Ci siamo alzati per difendere la vita e la famiglia!

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di Toni Brandi

Avrete certamente saputo che il nostro camion vela che girava per Roma con il manifesto in ricordo di Caffarra è stato fermato per due ore dalla polizia e che il giorno dopo sono stato convocato al Commissariato di Borgo Pio, dove sono stato sottoposto a un interrogatorio gentile, ma assurdo. Questo episodio ha sollevato inquietudine anche tra i nostri parlamentari, che hanno presentato diverse interrogazioni scritte al Ministro Minniti: c’è ancora libertà di espressione in Italia?

Comunque sia, ProVita non si fa irretire da queste vicende e, anche grazie al tuo sostegno, continuerà a battersi per la vita e per la famiglia, nel nome di chi non può parlare.  Continua a leggere

La BpVi e i servizi segreti

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Risultati immagini per BpVi e i servizi segreti

di Marco Milioni

Se vi interessa l’argomento anche alla luce delle rivelazioni de La Verità, leggete questo post e i link relativi, magari troverete qualche spunto…

Ieri Vicenzatoday.it mi ha intervistato alla luce delle rivelazioni del quotidiano La Verità, che in un lungo servizio pubblicato ieri a pagina 5 ha approfondito i legami tra i piani alti della BpVi all’epoca dell’ex presidente Gianni Zonin e le alte sfere delle istituzioni nonché degli apparati dello Stato, servizi in primis. All’inizio del 2016 peraltro posi dieci domande all’ex amministratore delegato della popolare berica, il dottor Francesco Iorio, alcune delle quali puntavano proprio in quella direzione. L’ex ad non si prese mai la briga di rispondere. I fatti però, un po’ alla volta…

Ora che cosa faranno di queste informazioni la commissione parlamentare sulle banche e i magistrati che indagano sul collasso dell’istituto di Framarin?

LEGGI L’INTERVISTA SU VICENZATODAY
LEGGI LE DIECI DOMANDE A IORIO

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Due parole sui “social network” e la libertà

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di Enrico Galoppini

Due parole sui “social network” e la libertà

Fonte: Il Discrimine

Va bene che ufficialmente sono nati per ritrovare “gli amici di una vita”. Ma se si eccettua chi posta solo foto di mogli, mariti, figli, vacanze, acquisti e manicaretti, va detto che queste reti sociali vengono utilizzate da molti per esprimere le proprie idee.

Ora, in un ambiente che ogni tre per due si dichiara libero la cosa più banale del mondo sarebbe il poter esprimere liberamente le proprie idee, su qualsiasi argomento.

Accade invece che la maggioranza dei moderni, benché inebriata dall’illusione della libertà, non riesce assolutamente a sopportare l’espressione, anche a mezzo di questi strumenti, di idee non conformiste (cioè non conformi al “moralmente corretto“). Al primo comparire di qualche idea “strana” certi psicopoliziotti volontari s’indignano e se la prendono come se gli fosse stata offesa la mamma. Però sono convinti che qui ci sia la libbertà (questa volta con due B). Questo tipo d’individui va preso con le molle: può toglierti “l’amicizia” (cosa di cui m’interessa men che zero) e potrebbe “segnalarti” agli amministratori del giocattolo, che così provvederanno a metterti nel “cattiverio” per un po’ (altra cosa che alla fine non ha nessun valore, prima che qualche “autorità” s’inventi un “rating” per le persone basato sulle idee espresse in pubblico). Continua a leggere

L’Italia è populista?

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di Marco Tarchi

L'Italia è populista?

Fonte: Vita

A cura di Filippo Romeo

che dell’altra forza politica. Ne parliamo con il professor Marco Tarchi, docente di Scienza Politica all’Università di Firenze
Il termine “populismo” è uno dei più ricorrenti nel dibattito politico odierno. Viene frequentemente utilizzato come elemento discriminatorio nei confronti dell’una piuttosto che dell’altra forza politica. Al fine di sgomberare il campo da interpretazioni fuorvianti, dopo l’intervista di Marco Dotti a Alain de Benoist proseguiamo la nostra indagine sul “momento populista” e ne parliamo con il professor Marco Tarchi, docente di Scienza Politica all’Università di Firenze, tra i massimi esperti della questione, nonché autore del libro Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo (Il Mulino).
Essendo lei uno dei massimi studiosi di tale fenomeno potrebbe darci una definizione appropriata del termine “populismo”?
La definizione che ne ho fornita nel mio libro Italia populista è la seguente: “la mentalità che individua il popolo come una totalità organica artificiosamente divisa da forze ostili, gli attribuisce naturali qualità etiche, ne contrappone il realismo, la laboriosità e l’integrità all’ipocrisia, all’inefficienza e alla corruzione delle oligarchie politiche, economiche, sociali e culturali e ne rivendica il primato come fonte di legittimazione del potere, al di sopra di ogni forma di rappresentanza e di mediazione”. A distanza di quasi tre anni, la trovo più che mai appropriata. Continua a leggere

Tutto quello che ci hanno nascosto sui gay

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Molti dati non vengono divulgati, come ad esempio che il 99,7% dei casi di violenza su omosessuali viene commessa da altri omosessuali
di Brian Clowes

«Love is love»? Ma di quale amore stiamo parlando?
Quando gli omosessualisti parlano di adozione, immancabilmente parlano del loro bisogno, del loro desiderio, del loro “diritto” ad adottare. Ignorano i diritti e il benessere dei bambini: e se gli adulti trattano i ragazzini come meri accessori, finisce sempre che i bambini soffrono.
Il diritto dei bambini a un padre e una madre è un vero diritto, un interesse protetto dalla legge. L’interesse degli adulti ad avere un bambino è un desiderio legittimo, ma non un diritto.
Ci sono centinaia di studi sugli effetti della genitorialità omosessuale sui bambini. Quelli che dicono che non c’è differenza o che anzi i bambini crescono meglio con due mamme o due papà, sono condotti su pochi intervistati, tutti volontari presi tra gli attivisti LGBT, e ignorano le regole basilari della scienza statistica.
I soli studi che sono stati condotti con criteri scientifici rigorosi hanno mostrato che la genitorialità omosessuale confonde – se non danneggia – la psiche dei ragazzini.
Tra l’altro è provato che i figli cresciuti con genitori omosessuali sono tre o quattro volte più propensi a diventare essi stessi omosessuali o bisessuali, da grandi. Continua a leggere

DON CAMILLO O FANTOZZI?

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Segnalazione Redazione BastaBugie

Guareschi descrive un mondo fatto di sudore (tanto), dolore (tanto) e gioie (poche, ma grandi), Villaggio invece descrive un mondo fatto di vuoto e snobismo, dove tutto finisce nel rancore e nello scontento
di Silvana De Mari

Il trasferimento da Trieste a Parma fu un trauma.
A Parma non c’era il mare. Non avevo più la mia maestra: le altre avrebbero fatto la quinta senza di me, mentre io ero da un’altra parte con altre tizie e un’altra maestra: degnissime persone, certo, ma non mi interessavano.
Cominciai ad amare ferocemente Parma a Natale. Faceva un freddo maledetto, raggiungemmo i meno venti. Al mattino ci svegliavamo con i ghirigori alle finestre. Molto romantico, certo, ma tirarsi giù dal letto era una pena.

DON CAMILLO
A Natale mi regalarono Don Camillo. Non ero in grado di cogliere tutte le sfumature, certo, ma l’umorismo sì. Profondamente cattolico, profondamente convinto come ogni persona di elementare buon senso nella profonda bontà di un mondo piccolo basato sulla famiglia, sulla terra, le vacche, l’alternanza delle stagioni, Guareschi è stato uno scrittore straordinario Il primo libro è del 48. Il primo film è del 52.
Il regista era francese in quanto tutti i registi italiani rifiutarono. Fortunatamente francese anche l’attore principale: Fernandel, perché è stato assolutamente perfetto. Guareschi mi permise di innamorarmi di Parma, del fiume, della nebbia, del caldo insopportabile, del freddo porco, della facciata del duomo, della sagoma del battistero che uscivano dalla nebbia a novembre, splendevano di luce a maggio sotto nuvole di rondini.
Don Camillo che parlava col Cristo crocefisso è uno dei personaggi più struggenti della cinematografia mondiale. Continua a leggere

Generazione Famiglia – Abbiamo vinto!

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Cari amici,
una bellissima notizia…

VITTORIA! 

abbiamo vinto il ricorso contro l’ingiunzione dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), che ci ordinava di interrompere la campagna di affissioni iniziata a Roma a fine settembre in occasione del tour del Bus della Libertà.

Questo ci suscita due sentimenti sicuri.

Primo: una grande soddisfazione. Tener duro, perseverare, crederci, sacrificarsi per arrendersi agli esiti “fatali”… rende e ripaga.

Secondo: un’immensa gratitudine. Nei confronti di chi? Vostri! Oltre a tutti voi che ci seguite e sostenete sempre in mille modi con grande entusiasmo, molti di voi hanno risposto anche all’appello che avevamo fatto per aiutarci a pagare le spese legali per affrontare questo caso.

Grazie a tutti!

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L’udienza davanti al Giurì dello IAP si è svolta venerdì scorso, a Milano. In quella sede, il Comitato di Controllo dell’Istituto ha confermato tutte le “accuse“.

In primis, il fatto che il messaggio: “Basta violenza di genere: i bambini sono maschi, le bambine sono femmine” fosse nel complesso ingannevole e soprattutto discriminatorio.

Abbiamo passato le settimane scorse a smontare questi rilievi, con una profonda ricerca anche nella giurisprudenza passata dello IAP, ma anche citando i casi concreti di abusi verificatisi nelle scuole a causa dell’Ideologia Gender.

La nostra linea difensiva è stata questa: il messaggio non esprime in alcun modo un giudizio sulla condizione personale di chi non si riconoscesse nel proprio sesso biologico. Non è mai stato, non è e non sarà mai nostro scopo occuparci in alcun modo di questo.

Il nostro messaggio denuncia casi concreti di violenta costrizione ai danni di bambini e bambine affinché adottino comportamenti e attitudini naturalmente propri del sesso opposto. Costringere i bambini a fare le femmine e le bambine a fare i maschi.

Questo è assolutamente inaccettabile, e abbiamo fatto di tutto per restare liberi di poterlo denunciare.

È stata una linea vincente, e siamo rimasti liberi. Tutti noi!

E ora, torniamo a concentrarci sugli obiettivi della nostra associazione. Prima di tutto: entrare a far parte del Forum Nazionale delle Associazioni di Genitori nelle Scuole (FONAGS) accreditato presso il Ministero dell’Istruzione. Siamo nella fase conclusiva della domanda di accesso.

Una volta nel FONAGS, migliaia di genitori avranno dentro il Ministero dell’Istruzione una rappresentanza nuova capace di fare qualcosa che spesso serve ma che non sempre altre realtà hanno avuto coraggio di fare: sbattere i pugni.

A proposito: è urgente firmare e diffondere questa petizione per chiedere al Ministro Fedeli di inserire nella riforma in corso del Patto Educativo di Corresponsabilità anche il Consenso Informato Preventivo da richiedere ai genitori prima di inserire qualsiasi attività sulla sessualità e sull’affettività in orario scolastico.

Nelle prossime settimane vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Restate sempre connessi a ogni nostra attività tramite la Pagina Facebook e il Profilo Twitter di Generazione Famiglia!
Un carissimo saluto, a presto!

Jacopo, Filippo, Maria Rachele
e tutta Generazione Famiglia

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Teresa di Calcutta aveva un conto enorme allo Ior…

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Lasciamo perdere le opinioni di Nuzzi e i titoli ecclesiastici che attribuisce a chi non è cattolico. Guardiamo solo alla notizia.

Che è curiosa.

http://www.corrierequotidiano.it/sites/default/files/media/nu.PNG

“In Vaticano c’e’ un blocco di potere che ostacola l’azione riformatrice di Francesco cosi’ come ha fatto con Benedetto XVI – spiega il giornalista – esisteva con Marcinkus e la sua gestione parallela dello Ior ed esiste ancora oggi”. Cosa c’entra questo ‘blocco’ con la … di Calcutta?

http://www.corrierequotidiano.it/1.72804/cronaca/104/vaticano-nuzzi-madre-teresa-aveva-un-maxi-conto-allo-ior Continua a leggere

Migranti in Bruxelles attaccano lavoratori delle costruzioni Natalizie

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Segnalazione di F.F.

Proteste di massa sono esplose questa sera a Bruxelles.

Mercoledì sera nella capitale belga sono scoppiati disordini, dopodiché una folla di manifestanti ha attaccato un posto di polizia. Almeno centocinquanta persone si sono radunate per lanciare pietre contro l’edificio.

Sono state chiuse alcune stazioni della metropolitana. Non ci sono ancora informazioni sul numero di arresti.

Secondo quanto riferito dal giornale La Derniere Heure, un gruppo di giovani ha rivoltato macchine e rotto le vetrine nel centro della città. Alla Place de la Monnaie si sono radunate centinaia di persone in risposta all’appello lanciato da un rapper famoso locale.

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