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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzaBufera sul presidente Istat, voleva andare al Congresso delle famiglie
L’annuncio della partecipazione e poi il passo indietro. Alla fine, Giancarlo Blangiardo non ci sarà, vittima della censura femminista
Libertà di espressione? Assolutamente no. E’ una vicenda davvero triste quella che ha colpito il presidente dell’Istat nelle scorse ore. Giancarlo Blangiardo, infatti, era stato annunciato come uno dei relatori illustri al Congresso mondiale delle Famiglie, che inizierà domani a Verona. La notizia della partecipazione era trapelata ieri mattina, da alcuni ambienti del famoso istituto di statistica.
Poco è bastato per far scoppiare un vero e proprio caso. Sono insorte le lavoratrici di “Femministat”. “Un’assemblea spontanea di lavoratrici e lavoratori dell’Istat ha ritenuto opportuno chiedere direttamente al Presidente di smentire la sua partecipazione ritenendola incompatibile con il ruolo istituzionale da lui rivestito e fortemente lesiva dell’indipendenza e dell’immagine dell’Istituto. Il presidente Blangiardo ha invece confermato e rivendicato la sua presenza a Verona ‘come un qualsiasi privato cittadino che sceglie di andare al cinema o allo stadio”. Le dimostranti hanno organizzato addirittura un presidio per protestare contro la scelta libera del presidente.
A stretto giro, è arrivata anche la dichiarazione della Cgil :”I lavoratori e le lavoratrici dell’Istat non possono e non devono essere rappresentati dal loro presidente in un Convegno che si propone di discutere la soppressione di diritti fondamentali”.
Insomma, un polverone mediatico di censura, che ha spinto alla fine il presidente dell’Istat ad arrendersi e rinunciare alla sua partecipazione al Congresso: “A fronte del clamore che sta suscitando una sua eventuale presenza – peraltro come studioso – al congresso di Verona, ha rinunciato a prenderne parte. Non voglio che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente dell’Istat”.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/presidente-istat-obbligato-a-rinunciare-al-congresso-delle-famiglie/
Casarini è indagato, ma la sinistra lo invita a Montecitorio e gli offre il caffè
Roma, 27 mar – “Sono venuto a prendere un caffè con un po’ di amici”. Così ha spiegato l’ex-esponente del movimento no-global al G8 di Genova del 2001 e ora pasionario dei migranti Luca Casarini, quando ieri è stato “scoperto” alla buvette di Montecitorio mentre conversava allegramente con l’ex presidente del Pd Matteo Orfini e il deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni. Ricordiamo che l’ex-leader degli antagonisti verrà interrogato martedì prossimo in Procura ad Agrigento per i fatti della Mare Jonioche lo vedono indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Continua a leggere
Preghiera di san Pio X a san Giuseppe patrono dei lavoratori (prima del lavoro)
Glorioso san Giuseppe, modello di tutti i lavoratori, ottenetemi la grazia di lavorare con spirito di penitenza per l’espiazione dei miei numerosi peccati: di lavorare con coscienza, mettendo il culto del dovere al di sopra delle mie inclinazioni, di lavorare con riconoscenza e gioia, considerando come un onore di impiegare e far fruttare, mediante il lavoro, i doni ricevuti da Dio: di lavorare con ordine, pace, moderazione e pazienza, senza mai retrocedere davanti alla stanchezza e alle difficoltà: di lavorare specialmente con purezza di intenzione e distacco da me stesso, avendo sempre davanti agli occhi la morte e il conto che dovrò rendere del tempo perso, dei talenti inutilizzati, del bene omesso, del vano compiacimento nel successo, così funesto all’opera di Dio. Tutto per Gesù, tutto per Maria, tutto a Vostra imitazione, o Patriarca Giuseppe! Questo sarà il mio motto per tutta la vita e al momento della morte. Così sia.
Fonte: https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/41-preghiera-di-san-pio-x-a-san-giuseppe-patrono-dei-lavoratori.html
Si fanno scudo dei bambini
GLOBALISTI ALLA FRUTTA
Ramy e Adam, Greta, Nora, la bambina di dieci anni usata come testimonial contro la legge Pillon, Marius, il bambino protagonista del film C’è tempo di Walter Veltroni (che aveva già realizzato un film infantile intitolato I bambini sanno); e La paranza dei bambini, il film-libro di Roberto Saviano, ma soprattutto i bambini esibiti nei congressi, nelle manifestazioni di piazza del Pd, usati nelle scuole o nei programmi alla Fazio per campagne anti-mafia, cortei anti-razzismo, anti-omofobia, anti-inquinamento, meglio se neri, rom, migranti o disabili. È finita in mano ai ragazzini l’utopia di un mondo migliore.
Se vogliono far sbarcare immigrati o sostenere lo ius soli, mostrano le immagini di un bambino, raccontano una storia straziante, come quella del bambino annegato con la pagella cucita sul petto; cercano di far passare gli sbarchi e i flussi migratori tramite il caso pietoso, la storia struggente, la tenerezza a cui è da bestie dire di no. Si fanno scudo dei bambini, li usano come cavalli di Troia.
La sinistra italiana sarà abortista, poco incline verso la famiglia naturale e la maternità, propenderà per le coppie omosessuali, strizzando l’occhio agli uteri in affitto, ma da qualche tempo si è data alla puericultura e all’uso dei bambini come testimonial delle sue battaglie o di quelle che vuole strumentalizzare. In quel modo vuol confermare la sua superiorità sul piano morale, civile e sentimentale e la sua sensibilità speciale nei confronti del futuro e delle generazioni che verranno. Vogliono ipotecare il futuro, monopolizzando il pensiero “puerilmente corretto” dei bambini, ritenuto naturaliter di sinistra. Una forma politica di pedofilia, in senso etimologico, s’intende.
Certo, l’uso dei bambini fa parte non da oggi del repertorio della politica, per non risalire ai tempi remoti, basti pensare al Novecento: l’uso che ne hanno fatto i presidenti americani, i papi, i sovrani e i regimi totalitari rossi e neri, è stato massiccio e mai casuale. Esibire la carezza di un leader a un bambino, fotografare un quadretto di famiglia, farsi rubare con apparente casualità un’immagine puerile o una scena privata, fa parte da tempo del gergo politico e delle sue strategie di comunicazione. Anche Sandro Pertini, che pure non aveva avuto figli e nipoti, voleva apparire come un nonno che amava i bambini. Pure Sergio Mattarella, appena può, pertineggia. Associare la propria immagine ai bambini rende più affabili e affidabili. Continua a leggere
Centrodestra in rivolta per l’imam che spiega quando pestare le donne
Indignazione per l’ospite dello show islamico. Assessore regionale e deputati incalzano Sala.
Sorpresa, indignazione, ma non solo. Il centrodestra chiama anche in causa il sindaco, per chiedergli conto di quali siano i suoi interlocutori sul tema moschee.
Non è passato inosservato insomma il caso sollevato dal Giornale sulla “Fiera della speranza”, evento organizzato da “Islamic relief” e in programma per il fine settimana di Pasqua in un locale di via Mecenate a Milano. Non è passato inosservato, soprattutto, l’ospite d’onore, l’Imam Jasem Al Mutawa. L’appuntamento è molto ambizioso: previsti spettacoli, concerti, un talent show, ma anche laboratori, conferenze e workshop. E anche il lancio pubblicitario è stato di prim’ordine con tanto di sponsor, concorsi abbinati e pullman per i fan in arrivo da mezza Italia.
Ora sono noti anche gli ospiti dell’«evento più atteso dell’anno» e uno in particolare ha suscitato preoccupata attenzione (ma non a sinistra, a quanto pare). È L’imam Al Mutawa, protagonista di una grottesca performance televisiva: un’intervista in cui discettava di percosse sulle donne. «Si può trovare in rete un video in cui insegna che la moglie non va picchiata con bastoni pesanti, ma con mano leggera, per farle capire chi comanda» ha spiegato interpellato dal Giornale Lorenzo Vidino, fra i massimi esperti di estremismo islamico. Vidino ha spiegato anche che Abdel Mourou – altro ospite – «è il leader spirituale di Al Nahda, sostanzialmente la versione tunisina dei Fratelli Musulmani» e che un terzo, Rajab Zaki è «l’imam della moschea di Finsbury Park, considerato l’epicentro dei Fratelli Musulmani inglesi».
Quegli intellettuali dalla parte dei terroristi
Vediamo i fatti: Battisti, condannato con sentenze passato in giudicato per 4 omicidi (2 commessi materialmente e 2 in concorso), evade nel 1981 e trova rifugio in Francia. Dopo qualche anno di peregrinazioni da latitante torna in Francia. Qui viene arrestato ma riesce a beneficiare della cosiddetta “dottrina Mitterand”: non vengono estradati latitanti se si ritiene che si tratti di ricercati “per atti di natura violenta ma d’ispirazione politica”. Peraltro in questi (quasi) quarant’anni Battisti si è sempre dichiarato innocente, completamente estraneo ai fatti per cui è stato condannato, dichiarando di essere perseguitato dallo stato italiano per motivi politici. Fin qui abbiamo un assassino in fuga che si proclama innocente e beneficia (indebitamente) di uno sorta di status di rifugiato politico. Ma la cosa insolita è il fatto che si sia creato, negli anni, un movimento d’opinione, transfrontaliero, che si è “bevuto” la sua versione dei fatti (quindi un intellettuale perseguitato per le sue idee politiche, vittima di processi “farsa” e quindi condannato ingiustamente). E da Fred Vargas a Erri de Luca, da Daniel Pennac a Bernard Henry Levy, tutti quanti a sostenere pubblicamente Battisti denunciando le ingiustizie da lui subite. E la lista è lunga. Nel 2004 è stato pubblicato in Francia il “Manifesto per liberare Battisti”, firmato da decine di intellettuali, nel quale si evocava chiaramente una congiura contro il povero Battisti, ordita da chi aveva l’interesse a tacitarlo per sempre.
fonte – https://www.nicolaporro.it/quegli-intellettuali-dalla-parte-dei-terroristi/
Nella Napoli di De Magistris inaugurata via Ipazia

fonte – http://www.centrostudifederici.org/nella-napoli-de-magistris-inaugurata-via-ipazia/
Papa Pio XII sul culto a Dio e sulla santificazione delle feste

• Il culto da rendersi a Dio. La prima [osservazione necessaria per restaurare la società] concerne il senso stesso del culto da rendersi a Dio, senso che negli ultimi cento anni si è venuto oscurando anche in mezzo ai fedeli. Se infatti in ogni tempo accade che nel santuario della vita religiosa personale gli uomini cerchino e si studino di far avanzare il proprio interesse, questo si vide oltre misura verificato e provato sotto l’influsso della superba e vanitosa cultura materialistica, che signoreggiò le moderne generazioni. Si vollero ridurre i rapporti tra Dio e l’uomo all’aiuto di Dio nelle occorrenze materiali e terrene; per il resto l’uomo volle fare da sé quasi che più non avesse bisogno del sostegno divino. Il culto di Dio divenne un concetto dell’utile; la religione dalla sfera dello spirito cadde in quella della materia. La pratica religiosa non usava che chiedere favori al cielo per i bisogni della terra, facendo quasi i conti con Dio; la fede vacillava, se l’aiuto non rispondeva al desiderio. Che religione e fede avanti ogni altra cosa importino adorazione e servizio di Dio; che vi siano Comandamenti di Dio, i quali obbligano sempre, in ogni luogo e in tutte le circostanze; che per il cristiano la vita futura domini e determini la terrena; questi concetti e queste verità, che reggono e guidano l’intelletto e la volontà del credente, erano divenuti estranei al pensiero e al sentimento dello spirito umano. A tale traviamento qual rimedio conviene opporre? Fa d’uopo che le grandi verità e i grandi concetti della fede ritornino, come vita e realtà, in tutte le classi del popolo, nelle superiori ancor più che in quelle diseredate e provate dall’indigenza e dalla miseria di quaggiù. Bisogno più urgente di questo nell’educazione religiosa non vi è forse al presente, che non solo lo esige, ma facilita anche il provvedervi, perché quanto adesso di mali e di sventure l’umanità sperimenta per la decadenza della morale e della giustizia, viene ad essere una correzione terribilmente aperta e dolorosa della falsa idea di Dio e della religione stravolta nella sua pratica. È stato detto che il prodigio di questi anni sono i milioni di fedeli che onorano Dio e lo servono, sottomessi ai suoi Comandamenti, sebbene siano venuti a trovarsi in condizioni di strettezze indicibili. Certamente così devoti e impavidi cristiani, vanto della Chiesa, vi sono, e voi stessi, diletti figli, ne conoscete non pochi; adoperatevi con zelo, affinché crescano sempre più in numero tra i credenti affidati alle vostre cure. Continua a leggere


Dopo la psicosi di