Esclusivo. L’avv. Amato: “L’Unione Europea delle consorterie massoniche è nemica dei popoli”

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“L’Unione Europea si è ormai ridotta a finanza e burocrazia. I vescovi dovrebbero sapere bene che l’Europa dei poteri forti e delle consorterie massoniche, l’Europa della lobby multinazionali, l’Europa della perniciosa ideologia del politically correct, l’Europa delle lobby omosessualiste, l’Europa del laicismo anticristiano, l’Europa del multiculturalismo scriteriato, l’Europa del ‘neutralismo valoriale’, è un’Europa nemica dei popoli”.

Lo dice in questa intervista esclusiva Gianfranco Amato. Nativo di Varese, laureato in giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Amato esercita la professione di avvocato dal 1988, ed opera attivamente nel campo della bioetica. Editorialista di Avvenire, collabora con Studia Moralia (rivista scientifica dell’Istituto Superiore di Teologia morale “Accademia Alfonsiana” incorporato nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense), e con la rivista “Orientamenti Pastorali” del COP Centro Orientamenti Pastorali. Collabora, altresì, con il quotidiano “La Croce”, con CulturaCattolica.it, con “La Nuova Bussola Quotidiana”, con la rivista “Il Timone”, ed altre testate giornalistiche cattoliche.

L’avvocato Gianfranco Amato è il presidente nazionale dell’organizzazione Giuristi per la Vita ed è stato uno degli organizzatori del Family Day. Componente del Comitato d’Indirizzo della Fondazione Novae Terrae, l’avvocato Amato è Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Delegato della Delegazione di Grosseto dello stesso Ordine.

In ambito internazionale l’avv. Amato, rappresentante per l’Italia dell’organizzazione internazionale Advocates International, è membro e consulente legale dell’organizzazione britannica CORE Comment on Reproductive Ethics, con sede a Londra, per conto della quale coopera in diverse azioni legali intentante su tematiche bioetiche. Sempre a livello internazionale, collabora, come allied attorney, con l’organizzazione statunitense A.D.F. Alliance Defending Freedom, composta da avvocati che si occupano di temi inerenti alla libertà religiosa ed alla bioetica.

Avvocato Amato, parliamo di pandemia del coronavirus. Che idea si è fatto dal punto di vista sociale-sanitario?

“Non dovevamo certo aspettare il coronavirus e l’emergenza pandemica Covid-19 per capire quanto fosse precaria la vita su questa terra. Non occorreva, infatti, questo flagello planetario per farci comprendere che l’esistenza dell’uomo non è altro che un battito di ciglia rispetto all’eternità. Questo lo sapevamo già. Ciò che, semmai, il coronavirus ha messo in evidenza è la precarietà di tutta la struttura sociale, politica, economica che l’uomo moderno ha costruito. Pochi immaginavano che potesse davvero rivelarsi così caduca, fragile e transitoria la società liberale, la società cosiddetta del futuro, la società della tecnica e della scienza, la società dell’istinto dominatore dell’uomo. È stata sufficiente un’entità microscopica come questo virus per mostrare che la dimensione della precarietà non appartiene solo all’esistenza individuale di ciascun uomo ma che è una caratteristica ineludibile dell’intera umanità, con tutte le sue istituzioni politiche, economiche, sociali, militari. L’uomo moderno si è trovato all’improvviso difronte ad una verità che ha sempre voluto censurare a se stesso e agli altri. Il potere, la politica, l’economia, il business, la finanza, le facili distrazioni mediatiche, sono maschere che non riescono più a nascondere un’evidenza oggettiva: la condizione di tutta l’umanità è dettata da una precarietà assoluta. Troppi ancora oggi, difronte al senso collettivo di precarietà e di morte che il coronavirus sta disseminando a livello planetario, tentano di rifugiarsi nel proprio particolare, nei propri interessi, nei propri affari, nei propri affetti cercando in essi una stabilità che non gli potranno mai dare. Tutto è precario. Tutto passa. Mai come nelle circostanze imposte dall’attuale pandemia ci appare vero che l’unica e autentica stabilità è quella fondata su Gesù Cristo e la sua Croce. Mai come in questo tempo appare vero l’antico motto dei Certosini: «Stat Crux, dum voltitur orbis». Solo la croce resta stabile nel vorticoso turbinio della precarietà del mondo”.

Le ripercussioni del coronavirus dal punto di vista spirituale? È veramente una punizione di Dio come sostiene qualcuno?

“Io non so se il coronavirus sia o meno un castigo di Dio. Da cristiano so che potrebbe esserlo, ma so anche che questo rientrerebbe nei disegni imperscrutabili di Dio, in quella zona oscura del mistero dove la ragione può solo apporre l’antica dicitura geografica “hic sunt leones”. E difronte a quel mistero si gioca la libertà dell’uomo. Se non è un castigo – e questo solo Dio può saperlo –, è comunque un severo monito. È come se il Padreterno avesse voluto richiamare l’uomo dicendogli: «Fermati. Smetti di fare quello che stai facendo. Smetti di distrarti. Esci dal gorgo della frenesia. Chiuditi in casa. Guarda dalla finestra le strade deserte. Ascolta il silenzio surreale che avvolge la città. E rifletti, pensa, medita sul senso della vita e della morte». Di fronte a questo avvertimento divino c’è chi stramaledice tutto e tutti, e c’è, invece, chi comincia seriamente a farsi domande che non si è mai posto. È il mistero della libertà dell’uomo”.

Dal punto di vista legale come giudica l’azione di Conte in materia di Coronavirus?

“Come è stato denunciato da più giuristi, la nostra Carta costituzionale non prevede l’emergenza quale presupposto per derogare allo Stato di diritto e per restringere diritti soggettivi perfetti come quelli di circolazione, di riunione, di associazione, di culto. Nel nostro ordinamento giuridico la libertà individuale gode di una protezione totale stante la riserva assoluta di legge, ossia il fatto che solo una legge statale può limitare tale fondamentale libertà, e non certo una fonte secondaria governativa, e addirittura monocratica, quale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Gli italiani, infatti, hanno imparato a conoscere anche questo provvedimento, il D.P.C.M., non molto noto prima della pandemia. I due decreti legge adottati dal Governo, infatti, hanno solo genericamente descritto i casi di possibile restrizione delle libertà civili, delegando ad un componente del Potere esecutivo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, la titolarità di scelta sia del tipo di misura da adottare (i “casi”) sia del grado di intensità (i “modi”). E questo non mi pare possa considerarsi costituzionale. Tra l’altro, l’estrema genericità dei decreti legge contrasta poi con la Legge n. 400/1988, che richiede, per il rispetto dell’art. 77 Cost., l’emanazione di misure di immediata applicazione, con contenuto specifico ed omogeneo. Chiunque comprende che un decreto legge che ha bisogno di un ulteriore provvedimento (nel caso un D.P.C.M.) per la sua attuazione, difficilmente può dirsi fondato su presupposti di straordinaria necessità e urgenza. Lo stesso tempo necessario all’elaborazione della fonte secondaria smentisce all’origine l’indifferibilità della misura. Quello che non si può ritenere ammissibile è che il governo Conte abbia adottato pesantissime restrizioni a libertà costituzionali di fondamentale importanza come la libertà di circolazione, di riunione, di associazione, e di culto, attraverso atti amministrativi (decreti ed ordinanze), in assenza di una puntuale disciplina legislativa e violando il principio di diversificazione delle competenze amministrative. Non dobbiamo neppure dimenticare, tra l’altro, che solo le leggi (ed atti equiparati ad esse) e non gli atti amministrativi (quali sono i decreti e le ordinanze) sono sottoponibili a giudizio di costituzionalità di fronte alla Corte Costituzionale, unico organo competente a controllare la conformità alle norme e ai principi costituzionali degli atti legislativi, anche sotto il profilo della loro proporzionalità ed adeguatezza. Quindi non si ha neppure la possibilità di sottoporre a controllo e verifica di costituzionalità i provvedimenti amministrativi con cui sono state limitate alcune fondamentali libertà degli italiani. Tutte le restrizioni che ciascuno di noi sta pesantemente subendo sono state assunte sulla base di atti amministrativi, sottratti ad ogni forma di controllo preventivo e successivo, ed adottati dal Potere esecutivo (Presidente del Consiglio, Presidenti delle Regioni, Sindaci) in piena autonomia e senza una verifica da parte del Parlamento né un controllo del Presidente della Repubblica. Mi pare che tutto questo generi, dal punto di vista legale e non solo, più di una perplessità”.

Lei ha scritto che i vescovi idolatrano l’UE e dimenticato Cristo. Perché?

“Mi ha colpito la dichiarazione congiunta emanata dal cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (Comece), insieme al presidente della Conferenza delle Chiese europee (Cec), Christian Krieger, proprio a proposito della pandemia Covid-19. La dichiarazione ha un titolo singolare: Restiamo uniti – Questo è il momento per dimostrare il nostro impegno verso i valori Europei. Sarebbe interessante chiedere agli eminenti prelati firmatari del comunicato quali siano questi valori Europei con la “E” maiuscola. Certo non si tratta delle famose radici cristiane il cui riferimento nella bozza della costituzione europea fu sdegnosamente rifiutato dall’allora presidente della Convenzione incaricata di redigere quell’atto, il laicissimo francese Valerie Giscard d’Estaing. Nel citato documento, poi, si legge che i vescovi esortano i Paesi membri ad agire «in maniera determinata, trasparente, empatica e democratica». Davvero singolare è anche il fatto che in tutto il lungo testo della dichiarazione dei vescovi della Comece non si trovi citata neppure una volta la parola ‘Cristo’ o ‘Dio’. In compenso si parla di «determinazione», «trasparenza», «empatia», «democrazia», «solidarietà», «progetto Europeo» (sempre con la “E” maiuscola). Un simile documento l’avrebbe potuto tranquillamente redigere uno qualunque dei partiti politici appartenenti al gruppo del PPE. Pare che la Chiesa non abbia nulla di diverso da dire rispetto ad essi. Quello che dimenticano i vescovi della COMECE è che il «progetto Europeo» da loro tanto decantato è, in realtà, nato dall’idea di sostituire Dio con Mammona, con il Vitello d’Oro, con quell’idolo chiamato Euro. L’Unione Europea si è ormai ridotta a finanza e burocrazia. I vescovi dovrebbero sapere bene che l’Europa dei poteri forti e delle consorterie massoniche, l’Europa della lobby multinazionali, l’Europa della perniciosa ideologia del politically correct, l’Europa delle lobby omosessualiste, l’Europa del laicismo anticristiano, l’Europa del multiculturalismo scriteriato, l’Europa del “neutralismo valoriale”, è un’Europa nemica dei popoli. E i popoli quando ne hanno la possibilità escono da una simile istituzione artificiale dominata solo dall’avidità plutocratica. Brexit docet!”.

Giuseppe Conte ha rinnovato nella serata del 26 aprile il divieto del culto pubblico con il popolo (eccezion fatta per i funerali). Già ci sono state multe a valanga e interruzione di messe. Qual è il suo giudizio in materia?

“Resteranno nella memoria di tutti le immagini delle forze dell’ordine che fanno irruzione in chiese per interrompere le celebrazioni eucaristiche tenute da qualche coraggioso sacerdote alla presenza di uno sparuto numero di fedeli con tanto di mascherina e a debita distanza l’uno dall’altro. Quelle immagini resteranno come indelebile marchio d’infamia a perenne ricordo della pandemia Covid-19. Sono scene che oggi si possono vedere solo nei regimi comunisti come quello cinese o nordcoreano. Semplicemente una vergogna. Semmai è impressionante come le gerarchie ecclesiastiche non abbiano preteso che le messe potessero essere celebrate alle stesse condizioni di sicurezza adottate nei supermercati o nelle tabaccherie”.

Lei è stato uno dei principali protagonisti del Family Day. Come continua la sua battaglia pro Life in queste settimane?

“Io non ho mai smesso, ovviamente, di combattere. Ho semplicemente dovuto adattare l’azione alle contingenze cui ci ha costretto l’epidemia, ovvero quelle di combattere “intra moenia”, chiusi dentro le mura di casa. Mi spiace, peraltro, che il periodo di questa dannata epidemia ha coinciso con appuntamenti cui tenevo particolarmente. Mi riferisco, ad esempio, alla conferenza che avrei dovuto tenere a Malta il 15 marzo, o al Congresso Internazionale sul “Virus delle ideologie” organizzato dall’Università Cattolica Lumen Gentium di Città del Messico previsto dal 24 al 26 marzo, o al mio intervento al prestigioso 102° Congresso Nazionale dell’Unión de Padres de Familia, la più antica associazione pro-family messicana, fondata nel 1917. In realtà mi sarei dovuto trattenere in Messico dal 18 marzo al 1° aprile per una serie di attività che avrei dovuto svolgere sempre in ambito pro-life e pro-family. Spero solo che la pandemia non pregiudichi anche l’appuntamento del Global 2033: Asian Leaders Forum che si dovrebbe svolgere in Malesia dal 28 al 31 maggio prossimi, e in cui dovrei tenere tre conferenze. Comunque sia, ho trascorso le settimane di lockdown studiando, leggendo, scrivendo, partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive, e rilasciando interviste, come questa. Ma soprattutto ho pregato molto”.

MATTEO ORLANDO

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Esclusivo. L’avv. Amato: “L’Unione Europea delle consorterie massoniche è nemica dei popoli”

Trump: guerra mondiale o guerra civile contro il golpe totalitario della sinistra sanitaria?

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Riceviamo da amico cattolico americano e volentieri pubblichiamo

di Adam Schwartz

Esistono sia gruppi trasversali, o transnazionali, sia blocchi di potere globali guidati e condotti da Stati nazionali e imperiali. Spesso collaborano, talvolta, come ora, sono in lotta feroce tra di loro. Chi sta prevalendo? Sino al dominio occidentale dei vecchi sudditi britannici (Clinton, Neocons, Obama) prevalevano di certo i gruppi oligarchici del Deep State, i quali stavano ridisegnando il mondo con una “pacifica” spartizione globale anglocomunista (comunista dal PCC imperialista di Pechino) ma a prezzo di un impoverimento di massa e di una deproletarizzazione verso il basso del proletariato di Stati Uniti e Europa. La vittoria di Trump ha però rimesso tutto in discussione. Lo Stato nazionale ha ripreso il suo posto; i lavoratori sono tornati dopo decenni di dittatura antisociale liberista a avere il diritto di parola; lo Stato populista e sociale trumpiano sovvenziona gli operai e i piccoli imprenditori contro la Silicon Valley e pare disposto anche ad armarli non solo militarmente ma anche con legittimità politica della Casa Bianca, come si è visto in questi giorni con il simbolo di “LIBERATE Michigan Virginia and Minnesota” e via di seguito….”Lockdown Rebellion” against Deep State, Fauci, Gates, Bezos, Soros and GAFA….Ultima mossa presidenziale sono i 6 mila dollari mensili alle famiglie americane di lavoratori e la nazionalizzazione della FED. (Gli Stati uniti stanno entrando in una nuova fase di Socialismo nazionale? Sarebbe paradossale, in quanto socialismo nella nostra storia americana ha sempre significato altro, ma non sarebbe da escludere….NDR)

Molti vogliono vedere l’avvento dell’Era Covid 19 già preannunciato dalla scenografia iniziale delle Olimpiadi di Londra ( Cfr.https://www.youtube.com/watch?v=ZZyoGB9Xy74&fbclid=IwAR3cDQHqmxxe0-hIhcUKbD59HwCd6RLW6x-hUUuIjDwc3Vg7F2G_73owSSE). Noi, pur con la cautela d’obbligo in tali casi, non siamo molto concordi. Covid -19 è stato usato, da una probabile azione multipla di più soggetti (di scuola britannico-cinese), contro lo Stato sociale e populista trumpiano, che aveva in questi 4 anni sconfitto la disoccupazione e messo KO le economie mercantiliste germanico-cinesi; nel 2012, anno dell’Olimpiadi di Londra, non solo non si aveva notizia di Trump, ma lo Stato Profondo era certo che l’alleanza globale anglocinese marciasse a vele spiegate verso una nuova era. Putin, solitario e economicamente debole, dava relativi pensieri ai Rothschild e ai Rockfeller. La Russia era sotto attacco da tutte le parti. Damasco vilipesa e stuprata da terroristi di tutto il mondo armati e coccolati dal clan Clinton-Obama. Il fenomeno Trump è stato del tutto imprevisto e rivoluzionario, come nessun altro da decenni. Non era previsto in Inghilterra, se non dalla fazione Farage-Brexit, che era tollerata, non appoggiata, dalla Casa Reale di Windosr e da Pilgrim Society nella assoluta certezza che si affermasse tranquillamente la Clinton negli USA; non era previsto in Cina, in cui la fazione comunista prevedeva altri decenni di pacifica globalizzazione economicistica; non era previsto in Russia, in cui tutti i piani interni rimandavano ossessivamente alla guerra russofoba finale, dopo anni di continua guerra di sterminio ai popoli slavi e ortodossi, dai serbi in Kossovo ai russofoni in Donbass per finire con i del tutto dimenticati bambini greci uccisi dal Quarto Reich eurogermanico; non era previsto nel vaticano gesuita, in cui ci stava preparando al dogma dell’accoglientismo come nuova linea teologica da associare come diversione al liberismo razzista russofobo e antiortodosso del clan Clinton. Tutti erano pronti, ormai, all’assalto alla Russia, in forma di Rivoluzione colorata o guerra calda vera e propria. E tutti erano in fondo felici di ciò e non vedevano l’ora che ciò avvenisse. Ma con Trump si metteva di nuovo in moto lo spirito del tempo distruggendo l’alienazione tecnocratica e economicistica. Lo spirito del tempo prende l’uomo coraggioso, un po’ folle e disponibile. Non guarda l’erudizione o l’intellettualismo del leader. Tutti i loro piani, del clan cinese britannico e del Quarto Reich prussiano o nazista, erano così andati e in fumo e venivano frantumati. L’isteria mondiale della stampa (tutta rispondente a Rotschild) partiva senza sosta (sfruttando un vecchio tweet del Presidente Trump in cui citava con venerazione Mussolini, come poteva citare Washington o Lincoln NDR), il nuovo mantra era che il trumpismo era fascismo! Ma loro continuavano a uccidere bambini greci, sostenere DAESH contro Assad  o fare affari con il clan Xi Jinping…..Dove era il fascismo? La gente si confondeva.

Le sinistre marxiste, arcobaleno e razziste antirusse partivano in marcia con il nuovo mantra del fascismo ma il proletariato mondiale capiva che queste sinistre neostaliniste erano il braccio armato dell’imperialismo britannico-cinese.

Trump, unico statista del mondo occidentale negli ultimi venti anni, diceva che Putin era stato il difensore unico dello spirito cristiano, tradito da Unione Sovietica Europea e Vaticano, che difatti in passato avevano entrambi sposato la causa dei neonazisti croati e ucraini e dei terroristi islamici contro russi e serbi. Già tutto ciò dava adito al proliferare di fake e indagini illusorie e fittizie come Russiagate per le quali era usato il denaro di milioni e milioni di contribuenti proletari americani che non portavano a nulla di concreto. Movimenti nazisti e islamici estremisti erano utilissimi allo scopo per la Sinistra filocinese occidentale e europeista, come vedemmo in particolare in Siria dal 2013 e in Ucraina dal 2014. Quanto Trump investì e prese di petto questo modo di fare geopolitica, si rimisero in moto le cerchie del Deep State. Tra l’altro, Trump si sarebbe poi diretto anche contro figure ambigue e quanto meno equivoche della Sinistra del Deep State come Jeffrey Epstein, i cui scandali rimandavano come fu visionato direttamente a MI6 e a Casa Reale di Windsor. Il loro tentativo ora è un nuovo focolaio di Covid in Usa, che porti al caos e renda ineleggibile il Presidente. Ciò significherebbe rivoluzione colorata negli USA, golpe “neostalinista”sanitario capeggiato dalla corrente filocinese Gates-Soros. Ma Trump ha fatto loro ben capire che il popolo e i Patriot americani sono in marcia e sono pronti a difendere la vita e la rielezione del Presidente. Continuano le menzogne dei fake media, così il Presidente ha parlato dell’ultimo sperimento biotecnologico a basi di raggi ultravioletti e i media dei Rothschild fabbricano nuove fake rilasciando dichiarazioni mai fatte da Trump! Il mondo intero si va dividendo irreversibilmente tra il partito sociale popolare di Trump (antiglobalista e antiNATO) e il partito elitista di Xi e Deep State globalista e NATO. Perché l’elite non ha ucciso il Presidente? Perché hanno capito che il trumpismo è un fenomeno sociale irreversibile e forse si illudono di conoscere ormai i punti deboli del Presidente….Il punto di scelta sarà la Gran Bretagna: se passa la linea Farage-Johnson la Gran Bretagna abbandonerà imperialismo e russofobia, se passa la linea del Deep State l’Inghilterra, già sull’orlo del definitivo abisso, seguirà inevitabilmentel’UE germanica  nell’essere sbranata pezzetto dopo pezzetto dai Comunisti di Pechino. Covid 19 e 5g SONO SOLO L’INIZIO.

DA

https://www.wndu.com/content/news/LIBERATE-Trump-goads-Michigan-other-states-to-lift-virus-restrictions-569730401.html

L’on. Pagano: “Stato ateo, radical-totalitario e massone consente ‘Liberazione’ ma non messe”

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“Ricapitoliamo, oggi 25Aprile questo Stato ateo, radical-totalitario e neomassone ha consentito la Festa della Liberazione con Autorità e partigiani dell’Anpi, mentre a decine di migliaia di persone morte da coronavirus ha negato i funerali e ai parenti di pregare per loro. E i vescovi della CEI, con la probabile, quanto ventilata, copertura della Segreteria di Stato, si sono a adeguati silenti? Non mi permetto di dare giudizi personali, ma immagino che il giudizio della Storia sarà impietoso”.

Così ha scritto l’onorevole Alessandro Pagano, vice capogruppo della lega alla Camera dei deputati firmatario di una interrogazione al ministro dell’Interno che punta il dito contro le decisioni del governo.

Secondo l’onorevole siciliano “il presidente del Consiglio Conte e il ministro Lamorgese, ancora una volta, usano due pesi e due misure. Al popolo italiano è stata preclusa qualsiasi memoria pubblica della Pasqua e delle messe domenicali senza tentare di conciliare la partecipazione alla Messa col possibile rispetto delle regole di distanziamento e di igiene. Da due mesi, è preclusa perfino la possibilità di assistere ad un funerale, cui ogni civiltà collega il commiato con un proprio caro, per non parlare di prendere parte alle celebrazioni all’interno delle Chiese che spesso sono state interrotte dalle Forze dell’Ordine. Però, con la circolare del ministro dell’interno del 22 aprile ‘Emergenza Covid-19. Celebrazioni del 25 aprile 2020 – 75° anniversario della Festa della Liberazione’ il ministro dell’Interno, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ritiene che, nonostante l’emergenza, siano consentite le celebrazioni dell’anniversario, e che a esse prendano parte anche le Associazioni partigiane e combattentistiche, col doveroso rispetto delle regole del distanziamento. La circolare, però, non è formulata chiaramente poiché afferma che ‘si potranno, in qualche modo, ritenere consentite forme di celebrazione della tradizionale cerimonia’. Francamente mi sfugge il senso giuridico dell’espressione ‘in qualche modo’: una condotta o è permessa, o è vietata, o è permessa nel rispetto di condizioni che vanno esplicitate. Questo significa che ciascun prefetto viene delegato a far svolgere cerimonie vietate da una norma di legge, secondo modalità che, col necessario distanziamento (unica certezza della circolare) potranno variare per ognuna delle cento province d’Italia. È evidente l’imbarazzante confusione del governo anche su questo tema”.

Secondo l’onorevole Pagano a questo punto il ministro Lamorgese dovrebbe spiegare “se e in che modo potrà essere consentito lo svolgimento, in deroga, di tutte le feste civili e non solo la ricorrenza del 25 aprile e spieghi, inoltre, se sentito il premier Conte non si conceda finalmente deroghe anche per la celebrazione delle Messe e dei funerali, ovviamente nel rispetto delle misure di distanziamento sociale”.

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L’on. Pagano: “Stato ateo, radical-totalitario e massone consente ‘Liberazione’ ma non messe”

Chissà perché i cattolici esaltano Sepúlveda

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Tra le vittime della pandemia Covid-19 va annoverato pure il noto scrittore cileno Luis Sepúlveda.

Scontatissimo il cordoglio, l’omaggio e il rimpianto da parte della sinistra radical-chic. Un po’ meno quello di un certo mondo cattolico. Mi ha stupito, ad esempio, l’articolo apparso sul quotidiano della C.E.I. “Avvenire” a firma di Fulvio Panzeri, dai toni sostanzialmente elogiativi fin dal titolo:

È morto Luis Sepúlveda, cantore della comunità e dei diritti dell’uomo. Sottotitolo: «Lo scrittore cileno è scomparso a 70 anni a Oviedo. Da febbraio l’autore della “Gabbianella e il gatto” lottava contro il Covid-19. Guardia di Allende, fu perseguitato dal regime di Pinochet». Stesso elogio dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha ricordato di averlo pure ospitato con tutti gli onori per un incontro con gli studenti nel 2010. Anche “ChiesadiMilano.it”, il portale della Diocesi ambrosiana, si è sentito in dovere di scrivere un panegirico a favore di Sepúlveda, ricordando «il suo impegno in difesa dei diritti umani».

Ma chi era davvero Luis Sepúlveda Calfucura?

Suo nonno Gerardo Sepúlveda, noto anche con il nome di battaglia “Ricardo Blanco”, fu uno di quegli anarchici andalusi che sparsero odio anticristiano nella Spagna alla fine degli anni Trenta, e che solo l’intervento provvidenziale del generale Franco riuscì a debellare, salvando la Chiesa e la fede cattolica nella penisola iberica. Non dobbiamo mai dimenticare il bilancio della carneficina dei martiri cristiani perpetrata dalla Repubblica anarchico-marxista di quegli anni: Del 18 luglio 1936 al 1 aprile 1939, furono uccisi 12 vescovi, 1 amministratore apostolico, 4.184 sacerdoti diocesani, 283 religiose e 2.365 religiosi. Più le migliaia di laici uccisi in odium fidei.

La liberazione della Spagna da parte di Franco costrinse il nonno di Sepúlveda a fuggire in Cile, dove nacque il giovane Luis. Crebbe nella città di Valparaíso con il nonno paterno e con uno zio, anch’egli anarchico, i quali lo educarono all’odio e alla violenza dell’ideologia marxista fin dalla tenera età. La logica conseguenza di quell’esiziale insegnamento fu che Luis, all’età di quindici anni aderì alla Gioventù Comunista, finendo, poi, per abbracciare convintamente la lotta armata in Bolivia, dove militò tra le file dell’Esercito di Liberazione Nazionale, e in Nicaragua dove combatté al fianco del Frente Sandinista de Liberación Nacional con Daniel Ortega.

Sepúlveda, che ovviamente aderì con entusiasmo agli ideali della rivoluzione cubana, si sentiva emulo di Ernesto Che Guevara, altro losco figuro della storia dell’umanità. Credo di essere uno dei pochi contemporanei ad aver letto integralmente, e in lingua originale, il saggio del “Che” pubblicato il 16 aprile 1967 nel Supplemento Speciale della rivista “Tricontinental”, dal titolo L’ordine è creare uno, due, molti Vietnam. È lì Che Guevara parla dell’«odio come fattore di lotta» e dell’«odio intransigente, che permette all’uomo di superare le sue limitazioni naturali convertendolo in una efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere», perché «un popolo senza odio non può vincere». Raramente ho letto qualcosa di più anticristiano di questo spietato elogio dell’odio. In quel suo scritto Che Guevara proseguiva teorizzando la logica terroristica: «Bisogna attaccare il nemico nelle sue case, nei suoi luoghi di divertimento, fare una guerra totale; non bisogna lasciargli un minuto di tranquillità (…) occorre attaccarlo dovunque si trovi; farlo sentire una belva braccata in ogni luogo in cui transiti». Logica degna degli jihadisti dell’ISIS.

Luis Sepúlveda è vissuto immerso in questa logica come un sottaceto, e ha voluto spacciare l’odio e la violenza terroristica come lotta per i “diritti degli ultimi”. Lo scrittore cileno, in realtà, con la propria esistenza, ha incarnato il percorso evolutivo o involutivo, a seconda dei punti di vista, dell’epopea della militanza marxista, finita per trasformarsi nell’individualismo liberal-radicale. Lo aveva lucidamente profetizzato il filosofo Augusto del Noce, quando a proposito del Partito Comunista Italiano predisse la sua fine in un partito radicale di massa. Una sorta di eterogenesi dei fini per cui dalla prospettiva marxista, che teorizzava la prevalenza del collettivo sull’individuo anche a costo di conculcare le sue libertà (Gulag), si è passati alla visione liberal-radicale per cui l’individuo – e molto spesso i suoi desideri o i suoi capricci – devono prevalere sulla dimensione comunitaria sociale.

Dicevamo che Sepúlveda ha incarnato questa parabola attraversando pure la fase gay-friendly e quella ecologista.

Luis Sepúlveda diventò, infatti, un sostenitore delle adozioni per le coppie LGBT. Lo disse prendendo ad esempio la sua celebre opera intitolata Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Fu intervistato nel novembre 2013 dalla giornalista di Repubblica, Leonetta Bentivoglio, che gli pose questa domanda: «Visto che La gabbianella e il gatto è la metafora di una famiglia “anomala”, Lei è favorevole all’adozione di bambini da parte di famiglie gay?» La sua risposta fu: «Sicuramente si. Se due persone sono capaci di amore e di responsabilità, non vedo perché negargli questa possibilità». Non è un caso che il sito omosessualista “Gay.it” abbia omaggiato proprio con questo ricordo della sua intervista a “Repubblica” la scomparsa di Sepúlveda, elogiando il suo dichiarato appoggio al mondo gay.

Dopo la fase gay-friendly, arrivò per il nostro scrittore cileno la fase ecologista. Nel 1982 venne in contatto con la nota organizzazione Greenpeace e lavorò fino al 1987 come membro di equipaggio su una delle loro navi. Nel 1982 partecipò anche al blocco del porto di Yokohama,per impedire l’uscita della flotta baleniera giapponese. Successivamente lavorò come coordinatore nei vari settori di Greenpeace.

Luis Sepúlveda è morto rivendicando ancora con orgoglio di essere stato concepito «rojo profundamente rojo» (rosso, profondamente rosso) e proclamandosi ostinatamente «marxista». In un’intervista rilasciata nel febbraio 2012, riflettendo sul senso della vita, aveva definito la morte come «la chiusura biologica e necessaria di un ciclo», ritenendo l’idea dell’immortalità come «insopportabile». Per lui, infatti, il senso della vita era semplicemente «vivere e lasciar vivere». Ossia non c’è nessun senso. Sempre in quell’intervista Sepúlveda rivendicava «la fortuna di essere marxista e quindi non avere bisogno né di inganni religiosi, né di ricerche della luce per sapere dove sta il cammino che si vuole percorrere». Dio, la fede, la religione? Per Sepúlveda erano, quindi, solo una «superchería», che in spagnolo significa imbroglio, truffa, impostura, inganno fraudolento e doloso.

Ora, è vero che dei morti bisogna solo parlar bene, ma è altrettanto vero che non è possibile ignorare che cosa abbia rappresentato e in quali principi, valori e ideali abbia creduto il morto. Ancora una volta assistiamo, in una parte del cosiddetto mondo cattolico, al triste spettacolo di quanto accaduto alla morte di Marco Pannella, il più devastante distruttore dei principi cristiani nel nostro Paese. Ed è triste quando anche una parte della gerarchia ecclesiastica gioca a compiacere il mondo, passando disinvoltamente dal “parce sepulto” (perdona chi è sepolto) al “lauda sepultum”. Anche quando il sepolto ha condotto un’esistenza tutt’altro che lodabile dal punto di vista cristiano.

Gianfranco Amato

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Chissà perché i cattolici esaltano Sepúlveda

Come smascherare i falsi mistici, apparizioni e prodigi indotti da Satana

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Il miracolo è sempre segno della presenza di Dio, il prodigio può venire da Dio ma anche dal mondo angelico, e quindi dagli angeli cattivi essendo, quelli buoni, completamente vincolati alla volontà di Dio stesso.

Spesso si crede che quando avvengono fenomeni straordinari l’unico problema da parte della Chiesa sia quello d’indagare se c’è l’imbroglio umano. In realtà questa indagine è relativamente semplice. Il difficile viene proprio quando si capisce che l’imbroglio umano non c’è. È allora che si deve stabilire se ciò che si è verificato è venuto dal “piano di sopra” o dal “piano di sotto”, da Dio o dal diavolo.
Qualcuno potrebbe obiettare: ma quando ci sono visioni buone che interesse può avere il diavolo a procurarle? La risposta non è difficile. Al demonio non interessa il mezzo ma il fine. A lui interessa solo allontanare da Gesù e dalla sua Chiesa, il resto è relativo. Se qualcuno ha tendenza all’ateismo e al materialismo, è evidente che il diavolo cercherà in tutti i modi di radicarlo in questa tendenza; ma se altri hanno la tendenza al relativismo religioso (tutte le religioni sono buone), a vedere Dio in ogni spiritualità, il diavolo alimenterà ugualmente queste tendenze, l’importante, per lui, è solo che ci si allontani dalla Verità.
Oggi – diciamolo francamente – è difficile trovare qualcuno (sarebbe stato molto diverso negli anni ’70) che si professa ateo, è piuttosto molto più facile trovare persone che dicano: sì, io credo in Dio, ma credo che ogni religione sia vera… o sia falsa, il che è lo stesso!
Ebbene, a dimostrazione di quello che sto dicendo, ricordo che sono accaduti (e possono accadere ancora adesso) fatti emblematici che insegnano come il demonio possa agire nei modi più ambigui e imprevedibili. Per motivi di spazio ne citerò solo due: il caso di Nicole Tavernier e quello di suor Maddalena della Croce.

1) NICOLE TAVERNIER

Partiamo da Nicole Tavernier. Tutta Parigi (siamo nel XVI secolo) si entusiasmò ad una domestica, per l’appunto Nicole Tavernier, che faceva “miracoli” (attenzione alle virgolette!). Riusciva a spostarsi quasi istantaneamente da un posto all’altro della Francia: da Parigi a Tours e poi nuovamente a Parigi. Annunciava avvenimenti che accadevano molto lontano. Divenne tanto famosa ed importante che riuscì a convincere finanche l’Arcivescovo ad organizzare una processione pubblica, a cui partecipò finanche il Parlamento francese. Ma proprio in quegli anni, una vera santa, madame Accarie (che diventerà la beata Maria dell’Incarnazione, carmelitana) andava dicendo: “Attenzione! Dio non c’entra in queste cose…”. E infatti c’indovinò, e sapete come? Perché aveva colto la Tavernier in palese menzogna e in comportamento di autocompiacimento. E questo poteva bastare. La Tavernier finì con lasciare la Chiesa cattolica e divenne calvinista.

2) SUOR MADDALENA DELLA CROCE

Il secondo caso è molto più clamoroso. Accadde qualche anno prima (gli inizi del XVI secolo), in Spagna. Una suora, Maddalena della Croce, riuscì ad ingannare tutta la Spagna. Faceva cose portentose: si alzava da terra, l’ostia partiva dalle mani del sacerdote per posarsi sulle sue labbra, in alcuni giorni dell’anno le comparivano le stimmate… fece poi una cosa che la resa famosissima: annunciò che il re di Francia, Francesco I, era stato sconfitto a Pavia ed era stato fatto prigioniero dall’esercito spagnolo. Verissimo. D’altronde se il demonio non può conoscere il futuro, può certamente spostarsi con molta rapidità da un posto all’altro, potendo così dire cosa è accaduto molto lontano.
Dopo di questo fu un continuo trionfo per suor Maddalena: popolo, sacerdoti, vescovi, imperatore e imperatrice, tutti la veneravano e la consultavano. Ma (ecco la svolta!) un giorno arrivò da Roma un visitatore apostolico. Entrò nella clausura del convento dove dimorava suor Maddalena e fu colpito da molte ambiguità. Interrogò tutte le suore e anche la Madre badessa. Poi interrogò la stessa suor Maddalena che finì col cedere e confessare che da piccolina, nella sua ingenuità (faceva la pastorella), aveva dato la sua anima al demonio in cambio di poter compiere prodigi. Oggi le bambine chiederebbero di diventare veline o miss Italia, allora la santità costituiva un modello importante (anche questo è segno dei tempi!). La cosa durò per ben trent’anni.
Ma attenzione! Suor Maddalena non “compiva” miracoli ma solo prodigi.

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Come smascherare i falsi mistici, apparizioni e prodigi indotti da Satana

Un 25 aprile mai così retorico e ipocrita

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Il 25 aprile celebra un’idea grottesca, la lotta contro il nemico morto e sepolto da quasi cent’anni, l’Ur-fascismo opportunistico di Umberto Eco, ma quest’anno è più grottesca, affonda nel ridicolo. A celebrarla sono i gendarmi, gli irregimentati, i censori. Gli uomini d’ordine come il professor Marco Revelli, figlio di comandante partigiano, che ad un giornale dichiara senza imbarazzo: oggi Liberazione è obbedire. Siamo al comico, ma Revelli e quelli come lui non fanno che rinverdire la professione di comunismo: piegarsi, obbedire volentieri a un regime sentito come organico. Mai tanta voglia di bavaglio, di censura come oggi. Se il circolo dei virologi fa scattare la gogna per un dissidente, Giulio Tarro, non ascrivibile al partito unico degli scienziati in cerca di partito, ecco che il Fogliomette alla gogna quello che già è alla gogna, Tarro, intervistato da Giletti.

Se Feltri se ne esce con una battuta eccessiva, l’Ordine vorrebbe colpire anche chi ha osato ospitarlo e magari i parenti stretti, gli amici, i vicini di casa. Libertà kafkiana, di obbedire, di essere conformisti. Il giornale unico del Coronavirus si censura da solo, recepisce veline e mascherine dalla Cina e sulla pandemia omette, occulta quello che gli pare conveniente. Opinioni diverse sono non più sgradite ma maledette senza se e senza ma. Non è la ricorrenza a infastidire, ma come nel tempo è stata piegata, stravolta; è la retorica, soffocante, insopportabile, bolsa. E stupida. E terribilmente ipocrita.

Libertà di che? Di restare confinati in casa, senza futuro, senza speranza? “Credere obbedire combattere” non era uno slogan fascista? Sì, ma alla bisogna viene utile anche in altera pars, è lo slogan di tutti i regimi e di tutti i conformismi. I libertari, gli allergici alla sbirraglia, le sentinelle della libertà, tutte strette nel loro canto di obbedienza! Unica eccezione, i reduci dell’Anpi, associazione combattentista di stato, con prebende di stato. Quelli che decidono a insindacabile giudizio chi può celebrare e chi no, chi può parlare e chi no, perfino chi può pregare e come e quale Dio: i loro scherani legnano la brigata ebraica se si presenta, intimidiscono con metodi camorristici chi deflette dal pensiero unico, dalla vulgata unica della Resistenza.

Che bella libertà. Sui balconi, tutti tranne chi ha l’autocertificazione Anpi, sui balconi a cantare Bella Ciao senza potere uscire, volonterosi carnefici di loro stessi, drogati di frasi fatte, di slogan da ginnasiali rincitrulliti: “Ah, io se partigiano significa stare da una parte, io sto dalla parte della libertà non da quella dell’oppressione”, ma tu senti che coglionate tocca leggere, sentire anche oggi. Come se ci fosse chi ammette di stare serenamente dalla parte dell’oppressione, della dittatura.

E invece non lo ammettono ma le sentinelle e le Sardine proprio da quella parte stanno. “Ah, oggi c’è il sole e il corteo verrà una meraviglia”. Contenti voi, che ve lo guardate dalla vostra cella di clausura… Hanno anche studiato, questi naif sociali, sono stati liceali brillanti, alcuni sono diventati artisti, ballerini, come Valpreda, altri docenti: ma invecchiano male, come inebetiti. Bella Ciao contro che? Liberazione da che? Da un governo inetto che da due mesi ci tiene ammanettati per le palle semplicemente perché non sa che pesci pigliare? Da una burocrazia di potere che complica l’impossibile ma non rinuncia a farci pagare le tasse, le bollette, quanto a dire il costo di una pandemia di cui siamo incolpevoli? Dalla dittatura dei virologiinfluencer che ci vogliono reclusi senza limite? Dalla libertà obbligatoria di ringraziare la Cina che ci ha trasmesso un contagio misterioso, sul quale poi ha mentito senza ritegno? Dalle 15 task force con 500 esperti nullologi?

Dagli anatemi di Bergoglio che vede nella strage globale la vendetta d’Iddio contro il capitalismo? Dalla scemenza dei capetti Sardina che cascano nelle provocazioni del finto Papa al telefono, finto fino a un certo punto visto che le Sardine sono il trait d’union tra il Vaticano guevarista e la onnipotente comunità di Sant’Egidio? Dal Parlamento esautorato, dalle contorsioni di Conte e dei grillini, no al Mes, forse il Mes, viva il Mes? Dalla spoliazione metodica, programmata di un paese che, dopo essersi infilato nella trappola unionista non ha nessuna forza né speranza di uscirne? Dalle terribili conseguenze economiche e sociali del Coronavirus da qui ai prossimi mesi, anni? No: da Mussolini.

L’Ur-fascismo di Eco era una scemenza pseudocolta ed è tutto ciò che resta, ancora oggi, alle sentinelle del conformismo, alla psicopolizia della Liberazione. Libertà non più partecipazione come voleva Gaber ma obbedienza come predica Revelli. Il sogno di tutti i regimi e di tutti i popoli pecoroni. Che felicità, oggi, inscatolati sui balconi, a guardare in televisione il “magnifico corteo nella giornata di sole” dei soliti noti, Anpi, Cgil, Pd, la solita schiuma alla bocca contro i fascisti di ieri e quelli di oggi, che non mancano mai. “Ora e sempre antifà!”. Aspettando l’altra liturgia ipocrita del Primo Maggio. Che bella libertà.

 

DA

https://www.nicolaporro.it/un-25-aprile-mai-cosi-retorico-e-ipocrita/

Libertà di stampa, l’Italia crolla: ora è addirittura al 77° posto

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Nella classifica stilata da Reporter senza frontiere perdiamo 4 posizioni. Fra le cause i giornalisti intimiditi o minacciati di morte. Meglio di noi anche Burkina Faso e Botswana

Brutte notizie per l’Italia sul fronte della libertà di stampa. Nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres il nostro Paeseperde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016. L’Italia è il fanalino di coda dell’Ue (che è comunque l’area in cui c’è maggiore tutela dei giornalisti), seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria.

GIORNALISTI NEL MIRINO

Fra i motivi che – secondo l’organizzazione con base in Francia – pesano sul peggioramento, il fatto che «fra i 30 e i 50 giornalisti» sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Nel rapporto vengono citati anche «procedimenti giudiziari» per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato

DIETRO BENIN E BURKINA FASO

Per farsi un’idea dell’allarmante situazione italiana basta dare un’occhiata alla classifica: ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana.

L’AFRICA SORPASSA L’AMERICA

La libertà di stampa è peggiorata quasi ovunque nel 2015. Ma per la prima volta, da quando Rsf ha cominciato nel 2002 a elaborare la sua classifica, l’Africa mostra una situazione migliore che l’America, piagata dalla «violenza crescente contro i giornalisti in Latinoamerica», mentre l’Asia continua a essere il continente peggio valutato. L’Europa rimane l’area in cui i media sono più liberi, anche se Rsf nota un indebolimento del suo modello.

FINLANDIA IN TESTA

Dei 180 Paesi valutati, la Finlandia continua ad essere quello in cui le condizioni di lavoro per i giornalisti sono migliori (è in cima alla classifica accade dal 2010; seguita da l’Olanda, che guadagna due posti, e la Norvegia, che ha perso la seconda posizione. Russia, Turchia ed Egitto sono rispettivamente al 148°, 151° e al 159° posto. Fanalini di coda Turkmenistan (178°), la Corea del Nord (179°) e l’Eritrea (180°). I balzi più grandi in classifica sono stati quelli di Tunisia (dal 126° al 96°) e Ucraina (dal 129° al 107°).

 

DA

https://www.lastampa.it/esteri/2016/04/20/news/liberta-di-stampa-l-italia-crolla-ora-e-al-77-posto-1.35015159

“Conte, con te faremo i conti!”

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La farina del diavolo finalmente si è trasformata in crusca! Più di tre decenni di politica fondata sulla menzogna, sul politicamente corretto, sulla fuffa sono venuti giù come un castello di carta.

Per uscire dalle difficoltà buona parte degli italiani, avveduti e meno avveduti, hanno compreso una cosa: che devono fare da soli.

Infatti, il motto che percorre l’Europa è questo: ognuno per sé e virus per tutti.

Anche la NATO, la potente organizzazione militare, che dovrebbe difenderci dal perfido Putin e dall’espansionismo cinese si è dileguata, ma non prima di avvertirci, come farebbe un buon padre di famiglia, di non accettare le caramelle dagli sconosciuti. Siamo stati messi in guardia dagli aiuti umanitari che ci sono arrivati da Cuba, dal Vietnam, dalla Cina e dalla Federazione Russa ( sic!), perché ci potrebbero essere, sotto sotto, interessi geopolitici . Incredibile, soprattutto se detto dalla NATO!

Ma anche la Chiesa Cattolica da questa emergenza non esce tanto bene. Molto “responsabilmente” ha chiuso tutti i luoghi di culto. Ma quello che ha turbato molti credenti è stata l’assenza del Vicario di Cristo in Terra. Papa Francesco, il papa star, il globalista dell’accoglienza, non va più in giro a fare abluzioni di sorta ai mendici, non si vede più ma, soprattutto, non si sente più. Ha speso poche parole di conforto per il popolo italiano. Tuttavia, quando ha parlato urbi et orbi, in primis ci ha raccomandato di essere accoglienti nei confronti dei migranti. Così, mentre noi siamo confinati in casa, i migranti scorrazzano liberamente per il nostro paese e continuano ad arrivare sulle nostre coste.

Acclarato che dobbiamo fare da soli, a questo punto l’U.E. non è la soluzione, bensì la genesi di tutti i nostri problemi.

Gli italiani lo hanno compreso, la difficoltà è che non ancora lo vogliono capire i nostri governanti. I poveretti si trovano di fronte ad un bivio: liberare l’Italia da vincoli, pastoie e catene che ci siamo auto imposti negli ultimi trenta anni oppure continuare con la solfa del magnifico progetto europeo, che ormai risiede solo nella mente del Presidente della Repubblica, del PD e del M5S?
La prima strada, difficile, pericolosa ed erta, è una scelta di libertà, la seconda strada, certamente più comoda, ci conduce a morte sicura.

Se i nostri governanti avessero le coscienze libere e non soffrissero di dipendenza cognitiva, sceglierebbero la prima opzione, che poi è quella che ci ha dato quarant’ anni di crescita impetuosa e di prosperità.

In ogni caso, qualsiasi scelta dovrebbe essere operata da un Governo uscito dalle urne, che gode del pieno appoggio popolare e non da un governicchio che è minoranza nel paese e che annovera tra le sue file il PD, partito uscito sconfitto dall’ultima consultazione elettorale politica.

Il Capo del Governo Conte è l’ultimo di una serie interminabile di mancati servitori della patria .

Vorrebbe accreditarsi come uomo forte ma, come direbbero gli orientali, è una tigre di carta e della cosa egli è assolutamente consapevole. Emulo di Quinto Fabio Massimo Verrucoso, detto il Cunctator, con tutta la sua corte di cerretani, ciurmatori e saltimbanchi, si è avviato in una defatigante trattativa con l’U.E. che non condurrà a nulla, anzi forse no, condurrà all’inevitabile ennesima presa per il c**o degli italiani.

I nostri governanti, nessuno escluso, hanno molto in comune con i generali felloni che tradirono Francesco II di Borbone ed il popolo meridionale, con le conseguenze che ancora oggi ci affannano.

E’ opportuno rammentare al capo del Governo Conte che questa situazione di commissariamento della Costituzione, prima o poi, finirà ed allora si faranno i conti!

Raffaele SALOMONE-MEGNA

DA

https://scenarieconomici.it/conte-con-te-faremo-i-conti-di-r-salomone-megna/

Olanda sempre più il Paese della morte di Stato

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di Matteo Orlando
La Corte Suprema olandese ha stabilito che i medici possono eseguire legalmente l’eutanasia su persone con demenza avanzata che avevano precedentemente espresso l’approvazione scritta anche se non possono più confermare e persino opporsi al loro desiderio a causa della loro malattia.
Il caso trattato dal tribunale olandese riguarda una donna che, dopo aver chiesto al suo medico di darle un’iniezione letale perché aveva l’Alzheimer, poi ha cambiato idea è si è opposta fisicamente a tale iniezione mentre il medico chiedeva ai suoi parenti di trattenerla in modo da potere somministrare i farmaci che l’avrebbero uccisa.
Pertanto, secondo la Corte Suprema olandese, se qualcuno richiede l’eutanasia per iscritto e si oppone apertamente nel momento in cui deve essere applicata, il medico incaricato di porre fine alla vita può decidere al posto del paziente che è considerato non più in condizioni mentali sufficienti.  prevalere la sua volontà di non morire a favore della precedente.
Come era facilmente prevedibile, il passaggio successivo alla adozione di una iniziale legge eutanasica è quello di lasciare carta bianca ai medici, a quella dittatura tecnocratico-sanitaria che, specialmente negli ultimi tempi, abbiamo spesso sotto gli occhi!

Matteo Orlando

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