Alain de Benoist: discorso per un’Europa illiberale

Condividi su:

Alain de Benoist è saggista, filosofo, autore di un centinaio di opere relative alla filosofia politica e alla storia delle idee. Ha appena pubblicato Contro il liberalismo. La società non è un mercato, per le Edizioni di Rocher. Interveniva al sesto colloquio dell’Istituto ILIADE, «Europa, l’epoca delle frontiere», il 6 aprile 2019:

Signore e signori, cari amici,

Vorrei parlarvi di un fenomeno relativamente nuovo e non privo di legami con il tema di questa giornata. Si tratta dell’illiberalismo. La parola è un po’ barbara, ma il senso è abbastanza chiaro: essa designa l’avvento di nuove forme politiche che si richiamano alla democrazia, ma vogliono allo stesso tempo rompere con la democrazia liberale che si trova oggi in crisi in pressoché tutti i paesi del mondo.

Il termine è apparso alla fine degli anni ’90 negli scritti di un certo numero di insigni politologi, ma solo in tempi molto recenti, nel 2014, si è imposto fra il grande pubblico quando il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, ha pubblicamente dichiarato a un’università estiva del suo partito: «La nazione ungherese non è un aggregato di individui, ma una comunità che dobbiamo organizzare, fortificare e dunque elevare. In questo senso, il nuovo Stato che stiamo edificando non è uno Stato liberale ma illiberale». Aggiungeva che è giunto il momento di «comprendere sistemi che non sono occidentali, che non sono liberali, e che però fanno il successo di alcune nazioni».

Continua a leggere

La sentenza storica : ‘Niente procreazione assistita per le coppie gay’

Condividi su:

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, rigettando le richieste di due Tribunali italiani.

Vietare la procreazione assistita alle coppie gay non è illegittimo. Così ha stabilito la Corte Costituzionale italiana, con un pronunciamento che suona quasi come una sentenza storica. I giudici della Consulta hanno infatti rigettato le accuse di incostituzionalità sulla legge vigente, sollevate da due tribunali del nostro paese, quello di Pordenone e quello di Bolzano.

Il caso era scoppiato quando due coppie omosessuali si erano rivolte al giudice per impugnare la legge 40 del 2004, che stabilisce appunto il divieto per le coppie formate da individui dello stesso sesso di procedere con la pratica di procreazione medicalmente assistita. Ma la richiesta, alla fine, non è stata accolta.

Da quando però la legge in vigore è stata approvata, sono passati quindici anni ricchi di tentativi di smantellamento, da parte dei Tribunali di tutta Italia. Da Roma a Milano, da Salerno a Cagliari, i giudici che hanno emesso sentenze in contrasto con quanto approvato la Parlamento sono stati tanti.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/la-sentenza-storica-niente-procreazione-assistita-per-le-coppie-gay/

Giordano attacca Luxuria e Cirinnà che ora parlano di ‘Islam lgbt’

Condividi su:

In un post, il famoso giornalista bacchetta esponenti politici e non, vicini al mondo “arcobaleno” per alcuni curiosi cartelli.

“Allah ama l’uguaglianza”. E’ questo il testo scritto sul cartello esposto con orgoglio da Vladimir Luxuria, Monica Cirinnà e da altri esponenti politici della cultura, vicini al mondo lgbt. Dietro ai caratteri, un sfondo arcobaleno fa intendere che l’idea sia nata in occasione di un non ben definito gay pride, a cui pare abbiano preso parte alcuni rappresentanti italiani del mondo musulmano.

Il tutto per lanciare un messaggio molto curioso curioso, ossia che esisterebbe quasi una possibile convivenza tra la religione islamica e gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Un cartello che inneggia ad Allah, esposto da personaggi (vedi la Cirinnà) che in passato si sono scatenati in manifesti simili contro il Cristianesimo (“Dio, Patria, famiglia… che vita di me**a” sosteneva qualche mese fa la senatrice del Pd”).

Così, queste assurde prese di posizione sono finite nel mirino di Mario Giordano, editorialista di “Panorama”.

“Ottimo! adesso date un segnale forte, andate in Egitto, Pakistan, Yemen, Arabia Saudita o altri paesi islamisti con quel cartello. Dimostratelo sul posto quanto Allah loves equality. Almeno sarete più credibili..”

Salvini al ritorno dagli Usa: “Prima si fa la flat tax, poi il salario minimo”

Condividi su:

“Il salario lo danno le imprese, se prima non tagliamo le tasse che cosa redistribuiamo? I minibot sono nel contratto. Se cʼè uno strumento più intelligente, me lo dicano”

Prima di poter pensare a un salario minimo viene “il taglio delle tasse, se non si tagliano le tasse non c’è niente da redistribuire”. A ribadire la “priorità flat tax” è il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, secondo il quale “il salario lo danno le imprese, se non tagliamo loro le tasse come fanno a dare i salari?”. Sulla flat tax, invece, “siamo certi che la faremo: non farla sarebbe un problema per l’Italia”.

“Flat tax al centro della prossima Manovra” – Salvini dice di essere tornato “dagli Usa con una carica eccezionale, l’Italia è vista come un grande Paese dagli Usa. L’unico modo per tornare grandi è tagliare pesantemente le tasse, abbiamo le idee chiare e ne parleremo con gli amici di governo. Sarà il centro della prossima Manovra economica”.

Poi affronta il nodo conti pubblici e afferma che “l’unico modo per riportare sotto controllo il debito e il deficit è tagliare le tasse. La flat tax si farà, punto. Per il come ci stiamo lavorando”. E aggiunge: “Non farla non è un problema di Salvini o del governo ma dell’Italia”.

“Conti in disordine per le regole Ue” – Ancora riguardo ai conti, “Mattarella dice che bisogna tenerli in ordine per tutelare il risparmio? E’ il nostro obiettivo, i conti sono in disordine perché abbiamo applicato per troppi anni le regole della precarietà e dell’austerità e dei tagli imposti dall’Europa. Il debito è cresciuto di 650 miliardi in 10 anni, per far diminuire il debito occorre che gli italiani lavorino e gli italiani lavorano di più e meglio se le imprese pagano meno tasse”.

Lettera all’Ue – Il tema del taglio tasse sarà anche nella lettera che sarà inviata all’Europa. “Stiamo lavorando a quel documento – spiega infatti il vicepremier -. Al suo interno ci sarà il fatto che il diritto di tagliare le tasse è un dovere. E che lo faremo in ogni caso”. Sulla situazione dell’Unione chiarisce: “Sembra che Parigi e Berlino stiano litigando. La Mogherini in questi cinque anni non ha fatto niente per l’Italia. Penso che l’Italia si farà notare e farà sentire il suo peso in Europa per il bene dei nostri cittadini”.

Salvini accenna poi alla figura del ministro degli Affari europei che, assicura, “può essere nominato anche domani. Io il nome ce l’ho”. E aggiunge: “Io non chiedo niente, ma il risultato elettorale mi sembra evidente”.

“Minibot per pagare i debiti dello Stato” – Il ministro torna poi sulla questione minibot e spiega: “Non solo sono nel contratto, sono stati votati alla Camera. I minibot sono uno strumento per pagare i debiti dello Stato, se c’è uno strumento più intelligente me lo dicano, altrimenti andiamo avanti su quello”. E sulla bocciatura da parte del ministro dell’Economia Giovanni Tria: “Se ha un’altra idea la porti al tavolo”. In merito alla Manovra “trumpiana” promessa, che sempre Tria ritiene possibile “con il dollaro”, Salvini replica: “Noi abbiamo l’euro e lo faremo con l’euro in tasca”.

fonte – https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/salvini-al-ritorno-dagli-usa-prima-si-fa-la-flat-tax-poi-il-salario-minimo-_3215170-201902a.shtml

Salvini – USA, perché può essere una svolta

Condividi su:

Salvini a Washington usa parole chiare e dure: “Le risorse per la flat tax ci devono essere. Non è una scelta: al massimo si possono rimodulare i tempi. L’Unione Europea ha ammazzato un popolo e spalancato le porte alla Cina. L’Italia non è la Grecia e Bruxelles se ne farà una ragione. Faccio parte di un governo che in Europa non si accontenta più delle briciole”.

Al netto della condivisione o meno del provvedimento lanciato da Salvini e dalla Lega, ridurre le tasse sul serio in Italia (non con insignificanti percentili, ma con tagli decisi e consistenti) sarebbe una svolta. Se per tutto ciò si chiede l’alleanza americana, ufficialmente estranea all’Unione Europea ma in pratica un valido oppositore alle politiche suicide di Bruxelles, beh, ben venga.

Da sinistra continuano a ossessionarsi con “le coperture”, da destra si prova a far capire, gradualmente, che l’obiettivo è tornare al debito sovrano: impresa non facile, impossibile in tempi brevi, ma fondamentale per cancellare gli effetti nefasti di una politica di strozzinaggio internazionale come quella europeista, fatta di debito carico di interessi, impossibile da ridurre pur essendo uno Stato in attivo da oltre 25 anni (l’Italia, appunto) e i cui discorsi sul recupero dell’evasione fiscale valgono poco o nulla (non tutti evadono per furbizia, molti lo fanno per necessità: il carico è mostruoso e non è un’opinione).

Continua a leggere

Persecuzione cristiana in Cina: ora anche le telecamere nei luoghi di culto

Condividi su:

La Cina sta facendo delle manovre di vera persecuzione cristiana: ora arrivano anche le telecamere nei luoghi di culto.

Non sono poche le mosse fatte dalla Cina per ostacolare i cristiani: diverse azioni, da qualche anno a questa parte, hanno fatto pensare a una vera e propria persecuzione cristiana.

Divieti di riunire le assemblee, limiti di numeri, limiti di orari: tutto sembra finalizzato a reprimere la fede. E adesso, a condire il tutto, arrivano anche le telecamere di sorveglianze nei luoghi di culto prettamente cristiani.

Tutte le telecamere sono collegate all’ufficio del governo, che può così controllare tutte le mosse che si svolgono all’intero: sono obbligatorie quelle sopra al podio e quelle all’ingresso.

“Ogni volta che l’assemblea si riunisce – dice un pastore anonimo a The Atlantic – le telecamere seguono ogni nostro movimento. Se le oscuriamo, irrompono e chiudono la chiesa, mettendo sigilli e impedendoci le attività”.

Ma non è tutto qui: “Ai culti il Dipartimento del Fronte Unito locale, l’Ufficio di pubblica sicurezza e il governo comunale inviano personale appositamente assegnato per venire a supervisionarci. Stanno seduti o al computer e osservano tutti“.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/persecuzione-cristiana-in-cina-ora-anche-le-telecamere-nei-luoghi-di-culto/

Presentazione in diretta del libro di Matteo Castagna

Condividi su:

Una parte importante del mondo accademico e politico invita il nostro Responsabile Matteo Castagna a presentare il suo libro.

Qui la diretta streaming della Presentazione del libro di Matteo Castagna ” Cattolici tra europeismo e populismo, la sfida al nichilismo” che si terrà sabato 22 giugno 2019 alle 19.30. Salvate questo link.

https://youtu.be/SigPofKgnnc

 

L’utero in affitto è pura schiavitù, cara Cgil

Condividi su:

Quando, da buon illuso, tu pensi di averle viste tutte, puoi star sicuro che il peggio che deve ancora arrivare. Peggio che Italia dovrebbe arrivare mercoledì, a Roma, con convegno organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dalla Cgil-Nuovi diritti al termine del quale, a mo’ di ciliegina sulla torta, verrà illustrata una proposta di legge per legalizzare l’utero in affitto. Una notizia che ha scatenato uno scontro tra femministe e sindacato  che, ovviamente, mi guardo bene dall’interrompere anche se non si può non riconoscere che, come due volte al giorno fanno le lancette di un orologio rotto, stavolta sono le femministe a indicare l’ora giusta: quella d’incavolarsi.

Sì, perché l’utero in affitto non è un lavoro, figurarsi un dono, ma solo schiavitù. Per tutti: per la donna che arriva mercificare il proprio grembo e per chi non arriva a far funzionare il proprio cervello, non vedendo l’orrore di tale pratica. Per non parlare del bambino che diventa un pacco postale per adulti capricciosi. E’ una cosa bruttissima ma semplice: strano Maurizio Landini non la capisca. Sarà perché chi ha ideato il convegno ha pensato di insabbiare tutto, a partire dalle stesse parole utero in affitto, rimpiazzate con la «gestazione per altri», espressione cara solo a chi ha mandato a puttane la ragione. Motivo in più, in vista di mercoledì, per inalberarsi a nome di tutte le donne ridotte a forni dei loro figli ridotti a peluches per ricchi. Tranquilli, non è rabbia. E’ «indignazione per altri».

Giuliano Guzzo

fonte – https://giulianoguzzo.com/2019/06/17/lutero-in-affitto-e-pura-schiavitu-cara-cgil/

“Fake news” risorgimentali

Condividi su:
 “Stragi” di Perugia
 
La campagna contro l’Austria e i conseguenti moti nelle Legazioni e nell’Italia centrale, portarono il 14 giugno 1859 a costituire anche in Perugia un governo provvisorio.

Ispiratore ne era stato il dittatore sardo a Firenze Carlo Boncompagni su istigazione del marchese Filippo Gualtiero, conviventi un centinaio di novatori locali e l’aiuto di circa 8000 volontari toscani ben armati. La grande maggioranza della popolazione urbana e rurale rimase al solito affatto estranea, ma per la scarsità delle forze dell’ordine l’energico delegato pontificio apostolico mons. Luigi Giordani fu costretto a ritirarsi a Foligno.

Continua a leggere

1 26 27 28 29 30 31 32 167