Onda pride 2019: cartelli e striscioni blasfemi anche al corteo di Bologna
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Urliamo dai tetti la nostra indignazione perché nessun altro lo fa per noi. Non ho sentito “cattoliconi” dire una sola parola al riguardo” (Matteo Castagna)
Dopo Trieste e Roma, l’irriverente parata arcobaleno ha invaso il capoluogo dell’Emilia Romagna.
Un altro fine settimana di “pride” si è appena concluso. Nei giorni scorsi, infatti, l’ennesima ondata arcobaleno ha invaso le nostre città, per rivendicare (sempre in maniera piuttosto pittoresca) i diritti del mondo lgbt. Dopo la disgustosa e offensiva parafrasi di Padre Nostro, Ave Maria e Salve Regina, a Trieste, e le immagini di Roma, in cui la Madonna (in vesti arcobaleno) è stata raffigurata mentre schiacciava il capo di Matteo Salvini, una nuova carrellata di trovate irriverenti e irrispettose, ben oltre il limite della blasfemia ha sfilato per le vie di Bologna: il corteo – inizialmente ostacolato da una violenta grandinata – si è trasformato anche stavolta in una rassegna di cartelli e striscioni di oltraggio alla fede cristiana.
Una vera e propria consuetudine, tipica di manifestazioni simili, che affermano tuttavia di essere fondate sui principi di rispetto e uguaglianza. Quelli di Bologna sono solo gli ultimi e più recenti esempi di attacchi sfrontati alla cristianità, offese che ormai si rinnovano anno dopo anno, corteo dopo corteo. E mentre gli slogan di Forza Nuova, apparsi proprio ieri mattina ai Giardini Margherita, hanno subito mobilitato l’opinione pubblica per la loro omofobia e per ostilità mostrata verso la manifestazione che si sarebbe svolta nel pomeriggio, lo stesso trattamento non pare essere riservato ad altre mancanze di rispetto e considerazione. Viene quasi naturale chiedersi cosa dobbiamo aspettarci ora dai prossimi (per fortuna ultimi) cortei dell’onda “pride” 2019, un movimento che invece di mostrare “orgoglio”, sembra essere diventato sempre più un carnevale rancoroso e irrispettoso.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/onda-pride-2019-cartelli-e-striscioni-blasfemi-anche-al-corteo-di-bologna/


Se non si capisce davvero il significato di “prossimo” come “affine” e “vicino” (N.d.R.)
Le “Radici cristiane della nostra scuola” è la conferenza che il 26 giugno a Monteriggioni (SI) l’avvocato Gianfranco Amato terrà con Maria Chiara Nordio per presentare la nuova scuola primaria di San Benedetto che ripristina la regalità sociale di Gesù Cristo. L’ideatrice, insegnante di Treviso e nipote dell’ex giudice Carlo Nordio, è molto critica verso le nuove didattiche e metodologie che da molti anni sono adottate nella scuola primaria italiana, ed accusa l’attuale offerta formativa pubblica di essere origine dell’impoverimento culturale ed educativo dei giovani d’oggi. Abbiamo chiesto a Maria Chiara Nordio quali siano, a suo avviso, i problemi dell’educazione scolastica italiana di oggi?
Il buonismo oltre il buonismo genera assurdità e disobbedienza alle regole. Capita così che un gruppo di donne, militanti di un’associazione, abbia voluto contestare il regolamento in vigore nelle piscine pubbliche dove è vietato fare il bagno in burkini. Succede a Grenoble, Francia sud-orientale, dove un gruppo di donne ha voluto rivendicare i diritti di entrare in acqua come si vuole, anche, dunque, con il costume integrale tipico della cultura islamica. In Francia, per motivi igienici, nelle piscine pubbliche è vietato l’uso del vestito che copre il corpo delle donne dalla testa i piedi. Ora non si possono più neanche stilare dei regolamenti pubblici? Alla faccia dell’integrazione.
L’epicentro a Colonna, poco lontano dalla città dei sette colli.
24 giugno. SAN GIOVANNI BATTISTA. Stazione la Laterano
Della festa della Natività di S. Giovanni Battista
di Lucia Rezzonico
Il tribunale ferma la società che lo gestiva, in crisi per il cattivo tempo e la paura attentati. Il Qube ne approfitta subito. Ira della Battaglia, scoppia la guerra interna alla comunità Lgbt
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