La ‘ndrangheta dietro onlus per l’accoglienza: 11 arresti

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Salvini esulta: il business fa gola a molti ma la pacchia è finita

Onlus che risultano essere collegate a “noti pluripregiudicati” appartenenti alla ‘ndrangheta. Sono  al centro dell’inchiesta milanese che ha portato all’arresto di 11 persone per truffe relative alla gestione dell’emergenza dei migranti. Le indagini, si legge in una nota della Guardia di Finanza di Lodi, hanno fatto emergere “un pericoloso sodalizio criminale che si è stabilmente inserito nelle gare pubbliche per la gestione dell’emergenza dei migranti indette dalle prefettura di Lodi, Pavia e Parma.

Stando all’inchiesta della Procura di Milano, i pluripregiudicati legati alla ‘ndrangheta avrebbero sfruttato le Onlus per far ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza.

“Il business dell’immigrazione ha fatto gola ad alcune onlus di Lodi”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta l’operazione di questa mattina della Guardia di finanza che ha portato all’arresto di 11 persone con l’accusa di truffa aggravata, autoriciclaggio e associazione a delinquere. “Meno sbarchi e meno soldi per i professionisti dell’accoglienza – aggiunge Salvini -, così risparmiamo, difendiamo l’Italia e investiamo per assumere più forze dell’ordine. La pacchia è finita”.

Tra i migranti della Sea Watch c’è chi dice: ‘Salvini ha ragione’

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E’ stato intervistato da un programma televisivo italiano.

“Conosco Salvini e credo che in parte abbia ragione“. Sono queste le parole pronunciate ai microfoni del programma “Stasera Italia” da uno dei migranti che erano a bordo della Sea Watch, sbarcata nella notte tra venerdì e sabato scorso a Lampedusa.

Il ragazzo ha prima parlato di come i passeggeri della nave siano stati sostenuti e incoraggiati giorno per giorno dalla capitana Carola Rackete. Poi, alla domanda della giornalista sulla sua opinione circa le autorità italiane ha risposto: “Conosco Salvini e credo che in parte abbia ragione. Lui vuole che l’Europa faccia la sua parte. Anche la Germania così come la Francia deve accogliere una sua quota di migranti – continua l’uomo che conclude – non si può lasciare fare tutto all’Italia, c’è crisi ovunque”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/tra-i-migranti-della-sea-watch-ce-chi-dice-salvini-ha-ragione/

Fontana: Tribunale unico famiglia e minori

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“Mi piacerebbe arrivare, insieme all’intero governo e dopo un confronto con magistratura, avvocatura e operatori del settore, all’istituzione di un tribunale unico della famiglia e dei minori che si occupi in maniera specifica e unitaria di queste tematiche, per cercare di accelerare ed essere molto più attenti a ciò che accade”. Così il Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, a Quarta Repubblica, parlando dell’operazione Angeli e Demoni.

Il Ministro veronese ha inoltre ricordato che “a giorni”, in commissione al Senato, “partirà la discussione della nostra proposta di legge per l’istituzione della Commissione di inchiesta sulle case famiglia, che vada a verificare tutti i casi sul territorio nazionale”.

fonte – https://m.tgverona.it/pages/832061//politica/fontana_tribunale_unico_famiglia_e_minori.html

Sei tesi sui porti aperti

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
Vorrei dire sei cose oltre la vicenda Sea Watch, la retorica, gli odi e gli slogan.

La prima: se si stabilisce il principio che ogni uomo ha diritto di decidere unilateralmente quando, come e dove vivere senza considerare norme, confini, stati e popolazioni, salta ogni ordinamento giuridico, si polverizza ogni sovranità nazionale e statale, si cancella ogni limite e frontiera, ogni tutela e ogni garanzia per i cittadini regolari di quei paesi che hanno diritti e doveri, lavorano e pagano le tasse. Il sottinteso di quella pretesa è che non va applicata una procedura eccezionale per dare asilo a profughi che fuggono da guerre e da acclarate situazioni d’emergenza ma va accolto chiunque decida di mettersi in viaggio, in navigazione. E nemmeno “una tantum” ma ogni volta che accade.

La seconda. È assurdo riconoscere a un’organizzazione privata, a una Ong, come la Sea Watch, il privilegio extraterritoriale e sovrastatale di decidere verso quale paese dirigersi per far sbarcare i migranti raccolti e di assegnarli così ai paesi con decisione autonoma, unilaterale, in virtù di un imperativo umanitario, assumendo di propria iniziativa e senza alcun titolo per farlo, il ruolo di tutori e mediatori dei migranti. Anche in questo caso non si tratta di una situazione eccezionale, di un’emergenza fortuita da fronteggiare, ma di una prassi ormai consolidata, programmata e reiterata. Non è un imprevisto capitato sulla rotta ma è il “mestiere” che alcune imbarcazioni hanno deciso di ingaggiare, a prescindere dagli stati, dai popoli e dai territori.

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Attivista lgbt, dava i bimbi a coppie gay: ecco chi è la psicologa degli affidi illeciti

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Reggio Emilia, 29 giu – Emergono ulteriori particolari sulle modalità di azione della psicologa Federica Anghinolfi, la dirigente dell’Unione va d’Enza a capo della “cupola” di affidi illeciti smantellata dall’operazione “Angeli e Demoni” condotta dalla procura di Reggio Emilia. Come riferisce Il Resto del Carlino, la donna costringeva gli assistenti sociali a redigere relazioni e verbali testimoniando il falso riguardo alle condizioni di vita dei piccini o alle dinamiche famigliari. Giovani operatrici con contratto a tempo determinato venivano ricattate affinché affermassero di avere rilevato “muffa sui soffitti, poco cibo in frigo o assenza di giocattoli”. Anche le dichiarazioni degli stessi minori venivano falsificate per screditare i genitori. I bambini venivano poi strappati alle famiglie naturali e affidati (con elargizione di contributi fino a 1.200 euro, il doppio rispetto alla somma normalmente prevista) sempre e solo alle selezionatissime conoscenze della Anghinolfi, attivista lgbt, sostenitrice delle “famiglie arcobaleno” e della teoria gender. Una volta affidati i piccoli, era sempre lei a decidere i nomi degli psicoterapeuti deputati a seguire i loro casi.

Terremoto nel mondo lgbt

La Anghinolfi, finita ai domiciliari con numerose accuse tra cui falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime, sabato si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip nel primo interrogatorio di garanzia, condotto assieme all’assistente sociale indagato Francesco Monopoli. Gli inquirenti hanno dimostrato che la Anghinolfi, dichiaratamente omosessuale, aveva in passato avuto una relazione con Fadia Bassmaji, anch’essa indagata, alla quale era stata affidata luna bambina assieme alla compagna Daniela Bedogni. Nell’ordinanza si legge che le donne avrebbero «imposto un orientamento sessuale» alla bimba impedendole di tenere i capelli sciolti, ritenuti simbolo di vanità e di «richiamo» per i maschietti della sua scuola. Il giudice delle indagini preliminari descrive questo atteggiamento come un «comportamento ideologicamente e ossessivamente orientato». Nel mondo lgbt intanto tutti tacciono.

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/attivista-lgbt-coppie-gay-psicologa-affidi-illeciti-123073/

#IoNonStoConCarola

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Segnalazione dell’ On. Silvia Sardone (Eurodeputato Lega, di Nova Civilitas)

Non si tratta di parteggiare per Salvini. Smettiamola di farci prendere in giro e diciamo forte e chiaro “Io non sto con Carola”

“Io non sto con Carola”, la capitana trasformata in eroina per avere violato la legge. E bisognerebbe dirlo forte e chiaro per rompere questa illusione di solidarietà maggioritaria pompata ad arte dalla sinistra, da Ong talebane dell’accoglienza, da una bella fetta della Chiesa e dai pezzi da novanta del facile buonismo radical chic come Saviano, Fazio, Lerner e Murgia.

Ovviamente è passato sotto silenzio un sondaggio del 27 giugno su Rai3, non proprio una rete mangia migranti, che svelava come il 61% degli italiani fosse contrario all’attracco della nave Sea Watch a Lampedusa, ancora prima dell’epilogo forzato deciso dalla capitana.

Se al volante della tua automobile trovi lungo la strada un carabiniere con la paletta che intima l’alt, cosa fai? Accosti e non sfondi il posto di blocco. Se speroni la macchina dell’Arma vieni rincorso armi in pugno e ti arrestano, ancor più se a bordo hai dei clandestini. E nessuno si sognerebbe di alzare un dito in tua difesa con pelose giustificazioni umanitarie.

Carola Rackete ha sfondato il blocco ordinato dal Viminale, violato la legge, speronato una motovedetta mettendo in pericolo la vita dei finanzieri a bordo (guarda il video) e la stanno trasformando in un’eroina dei due mondi. Lo ha fatto per “salvare vite umane” sostengono i fan della talebana dell’accoglienza. Se vogliamo salvare veramente i migranti in Libia, a cominciare da quelli rinchiusi nei centri di detenzione, dobbiamo continuare a riportarli a casa loro come sta facendo a rilento e fra mille difficoltà l’Iom, una costola dell’Onu, difficile da paragonare a SS moderne.

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Nordio contro la “capitana”: “Sdegnato davanti alla sua prepotenza”

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Carlo Nordio si è scagliato contro Carola Rackete: “Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese non può che reagire sdegnato”

Carlo Nordio si è scagliato contro la capitana Carola Rackete. L’ex magistrato, dopo aver definito la violazione di legge della Sea Watch “una provocazione programmata verso il nostro Paese“, è tornato a tuonare contro la Ong e la sua comandante.

 “Non pensavamo che l’irresponsabile arroganza della capitana sarebbe giunta al punto di sfidare una nostra imbarcazione militare con un gesto che, in altri Paesi, le sarebbe costato ben peggio di un comodo arresto domiciliare sotto il cielo di Lampedusa“, ha scritto Nordio sul Messaggero riferendosi alla manovra pirata della capitana al porto.

Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese – e non si limiti a sgolarsi con l’Inno Nazionale durante i campionati – non può che reagire sdegnato davanti a tanta vituperevole e sfrontata prepotenza“, ha spiegato l’ex magistrato.

Ora sarà la Magistratura a definire le responsabilità penali di Carola Rackete – ha concluso Nordio -. Ma al di là del giudizio penale – dal quale ci auguriamo che la Capitana non esca come una paladina ma nemmeno come una terrorista – resta la perniciosa confusione politica che questa storia ha creato. Mentre sembrava impantanato in una situazione senza uscita, Salvini ha trionfato su tutta la linea. Non così si può dire del Partito Democratico“.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lex-toga-contro-capitana-sdegnato-davanti-sua-prepotenza-1719027.html?mobile_detect=false

Disponibile il numero 167 di Sursum Corda del 30 giugno 2019

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Sul sito è disponibile il numero 167 (del giorno 30 giugno 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.


Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:– Comunicato numero 167. Gli operai della vigna del Signore;
– Saluto a San Pietro, fondamento della Chiesa (29.6);
– Dizionario biblico. Chi è l’Apostolo Pietro. Parte prima;
– Il culto reale che si rivolge a Cristo nel Suo Vicario (29.6);
– Dizionario di teologia morale. Alcuni attributi della Sovranità Pontificia;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Ilarione;
– Orazione a San Ladislao Re di Ungheria (27.6);
– Orazione alle Primizie dei tanti Martiri in Roma (24.6);
– Preghiera ai Santi Giovanni e Paolo, Martiri (26.6);
– Preghiera per l’Italia a San Guglielmo da Vercelli (25.06);
– Preghiera per la Francia alla Vigilia dei Santi Pietro e Paolo (28.6).

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-167.html

Feste de’ santi Apostoli Pietro e Paolo: catechismo e preghiera

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194. Chi furono gli Apostoli?

Gli Apostoli furono discepoli di Gesù Cristo da Lui eletti ad essere testimoni della sua predicazione e de’ suoi miracoli, depositari della sua dottrina, investiti della sua autorità, e mandati ad annunziare l’Evangelo a tutte le genti.

195. Quale fu il frutto della predicazione degli Apostoli?

Il frutto della predicazione degli Apostoli fu la distruzione dell’idolatria, e lo stabilimento della religione cristiana.

196. Con quali mezzi hanno gli Apostoli indotto le nazioni ad abbracciare la religione cristiana?

Gli Apostoli hanno indotto le nazioni ad abbracciare la religione cristiana confermando la divinità della dottrina che predicavano colla forza dei miracoli, colla santità della vita, e finalmente colla costanza ne’ patimenti, e col dare per essa la vita medesima.

197. Perché si celebra con maggior solennità la festa de santi Pietro e Paolo?

Si celebra con maggior solennità la festa dei santi Pietro e Paolo, perché essi sono i principi degli Apostoli.

198. Perché i santi Pietro e Paolo si chiamano principi degli Apostoli?

I santi Pietro e Paolo si chiamano principi degli Apostoli, perché S. Pietro é stato specialmente eletto da Gesù Cristo capo degli Apostoli e di tutta la Chiesa, e S. Paolo ha faticato più di tutti nella predicazione del Vangelo e nella conversione dei gentili.

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THE FATIMA OF THE MUSSOLINI’S REPUBLIC

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Segnalazione di M.M.

Su interessamento di alcuni ricercatori irlandesi lo studio del Dott. Pietro Cappellari La Fatima della RSI, pubblicato in Italia nel 2011 e giunto alla terza edizione, è stato tradotto in lingua inglese e sarà lanciato sul mercato britannico, statunitense, indiano ed australiano.

Pietro Cappellari con il Prof. Alberto Sulpizi

Solo una ricerca, condotta e scritta da uno dei più acuti ed attenti studiosi italiani poteva portare alla riscoperta di una apparizione mariana, nel Maggio del 1944, a Ghiaie di Bonate tra speculazione politica e realtà storica, così come indica nel titolo, l’ottimo lavoro che Pietro Cappellari raccoglie in agili ed incisive pagine di storia corredate anche da illustrazioni.

In quella Primavera, nel piccolo paese di Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, una bambina asserì di aver visto la Madonna. Le manifestazioni si ripeterono nei giorni successivi, provocando l’invasione della località da parte di fedeli e curiosi. Fu un fatto straordinario che interessò decine e decine di migliaia di persone, che avvenne in piena Repubblica Sociale Italiana. La ricerca, affidata a Pietro Cappellari, ha avuto l’obiettivo di analizzare il comportamento delle Autorità della Repubblica Sociale Italiana della provincia di Bergamo di fronte all’inaspettato fenomeno. Senza entrare nel dibattito teologico o sulla veridicità/autenticità delle manifestazioni, la ricerca ha cercato di inquadrare storicamente i fatti, evidenziando come il contributo degli uomini della RSI fu determinante perché a Ghiaie non si verificassero incidenti, perché fosse assicurato l’ordine pubblico e, addirittura, un supporto ai pellegrini che si riversarono in quella località. Fatti che dimostrano, inequivocabilmente, l’importanza e l’efficienza della struttura politico-civile-militare della Repubblica Sociale Italiana in Bergamo.

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