Foibe. L’Unione istriani diserta la cerimonia al Senato: “Revocate l’onoreficenza a Tito”

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“L’Unione degli Istriani conferma l’intenzione di voler disertare la Cerimonia solenne del Giorno del Ricordo prevista per lunedi’ 10 febbraio, nell’aula del Senato a Roma, con la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle piu’ alte cariche istituzionali italiane”. E’ questa la posizione espressa dall’associazione in una nota firmata dal presidente, Massimiliano Lacota.

“Finché il Maresciallo Josip Broz Tito sarà Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica italiana decorato di Gran Cordone – scrive Lacota – l’Unione degli Istriani non partecipera’ a nessuna subdola Cerimonia nei palazzi istituzionali di Roma”. Quando qualcuno, rincara, “che dovrebbe sentire il dovere morale, prima che la responsabilità politica di farlo, revocherà la massima onorificenza dello Stato a chi ha permesso che la Tragedia delle Foibe si avverasse, completandola con la cacciata di 350mila italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia, allora ritorneremo a essere presenti”.

“Voglio anche evidenziare che sono più di duecento i familiari delle Vittime delle Foibe che non hanno fatto ancora domanda di concessione della medaglia prevista dalla legge istitutiva del Giorno del Ricordo, e questo perché ritengono un’offesa chiedere il riconoscimento per il Sacrificio dei loro cari prima che venga revocata la massima onorificenza italiana concessa a chi e’ stato il mandante politico del loro assassinio”.

“Non c’é posto a Palazzo Madama, a Montecitorio e al Quirinale per entrambi: o Tito, o l’Unione degli Istriani”, conclude Lacota.

@barbadilloit

Da https://www.barbadillo.it/87735-foibe-lunione-istriani-diserta-la-cerimonia-al-senato-revocate-lonoreficenza-a-tito/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

L’Antimafia del “Conte-bis” cosa fa? La parola al dott. Luigi Gaetti

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ESCLUSIVA

di Matteo Castagna

Parlano: l’ex Sottosegretario agli Interni dott, Luigi Gaetti ed il silenzio dei “paladini della legalità”

Il dott. Luigi Gaetti, medico mantovano, specialista in anatomia patologica, 60 anni compiuti da poco, ha una particolare sensibilità per le tematiche legate all’ambiente ed è stato eletto al Senato della Repubblica nella scorsa legislatura.
Fin dal 2010 ha potuto osservare delle situazioni, nella vita sociale, che lo lasciavano perplesso, relativamente a movimenti poco chiari, che gli davano l’impressione d’essere favoritismi, ambiguità, applicazione delle regole solo per alcuni, gestioni allegre di presunti abusi edilizi, combriccole e comitati d’affari spontanei, quanto ambigui.
Nell’ottobre del 2013 entra nella Commissione Antimafia, presieduta dall’On. Rosy Bindi, e si fa subito notare per alcune segnalazioni relative all’inquinamento. Firma decine di interrogazioni parlamentari, esposti e richieste d’intervento per presunte infiltrazioni mafiose in varie città d’italia, quali Savona, Sondrio, Velletri, ma anche in Calabria e Campania. Nel suo lavoro in Commissione, tocca con mano quella realtà per cui le mafie di oggi non sono quasi più quelle che sparano, ma una sorta di reti, che operano nel “sistema relazionale” con il mondo dell’imprenditoria e della politica per l’ottenimento di appalti, soprattutto sotto soglia, ovvero a chiamata diretta, movimentare un colossale giro di denaro.

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Entanasia: in Olanda basta una pillola. Decadenza occidentale

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L’EDITORIALE DEL VENERDÌ

di Matteo Orlando

 

In Olanda, come riportato dal quotidiano Abc, gli over 70 che sono stanchi di vivere potranno acquistare una pillola da usare per togliere la vita legalmente. La coalizione di governo vuole approvare la legge che prevederà questo entro la fine dell’anno.

Secondo la proposta non ci sarà bisogno di una prescrizione medica o di giustificare un problema di salute.

La nuova legge è stata richiesta da oltre 125 mila persone l’anno scorso. Le firmo sono state raccolte dal gruppo “Di loro spontanea volontà”, la cui portavoce Marie José Grotenhuis ha dichiarato che “la vita è un diritto, non un dovere. E gli aiuti al suicidio devono essere legalizzati, a partire dall’età di 70 anni, per le persone sane che non desiderano continuare a vivere”.

Già oggi una media di 20 olandesi si suicida ogni giorno grazie alla già in vigore legge sull’eutanasia, la più permissiva al mondo.

Non si è arrivati ad una tale follia tutto d’un tratto. Huib Drion era un giudice della Corte suprema olandese, professore di legge, saggista e accademico. Quarant’anni fa aveva lanciato l’idea che lo Stato dovrebbe mettere a disposizione dei cittadini che hanno compiuto 70 una pillola avvelenata, in modo che possano decidere a che ora vogliono finire per vivere. Drion è morto in pace per cause naturali mentre dormiva nella sua casa di Leida nel 2004, all’età di 86 anni. Ma la sua proposta ha ravvivato l’ala pro-eutanasia della politica olandese ed è attualmente sul tavolo dell’attuale governo che  ha iniziato a elaborarne l’attuazione.

Il governo olandese ha appena pubblicato un primo studio sulla parte di popolazione in cui questa pillola suicida (“pillola Drion”) potrebbe diventare una realtà già quest’anno.

I dati che emergono dall’indagine rivelano che c’è una parte della popolazione di età superiore ai 55 anni  che, nonostante sia in buona salute, “ha il desiderio di morire in modo coerente e attivo”.

Il ministro della sanità, il democratico cristiano Hugo de Jonge, ha cercato di far capire ciò che dovrebbe essere fatto è “cercare di ripristinare il gusto della vita”.

Recentemente la Groenlinks (la Sinistra Verde) ha proposto di limitare la possibilità degli interventi chirurgici per i pazienti di età superiore ai 70 anni, consentendo ai geriatri ospedalieri di decidere se operare o meno e continuare a fornire cure.

Corinne Ellemeet, esponente di questo partito di orientamento eco-socialista, ha presentato una proposta in tal senso nella camera bassa olandese. In particolare la Ellemeet ha insistito sul fatto che la sua proposta, promossa come iniziativa per dare agli anziani “la migliore assistenza possibile”, non nascerebbe per “risparmiare denaro”, ma per evitare “overtreatment”, perché le operazioni non sono sempre vantaggiose e possono anche mettere in difficoltà il paziente.

In realtà la logica della sua proposta si baserebbe sul rapporto costo-efficacia. Ha sottolineato che il 70% dei pazienti negli ospedali olandesi ha più di 70 anni, il che suggerisce che non dovrebbero ricevere lo stesso trattamento dei pazienti più giovani. “Un processo di screening dovrebbe essere messo in atto quando si sta prendendo in considerazione un trattamento avanzato e costoso”, ha detto la Ellemeet, comprese le operazioni cardiache, il trattamento del cancro, la dialisi renale e simili.

“La questione centrale è questa: cosa stiamo facendo al paziente? Ospedalizzazione, anestesia, dolore e un diluvio di droghe. La ricerca dimostra che il trattamento eccessivo dei pazienti anziani è ancora un evento quotidiano”, ha denunciato la Ellemeet. In altri termini, la volontà del paziente di continuare a vivere e combattere in Olanda non avrà più un valore determinante, ma sarà fondamentale l’opinione di un geriatra e le sue previsioni sulle aspettative della qualità della vita del paziente.

La Ellemeet ha immediatamente ricevuto l’appoggio di tutti gli esponenti pro eutanasia, e si è presa le dure critiche dei pro-life dei Paesi Bassi.

Possiamo indovinare dove porterà la strada imboccata dall’Olanda? A parte i tanti casi di eutanasia che avremo, una cosa è facilmente prevedibile. Si arriverà presto ad un’assistenza medica a due livelli: da un lato i pazienti che si dovranno accontentare della sanità pubblica che non considererà più come prima gli over 70; dall’altro lato quelli abbastanza ricchi potranno pagarsi i farmaci e la sanità privata che preferiranno.

Sondaggi, il declino della Lega e Matteo Salvini? Smentito dalla super-media: ecco le cifre

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Un sondaggio di Ixé diffuso martedì 4 febbraio dalla trasmissione CartaBiancaevidenziava un arretramento della Lega, data per la prima volta nell’ultimo anno sotto il 30% dei consensi (precisamente al 28%). Chi parlava di segnali di declino di Matteo Salvini, però, è stato ben presto smentito dalle altre rilevazioni. Al 30,5% per Piepoli, al 31,4% per Index Research, Tecné 31,1%, addirittura al 33,7% secondo una rilevazione diffusa da Coffee Break. Nonostante la sconfitta in Emilia-Romagna, nessuna emorragia di consensi per la Lega, il cui leader, tuttavia, dovrà guardarsi bene dal possibile effetto di tre fattori.

Primi fra tutti gli attacchi giudiziari rispetto alla linea politica portata avanti nella lotta all’immigrazione clandestina; poi il fuoco amico dell’ex segretario Umberto Bossi, che in una recente intervista ha criticato la svolta nazionalistadi Salvini, avvenuta a suo giudizio a spese degli interessi del Nord. Infine quella rivalità costruita ad arte dai media tra lo stesso Salvini e Giorgia Meloni. Un escamotage maldestro per agitare le acque nella coalizione di centrodestra. Ma per ora, i sondaggi continuano a dire saldamente… “Lega”.

Da https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13561184/sondaggi-media-lega-matteo-salvini-nessun-declino-ecco-vere-cifre.html

Benvenuti, il grande pugile diventa un fumetto e ci narra il dramma delle Foibe

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Roma, 6 feb – Pagine strappate, violentate, nascoste per decenni e ora, con una operazione che non è certamente casuale, di nuovo tornate in discussione. Perché, nonostante l’istituzione del Giorno del Ricordo, certe pagine, una parte consistente della sinistra, continua a negarle o a minimizzarle. La storia degli esuli dalmati, istriani e fiumani torna però a rivivere nella sua vivissima drammaticità grazie all’ultima creazione della casa editrice Ferrogallico che ha dedicato un fumetto a “Nino Benvenuti – Il lungo esodo dall’Istria“, presentato questa mattina in Senato dove sono intervenuti, oltre allo stesso Benvenuti, il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa, l’assessore regionale del Friuli Fabio Scoccimarro, Mauro Grimaldi che ha collaborato con Benvenuti alla stesura, e il disegnatore Giuseppe Botte. Un’occasione per ricordare la figura di Benvenuti, visibilmente commosso e che ha preferito non parlare a braccio, ma anche e soprattutto un atto di accusa verso i tentativi di revisionismo in atto che provano a stroncare come marginale, se non addirittura e impunemente, come in qualche modo persino generato dagli stessi italiani il massacro e la cacciata di tanti connazionali durante e dopo l’ultima guerra mondiale sul confine orientale.

La Russa: “Testimone importante del sacrificio degli istriani”

“Più passano gli anni – ha ricordato il vice presidente del Senato Ignazio La Russa – e più sembra si stia facendo marcia indietro su questo tema. Certa gente, non potendo più negare la tragedia delle foibe, arriva a travisare la realtà: ieri al Senato, l’Anpi ha deciso di tenere un convegno a porte chiuse per evitare che le falsità che vogliono far passare per verità, possano essere confutate. Stanno facendo revisionismo anche sul numero dei morti: siamo alla contabilità della sofferenza, mentre anche il capo dello Stato li riconosce come veri. Gli unici numeri gonfiati sono quelli relativi al numero di partigiani che hanno partecipato alla lotta prima della vittoria degli americani. Io rispetto chi ha combattuto rischiando la propria vita, anche se alcuni avrebbero solo voluto sostituire al fascismo la dittatura di Stalin, ma penso che questa gente si rivolti nelle tombe di fronte a certi atteggiamenti vergognosi di travisamento della verità. E l’unico modo per tenere in vita l’Anpi è prendere contributi: non ci sono più partigiani in vita, ma aumentano i loro contributi”. La Russa, che si è augurato decolli una iniziativa degli esuli per chiedere la nomina di senatore a vita di Benvenuti, ha ricordato come il pugile sia non solo una icona della sport italiano, ma un testimone importante del sacrificio di quelle popolazioni, uno che ha saputo trasformare una tragedia in una fortificazione del proprio animo.

Benvenuti: “Importante che certi drammi non si ripetano più”

Le tragedie non hanno nazionalità, religione e connotazione politica – ha ricordato l’indimenticabile pugile che in Istria è nato – la vita mi ha graziato. Ho scritto questo fumetto insieme a Mauro Grimaldi perché è importante che certi drammi non si ripetano più. Una ricostruzione della mia infanzia, della mia famiglia, del mio essere esule narrati a mio nipotino”. “Troppi capitoli soppressi, c’è ancora una spinta negazionista o nella migliore delle ipotesi riduzionista – ha aggiunto l’assessore regionale del Friuli Fabio Scoccimarro – anche per questo nel Giorno del Ricordo metteremo le pietre di inciampo anche per i caduti nelle Foibe, tra essi non solo italiani ma anche sloveni che si opponevano a Tito”.

Fabrizio Vincenti

Da https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/benvenuti-grande-pugile-diventa-fumetto-narra-dramma-foibe-145077/

Francia. Il Senato approva la legge che cancella il padre e istituisce il “bambino medicinale”

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Griffini (Ai.Bi.): “Disumanità manifesta di questi concetti è sconvolgente. Leggi così sono insulto per i bambini abbandonati”

Martedì 4 febbraio il Senato francese ha approvato, con 153 voti a favore, 143 contrari e 45 astenuti, la legge di revisione della bioetica. Un testo che, tra le altre cose: estende la Pma (procreazione medicalmente assistita) anche alle donne single o alle coppie di donne lesbiche; pur conservando la proibizione della trascrizione all’anagrafe dei bambini nati all’estero con utero in affitto, al contempo aggira tale divieto autorizzando la trascrizione delle sentenze d’adozione; prevede il “bambino medicinale”, ovvero, nel caso in cui una coppia abbia già un figlio affetto da grave patologia genetica, potrà ottenerne un clone dell’embrione “in vitro” immunocompatibile, da cui prelevare sangue per guarire il fratello maggiore.

Ora la legge passerà per la seconda volta all’Assemblea Nazionale, che l’aveva già votata in prima battuta nell’ottobre scorso. Qui il partito del presidente Emmanuel Macron, La République En Marche, vanta da solo la maggioranza dei deputati. Dunque l’approvazione sembra un fatto scontato.

Il testo aveva già registrato le proteste dell’associazione Marchons Enfants, che aveva spiegato come la legge “in concreto, secondo la stima del Ministro della Sanità, Agnès Buzyn, creerà 2000 nuovi orfani di padre all’anno. E se si guarda l’esempio di alcuni paesi che hanno esteso la PMA, si vede che nel giro di qualche anno si potrà arrivare fino a 7000 nuovi orfani all’anno, il che significa che, in dieci anni, 70.000 bambini verranno deliberatamente privati del proprio padre”.

“Questa legge – commenta il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffiniè piena e totale rappresentazione di quella cultura anti-famiglia e dello scarto che è ormai propria del nostro Occidente, dove non si fanno figli e, se si fanno, diventano un ‘diritto’, per non dire un capriccio. Ma l’unico diritto che bisogna riconoscere è quello dei tanti bambini abbandonati che, nel mondo, hanno bisogno di una famiglia. Bambini per i quali leggi come questa sono un insulto. Gli adulti non possono accampare ‘diritti’ nei confronti dei bambini, le cui necessità devono sempre essere prevalenti. Mostruosamente prometeica è poi l’ipotesi di un embrione in provetta da utilizzare per le cure di bambini affetti da patologie. La disumanità di questi concetti e del disprezzo della vita che sottintendono è manifesta e sconvolgente”.

Da https://www.aibi.it/ita/francia-il-senato-approva-la-legge-che-cancella-il-padre-e-istituisce-il-bambino-medicinale/

Urlavano i titini “Dove tenete l’oro maledetti italiani!”. Gregoretti risponde all’Anpi sulle foibe

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Il testo integrale della lettera inviata dal giornalista Marco Gregoretti al direttore del Gazzettino in risposta all’attacco nei suoi confronti da parte dell’Anpi di Venezia dopo la pubblicazione di due video, sul suo canale Youtube, relativi all’esodo giuliano e alla pulizia etnica perpetrata da Tito nei confronti degli italiani.

lettera al direttore  di Marco Gregoretti

Milano, martedì 14 gennaio 2020
Gentile Direttore,
mi preme colmare alcune lacune che ho riscontrato leggendo l’articolo “Foibe, accuse all’Anpi veneziana: “Falso, vicenda che non ci riguarda”, a firma di Tomaso Borzomì, pubblicato sul Gazzettino in edicola Lunedì 13 gennaio 2020, e in cui si parla diffusamente della mia persona, del mio lavoro, e del dramma dell’esodo giuliano e delle Foibe patito dalla mia famiglia materna.

Il collega mi descrive inizialmente come “sedicente giornalista investigativo”, formula generalmente usata in senso denigratorio, sebbene coperta da garanzia epistemologica. In realtà non sono ne sedicente, ne sescrivente giornalista investigativo. Sono un professionista di 63 anni con un lungo e onorevole curriculum, vincitore peraltro nel 1998 del Premi Saint-Vincent consegnatomi dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro proprio per una mia inchiesta di giornalismo investigativo: avevo scoperto, documentato e raccontato le torture e gli stupri perpetrati da alcuni militari italiani durante la missione di pace Restore Hope-Ibis, in Somalia.

Non solo per vanto, ma anche per correttezza: ho lavorato come redattore e come inviato a Panorama per quasi dieci anni con direttori come Claudio Rinaldi, Andrea Monti, Giuliano Ferrara e Nini Briglia, ho fatto parte, come caposervizio, della squadra che ha fondato presso Condé Nast l’edizione italiana di GQ, sono stato caposervizio del settimanale Gente, vicedirettore del mensile Class, ho scritto per innumerevoli testate nazionali (Stampa, Indipendente, Corriere della sera, Gazzetta dello Sport, Espresso, Europeo…), sono autore di libri inchiesta e di programmi televisivi e attualmente ho anche un contratto con la trasmissione di Rete 4 (Mediaset) Quarto Grado, sono di direttore di un mensile cartaceo in edicola che si chiama Nuova Cronaca e di Dedalo, una testata di urbanistica e di edilizia.

Ho iniziato a 21 anni e ho, dunque, fatto tante cose, tra cui il redattore “abusivo”, pagato quando capitava, dell’Unità e il caporedattore di una tv a essa collegata. Qui vi ho citato solo alcune delle mie esperienza. Dunque, sedicente, forse, è una eccessiva presa di distanze nei miei confronti da parte del, immagino molto più giovane di me, collega. Bastava fare clic su Google e saltava fuori più o meno tutto. Capisco, perché ci sono passato anche io, la tempistica frettolosa del quotidiano che non lascia spazi neanche al respiro, ed escludo, dunque, pressioni esercitate dall’Anpi di Venezia. A cui, però, vorrei far presente di aver precisato che il mio video si riferiva alla loro sezione di Rovigo e non a quella di Venezia, come da me inizialmente sostenuto, dopo pochissimo, appena mi è stato segnalato, con un tweet, dall’Anpi di Venezia, stessa l’errore.

Ma quello che mi sta più a cuore e che ci terrei venisse dal vostro giornale evidenziato, è che sarei l’uomo più felice del mondo se dall’Anpi venissero pronunciate parole precise, senza sconti, senza se e senza ma, sul dramma dell’esodo, delle Foibe e di quello che è stato uno scellerato accordo con il maresciallo Tito. Mia madre a 13 anni subì, di notte, dai comunisti di Tito, le “perquisizioni intime”, penso che sia superfluo spiegare di che cosa si trattasse, mentre a mio zio, che di anni ne aveva tre, veniva tenuta la canna di una pistola puntata sulla tempia.

Urlavano, i titini “Dove tenete l’oro maledetti italiani!”. Oro? Quale oro? Poi furono gettati su un carro e mio nonno chiuso in campo di concentramento. Non avevano fatto niente. Erano semplicemente italiani. Quindi questo bastò a portare via tutto a loro: casa, risparmi…Tutto. Arrivarono a Genova, dove sono nato, come profughi. Fecero la fame. Si tirarono su le maniche. Non chiesero mai l’elemosina e mia madre si laureò tre volte, il mio piccolo zio diventò un fisico della dinamica dei fluidi negli Stati Uniti. Quando avevano fame, da piccoli, a Genova scrostavano l‘intonaco dal muro e se lo mangiavano.Questo mi piacerebbe che entrasse nelle coscienze di chi si offende perché c’è stata la confusione tra due città, peraltro rapidamente corretta. Quell’esodo, le Foibe, il furto dei beni, è stato assolutamente trasversale. E soprattutto, mi si perdoni la battuta, non ha nulla di sedicente. È tutto ben documentato.

Marco Gregoretti

Da https://www.imolaoggi.it/2020/01/18/urlavano-i-titini-dove-tenete-loro-maledetti-italiani-gregoretti-risponde-allanpi-sulle-foibe/

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