In Germania i musulmani dovranno rispettare la legge e cultura tedesche

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Continuiamo con la speciale zuppa di Porro straniera. Grazie ad un nostro amico analista che vuole mantenere l’anonimato, il commento degli articoli tratti dai giornali stranieri.

È istruttivo leggersi l’articolo di Tobias Buck sul Financial Times del 24 marzo che descrive come è interpretata la questione musulmana in Germania da uno dei principali dirigenti del Ministero degli Interni tedesco Markus Kerber. Riflettere, in questo senso, su come si lavora per costruire “un Islam per i musulmani tedeschi che appartengano alla Germania” con l’obiettivo di ridurre le influenze straniere, sia personali sia economiche, su questa comunità, perché sia meglio integrata, per assicurare che gli imam che operano al suo interno siano tedeschi e predichino in tedesco, per rimediare agli effetti prodotti dalla massiccia immigrazione dalla Siria accettata negli scorsi anni. Per rimediare a una situazione nella quale la Ditib (l’unione per gli affari…

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FONTE https://www.nicolaporro.it/islam-in-germania-i-musulmani-dovranno-rispettare-la-legge-tedesca

Sul delitto rituale, storia e critica (di Mons. Umberto Benigni)

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Dalla conclusione della ricerca: «Ecco (qui esposte) le ragioni che ci vietano di credere assolutamente esaurita in senso negativo la questione angosciosa del delitto propriamente rituale». Mons. Umberto Benigni (Sodalitium Pianum), copia anastatica di «Storia Sociale della Chiesa» 5/7, ed. C.L.S., Verrua Savoia, 2018, volume IV, tomo 1, dalla pagina 369 alla pagina 387.

Dura da secoli la polemica intorno all’esistenza ed alla natura del cosiddetto «delitto rituale» ebraico per versare il sangue di cristiani specialmente fanciulli: ai nostri giorni [l’Autore scrive negli anni ‘20] il processo Beylis ha dato occasione ad un rinnovamento delle polemiche da una parte e dall’altra. Siccome il «delitto rituale» si afferma nel medioevo, è qui il caso di parlarne anche per i periodi susseguenti.

[Per il delitto rituale e per il suo ambiente ispiratore, cfr. Paepstliche (Die).,. Blutbesch.; M. Stern, Urk. Beitr.; H. L. Strace:, Das. Blut.; D. Chwolson, Die Blutank.; citati da P. Vernet, Ce que les papes, ecc. Cfr. anche Roccadadria, Nella tribù, ecc.; E. Picard, La synthèse, ecc.: Il processo Beylis (fine del 1913) produsse una grande fioritura di articoli prò e contro l’accusa generale, nei quali può trovarsi qualche nota storica e documentale da apprezzarsi. Notevole a favore dell’accusa, quello dei «Cahiers Romains» riprodotto da vari giornali (v. la «Croix» di Parigi 14 novembre 1913, e del «Diario de Barcellona» 7 novembre); contro l’accusa quello della «Neue Eresie Presse» di Vienna (4 novembre). Di valore storico è il sovraccennato di Vernet].

Avanti tutto bisogna fissare la natura e le caratteristiche del delitto in questione. Perchè un delitto sia «rituale», deve essere non solo prodotto da una determinante d’indole religiosa, – dall’odio contro fedeli di altra credenza —, ma deve rivestire le forme o le mentalità di un rito. E tale è precisamente il discusso «delitto rituale» cui si attribuisce di essere determinato dall’inveterato odio israelitico contro i cristiani, ed estrinsecato con certe circostanze che rilegano il crimine ad una forma od almeno ad una mentalità rituale. Continua a leggere

Copyright, approvata la nuova direttiva

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Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla nuova e molto discussa direttiva sul diritto d’autore. A favore della riforma hanno votato 348 europarlamentari, 274 hanno votato contro mentre 36 si sono astenuti.

La riforma prevede che tutti i diritti e obblighi del diritto d’autore si applichino anche online. Uno dei principali obiettivi della riforma è che i giganti del web condividano i loro introiti con artisti e giornalisti.

Nel testo dell’articolo è specificato che l’uso dei contenuti nelle enciclopedie libere, come Wikipedia, o su piattaforme software open source, e anche in modo non commerciale, verrà automaticamente escluso dal campo dell’applicazione della direttiva.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201903267459389-Copyright-approvata-la-nuova-direttiva/

Zona grigia, professionisti al servizio dei clan?

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Zona grigia, professionisti al servizio dei clan. Ma la realtà è più complessaScritto e segnalato da Antonio Amorosi

Nella realtà è la criminalità organizzata a creare contesti ambientali con cui è facile collaborare, “sbagliare” o commettere leggerezze o ingenuità che risulteranno importanti per i clan.

Non esiste quasi mai un “terzo livello”, riferendosi a quel grumo di professionisti che lavora nelle istituzioni, tra le maglie della giustizia e dello Stato determinando le scelte dei clan stessi. E’ una pura mistificazione e una manipolazione, frutto della cultura del tempo passato, dell’onnipresente partito comunista che dettava le linee culturali di un’epoca cimentandosi in paradigmi in grado di rappresentare la realtà con sigle buone per fare i titoli dei giornali e in molti casi frutto della pura ignoranza (qualcuno ricorderà i fantomatici “servizi segreti deviati” o la “massoneria deviata”).

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FONTE – http://www.affaritaliani.it/cronache/zona-grigia-professionisti-al-servizio-dei-clan-ma-la-realta-piu-complessa-595628.html

Fare i buoni coi soldi degli altri…

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FARE I BUONI CON I SOLDI DEGLI ALTRI – BANCA ETICA HA DATO 460MILA EURO DI FINANZIAMENTO ALLA ONG “MEDITERRANEA” PER COMPRARE LA “MARE JONIO”, MA NON CONCEDEVA PRESTITI AI CORRENTISTI – A FARE DA GARANTI C’ERANO NICHI VENDOLA E NICOLA FRATOIANNI, ALL’INSAPUTA DEI CLIENTI, CHE ORA SI INCAZZANO. A PAGARE IL CONTO C’ERA BANCA ETICA Carlo Tarallo per “la …

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FONTE – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2673&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2ZhcmUtaS1idW9uaS1jb24taS1zb2xkaS1kZWdsaS1hbHRyaS1iYW5jYS1ldGljYS1oYS1kYXRvLTQ2MG1pbGEtZXVyby1kaS1maW5hbnppYW1lbnRvLWFsbGEtb25nLw&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

Oseghale ha smembrato altre Pamele. Quante e dove, nessuno domanda

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OSEGHALE HA SMEMBRATO ALTRE PAMELE. QUANTE E DOVE, NESSUNO DOMANDANell’udienza a porte chiuse per il ritualist  nigeriano Innocent Oseghale,  assassino di Pamela e abile smembratore-macellatore  del suo corpo,  i giornalisti  hanno avuto il permesso di restare in aula. Hanno visto   quelle che – con l’immaginifico linguaggio dei cronisti da quattro soldi-   ha definito “foto choc”.  Punto e basta. Gli articoli  di quel  che han visto e sentito dai tre …

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FONTE – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2674&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L29zZWdoYWxlLWhhLXNtZW1icmF0by1hbHRyZS1wYW1lbGUtcXVhbnRlLWUtZG92ZS1uZXNzdW5vLWRvbWFuZGEv&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

Russia, da ex atea di Stato a paladina della cristianità

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Tra le storie più bel­le narrate dalla cine­matografia italiana del dopoguerra c’è senza ombra di du­bbio quella che vede ­come protagonisti un ­pope russo e Don Cami­llo, nel film di Come­ncini “Il Compagno Do­n Camillo” tratto dai­ libri di Guareschi. ­

Nel film, il prete ro­magnolo convince infa­tti il timoroso pope ­a confessare la­ malata ed anziana ma­dre del sindaco comun­ista del paese soviet­ico, insegnandogli po­i a fare a pugni con lo stesso come­ nella tradizione di ­Brescello. A questa p­er certi versi comica­ parte di film, si de­ve pensare collegando­la alle famose parole­ dell’onorevole della­ DC La Pira, il quale,­ dopo un invito a par­lare di fronte al sov­iet supremo russo, eb­be l’occasione, cosa ­rara per l’epoca, di ­osservare la società ­russa.

Il suo portavo­ce, e giornalista, Vi­ttorio Citterich, fec­e notare come all’int­erno delle residue, e­ spesso clandestine, ­chiese russe, vi foss­ero solo vecchiette c­on la candela in mano­, e La Pira, rispose af­fermando “Se queste c­he ti sembrano solo v­ecchine con la candel­a in mano, in un cont­esto storico difficil­e e ostile come quest­o, non tenessero acce­sa la fiammella della­ fede in Cristo, dove­ credi che le future ­generazioni russe tro­verebbero il fuoco de­ll’incendio cristiano­ che inevitabilmente ­verrà?”. Continua a leggere

Perché è scomparsa la storia?

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Tutti a lamentarsi che la storia è sparita nei programmi scolastici e negli esami di maturità. E tutti pronti a dire che siamo “prigionieri del presente” e del web, come dicono in tanti, da Liliana Segre a Giuseppe De Rita fino a Sergio Mattarella. Ma perché la storia è sparita dalle scuole, è colpa del governo in carica e della sua riforma?

L’Italia viaggia ormai da anni tra l’amnesia, la nausea e la sazietà di storia. Eppure noi italiani avevamo tanti difetti, non siamo mai stati gran lettori, ma la passione storica ci coinvolgeva, eccitava perfino le tifoserie retrospettive. La storia era sangue e vita. C’erano riviste storiche assai diffuse, da Historia a Storia Illustrata, i settimanali d’opinione vendevano di più quando avevano in copertina personaggi e inchieste storiche (in particolare col duce). Continua a leggere

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