte a:

– Chiedere al Ministero della Salute di diffondere le informazioni relative ai danni che l’aborto può causare alla salute delle donne;

– Trasmettere alle Commissioni Sanità in Parlamento proposte di legge volte a garantire che le donne vengano messe a conoscenza delle conseguenze dell’aborto sul bambino e sulla madre, in particolare quando si recano nei consultori e nelle strutture sanitarie per abortire.

– Comunicare con le donne che vivono gravidanze difficili e che sono tentate dall’aborto, affinché aprano gli occhi su questa terribile realtà, nella speranza che possano più facilmente fare una scelta per la vita e non una scelta di morte.

Firma e fai firmare questa petizione cliccando qui!

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Transessuale che si dice cattolico si è candidato nell’UdC per le Regionali

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): attivista gay alla condirezione di Repubblica, il governo elimina il Bonus bebè
da Gender Watch News

Gianluca nel 1998 decide di cambiare “sesso” e diventa Roberta Giulia Mezzasalma. Si sposa e poi divorzia. Ora a 45 anni decide di candidarsi nell’Unione dei Democratici cristiani di centro per la Regione Sicilia.
Il giornale Quotidiano.net lo intervista e gli fa questa domanda: “Come fa a conciliare le sue scelte, non convenzionali, con quelle di un partito tradizionale e cattolico come quello di Cesa?”. Risposta: “Sono cattolica sfegatata, anche se non ho tempo di frequentare la chiesa perché il ristorante mi assorbe molto. Lo scorso anno Papa Francesco ha chiesto scusa a nome della Chiesa a tutti gli omosessuali e allora mi sono detta: perché non posso anche io mandare alla gente un messaggio altrettanto positivo con la mia candidatura?”.
Ma se i cattolici sfegatati sono a favore di omosessualità e transessualità quelli contro queste due tendenze cosa sono?

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio). Continua a leggere

L’Occidente che si odia e rimuove le croci e le statue di Colombo

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Le battaglie di libertà, o in nome di diritti, o per l’autodeterminazione, nascondono la volontà di colpire un solo obiettivo, cioè la presenza di Dio nel mondo
da Berlicche

Lo sapete, è una mia idea un po’ fissa. Cioè che tante di quelle battaglie che qualcuno chiama “di libertà”, o in nome di “diritti”, autodeterminazione e così via, nascondano in realtà la volontà di colpire un singolo obbiettivo, cioè la presenza reale di Dio nel mondo. Che siano, detto altrimenti, dei travestimenti per le zanne e gli artigli di un potere occulto e maligno. Come in un certo libro e ora film di successo, dove il male si traveste da clown che dona palloncini. Sfortunato, e imbecille, chi cade nella trappola.
Così, ad esempio, tutto il movimento iconoclasta che ha piede ora negli Stati Uniti. Credevate che si fermasse alle statue dei generali confederati, scrittori, esploratori come Colombo [vedi la nota in fondo a questo articolo]? No: il prossimo bersaglio sono le croci. Come quella che campeggia su un memoriale a soldati caduti nella prima guerra mondiale, che qualcuno vorrebbe abbattere in nome di una pretesa laicità; sostituendola, cioè, con il nulla di cui quel qualcuno è rappresentante. Un Nulla ben preciso, ovviamente. Continua a leggere

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