Fantastici cinque, emergono nuovi particolari della loro “impresa”

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Nuovi particolari (ingloriosi) sull’impresa dei “fantastici cinque”: l’ormai leggendario quintetto di deputati-crocieristi (Delrio-Orfini-Faraone-Magi-Fratoianni) saliti sulla Sea Watch, e poi rimasti muti (non una spiegazione convincente, non un messaggio di scuse) perfino dopo lo speronamento ai danni di una motovedetta della Guardia di Finanza.

A peggiorare la loro posizione (mai fidarsi degli amici più a sinistra) è stata proprio il loro idolo, la “Capitana”, Carola Rackete, intervistata nel weekend da Repubblica.

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fonte – https://www.nicolaporro.it/fantastici-cinque-emergono-nuovi-particolari-della-loro-impresa/

“Dateci internet”: rivolta al Cpr di Roma

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Nel fuggire da fame e guerre…(n.d.r.) 

Pretendono smartphone e cibo più saporito: in dodici scappano dal centro

Roma – Pasti migliori e smartphone gratis per tutti. È rivolta al centro per immigrati clandestini di Ponte Galeria.

Scavalcano la recinzione in trenta, 18 vengono riacciuffati, 12 svaniscono nel nulla (uno di loro è attenzionato dall’antiterrorismo). Sono spariti nelle campagne tra la via Portuense e l’aeroporto di Fiumicino. L’ennesima protesta al Cpr, Centro di Permanenza per il Rimpatrio del litorale romano, scoppia quando la vigilanza si indebolisce e il rapporto «guardie-prigionieri» è uno a 20. Venerdì pomeriggio decine di agenti del reparto mobile, la Celere, vengono inviati al centro di Roma per motivi di ordine pubblico. Alcune Ong, in particolare, manifestano in città e bisogna impedire scontri e disordini. Sono le 19 del 5 luglio: a Ponte Galeria un gruppo di extracomunitari, egiziani, tunisini, marocchini e gambiani dei 142 ospiti fra uomini e donne, comincia a battere sulle sbarre dei fabbricati. Sembra una sommossa all’interno di un penitenziario. Nelle camerate qualcuno appicca il fuoco a materassi e lenzuola, tanto da far intervenire gli addetti alla sicurezza interna per spegnere l’incendio ed evitare il peggio. Altri si tagliano braccia e gambe con delle lamette da barba e distruggono gli armadi. «Abbiamo usato gli estintori – raccontano gli agenti di polizia – ma eravamo troppo pochi per tenerli a bada». Nel parapiglia generale la fuga di una trentina di persone. Qualcuno viene raggiunto e bloccato dopo qualche metro, altri a chilometri di distanza. «Sono fuggiti in mezzo alla campagna. Finché c’era luce siamo riusciti a trovarli. Ma quando è calato il buio…», ammettono i poliziotti. Almeno cinque extracomunitari vengono fermati all’interno di Commercity, la grande area di distribuzione all’ingrosso di prodotti importati per i commercianti di tutta la regione. Altri vengono scovati a ridosso dell’autostrada Roma – Fiumicino, appena fuori dalla zona aeroportuale. Una dozzina si dilegua nella notte. È il Sap, il Sindacato Autonomo di Polizia, a lanciare l’allarme sull’ennesimo episodio di violenza che ha messo a rischio l’incolumità degli stessi poliziotti. «Una situazione paradossale – lamenta Stefano Paoloni, segretario generale del Sap -, il centro di identificazione ed espulsione per i clandestini, non un centro per richiedenti asilo, è a pieno regime. Parliamo di persone che sanno di essere espulse dall’Italia presto o tardi e che non hanno nulla da perdere. In passato è accaduto di tutto al vecchio Cie di Ponte Galeria, dai fenomeni di autolesionismo a violente ribellioni». Gli ospiti lamentano cibo scadente e l’assenza di internet e telefoni cellulari. A farne le spese sono gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della questura di Roma, incaricati della sicurezza all’interno dei fabbricati e i loro colleghi del reparto Celere, impegnati fino all’alba alla ricerca dei latitanti. Inutilmente. La struttura, chiusa nel luglio 2015 dopo una sommossa senza precedenti (un immigrato ustionato e un poliziotto ferito) viene ristrutturata e riconsegnata al Ministero degli Interni nell’aprile scorso. Almeno per quanto riguarda l’ala maschile. A gestire il Cpr è la Prefettura mentre l’ordine viene garantito dalla polizia di Stato.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/dateci-internet-rivolta-cpr-roma-1722581.html?mobile_detect=false

Se l’aborto è libertà e la maternità è schiavitù…

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Uno dei campi di battaglia, tanto per chi difende la vita, quanto per chi la combatte è senza dubbio quello della comunicazione. Lo dimostrano i tanti manifesti che, specialmente negli ultimi anni, sia gli abortisti che i pro life affiggono per sensibilizzare la popolazione.

Da Life News ci giunge ora la notizia di un nuovo grande manifesto comparso nella piccola città texana di Waskom con su scritto: «L’aborto è libertà» e l’indirizzo del sito needabortion.org. Si noti che, per via della Giornata dell’Indipendenza, quella strada sarà molto trafficata e il manifesto potrà essere visto da molti, specialmente per far pubblicità a chi, nella confinante Louisiana, vuole abortire e non può farlo, a causa della legislazione che vieta l’aborto dopo il primo battito cardiaco.

Bel business, quindi, per le cliniche abortiste di Waskom, che moltiplicherebbero, così, il loro “lavoro” e, soprattutto, le loro entrate, sulla pelle di donne e bambini. Guardando, però, al messaggio del manifesto, sorgono spontanee alcune domande. Anzitutto, se l’aborto fosse “libertà”, la maternità cosa sarebbe, una schiavitù? E poi, l’aborto è libertà da cosa? Un figlio è forse una minaccia, qualcuno da cui dover essere liberati?

Una donna che ricorre all’aborto per le più disparate difficoltà nel tenere con sé il bambino, se non viene aiutata da nessuno, sarebbe davvero “libera” di abortire? Non è, piuttosto, “costretta” all’aborto? È “libera” di abortire una donna che non viene informata sulle gravissime conseguenze che questa pratica può arrecare alla sua salute fisica e psichica?

In ultima analisi, resta una constatazione. A differenza di un manifesto abortista, come quello di cui abbiamo parlato, che esprime un’opinione, manifesti pro life come quello di ProVita, si limitano a mostrare una verità: «Tu eri così».

E se tale verità è stata tanto calunniata è per una sola ragione: perché è scomoda.

Luca Scalise

da: Life News

fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/se-laborto-e-liberta-e-la-maternita-e-schiavitu/

Disponibile il numero 168 di Sursum Corda del giorno 7 luglio 2019

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Sul sito è disponibile il numero 168 (del giorno 7 luglio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Cliccare qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 168. La resurrezione di Lazzaro;
– Racconti miracolosi n° 85. Il demonio costretto a portare sulle spalle il Beato Angelo;
– Preghiera alla Visitazione della Vergine Maria (2.7);
– Preghiera a Santa Filomena, Vergine (5.7);
– Papa Leone XIII descrive la figura di Giordano Bruno;
– Preghiera a Papa San Leone II (3.7);
– Papa San Leone II e la condanna ad Onorio (di dom Prosper Guéranger);
– Dizionario biblico. Chi è l’Apostolo Pietro. Parte seconda ed ultima.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio . Per fare una donazione sicura e immediata  cliccare qui

VI luglio, Santa Maria Goretti

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La vita

1890 – 16 ottobre – Maria Goretti nasce a Corinaldo da Luigi Goretti ed Assunta Carlini. 1890 – 17 ottobre – Viene battezzata nella chiesa di S. Francesco in Corinaldo. Le sono imposti i nomi di Maria e Teresa. 1896 – 4 ottobre – Riceve la Cresima da Mons. Giulio Boschi, vescovo di Senigallia. 1896 – 12 dicembre – La famiglia Goretti lascia Corinaldo ed emigra a Colle Gianturco, vicino Paliano (FR). 1900 – febbraio – Trasferimento a Le Ferriere di Conca. 1900 – 6 maggio – Luigi Goretti muore colpito dalla malaria. 1901 – 16 giugno – Maria riceve la Prima Comunione nella chiesa di Conca, oggi Borgo Montello. 1902 – 5 luglio – ore 15,30 – Viene ferita mortalmente da Alessandro Serenelli. 1902 – 6 luglio – Muore a Nettuno a 11 anni, 8 mesi e 21 giorni, dopo aver perdonato il suo uccisore. 1902 – 8 luglio – Viene sepolta nel cimitero di Nettuno. 1935 – 31 maggio – Inizio del processo informativo di Albano. 1945 – 25 marzo – Pio XII riconosce l’autenticità del martirio di Maria Goretti. 1947 – 27 aprile – Beatificazione. 1950 – 24 giugno – È dichiarata Santa in piazza S. Pietro da papa Pio XII.

L’infanzia

Maria Goretti, terzogenita di sette figli, nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, il 16 ottobre 1890, da Luigi Goretti e da Assunta Carlini, poveri ma onesti e religiosi contadini, che vivevano coltivando un piccolo appezzamento di terra. Fu battezzata entro 24 ore dalla nascita nella Chiesa parrocchiale di S. Pietro con i nomi di Maria e Teresa. Madrina fu la zia Pasqualina Goretti. All’età di sei anni, il 4 ottobre 1896, nella stessa Corinaldo, insieme col fratello Angelo, ricevette la Cresima da S.E. Mons. Giulio Boschi, vescovo di Senigallia.

L’emigrazione

Col crescere della famiglia, il terreno di Corinaldo si dimostrò insufficiente a provvedere al suo sostentamento. Perciò i Goretti decisero di lasciare il loro paese, al quale erano tanto affezionati, e, verso la fine del 1896, si trasferirono a Paliano, in provincia di Frosinone, stabilendosi in località Colle Gianturco, dove presero a colonia il podere Selsi. Vi restarono circa tre anni. Dapprima lavorarono da soli; poi,durante il terzo anno, si unirono in società con Giovanni Serenelli, il quale aveva due figli: Gaspare, che presto si separò, e Alessandro. Le due famiglie dividevano lavoro e raccolto; però vivevano ognuna per conto proprio. Nel febbraio del 1900 sia i Goretti che i Serenellì da Colle Gianturco scesero a Ferriere di Conca, a circa undici chilometri da Nettuno, avendovi trovato lavoro presso il Conte Attilio Mazzolenì. Fu loro assegnata una abitazione, che aveva nel mezzo una cucina per uso comune e ai lati tre stanze per ciascuna famiglia. Vi si accedeva dalla strada con una scala in muratura, che terminava, in alto, in un pianerottolo, sul quale si apriva la porta d’ingresso. Attualmente una delle stanze dei Serenelli non esiste più, essendo stata demolita per allargare il vano centrale.

La famiglia

Luigi Goretti nato a Corinaldo il 26 febbraio 1859 morto a Le Ferriere il 6 maggio 1900 Assunta Carlini nata a Senigallia il 15 agosto 1866 morta a Corinaldo 1’8 ottobre 1954 Antonio Goretti nato a Corinaldo 30 gennaio 1887 morto a Corinaldo il 3 ottobre 1887 Angelo Goretti nato a Corinaldo il 28 agosto 1888 morto a Genova il 14 novembre 1965 Maria Goretti nata a Corinaldo il 16 ottobre 1890 morta a Nettuno il 6 luglio 1902 Mariano Goretti nato a Corinaldo il 27 gennaio 1893 morto a Pozzuoli il 12 aprile 1975 Alessandro Goretti nato a Corinaldo il 30 luglio 1895 morto in America nel 1917 Ersilia Goretti nata a Pagliano il 23 febbraio 1898 morta a Genova il 21 agosto 1981 Teresa Goretti nata a Le Ferriere il 2 febbraio 1900 morta a Porano (Orvieto) il 25 febbraio 1981

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Condannato Beppe Sala: sei mesi di reclusione per il ‘sindaco arcobaleno’

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L’inchiesta riguarda la gestione dell’Expo, di cui fu commissario delegato dal governo.

Beppe Sala è stato condannato. Il Tribunale di Milano ha condannato il primo cittadino del capoluogo lombardo a sei mesi di reclusione nel processo in cui era imputato per falso materiale e ideologico per la presunta retrodatazione di due verbali. Le vicende riguardano l’organizzazione dell’Expo 2015, di cui Sala fu commissario nominato dal governo, prima di essere eletto nel 2016.

Per il “sindaco arcobaleno” però la pena è stata commutata in una multa di 45mila euro.  “Questa sentenza – ha commentato lo stesso Beppe Sala –  non produrrà effetti sulla mia capacita di essere sindaco di Milano. Assicuro ai milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento”.

Poi la chiosa finale: “Una sentenza del genere, dopo sette anni, per un vizio di forma, allontanerà tanta gente per bene dall’occuparsi dalla cosa pubblica. I sentimenti che ho sono negativi, qui e stato processato il lavoro e io ne ho fatto tanto”.

Fonte: https://vocecontrocorrente.it/condannato-beppe-sala-sei-mesi-di-reclusione-per-il-sindaco-arcobaleno/

LA SFIDA DI PUTIN E L’ITALIA di F.S.

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Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

«Con l’Italia abbiamo veramente rapporti particolari…»
Vladimir Putin, Corriere della Sera 4 luglio 2019

Chi scriveva, o diceva, che il viaggio italiano del presidente della Federazione russa sarebbe stato tutto finalizzato all’incontro con il pontefice romano probabilmente non ha colto il significato di questa visita lampo. Dopo la storica intervista al FT in cui per la prima volta dopo Breznev la Russia si presenta al mondo come superpotenza ideologica globale (qui parlavo non a caso del putinismo come d’un breznevismo in salsa neo-bizantina), il presidente usa due storiche testate italiane, “Il Corriere della Sera” e “La Stampa”, per rafforzare la sua concezione di prassi politica e geopolitica in cui il destino politico italiano sembra effettivamente appartenere al grande spazio imperiale russo più di quanto taluni superficiali analisti hanno creduto.

Putin specifica che la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali dei singoli Paesi Ue, né intende farlo, ma ricorda con forza il particolare legame storico e geopolitico con l’Italia guidata da Silvio Berlusconi (“un politico di statura mondiale”) e non nega affatto la sua predilezione per il “populismo” leghista salviniano:

«La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono. Salvini ha un atteggiamento caloroso verso il nostro Paese, conosce bene la realtà russa»,

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Nuovo caso sbarchi: Malta si offre, ma la ong rifiuta e punta su Lampedusa

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La Mediterranea stra trasportando 54 persone dell’Africa.

Non è passata nemmeno una settimana da quando la Sea Watch 3 è sbarcata a Lampedusa tra le polemiche, guidata dalla sua “capitana ribelle” Carola Rackete (prima arrestata, poi rilasciata). Ieri sera un nuovo caso si è aperto quando la nave della ong Mediterranea ha fatto sapere di essere entrata nelle acque territoriali italiane, alla ricerca di un porto sicuro. Obiettivo dell’imbarcazione – che trasporta 54 migranti – è quello di approdare anch’essa presso l’isola in provincia di Agrigento.

Ma, come accaduto in precedenza per situazioni simili, il Viminale ha già comunicato che non verrà autorizzato nessun approdo in un porto italiano. Rispondendo alle domande di Mario Giordano su Rete4, il vice premier Matteo Salvini aveva fatto sapere di essere già in contatto con il premier maltese “per definire l’accordo che permetterà alla Mediterranea di sbarcare (appunto) a Malta”. Disponibilità che poi è davvero arrivata.

A tirarsi indietro dal cambio di rotta è stata la stessa nave ong: “Per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta”.

Insomma, gli elementi per l’inizio di una nuova escalation ci sono tutti.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/nuovo-caso-sbarchi-malta-si-offre-ma-la-ong-dice-di-no/

L’Italia è isterica, ma la Francia è ipocrita

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La Francia bacchetta l’Italia per la faccenda della SeaWatch3, ma i nostri amici d’Oltralpe sono puri quanti i sepolcri imbiancati di foscoliana memoria. Certo, è il caso di dirlo, a differenza nostra, sono particolarmente abili nel celare le loro malefatte.

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fonte – https://www.lintellettualedissidente.it/cartucce/haftar-bombardamento-tajoura-francia/

Affidi illeciti, procedura d’urgenza per commissione d’inchiesta: la battaglia della Lega dopo lo scandalo in Val d’Enza

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Dopo lo scandalo sugli affidi dei bambini che ha colpito la Val D’Enza a Reggio Emilia (leggi anche il servizio di approfondimento sull’inchiesta: «I trucchi per ‘rubare’ i bimbi alle famiglie. Parole distorte, abusi e disagi inventati»), i politici decidono di andare a fondo non solo della vicenda ma decidono di accendere i riflettori sull’intero sistema degli affidi e dell’operato delle case famiglie. Questa mattina il presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari, ha chiesto ed ottenuto una procedura semplificata e più veloce per l’iter che portera’ alla Commissione d’inchiesta sulle case famiglia.

Tutti i gruppi politici hanno votato a favore della proposta Lega. Ostellari, in accordo con i ministri Matteo Salvini e Lorenzo Fontana, ha sollecitato il trasferimento in sede deliberante del disegno di legge, fortemente voluto dallo stesso Fontana, per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse alle comunita’ di tipo familiare che accolgono minori. L’obiettivo, ha spiegato Ostellari, «è quello di far luce su tutti i casi sospetti e garantire la massima trasparenza, protezione dei minori e controlli mirati». La procedura «deliberante» è la procedura con cui le commissioni Giustizia e Affari Costituzionali – che si sono riunite al Senato questa mattina per l’avvio dell’esame del testo – potranno chiudere l’iter già in commissione, senza passare dall’Aula, semplificando e riducendo cosi’ i tempi.

fonte – https://www.giustizianews24.it/2019/07/04/affidi-illeciti-procedura-durgenza-per-commissione-dinchiesta-la-battaglia-della-lega-dopo-lo-scandalo-in-val-denza/

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