Cristeros: per Cristo Re, contro la massoneria
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione di Filippo Sciortino
| Cos’altro puoi fare perché prima della fine della legislatura non venga approvata la legge sul diritto di cittadinanza? |
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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Tutti gli uomini potenziali stupratori. La clamorosa gaffe di Laura Boldrini
La scrittrice e blogger sarà, prossimamente, nostra ospite per un incontro pubblico…
di Costanza Miriano
Il senso di questo proliferare di giornate mondiali per, contro, del, è di far palare di qualcosa di cui si tace, far emergere un aspetto in ombra, ricordare una verità dimenticata. Il senso della giornata contro la violenza sulle donne qual è? Esiste forse qualcuno al mondo, in questo mondo occidentale in cui si celebra, che non la condanni? Che la giustifichi? Esiste qualcuno che passando davanti al Campidoglio illuminato di rosa venga alfine fulminato da una sorta di agnizione e decida di non essere più violento?
Per me è evidente che l’obiettivo vero di questa martellante, iperbolica campagna contro la violenza sulle donne – fenomeno non in aumento ma in flessione – sia la messa all’indice dell’uomo, del maschio bianco, occidentale, eterosessuale. Perché se è sacrosanto e indiscutibile condannare senza appello la violenza (e magari agire nelle sedi consone, prima di tutto quella penale, non sui social), se, forse, è necessario ampliare lo sguardo (c’è un’altra Asia, che è donna anche lei, e che sta in carcere da sette anni perché cristiana), allora forse sarebbe utile guardare alla vera condizione delle donne da queste parti. Continua a leggere
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Pecore e donne. “Scelte per il nostro intestino”. Il libro che imbarazza la scuola
di Marco Milioni

Difficile dire se ci saranno altri sviluppi rispetto alla vicenda nota come BpVi leaks. Certo è che il caso, nonostante il silenzio assordante della stragrande maggioranza dei media, è un vero e proprio vaso di Pandora. E imprevedibili sono le conseguenze qualora questo vaso dovesse essere aperto. Ad ogni modo la storia …
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https://www.alganews.it/2017/11/25/bpvi-leaks-varco-oscuro-verso-buio-dellitalia-degli-anni-90/ Continua a leggere
Clamoroso: chi è in cima alla classifica della vergogna

Il problema più piccolo è di poco superiore ai 24 milioni di euro e viene dalla Plusvalore spa, una società in liquidazione che appartiene al gruppo Delta di Bologna, una sorta di appendice italiana della Cassa di risparmio di San Marino. Quello più rilevante ha il nome del gruppo Sorgenia all’inizio appartenuto a Carlo De Benedetti e poi ceduto a un pool di banche creditrici: la sola Sorgenia Power rappresenta un peso da 318,9 milioni di euro. Fra questi due estremi ci sono altri 98 nomi di società: ecco la annunciatissima lista dei debitori del Monte dei Paschi di Siena che non hanno onorato le restituzioni dei prestiti secondo le scadenze stabilite e che è agli atti della commissione di inchiesta sulle banche guidata da Pier Ferdinando Casini.
Debitori Mps, la lista: parte 1, clicca e scarica
Debitori Mps, la lista: parte 2, clicca e scarica
Quella lista ufficialmente è stata secretata dall’ufficio di presidenza della commissione ma il segreto è in gran parte di Pulcinella perché molti nomi erano quelli anticipati da Libero nel gennaio scorso. Qualcuno aveva precisato, qualcun altro smentito, ma i finanziamenti di Mps erano stati quasi sempre resi pubblici e le difficoltà di rientrare dall’esposizione in gran parte note. D’altra parte non si tratta di vicende private, perché quelle difficoltà a rientrare dai prestiti ricevuti si sono trasformate in un problema gigantesco per la banca senese e hanno comportato la necessità dell’intervento del governo, con impiego di soldi pubblici. Diventa davvero difficile comprendere perché i cittadini debbano pagare senza nemmeno essere consultati guai che oltretutto non abbiano nemmeno il diritto di conoscere. Ai contribuenti si fa un danno e a questo si aggiunge la beffa di rendere segreti i motivi di quel prelievo dalle loro tasche. Ecco perché Libero, non potendo riparare il danno, ha deciso almeno di evitare ai contribuenti quella odiosa beffa, pubblicando quella lista dei primi cento debitori del gruppo bancario senese che almeno offre un piccolo spicchio di informazione a chi ha diritto di conoscere.
Ai lettori una premessa: quella lista è assai tardiva, e non racconta tutta la verità sui guai passati da Mps anche per una scellerata gestione del credito. Messi tutti insieme, i primi 100 debitori rappresentano per la banca un problema di poco inferiore ai 5 miliardi di euro: si tratta di una somma alta, ma assai più bassa dei guai passati dall’istituto senese in questi anni. Quei 100 sono quelli esistenti al 30 settembre scorso, ma non vi figurano centinaia di altri clienti che hanno preso i soldi e poi non li hanno restituiti semplicemente perché quei buchi sono stati nel tempo accantonati o quei crediti cartolarizzati in operazioni di importo mostruoso: Mps ha già subito tutti i danni possibili, ma il tumore che li ha causati è ormai stato estirpato, e quindi dimenticato. Sarebbe opportuno avere la verità anche su quella lista ormai fantasma, che però può raccontare un altro pezzo di questa disastrata storia.
Accanto ai 100 nomi che pubblichiamo ci sono due sigle forse non note alla maggiore parte dei lettori. Una è più intuibile: «soff». Si accompagna a crediti che la banca ha classificato in sofferenza: quei soldi non verranno quindi restituiti perché chi li ha presi non è più in grado di farlo, o perché fallito o perché in situazione finanziaria comunque non compatibile con il pagamento dei suoi debiti. La seconda sigla- «Utp»- è l’acronimo di una frase inglese: «unlikely to pay». Questa espressione che in italiano si traduce «inadempienze probabili» si usa quando la banca è a buona ragione convinta che il cliente non rimborserà tutto il debito secondo il capitale e gli interessi calcolati. Magari lo farà in parte e cercherà di avere sconti sul dovuto, e in ogni caso per riavere qualcosa sarà necessario escutere le garanzie fornite al momento della concessione del credito.
La lista dei 100 debitori ha 42 clienti in sofferenza e 58 classificati come probabili inadempienti. Fra di loro ci sono molti nomi noti dell’impresa locale e nazionale. Ci sono grandi armatori arrivati sull’orlo del fallimento ma con il gruppo ancora in bonis come la Rizzo Bottiglieri e De Carlini (RBD) Armatori, cui fu concessa con generosità nuova finanza quando a guidare la banca senese era Giuseppe Mussari: oggi la loro esposizione lorda è di 255 milioni di euro. C’è l’esattore ufficiale della Regione Sicilia che si chiama Riscossione Sicilia (ex Serit Sicilia) e che è sull’orlo della liquidazione e a Mps deve la bellezza di 237 milioni di euro. C’è un altro gruppo di armatori questa volta napoletano come la Giuseppe Bottiglieri shipping che nel 2017 è stata ammessa al concordato preventivo in continuità e che deve all’istituto senese 120,3 milioni di euro.
Sono invece considerati ormai persi i 109 milioni di euro che doveva uno dei colossi delle cooperative rosse, quella Unieco di Reggio Emilia che nella primavera scorsa è andata in liquidazione coatta amministrativa: nel suo cda sedeva perfino il numero uno di Lega Coop, Ivan Lusetti. Ma fra i grandi debitori di Mps si troverà una specie di guida Monaci vip, dove a vario titolo si troveranno società che al momento dell’erogazione del credito appartenevano a imprese pubbliche come Fintecna o addirittura ad enti pubblici come il comune di Napoli (Bagnoli Futura) o di Roma (Atac spa), al mondo della cooperazione come all’imprenditoria privata. Fra gli azionisti delle società prime debitrici del Monte dei Paschi figurano infatti imprenditori come la famiglia Merloni con la capogruppo, o come Maurizio Zamparini ben noto al mondo del calcio (sua la Gasda spa) e ancora Alfio Marchini (Nsfi srl), l’ex raider bresciano Emilio Gnutti, i fratelli fiorentini Corrado e Mascolo Fratini che vendettero il loro Four Season di Firenze al Qatar, il gruppo Mezzaroma, quello familiare di Luca Cordero di Montezemolo e tanti altri più o meno noti.
Al Monte dei Paschi anche un piccolo record: i suoi problemi nascono anche da uno sceicco degli Emirati Arabi, paese ricchissimo che ha fra i migliori pagatori del mondo. C’è una società- laItem Capomulini srl, che doveva costruire un mega resort Hilton Capomulini a Catania- che con Mps ha un debito di difficile restituzione da 26,6 milioni di euro. Il proprietario è appunto uno sceicco di Abu Dhabi, Hamed bin Al Ahmed…
di Pietro Senaldi
@PSenaldi
Segnalazione Linkiesta

Bitcoin e criptovalute, occhio all’euforia, potrebbe costarvi carissima
Il valore del bitcoin che continua a crescere a dispetto di problemi come il divieto in Cina e uno “scisma” che ha duplicato i bitcoin in mano a ciascun possessore. A non tornare sono anche le Ico, un crowdfunding dove si ottengono fondi emettendo nuove monete. Ma dove la trasparenza è pochissima. (di Fabrizio Patti, LEGGI)
Ieri è morto Arai Daniele, editorialista per questo sito fin dal 2010, quando Matteo Castagna gli telefonò a Fatima, dove si era ritirato nella preghiera e nello studio, per chiedergli di collaborare. Fu stretto collaboratore di Mons. Antonio de Castro Mayer, vescovo di Campos in Brasile e tra i primi sedevacantisti, dopo l’alluvione conciliare.
Le preghiere di oggi saranno dedicate alla sua anima di combattente per la Fede Cattolica, integra e incorrotta. La sua eredità è costituita certamente anche dai preziosi articoli qui pubblicati nella sezione che porta il suo nome. L’ultimo, scritto a quattro mani con Matteo Castagna, è nella sezione Cattolicesimo del 21 ottobre 2017. Il suo ultimo libro è “Nella profezia di Fatima…il segreto dell’altra Roma”, donato recentemente dal Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga alla Biblioteca Civica di Verona. Arai ha avuto la grazia di essere stato assistito da un sacerdote negli ultimi dieci giorni di vita e di essere trapassato pregando assieme a lui. E’ vissuto da cattolico ed è morto da cattolico. I funerali si svolgeranno domani a Fatima, ove la salma sarà tumulata.
Martedì 28/11/2017 alle ore 21.00 il Circolo Cattolico Christus Rex lo ricorderà degnamente a Verona. Riposi in pace. La S. Messa in suffragio sarà celebrata da Padre Juan Carlos Ceriani, che lo conosceva personalmente. Continua a leggere
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