L’incontro Putin – Assad cementa la fine del dominio degli Stati Uniti in Medio Oriente
di Tom Luongo

Fonte: Aurora sito
Non sono un uomo molto religioso. Ma, mi piacerebbe credere che ci sia un angolo speciale nell’inferno riservato a chi ha fomentato la guerra civile siriana. Dagli inizi in Libia passando dal cannoneggiamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bengasi fino all’incontro di ieri tra il Presidente Vladimir Putin e il Presidente Bashar al-Assad, questa vicenda sarà ricordata come uno dei periodi più cinici e brutali della storia. La “Guerra civile” siriana doveva essere il coronamento della politica statunitense/israeliana/saudita in Medio Oriente, l’apoteosi del neoconservatorismo. Se fosse riuscita, avrebbe trasformato il mondo nell’inferno governato da elementi come Hillary Clinton, George Soros, Angela Merkel e il cartello bancario USA/Regno Unito. La Siria sarebbe stata il cuneo che spaccava non solo il Medio Oriente, ma anche l’Asia centrale, bloccando la rinascita della Russia a potenza mondiale, soggiogando l’Europa nell’incubo infinito dell’assimilazione culturale forzata e completato la bancarotta degli Stati Uniti allineandoli al fallimentare piano dell’integrazione europea. Trattati sovranazionali come TPP, TTIP e Accordo di Parigi furono progettati per creare una sovrastruttura che sostituisse la sovranità nazionale senza alcun contributo da parte dei popoli maggiormente colpiti.
La svolta di Putin
Con il discorso cruciale di Vladimir Putin alle Nazioni Unite del 28 settembre 2015, l’opposizione a tale visione venne espressa nei termini più netti e francamente umanistici che si possano immaginare. Vi ricorderò il passaggio più importante relativo alla Siria. “In queste circostanze, è ipocrita ed irresponsabile fare dichiarazioni rumorose sulla minaccia del terrorismo internazionale mentre si chiude un occhio sul finanziamento e sostegno ai terroristi, incluso traffico e contrabbando di petrolio e armi. Sarebbe ugualmente irresponsabile cercare di manipolare gruppi estremisti e metterli al proprio servizio per raggiungere obiettivi politici nella speranza di affrontarli successivamente o, in altre parole, liquidarli. A chi lo fa vorrei dire, cari signori, senza dubbio avete a che fare con persone brutali e crudeli, ma non sono affatto primitivi o sciocchi. Sono intelligenti come voi, e non saprete mai chi sta manipolando chi. E i recenti dati sulle armi trasferite a tale opposizione moderata ne sono la prova migliore. Crediamo che qualsiasi tentativo di giocare coi terroristi, per non parlare di armarli, non sia solo miope, ma pericoloso. Ciò potrebbe comportare l’aumento drammatico della minaccia terroristica globale inghiottendo nuove regioni, soprattutto considerando che i campi dello Stato islamico addestrano terroristi di molti Paesi, anche europei”. In verità, va rivisitato tutto il discorso. È un duro promemoria con cui Putin, normalmente molto riservato, ha posto tutte le carte sul tavolo accusando direttamente gli Stati Uniti di dichiarare guerra al mondo. E in 48 ore i Sukhoj giunsero in Siria per bombardare gli obiettivi dei nemici del governo siriano, permettendo una vittoria militare dopo l’altra all’assediato Esercito arabo siriano. Poco dopo fu formata una coalizione attorno al governo di Assad, tra cui Guardia Rivoluzionaria dell’Iran, l’ala militare di Hezbollah e il tacito appoggio finanziario e morale della Cina. Putin disse “Ora basta” all’ONU, quindi sostenne le parole con le azioni. La guerra è sempre deplorevole. Non è quasi mai giustificabile. Ma di fronte a un nemico implacabile, c’era poco altro da fare. E sostengo che le forze neoconservatrici che dettano le decisioni politiche anti-Assad sono quel nemico implacabile. Continua a leggere








Segnalazione di Redazione BastaBugie
