Nasce ‘Modernismo Ecologia Libertà – con Bergoglio’, ispirato da ‘Laudato si”

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MODERNISMO E LIBERTA

Segnalazione Radio Spada

by jeannedarc

Ci giunge la notizia della nascita di un nuovo movimento “Modernismo Ecologia Libertà – con Bergoglio”, ispirato da “Laudato si'”. Qui la pagina FB.

L’avventura, partita al grido “Basta fumate nere”, è proseguita con più di un motto che potrebbe far da manifesto al neoecologismo bergogliano: “Encicliche riciclate, su carta riciclata”, “Stop a tutti i PARAMENTI che non siano VERDI”, “Turiboli a emissioni zero”, “Los bergoglianos unidos jamás serán vencidos”, “La Patria si difende anche facendo la guardia ad un bidone di benzina (verde)”.

Riportati anche stralci originali di “Laudato si'”.

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L’interesse del business mondiale verso il Forum di ‎San Pietroburgo imbarazza gli Usa

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SAN PIETROBURGO

Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

Le autorità Usa hanno promesso di non ostacolare le imprese che intendono partecipare al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (Saint Petersburg International Economic Forum, Spief) Un anno fa Washington aveva apertamente invitato il top management delle società americane a non andare in Russia, ma questa volta la situazione è diversa. Il 18 giugno si è aperto il XIX Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Interesse per l’edizione di quest’anno lo mostrano l’Asia, in particolare la ‎Cina, l’America Latina e il Medio Oriente. Il Forum è stato a lungo una delle più influenti piattaforme globali, che riunisce i principali operatori e protagonisti del mondo del business. Se l’anno scorso erano giunti 655 rappresentanti di grandi imprese, quest’anno secondo le prime stime gli “squali” del mondo del business dovrebbero essere più di mille. Al forum sono attesi Romano Prodi, Grhard Schröder, Tony Blair, l’ex primo ministro del Giappone Yukio Hatoyama la vice del segretario generale dell’ Onu Shamshad Akhtar. Il numero complessivo dei partecipanti è superiore a 7mila.

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Croce: “I partiti perdono, le civiche vincono”

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CROCE

 

Segnalazione di www.veronapulita.it

 

“I PARTITI PERDONO, LE LISTE CIVICHE VINCONO” (editoriale su VERONASERA)

Il presidente di Verona Pulita commenta gli ultimi risultati elettorali, che hanno visto i partiti politici cedere il passo alle liste civiche in diversi casi: da Venezia a Nuoro, passando da Fermo e Matera. I politicanti escono di scena, i cittadini prendono in mano le città. C’è un vento di speranza che soffia forte in tutta la penisola: è un …

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Ungheria, proposta choc: schedare gli ebrei

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bandiera ungherese

Mozione dell’estrema destra nel giorno dell’ok alla legge elettorale.

Proprio nel giorno in cui il parlamento di Budapest ha approvato definitivamente la nuova controversa legge elettorale, un’altra notizia squassa la politica e l’opinione pubblica ungherese.
Il leader del partito di estrema destra Jobbikerese, terzo partito in Ungheria, ha invitato il governo, martedì 27 novembre, a stilare una «lista degli ebrei che pongono un rischio per la sicurezza nazionale»: immediato lo sdegno della comunità ebraica, che ha visto nella dichiarazione echi della politica nazista, foriera dell’Olocausto.
Motivazione, o semplice pretesto, sarebbe il conflitto a Gaza: Marton Gyongyosi, leader del partito, ha detto che la lista è necessaria a causa delle tensioni israelo-palestinesi.
Lo Jobbik non è nuovo a uscite antisemite e anche a violente campagne populiste contro la minoranza Rom.

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Enroll in Father’s Day Mass: Reminder

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FATHER DAY

Segnalazione di don Anthony Cekada

Enroll Your Father in Father’s Day Mass Remembrance

Special High Mass

Sunday, June 21, 9:00 AM

Still time to enroll!

This year Father’s Day occurs on June 21, the Fourth Sunday after Pentecost.

This year, as is our custom every Father’s Day at St. Gertrude the Great, we will offer our 9:00 AM Sunday High Mass for all fathers, living and deceased, whose names have been submitted to us to be placed on the altar.

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APOSTASIE CONCILIARI A IOSA: DA CANTERBURY AI CANTALAMESSA

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Risultati immagini per Apostasia conciliareL’EDITORALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Papa Pio IX, all’epoca del Concilio Vaticano I, aveva visto il pericolo e la natura dell’attentato alla Fede e diceva (27.11.1871): “Oggi non è più l’eresia, non è più il martirio di sangue che si fa incontro alla Chiesa per combatterla, ma è, dirò così, il martirio intellettuale e morale. Oggi non si fa più guerra a una parte della Chiesa, a un lato della sua fede, a qualcheduno dei suoi dommi… Oggi sta contro la Chiesa 1’Incredulità, l’Ateismo, il Materialismo. Oggi non è più da lottare (giova ripeterlo) con eresie, che non hanno importanza alcuna; ma con l’indifferenza, con l’empietà, che mira a schiantare dal cuore di ogni Cattolico la fede; mira a ruinar dalle fondamenta la Chiesa di Gesù Cristo, e questa Città, fatta preziosa dal sangue di tanti Martiri, a gittar di nuovo nel lezzo dell’antica corruzione, riducendola come sotto i Neroni, o più veramente come sotto i Giuliani Apostati. Sicché Roma, sede venerata della verità, diventerebbe insomma un’altra volta, centro di tutti gli errori”.

Si voleva la conciliazione della Chiesa e del Papa con il mondo moderno e il Sillabo nel suo ultimo articolo condanna l’asserzione: “che il Romano Pontefice possa e debba riconciliarsi e andare d’accordo con il progresso, con il liberalismo e con la civiltà moderna”

Respingere tale conciliazione nella vita civile espressa dal non expedit è questione di fede cattolica.

Eppure, oggi sono i pastori conciliari a promuovere con il Vaticano 2 una nuova dottrina per tale conciliazione con i poteri del mondo moderno per consolidare un «nuovo cristianesimo» anticattolico e quindi anticristiano perché invischiato nella metastasi  pancristiana.

Uno dei grandi convertiti dall’Anglicanesimo alla Chiesa Cattolica, fu Robert Hugh Benson, sacerdote e scrittore inglese (Wellington College, 1871 + ­Salford, 1914), convertitosi nel 1903 e l’anno successivo ordinato sacerdote. Continua a leggere

Sentenza choc in Olanda sulla pedofilia: Via libera al club che la promuove

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Secondo la Corte d’appello non va vietata la fondazione che propone la liberalizzazione del sesso coi minori

La pedofilia è «un comportamento aberrante». Ma non può essere negato il diritto di fare campagne per promuoverla. È il senso della sentenza shock di una corte d’appello olandese che ieri, ribaltando la decisione di primo grado, ha stabilito come non debba essere vietata l’attività di una fondazione che da oltre trenta anni promuove la pedofilia.

Lo scorso anno il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento del gruppo `Sticthing Martijn´ rilevando che le sue proposte per legalizzare i contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme ed ai valori della società olandese.

Ieri la corte d’appello di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non contravvenivano la legge. Aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali, non andava connesso al lavoro della fondazione stessa.

La Corte d’appello ha anche rilevato che le proposte per la liberalizzazione della pedofilia sono «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», in particolare per quanto concerne la minimizzazione dei «pericoli dei contatti sessuali con giovani». Ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è sufficientemente «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante» promosso dal gruppo fondato nel 1982 e sciolto lo scorso anno in seguito alla sentenza di primo grado. Un suo ex presidente, Martijn Uittenbogaard, ha affermato che i 60 soci non si riuniranno per decidere i prossimi passi, mentre l’ufficio del procuratore sta valutando l’ipotesi di un ricorso in terzo grado. Una portavoce della pubblica accusa ha definito la sentenza «deludente».  Continua a leggere

Per bruciare le chiese in Galilea non c’è bisogno dell’Isis

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3Segnalazione del Centro Studi Federici

Un attentato di matrice ebraica ha colpito la chiesa di Tabgha in Galilea, che ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (miracolo negato da Jorge M. Bergoglio: http://federiciblog.altervista.org/2013/05/27/la-moltiplicazione-degli-errori-di-bergoglio/)
 
Israele, un incendio doloso causa gravi danni in un santuario cristiano a Tabgha (terrasanta.net del 18 giugno 2015)
 
Nel cuore della notte scorsa un incendio doloso è stato appiccato alla chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, sulla riva nord-occidentale del lago di Tiberiade, in Israele.
I vigili del fuoco sono accorsi sul posto intorno alle tre e trenta. Quando sono riusciti a domare il rogo, le fiamme avevano già causato seri danni al chiostro del santuario, che è uno dei luoghi cari ai gruppi di pellegrini cristiani che si recano in Terra Santa. Due persone che si trovavano nell’attiguo monastero – un anziano monaco e una giovane volontaria – sono state affidate alle cure dei medici per un’intossicazione causata dall’inalazione dei fumi dell’incendio.
Su uno dei muri dell’edificio sacro è stata tracciata con uno spray rosso una frase in ebraico («Annienterai i falsi idoli»), tratta dalle preghiere recitate ogni giorno dagli ebrei osservanti. Il che fa pensare che l’incendio sia stato volutamente appiccato da qualche estremista appartenente a quegli ambienti.
Da anni ormai in Terra Santa si succedono attacchi a luoghi di culto cristiani (principalmente, ma non solo, in chiave anti palestinese), messi in atto da queste frange violente, spesso contigue al movimento dei coloni. Gli episodi vengono puntualmente denunciati e condannati dalle autorità religiose cristiane e da organismi come il Consiglio delle istituzioni religiose di Terra Santa, un coordinamento voluto da religiosi ebrei, cristiani e musulmani (basta dare un occhio al suo sito internet per rendersi conto della frequenza di simili eventi). Proprio questa mattina il Consiglio ha espresso la sua condanna per l’incendio a Tabgha, osservando che «dal dicembre 2009 qualcosa come 43 chiese e moschee sono state incendiate o dissacrate, e tuttavia non una singola persona è stata perseguita dalle autorità».
Ogni volta si invoca un nuovo e intenso sforzo educativo che educhi le nuove generazioni in particolare negli ambienti ultraortodossi ebraici … Il continuo ripetersi di simili episodi dimostra che la strada da percorrere è ancora lunga.
Il complesso della Moltiplicazione dei pani e dei pesci fa memoria del celebre miracolo che Gesù operò per sfamare una folla di discepoli. L’attuale chiesa è molto recente: risale agli anni Settanta del secolo scorso e sorge sui resti di un’antica chiesa bizantina. È proprietà dei benedettini (tedeschi) dell’abbazia della Dormizione a Gerusalemme. Fratel Nikodemus Schnabel, uno dei monaci, racconta che i danni provocati dall’incendio della scorsa notte sono ingenti: «L’atrio della chiesa, e tutta l’ala sud degli uffici e del “divano” (l’ampio soggiorno in cui nelle dimore mediorientali si ricevono gli ospiti – ndr) sono stati danneggiati». Le fiamme si sono propagate al tetto.
Anche nell’aprile 2014 degli adolescenti vestiti alla maniera degli ultraortodossi furono protagonisti di vandalismi nel recinto del santuario. Staccatisi da un più folto gruppo accompagnato da un adulto, alcuni di loro avevano distrutto una croce e oltraggiato con sputi, sassate e insulti una delle ospiti della foresteria. Poco più di un mese dopo, il 26 maggio, un piccolo rogo era stato acceso nella basilica della Dormizione a Gerusalemme, sul monte Sion, a due passi dal Cenacolo. (…)
La stampa israeliana riferisce che nel corso della mattinata la polizia ha fermato, per interrogarli e rilasciarli di lì a poco, 16 giovani coloni (inizialmente menzionati come studenti minorenni di una yeshiva, cioè una scuola religiosa ebraica), sospettati di essere responsabili dell’incendio.
 

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Un’ Europa suddita rinnova le sanzioni contro la Russia

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Redazione

Mercoledì il Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Unione (Coreper) ha preso la decisione di estendere le sanzioni contro la Russia fino alla fine del gennaio 2016; il provvedimento sarà formalizzato lunedì 22 al Consiglio degli Esteri di Lussemburgo, dove sarà posto al punto “A” della riunione e come tale approvato senza discussione.

La decisione era già stata scritta allo scorso G7 tenuto a Garmisch, quando i cosiddetti “grandi” s’erano affrettati ad uniformarsi al volere del padrone d’oltre Atlantico, zittendo senza alcuna discussione le flebili voci che si cominciavano a levare in Francia, Italia e dal mondo imprenditoriale tedesco contro sanzioni suicide, che stanno massacrando l’economia europea.

Washington continua indisturbata nella sua guerra contro Mosca, addossandone i costi ad un’Europa sempre più debole e succube, mentre la Russia sta trovando alternative guardando a Oriente e rinforzando la sua partnership con la Cina.

Per gli europei resta il declino determinato dalla propria sudditanza.

Fonte: http://www.ilfarosulmondo.it/uneuropa-suddita-rinnova-le-sanzioni-contro-la-russia/

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Gigantesco progetto di espansione ebraica vicino ad al-Aqsa

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Risultati immagini per Gigantesco progetto di espansione ebraica vicino ad al-AqsaSegnalazione di Federico Prati

Gerusalemme-Quds Press. Un rapporto palestinese ha messo in guardia da un gigantesco progetto di espansione ebraica che impegna le autorità di occupazione israeliana nella zona della Moschea di al-Aqsa, un progetto denominato “Tempio biblico” (Centro Kadim).

In un comunicato stampa pubblicato in data 27 maggio, il Centro Informazioni “Gerusalemme nostra” ha spiegato che il nuovo governo Netanyahu ha in programma di adottare questo progetto. Alcune notizie riportano, infatti, come l’occupazione sia impegnata nella preparazione, per il 2017, dei festeggiamenti per il “Giubileo d’oro”, il cinquantesimo anniversario dell’occupazione della parte orientale di Gerusalemme.

Secondo le mappe allegate al rapporto, l’edificio che l’occupazione intende costruire all’ingresso del quartiere Wadi Halwa, 20 metri a sud delle mura storiche meridionali dell’antica Gerusalemme, prevede la costruzione di sette piani, cinque dei quali al di sopra del livello del suolo e due sotto, su un’area di sei ettari, per un’estensione complessiva di circa 17 mila metri quadrati.

La costruzione comprenderà un piano archeologico che mostri la presenza dei beni archeologici conservati dall’occupazione durante le operazioni di scavo, durate molti anni. L’occupazione afferma, infatti, che rimangono ancora vestigia del primo e del secondo presunto Tempio, vestigia di epoca romana e bizantina, in contrasto con la verità dei fatti, che indica come molti reperti archeologici di quest’area risalgano all’epoca araba, in particolare Gebusea, e a epoche islamiche successive, dal periodo omayyade a quello ottomano, e siamo stati distrutti durante gli scavi. Tra i monumenti distrutti, l’antico cimitero di epoca abbaside. Continua a leggere

Il mito del “libero” commercio globale

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Risultati immagini per contro il mercato globaleSegnalazione di Federico Prati

di Pepe Escobar

La chiave del TTIP è il cosiddetto meccanismo di risoluzione delle dispute tra investitori e stati, che essenzialmente dà alle grande compagnie il potere di fare causa ai governi per “mancata implementazione”, nel caso le politiche o le leggi statali interferiscano con i loro profitti. Ma si tratta solo di commercio o c’è dell’altro?
C’era una diretta e cruciale agenda “segreta” che collegava l’incontro del G7 in Germania con quello del Bilderberg, tenutosi in Austria la settimana scorsa: l’avanzamento dei negoziati virtualmente segreti per il Partenariato Transatlantico per il Commercio e l’Investimento, l’imponente accordo commerciale tra USA e UE. Sebbene i poteri aziendali dietro al TTIP scalpitino affinché venga raggiunto un accordo prima della fine del 2015, restano dei seri problemi.

E poi c’è stato il voto di venerdì scorso al Congresso USA. Di fatto due voti: uno per autorizzare il governo USA a seguire la “procedura accelerata” per concludere accordi commerciali, e l’altro per aiutare i lavoratori statunitensi che, in conseguenza degli accordi commerciali, lottano per competere con le importazioni . La procedura accelerata è passata, ma non l’assistenza di adeguamento. Quindi il Senato USA dovrà revisionare la procedura accelerata. Non un divertimento per i poteri aziendali dietro al TPP (e al TTIP).
Eppure l’intero affare va molto oltre la completa autorità presidenziale a negoziare accordi oscuri come il TTIP, il TPP e l’Accordo sul Commercio di Servizi (TISA). L’amministrazione Obama insiste che, una volta concluso l’accordo del Pacifico, per i lavoratori statunitensi ci sarà una cascata di benefici. Ma ciò è altamente discutibile. Continua a leggere

Profughi

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ainkawaSegnalazione del Centro Studi Federici

Mentre la repubblica italiana è invasa da migliaia di presunti profughi, in Siria e in Iraq i profughi cristiani affrontano situazioni sempre più drammatiche. Le popolazioni cristiane, un tempo protette da Saddam e da Assad, sono fuggite dai loro villaggi a causa dei terroristi foraggiati dalle potenze occidentali e mediorientali. Un inviato de Il Giornale ha visitato il campo profughi di Ainkawa, in Iraq.
 
I profughi
Solo pochi mesi fa eravamo stati nei quartieri di Erbil che ospitavano i profughi cristiani scappati dal terrore dell’ISIS. Solo pochi e già tutto è cambiato. In peggio purtroppo. Il vecchio stabile fatiscente che ospitava centinaia di famiglie davanti la chiesa di S.Giuseppe nel quartiere di Ainkawa, è stato sgombrato. Oggi tutte quelle famiglie vivono in un luogo se possibile più fatiscente e degradato. Da meno di un mese, infatti, i cristiani di Mosul sono stati trasferiti in un campo profughi a qualche chilometro fuori da Erbil. L’asfalto e i rumori della città sono stati sostituiti dal deserto e dal caldo insopportabile dei campi.
Qui le temperature estive raggiungono anche i cinquanta gradi e i container di alluminio diventano già dalle prime ore della mattina dei veri e propri forni. Al nostro ingresso nel campo veniamo accolti da un rumoroso gruppo di bambini.  
Ci chiedono insistentemente qualcosa, qualunque cosa; litigano, scalciano per avere la meglio l’uno sull’altro. Le urla attirano altri bambini e in pochi minuti ci ritroviamo letteralmente accerchiati. Alla fine un bracciale strappato via dal polso è tutto quello che riescono ad ottenere. Calci e botte al fortunato vincitore. “E’ mio, vai via!”, urla, strattoni e la corsa per evitare di perdere tutto…
Incontriamo padre Malawin, il responsabile del campo profughi: “qui vivono al momento più di 550 famiglie, ma se consideriamo quelli che ancora vivono nelle roulette ad Erbil allora il conto sale a 1200.” Chiediamo se qualcuno all’interno del campo ha visto personalmente i terroristi dell’ISIS e padre Malawin ci risponde: “Le persone che sono qui, sono quelle che sono riuscite a scappare. C’è però una famiglia a cui i terroristi hanno preso una bambina di due anni, ma purtroppo non è possibile incontrare queste persone.” Chiediamo e otteniamo il permesso di visitare il campo, così ci incamminiamo nella via principale: uno stradone sterrato con decine di container tutti uguali ai lati. 
E’ sera, unico momento della giornata in cui si riesce a respirare all’aria aperta. La gente è seduta fuori e sembrano tutti disposti a raccontarci le loro storie. Veniamo invitati da una famiglia a visitare uno dei container. Entriamo e veniamo subito travolti da un forte odore di plastica che associato alle più che modeste dimensioni del container, rende il luogo davvero invivibile. “A vivere qui siamo cinque adulti. E’ davvero dura.” ci racconta Jibrail, capo famiglia. “Con questo caldo non abbiamo neppure il frigorifero e tutto quello che vedi l’abbiamo dovuto comprare noi.” In effetti è davvero impressionante credere che cinque persone riescano a vivere in quindici o forse venti metri quadri. 
E fa davvero rabbia pensare che queste persone fino a pochi mesi fa vivevano nella quasi normalità a casa propria. “Abbiamo dovuto lasciare tutto lì. Non sappiamo cosa sia successo alla nostra casa” continua Jibrail mentre beviamo assieme un caffè. “I terroristi un giorno hanno trovato il mio numero di telefonino a casa e mi hanno chiamato. Mi dicevano di avere visto mia figlia in foto, mi dicevano che era bella. Ero devastato…” Il racconto di Jibrail viene interrotto dalla moglie che evidentemente non ha voglia di parlare o ascoltare più questi discorsi. Si chiama Maryam, ha un volto familiare, mediterraneo. Prende la parole e ci dice: “Vogliamo solo riniziare. Non sappiamo quando torneremo a casa, né mai se ci torneremo. Tanto vale riconquistarsi la dignità fin da subito…” 
 
 
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Vuole che la Chiesa (conciliare) riconosca le coppie gay, è Padre sinodale

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BonnyVuole dalla Chiesa un «riconoscimento formale» delle unioni omosessuali: ora il Vaticano ha approvato che sia proprio lui a rappresentare il Belgio al prossimo Sinodo sulla Famiglia, in programma ad ottobre a Roma. E’ la decisione assunta nei confronti di mons. Johan Bonny di Anversa, non a caso già collaboratore del Card. Kasper al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani. La notizia è stata immediatamente ripresa dall’agenzia LifeSiteNews.

L’anno scorso mons. Bonny non fu scelto quale delegato al Sinodo, quest’anno invece sì, “promosso sul campo”. Ha rimpiazzato l’Arcivescovo André-Joseph Léonard, che, guarda caso, è stato definito un «coraggioso difensore» della dottrina morale cattolica: rimosso. Non solo. Ai 75 anni, a norma di diritto canonico, ha presentato le sue dimissioni in Vaticano: sono state prontamente accettate, in nemmeno un mese.

Le premesse dello “strappo” furono poste da mons. Bonny nella lettera aperta di 22 pagine, scritta lo scorso settembre ai Padri Sinodali, lettera in cui li si invitava a rovesciare letteralmente il tradizionale approccio dottrinale, radicato sul diritto naturale, e ad imporre su temi quali matrimonio e sessualità la primazia della «coscienza» personale. Secondo lui, il fatto che oggi si legalizzino le «unioni di fatto ed anche le nozze tra persone dello stesso sesso» offrirebbe anzi alla Chiesa nuovi spunti su matrimonio e famiglia. Il concetto lo ha poi ripreso e formulato in modo ancor più esplicito a dicembre nel corso di un’intervista al quotidiano belga De Morgen: «All’interno della Chiesa – ha dichiarato – dobbiamo cercare un riconoscimento formale della dimensione relazionale presente in molte coppie omosessuali, lesbiche o bisex». Ed ha ribadito, tanto perché il messaggio pervenisse forte e chiaro: «Come nella società sussiste una pluralità di quadri giuridici» di riferimento in merito, così «anche nella Chiesa dev’esserci una pluralità di forme di riconoscimento». Un atteggiamento fortemente criticato dall’organizzazione internazionale Voice of the Family, dettasi peraltro preoccupata dal crescente numero di Padri sinodali, formalmente oppostisi alla Dottrina cattolica, in particolare proprio sul tema delle condotte omosessuali. Padri, cui provvidenzialmente si contrappongono i confratelli di Africa, Polonia ed America. Continua a leggere

Genocidio sudafricano: bambino ‘bollito’ . Famiglia sterminata

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Nel nuovo Sudafrica ‘multirazziale’, i Bianchi sono una razza in via d’estinzione. Una popolazione perseguitata, una minoranza oppressa.

Capita così che migliaia di donne bianche vengano stuprate da bande di predoni africani. Che bambini rimangano orfani, quando, come in questo caso, non tocca anche a loro di essere scannati.

Questa sorte e’ toccata alla famiglia Viana, Portoghesi trapiantati in Sudafrica. Tre giovani neri hanno fatto irruzione nella loro casa, hanno stuprato la moglie e madre, e l’hanno uccisa davanti alla sua famiglia. Poi e’ toccato Tony Viana, il capofamiglia.
Alla fine, i tre Africani hanno ucciso anche Il figlio dodicenne della coppia: affogandolo in una vasca d’acqua bollente.

 

I tre, nella foto durante il processo in tribunale, sono tornati ridendo nelle loro celle ad udienza terminata.

Il Sudafrica e’ il modello decantato da tutto gli antirazzisti, la società ideale a cui puntare. Ovviamente lo e’ per i bianchi ricchi che vivono in fortini circondati da alte mura e girano in elicottero in spiagge private e presidiate. E’ l’inferno, invece, per le persone normali.
Perchè la fine dell’Apartheid, altro non e’ stato che la fine di quella che era “solidarietà razziale al di la’ delle differenze di classe”, e il trionfo dell’interesse delle classi privilegiate che hanno abbandonati a se stessi i bianchi poveri e delle classi medie, barattando la fine dell’Apartheid, con il mantenimento dei loro patrimoni terrieri e finanziari.
E’ la medesima strategia odierna che le nostre élites privilegiate vogliono imporre ai loro popoli: abbandonarli al loro destino. In periferie desolate, tra le grinfie dei nuovi arrivati.

Fonte: http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/07/30/olocausto-sudafricano-bambino-bollito-famiglia-sterminata/

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