Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico»

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Dice il Cavaliere Gaetano Moroni Romano, Secondo Aiutante di camera di Sua Santità Pio IX, nel suo maestoso «Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica», Venezia, 1848, volume XLIX, pagine 22, 23 e 24:

«La memoria di Onorio I, dicono alcuni, sarebbe stata delle più gloriose, se egli non fosse stato un poco negligente nell’estinguere sul principio l’eresia dei Monoteliti, che riconoscevano una sola volontà in Gesù Cristo, proibendo disputarne sebbene egli riconosceva due volontà, onde qualche scrittore lo calunniò seguace dei Monoteliti, benché poco dopo il Papa Giovanni IV, del 640, nel condannare l’Ecclesi, lo purgò dalle calunnie impostegli, e che la sua dottrina fu conforme alla retta fede. A vendicare l’onore di Onorio I si adoperarono i più valenti scrittori con diverse sentenze, tutte in vero degne di lode, ma non tutte egualmente salde.

Il Cardinal Torrecremata nel De ecclesia (lib. 2, cap. 29) è di sentimento che in nulla abbia errato Onorio I; ma bensì il VI Concilio generale con errore ch’egli chiama di fatto, male interpretando le lettere pontificie a Sergio.

Il dotto Witasse (Carolo Vuitasse) nel trattato De Incarnatione (p. 293), annovera gli autori che dopo Torrecremata hanno difeso questa sentenza che egli impugna, e nota che prima di lui aveva similmente pensato Anastasio Bibliotecario, in praef. Ad Collectanea (t. III), Sirmondi (ed. E. Caleca), di cui parla Petavio, De Trinitate (lib. 7, cap. 1). A questa sentenza si oppone ancora il padre Desirant nella sua bella apologia Honorius Papa vindicatus, salva integritate Concilii VI, sive historia Monothelismi contra ultima jansenislarum effugia, Aquisgrani 1711.

Un’altra strada prese Melchior Cano, il quale crede che Onorio I, scrivendo a Sergio, errasse veramente nella fede; ma sostenne che tale errore fosse di lui come uomo privato e non come Papa. Questa sentenza è stata nel secolo passato difesa dal Tournely (De eccles., quaest. 3, art. 4) e dal Tommasini nelle Dissertazioni sopra i Concilii (dissert. 20).

Alberto Pighi, i Cardinali Baronio e Roberto Bellarmino, il Boucat ed un altro francese, che su tale argomento diede alla luce nel 1738 la dissertazione: Examen exact ed detallé du fait d’Honorius, negano che Onorio I sia stato condannato dal VI Concilio; quindi vogliono che guasti (manomessi, ndR) siano stati gli atti di quel Concilio, e che contro la mente dei padri invece di Theodori sia stato intruso il nome di Honorii, forse da Teodoro medesimo. Ma i maggiori uomini che hanno scritto di questo argomento, Cristiano Lupo, Garnier, Natale Alessandro, Antonio Pagi, de Marca, Tamagnini, hanno provato e ricevuto come veri e sinceri gli atti del VI Sinodo, dei quali compose una dissertazione apologetica Conbefis.

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Francesca, la “Carola italiana” condannata in Francia

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Si chiama Francesca Peirotti ed è stata definita da alcuni la “Carola Rackete italiana”. Come spiega il prof. Marco Gervasoni sul sito di Nicola Porro, Francesca Peirotti è una simil Carola: 31 anni, poliglotta, studi internazionali, legami con Ong. Ed è stata condannata a sei mesi di prigione dai giudici francesi per avere introdotto dalla frontiera di Ventimiglia in Francia alcuni clandestini. Lo stesso reato di cui è accusata Carola.

Se di Francesca nessuno s’interessa

Politicamente corretta, legata alle Ong e al partito internazionale dell’Open Border. Una visione del mondo che, almeno da queste parti, abbiamo sempre contestato e duramente criticato. Francesca, però, ha un problema: è italiana ed è stata dimenticata da tutti, in modo particolare da quelli che la pensano come lei e dovrebbero difenderla da una condanna molto dura. E invece nulla: avete sentito i parlamentari del Pd parlare di lei? No.

Pur non avendo quindi alcuna simpatia per le simil Carola, scrive Marco Gervasoni, «dobbiamo denunciare i pesi e le misure diverse applicate nei due casi, visto che l’unica differenza tra Francesca e Carola è che la prima è italiana e la seconda è tedesca (e Francesca non ha speronato nessuno, e non ha portato immigrati da fuori, perché già stavano nello spazio Ue)».

Francesca, la “Carola italiana” lasciata sola in carcereNel caso di Francesca, però, «nessun sostegno da parte di media internazionali, nessuna manifestazione contro Macron, nessuna presa di posizione di parlamentari piddini, e nessun appello strappalacrime (neanche un video da telefono) della solita compagnia di giro savianesca» osserva il professore. «Nessuna parola, purtroppo, neppure da parte dalle nostre autorità. Mentre nel caso di Carola si sono messi presidente e ministro degli esteri tedesco, ministro degli interni francesi, e molto altro. Per un reato ben meno grave di quello di cui è accusata Carola, Francesca ha subito una dura condanna e, avendo scelto la strada del ricorso, rischia di essere colpita da una pena ancora più dura».

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/07/04/francesca-la-carola-italiana-condannata-in-francia/

DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

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DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

Longino, soldato romano della provincia d’Isauria, presente alla morte di Cristo, lo ferì con una lancia nel Costato, e da questa ferita ne scaturì Sangue ed Acqua. Convertito per questo miracolo, raccolse con una spugna quanto più potè di quell’umore divino, e lo portò a Mantova l’anno di Cristo 36, ove si recò per predicarvi, come primo apostolo, il Vangelo. Ivi perseguitato dal Prefetto Ottavio, per cui ordine fu poi decollato il 2 dicembre dell’anno susseguente, che era il ventesimoprimo del regno di Tiberio, pensò a mettere in sicuro la gran Reliquia che aveva seco portato, nascondendola sotto terra in quel luogo ove adesso si ammira la Chiesa oltremodo magnifica di S. Andrea. Al tempo di Carlo Magno, nell’anno 804, per celeste rivelazione, venne a scoprirsi il preziosissimo deposito lasciatovi da Longino. Il fatto fu così strepitoso, che il Papa Leone III si recò personalmente sul posto: ed accertatosi della verità, ne portò in dono una particella all’Imperatore. Nel 925, per paura degli Ungari che devastavano l’Italia, i Mantovani sotterrarono il detto preziosissimo Sangue, parte in S. Andrea, e parte in S. Paolo, che era allora la Chiesa Cattedrale. Nel 1053, Enrico III Imperatore, venuto apposta a Mantova, adorò questo preziosissimo Sangue, e presone un poco, che portò in Boemia, fece murar sotterra il rimanente, temendosi ancora l’invasione dei barbari che di continuo infestavano l’Italia. Nel 1084, per rivelazione fatta dall’Apostolo S. Andrea al B. Adalberto, fu nuovamente ritrovato il divino deposito: e pei grandi miracoli che ne seguirono, venne a Mantova il Papa Leone IX, e approvata la pubblica credenza, non che il culto supremo che si prestava a quell’insigne Reliquia, ne portò una particella in Roma, ove si mostra tutt’ora. Nel 1298, Bardellone Bonacolsi, reggendo Mantova, fece aprire il luogo ov’era nascosto detto Santissimo Sangue, e lo fece portare processionalmente per tutta la città con grandissima festa, poi lo rinserrò come prima.

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Scandalo Bibbiano. Meluzzi: «Mostruso e diabolico. Si vuole colpire la famiglia naturale»

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Continua a tenere banco lo scandalo emerso a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, dove è stata scoperta una fitta rete di violenze, abusi e stratagemmi per togliere dei bambini alle loro famiglie e darli in affido ad altre coppie, con lo scopo di gestire un giro di affari di migliaia di euro.

Una vicenda che sta facendo trapelare sempre più dettagli raccapriccianti, che avranno sicuramente delle pesanti ripercussioni legali e giudiziarie. Le conseguenze più pesanti, però, saranno quelle di cui saranno vittima proprio i minori, letteralmente strappati con l’inganno alle loro famiglie e alla loro infanzia, come ha spiegato lo psichiatra, scrittore e opinionista Alessandro Meluzzi intervistato da Pro Vita & Famiglia.

Quali traumi e conseguenze potranno avere questi bambini anche dopo la scoperta  di quanto accaduto?

«Ci sono e ci saranno delle conseguenze assolutamente drammatiche per questi bambini, ma anche in generale perché qui c’è un vero e proprio complotto per colpire la famiglia naturale. In particolare per portare via bambini di famiglie povere e darli a comunità, case-famiglia dove poi vengono erogati fino a 400 euro al giorno per ogni minore, oppure a coppie benestanti, se possibile omogenitoriali. È un qualcosa che ha il sapore del mostruoso, del diabolico e non ci sono altri aggettivi per definirlo».

I responsabili hanno anche loro dei dolori, dei traumi, delle devianze?

«Alla luce di quello che è emerso dalla stampa e da ciò che viene raccontato sembra che una parte di questi terapeuti e questi professionisti venisse da storie di abusi infantili. Possiamo dire quindi che c’è la trasmissione di un virus di sofferenza che diventa poi un elemento di esaltazione. Anche in questo aspetto, quindi, c’è qualcosa di patologico».

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Ora è ufficiale: niente procedura d’infrazione all’Italia

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L’AMMAZZAGUFI

Moscovici: “Con il pacchetto da 0,42% del Pil, che equivale a 7,6 mld, l’Italia rispetta il patto di stabilità nel 2019”. Cosi l’Ue chiude il dossier procedura

“Grazie al pacchetto, il governo italiano soddisfa le nostre richieste con una correzione di 7,6 miliardi che corrisponde allo 0,42% del Pil. L’Italia rispetta le regole del patto di stabilità nel 2019. Pacchetto che realizza lo stesso sforzo previsto a dicembre ma senza crescita”.  Come atteso, la Commissione europea ha deciso di non chiedere all’Ecofin l’apertura della procedura per deficit eccessivo basata sul debito a carico dell’Italia. Una decisione che arriva dopo che anche i capi di gabinetto dei commissari europei hanno concordato che non sarà chiesto all’Ecofin di avviare le sanzioni contro l’Italia.

‘La procedura per debito a carico dell’Italia non è più a questo stadio giustificata e credo che l’Eurogruppo concordera”, ha annunciato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici aggiungendo che il governo “ha preso misure sostanziali in relazione allo scarto di deficit nel 2018 e nel 2019, anno in cui rispetterà le regole del patto di stabilità”.

Nella lettera del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria alla Commissione europea, l’Italia offre l’impegno a un miglioramento strutturale del deficit nel 2020 compatibile con le regole del Patto di stabilità. Tuttavia – secondo quanto apprende l’Ansa – non vi sarebbe indicazione di cifre o obiettivi numerici per il prossimo anno.

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Carola, i magistrati dell’Anm contro Salvini: «Con le sue critiche alimenta un clima d’odio»

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 Secondo noi, ma riteniamo che molti italiani la pensino allo stesso modo, sono certe sentenze, come quella sulla “piratessa”, ad alimentare un clima d’odio e sfiducia verso le Istituzioni (n.d.r.)

«Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale. Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia?», aveva detto ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando la decisione del gip di Agrigento di liberare la Capitana Carola Rackete e invocando una riforma della giustizia in tempi brevi.

Parole che non sono piaciute all’Associazione Nazionale Magistrati secondo cui, “ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del Gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore”, dopo che non è stato convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra. «Quando un provvedimento risulta sgradito al ministro dell’Interno – spiega con una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/07/carola-i-magistrati-dellanm-contro-salvini-con-le-sue-critiche-alimenta-un-clima-dodio/

Ue: nessuna procedura per il debito italiano

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E’ stato deciso di non raccomandare di avviare una procedura d’infrazione per il debito eccessivo nei confronti dell’Italia. Però la decisione definitiva sarà presa il 9 luglio.

Secondo quanto si apprende la Commissione europea avrebbe preso la decisione di non raccomandare all’Ecofin di avviare una procedura d’infrazione contro l’Italia.

L’ultima parola spetta al Consiglio di Economia e Finanza composto dai Ministri dell’Economia e Finanza degli Stati membri (ECOFIN) che si riunirà il prossimo 9 luglio, quando dovremo avere delle informazioni più chiare se l’Italia dovrà pagare o meno la maxi multa.

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3 luglio SAN LEONE II Papa

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Leone II, Leone III e Leone IV, papi, santi, i loro resti, ritrovati nel 1580 furono, il 27 maggio del 1607, collocati all’altare della Madonna della Clemenza a S. Pietro in Vaticano. Prima erano, per volere di Pasquale II, nell’oratorio e altare dedicato a S. Leone I papa.

Leone II, Siciliano, fu sulla sedia di Pietro dal 17 agosto 682 al 3 luglio 683. M.R.: “3 luglio – A Roma il natale di san Leone secondo, Papa e Confessore, il quale nel primo anno del suo Pontificato, pieno di meriti, volò al cielo.”

[Tratto dall’opera «Reliquie Insigni e “Corpi Santi” a Roma»di Giovanni Sicari]

Secondo alcune fonti, i Santi Papi Agatone e Leone II erano siciliani. Secondo altri erano invece del Cicolano. Questo territorio, e cioè la valle del Salto, è la parte più orientale della Provincia di Rieti. Il Cicolano che fino al 1927 faceva parte dell’Abruzzo, nell’antichità era abitato dal popolo degli Equicoli, parenti degli Equi. San Leone II, figlio di un medico di nome Paolo, sarebbe originario della piccola città di Cedella (oggi Civitella di Pescorocchiano) “in un cantone dell’Abruzzo Ulteriore, chiamata la Valle di Sicilia; ed è perciò che dalla maggior parte degli scrittori è creduto siciliano di nascita” (RICHARD-GIRAUD; Biblioteca Sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, riportato nel II vol. Dell’Abruzzo-Aquilano Santo, 378-9).

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