Nuovo strappo di Trump: gli Usa fuori dal patto Onu sui migranti

Condividi su:

Segnalazione di F.F.

Gli Usa escono dal patto internazionale sui migranti e sui loro diritti, votato nel 2016: “L’amministrazione Trump ha una politica su migranti e rifugiati non compatibile con il patto e rivendica il diritto di decidere in piena autonomia criteri e logiche per consentire l’ingresso agli stranieri”

di Orlando Sacchelli

Il patto internazionale sui migranti e sui loro diritti (Global compact on migration), raggiunto alle Nazioni Unite nel settembre 2016, vede una pesante defezione: è quella degli Stati Uniti.

La Casa Bianca, infatti, ha deciso di fare un passo indietro perché ritiene che la propria politica su migranti e rifugiati non sia compatibile con il patto. L’amministrazione Usa rivendica il diritto di decidere in piena autonomia criteri e logiche per consentire l’ingresso agli stranieri. Sono questi i motivi dell’abbandono degli Stati Uniti, come reso noto dall’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley: “Le nostre decisioni sull’immigrazione devono essere sempre prese dagli americani e solo dagli americani”. Continua a leggere

“L’omosessualità è una malattia”. Non è diffamazione, cade l’accusa contro la Prof. Silvana De Mari

Condividi su:

Siamo lieti per l’amica Professoressa Silvana De Mari! (n.d.r.) Sebbene la teologia abbia sempre parlato di “vizio” e non esplicitamente di “malattia”

https://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-torino/2017/12/02/160454201-3921bc6f-8a80-4a52-aa17-0621cb619638.jpg

Era stata denunciata dal Torino Pride. La Procura chiede l’archiviazione: la professionista non è imputabile per diffamazione

CONTINUA SU:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/12/02/news/_l_omosessualita_e_una_malattia_ma_l_accusa_contro_la_dottoressa_antigay_non_regge-182818663/ Continua a leggere

Cacciato da Salvini, passa da Bossi a Mazzini…Ah, però!

Condividi su:

Segnalazione della Newsletter di Veronanews

Cacciato da Salvini, passa da Bossi a Mazzini...Ah, però!
di Matteo Castagna

Ai tempi della Prima Repubblica c’era stile. Nel bene e nel male. Anche nella corsa alla poltrona, che c’è sempre stata, ma non era così volgare, come si dimostra negli ultimi decenni. La disaffezione al voto non è direttamente proporzionale al numero dei partiti, liste civetta e candidati, come abbiamo visto alle ultime elezioni amministrative veronesi. Tutti attaccano il “magna magna” del Sistema, ma quando arriva il momento di cercare un posto a tavola, la corsa è travolgente. Fateci caso. Tutti attaccano i benefit dei politici, ma allo stesso tempo c’è una corsa al benefit, che non ha eguali altrove.

Oggi, i piatti sono meno abbondanti, le porzioni pure, ma “il potere logora chi non ce l’ha”. Ed è lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi la fetta di torta sicura. Manca lo stile perché, una volta, litigi e spartizioni si facevano lontani dai riflettori, per poi presentarsi apparentemente uniti al grande pubblico. Nel terzo millennio, scannarsi per un posto alle politiche è divenuto parte integrante dello spettacolo, che coinvolge anche personaggi senza arte né parte, tra scappati di casa e incompetenti di varia natura.  Si ciancia di anti-politica ma poi domina il trasformismo, ovvero quel cambiar di casacca a seconda dell’interesse del momento, che tanto sembra irritare gli italiani e che certamente non ha nulla di nobile.
Read more

Disponibile il numero 89 di Sursum Corda

Condividi su:

Scritto e segnalato da Carlo Maria Di Pietro

Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 89 (del giorno 3 dicembre 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 89. La questione sinottica;

– Preghiera a Sant’Andrea Apostolo;

– Grafico della dipendenza dei quattro Vangeli;

– Preghiera per la Festa della Medaglia Miracolosa;

– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 91, 92 e 93;

– Preghiera a Santa Bibiana, Vergine e Martire;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Epifanio, parte 3 ed ultima;

– Enciclopedia Cattolica: Che cos’è l’eutanasia;

– Quando il Papa è infallibile? Parte sette;

– Racconti miracolosi n° 37. Il servo calunniato salvato da tre sante Messe;

– Racconti miracolosi n° 38. Parigi 1290, il miracolo della particola trafugata;

– Teologia Politica n° 81. La Rivoluzione ha prodotto la divisione della società in due caste;

– Novena all’Immacolata Concezione (dal 29.11 al 7.12);

– Chi è Maria? Catechismo mariano.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


SVRSVM CORDA® ONLUS
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
Redazione: editoria@sursumcorda.cloud 
Donazioni: paypal@sursumcorda.cloud

Continua a leggere

Presepe obbligatorio in Veneto dal 2018

Condividi su:

Non è poco, di questi tempi…:

http://cdn.telenuovo.it/contents/images/presepe__1-1.jpg

Ci sarà un presepe per ogni scuola e per ogni luogo istituzionale in tutto il Veneto: la proposta del gruppo di Centro Destra Veneto è stata approvata in Consiglio regionale.La mozione arriva dai consiglieri veronesi Andrea Bassi e Stefano Casali e da Fabio Barbisan che hanno chiesto al governatore Luca Zaia il finanziamento per realizzare i presepi nei luoghi pubblici istituzionali. La Regione ha stabilito che il provvedimento partirà nel 2018.

CONTINUA SU:

http://www.tgverona.it/pages/121/644531/Presepe_obbligatorio_in_Veneto_dal_2018.html Continua a leggere

Sergio Romano: “La Corea del Nord vuole diventare inattaccabile”

Condividi su:
Image

Sergio Romano: “La Corea del Nord vuole diventare inattaccabile (e non ha tutti i torti)”

Il politologo ed ex ambasciatore commenta le mosse di Kim Jong Un: La strategia di Pyongyang è chiara, vuole contare in Estremo Oriente, e vuole difendersi. Gli Stati Uniti non sono intenzionati a de-nuclearizzare il pianeta. Vogliono, anzi, mantenere il monopolio. (di Tommaso CanettaLEGGI)

Continua a leggere

Da Caterina II a Vladimir Putin

Condividi su:

di Thierry Meyssan

Da Caterina II a Vladimir Putin

Fonte: Voltairenet

Per costruire la Russia moderna, la Zarina Caterina II decise di fare della sua capitale, San Pietroburgo, il primo centro culturale del mondo. Radicò il suo paese nel suo retroterra culturale cristiano-ortodosso, sviluppò l’uso della lingua francese e invitò i più grandi intellettuali e artisti europei alla sua corte, sia che fossero cattolici, sia che fossero protestanti o ortodossi e persino musulmani.

Conscia della perdita culturale che rappresentava per l’ortodossia, e quindi per la Russia, il declino del cristianesimo in Medio Oriente di fronte all’intolleranza dell’Impero ottomano, andò in guerra contro il Sultano. Annetté la Crimea, trasformò il Mar Nero in un mare ortodosso e iniziò a liberare la Grande Siria prendendo Beirut [1]. Dichiarò poi che «la Grande Siria è la chiave della Casa Russia». Continua a leggere

La Russia è fiera della sua identità e combatte la globalizzazione

Condividi su:

di Alexander Dugin

La Russia è fiera della sua identità e combatte la globalizzazione

Fonte: Barbadillo

Pubblichiamo l’intervista integrale dell’Economist al filosofo Alexander Dugin.

The EconomistQual è il tratto distintivo dell’identità russa e in che modo è differente dall’identità europea?

Alexander Dugin: Prima di tutto, per capire quale sia la differenza tra l’identità russa e quella europea, dobbiamo comprendere cosa sia l’identità europea, e non è semplice farlo per due ragioni. Prima di tutto, ora, l’identità europea, da ciò che riesco a capire, è definitivamente distrutta. Per questo il concetto di identità è giudicato dall’agenda progressista come qualcosa che dovremmo superare. L’identità liberal europea consiste nel negare qualsiasi identità, come se fosse una trasgressione. Essere Europei oggi significa non essere Europei, ma essere dalla parte degli immigrati, dei musulmani e di tutti tranne che degli Europei. Ogni volta che qualcuno si definisce come un cittadino legato alle proprie radici e alla propria cultura, non sembra un semplice conservatore, ma un nazista. Sei irrimediabilmente etichettato come estremista. Oggi l’identità europea è negazione. Ovviamente non è sempre stato così. La vera differenza con l’identità russa è che noi neghiamo questa negazione. Non ci vergogniamo di essere Russi. Non abbiamo alcun senso di colpa. Non ci pentiamo di nulla. Questa è la differenza: per essere tedesco oggi devi vergognarti di ciò che ha fatto la Germania. Essere la Gran Bretagna oggi significa avere rimorso per tutto ciò che l’Impero britannico ha fatto in passato. Essere Americani vuol dire vergognarsi della parte meridionale della storia, della tratta degli schiavi. Non abbiamo rimorsi, quindi siamo immediatamente marchiati per il fatto che abbiamo una appartenenza, e questo è un crimine per il mondo occidentale moderno. Non è sempre stato così. Prima, l’Occidente accusava l’Oriente o i cattolici incolpavano gli ortodossi per molte ragioni. C’erano già le tensioni geopolitiche, ma erano diverse. Per noi oggi l’identità ha un valore. Continua a leggere

Regresso delle nascite, morte dei Popoli (e delle economie)

Condividi su:

di Mario Bozzi Sentieri

Regresso delle nascite, morte dei Popoli (e delle economie)

Fonte: Mario Bozzi Sentieri

Sono 12mila in meno i bambini nati nel 2016 rispetto al 2015. In confronto al 2008, mancano all’appello 100mila “fiocchi” blu e rosa sulle porte delle famiglie: in un’Italia in cui fare una famiglia e mantenerla è sempre più un’utopia, è un vero e proprio esercito quello dei “non nati” negli ultimi anni. E’ quanto emerge dal rapporto Istat “Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2016”: osservando i dettagli del report, si nota che a non mettere al mondo figli sono principalmente le coppie italiane, che nel 2016 hanno avuto 373.075 bambini, oltre 107mila in meno in questo arco temporale. Inoltre, se il numero medio di figli per donna scende a 1,34 rispetto all’1,46 del 2010, prendendo in esame il numero delle italiane si arriva a 1,26 rispetto all’1,34 del 2010.

Fin qui i numeri, oggettivamente preoccupanti se letti con attenzione, ma sui quali mass media, mondo della cultura e della politica non sembrano prestare molta attenzione, al punto che non è eccessivo definire le questioni demografiche un tabù. Le ragioni sono diverse. Continua a leggere

1 472 473 474 475 476 477 478 1.214