Zingaretti chiede una legge per l’eutanasia, ma crescono i malumori nel Pd

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La posizione del segretario non piace a tutti

“Penso e spero che si faccia una legge sul fine vita, che preveda anche l’eutanasia“. Nicola Zingaretti prende posizione sui temi etici. Il segretario del Pd, intervistato dal “Corriere Live”, parla a ruota libera su molti temi e arriva a toccare anche quelli relativi al “fine vita”.

Il governatore del Lazio guarda favorevolmente alla proposta di legge, attualmente al vaglio della Camera, presentata mesi fa a Montecitorio dai Radicali di Marco Cappato. Ma il prevalere di posizioni estremamente laiciste, rischia di riportare in superficie storiche spaccature all’interno del Partito Democratico.

Così, a mettere le mani avanti sono i dem più vicini al mondo cristiano: Alfredo Bazoli, Enrico Borghi, Stefano Lepri, Camillo D’Alessandro sono solo alcuni dei deputati Pd, che potrebbero ostacolare la legge in sede parlamentare. Per loro “una legge sul fine vita c’è già, è stata approvata grazie al lavoro del Pd nella scorsa legislatura ed è universalmente considerata un’ottima legge”. “L’eutanasia – sostengono i quattro parlamentari, in replica al segretario – è un tema molto delicato e complesso, su cui anche nel Pd ci sono posizioni differenti, per cui non ci paiono utili forzature”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/zingaretti-chiede-una-legge-per-leutanasia-ma-crescono-i-malumori-nel-pd/

Non è colpa dei nazionalismi

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

C’era una volta il nazionalismo. Poi dopo la Seconda guerra mondiale anche i nazionalisti mutarono. Venne fuori il mito dell’Europa Nazione (lanciato da Filippo Anfuso), che fu la bandiera di noi ragazzi dei primi anni Settanta, Adriano Romualdi scrisse un breve pamphlet sul nazionalismo europeo, Maurice Bardéche fu cofondatore del Movimento Sociale Europeo, la destra nazionale si ispirò all’Europa delle patrie di De Gaulle, la destra rivoluzionaria seguì Jean Thiriart della Nazione europea che fondò la Giovane Europa, come Mazzini.

Insomma, il nazionalismo per la destra era acqua passata, glorioso ricordo per taluni, momento storico per altri. Poi è venuta l’Unione europea che dopo gli iniziali entusiasmi ha creato disagi, mortificazioni e rigetto. E ha alimentato, soprattutto nell’est uscito dal comunismo il desiderio di rinazionalizzare. Identità, sovranità, patria. Ma sarebbe un errore diventare anti-europeisti solo perché detestiamo questa specie di Non-Europa. Prima ancora che la destra europea sulla scia del Front National francese, è stata l’Europa stessa ad agitare il fantasma del ritorno dei nazionalismi. Anzi a sentire il racconto dominante di media, partiti e poteri europei, l’Europa corre solo un pericolo: che si riaffaccino i nazionalismi.

Ora vorrei ripercorrere i problemi che patisce l’Europa di oggi. Per cominciare, che c’entra la crisi economica mondiale e nazionale che viviamo da anni, l’espansione del debito, il buco nero della finanza, la disoccupazione e le nuove povertà, col nazionalismo tramontato da tanti decenni o che si affaccia oggi all’opposizione? Non sono piuttosto il frutto di governi, politiche, scelte economiche globali e mercati transnazionali? E poi, la corruzione delle classi dirigenti, la loro diffusa inadeguatezza, la loro cecità e incapacità di guidare e rappresentare gli interessi reali dei popoli, l’abisso tra governati e governanti, tra le istituzioni e i cittadini, sono causati dal nazionalismo o piuttosto nascono dai partiti, regimi, poteri, establishment, modelli politici opposti imperanti in Italia, in Europa e nella globalizzazione? E il presente degrado della vita pubblica, dei nostri centri storici, della cultura e dell’educazione dei popoli, le emergenze ambientali, strutturali, la crisi delle famiglie, del lavoro e del sud, le violenze sessuali, le ingiustizie sociali sono frutti del nazionalismo o piuttosto di processi, mentalità, governi, ideologie, modelli permissivi che sono ai suoi antipodi? Continua a leggere

Mahmood stupisce tutti: ‘Quale Ramadan, io sono cristiano’

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Il cantante rappresenta l’Italia all’Eurovision song contest di Tel Aviv.

Che Alessandro Mahmood non fosse una persona facilmente inquadrabile lo si era capito, ma ieri è arrivata l’ennesima conferma. Già in passato avevano fatto discutere le sue affermazioni sulla presenza di razzismo nel nostro paese (“Ma quale razzismo, c’è rispetto in Italia”). Ma in questi giorni, il giovane vincitore dell’ultima edizione del “Festival di Sanremo” ha preso posizioni destinate sicuramente a far discutere.

Impegnato a Tel Aviv, in Israele, dove sabato rappresenterà l’Italia nella finale dell’Eurovision song contest (con buone probabilità di vittoria), Mahmood ha risposto alle domande dei giornalisti stranieri, che gli chiedevano lumi sulla sua identità e sulla sua vita religiosa.

Abbozzando un simpatico “inglese maccheronico”, Alessandro (nato e cresciuto tra Milano e la Sardegna, da madre italiana e padre egiziano, con il quale non ha più rapporti da anni) ha affermato di essere “italiano al 100%”. Ma la risposta più esaustiva è stata data alla domanda “Adesso c’è il Ramadan. Mi domando se anche tu partecipi al Ramadan e come fai?“. Secca la replica di Mahmood che ha affermato con convinzione: “No, non partecipo. Sono cristiano”.

In un mondo in cui la parola “cristiano” è diventata impronunciabile per molti, c’è ancora chi, nonostante la giovane età, ha ancora voglia di definirsi tale davanti agli occhi del mondo

fonte – https://vocecontrocorrente.it/mahmood-stupisce-tutti-quale-ramadan-io-sono-cristiano/

Cristiani massacrati, dov’è l’indignazione dell’Occidente?

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Gli estremisti islamici hanno visto che l’Occidente non si è mobilitato per impedire loro di reprimere i cristiani, come se inconsciamente ci fosse una strana convergenza tra il nostro silenzio e il progetto di pulizia etnica dello Stato islamico, volto a cancellare i cristiani.“La libertà religiosa, il valore centrale della civiltà occidentale, viene distrutta in gran parte del mondo. Ma l’Occidente, negando miopicamente questa guerra religiosa, distoglie lo sguardo…”. – Melanie Phillips, giornalista britannica, The Times, 17 novembre 2014.

Il duca di Cambridge, il principe William, ha appena visitato i sopravvissuti musulmani dell’attacco alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Perché la stessa compassione non ha spinto la famiglia reale inglese a fermarsi nello Sri Lanka, la loro ex colonia, per incontrare i sopravvissuti cristiani, prima di tornare in Gran Bretagna?

L’appello lanciato dalle figlie di Asia Bibi per aiutare sua madre ha trovato un Occidente sordo. Il Regno Unito si è rifiutato di offrire asilo a questa famiglia cristiana pakistana perseguitata.

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fonte – https://www.imolaoggi.it/2019/05/13/cristiani-massacrati-dove-lindignazione-delloccidente/

Di Maio prono all’élite: “sforare i parametri UE è da irresponsabili”

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Le parole di Matteo Salvini sullo sforamento dei parametri Ue sui conti
pubblici è “irresponsabile”, secondo il vice-premier M5s Luigi Di Maio: “E’
irresponsabile – dice parlando a Perugia – fare aumentare lo spread come sta accadendo in queste parlando di sforamento rapporto debito-Pil, che è ancor più preoccupante dello sforamento deficit-Pil. Questo è un paese che ha 300 miliardi di euro di evasione fiscale, si possono recuperare un sacco di risorse”.

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/di-maio-prono-allelite-sforare-i-parametri-ue-e-da-irresponsabili/

Breitbart News Roundup: Alabama abortion freakout

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Segnalazione di Breitbart

Late Tuesday, the Alabama State Senate passed what would be the nation’s strictest abortion laws should it be signed by Republican Gov. Kay Ivey.

House Bill 314 passed the Senate by a 25-6 vote, and it does not include exceptions for rape or incest. Earlier in the day, the Senate had rejected an amendment that would have added such exceptions by a 21-11 vote margin.

Earlier this month, HB 314 was passed by the Alabama House of Representatives by a 74-3 margin, and now awaits the governor’s signature.

The bill’s proponents argue its strict nature is intended to establish a baby in the womb as a person.

“We aimed for language that addresses the language of Roe v. Wade,” the bill’s sponsor Rep. Terri Collins (R-Decatur) said at a public event last week. “The decision was based on someone in utero, someone pregnant so we don’t get into conception. We don’t get into birth control. We don’t get into the morning-after pill, but in utero, which is the language they used that when a woman is pregnant. This bill criminalizes abortion through the doctor. And not the woman, but the doctor.

“The reasoning is the same reasoning, Roe v. Wade was decided that the baby in the womb was not a person,” she continued. “So this bill bases its reasoning that the baby in the womb is a person. And we based it on the fact that in Alabama law, we currently consider the baby in the womb a person. If you were a drunk driver and you killed a pregnant woman, you have a double homicide on your hands. We voted as a state to be a pro-life state.”

If such exception were added, it would undermine that argument, Collins explained. Continua a leggere

Il putsch dell’onestà

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di Maurizio Blondet

Fonte: Maurizio Blondet

Perfetta recitazione quella di Di Maio. Splendido tempismo.  “Alle europee la scelta  è fra noi e la Tangentopoli bis che stiamo vedendo nelle inchieste delle ultime tre settimane…..Perché il tema vero è che abbiamo una nuova Tangentopoli  –  che sta colpendo tutte le forze politiche e NOI dobbiamo arginare”.

Così spiega benissimo lo scopo della  mitragliata di inchieste, che i grillini si aspettavano gongolando da settimane, conoscendo date e circostanze in anticipo: “La scelta è fra NOI e la corruzione”.  NOI non abbiamo più bisogno di presentare un programma alla nazione, perché NOI siamo gli onesti. Perché “IL TEMA VERO”  non è  che le nostre  leggi  e programmi di decrescita bloccano l’economia in recessione,  che il reddito di cittadinanza è un fallimento, che non sappiamo cosa fare in nulla; “IL TEMA VERO”  è l’onestà. Non si può scegliere fra due programmi, ma  si deve scegliere fra onestà e corruzione.  Il  TEMA VERO non è  la crescita, non la UE, non l’euro,  non l’oligarchia euro-tedesca che spadroneggia; non se noi stiamo con Draghi e Mattarella o con gli euroscettici. Quelli non sono temi veri. Il tema vero è la  corruzione  e dovete stare con NOI perché “NOI la dobbiamo arginare”.

Chi ha  dato loro il compito di “arginare la corruzione”?  Il Procuratore Totale. Quello per cui non esistono innocenti, ma solo colpevoli che lui, il Procuratore, non ha ancora  indagato. Continua a leggere

“Teoria del mondo multipolare”. Verso un nuovo Nomos della Terra

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di Aleksandr Dugin

Fonte: Ereticamente

Presentiamo, per gentile concessione dell’editore, un ampio estratto del libro del filosofo e politologo russo Aleksandr Dugin “Teoria del Mondo Multipolare”, recentemente pubblicato per i tipi diAGA Editricee ordinabile al seguente indirizzo:http://www.orionlibri.net/negozio/teoria-del-mondo-multpolare/.Traduzione di: Donato Mancuso. Curatore dell’opera: Maurizio Murelli.

Dopo la seconda guerra mondiale e la sconfitta della Germania nazista e delle potenze dell’Asse, si è sviluppato unsistema bipolaredi relazioni internazionali chiamato «sistema di Yalta». Giuridicamente, il diritto internazionale ha continuato a riconoscere la sovranità assoluta di tutti gli Stati nazionali ma nei fatti le decisioni fondamentali sulle questioni centrali relative all’ordine mondiale e alla politica mondiale venivano prese unicamente in due luoghi: a Washington e a Mosca. […]

IL MOMENTO UNIPOLARE

Con il crollo di uno dei due poli (l’Unione Sovietica crollò nel 1991), anche il sistema bipolare è crollato. […] Pur riconoscendode jurela sovranità, il mondo di Yalta erade factocostruito sul principio dell’equilibrio di due egemoni simmetrici e relativamente uguali. Con l’uscita di scena di uno degli egemoni, l’intero sistema ha cessato di esistere. […] Da questo momento, l’intera struttura dell’ordine mondiale è cambiata qualitativamente e in modo irreversibile. Il polo guidato dagli Stati Uniti e basato sull’ideologia liberale, democratica e capitalista, è un fenomeno tuttora in essere che negli anni ha continuato a diffondere, su scala mondiale, il proprio sistema socioeconomico fondato sulla democrazia, sul mercato e sull’ideologia dei diritti umani. Ci troviamo dunque di fronte ad un fenomeno che possiamo identificare precisamente comemondo, e ordine mondiale, unipolare. In seno al mondo unipolare vi è un unico centro decisionale riguardante le grandi questioni globali. L’Occidente e il suo nucleo, la comunità euroatlantica guidata dagli Stati Uniti, assume il ruolo di unica potenza egemonica. […]

Negli anni ’90 il mondo unipolare sembrava essere una realtà definitivamente consolidata, e alcuni analisti statunitensi hanno elaborato, su questa base, la tesi della «fine della storia» (Fukuyama). Questa tesi consisteva nell’idea che il mondo sarebbe diventato completamente omogeneo ideologicamente, politicamente, economicamente e socialmente, e che d’ora innanzi tutti i processi che avrebbero avuto luogo, non sarebbero stati più un dramma storico basato sullo scontro di idee e di interessi, ma piuttosto una competizione economica (e relativamente pacifica) tra attori del mercato, in modo simile a come viene costruita la politica interna dei regimi liberaldemocratici. Così, la democrazia diventa mondiale. Sul pianeta vi è solo l’Occidente e la sua periferia, composta dai paesi che gradualmente si integrano in esso. […] Pertanto, secondo Fukuyama, il tempo degli Stati nazionali è finito e il mondo è prossimo a un’integrazione completa e definitiva. L’umanità si sta trasformando in una società civile globale, la politica lascia il posto all’economia, la guerra lascia il posto al commercio, l’ideologia liberale diviene lo standard indiscusso e universalmente riconosciuto, e tutti i popoli e le culture si mescolano in un unicocrogiolocosmopolita. […]

LA CIVILTÀ COME ATTORE

Huntington obietta a questi punti da una posizione pessimistica. Secondo lui la fine del mondo bipolare non conduce automaticamente alla creazione di un ordine mondiale liberaldemocratico globale e omogeneo e, quindi, la storia non è finita ed è prematuro parlare della fine di conflitti e guerre. Il mondo ha cessato di essere bipolare, ma non è diventato né globale né unipolare. Esso ha una configurazione completamente nuova caratterizzata da nuove collisioni e scontri, tensioni e conflitti. Qui, Huntington arriva al punto più importante del suo ragionamento: egli avanza un’ipotesi del tutto valida e ancora oggi sottovalutata suchi sarà l’attore, il principale personaggio di questo mondo futuro. Egli chiama tale attorela civiltà.

Questo passo concettuale potrebbe essere considerato l’inizio di una teoria completamente nuova: lateoria del mondo multipolare. Huntington mette in luce un elemento centrale: identifica un nuovo attore, la civiltà, e al tempo stesso parla della molteplicità di questi attori, usando al plurale questa parola nel titolo del suo libro –Lo scontro«delle civiltà». […] Grazie a Huntington, otteniamo in prima approssimazione un quadro di una nuova teoria, la quale postula un modello in seno al quale coesistono diversi centri decisionali a livello globale nel campo delle relazioni internazionali, e ad ognuno di essi vi corrisponde una civiltà. Continua a leggere

Croazia, dalla fossa comune emergono i corpi dei soldati della X Mas

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Grazie alla collaborazione tra il governo italiano e quello croato, ad Ossero, sono stati riesumati i corpi probabilmente appartenenti ad un manipolo di soldati della X Mas trucidati dai titini

Riportati alla luce, dopo settantaquattro anni oblio, dalla fossa comune che li aveva inghiottiti, senza gloria né onori, senza scarpe né uniformi.

 Erano lì, dietro al cimitero di Ossero, sull’isola di Lussino, quando ancora non era Croazia, e tutti sapevano. C’è comunque voluto più di mezzo secolo perchè si avverassero le condizioni necessarie al loro recupero. Erano gli uomini della Decima flottiglia Mas, inviati dal principe Borghese come ultimo disperato argine all’avanzata dell’esercito Jugoslavo.

Una quarantina in tutto quelli di stanza a Lussino, a difesa delle località di Zabodaschi e Neresine. A Zabodaschi si arresero e vennero deportati nei gulag. Neppure una manciata furono quelli che poi riuscirono a tornare a casa. A Neresine invece provarono a resistere, asserragliati in un’ex caserma dei carabinieri e in netta inferiorità numerica, fino all’ultima pallottola. Chi sopravvisse alle scariche dei partigiani e non decise di usare l’ultimo proiettile per sé, venne condotto ad Ossero. Costretto a scavarsi la fossa, scalzo, venne fucilato e ricoperto di terra. Era il 21 aprile del 1945.

A dare la notizia della riesumazione di una trentina di corpi non ancora identificati è la FederEsuli che nel 2008, in quel luogo, già aveva apposto una lapide con l’elenco dei caduti. “Anche se quei poveri resti, a tutt’oggi, risultano essere ufficialmente di persone ignote, per tutto il mondo dell’esodo lo scavo della fossa di Ossero rappresenta un successo, seppure amaro, conseguito a decenni di distanza ed ottenuto grazie all’insistenza delle associazioni che hanno da sempre richiesto di onorare i propri caduti”. Continua a leggere

Immigrazione, europei sempre più contrari, dice El Paìs

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Sempre più anti-immigrazione

Immigrazione, gli europei sembrano non poterne più. È quanto sostiene un’indagine pubblicata sul quotidiano spagnolo El Paìs. L’immigrazione di massa sarebbe la tematica che preoccupa di più i cittadini del vecchio continente insieme all’ambiente, e le statistiche mostrano una crescita costante nel merito. Nel 2014 i risultati evidenziavano quali principali timori lo stato dell’economia e del debito pubblico.

Il sondaggio attuale, condotto da YouGov, mostra come il 46% degli europei rifiuti non soltanto l’immigrazione irregolare, ma perfino gli ingressi dei rifugiati, sintomo di una scarsa fiducia delle istituzioni nella corretta applicazione del diritto alla protezione internazionale, quasi sempre utilizzata come scusa per aprire le porte a chiunque. Un’intepretazione possibile: gli europei non credono più alle storie sulla gente che “scappa dalla guerra” e nel dubbio preferiscono la tabula rasa.

Le situazioni più intense si rilevano in Svezia, Italia e Polonia. Gli svedesi contrari agli arrivi costanti sarebbero il 51%, in salita rispetto agli anni scorsi, mentre in Italia e in Polonia addirittura al 53%. L’Ungheria resta fortemente contraria ma non ancora in maggioranza: 49%.

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FONTE – https://oltrelalinea.news/2019/05/16/europei-contro-limmigrazione/

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