L’avv. Luigi Bellazzi (in foto) è un pezzo di storia politica veronese. Non andiamo d’accordo su molte cose, ma ci riconosciamo profonda onestà intellettuale e coraggio.
Questa lettera aperta, non ancora pubblicata dal giornale (lo sarà mai?) è un’analisi precisa della situazione del vero “modello Verona” che condividiamo in pieno, sapendo che quello che avviene nella città scaligera accade certamente anche altrove. Ma pochi osano dire e scrivere, quello che tutti sanno ma tacciono per pigrizia, piaggeria, adeguamento al Sistema, collusione. Sul suo profilo Facebook ha scritto questi pensieri, lasciando libertà a chiunque voglia riprenderli, per farli anche propri, come facciamo noi:
Verona, 05/10/16
Egregio Signor
Dr. MAURIZIO CATTANEO
Direttore De L’Arena
Distinto Direttore,
da più di mezzo secolo, ogni mattina, acquisto L’ Arena. La considero un po’ cosa mia.
Mi rammaricano le voci di un crollo delle vendite, dalle vette delle 70 mila copie al tempo di Beppino Brugnoli alle odierne 25 mila.
E’ vero c’è la crisi, c’è la rete, ci sono sempre più radio e tivù, ma alla fine c’è il motivo fondante nel crollo delle vendite: manca l’interesse del lettore per spendere un Euro e passa.
La sfida dei quotidiani sta nel saper coniugare notizia (il pretesto) ed informazione (l’interesse).
Oggi per Verona, la crisi economica può dirsi “peggio di ieri e meno peggio di domani”. Continua a leggere














di Antonio Russo
