Referendum Costituzionale: le Ragioni per il NO!

Condividi su:

Segnalazione Arianna Editrice

Le ragioni per il no e il testo della “controriforma”.

Prezzo: € 7,90
Editore: Arianna Editrice
Collana: Un’Altra Storia
Pagine: 112
Brossura – cm 15×21

disponibile anche in versione Ebook
a soli € 4,99. Acquista Ebook »

Continua a leggere

Prisoners of the King: November Thoughts on Purgatory

Condividi su:

Segnalazione di don Anthony Cekada

Prisoners of the King: November Thoughts on Purgatory

Main Content Inline Small

by Fr. H.J. Coleridge, SJ

(1878, 401 pages)

From the Preface;

“It occurred to me that some of the miracles of our Lord might be usefully applied in illustration of the doctrine of Purgatory

“The Holy Souls are sufferers to a degree and in a manner which are but faintly pictured in the bodily maladies which our Lord so lovingly relieved, and they are sufferers whose case He has left very much to the charity of the children of the Militant Church.

This book is excellent reading anytime, but especially during November, the Month of the Holy Souls.

We are offering it for a $30 donation to support our apostolate.

Click for info Continua a leggere

Rousseau sbagliava: non esiste il buon selvaggio!

Condividi su:
Schiavisti, torturatori e cannibali: dalle Americhe all’Africa i ”nativi” furono peggiori dei colonizzatori
di Camillo Langone

Come si chiama la piattaforma digitale del Movimento Cinque Stelle? Rousseau. E quale mito il filosofo svizzero-francese è riuscito a radicare nella mente porosa degli europei moderni? Il buon selvaggio.
Quindi Incontri coi selvaggi di Jean Talon (Quodlibet, pagg. 204, euro 15) non è solo una piacevole lettura, è anche un libro involontariamente politico. L’autore (bolognese, a dispetto del nome) fa parte del giro Celati-Cavazzoni e racconta secoli di contatti fra l’uomo bianco e gli indigeni con lo svagato distacco tipico di quell’ambiente letterario, senza prendere posizione, senza tesi da dimostrare. Eppure dopo pochi capitoli diventa inevitabile tifare per l’esploratore, che magari è un pazzo, un uomo animato da manie di grandezza, da sogni insensati, ma che immancabilmente si imbatte in un soggetto peggiore di lui: il Cattivo Selvaggio.

AVVENTURE O DISAVVENTURE?
Ovvio che le avventure siano quasi sempre disavventure. Nelle prime pagine, dedicate allo spagnolo del sedicesimo secolo Cabeza de Vaca, nome da protagonista di film di Herzog, troviamo aztechi che compiono sacrifici umani, indiani dei Caraibi che dopo aver catturato i bianchi li affogano in mare, indiani del Nordamerica che dopo aver catturato i bianchi li riducono in schiavitù trasformandoli in bestie da soma… Continua a leggere

Senza Cristo crolla la Civiltà…peccato che sembrano averlo capito solo Putin e Orban

Condividi su:

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Nessuna politica laicista può curare la malattia dell’Occidente che porterà all’autodistruzione: la perdita della fede
di Pat Buchanan

“In una delle sue ultime colonne, Dennis Prager ha un’acuta osservazione: “La stragrande maggioranza degli intellettuali conservatori ha una visione della vita laica. Essi non si rendono conto del disastro a cui l’ateismo ha portato in Occidente”.
Questi conservatori a-religiosi credono che “l’America può sopravvivere alla morte di Dio e della religione”, ma – dice Prager – sbagliano. La religione di un popolo, la sua fede, crea la sua cultura, e la sua cultura crea la sua civiltà. E quando una fede muore, muore la cultura, muore la civiltà – e anche quel popolo comincia a morire.
Non è questa la storia attuale dell’Occidente? Oggi nessuna grande nazione dell’Occidente ha una natalità capace di scongiurare l’estinzione dei suoi nativi. Per la fine del secolo, altri popoli ed altre culture avranno in gran parte ripopolato il Vecchio Continente. L’Uomo Europeo pare destinato a finire come le 10 tribù perdute di Israele: superate in numero, assimilate e scomparse. E mentre i popoli europei, Russi, Tedeschi, Britannici, Baltici, calano in numero, la popolazione dell’Africa, stima l’ONU, raddoppierà in 34 anni, giungendo a due miliardi. Continua a leggere

Educare i bambini in un mondo alla rovescia

Condividi su:

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Il compito educativo spetta ai genitori: non alla scuola, non allo Stato, non agli esperti, ma ai genitori (che devono creare ambienti educativi in sintonia con i principi cristiani)
di Roberto Marchesini

Nella nostra società, nella quale i valori cristiani sono sempre meno condivisi, sta emergendo un problema educativo che non è stato previsto. Come è possibile dare ai figli un’educazione fondata sui valori spirituali, sulla modestia, sulla castità in un mondo nel quale l’imperativo è il godimento, l’imbarbarimento la norma, la bruttezza, la sciatteria e la provocazione dei valori?
Quando il modello adolescenziale (con l’adolescenza protratta oltre i trent’anni) impone il tatuaggio, il piercing in luoghi più o meno visibili, i «party» più strani e trasgressivi, la musica più tribale e triviale, ha senso resistere, opporsi? Non si rischia di far sentire il proprio figlio «strano» una mosca bianca, un disadattato (mai parola indica più chiaramente il ribaltamento valoriale al quale stiamo assistendo)?

PARTIAMO DA ALCUNI PUNTI FERMI
Innanzitutto, il compito educativo spetta ai genitori. Non alla scuola, non allo Stato, non agli esperti: ai genitori. La responsabilità educativa dei figli spetta a loro. Sono quindi loro che devono scegliere il tipo di educazione da impartire ai bambini anche se il modello educativo che scelgono è discordante con (o in opposizione a) quello proposto dalla società.
Secondariamente, il tipo di educazione proposto dalla nostra società è assolutamente deprecabile sotto molti punti di vista. Continua a leggere

Facebook ci spia, noi lo sappiamo e ce ne freghiamo

Condividi su:

b0dedabb-0328-4303-8522-e5531bd52e8a_largeProPublica ha lanciato un tool che permette di sapere cosa Facebook sa di noi: genere, età, passioni, persino carta di credito. Quello che sconvolge, però, è la reazione degli utenti

Continua a leggere

“Il re è nervoso”: Oltretevere si agitano contro i veri Cattolici, che continuano la militanza e urlano la Verità!

Condividi su:

received_10210663286435489“IL SITO CHIESAEPOSTCONCILIO AZZECCA MOLTO BENE L’ANALISI SULL’ARTICOLO DE LA STAMPA CONTRO L’OPPOSIZIONE A BERGOGLIO. MA VA SOTTOLINEATO, ANCORA UNA VOLTA E ANCOR DI PIU’, LO STORICO SDOGANAMENTO IN UNA TESTATA NAZIONALE DEL SEDEVACANTISMO, CHE ASSUME UN “RUOLO-GUIDA” DI FRONTE ALLO SCRICCHIOLARE DELLA NOMENKLATURA MODERNISTA CHE OCCUPA I SACRI PALAZZI…”(Il Circolo Christus Rex)

«Il nemico ti ascolta»

Il re è nervoso

Evviva! Finalmente il muro di silenzio comincia a cedere. Per la prima volta, le voci del dissenso cattolico sono state prese in considerazione come un insieme, implicitamente riconosciute quali espressione di un vasto movimento di pensiero che, per quanto articolato e diversificato, contesta gli attuali orientamenti prevalenti della gerarchia. La tattica finora adottata dal sistema – quella di ignorare sistematicamente ogni voce fuori dal coro – si sta infatti rivelando inefficace, se non addirittura controproducente: i portavoce della protesta continuano a moltiplicarsi, a mettersi in contatto e ad organizzarsi. Evidentemente il dittatore comincia a innervosirsi e i suoi consiglieri han dato incarico ai pappagalli di regime di passare al contrattacco: neutralizzate gli avversari bollandoli nientemeno che di ultratradizionalisti! (in foto, articolo de L’Arena di Verona, in cui il Sistema fibrilla perché il Circolo “Christus Rex – Traditio” ha la sua nuova sede in Via Albere 43, di proprietà del Comune, ma in quanto Socio del Gruppo Sportivi Veterani Veronesi, che ce l’ha in locazione. Ovviamo siamo definiti “ultra-tradizionalisti”, che per qualcuno dovremmo essere cacciati… n.d.r.) 

Ovviamente non sanno un accidente delle esperienze dalle quali proveniamo né delle conversioni che molti di noi hanno vissuto; non ammetteranno mai che ad accusarli siano proprio alcune di quelle pecorelle perdute che il Buon Pastore ha preso sulle spalle per misericordia (quella vera che trasforma i peccatori anziché camuffarli), tanto meno potranno mai capire che abbiamo riscoperto la Tradizione proprio perché traditi e disgustati dalla loro Chiesa “rinnovata”… Molti di noi sono un’incarnazione di ciò che di buono essi dicono e al contempo una smentita vivente della diabolica distorsione del vero da loro operata. Continua a leggere

Francesco I: una cum Giuda

Condividi su:

Risultati immagini per Caifa bacio di GiudaSegnalazione di Federico Prati

 

https://it.zenit.org/articles/francesco-incontra-i-leader-ebraici-insieme-la-nostra-voce-e-piu-forte/

http://www.papaboys.org/papa-francesco-dialoga-membri-del-consiglio-ebraico-mondiale-nel-segno-della-vicinanza-dellamicizia/

http://www.toscanaoggi.it/tags/view/Religioni/Ebrei

http://www.federaec.it/2016/09/25/il-concilio-vaticano-ii-e-gli-ebrei/ Continua a leggere

Ostensorio fatto con le lamiere delle baraccopoli per Bergoglio

Condividi su:

PAUPERISMO BLASFEMO (N.d.r.)

 Il tabernacolo, costruito con lamiere della baraccopoli di Kibera, che sarà donato a Bergoglio
L’iniziativa della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Al Santo Padre verrà donato un tabernacolo, realizzato con le stesse lamiere di Kibera
REDAZIONE LA STAMPA
TORINO

Oggi, 19 ottobre, durante l’udienza del mercoledì, verrà presentato a papa Francesco il «Pastorale della Misericordia», realizzato con le lamiere della baraccopoli di Kibera, a Nairobi, in Kenya, lo slum più grande dell’Africa subsahariana. Tale pastorale – che culmina con un ostensorio – viaggerà, in una sorta di staffetta spirituale, nelle diocesi di Italia e del mondo, manifestando in tal modo la presenza viva e autentica di Cristo, che diventa «leggibile» proprio attraverso il materiale con cui è costruito: ferraglia povera, di scarto, che simboleggia l’amore di Gesù tra i poveri e per i poveri. Nell’occasione, al Papa verrà donato un tabernacolo, costruito con le stesse lamiere. L’iniziativa è della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che ha già presentato nei mesi scorsi a papa Francesco altri due suoi progetti: la «Croce di Lampedusa», costruita con i legni delle barche dei migranti; le «ostie della Misericordia», prodotte nel carcere di Opera dal laboratorio «Il senso del pane».

A oggi, oltre un miliardo di persone, in tutto il mondo, vive nelle baraccopoli – un terzo di queste proprio negli slum dell’Africa subsahariana – e si prevede che, nel 2020, il numero di abitanti sarà circa di un miliardo e mezzo. Soltanto negli slum di Nairobi, abitano 2 milioni di persone che non hanno energia elettrica, né rete fognaria e acqua potabile; appena il 5% dei bambini va a scuola. «Se Gesù nascesse oggi», commenta Arnoldo Mosca Mondadori, che ha ideato il progetto insieme all’artista Giovanni Manfredini, «forse nascerebbe in una baraccopoli. Vorremmo che questo pastorale girasse il mondo, come testimonianza nei confronti di questo dramma della nostra contemporaneità».

In ogni «tappa» del viaggio del pastorale, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti donerà un tabernacolo, realizzato con le lamiere delle baraccopoli di tutto il mondo. Il significato del pastorale è stato espresso da monsignor Pierangelo Sequeri, teologo e attuale preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II. «È umile, questo Pastorale del Cristo povero, nomade e migrante fin dalla sua tenera infanzia. In effetti, fu ricavato dalle modeste lamiere dei luoghi dell’accoglienza e dell’abbandono che infinitamente si ripetono, anche ora. Poiché porta il Pane del cielo, però, è diventato puro e splendente come neppure l’argento migliore potrebbe esserlo. Quando impugneremo questo Pastorale, dovremo ricordarcelo: non saremo mai all’altezza di questa purezza e di questa bellezza. Questo Pastorale è per chi è capace di commuoversi per il popolo che deve esserne guidato e consolato, spronato e guarito».

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/10/18/vaticaninsider/ita/news/francesco-benedir-lostensorio-dei-poveri-fatto-con-le-lamiere-delle-baraccopoli-KHUeP9k4H0IQWhP88qhLhJ/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Continua a leggere

Aleppo città martire

Condividi su:

aleppo_bombeSegnalazione del Centro Studi Federici

Aleppo città martire, di Nabil Antaki (medico, direttore di un ospedale aleppino, membro laico dei Maristi blu) Aleppo, 30 settembre 2016.
 
“I cristiani di Aleppo hanno vissuto da sempre nei quartieri del centro città e della zona occidentale. In quattro anni di guerra, tre quarti di loro hanno preso il cammino dell’esodo. Attualmente ne restano circa quarantamila, e i bombardamenti degli ultimi giorni li hanno colpiti deliberatamente”
 
Nonostante la guerra fosse iniziata in Siria nel marzo del 2011, essa effettivamente si propagò in Aleppo nel luglio 2012, quando i «ribelli» armati occuparono alcuni quartieri della zona est, provocando lo sfollamento di cinquecentomila abitanti che non volevano vivere sotto il controllo degli islamisti. Da quel momento, la città è divisa in due parti: la zona est, con il 25% della superficie totale, dove vivono oggi duecentomila abitanti, mentre il resto ha cercato rifugio nella zona occidentale, sotto la protezione dello Stato siriano, che comprende il 75% del territorio complessivo ed è abitata da un milione e mezzo di abitanti.
 
Dal 2012, i ribelli islamisti lanciano quotidianamente proiettili di mortaio e bombole di gas, riempite di chiodi ed esplosivo, sui quartieri ovest di Aleppo, causando morti e feriti gravi. Due anni fa, hanno anche interrotto l’approvvigionamento idrico (le autorità cittadine hanno fatto scavare trecento pozzi in pieno centro per sostituire l’acqua corrente.) e l’alimentazione elettrica, e più volte hanno imposto blocchi per impedire il rifornimento di derrate alimentari, oli combustibili e altri generi di prima necessità, con conseguenze gravissime.

Continua a leggere

Unione civile salva clandestino: non potrà più essere espulso

Condividi su:

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

La decisione della Suprema Corte: il “contratto di convivenza” va tenuto in considerazione in caso di espulsione per un extracomunitario condannato

di Chiara Sarra

Le unioni civili? Creano una “scorciatoia” per i clandestini. Soprattutto dopo la sentenza della Cassazione che ha accolto il ricorso di un extracomunitario senza permesso di soggiorno che non potrà essere espluso proprio grazie al “contratto di convivenza” previsto dalla nuova legge.

La prima sezione penale della Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio un’ordinanza con cui il tribunale di sorveglianza di Torino aveva confermato l’espulsione dall’Italia di un extracomunitario. Un’espulsione “obbligatoria”, secondo il giudice torinese, “quale misura sostitutiva da applicarsi nell’ultimo biennio di pena ai condannati privi di titolo di soggiorno”. L’immigrato irregolare, nel suo ricorso in Cassazione, aveva invece rilevato di “aver pienamente e compiutamente documentato di vivere da tempo in Italia con il suo nucleo familiare originario” e, in particolare, di “convivere more uxorio con una cittadina italiana”.

La Cassazione, con una sentenza depositata oggi, ha accolto il ricorso dell’uomo perché “l’applicazione normativa non può ignorare” la legge sulle unioni civili (legge n.76/2016) “giustamente accolta dall’opinione pubblica, dagli operatori e dai teorici del diritto come disciplina epocale, con la quale sono state riconosciute dall’ordinamento statuale e disciplinate positivamente, le unioni tra persone dello stesso sesso e, con esse, anche quelle di fatto tra eterosessuali“. Secondo la Cassazione, infatti, il legislatore voleva “parificare” la nozione di “coniuge” con quella di “persona unita civilmente” attraverso l’introduzione, a fianco del matrimonio, del “contratto di convivenza“. Continua a leggere

LA LIBERA STAMPA IN EUROPA. SUONA LO STESSO SPARTITO.

Condividi su:

di Maurizio Blondet

Sì,  si dovrebbe parlare di cose più gravi e urgenti, come le 140 tonnellate di oro di Gheddafi che la Clinton ha fatto sparire per comprare armi ai terroristi   siriani (rivelazione di Wikileaks), o il riaccendersi delle provocazioni  di Kiev contro i separatisti, o  la ‘liberazione’ di Mossul…ma  questa è troppo bella. Guardate le pagine di Libération. Il giornale della gauche (e dei Rotschild) impegnato a fondo nella satanizzazione di  Vladimir Putin.  Lo stesso spartito suonato in Italia da La Stampa e  da Repubblica

libe-1

“Vladimir Putin – Come fermarlo? Indifferente alle pressioni e alle  messe in guardia, bombarda Aleppo massicciamente. Quale minacce agitare?”

libe-2

“L’occidente di fronte alla Corazzata Putin”

 

 

 

 

 

 

 

libe-11

La cattedrale ortodossa appena  finita  a Parigi  ha una storia  sospetta. Anzi decisamente sporca.

 

Continua a leggere

Report sul “postificio” Alfano

Condividi su:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/video-servizio-report-alessandro-alfano-fratello-134119.htm

 

1. VIDEO: L’INCHIESTA DI ‘REPORT’ SU ALESSANDRO ALFANO, IL FRATELLO DEL MINISTRO ASSUNTO COME DIRIGENTE IN POSTE ITALIANE SENZA CONCORSO E CON 200MILA € DI STIPENDIO
2. LE NOMINE, LA LAUREA BALLERINA, IL CESSO DA 6MILA EURO: ALFANINO AVEVA DIFFIDATO LA RAI ORDINANDO DI NON MANDARE IN ONDA IL SERVIZIO, MILENA GABANELLI SE N’È FREGATA
3. ALFANINO GESTISCE L’ENORME PATRIMONIO IMMOBILIARE DI POSTE ITALIANE IN SICILIA, E LE GARE D’APPALTO MILIONARIE. SOLO CHE PER IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI NON PUÒ FARLO: HA SOLO UNA LAUREA TRIENNALE IN ECONOMIA (DOPO 16 ANNI E QUALCHE INCHIESTA…)
4. SECONDO LA NUOVA LEGGE DEL GOVERNO RENZI-ALFANO, QUESTO TIPO DI DIRIGENTI DEVE AVERE UNA COMPETENZA TECNICA, E DUNQUE UNA LAUREA IN INGEGNERIA O ARCHITETTURA

Continua a leggere

Occorre giudicare Vladimir Putin?

Condividi su:

di Thierry Meyssan

Occorre giudicare Vladimir Putin?

Fonte: Megachip

Nel considerare Vladimir Putin quale responsabile della ripresa della Russia, i neoconservatori statunitensi e israeliani tentano dal 2011 di arrestarlo, giudicarlo e condannarlo davanti a un tribunale internazionale. Fedele servitore della loro strategia, il presidente francese François Hollande ha pubblicamente suggerito di renderlo responsabile dei crimini dei jihadisti in Siria.
DAMASCO (Siria) – Durante la seconda guerra mondiale, il capo di Stato francese che aveva abolito la Repubblica, Philippe Pétain, fece giudicare e condannare a morte il suo ex delfino diventato il capo della Francia libera, Charles de Gaulle.
Seguendo questo modello, l’attuale presidente della Repubblica francese, François, Hollande ha evocato la possibilità di aprire un procedimento giudiziario internazionale per i crimini di guerra commessi in Siria e di giudicare non solo il Presidente della Repubblica araba siriana, Bashar al-Assad, ma anche quello della Federazione Russa, Vladimir Putin [1]; propositi ripresi in modo sfumato dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
Queste dichiarazioni intervengono allorché il Canada, gli Stati Uniti, la Francia, i Paesi Bassi e il Regno Unito sostengono i jihadisti di Aleppo Est contro Hezbollah, l’Iran, la Russia e la Siria. [2]
La volontà di condannare Putin non giunge nuova (ci fu già in successione per la seconda guerra di Cecenia, per l’Ucraina e ora per la Siria). È un’idea ricorrente dei neoconservatori statunitensi e israeliani. Durante la campagna elettorale presidenziale russa del 2012, gli Stati Uniti avevano addirittura proposto al presidente Medvedev di aiutarlo a presentarsi contro Vladimir Putin, di finanziare la sua campagna elettorale e di dargli un pieno accesso ai circoli dei dirigenti del pianeta qualora avesse preso l’impegno di consegnare loro Vladimir Putin. Cosa che evidentemente non ha fatto.

Continua a leggere

L’Europa dell’Est tra Soros e Nato

Condividi su:

di Matteo Carnieletto

L’Europa dell’Est tra Soros e Nato

Fonte: Gli occhi della guerra

Nello scontro tra America e Russia i Balcani e l’Europa orientale hanno un ruolo centrale. I fatti di cronaca degli ultimi anni (la rivolta in Ucraina, per esempio) e la sempre maggior attenzione nei confronti dei Paesi baltici (è di oggi l’annuncio del segretario della Nato Jens Stoltenberg che i soldati italiani si affiancheranno a quelli canadesi in una missione a ridosso dei confini russi) stanno lì a dimostrarlo.

Il motivo  di questo scontro è stato enunciato con chiarezza da Zbigniew Brzezinski ne La grande scacchiera . Innanzitutto l’allargamento della Nato e dell’Unione europea e poi un sempre maggior interessamento della Nato nei confronti dei Paesi baltici (pp. 82 – 84). Esattamente quello che è successo nel corso di questi anni. Non a caso, Fulvio Scaglione ha detto che, in seguito alla guerra in Ucraina, si stanno realizzando i piani di Brzezinski. Dell’Ucraina, il politologo scriveva: “Il Paese più importante resta l’Ucraina. E, con la progressiva espansione dell’Unione Europea e della Nato, essa dovrà scegliere infine se entrare a far parte di entrambe queste organizzazioni (…). Ma, anche se ciò richiederà del tempo, è bene che già fin d’ora, l’Occidente – mentre intensifica i suoi rapporti economici e la sua collaborazione con Kiev nel campo della sicurezza – cominci a prefigurare una progressivaintegrazione dell’Ucraina, in tempi ragionevoli, tra il 2005 e il 2015, riducendo così il rischio che essa cominci a nutrire il timore che l’espansione dell’Europa, si arresti alla frontiera con la Polonia”.

Ed è proprio alla luce di questi spunti che le elezioni inMontenegro assumono una nuova luce. Nella Nato sì o nella Nato no? È utile andare a istigare ancora Vladimir Putin? Un osservatore acuto come Sergio Romano ha notato che l’espansione della Nato è stata vista da Mosca “come un atto ostile, una potenziale minaccia. Del resto, aprendo la Nato a questi Paesi, che hanno vissuto con l’Armata Rossa in casa e che di Mosca hanno paura, ci siamo portati in casa la maggiore lobby antirussa. Peraltro, chi entra nella Nato, non entra in una qualsiasi alleanza. Entra in un alleanza fatta per combattere, con basi permanenti, un quartier generale, un comandante in capo, un presunto potenziale nemico. Un’organizzazione che ha minuziosamente predisposto un sistema di assistenza reciproca che gli Stati devono darsi. Difficile leggere questo allargamento in un’ottica che non sia ostile alla Russia”. Continua a leggere

Peggio di Trump c’è solo la Clinton

Condividi su:

di Diego Fusaro

Peggio di Trump c’è solo la Clinton

Fonte: Il Fatto Quotidiano

L’aspetto che più sorprende della campagna elettorale statunitense è che palesemente la Clinton e i suoi sostenitori non sembrano avere sostanziali argomentazioni se non quella che fa leva sul fatto che non deve vincere Trump. Come se, appunto, la sola ragione del programma della Clinton fosse quella secondo cui scaturirebbero disastri dall’eventuale vittoria del suo rivale.

Intanto, però, i disastri veri li abbiamo visti, a oggi, combinati dalla Clinton e non da Trump, che non ha ancora governato in alcun modo. Chi scrive non è affatto un sostenitore di Trump. E come si potrebbe, d’altro canto, essere sostenitori di un simile personaggio, con tutti i limiti e le contraddizioni che il sistema mediatico non ha mancato di mettere in rilievo?

Non di meno, chi scrive è anche pronto ad avventurarsi a sostenere che peggio di Trump potrebbe esservi solo la Clinton. La quale – lo sappiamo – è aperta sostenitrice dell’ultraliberismo imposto da quei trattati di “libero scambio” che vanno palesemente a nocumento dell’Europa e segnatamente dell’Italia e della sua rete di microimprese destinate a essere letteralmente schiacciate dalle multinazionali. Continua a leggere

1 506 507 508 509 510 511 512 863