Altro che lotta alla mafia… Importiamo le mafie di tutto il mondo

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di Michele Rallo

Altro che lotta alla mafia... Importiamo le mafie di tutto il mondo

Fonte: Michele Rallo

Quanti sono gli stranieri in Italia? Solo gli islamici – leggo in un interessante articolo di Enzo Palumbo sulla rivista liberale “Non mollare” – oltre due milioni e mezzo, cioè il 4% della popolazione residente. Di questi, quasi la metà – il 43% – ha già la cittadinanza italiana (prima ancora dello “ius soli”) ed è pronta a votare per un partito islamico “italiano” che è già stato costituito.
Di ciò, spero che prima o poi i tribunali possano chiedere conto a quanti hanno favorito questo obbrobrio. Che si possa chiedere a costoro perché e percome abbiano consentito che milioni di “migranti” (oggi non si usa più la definizione bugiarda di “rifugfiati”), dopo essere stati “salvati”, non siano stati rispediti ai paesi d’origine, permettendo loro di insediarsi stabilmente in Italia e, addirittura, di assumerne la cittadinanza. Ma – ripeto cose già dette – il problema dei problemi non è certo quello dei due milioni e mezzo di islamici regolarmente censiti; il problema vero è quello dei tanti, tantissimi (islamici e non islamici) di cui nessuno sa nulla, che per le autorità italiane sono degli ectoplasmi, dei fantasmi la cui esistenza, il cui domicilio, le cui attività sfuggono a qualsiasi censimento e, quindi, a qualsiasi controllo. Continua a leggere

La Chiesa che dice la verità sull’uomo è maestra d’umanità (ad esempio sui gay)

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Fa bene il parroco (per quanto sia conciliare, n.d.r.) in provincia di Gorizia a dire che l’uomo che si è unito civilmente a un altro uomo non può continuare a essere una guida scout
di Costanza Miriano

La lobby omosessuale che sta dentro la Chiesa, anche tra le sue gerarchie, come denunciato da Papa Francesco, deve avere lavorato alacremente negli ultimi tempi, se ormai anche la stampa cattolica usa parole impostaci da quella lobby, come gay – parola ideologicamente connotata, nata dopo il ’68 per convincerci del fatto che le persone con tendenza omosessuale che la vivano liberamente sono più gaie, cioè allegre di noi (sottinteso, noi bacchettoni, noi repressi, noi non liberati) – ma anche persone omosessuali, espressione che trovo offensiva, perché appiattisce la persona sulla sua tendenza sessuale, come se quello dicesse tutto di lui, o di lei. Mi riferisco alla pagina uscita domenica, ancora sul caso del capo scout della provincia di Goriziache dopo essersi unito civilmente e pubblicamente con gran festeggiamenti a un uomo vorrebbe continuare a fare da guida scout, nonostante il parere contrario del parroco don Francesco Fragiacomo, che però pare sia stato abbandonato da tutti.
La paginata di Avvenire di domenica scorsa, per esempio, è tutta un invito all’accoglienza, ancora sulla scorta di Amoris Laetitia, che però, a meno che non mi sia persa qualche capitolo, parla solo di accogliere le famiglie che hanno al loro interno una persona con tendenze omosessuali, cosa che credo nessuno si sia mai sognato di mettere in discussione.
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Le bufale (o fake news) dell’irruzione squadrista in un’assemblea pro-migranti e del carabiniere con la bandiera nazista

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

L’irruzione non è squadrista, semmai sessantottina e la bandiera del carabiniere è solo un pretesto per gridare al nazismo, che non c’entra nulla con quella bandiera
di Marcello Veneziani

Siamo alla paranoia ideologica virale. Una bandiera del Secondo Reich, che era una monarchia costituzionale ottocentesca, tenuta in caserma da un ragazzo carabiniere di vent’anni, diventa il pretesto del giorno per gridare al Nazismo risorgente, che non c’entra un tubo con la bandiera e con la storia del secondo Reich.
L’uso fake della storia sconfina nel delirio persecutorio.
Ma non basta. In pieno autunno del 2017, un benemerito compagno ha scoperto una cosa tremenda: il 20 maggio del 1924, la città di Crema conferì su proposta della giunta locale la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
L’orrenda scoperta ha subito compattato il valoroso popolo de sinistra – enti, associazioni, partiti e sindaca, oltre l’ineffabile Anpi – che ha intimato di provvedere subito a ritirare l’atto osceno in luogo pubblico.
Togliendo la cittadinanza onoraria di Crema a Mussolini avremo finalmente un Duce scremato. Tempestivo, non c’è che dire, se ne sentiva l’urgenza, 93 anni dopo.
Ma come dice un proverbio politicamente corretto, Chi va piano va Fiano e va lontano. E’ tutta una gara in Italia per scoprire e revocare la cittadinanza onoraria al Duce in un sacco di comuni.

AZIONE SQUADRISTA GRAVISSIMA (?!)
Pensavo a questo eroico atto di ribellione al fascismo da parte della città cremosa mentre leggevo per il terzo giorno consecutivo commenti, anatemi e mobilitazioni contro il pericolo fascista dopo la sconcertante “azione squadrista” compiuta a pochi chilometri da Crema, a Como.
La Repubblica, per esempio, ha schierato il suo episcopato per condannare il fascismo risorgente e chiamare a raccolta l’antifascismo eterno. Sui tg c’è stato un tripudio di demenza militante a reti unificate. Non avevo intenzione di scriverne, mi pareva immeritevole d’attenzione, ma la paranoia mediatico-politica non accenna a scemare.
1) Ora, per cominciare, quell’irruzione in un’assemblea pro-migranti non è di stampo squadrista semmai di stampo sessantottino. Gli squadristi, come i loro dirimpettai rossi, non irrompevano per leggere comunicati e andarsene senza sfiorare nessuno.
L’abitudine di interrompere lezioni, assemblee, lavori è invece tipicamente sessantottina e poi entrò negli usi degli anarco-situazionisti, della sinistra rivoluzionaria, dei centri sociali, ecc. Gli “skin” in questione ne sono la copia tardiva, l’imitazione grottesca.
2) Secondo, i comunicati. Trovate pure demente e mal recitato, quel comunicato che gli impavidi neofascisti hanno letto interrompendo la riunione filo-migranti. A me fa sorridere, se penso ai comunicati degli anni di piombo.
Vi ricordate? Davano notizie o annunci di assassini, accompagnavano attentati ed erano a firma Br, Primalinea e gruppi affini. Quando penso a quei comunicati, deliranti ma corrispondenti ad azioni deliranti e sanguinose, trovo farsesco il remake a viso aperto di quattro fasci e l’allarme mediatico che ne è seguito.
3) Terzo, la violenza di irrompere e interrompere. Succede ancora, nelle università, in luoghi pubblici, verso chi non piace ai movimenti di sinistra radicale, lgbt, centri sociali o affini. È capitato anche a me, girando l’Italia, di trovare aule universitarie e luoghi pubblici in cui non riesci a parlare o parli sotto scorta, tra interruzioni, proclami e incursioni.
Di questo teppismo i giornali e i tg non ne parlano mai. E nessuna di queste anime belle che gridano indignate al pericolo fascista, ha mai espresso una parola di solidarietà e di condanna.

L’INDIGNAZIONE DI RENZI
Lo dico anche al pinocchietto fiorentino che esorta la comunità nazionale a indignarsi tutta e non solo la sua parte politica, per l’episodio di Como, anzi per la strage virtuale: lui non ha mai speso una parola per stigmatizzare episodi di segno opposto, assai più numerosi e più violenti e pretende che l’Italia insorga compatta per una robetta del genere?
Diamine, ci sono ogni giorno storie di violenza e di morti, aggressioni in casa, e la comunità nazionale intera deve mobilitarsi unita di fronte a un episodio verbale così irrilevante?
In realtà, voi informazione pubblica, voi governativi, voi giornaloni e associati, siete i primi spacciatori di bufale o fake news. Perché prendete una minchiata qualsiasi e la fate diventare La Notizia della Settimana, ci imbastite teoremi, prediche, rieducazioni ideologiche, campagne e mobilitazioni antifasciste.
Se il pericolo che corrono le nostre istituzioni ha tratti così farseschi, allora il primo pericolo è la ridicolizzazione della storia e della democrazia da voi operata quando sostenete che sono messe a repentaglio da episodi così fatui e marginali.
Non sapete distinguere tra una bomba e una pernacchia. E finirete spernacchiati. Continua a leggere

L’esorcista Mattatelli sul caso Manson: “Non bisogna tacere. Bonolis faccia obiezione di coscienza. Gli spettatori cambino canale”

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Dopo il flop del concerto a Villafranca di Verona, contestatissimo da noi quest’estate:

STASERA NON GUARDATE IL PROGRAMMA!

http://www.lafedequotidiana.it/wp-content/uploads/2017/12/b.jpg

Marilyn Manson sarà ospite di Music su Canale 5 il 6 dicembre prossimo. L’esorcista Antonio Mattatelli, a Radio Cusano Campus nel corso di ECG, al telefono…

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Gesù nasce su un gommone: le stravaganze dell’immigrazionismo conciliare…

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L’idea del sindaco di Castenaso, che ha rivisitato la Natività facendo nascere Gesù Bambino su un gommone, divide e fa discutere

di Elena Barlozzari

Gesù nasce sul gommone. Oltre al freddo e al gelo che scandiscono la Natività, come da tradizione, nei dintorni di Bologna il Bambinello dovrà rinunciare al calore della mangiatoia.

Siamo nel comune di Castenaso e, in piazza Zapelloni, al posto del pagliericcio è apparso un gommone.

L’idea di attualizzare il Presepe richiamando “l’accoglienza positiva e concreta per chi arriva nel nostro Paese” è del sindaco renziano Stefano Sermenghi. Il primo cittadino di Castenaso, ai microfoni di Trc Bologna, ha spiegato che quel gommone rappresenta “un segnale di apertura ma, allo stesso tempo, una richiesta di rispetto delle nostre tradizioni anche per chi arriva”. L’insolita Natività s’inserisce a gamba tesa nel dibattito bollente sull’accoglienza diffusa, quella che in molti comuni italiani è sinonimo di insofferenze e barricate. Ma assicura Sermenghi: “Noi qui facciamo accoglienza da anni e nessuno dei cittadini se ne è mai accorto, perché l’accoglienza si può fare, si può fare integrazione e si può chiedere a chi arriva qui di rispettare le leggi”. La versione del sindaco viene però sconfessata da alcuni dei castenasesi intervistati da SkyTg24: “Io non sono un razzista – afferma un signore – però vedo che danno sempre la preferenza ai forestieri e i nostri qui si lamentano”. Continua a leggere

Catechismo Maggiore di San Pio X – Dell’Avvento

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Con Domenica 3 Dicembre siamo entrati nel periodo di Avvento: le quattro settimane che precedono l’Incarnazione di N.S. Gesù Cristo. I motivi di questo periodo ce li spiega il Catechismo di San Pio X (N.d.r.)

Segnalazione del Centro Studi Federici

1 D. Perché si chiamano Avvento le quattro settimane che precedono la solennità del santo Natale?

R. Le quattro settimane che precedono la solennità del santo Natale si chiamano Avvento, che vuoi dire venuta, perché in questo tempo la Chiesa ci dispone a celebrare degnamente la memoria della prima venuta di Gesù Cristo in questo mondo colla sua nascita temporale.

2 D. Che cosa ci propone la santa Chiesa a considerare nell’Avvento?

R. La Chiesa nell’Avvento ci propone a considerare quattro cose: Continua a leggere

Sala e quel pugno chiuso contro i morti del comunismo

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Segnalazione di F.F.

Il sindaco di Milano ostenta un’ideologia che ha fatto 100 milioni di vittime: non va ridotta a una goliardata

di Giannino della Frattina

Il bello del web è che nemmeno il re può permettersi di andare in giro senza mutande. Perché chiunque può alzarsi e gridare che «è nudo».

E così nemmeno a un sindaco, fosse anche quello di Milano, è concesso di far girare impunemente una sua foto mentre insieme a un consigliere comunale del Pd alza la mano sinistra con il pugno chiuso. Perché quello è il simbolo della più nefasta ideologia che l’umanità abbia mai partorito. Un mostro a cui le stime più benevole attribuiscono 20 milioni di morti in Russia, 65 milioni in Cina, 2 in Cambogia, uno in Vietnam, un altro milione nell’Europa dell’Est e qualche altro centinaio di migliaia in altri disgraziati Paesi. Gente torturata e straziata nelle segrete del Kgb o nei gulag in cui venivano imprigionati e torturati dissidenti (anche comunisti e anche italiani), omosessuali, ebrei e semplici cittadini invisi all’intellighentia di partito. Gente schiacciata sotto i carri armati perché osava ribellarsi a un orrore a cui vanno aggiunti una politica economica e internazionale assolutamente fallimentari che hanno costretto a decenni di fame e stenti centinaia di milioni di sudditi trattati peggio che schiavi in ogni parte del mondo. Continua a leggere

SORELLA NATURA / ECCO I NOMI DEI POVERELLI MILIONARI ARRUOLATI DALL’OPUS DEI

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Mont sorella naturaSegnalazione di un fuoriuscito da O.D.

Sorella Natura”, ovvero quando l’Opus Dei scende in campo. Uno dei più potenti e ramificati strumenti operativi dei seguaci di Monsignor Josemaria Escrivà de Balaguer, fondato un quarto di secolo fa, nel 1991, si rifà infatti al verbo francescano. Una Fondazione in forte fase di espansione, capace di reclutare pezzi da novanta della nostra nomenklatura, dalla politica alla finanza, dalla magistratura alle forze dell’ordine, dall’imprenditoria al giornalismo.

E – secondo alcuni rumors – tra i suoi freschi obiettivi politici c’è quello di creare un sorta di barriera frangiflutti anti 5 Stelle, un argine trasversale contro la minaccia grillina per il prossimo voto. Vero? Falso? Staremo a vedere.

Luciana Lamorgese. In alto da sinistra Giovanni Minoli, Ferruccio De Bortoli e Valter Veltroni

Intanto sorge spontaneo un primo interrogativo: come si concilia la presenza dell’ex assessore nella giunta Raggi, l’imprenditore veneto Massimo Colomban, con la parallela presenza nella hit di “Sorella Natura”? E poi un secondo a ruota: come mai è circolato il nome del consigliere di Stato Caro Lucrezio Monticelli come capo di gabinetto al Campidoglio quando si tratta di uno dei Benemeriti della Fondazione?

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Croce Rossa vieta i crocifissi: “Dobbiamo essere più imparziali e più neutri”

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Segnalazione di Cristiano T. G.

In Belgio il comitato centrale della Croce Rossa ha diramato una circolare per vietare il crocifisso negli uffici. “Non bisogna discriminare le persone per la propria religione”

di Marco Gombacci

La Croce Rossa del Regno del Belgio ha ordinato: “Levate il crocifisso dai nostri uffici”.

Il direttore dell’associazione della cittadina belga di Verviers ha rivelato al quotidiano belga francofono 7sur7 di aver ricevuto una circolare dal comitato centrale della Croce Rossa belga che ordinava di togliere i crocifissi dalle pareti delle succursali per risultare “più imparziali e neutri”. Più precisamente la circolare esigeva di “rispettare i principi fondamentali della Croce Rossa quali il divieto di discriminare le persone per la propria religione, razza o colore della pelle”. Continua a leggere

“Lo sterminio dei Romanov fu omicidio rituale”- Protesta la comunità ebraica…

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di Maurizio Blondet

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“Stiamo considerando la versione dell’omicidio rituale nel modo più serio. Ma non solo, un gruppo considerevole della commissione della Chiesa non ha alcun dubbio su questa spiegazione”. Lo ha dichiarato …

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