Bergoglio contro Salvini: non vuole riceverlo e fa sponda col M5S

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Ecco perché Salvini e con lui la politica sovranista e identitaria hanno bisogno degli “anti-Bergoglio”. I globalisti l’hanno capito. Nel centro-destra molti sono ancora intrappolati in vecchie logiche superate dai tempi e dalla realtà: tanti fedeli simpatizzano, a vario titolo e in diverse forme con gli “anti-Bergoglio”

Papa Francesco contro Salvini – Matteo Salvini avrebbe cercato a più riprese un incontro con Papa Francesco. Quest’ultimo, però, non solo glielo avrebbe negato, ma starebbe intessendo una tela per fermare l’ascesa della Lega, una strategia che prevede anche un impegno politico dei cattolici contro il Carroccio.

A riportalo è il Fatto Quotidiano, in un retroscena a firma di Carlo Tecce.

Secondo quanto riferisce il giornale diretto da Marco Travaglio, Salvini avrebbe avviato colloqui per un incontro con Bergoglio, ma quest’ultimo gli avrebbe chiuso la porta in faccia con queste motivazioni: “Finché non cambia linguaggio e politiche, io non posso e non voglio stringergli la mano”.

La campagna elettorale? Tutti contro Salvini

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Queste ultime settimane di campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee del 26 maggio sono contraddistinte da una sola cosa: la caccia a Salvini. Una caccia che vede in campo tutti, ma proprio tutti, contro il leader della Lega la cui colpa, fino ad un mese fa, era quella (udite, udite) di aver conquistato la fiducia degli italiani e di essere arrivato in alcuni sondaggi addirittura al 36%.

Una crescita costante che andava fermata. Per primo dal collega di Governo, Di Maio, che in quei sondaggi veniva schiacciato al 20%, se non addirittura sotto, e che allora ha cambiato linea politica e di comunicazione.

A ruota si sono aggiunte Procure, conduttori tv, gente comune (a cui viene dato spazio e visibilità mai viste). Inutile fare considerazioni. Più utile invece preparare un semplice elenco che, meglio di ogni ragionamento, può raccontare in che situazione stiamo andando a votare.

– guerra M5S-Lega

– Caso Siri

– Inchiesta sulle Tangenti in Lombardia (e questa è la più divertente dato che a finire in manette o indagati c’è di fatto lo stato maggiore di Forza Italia in Lombardia, ma si è parlato solo di Fontana, che figura per una cosa minore nelle carte ma che essendo leghista diventa il cattivo numero 1)

 

 

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fonte – https://www.panorama.it/news/politica/la-campagna-elettorale-tutti-salvini/

LA PORTATA STRATEGICA DEL CONFLITTO LIBICO di F.s.

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La Guerra civile libica continuazione di quella Yemenita

Haftar, ospite l’altro ieri a Roma del premier Giuseppe Conte, ha manifestato la volontà di voler continuare l’azione militare contro il Governo di unità nazionale nazionale guidato da Fayez al-Sarraj. 

I testimoni parlano di un comportamento insolente e sfacciato verso il premier italiano, tanto Haftar è solitamente deferente verso i leader di Egitto e Arabia Saudita. Va comunque considerato che mentre il premier Conte si stava intrattenendo con Haftar, l’ambasciatore italiano a Tripoli Giuseppe Buccino Grimaldi si confrontava con il Ministro degli interni del governo di Tripoli sotto attacco, Fathi Bashagha, storico esponente della Fratellanza musulmana e pragmatico consigliere del premier Sarraj.

fonte – https://sollevazione.blogspot.com/2019/05/la-portata-strategica-del-conflitto.html

Anche il Missouri è pro life: stop all’aborto oltre l’ottava settimana

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Un altro stato americano sceglie di seguire la linea di Donard Trump.

Il Senato del Missouri ha votato favorevolmente a un progetto di legge che istituisce il divieto di aborto, a partire dall’ottava settimana di gravidanza. Si tratta di un primo step, avvenuto nella giornata di ieri, verso l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della nuova legge.  La proposta include eccezioni per situazioni mediche di emergenza (ad es. rischi di vita per la madre), ma non nel caso di gravidanze causate da incesto o stupri.

Con l’avvallo della maggioranza repubblicana e del governatore Mike Parson, il Missouri si aggiunge alla lunga lista di stati conservatori che stanno seguendo la linea politica dettata dal presidente Usa Donald Trump. Da quando il capo della Casa Bianca ha dato il via a un programma politico di restrizioni all’aborto, in America si è riscoperta una coscienza pro life.

Soltanto alcuni giorni fa, ha fatto discutere la decisione della governatrice repubblicana dell’Alabama Kay Ivey, che ha completamente riformulato il diritto all’aborto, anche per le donne che hanno subito stupro o incesto

fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-il-missouri-e-pro-life-stop-allaborto-oltre-lottava-settimana/

Usa, è bufera per un matrimonio gay nella serie “Arthur”

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Cristiani e conservatori Usa sul piede di guerra per l’ultima puntata di un celebre cartone trasmesso in 83 Paesi del mondo.

Negli Stati Uniti e in Canada cristiani e politici conservatori sono sul piede di guerra per quanto avvenuto durante l’ultima puntata di un celebre cartone animato destinato agli under 8 anni anglofoni.

 E la protesta si sta allargando anche agli 83 paesi del mondo dove la serie è trasmessa (come il Regno Unito e l’Australia).

Arthur“, la serie animata educativa canadese-americana, pensata per bambini dai 4 agli 8 anni (che dovrebbero essere spinti alla lettura, visto che il cartoon è basato sui libri di avventura di Marc Brown), la più longeva in assoluto degli Stati Uniti, dopo i Simpson, ha iniziato la sua ventiduesima stagione con il “matrimonio” a sorpresa del maestro Ratburn con un altro maschio.

La serie della Pbs (Public Broadcasting Service), ambientata nella città Usa immaginaria di Elwood City, ruota attorno alle vite di Arthur Read, un oritteropo antropomorfo di otto anni, i suoi amici, la sua famiglia e le loro interazioni quotidiane e, dal suo debutto (il 7 ottobre 1996), il cartoon ha trasmesso 239 episodi di mezz’ora (ogni episodio racconta due storie di 11 minuti completamente autonome l’una dall’altra).

La serie animata (seguita solo negli Usa da 10 milioni di spettatori settimanali) ha proposto nel suo ultimo episodio lo sdoganamento del matrimonio omosessuale per i bimbi di questa fascia d’età. Infatti nel corso dell’episodio si vedono Arthur, Francine, Buster e Muffy che scoprono che il loro insegnante di terza fascia, il signor Ratburn, si è fidanzato. Ma gli amici animali sono sorpresi di scoprire che il giorno del matrimonio, il signor Ratburn cammina lungo il corridoio a braccetto con un altro oritteropo maschio, Patrick, un cioccolatiere locale. Mentre le due creature animate percorrono il corridoio, tutti gli ospiti sorridono per celebrare il matrimonio omosessuale. In seguito, gli studenti mangiano la torta, che è stata mostrata in precedenza nell’episodio, con due toppers che assomigliano a Mr. Ratburn e Patrick. Continua a leggere

Le toghe rosse a caccia di Salvini: “Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”

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Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”.

Matteo Salvini, nel corso della presentazione del libro di Carlo Nordio La stagione dell’indulgenza e i suoi frutti avvelenati, avvisa: “Processo più processo meno… rischio 15 anni e li rischierò un’altra volta ma non cambio idea”.

Le toghe rosse vogliono tentare la spallata prima delle elezioni europee.

E, mentre la Sea Watch 3 e la Mare Jonio sono già tornata a solcare il Mediterraneo, il gip Sarpietro ha accolto la richiesta della procura archiviando sul team della Open Arms. Ma solo per le difficoltà nel provare l’associazione a delinquere.

L’inchiesta era stata coordinata dal procuratore distrettuale Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Andrea Bonomo che avevano disposto il sequestro dell’imbarcazione. L’ong spagnola era stata accusata di aver prelevato i clandestini per “portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente”.

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fonte – https://voxnews.info/2019/05/15/le-toghe-rosse-a-caccia-di-salvini-vi-anticipo-che-nelle-prossime-ore-ricomincera-il-balletto-sulle-navi-sequestrate/

La Ue contro Zingaretti che “discrimina gli zingari”…

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Zingaretti discrimina gli zingari. Sembra la legge del contrappasso, ma è quanto rimprovera l’Unione Europa al presidente del Lazio e segretario del Pd. E vorremmo tanto essere solidali con lui e il suo assessore al bilancio, l’ottima Alessandra Sartore, costretta a difendere l’istituzione da una legge di Badaloni…
In pratica, da Bruxelles si svegliano vent’anni dopo per offrire alloggi nostri al popolo rom, che lamenta di venire discriminato. Le case popolari, però, seguono criteri assolutamente normali, come ha ricordato l’assessore alla Pisana, con requisiti necessari come la residenza e lo sfratto. I nomadi non li hanno, nella maggior parte dei casi.

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/zingaretti-discrimina-gli-zingari-leuropa-decide-sulle-nostre-case-popolari/

Bannon: “Le elezioni europee provocheranno un terremoto a Bruxelles”

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Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump, è convinto di un successo delle forze sovraniste che conquisteranno almeno un terzo dei seggi. Un risultato, questo, che cambierà gli scenari politici del Vecchio Continente

Steve Bannon torna a far sentire la propria voce. Questa volta, l’ex capo stratega di Donald Trump, si sofferma sulle imminenti elezioni europee dicendosi sicuro di una grande affermazione delle forze sovraniste e populiste che cambierà gli equilibri politici a Bruxelles.

Bannon, infatti, è convinto che i partiti della galassia “eurocritica” possano conquistare un terzo dei seggi del nuovo Europarlamento. Ci sarà un “supergruppo di populisti e nazionalisti europei” che potrebbe contare “tra il 33 per cento e il 35 per cento” dei seggi. E questa affermazione “provocherà un terremoto a Bruxelles”. Una scossa che cambierà gli scenari politici del Vecchio Continente.

In un’intervista all’agenzia Dpa, Bannon dice di viaggiare spesso in Europa ma solo in veste di “osservatore”. L’ex consigliere del presidente Usa ribadisce, infatti, di non avere esercitato alcun ruolo in questa avanzata del populismo in Europa.

I leader di questi partiti, spiega, “non avevano bisogno di alcun aiuto. Sanno esattamente cosa fare. Sanno esattamente come motivare la loro base e sono molto concentrati su questo”. Se confermato dalle urne, il risultato sarà ancora più significativo, considerando che solo due anni fa, con la vittoria in Francia di Emmanuel Macron, il populismo era considerato “morto”. A riportarlo in auge, spiega Bannon, hanno contribuito anche i movimenti di protesta come quello dei Gilet Gialli.

L’ex stratega di Trump ha incontrato in Germania il capolista alle elezioni europee di Alternative fur Deutschland (AfD), Joerg Meuthen, del quale è rimasto entusiasta. Ha un “grande talento”, dice Bannon. Quest’ultimo è certo che sarà proprio il partito di destra uno degli astri nascenti della politica europea, nonostante le difficoltà a liberarsi di rigurgiti razzisti e xenofobi.

“Credo che siamo solo all’inizio dell’ascesa di AfD”. Ma il partito deve concentrarsi sul “pericolo cinese” perché quel Paese “sarà un grosso problema in Germania, come lo è già in America”.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/bannon-elezioni-europee-provocheranno-terremoto-bruxelles-1696173.html?mobile_detect=false

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