Coronavirus, sacerdoti arrestati e Presidenti che pregano

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DI MATTEO ORLANDO

EDITORIALE DEL VENERDI

 

Almeno tre preti sono stati arrestati nel mondo perché si sono rifiutati di non celebrare messe pubbliche durante l’emergenza del coronavirus, nonostante norme contrarie arrivate dai rispettivi governi che vietano le riunioni religiose durante questa fase della pandemia.

In Uganda, dove il presidente Yoweri Museveni ha sospeso le riunioni religiose e culturali fino a metà aprile nel tentativo di fermare la diffusione del Covid-19, Padre Deogratius Kiibi Kateregga, è stato arrestato per aver celebrato la messa nella parrocchia cattolica di San Giuseppe a Mpigi. Secondo quanto riferito dalle locali agenzie di stampa, c’erano almeno 15 cattolici presenti alla Messa.

Il sacerdote è ben noto in Uganda, ed è diventato noto a livello nazionale dopo un sermone televisivo del 2018 durante la Messa commemorativa per un musicista ugandese, Mowzey Radio, che è morto per le ferite riportate durante una rissa avvenuta in un bar.

Funzionari locali hanno riferito che il sacerdote è stato arrestato insieme ad altri sette cattolici e detenuto nella stazione di polizia di Mpigi.

“È stato trovato a predicare nella chiesa in violazione delle direttive presidenziali”, ha detto Herbert Nuwagaba, comandante della polizia del distretto di Mpigi. “Vogliamo che ci dica perché lo sta facendo”, ha detto al Daily Monitor Godfrey Matovu, responsabile della sicurezza interna del distretto di Mpigi. Il sacerdote è stato rilasciato dopo che i parrocchiani hanno protestato per suo conto presso la stazione di polizia, secondo i resoconti dei media locali.

In India, dove il primo ministro Narendra Modi ha istituito un blocco di 21 giorni a partire dal 24 marzo, due sacerdoti, due seminaristi e tre sorelle religiose sono state accusate di violare gli ordini del governo dopo una messa celebrata in una cappella nel seminario minore della Congregazione dei Missionari della Fede nel distretto di Wayanad (stato del Kerala).

Tutti e sette sono stati rilasciati dopo il loro arresto, secondo UCA News, con un avvertimento di non ripetere le loro azioni. Padre Manoj Kakkonal, portavoce della diocesi di Mananthavady, ha riferito a UCA News che l’arresto “sembra essere un caso di incomprensione”, perché la Messa in questione è stata celebrata all’interno della cappella del seminario, dove i sacerdoti e i seminaristi sono residenti.

A quanto pare la polizia è stata chiamata dopo che i vicini hanno visto arrivare le sorelle religiose nella cappella.

Un altro arresto è avvenuto in Kerala il 23 marzo scorso quando Padre Paul Padayatti della Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso di Koodapuzha ha celebrato una Messa da requiem alla quale hanno partecipato più di 100 persone. Funzionari del Kerala hanno anche affermato che ci sono stati altri due “incidenti” in cui le autorità hanno lanciato un avvertimento ai sacerdoti che conducevano la Messa.

In questi momenti di emergenza non sono mancati gesti incoraggianti, cioè grandi figure pubbliche che si sono rivolti a Dio che è l’unico che può bloccare una pandemia. 

Il presidente cattolico del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha proclamato per lo scorso 21 marzo una giornata nazionale di preghiera per il coronavirus. “Non possiamo ignorare la necessità di rivolgerci a Dio”, ha detto il presidente keniota. “In queste circostanze, come abbiamo fatto in passato come nazione, ci siamo sempre rivolti a Dio prima per ringraziare per i diversi doni che ha fatto alla nostra nazione e poi per condividere le nostre paure, le nostre apprensioni, per cercare la sua guida e protezione che è sempre presente”.

Kenyatta ha aggiunto: “abbiamo imparato nel tempo che rivolgersi a Dio in momenti come questo non solo ci dà conforto, ma anche speranza e forza per superare quelle sfide che per noi come umani possono sembrare insormontabili”.

Mentre il 21 marzo si sono potuti riunire nella residenza presidenziale solo pochi leader religiosi, in linea con la direttiva presidenziale che spinge ad evitare incontri di gruppo, il Presidente ha incoraggiato i keniani a unirsi alla preghiera nazionale in tutta la nazione africana. 

Anche il presidente della Polonia ha fatto un gesto spirituale molto significativo, pregando per il suo popolo davanti alla Vergine di Czestochowa che si trova nel santuario di Jasna Gora. Andrzej Duda ha affidare a Dio, per intercessione della Madonna, il suo popolo di fronte alla pandemia di coronavirus. Durante l’appello alla Madonna di Jasna Góra erano presenti anche l’arcivescovo di Częstochowa, Wacław Depo – che ha guidato il breve momento di preghiera – il generale dell’ordine paolino, padre Arnold Chrapkowski e diversi religiosi. Il celebre santuario di Jasna Góra, tanto caro a Giovanni Paolo II, è stato chiuso al pubblico nei giorni scorsi proprio a causa del coronavirus. Una situazione del genere non era mai accaduta, neppure durante la legge marziale, né durante l’occupazione nazista o quella zarista.

Il presidente Duda ha affidato alla Madre di Dio tutti i polacchi, sia quelli che abitano nel paese sia quelli che abitano all’estero.

Qualcosa del genere ha fatto anche il Presidente Mario Abdo Benítez, alla guida del Paraguay dal 15 agosto 2018.

Candidato del Partito Colorado, fin dalla campagna elettorale Benítez ha portato avanti una linea molto conservatrice in materia di diritti civili, dichiarandosi contrario all’aborto e alla legalizzazione dei cosiddetti “matrimoni omosessuali”. Non appena si sono sviluppati i primi casi di coronavirus nel paese sudamericano il presidente ha pensato di rivolgersi alla sua nazione con parole cariche di fede e di speranza. “Molte famiglie sentono incertezza”, ha affermato Benítez. “E c’è paura. Tutti l’abbiamo sentita qualche volta. Non pensate di essere soli solamente perché questa è una cosa completamente nuova e sconosciuta. Non solo in Paraguay, ma nel mondo intero. Però ho fede in Dio, nel Suo potere e nella Sua misericordia. Ed è in questo momento che bramiamo di più la Sua presenza nella nostra vita. La Parola dice, in Isaia capitolo 41, versetto 10: ‘Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con il mio braccio vittorioso’. Così dice Dio. E io ci credo. Perché credo che con la Sua grazia ne usciremo vittoriosi. Di fronte alle prove, alle difficoltà della vita, il Signore non abbandona il Suo popolo: in questi ultimo periodo che ci separa dalla Santa Pasqua, rivolgiamoci a Lui con cuori colmi di fiducia nel fatto che tutto ‘che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio’ (Rm 8,28) e che, se si rimane in Lui, ogni battaglia è già vinta”.

Cura Italia, dibattito in Senato, Bagnai (Lega) al Governo: ‘Voi unionisti siete strani’

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Il senatore della Lega Alberto Bagnai, contrario al voto di fiducia sul decreto Cura Italia, rivendica il diritto alla sovranità monetaria.

Tensione nell’aula del Senato durante il dibattito sul voto di fiducia al decreto Cura Italia. Le opposizioni dichiarano di non voler votare il provvedimento del Governo che stanzia 25 miliardi di euro per far fronte ad un’emergenza economica senza precedenti. E così, l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte decide di apporvi la fiducia allo scopo di contingentare i tempi. Ma la discussione a Palazzo Madama è stata comunque accesa.

Da segnalare lo scontro tra Ignazio La Russa di Fd’I e Vincenzo Presutto del M5S, con il primo che ha accusato il secondo di essere un “untore” perché non indossava una mascherina a norma. Ma l’intervento più discusso è stato probabilmente quello del senatore della Lega Alberto Bagnai che ha puntato il dito contro quelli che ha bollato come “unionisti” del Governo, colpevoli a suo dire di sottostare senza protestare ai diktat provenienti da Bruxelles.

Dibattito sul Cura Italia, l’intervento di Alberto Bagnai

“Ci è stato detto che un periodo emergenziale non può essere utilizzato anche per interventi strutturali”, dichiara Alberto Bagnai in apertura del suo intervento in Senato sul Cura Italia. Il responsabile economico della Lega critica le misure del Governo ricordando la bocciatura dell’opzione ‘anno bianco fiscale’ per partite Iva e piccole e medie imprese, mentre a giugno si richiede loro il pagamento delle tasse nonostante l’emergenza.

Bagnai attacca poi tutti i Governi che hanno preceduto quello Conte. Da Monti a Gentiloni, passando per Letta e Renzi, i quali “eseguirono pedissequamente” gli ordini di Bruxelles e furono autori di riforme del mercato del lavoro e della spesa pensionistica con la scusa dell’urgenza provocata dall’impennata dello spread. Stessa logica che ora dovrebbe giustificare interventi strutturali che “vi vanno bene solo se penalizzano i cittadini”, aggiunge rivolto a quelli che definisce “unionisti”.

Bagnai sul Cura Italia: ‘Agli unionisti scandalizza proposta Lega su sovranità monetaria’

“Certo che siete strani voi unionisti – attacca ancora a testa bassa Bagnai durante il dibattito sul Cura Italia – l’Europa si farà nelle crisi, dite, ma quando arriva una crisi l’Italia lasciamola com’è, col suo fisco vessatorio e la sua burocrazia. Dovete essere sempre più realisti del re voi unionisti. Quando non potete distruggere il Paese che amate, almeno vi sforzate di non ricostruirlo, certo che siete veramente strani. Che poi, a ben vedere – prosegue nel suo atto di accusa – la crisi dello spread e quella attuale non sono confrontabili, perché lo spread, che ci è stato presentato come un atto ineluttabile della natura, altro non è che il risultato di una decisione Politica, quello di impedire ai Governi nazionali di finanziarsi presso la propria banca centrale. Al progetto unionista scandalizza la proposta della Lega di finanziare interventi con emissione di moneta da parte della Banca centrale, cioè salvare gli Stati lasciandogli esercitare una loro prerogativa storica: la sovranità monetaria”.

Per il senatore della Lega ‘un altro mondo è possibile’

“Però un altro mondo è possibile – dichiara speranzoso Alberto Bagnai mentre boccia il Cura Italia – da oggi nel Regno Unito è di nuovo possibile ciò che non lo è in Italia: il Governo di Sua Maestà ha deciso di finanziarsi con moneta. Ma noi tranquilli, immobili, come un semaforo. Lasciamo che gli imprenditori si indebitino anche per pagare le tasse, così i nostri amici a Bruxelles ci accoglieranno con un sorriso (ironizza ndr). Io non dico Marx ma neanche Alberto Sordi vi ha insegnato nulla. Cosa vi vieta oggi di amare l’Italia. I cittadini italiani ne hanno le tasche piene di questo strabismo ai loro danni, voi lo sapete e navigate a vista negando loro di esprimersi col voto.

Io fiducia in voi non ne ho. Non la meritate per la vostra subalternità culturale”, conclude.

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https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/cura-italia-dibattito-in-senato-bagnai-lega-al-governo-voi-unionisti-siete-strani-003111327.amp.html

È ufficiale: il 25 aprile l’Anpi canta “Bella Ciao”. I nuovi partigiani passano dalle montagne ai balconi

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L’annuncio tanto atteso è arrivato: l’Anpi ha ufficializzato che il 25 aprile sarà festeggiato dai balconi, cantando Bella Ciao. Finalmente gli italiani possono dormire sereni, sapendo che anche quest’anno “i cuori partigiani e antifascisti”, come li ha definiti la presidente dell’Anpi, Carla Nespolo, si ritroveranno ugualmente uniti. Loro. Perché tutti gli altri – quelli che non si sentono né partigiani fuori tempo massimo, né antifascisti su Marte – come sempre se ne infischieranno delle sceneggiate dell’Anpi.

La nuova resistenza secondo l’Anpi

E se gli altri anni abbiamo dovuto assistere alle violenze dei centri sociali contro la comunità ebraica, quest’anno ci dobbiamo sorbire paragoni dall’intrepido sprezzo del ridicolo. “I partigiani lottarono per rinascere così come noi stiamo facendo oggi. E ci salveremo tutti insieme se sapremo stare tutti insieme”, ha dichiarato ancora la Nespolo in un’intervista a Repubblica. Insomma, dalle montagne ai balconi il passo è breve. D’altra parte, se qualcuno nato decenni dopo la guerra ha cuore di definirsi partigiano nel 2020, è facile che a emergenza finita possa andare in giro a raccontare di essere stato in prima linea perché ha esposto un fazzoletto rosso al balcone. Basta che poi l’Anpi non pretenda ulteriori soldi pubblici per aver fatto anche questa “resistenza”, che qua, oggi, chi resiste davvero invece viene mandato in pasto alle banche.

L’ironia di CasaPound: “Bellissimo, lo facciano tutti gli anni”

Intanto l’Anpi un risultato l’ha già ottenuto: l’applauso (ironico) di CasaPound. “Bellissimo il 25 aprile virtuale, dovrebbero farlo tutti gli anni. Si vedono su zoom, Gad Lerner, Saviano, e festeggiano”, ha suggerito il leader di CasaPound,  Simone Di Stefano. “È una festa di una parte degli italiani che non è la nostra, ovviamente. Giusto che abbiano il diritto di festeggiarlo, ma – ha sottolineato Di Stefano – di certo non è una ricorrenza che accomuna tutto il Paese. Noi da tempo chiediamo di avere una festa nazionale come il 4 novembre, anniversario della vittoria della Prima guerra mondiale, che ci unisce tutti e può far ritrovare un po’ di spirito nazionale”. “Dovremmo fare un passo in avanti e capire che l’Italia non è quella di 80 anni fa. Non festeggeremo, non canteremo e ci auguriamo – ha concluso Di Stefano – che il 25 aprile diventi una iniziativa virtuale per i prossimi anni”.

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È ufficiale: il 25 aprile l’Anpi canta “Bella Ciao”. I nuovi partigiani passano dalle montagne ai balconi

L’avvocato Ferretti querela Conte e Speranza: “Responsabili epidemia”

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Giampaolo Giorgio Berni Ferretti, avvocato e consigliere comunale a Milano per Forza Italia, contro il premier e il ministro delle Salute: presentata querela per “delitto di epidemia”

Quali sono le responsabilità del governo in questa epidemia, anzi pandemia di coronavirus? E, innanzitutto, il presidente del Consiglio e il ministro della Salute, nella persone di Roberto Speranza, hanno colpe? Interrogativi ai quali Giampaolo Giorgio Berni Ferretti, avvocato e consigliere comunale del Municipio Uno di Milano per Forza Italia, avanza la sua risposta: sì.

E infatti ha presentato ufficialmente una denuncia – alla Procura della Repubblica meneghina – proprio una denuncia-querela contro Giuseppe Conte e il titolare del dicastero della Salute.

Ferretti lo fa chiedendo alla Procura di Milano di accertare eventuali responsabilità del ministro della Salute e dell’inquilino di Palazzo per l’epidemia di coronavirus nel nostro Paese. Il legale nell’atto fa riferimento all’articolo 438 del codice penale – “Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo” – e anche ad altre norme giuridiche che prevedono pene meno severe se il fatto è commesso a titolo colposo. L’avvocato Ferretti, dunque, riporta gli elementi costitutivi del reato secondo la giurisprudenza italiana: rapidità della diffusione, diffusibilità a un numero indeterminato e notevole di persone, ampia estensione territoriale e diffusione del male.

A sostegno della denuncia-querela, l’azzurro riporta quelle che sono le dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa da parte Walter Ricciardi, membro del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo il quale “paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località”. E ancora: “Singifica che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso”.

Nella conclusione dell’atto, Ferretti chiede alla Procura di Milano di “disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti così esposti, valutando gli eventuali profili d’illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili che parrebbero essere Il Ministero della Salute e il Presidente del Consiglio dei ministri al fine di procedere nei loro confronti”. Infine, si legge anche: “Con il presente esposto si intende inoltre formulare denuncia-querela, sempre in relazione ai fatti sovra descritti, nell’ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle Autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte”.

Ora la parola passa alla Procura, che dovrà stabilire se procedere o meno contro Conte e Speranza.

DA

https://m.ilgiornale.it/news/cronache/lavvocato-ferretti-querela-conte-e-speranza-responsabili-1851800.html

Il Paese dei cialtroni: porti chiusi, ma perché siamo contagiosi

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Se non fosse in atto una tragedia, sembrerebbe una farsa: adesso le navi delle ONG non possono approdare in Italia, ma solo per “salvaguardare la salute” dei poveri migranti…

Forse ricordo male ma i “poveri migranti” che le ONG trasferiscono a pagamento dalle coste africane all’Italia non fuggivano da guerre, carestie, pestilenze? Non erano detenuti in condizioni inumane, tra privazioni, torture e malattie? O questo avveniva solo quando al governo c’era Salvini e chiudere i porti era inumano?

Adesso che al governo c’è il Pd, improvvisamente, gli aspiranti “richiedenti asilo” sono trattati alla stregua di importanti e rispettabili turisti stranieri cui è “sconsigliato” l’approdo in Italia perché (testuale) «a causa dell’emergenza pandemica Covid-19, i porti non presentano più i necessari requisiti sanitari richiesti dalla convenzione di Amburgo».

È un decreto ispirato ai principi di “tutela della salute dei passeggeri” e di “eguaglianza di trattamento dei cittadini italiani” ai quali le attuali ordinanze hanno impedito anche lo spostamento da un comune all’altro e dettato norme stringenti per il rientro dai paesi esteri; ci spiega con involontaria ironia l’Agenzia AGI.

Notate il linguaggio. Gli immigrati senza permesso, quindi clandestini, vengono chiamati “passeggeri”, riconoscendo di fatto il ruolo di taxi svolto dalle ONG, e sono già equiparati nel trattamento ai cittadini italiani… Insomma, anche se non ce l’hanno ancora fatta a imporci lo Jus Soli, o lo Jus Culturae, adesso abbiamo uno Jus Covid che finalmente equipara i clandestini illegali ai cittadini che pagano le tasse.

Dove, però, la ministro dei Trasporti, Paola De Micheli (tra lei, la Lamorgese e la Azzolina stanno facendo a gara…) supera i limiti del ridicolo è quando afferma: «Al governo tedesco, in qualità di Stato di bandiera, è stato chiesto di assumere la responsabilità di ogni attività in mare, compreso il porto di sbarco, della Alan Kurdi».

Ma come? Quando era Salvini a chiedere che la Spagna o la Francia si assumessero la responsabilità di far attraccare navi di loro ONG era un pericoloso provocatore. Quando lui chiese alla Germania di farsi carico dei clandestini imbarcati dalla Sea Watch della stimata “capitana” Carola Rackete, si è rischiato l’incidente diplomatico…

E la De Micheli chiede addirittura un “porto di sbarco”? Ve la vedete la Merkel assentire sorridente alla nostra ministra (che non saprà neanche chi è…) e dirle «certo, cara, mandali qui da me… Di loro di fare con comodo, però, perché – come sai, mia cara – il primo porto tedesco raggiungibile dal Mediterraneo è Amburgo… Sono solo 2500 miglia marittime…».

Mentre, naturalmente, tutto il mainstream – mai così asservito a un governo di sinistra – minimizza o addirittura approva… l’Alto commissariato ONU per i profughi, invece, bacchetta l’Italia, dicendo che «Qualsiasi restrizione deve comunque assicurare che le persone che fuggono da guerre abbiano accesso alla possibilità di fare richiesta di domanda di asilo».

Quindi, fanno la richiesta d’asilo ma non sbarcano? Allora interverrà il procuratore di Agrigento parlando di “sequestro di persona”… Non potrebbero andare a farla a Malta questa richiesta, visto che lì il Covid-19 non è ancora arrivato (4 casi finora)?

No, “devono” venire in Italia. D’altra parte, poverini, loro hanno risposto alla chiama di Giorgio Gori che, non contento dei danni e dei lutti arrecati ai suoi cittadini con la bella trovata del #bergamononsiferma, ha chiesto di far entrare 200 mila immigrati per “rimpiazzare”… quelli scappati per paura del contagio. Subito imitato da un’altra ministra (una peggio dell’altra…) Teresa Bellanova, secondo cui «L’agricoltura ha bisogno di immigrati». Non di aiuti economici e fiscali per garantire salari decenti ai braccianti. No, manodopera a basso costo da sfruttare.

Insomma, non bastavano i cialtroni al maschile: Conte, Borrelli, Arcuri, Di Maio, Speranza, Gualtieri… per rispettare la parità di genere ci si sono messe pure le donne…

 

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Il Paese dei cialtroni: porti chiusi, ma perché siamo contagiosi

Il Deep State Italiano e la lotta di fazione

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di Politica pragmatica

Il Deep State italiano è rappresentato da un coacervo di interessi politico-finanziari neo-azionisti (1) ex-comunisti e neo-cattolici. La sponsorizzazione ricevuta in tal senso dalle Sardine è indicativa. Il vecchio Azionismo Britannico, padrone dell’Italia resistenziale post-45, si è accoppiato con il vecchio PCI, con l’attacco frontale al Craxismo e al Socialismo tricolore. Il polo franco-tedesco ha apparentemente scalzato il vecchio azionismo, ma la logica finanziaria bancaria gravitante verso Parigi (si pensi a Mustier) non riconduce in ultima istanza a altri che a quella indistruttibile City londinese, che fa capo a una branchia – forse tuttora la più influente – dei Rotschild. Il Deep State “romano”, disprezzando il popolo italiano, non ritenendo il popolo italiano portatore di una sua specifica missione rinnegando e ridicolizzando su tutta la linea, con una propaganda pseudo-pedagogica ben congegnata, figure storiche internazionali come Garibaldi, Mussolini, Craxi, ci ha affidato alla cosiddetta Europa, ovvero al blocco franco-tedesco la cui capitale è, vediamo sempre di più, la Borsa di Amsterdam (2). Il blocco europeo è quindi subcoloniale, non ha una sua autonomia. Oscilla tra Pechino e Washington, ma non lo potrà più fare. Da qui il tentativo di mettere strutturalmente le briglia ai popoli “mediterranei”, italiani in primis, la cui ricchezza privata e di stato è effettivamente un prelibato bocconcino per gli speculatori politici europeisti. Il trumpismo è dato come forza irreversibile nel nuovo progetto americano, ben oltre Trump. Di conseguenza, i franco-tedeschi oscilleranno verso Pechino: assai probabile che il Deep State italiano seguirà sulla medesima linea, almeno nella sua volontà, non si frappongano ostacoli insormontabili nel frattempo. Sarà perciò una lotta di elite molto serrata e non breve, a nostro parere. L’uomo forte del Partito Cinese (Prodi) è già pronto per sedersi al Quirinale, con il semaforo verde di Berlino e Parigi. L’uomo forte del Partito Trumpiano (Draghi) non sembra invece più disposto a mediazioni dopo aver conosciuto meglio, nel suo mandato alla BCE, olandesi, francesi e tedeschi di quanto già non li conoscesse. Gli uomini forti del Partito Britannico-statunitense di Sua Maestà (Savona, Sapelli) attendono con la proverbiale saggezza e prudenza che si rompano i cocci da questa guerra inter-elitista, per poi raccogliere ciò che si potrà riaggiustare.

Il Partito Russo raccoglie poche forze, purtroppo, in Italia; la tradizionale Destra sociale ex missina è filorussa, ma qualche esponente di Fratelli d’Italia (dubito la Meloni, ma non sappiamo con precisione…) e poche penne sparse, per quanto di valore, non fanno peso negli equilibri generali. Il filorussismo di Salvini e leghisti è del tutto inventato dal Partito Britannico e Cinese italiani, se c’è, ammesso e non concesso, resta solo sul piano della simpatia umana e delle varie sezioni lombardo-venete o emiliane; Giorgetti è il numero due del Partito italiano di Trump. Lo stesso dicasi del Partito Israeliano, ha poca consistenza in Italia: si veda l’operazione Segre, la classica operazione degli ex comunisti sistemici del Deep State (Repubblica, Espresso, De Benedetti, Elkann, quindi…. Rotschild) che ha immediatamente raccolto il plauso del Partito Cinese (Prodi), ma non particolare entusiasmo da parte dei tradizionali esponenti del filoisraelismo italiano. E’ la solita astrusa logica antifascista a ispirare l’operazione Segre (con l’ex marito missino, tra l’altro..) piu che tutto il resto…

Con questo non voglio dire cosa sia bene o cosa sia male, non parteggio per nessuno, non faccio il tifo ma solo pensare anzitutto al bene Patriottico, al presente e al futuro della nostra Nazione tenendo presente ciò ma non dimenticando che il quadro è in quotidiano e, anzi.., istantaneo movimento. Come si vede una posizione che può essere giusta sul piano generale geopolitica, ad esempio la lotta della Cina per l’egemonia globale contro l’occidente, diventa sconveniente sul piano italiano, se i guardiani ne sono qui i soliti fanatici catto-comunisti. E’ probabile che anche forze tradizionalmente deboli in Italia si inizino ora a affacciare con più costanza; i fatti di questi tempi mostrano che più che Asia al centro, o Occidente al centro, come ci hanno voluto far credere per anni, la partita globale si gioca ancora una volta sul Mediterraneo al centro. Medio Oriente da una parte di questo (Yemen, Damasco, Irak), ma dall’altra? Chi se non Roma..?

 

 

 

 

1)     Il Partito d’Azione venne fondato nel 1942 in piena temperie filoanglosassone antifascista. Per quanto si richiamasse ai valori del Risorgimento, la sua linea fu di totale sudditanza a Londra e alla monarchia britannica. Italia colonia dell’Impero britannico la strategia. Diventa dopo la guerra partito elitario, che condiziona culturalmente e politicamente tutta la vita politica italiana. Cuccia, ad esempio, è azionista convinto. Il disegno del PCI al Governo, infine attuato, è un disegno azionista che parte dagli anni ’50. La logica dell’ uccidere un fascista non è reato (fratelli Mattei, Ramelli eccecc e tantissimi altri…) è azionista e l’ultrasinistra e PCI la faranno propria. Il disegno incostituzionale di scioglimento del MSI (1972-3) è azionista tramite Luigi Bianchi D’Espinosa; saranno costretti a opporsi americani e sovietici (sic!) perché due anni dopo i moti di Reggio una simile azione significava guerra civile….

2)     Ad esempio, la Borsa di Milano è controllata da London Stock Exchange, mentre Euroxnet Amsterdam dalla statunitense Intercontinental Exchange, a cui appartiene la stessa Borsa di New York. Il fatto non è di per sé determinante, poiché occorre vedere quale sia l’andamento oscillatorio di quotazioni e capitale dominante, ma è di per sé significativo della presunta autonomia “franco-germanica”, presa sul serio solo da sovranisti da una parte, Deep state nostrano dall’altra. L’Olanda, tra l’altro, arraffa ogni anno all’Italia venti miliardi di gettito fiscale.

Triduo Sacro 2020

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Avviso

Le cerimonie del Triduo Sacro non saranno trasmesse in streming da Verrua Savoia.

A chi vuole seguire le cerimonie della Settimana Santa  consigliamo il canale dei confratelli americani del “Most Holy Trinity Seminary” di Mons. Donald Sanborn:
https://www.youtube.com/channel/UCuux5pdNEtdocBDT-EmsxXA

Con il fuso orario ci sono 6 ore di differenza, ma poiché le cerimonie negli Stati Uniti vengono celebrate al mattino, in Italia sono visibili ai seguenti orari nel pomeriggio:

9-04 Giovedi Santo ore 16 messa Pontificale

10-04 Venerdì Santo ore 15 messa dei presantificati

11-04 Sabato Santo ore 12 Vigilia pasquale

DA

Triduo Sacro

L’ira di Trump: “Per l’Oms la pacchia è finita, taglieremo i fondi e avvieremo un’inchiesta”

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L’ira di Trump. “L’Oms ha veramente sbagliato tutto”. Lo scrive in un tweet il presidente Usa Donald Trump, affermando che l’Organizzazione mondiale della sanità, “per qualche ragione, finanziata largamente dagli Stati Uniti, tuttavia è molto Cina centrica. Faremo chiarezza”. Trump poi afferma che “fortunatamente ho respinto il loro consiglio di mantenere aperti i nostri confini con la Cina. Perché ci hanno dato una raccomandazione così sbagliata?”, chiede il presidente Usa.

Trump: siamo i maggiori finanziatori dell’Oms

Gli Stati Uniti, primo Paese per contributi all’Organizzazione mondiale della sanità, potrebbero congelare i fondi per l’organizzazione. Lo ha detto Trump che ieri – nel mezzo dell’emergenza coronavirus – ha accusato in un tweet l’Oms di aver “veramente sbagliato tutto” e di essere filo-cinese. In un briefing alla Casa Bianca, Trump ha poi accusato l’Oms di aver dato in ritardo l’allarme. “Sospenderemo i soldi spesi per l’Oms”, ha detto inizialmente il tycoon. Gli Usa sono il primo Paese al mondo per numero di casi di coronavirus. Secondo i dati della Johns Hopkins University negli Stati Uniti sono quasi 400.000 i contagi e più di 12.907 i morti con coronavirus.

Avvieremo un’inchiesta sull’operato dell’Oms

Gli Stati Uniti potranno avviare un’inchiesta sulla gestione della pandemia di coronavirus da parte dell’Organizzazione mondiale Sanità, Oms, prima di decidere di sospendere i fondi all’agenzia dell’Onu. Lo ha detto Deborah Brix, coordinatrice della risposta della Casa Bianca al coronavirus. “Lo abbiamo fatto in passato per altre epidemie ed altre questioni che hanno coinvolto l’Oms”, ha aggiunto. Donald Trump ieri ha accusato l’organizzazione internazionale di essersi sbagliata su “ogni aspetto” dell’epidemia ed ha minacciato di congelare i fondi Usa.

“Nella storia degli Stati Uniti e dell’Oms ci sono stati momenti in cui abbiamo fatto un’approfondita analisi di quello che era successo”, ha spiegato l’immunologa. La quale tra il 2014 ed il 2020 è stata la coordinatrice Usa per la lotta globale all’Aids. “Quando il presidente ha detto che avrebbe trattenuto i fondi non ha detto che li avrebbe trattenuti per sempre, ma invece ha detto indaghiamo su quello che è successo – ha proseguito Brix -. Credo che il presidente voglia una completa indagine su quello che è successo durante l’epidemia in corso”. Per quanto riguarda i fondi all’agenzia dell’Onu, della quale gli Usa sono di gran lunga il principale finanziatore, Brix ha spiegato ci sono i contributi obbligatori versati anno per anno e poi quelli “volontari che abbiamo versato durante la storia dell’Oms, compresi negli ultimi anni per l’Hiv, la Tb ed altre malattie”.

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L’ira di Trump: “Per l’Oms la pacchia è finita, taglieremo i fondi e avvieremo un’inchiesta”

Mes, l’Olanda vuole intrappolare l’Italia: così è franato l’Eurogruppo

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Fumata nerissima dall’Eurogruppo di ieri sulle misure economiche da adottare per fronteggiare la crisi economica causata dal coronavirus. Le divisioni tra le fazioni guidate da Italia e Paesi Bassi si sono rivelate troppo ampie per essere colmate durante la riunione in teleconferenza dei ministri delle finanze, durata più di 16 ore. Come spiega Politico, i disaccordi sono emersi principalmente sulle condizioni del Mes e sull’idea di mettere in comune il debito attraverso i cosiddetti coronabond. I colloqui riprenderanno giovedì nel tentativo di raggiungere un pacchetto di misure condiviso che i ministri possano presentare ai leader. Il ministro delle finanze tedesco non ha nascosto su Twitter tutta la sua amarezza per il mancato accordo raggiunto: “In queste ore difficili l’#Europa deve stare insieme”, ha twittato Scholz dopo l’incontro. “Insieme al [ministro delle finanze francese Bruno Le Maire], chiedo quindi a tutti i paesi dell’euro di non rifiutarsi di risolvere queste difficili questioni finanziarie e di facilitare un buon compromesso – per tutti i cittadini”.

L’Eurogruppo e lo scontro fra due visioni inconciliabili

L’attuale crisi causata dal coronavirus sembra mettere a nudo quelle che, indipendentemente dai governi in carica, sembrano essere due visioni inconciliabili all’interno dell’Unione europea e che rischiano di affossare il “sogno europeo”, a cui gli italiani peraltro sembrano credere sempre meno. La riunione, infatti, è stata segnata dal duro scontro fra Roma e l’Aja. L’Italia, riporta Il Giornale.it, ha fatto muro contro la il blocco del rigore di Germania, Paesi Bassi, Austria e Paesi scandinavi: i Paesi che ritengono il Meccanismo europeo di stabilità, il Mes, come uno strumento adeguato a risolvere la crisi. Ma il governo italiano sembra isolato, con la sola speranza di trovare ascolto in Francia e augurandosi che anche la Spagna convenga quantomeno sulla necessità dei cosiddetti coronabond.

“I Paesi Bassi sono e rimangono contro gli #Eurobond, perché aumentano i rischi in Europa, invece di ridurli”, ha twittato il ministro delle Finanze olandese Wopke Hoekstra. “A parte [essere] poco saggio, non è nemmeno ragionevole … [che i Paesi Bassi] debbano garantire i debiti che altri fanno. La maggior parte dei paesi della zona euro sostiene questa linea”. Posizione del rigore inconciliabile con quella espressa da Roma, che percepisce questa chiusura come una mancanza di solidarietà. Dopotutto non è certo colpa degli italiani se il Covid-19 ha colpito il Paese con tale ferocia.

L’Olanda s’impunta e salta tutto

La Repubblica svela un retroscena del lungo vertice di ieri che la dice lunga sulle tensioni all’interno dell’Eurogruppo. Tedeschi e austriaci, infatti, avevano accettato quello che fino a pochi giorni fa sembrava quantomeno improbabile: niente rigore per accedere al Mes. L’unica condizione è che i suoi soldi vengano usati contro il Covid-19. “Solo un generico richiamo al rispetto del Patto di stabilità quando verrà riattivato dopo la crisi. Ma vale per tutti, non solo per chi chiede le linee di credito del Meccanismo” scrive La Repubblica.

Chi fa saltare il banco però è il già citato ministro olandese Wopke Hoekstra, che ingaggia un duro duello con Roberto Gualtieri, e chiede di inserire pesanti condizioni per chi chiederà le linee di credito del Mes: Gualtieri replica che l’Italia non può accettare l’austerità per una crisi di cui non ha colpe. Domani un altro vertice, che si preannuncia durissimo. Indipendentemente da come andrà a finire, forse l’amara verità è quella descritta senza troppi giri di parole dall’ex Presidente del Senato Marcello Pera che in una lettera inviata a Italia Oggi scrive: “Caro direttore, diciamoci la verità, l’Unione europea o è morta o, se vogliamo essere più gentili, il termine Unione è una bugia, come ha scritto Sergio Romano”.

DA

https://it.insideover.com/politica/la-sfida-olanda-italia-cosi-e-franato-leurogruppo.html

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